Viverone
| Viverone comune |
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panorama viveronese (punta Becco) |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Antonino Lodovico Rosa (lista civica Vitisviva) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°25′29″N 8°3′16″E / 45.42472°N 8.05444°ECoordinate: 45°25′29″N 8°3′16″E / 45.42472°N 8.05444°E | ||||
| Altitudine | 287 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 12,38 km² | ||||
| Abitanti | 1 435[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 115,91 ab./km² | ||||
| Frazioni | Bertignano, Comuna di Viverone, Masseria, Rolle, Veneria | ||||
| Comuni confinanti | Alice Castello (VC), Azeglio (TO), Piverone (TO), Roppolo, Zimone | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 13886 | ||||
| Prefisso | 0161 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 096080 | ||||
| Cod. catastale | M098 | ||||
| Targa | BI | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 704 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | viveronesi | ||||
| Patrono | Santa Maria Assunta, san Rocco | ||||
| Giorno festivo | 15 e 16 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Viverone (Vivron in piemontese) è un comune italiano di 1.425 abitanti della provincia di Biella in Piemonte.
Sorge sulle sponde biellesi del Lago di Viverone, il terzo lago della regione per estensione.
Indice |
[modifica] Geografia
Il comune è situato all'incontro di tre province: Biella (alla quale appartiene), Torino (proprietaria di 1/6 delle rive del lago sotto il Lido di Anzasco di Piverone), e Vercelli.
Il territorio viveronese copre una vasta zona collinare e lacustre; quest'ultima va dalla costa nord del Lago, (zone Porticciolo e Villa,confinanti con Anzasco), il Lungolago fino a Punta Becco (promontorio orientale del lago), fino alle rive meridionali, con le frazioni di Comuna di Viverone, Masseria e Veneria.
La presenza poi, di una insenatura paludosa verso sud-ovest ne delimita il confine verso Torino. Il turismo offre belle passeggiate sulla passerella Lungolago e la possibilità di sport acquatici e navigazione. Il borgo si raggiunge salendo la collina, dalla ex Strada statale 228 del Lago di Viverone, che collega Santhià e Ivrea. L'agglomerato si estende in lunghezza e separando il lago dalla collina stessa.
Sulla collina, Viverone si estende a nord-ovest con le parti boschive della Serra Morenica di Ivrea (Casa Albert/Cascine Ponente), quindi la parte boschiva del Comune di Zimone (zone Sette Fontane e Monte Orsetto). Verso nord-est invece con le frazioni Rolle e Bertignano; quest'ultima è nota sia per i resti del ricetto (XV secolo), sia per la presenza del piccolo Lago di Bertignano, ex sito idroelettrico, luogo di interesse storico-archeologico ed attuale riserva di pesca.
Verso est il confine con Roppolo,noto per il Castello medioevale e sede di Enoteca Regionale del Piemonte.
[modifica] Storia
[modifica] Origine del nome
L'etimologia Viverone è incerta. Forse deriva da Veprio (o Vibrio), nome latino di un prediale latifondista della zona (da dei documenti ritrovati del 1123). Il nome avrebbe poi subìto altre variazioni in Veprio-onis, Vibrio-onis, Veveronis, Vevrono, Viveronis '. Altre ipotesi meno sicure sono da connettersi al motto dello stemma Vitis viva, cioè vite fertile, indicando la ricchezza enologica della zona, oppure da vivaium, inteso come vivaio di pesci. Il nome Rolle potrebbe indicare il rol, il rovere che dominava la vegetazione, e Bertignano da Brictus, Britto, cioè il bretone, da antichi insediamenti celti, e forse di due antichi nobili che si suddivisero queste due frazioni feudali.
[modifica] Preistoria
Il ritrovamento di resti di costruzioni preistoriche palafitticole sui fondali del Lago, altri resti in altri siti della zona (quali, ad esempio, la Cava di Purcarel a Bertignano) più alcuni reperti quali oggetti vari, monili e due piroghe rinvenute dai fondali del Lago di Bertignano nel 1912 e nel 1982 (entrambe conservate al Museo d'Antichità di Torino), confermano la presenza di popolazioni viveronesi già dall'epoca del Neolitico, e poi ancora dell'Epoca del Rame e del Bronzo (2000-700 a.C.).
Il clima e l’uso di strumenti in bronzo favorirono la crescita demografica, anche fuori dal contesto lacustre.
[modifica] Periodo romano
Viverone fu certamente un frequente crocevia del passaggio di eserciti romani alla conquista della Gallia e del Nord Europa.
Dopo la caduta dell'Impero Romano del 476, Viverone non fu invasa dai barbari,poiché già territorio del Sacro Romano Impero sotto il Capitolo di Santo Eusebio di Vercelli (305-371),primo vescovo e patrono del Piemonte. Fu anche il santo che diffuse il culto di venerazione della Madonna Nera del Santuario di Oropa, culto praticato in tutto il territorio biellese.
