Vincenzo Pacifici

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Vincenzo Pacifici e la sua firma autografa

Vincenzo Pacifici (Tivoli, 19 gennaio 1895Tivoli, 26 maggio 1944) è stato uno storico e docente italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Nato a Tivoli da Giovanni ed Euple Rosa [1] , frequentò le scuole locali, in particolare conseguì la licenza liceale nell'anno scolastico 1912/1913 presso il Regio Liceo Ginnasio "Amedeo di Savoia"; conseguì poi il 13 luglio 1917 la laurea in filosofia presso l'Università di Roma, il 2 dicembre 1918 quella in lettere e il 23 maggio 1919 il diploma di magistero in Filosofia e Pedagogia. Sotto la guida di eminenti maestri come Pietro Fedele, storico del medioevo, si dedicò ad attività di ricerca, non solo su indagini nella tematica generale della storia d'Italia, ma anche in una revisione minuziosa della storia locale, svincolandola dal provincialismo di cui era intessuta. L'insegnamento fu la sua attività primaria. Insegnò presso il Regio Ginnasio Liceo "Amedeo di Savoia" di Tivoli incominciando come supplente nell'anno scolastico 1919-1920, poi fino al 1931-1932 insegnò italiano, storia e storia dell'arte. Insegnò anche nell'anno 1923-24 pedagogia, filosofia e storia nelle classi seconda e terza superstiti della Scuola Normale.[2] Fu nominato nel 1926 per un quinquennio libero docente per un corso parallelo di storia medioevale e moderna alla facoltà di lettere dell'Ateneo romano, confermato nell'incarico nel 1932 e successivamente nel 1936, svolse come programmi accademici la storia del Ducato di Ferrara nel Cinquecento, una sintesi del Seicento, la storiografia relativa ai secoli XVII e XVIII ed una sintesi storica e storiografica riguardante il periodo successivo, rimasta incompiuta per la sua morte.[3]

[modifica] Opera

La sua prima collaborazione fu, a partire dal 1919, al "Bollettino di studi storici ed archeologici di Tivoli e della Regione Tiburtina" sino alla cessazione della rivista avvenuta nel 1940 con gli "Indici" da lui stesso curati; ma la collaborazione effettiva a questo periodico si era poi interrotta dal 1921 al 1928 per la maturazione del progetto di istituire un'associazione storica a sé stante, d'impronta moderna e con finalità scientifiche. Così nacquero nel 1920 la Società Tiburtina di Storia e d'Arte e nel 1921 la rivista "Atti e Memorie", che suscitarono grande interesse e curiosità nell'ambiente storico nazionale. Nello stesso anno del conseguimento della laurea in lettere (1920) diede alle stampe il lavoro Ippolito II d'Este cardinale di Ferrara che si impose all'attenzione per due motivi fondamentali: il primo è quello dell'indagine scrupolosa delle fonti in campi non sempre agevoli e quasi appieno inesplorati, conformemente ai canoni della Scuola Romana, di cui sono testimonianza i 19 archivi e le 11 biblioteche consultate in Italia e all'estero, nonché le note del testo dense di riferimenti archivistici e bibliografici; il secondo è quello dell'illustrazione di un personaggio poco conosciuto che ha occupato un ruolo importante nell'arte e nella storia civile e religiosa del Cinquecento[4] . e che ha esercitato anche una profonda influenza sulla città di Tivoli. Il successivo impegno culturale di Vincenzo Pacifici si identificò pienamente nella Società Tiburtina di Storia e d'Arte, durante il periodo di fervida attività che va al 1921 al 1944. Così, sempre intorno al 1920, affronta un vasto lavoro di revisione e di analisi dei problemi ch'erano stati affacciati, con mezzi limitati, dagli storici tiburtini della prima metà dell'800. Si trattava di elaborare una storia nuova adeguata alla millenaria tradizione di Tivoli e per questo Pacifici ripartì dalle fonti, per offrire nuovi strumenti di lavoro a quanti intendessero impegnarsi nell'approfondimento e nella rielaborazione della storia tiburtina. Un lavoro preliminare era stato compiuto agli inizi del XX secolo da Vincenzo Federici, che aveva pubblicato nel 1906 gli Atti del Comune di Tivoli dell'anno 1389 e nel 1910 lo Statuto di Tivoli del 1305, con aggiunta del 1307-1308[5].

[modifica] Elenco delle pubblicazioni

  • Una memoria di Adriano IV e Federico Barbarossa nell'Agro Romano, «Corriere d'Italia», 10 maggio 1914.
  • La Cascata Grande dell'Aniene, «Bollettino dì Studi Storici e Archeologici di Tivoli» (sigla BSSA), 1919, pp. 15 e 63.
  • Intorno alla Villa della regina Zenobia, «BSSA», 1919, p. 107.
  • Tivoli, Federico Barbarossa e topografia dell'antica città, «BSSA», 1919, p. 111.
  • La coronazione di Federico I nei poemi contemporanei, «BSSA», 1919, p. 147.
  • Un vescovo tiburtino del 1100, Guido, «BSSA», 1919, p. 158.
  • Tivoli e Corrado d'Antiochia, «Archivio della Società Romana di Storia Patria», XLII, 1919, pp. 269-293.
  • L'Inquisizione a Tivoli e l'origine del Palazzo Comunale, «BSSA», 1920 p. 29.
  • Le origini tiburitne della Compagnia di Gesù, «BSSA», 1920, p. 31.
  • Notes on some recent discoveries at Tivoli, «The Journal of Roman Studies», X, 1920, pp. 90-95.
  • Notizia di ritrovamenti in S. Maria Maggiore a Tivoli, «Archivio della Società Romana di Storia Patria», XLIII, 1920, pp. 461-464
  • G. M. ZAPPI, Annali e memorie di Tivoli, Studi e Fonti per la storia della Regione Tìburtina, Tivoli 1920, pp. 170.
  • Ippolito II d'Este, cardinale di Ferrara, a cura della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, pp. 472, con 4 figg. nel testo e 44 tavole f.t.; ristampa anastatica nel 1984 della edizione originaria del 1920.
  • Lucubraciunculae Tiburtinae, un carme biografico di Sisto IV del 1477, Tivoli 1921
  • Sull'occupazione garibaldina di Tivoli nel Ì867 (con Egidio Coccanari-Fornari), «Atti e memorie della Società Tiburtina di storia e d'arte» (sigla AMST.), I, 1921, pp. 91-96.
  • Notizie, «AMST», I 1921, p. 101.
  • La chiesa di S. Silvestro a Tivoli, «Arte Cristiana», IX, 1921, pp. 67-78, con 16 foto nel testo.
  • L'Archivio Tiburtino di S. Giovanni Evangelista, Studi e Fonti per la storia della Regione Tibur¬tina, Tivoli 1922, pp. 98.
  • Recensione: F. HERMANIN, La Deposizione di Tivoli, in «Dedalo», 1921; AMST., II, 1922, p. 59.
  • Recensione: J. P. KIRSCH, Eine Kreuzabnahme in Holzstatuen in der Katedrale zu Tivoli, in «Die Khristlische Kunst», 1921: AMST., II, 1922, p. 59.
  • Un autografo di S. