Vincenzo Torriani

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Vincenzo Torriani (Novate Milanese, 17 settembre 1918Milano, 24 aprile 1996) è stato un dirigente sportivo italiano.

Iniziò a collaborare con Armando Cougnet nell'organizzazione del Giro d'Italia nel 1946, di cui nel 1949 divenne direttore unico (patron). Nel 1989 fu costretto, a causa delle cattive condizioni di salute, a delegare gran parte del lavoro operativo a Carmine Castellano che gli successe nel 1993. Fu il primo presidente dell'Associazione Organizzatori Corse Ciclistiche, carica che ricoprì a partire dal 1966.

Negli anni sessanta promosse l'inserimento del Muro di Sormano nel percorso del Giro di Lombardia e della salita del Poggio nel finale della Milano-Sanremo.

[modifica] Biografia

Nato a Novate Milanese il 17 settembre 1918, dal padre Romeo, titolare di un rinomato frantoio in via Repubblica, ha frequentato l'Istituto S.Carlo a Milano e successivamente l'Università Cattolica. Chiamato alle armi si rifugiò in Svizzera, dove agli inizi degli anni quaranta aveva trovato accoglienza e possibilità operative anche clandestine. Forte dei contatti con organismi studenteschi dell'epoca, fu promotore di incontri e raduni tra i connazionali nei campi di internamento elvetici. Fu protagonista di importanti operazioni di "traghettamento" da una parte all'altra del confine con particolare abilità e conoscenza dei rischi, aiutando personalità impegnate con gli alleati, tra cui spiccano Don Carlo Gnocchi ed Eugenio Cefis.

Rientrato in Italia si occupò della ripresa della pubblicazione della "Gazzetta dello Sport", dell'organizzazione di eventi cittadini a Milano e della riorganizzazione del Giro d'Italia sospeso a causa della seconda guerra mondiale. Entrò così a far parte dello staff di Armando Cougnet, cofondatore sin dal 1909 della "rosea" e del "Giro", allora anziano e desideroso di passare il testimone a un giovane capace ed entusiasta. Organizzatore, patron per antonomasia e per professione, distintosi per capacità ed estro, fondò insieme a Jacques Goddet, l'organizzatore del Tour de France, l'Associazione Internazionale Organizzatori Corse Ciclistiche con sede a Parigi. Raggiunse una grande popolarità tra il pubblico sportivo per le sue "invenzioni". Intorno agli eventi sportivi riuscì a polarizzare gli interessi degli investitori, enti pubblici e privati e dei media, facendo raggiungere al Giro altissimi livelli di notorietà carichi di spessore agonistico. Da accorto professionista di organizzazione e produzione di eventi, non trascurò l'importante ruolo delle pubbliche relazioni e anticipando la vocazione "generalistica" di una manifestazione come il Giro, ampliandone la portata e mettendo a fuoco l'idea di un grande appuntamento sportivo, associato anche a spettacolari scenari turistico-culturali e ad iniziative collaterali; il gesto sportivo iniziò così ad essere valorizzato nel rispetto di canoni estetici e nell'intereresse degli stessi protagonisti e del territorio.

Istituì la prima "Lega dei Ciclisti Professionisti" con sede a Milano, puntando alla difesa della professionalità anche nel settore agonistico. Collateralmente lanciò il primo Giro Festival - passerella musicale itinerante - creò la Fiera del Giro d'Italia con la partecipazione di numerosi partner commerciali, sostenne lo sviluppo dei primi "talk show", realizzò le condizioni per il successo di rubriche giornalistiche e programmi radio-televisivi firmati da autori e conduttori di prestigio. Allestì manifestazioni sportive a vari livelli in molte discipline ed iniziative di ogni tipo in ogni parte d'Italia: tra questi il concorso "Giornalisti per un Giorno", il premio "Io sono tuo amico", il Congresso dei Ragazzi, "la Gran Fondo", la "100 km di marcia", il "Trofeo Autojunior", ecc. Il maggior impegno è stato comunque nel settore ciclistico, tanto forte da disegnare e portare il Giro oltre i confini nazionali. Nel 1952 ideò il Gran Premio del Mediterraneo. Nel 1973 realizzo un Giro d'Italia con una forte caratterizzazione europea, rendendo omaggio ai sei Paesi fondatori dell'Unione Europea ed alla sua istituzione, partendo dal Belgio per arrivare in Italia attraverso Germania, Olanda, Lussemburgo e Francia. La "corsa rosa" vide altri sconfinamenti in Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Principato di Monaco, San Marino, e significative partenze nel cuore del Quirinale e del Vaticano. Significative furono anche le tappe del 1946 a Trieste e del 1971 a Lubiana dove in concomitanza gli fu conferito il titolo di Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana seguito poi dal riconoscimento di Cavaliere di Gran Croce. Restano indelebili nella memoria le tappe in luoghi ritenuti irraggiungibili come Piazza San Marco a Venezia, Piazza dei Miracoli a Pisa, alle Torri del Vaiolet alle Tre Cime di Lavaredo attraverso il Gavia e sullo Stelvio, la Valle dei Templi ad Agrigento, Piazza del Campo a Siena, la scalata del Mortirolo e tantissimi altri centri storici non trascurando località minori e battezzando il Muro di Sormano, il Block Haus e il Super Ghisallo.

Intrattenne innumerevoli rapporti con personalità di spicco del mondo istituzionale, imprenditoriale, manageriale in Italia e all'estero. Sensibile a tutte le tematiche di carattere sociale e culturale avvicinò il Giro a luoghi di significativa memoria come San Patrignano e Maddaloni. Fu relatore nel 1959 al Convegno Nazionale di Studio della Federazione Italiana di Pubblicità presentando un testo su "Sport e Pubblicità". A Novate Milanese Vincrenzo Torriani è sempre stato sensibile alle iniziative promosse dalla sua città natale: fu cofondatore nel 1945 dell'Unione Sportiva Novatese, del Corpo Musicale Santa Cecilia, e della sezione locale del CAI. Partecipò attivamente alle iniziative Parrocchiali e oratoriale,da giovane sempre impegnato nell'Azione Cattolica. Segretario, durante la guerra di Giuseppe Lazzati, già rettore dell'Università Cattolica, si attivò insieme ad un altro dirigente di A.C. - l'ingegner Camurati - perché durante i bombardamenti si svolgessero le riunioni a Novate Milanese nella casa paterna e non a Milano. Non mancò di offrire a Novate Milanese e Bollate la sua collaborazione affinché si svolgessero manifestazioni sportive di ogni genere e livello come il Circuito degli Assi, la Cento Chilometri di Marcia, il Trofeo Garinei di ciclocross e la Milano-Torino.

Cittadino benemerito del Comune e della Provincia di Milano e altre onorificenze e riconoscimenti internazionali che lo hanno premiato per la sua molteplice e incisiva attività e personalità. Vincenzo Torriani è scomparso il 24 aprile 1996 ed ha trovato sepoltura presso il vecchio cimitero monumentale di Novate Milanese. La sua dipartita lascia un segno indelebile sottolineando i tratti fondamentali di un periodo "epico" del ciclismo, come ricordato nella stele a lui dedicata dal Presidente della Regione Lombardia nei pressi del santuario del Ciclismo - Madonna del Ghisallo dove è sorto il museo del ciclismo.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce

Il 27 Dicembre 1970 sotto la presidenza di Giovanni Leone venne nominato Grande Ufficiale al merito della Repubblica Italiana. Nel 1982 venne decorato del titolo di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana dall'allora presidente Sandro Pertini.

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