William Henry O'Connell
| Cardinale | |
William Henry O'Connell della Chiesa cattolica |
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| Nato | 8 dicembre 1859, Lowell |
| Ordinato sacerdote |
8 giugno 1884 dal cardinale Lucido Maria Parocchi |
| Consacrato vescovo |
19 maggio 1901 dal cardinale Francesco Satolli |
| Consacrato arcivescovo |
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| Consacrato patriarca |
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| Elevato arcivescovo |
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| Elevato patriarca |
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| Ruoli ricoperti | |
| Proclamato cardinale |
27 novembre 1911 da papa Pio X |
| Deceduto | 22 aprile 1944 |
William Henry O'Connell (Lowell, 8 dicembre 1859 – Boston, 22 aprile 1944) è stato un cardinale statunitense. Fu arcivescovo di Boston dal 1907 alla morte.
Indice |
[modifica] Biografia
Era l'ultimo degli undici figli di John O'Connell e di sua moglie Bridget Farrelly, immigrati irlandesi. Il padre lavorava in una fabbrica tessile e morì quando William aveva quattro anni.[1] Negli anni di liceo, William si distinse nella musica, in particolare al pianoforte e all'organo.[1]
O'Connell si iscrisse nel 1876 al St. Charles College di Ellicott City, nel Maryland. Qui fu allievo del celebre poeta John Banister Tabb. Tornò nel Massachusetts due anni più tardi e si immatricolò nel Boston College, laureandosi nel 1881 con medaglia d'oro in filosofia, fisica e chimica. Proseguì i suoi studi al Pontificio Collegio Americano del Nord di Roma.
O'Connell fu ordinato presbitero dal cardinale Lucido Maria Parocchi l'8 giugno 1884. Una pneumonia e una congestione bronchiale lo costrinsero a rinunciare al dottorato in teologia presso la Pontificia Università Urbaniana, obbligandolo a ritornare negli Stati Uniti nel 1885 senza aver conseguito il titolo accademico. [1]
Prestò il suo ministero pastorale nella chiesa di San Giuseppe a Medford fino al 1886, da cui fu trasferito alla chiesa di San Giuseppe del West End di Boston.[1] Nel 1895 tornò a Roma, con l'incarico di rettore del Pontificio Collegio Americano del Nord. Ottenne il titolo di prelato domestico di Sua Santità nel 1897.
L'8 febbraio 1901 O'Connell fu nominato vescovo di Portland da papa Leone XIII. Ricevette la consacrazione episcopale nella Basilica Laterana il 19 maggio dello stesso anno dal cardinale Francesco Satolli, co-consacranti gli arcivescovi Edmund Stonor e Rafael Merry del Val. Al suo arrivo nel Maine fu accolto ufficialmente dal governatore John F. Hill.[1] Papa Pio X gli donò un reliquiario della Vera Croce dopo il Conclave del 1903.[1]
Nel 1905, in aggiunta ai suoi doveri di vescovo diocesano, O'Connell fu nominato inviato papale presso l'imperatore del Giappone Meiji; ricevette allora la decorazione di Gran Cordone dell'Ordine del Sacro Tesoro. Nel 1905 divenne assistente al Soglio pontificio. All'epoca si parlava di una sua "autocandidatura" all'arcidiocesi di Boston, per via delle sue donazioni per le cause promosse dalla Santa Sede e delle sue dichiarazione pubbliche di lealtà al papa..[2]
Il 21 febbraio 1906 O'Connell fu nominato arcivescovo coadiutore di Boston con diritto di successione e arcivescovo titolare di Costantina. Affiancò l'arcivescovo John Joseph Williams, la cui salute era declinante. Alla morte dell'arcivescovo Williams, il 30 agosto 1907 gli succedette come arcivescovo.
O'Connell favorì una gestione centralizzata delle organizzazioni diocesane, fra cui scuole, ospedali e ricoveri. O'Connell ebbe un immenso potere politico e sociale nel Massachusetts, guadagnandosi il soprannome di "Number One."[2] Ad esempio, esercitò la sua influenza per opporsi alla legge del 1935 che voleva istituire una lotteria statale nel Massachusetts e si schierò per il no al referendum del 1942 che voleva liberalizzare il controllo delle nascite statale.[2] L'unico politico del tempo che ebbe un'influenza paragonabile a quella del cardinal O'Connell fu il governatore (e futuro presidente degli Stati Uniti d'America) Calvin Coolidge, ma anche Coolidge scelse accortamente le sue battaglie, cercando di evitare il più possibile di opporsi all'arcivescovo. Negli anni prima della Seconda guerra mondiale O'Connell fu un punto di riferimento per i neutralisti, che cercavano di mantenere gli Stati Uniti estranei al conflitto, prima della battaglia di Pearl Harbor.
