Vito D'Ancona

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Vito D'Ancona (Pesaro, 12 agosto 1825Firenze, 9 gennaio 1884) è stato un pittore italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque a Pesaro da agiata famiglia. Cominciò il suo tirocinio artistico a Firenze studiando incisione presso Samuele Jesi, poi nel 1844 fu ammesso all'Accademia di Belle Arti, dove fu allievo di Giuseppe Bezzuoli. Condivise con l'amico Serafino De Tivoli la passione per la novità impressionista e i primi dipinti en plein air. Nel 1848 partecipò alla spedizione dei Mille.

Nel 1850 frequentò i Macchiaioli che si ritrovavano al Caffè Michelangiolo a Firenze, soprattutto Signorini[1]. Era lui che, colto e benestante, metteva al corrente gli amici delle novità culturali europee. D'Ancona raggiunse il successo con temi di vita comune[2] trattati come all'epoca si trattavano i soggetti storici a Firenze, cioè con toni molto contrastati, di suggestione quasi espressionistica[3], oppure con l'uso di una luce non sfumata, di forte carica emotiva[4]. Da segnalare anche i paesaggi[5], tipicamenti macchiaioli[6], o le scene storiche[7], dove le suggestioni impressionistiche si coniugano ad una rievocazione fantastica.

Sul finire degli anni settanta si trasferì a Parigi presso suoi familiari. Vi rimarrà per circa sette anni, insieme all'amico Serafino De Tivoli, a De Nittis, a Boldini, che costituivano la comunità artistica italiana sulla Senna, e ai francesi Corot e Courbet. Fu durante questo periodo che rimase influenzato dal giapponismo che imperversava in quegli anni nella capitale francese[8].

Nel 1870 soggiornò per un breve periodo a Londra, poi di nuovo a Firenze, dove la sua salute peggiorò. In quest'ultimo periodo la sua arte era ormai una colta rielaborazione della pittura d'interni[9]. Pur malato, partecipò nel 1877 all'esposizione Nazionale di Napoli, vincendo una medaglia d'oro con A porte chiuse: figura di donna nuda. Partecipò anche alla Promotrice di Genova, ma nel 1879 smise di dipingere del tutto[2]. Morì a Firenze il 9 gennaio 1884.

[modifica] Opere

[modifica] Note

  1. ^ con Signorini si recò a Venezia nel 1856 per un lungo soggiorno
  2. ^ a b E. Steingräber, G. Matteucci, The Macchiaioli: tuscan painters of the sunlight, New York, Stair Sainty Matthiesen Gallery, 1984.
  3. ^ Maschere, 1857 ca, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti
  4. ^ L'abbandonata, 1860
  5. ^ Portico, 1861, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, oppure Parco reale (Roma, al Pincio), 1861-62, Firenze, Ente Cassa di Risparmio
  6. ^ *Silvestra Bietoletti, I Macchiaioli: la storia, gli artisti, le opere, Firenze, Giunti, 2001.
  7. ^ L'incontro di Dante e Beatrice, 1860 ca, Londra, collezione privata
  8. ^ N. Broude, The Macchiaioli. Italian Painters of the Nineteenth Century, New York - Londra, Yale University Press, 1987.
  9. ^ (Nudo, 1873, Milano, Galleria d'Arte Moderna - Ritratto muliebre, 1875 ca, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti)

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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