Werner von Haeften

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Werner Karl von Haeften

Werner Karl von Haeften (Berlino, 9 ottobre 1908Berlino, 21 luglio 1944) è stato un ufficiale tedesco durante la seconda guerra mondiale, compartecipe dell'attentato a Hitler del 20 luglio 1944.

Indice

[modifica] Biografia

Werner von Haeften nacque a Berlino il 9 ottobre 1908; il padre, Hans von Haeften, fu un ufficiale della Wehrmacht e successivamente presidente dell'Archivio Nazionale, Reichsarchiv, a Potsdam. Si laureò in giurisprudenza all'università di Berlino e, dopo la conclusione degli studi, lavorò presso una banca ad Amburgo dove svolse l'attività di consulente fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando si arruolo nell'esercito tedesco.

All'inizio del conflitto prestò servizio, con il grado di tenente, dapprima come ufficiale della riserva e successivamente come comandante di un plotone di fanteria sul fronte orientale durante l'Operazione Barbarossa dove, nell'inverno del 1942, fu ferito gravemente e rimpatriato, non riuscendo a riprendere servizio prima del 1943 quando, dopo essersi ristabilito, ricevette un incarico a Berlino allo Stato Maggiore della riserva come aiutante del colonnello Claus Schenk von Stauffenberg.

[modifica] L'attentato del 20 luglio 1944

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Attentato a Hitler del 20 luglio 1944.

Il colonnello Stauffenberg in quel periodo stava iniziando a pianificare l'attentato contro Hitler che, a seguito della sua morte, avrebbe dovuto, nelle intenzioni dei cospiratori, consentire l'instaurazione di un nuovo governo e portare alla pace con gli alleati e l'incarico che il colonnello ricopriva, Capo di Stato Maggiore della riserva, gli consentiva di avvicinarsi al dittatore durante le riunioni. Il 20 luglio 1944 Haeften, insieme a Stauffenberg, si recò alla Wolfsschanze, la tana del lupo, il quartier generale di Hitler, sito a Rastenburg, nella Prussia Orientale, dove avrebbero dovuto fare esplodere due cariche di esplosivo al plastico all'interno del bunker dove si tenevano le riunioni.

La sala riunioni della tana del lupo dopo l'esplosione del 20 luglio 1944

A causa di una serie di circostanze sfortunate quali l'innesco di una sola delle cariche e lo spostamento della riunione dal bunker, dove gli effetti dell'esplosione sarebbero stati con tutta probabilità letali, alla sala riunioni, un edificio in legno, la deflagrazione non ebbe gli effetti voluti e, nonostante i due riuscissero ad allontanarsi ed a fare ritorno a Berlino, la vista dell'esplosione fece ritenere loro che l'attentato fosse riuscito e fu dato inizio all'Operazione Valchiria per la destituzione del governo nazista.

Lapide in ricordo dei cospiratori del 20 luglio, sita nel palazzo di Bendlerblock

Il Führer tuttavia sopravvisse, riportando solo lievi ferite, ed il colpo di stato di conseguenza fallì; il tenente von Haeften, che si trovava nel palazzo di Bendlerblock, sede del Ministero della guerra, utilizzato come quartier generale della cospirazione, insieme ai principali congiurati: Stauffenberg, il generale Friedrich Olbricht, il colonnello Albrecht Mertz von Quirnheim ed il generale Ludwig Beck, fu arrestato dal maggiore Otto Ernst Remer ed immediatamente condannato a morte su ordine del generale Friedrich Fromm, comandante della riserva ed a conoscenza dei piani dell'attentato.

Tutti i cospiratori, ad eccezione di Beck al quale fu concesso di suicidarsi, furono uccisi poco dopo la mezzanotte da un plotone di esecuzione composto da dieci uomini del reggimento Großdeutschland nel cortile dello stesso edificio e, quando fu il turno di Stauffenberg, un attimo prima della sua fucilazione, Haeften si frappose tra lui ed il plotone rimanendo ucciso dai proiettili destinati al colonnello.

Immediatamente dopo l'esecuzione il corpo del tenente von Heften fu traslato nel cimitero di Schöneberg ma, su ordine di Himmler, fu riesumato, cremato e le ceneri disperse e, successivamente, anche il fratello di Haeften, Hans, subì la medesima sorte e fu giustiziato il 15 agosto nel carcere di Plötzensee.

[modifica] Filmografia

[modifica] Note


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