Papa Pio X lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 27 novembre 1911. Fu il primo arcivescovo di Boston ad essere innalzato alla dignità cardinalizia ed ebbe il titolo cardinalizio di San Clemente. Sarà il penultimo cardinale nominato da Pio X a morire: gli sopravvisse solo Gennaro Granito Pignatelli di Belmonte.
O'Connell arrivò in ritardo a due conclavi di fila, nel 1914 e nel 1922, per lo svantaggio di dover attraversare l'Oceano Atlantico. A seguito della sua protesta papa Pio XI volle allungare a quindici giorni il tempo fra la morte del papa e l'ingresso nel conclave[3]. O'Connell riuscì a partecipare al conclave del 1939, che elesse papa Pio XII.
Morì il 22 aprile 1944 all'età di 84 anni.
Durante il suo episcopato a Boston, lungo 36 anni, il numero delle religiose consacrate passò da 1567 a 5459; quello delle parrocchie da 194 a 322; le chiese cattoliche aumentarono da 248 a 375; i sacerdoti diocesani da 488 a 947.[4]
[modifica] Prese di posizione
[modifica] Lavoro minorile
Si oppose al Child Labor Amendment, una proposta di emendamento costituzionale che disponeva che il lavoro minorile fosse regolato da leggi federali, anziché statali.
[modifica] Hollywood
Denunciò Hollywood come "lo scandalo della nazione".
[modifica] Teorie di Albert Einstein
Si espresse contro le teorie religiose di Albert Einstein, considerandolo un "autentico ateismo, quantunque mascherato da panteismo cosmico."[5]
[modifica] Eutanasia
Si oppose all'eutanasia, definendo la sofferenza "la disciplina dell'umanità".
[modifica] Pudicizia
Espresse posizioni intransigenti sulla pudicizia, giungendo a comunicare ai suoi preti che avrebbero potuto rifiutarsi di amministrare la Comunione alle donne che portavano il rossetto.[5]
[modifica] Musica pop
Si oppose anche alle canzonette, affermando che "Nessun vero Americano praticherebbe quest'infima arte. Infatti, non sono uomini...Se ascoltate attentamente troverete il più basso appello all'emozione sessuale dei giovani."[6]
[modifica] Rapporti con il cardinal Spellman
Non era in rapporti molto cordiali con il cardinale Francis Spellman, che fu suo vescovo ausiliare O'Connell's prima di essere promosso arcivescovo di New York; una volta dichiarò "Francis riassume in sé ciò che accade a un bibliotecario quando gli insegni a leggere."[7]
[modifica] Ecumenismo
Prese posizioni nette contro l'ecumenismo. Ad esempio nel 1908 durante le cerimonie del centenario dell'arcidiocesi di Boston, la città dei Puritani, dichiarò che i Puritani erano tramontati, ma i cattolici rimanevano. [8]
[modifica] Lo scandalo del nipote James
Nel 1906 O'Connell fu trasferito a Boston come vescovo ausiliare per sostituire l'anziano arcivescovo malato. Dopo una verifica delle finanze dell'arcidiocesi di Boston, da parte del vescovo Louis Walsh, furono riscontrate gravi lacune con ingenti ammanchi di denaro. Walsh scrisse allora una lettera all’arcivescovo per chiedergli un risarcimento: nella sua concisa risposta il prelato non ammise nulla, ma accluse un assegno di 25.576 dollari per colmare l'ammanco[9]. Nel 1907 l'arcivescovo scelse come proprio segretario generale e cancelliere padre James O'Connell, suo nipote, al quale affidò la contabilità e la direzione finanziaria dell'arcidiocesi, oltre alla corrispondenza con i parroci. Padre James ebbe una relazione con la moglie di un medico, la quale divorziò dal marito nel 1913 e sposò il monsignore davanti a un giudice di pace. Per oltre sette anni padre James O'Connell condusse una doppia vita usando il cognome Roe quando era nella sua casa a Manhattan, e recandosi regolarmente a Boston per i suoi doveri ecclesiastici. Per poter finanziare la sua vita da sposato James speculava in immobili utilizzando ingenti risorse economiche sottratte dalle casse della Chiesa: un sacerdote, padre John Mullen, ha in seguito affermato che questi furti ammontavano a circa 750.000 dollari[10]. Mentre monsignor James non subì alcuna reprimenda da parte dello zio, il nunzio apostolico di Washington chiese che il cancelliere venisse estromesso. In seguito i vescovi del New England reclamarono l'estromissione del cardinale perché aveva tollerato la condotta immorale del nipote, affidando una lettera al vescovo Louis Walsh che si recò a Roma per sollecitare a papa Benedetto XV la destituzione. Il pontefice stabilì che i vescovi statunitensi avrebbero dovuto raggiungere un accordo riguardo alla colpevolezza del cardinale prima di chiedere un intervento del Vaticano. Non trovando consenso unanime tra i vescovi, il cardinale restò a Boston, anche in considerazione del fatto che le violazioni rivelate nel “Foro interno” non erano state rese pubbliche[9].
