Vivarium

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Il Vivarium è stato un monastero fondato da Flavio Magno Aurelio Cassiodoro nei pressi di Squillace, in Calabria. Qui Cassiodoro si ritirò e sotto la sua guida fu raccolta una preziosa biblioteca dove si iniziò un lavoro di trascrizione e traduzione dei testi latini e greci.

Richiamandosi al "vivaio" di Cassiodoro, l'Istituto Teologico Calabro "San Pio X" in Catanzaro ha dato vita - a partire dal 1980 - a VIVARIUM. Rivista di Scienze Teologiche (Reg. Trib. Catanzaro n. 9 del 21/03/1980 - ISSN: 1825-9952). La Rivista esprime la ricerca scientifica e la mediazione culturale della suddetta istituzione accademica aggregata alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Dal 1993, anno di ripresa della nuova serie, esce in tre numeri annuali:

  • - il primo raccoglie gli atti del Convegno organizzato annualmente dalla Rivista;
  • - il secondo ha carattere monografico ed è dedicato ad un tema teologico-pastorale di attualità;
  • - il terzo numero è libero e a disposizione della ricerca dei docenti.

La Rivista VIVARIUM si pone all’attenzione degli studiosi e dei cultori di teologia essendo inserita nel piano dell’offerta formativa dell’Istituto Teologico Calabro a servizio, fra l’altro, della Licenza in Teologia Morale Sociale con indirizzo epistemologico e indirizzo bioetico. Cfr. la sezione «Pubblicazioni» nel sito www.itcspiox.it.

[modifica] La storia

Cassiodoro decise di ritirarsi dall'attività politica e di tornare in Italia; la sua nuova sede fu la terra d'origine della sua famiglia: Scolacium. Egli era deciso a consacrare le sue energie alla pietà e allo studio. Verso l'anno 555, presso alcuni vivai fondò il Monastero di Vivario. Se nello sforzo politico di conciliazione e integrazione fra popolo romano e mondo goto aveva lanciato il coraggioso appello: “Audiat uterque populus quod amamus”, d'ora in poi dal Vivarium diffonderà lo stesso messaggio, però rivolgendosi non alla cerchia ristretta di due popoli, ma all'umanità intera: il suo ideale era diventato più nobile e universale quanto più la cultura è superiore alla politica e lo spirito alla materia. Cassiodoro non sarà più il ministro di un Re, un servitore dello Stato, un governatore o un diplomatico: diventerà ministro di un'altra potenza che ha per missione il dominio dello spirito, il santuario della coscienza, la difesa della verità per dirigere l'uomo al fine supremo per cui è stato creato. Lo squillacese capisce che non è l'integrazione tra Roma e i barbari che permetterà alla romanità di sopravvivere, ma la fusione della romanità con la Chiesa; dall'armonizzazione della cultura pagana con quella cristiana.

Il Vivarium era un specie di “urbs religiosa” nella quale, sotto la guida di due superiori religiosi, oltre all'ideale della vita contemplativa, si cercava un'efficace conciliazione della scienza sacra con quella profana. Veniva lasciata ai monaci la maggiore libertà nella preghiera e nella scelta degli interessi. In questo famoso cenobio Cassiodoro istruiva i suoi monaci alla pietà con continui esercizi religiosi ed allo studio delle lettere e delle scienze sacre e profane, pur procurando di trasmetterle ai posteri col magistero dell'insegnamento e col fare trascrivere codici dai calligrafi. Vi raccolse perciò i tesori della sapienza degli antichi, ed istituì una accademia di studi divini ed umani, simili a quella che, ai giorni nostri, prende il nome di Università.

L'ideale enciclopedico romano divenne cristiano: nasceva così l'esigenza di una biblioteca che fu, per quei tempi, estremamente completa, pagana e cristiana, latina e greca. La biblioteca era ricca di codici pregevolissimi, molto ben divisa e disposta secondo le varie scienze. Anzitutto c'era la Sacra Scrittura, accanto ad essa vi erano i 22 libri della Antichità Giudaica e centinaia di altri libri che trattavano di religione. La struttura fu arricchita di molti libri che trattavano di cosmografia, c'erano le opere di Giulio Oratore, di Marcellino Illirico, il famoso codice di Tolomeo. Seguivano le opere di filosofia e di agraria perché i monaci diventassero intelligenti agricoltori: sono ricordati i trattati di Marziale, di Columella e di Emiliano. Per i monaci addetti alle cure mediche vi erano opere di Ippocrate, di Aurelio Celio, la Terapeutica di Galeno, l'Erbario di Dioscoride. Non potevano sicuramente mancare le opere di Aristotele con la traduzione di Boezio.

Dalle esigenze culturali e spirituali della comunità del Vivariense nasce la ricchissima produzione letteraria di Cassiodoro negli ultimi decenni della sua vita e trattasi di almeno 9 delle 13 o più opere da lui scritte.

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