Yama
Presso la religione induista, Yama è il Deva della morte, "colui che irrimediabilmente trattiene con sé", padrone del regno infero; la deità preposta al controllo e al trapasso delle anime da un mondo all'altro. Figlio di Surya (dio del Sole) e della dea Saranyu, viene chiamato anche Dharma (lett. Giustizia, poiché ha il compito di giudicare le destinazioni delle anime) e Kālá (lett. Tempo, Yama è identificato con il tempo poiché è quest'ultimo a decretare il momento della morte). Svolge la sua funzione di giudice assieme a ChitraGupta; padrone della direzione Sud, è accompagnato da una moltitudine si spiriti inquieti e costantemente insoddisfatti.
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[modifica] Origini e caratteristiche
La prima apparizione di Yama avviene nei Veda. È considerato uno degli esseri più antichi del mondo, e sono state ritrovate forme parallele di questa deità in tutta l'Eurasia. È noto come Yima presso i fedeli di Zoroastro, è considerato della stessa natura di Ymir delle leggende nordiche, mentre è divenuto Enma nelle leggende giapponesi. Alcuni ritengono perfino che abbia le stesse radici mitologiche dell'Abele biblico. Inoltre si può fare un paragone con il dio greco degli inferi, Ade, e con la divinità egizia Horus.
Il nome deriva dalla radice yam ("frenare","finire") uguale a quella mediorientale.
Nelle raffigurazioni tradizionali appare con il corpo verde, con gli occhi infuocati, vestito con abiti rossastri, cavalcante un bufalo nero.[1]
Nella tradizione vedica, Yama (fratello di Manu, progenitore dell'umanità) è considerato il primo uomo che morì, espiando le proprie colpe e ottenendo rifugio presso la dimora celeste; in virtù di questo suo primato, ottenne il controllo sui defunti. In alcuni passaggi, tuttavia, ci si riferisce a lui già come il dio della morte. Durante i funerali, tuttora gli indiani recitano inni vedici dedicati a Yama.
[modifica] Note
- ^ "Dizionario dei mostri", di Massimo Izzi, ediz. L'Airone, Roma, 1997, (alla pag.116 - voce "Yama")