[modifica] Note
- ^ a b c d e f Francis Thornton. «William Cardinal O'Connell». Our American Princes.
- ^ a b c James M. O'Toole. «Number One». Boston College Magazine2003.
- ^ Motu proprio Cum proxime, 1º marzo 1922
- ^ Thomas O'Connor, Boston Catholics - A History of the Church and Its People
- ^ a b «Death of a Cardinal». Time magazine', 1º maggio 1944.
- ^ «People, Jan. 18, 1932». Time magazine', 18 gennaio 1932.
- ^ «The Master Builder». Time magazine', 8 dicembre 1967.
- ^ [1]
- ^ a b Jason Berry, La cassa del Vaticano, Newton C., Roma, 2012
- ^ James O'Toole, Militant and Triumphant: William Henry O'Connell and the Catholic Church in Boston, 1859-1944, University of Notre Dame Press, 1992
[modifica] Genealogia episcopale
| Per approfondire, vedi la voce Genealogia episcopale. |
- Cardinale Scipione Rebiba
- Cardinale Giulio Antonio Santorio
- Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
- Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
- Cardinale Ludovico Ludovisi
- Cardinale Luigi Caetani
- Cardinale Ulderico Carpegna
- Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri Degli Albertoni
- Papa Pietro Francesco Orsini, O.P.
- Papa Prospero Lorenzo Lambertini
- Cardinale Enrique Enríquez
- Arcivescovo Manuel Quintano Bonifaz
- Cardinale Buenaventura Córdoba Espinosa de la Cerda
- Cardinale Giuseppe Maria Doria Pamphilj
- Papa Francesco Saverio Castiglioni
- Papa beato Giovanni Maria Mastai Ferretti
- Cardinale Raffaele Monaco La Valletta
- Cardinale Francesco Satolli
- Cardinale William Henry O'Connell
[modifica] Bibliografia
- Thomas H. O'Connor, Boston Catholics, Northeastern University Press, 1998. (ISBN 1-55553-359-0)
- Walter H. Peters, The Life of Benedict XV, Milwaukee, The Bruce Publishing Company, 1959
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su William Henry O'Connell
[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) Biografia sul sito Cardinals di Salvador Miranda
- Dati riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [2]
| Predecessore | Vescovo di Portland | Successore | |
|---|---|---|---|
| James Augustine Healy | 22 aprile 1901 - 21 febbraio 1906 | Louis Sebastian Walsh |
| Predecessore | Arcivescovo titolare di Costantina di Osroene | Successore | |
|---|---|---|---|
| Edward Barron | 6 febbraio 1906 - 30 agosto 1907 | Joseph Rabbani |
| Predecessore | Arcivescovo di Boston | Successore | |
|---|---|---|---|
| John Joseph Williams | 30 agosto 1907 - 22 aprile 1944 | Richard James Cushing |
| Predecessore | Cardinale presbitero di San Clemente | Successore | |
|---|---|---|---|
| Gennaro Portanova | 27 novembre 1911 - 22 aprile 1944 | John Joseph Glennon |
| Predecessore | Cardinale Protopresbitero | Successore | |
|---|---|---|---|
| Lev Skrbenský z Hřiště | 1938 - 22 aprile 1944 | Alessio Ascalesi |