Zyklon B
Zyklon B (o Zyclon B) era il nome commerciale di un agente fumigante a base di acido cianidrico (o acido prussico), famoso per essere stato utilizzato come agente tossico nelle camere a gas di alcuni campi di concentramento e sterminio nazisti.
Anche se utilizzato solo in un numero limitato di campi,[1] principalmente ad Auschwitz e Majdanek, lo Zyklon B è oggi ricordato come uno dei simboli più tragicamente evocativi della Shoah.
L'uso della parola Zyklon (ciclone in tedesco) ha spinto la comunità ebraica a chiedere nel 2002 alla Bosch Siemens Hausgeräte e alla Umbro di ritirare i loro tentativi di usare o registrare tale termine per loro prodotti.[2]
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[modifica] Uso sulle persone
Il pesticida, sviluppato originariamente negli anni venti da Fritz Haber[3], un ebreo tedesco che fu costretto a emigrare nel 1934, fu usato dalla Germania nazista nelle camere a gas dell'olocausto nei campi di sterminio di Auschwitz e Majdanek.
Lo Zyklon B si presentava in forma di granuli composti di polpa di legno o terra diatomacea. Tali granuli, di colore bluastro, erano impregnati di acido cianidrico, di uno stabilizzatore e di gas lacrimogeno o irritante che aveva lo scopo di segnalare la presenza del gas prima della sua effettiva evaporazione. Una volta estratto dai suoi contenitori ermetici, l'acido cianidrico contenuto nei granuli evaporava ad una temperatura di 26 gradi Celsius.[4]
Lo Zyklon B fu inizialmente usato nei campi di concentramento per lo spidocchiamento e il controllo del tifo. Fu sperimentato per la prima volta su 600 prigionieri di guerra russi e 300 ebrei il 3 settembre 1941, nel campo di Auschwitz I. Lo Zyklon B era fornito dalle ditte tedesche Degesch (Deutsche Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung mbH - che significa Società tedesca per la disinfestazione) e Tesch u. Stabenow Hamburg Internationale Gesellschaft für Schädlingsbekämpfung mbH, comunemente nota col nome "TESTA", due società del gruppo della I.G. Farben (della quale faceva parte anche l'azienda Bayer), colosso dell'industria tedesca, amministratore della quale era il professor Karl Wurster, che deteneva il brevetto. Il gas fu utilizzato in principio unito a un agente irritante che la stessa società aggiungeva; successivamente, per ordine dell'ufficiale Kurt Gerstein, fu eliminato l'irritante. A tale provvedimento la società si oppose, perché il suo brevetto riguardava proprio l'aggiunta di tale irritante. L'irritante aveva lo scopo di fungere da segnalatore della presenza del gas (che nel suo stato puro è inodore e quindi non riconoscibile) per favorire gli stessi inservienti che dovevano utilizzarlo, ma fu tolto in quanto le stesse SS ritennero che in sua assenza il processo di uccisione fosse più veloce. La stessa società in origine forniva al campo, oltre al gas, anche il personale addetto a maneggiare il gas. Nel 1942 la distribuzione del gas all'interno del corpo delle SS fu regolamentata centralmente dall'istituto di igiene di Berlino delle stesse SS, diretto da Joachim Mrugowsky.
I nazisti ordinarono alla Degesch di produrre lo Zyklon B senza l'agente irritante, segnalatore di pericolo chimico[5], contravvenendo alle leggi tedesche. Dopo la seconda guerra mondiale, due direttori della Tesch vennero processati da una corte militare britannica e vennero giustiziati per aver preso parte alla fornitura del materiale.
Dai bonifici effettuati dalle SS a questa società si deduce che furono forniti al campo di concentramento di Auschwitz:
L'acido cianidrico, ad una concentrazione di 200mg per m3 d'aria, è sufficiente ad uccidere un uomo in circa 10 minuti[6]
Da cinque a sette chili di Zyklon B venivano fatti cadere nella camera della morte attraverso un'apertura nel soffitto per uccidere da 1.000 a 2.000 persone nel giro di pochi minuti.[7]
L'azione tossica si deve allo ione CN-, il quale si lega agli enzimi ossidanti preposti alla respirazione cellulare, in particolar modo all'enzima citocromo-ossidasi, provocando l'anossia. I sintomi da intossicazione erano la perdita di coscienza e le convulsioni e dopo circa 15 minuti sopraggiungeva la morte nel 100% dei casi. Laddove l'uso di tale metodo si fosse rivelato antieconomico, i nazisti preferivano utilizzare iniezioni di fenolo: ad Auschwitz veniva utilizzata una soluzione acquosa di fenolo, iniettata direttamente nel ventricolo sinistro, la quale causava la morte entro 10-15 secondi.
