Vittorio Corona
Vittorio Corona (Aci Castello (Aci Trezza), 3 aprile 1948 – Milano, 24 gennaio 2007) è stato un giornalista italiano.
[modifica] Biografia
Figlio di un capocronista del quotidiano La Sicilia di Catania, inizia nello stesso giornale la sua carriera. Si è poi trasferito a Milano, dove è entrato a far parte della casa editrice Rizzoli, prima come caporedattore di Novella 2000, poi come vicedirettore del settimanale Annabella ed è quindi passato alla Mondadori, come direttore di Grazia.
Dopo una breve parentesi in Sicilia come direttore dell'emittente privata Telecolor, è entrato in RAI dove ha curato per la casa editrice Nuova Eri la fondazione dei mensili Moda e King, di cui è stato per anni direttore. Entrambe le testate si caratterizzavano per un linguaggio grafico e verbale scanzonato e giovanile, in grado di rompere molti schemi editoriali tipici del periodo.
Dal 7 maggio al 15 settembre 1993 è stato assunto dal gruppo Fininvest per progettare un nuovo telegiornale che sarebbe dovuto andare in onda sulla rete Italia 1. L'idea di Corona era di cambiare completamente stile rispetto ai TG tradizionali, facendo irrompere nelle news la satira, il fotomontaggio e la partecipazione degli utenti attraverso fax e telefonate. Il progetto è durato poche settimane perché Corona si è dimesso da Fininvest per sopravvenuti contrasti con Silvio Berlusconi, che in quel periodo iniziava a pianificare l'ingresso in politica.
Nel 1994, Corona è entrato come art director e successivamente come vicedirettore nella nuova testata fondata da Indro Montanelli, La Voce.
Dopo la chiusura de La Voce, Corona ha ricoperto diversi altri incarichi fino all'ultima direzione, quella del periodico di Mondadori Star Tv.
Vittorio Corona era fratello del cronista parlamentare e giornalista Tv Puccio Corona e padre del proprietario dell'agenzia fotografica Corona's, Fabrizio. La sera del 24 gennaio 2007 muore dopo una lunga malattia all'età di 58 anni.
| Predecessore | Direttore di Studio Aperto | Successore |
|---|---|---|
| Emilio Fede | 1993 | Paolo Liguori |