[modifica] Medioevo
Dal X al XIX secolo, i passaggi a Viverone dei Franchi e dei Longobardi secolo non lasciarono particolari tracce storiche. Dal 980 d.C. Viverone visse l'epoca di feudi carolingi, coi vassalli di Re Arduino d'Ivrea, che sfidò la Chiesa di Vercelli per dominare sul territorio eporediese. Dopo la sua caduta, Viverone (così come Santhià e Vercelli), continuò ad essere una tappa obbligata dei cristiani in pellegrinaggio lungo la Via Francigena. Da documenti risalenti al 1151 (Papa Eugenio III) e del 1159 (Federico I Barbarossa), danno Viverone come una località in gestione all'Ordine Benedettino. Fu in quegli anni che sorse sulla collina l'antica chiesetta di San Michele, poi chiamata "Cella di S. Marco", quindi "Cella di S. Michele" o "Cella Grande" (ed oggi sede di una azienda agricola). Erano chiamate "celle" tutti quei siti religiosi dedicati alla preghiera monacale. Altri documenti del XIII secolo chiamano poi il Lago col nome di "S.Martino", in onore di una chiesetta benedettina (oggi scomparsa), presso frazione Comuna.
Dal XII al XIII secolo Viverone fu teatro di scontri tra franchi e longobardi per il dominio del lago e delle colline,portando però il paese a un lento degrado. Gli scontri si ridussero tra vercellesi guelfi clericali (cui spicca il conte Pietro Bichieri,o Bicchieri,nipote del Cardinale Guala) e gli anticlericali ghibellini.
Con la vittoria dei Guala-Bicchieri,Viverone fu nuovamente conteso nel 1350, e questa volta tra i Visconti longobardi ed i Savoia-Acaia piemontesi.
I Visconti furono aiutati militarmente da Facino Cane, un condottiero mercenario al soldo di Teodoro II del Monferrato, che nel 1391 saccheggiò barbaramente il territorio.
Nel 1404 il Duca Amedeo VIII di Savoia riuscì però a sconfiggere i Visconti, riprendendo Viverone. Poi, diede in gestione il paese al fedele Marchese Mercurino Arborio di Gattinara (1465-1530), gran cancelliere di Carlo V e futuro Cardinale.
In questo periodo, Viverone visse un'epoca di splendore e di ricostruzione. Sorse il Ricetto (1420-1460) di Bertignano, come roccaforte di osservazione militare.
[modifica] Dall'epoca moderna ad oggi
Il marchese Gian Aurelio (1620), e, successivamente (1790), il marchese Dionigi, entrambi del nobile casato Arborio di Gattinara[3], godettero dei paesaggi viveronesi, insieme ai vicini Signori del Marchesato di Ponzone, quindi dei Conti di Biandrate, e infine del Marchese Balbiano da Susa (1720-1760). Successivamente, Viverone fu ancora contesa nel XIX secolo tra i nobili di Azeglio, Borgo d'Ale, Alice Castello, Cavaglià e Roppolo, fino ai giorni nostri.
L'Unità d'Italia poi non risparmiò le liti, che continuarono per il dominio dell'amministrazione economico-turistica del territorio. Le percentuali di proprietà del Lago, conteso tra le province di Torino e Vercelli, poi Biella, si definirono solo intorno ai primi del Novecento. Fino a poco tempo fa, alcuni sostenitori della Provincia di Torino usavano chiamare il lago come "Lago di Anzasco".
Dal 1910 al 1940 le acque del Lago di Viverone e del Lago di Bertignano furono utilizzate per scopi industriali; tra i due laghi funzionava una centrale idroelettrica della società Alta Italia. Durante la notte, con dei motori, l’acqua del Lago di Viverone veniva pompata su nel laghetto più alto di Bertignano, mentre di giorno veniva sfruttata l'energia idrica di caduta, nei momenti di maggiore richiesta. Di questo impianto esistono ancora dei resti, quali condotte di collegamento ed una enorme cisterna grigia visibile sulla collina.
Oggi, Viverone rimane un crocevia piemontese ricco di turismo e di tradizioni.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Eventi
- Fiera del paese l'ultimo martedì di luglio di ogni anno, con bancarelle pomeridiane nel centro storico di Via Umberto/P.Zerbola e la grigliata serale all'Oratorio di V.Lucca.
- Eventi turistici, come ad es. gare di barche a vela, movida sul Lungolago il mercoledì sera e il sabato sera durante i periodi estivi.
[modifica] Amministrazione
[modifica] Gemellaggi
Viverone è gemellata con:
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ bruzza.html
[modifica] Voci correlate
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[modifica] Collegamenti esterni
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