L'utilizzo del gas all'interno del campo era riservato a personale specializzato, in origine come sopra citato fornito della stessa società fornitrice, in seguito fu costituito un gruppo di "disinfettori" (Desinfektoren) membri del servizio sanitario delle SS, successivamente furono impiegati dei sottufficiali delle SS.
[modifica] La tesi negazionista
Tra i principali negazionisti dell'Olocausto, Robert Faurisson sostiene che non esistano prove verificabili che abbiano dimostrato il funzionamento tecnico dello sterminio mediante camere a gas con Zyklon B. In particolare Faurisson, contesta la testimonianza del comandante di Auschwitz Rudolf Höss, secondo la quale una squadra speciale (Sonderkommando), costituita da ebrei, metteva in moto un apparecchio di ventilazione ed entrava pochi minuti dopo la gasazione, magari fumando o mangiando, prendeva i cadaveri, li portava fuori, e poi verso i forni crematori per incenerirli.
Faurisson ritiene tutto ciò assurdo, perché lo Zyklon B ha come caratteristica particolare quella di attaccarsi fortemente alle superfici, e di penetrare nella pelle. Lo Zyklon penetra sia nelle pareti e nei mattoni che nel corpo umano, e soprattutto se la superficie è viva, la miscela agisce restando attiva. Secondo lo studioso francese è fisicamente impossibile che coloro che entravano a contatto con i cadaveri degli ebrei potessero fumare perché l’acido cianidrico è altamente esplosivo. Infine, sempre secondo Faurisson, è impossibile toccare cadaveri di gente uccisa dall’acido cianidrico.
Le tesi chimico/ingegneristiche di Faurisson e degli altri negazionisti - pur non avendo alcun peso nella storiografia scientifica - sono state sottoposte a critica da vari autori. In particolare, nel corso del processo per diffamazione intentato dal negazionista britannico David Irving alla studiosa americana Deborah Lipstadt venne presentata una completa expertise scientifica a cura del chimico americano Richard Green, che contribuì al rigetto della causa da parte della corte[8]. Tale tesi ribatté specificamente tutte le affermazioni di Faurisson e degli altri negazionisti. Le tesi negazioniste hanno infine trovato ampia smentita non solo nelle aule di tribunale ma anche nella storiografia[9].
[modifica] Note
- ^ La maggior parte dei campi di sterminio (Chełmno, Bełżec, Sobibór, Treblinka), utilizzava, come agente tossico, monossido di carbonio prodotto dai gas di scarico di grandi motori. È inoltre utile ricordare che non tutte le vittime dell'Olocausto vennero uccise all'interno dei campi di sterminio: circa 1.000.000 - 1.500.000 fu uccisa dalle Einsatzgruppen mediante fucilazione in Unione Sovietica a partire dal giugno 1941.
- ^ (EN) «Siemens retreats over Nazi name». BBC News, 5 settembre 2002. URL consultato in data 1 ottobre 2011.
- ^ Paolo Magionami (7 agosto 2001). Fritz Haber dal sito web «Torinoscienza.it». Riportato il 19 settembre 2007.
- ^ Brian Harmon (1994). Technical aspects of the Holocaust: Cyanide, Zyklon-B, and Mass Murder.
- ^ Nuremburg Doc NI-9913-A Mendelsohn and Detwiler, p 149.
- ^ WHOTAC World Health Organization, Technical Report Series.(WHO, 1211 Geneva, 27, Switzerland) No.1-1950- Volume(issue)/page/year: -,30,1970
- ^ Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers, Jean-Claude Pressac 1989, The Beate Klarsfeld Foundation Page 16.
- ^ L'expertise completa è visibile qui (testo in inglese)
- ^ Si vedano in merito Richard J. Evans, In Defense of History, New York: Norton, 1999; Richard J. Evans, Lying About Hitler: History, Holocaust, and the David Irving Trial, Basic Books, 2002 ISBN 0-465-02153-0; Valérie Igounet, Histoire du négationnisme en France, Seuil, 2000; Valentina Pisanty, L'irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo, Bompiani 1998 ISBN 8845235882; Pierre Vidal-Naquet, Les Assassins de la mémoire, Paris, Maspéro, 1981.
[modifica] Bibliografia
(EN) Jean-Claude Pressac, AUSCHWITZ: Technique and Operation of the Gas Chambers, The Beate Klarsfeld Foundation, 1989 - versione integrale on-line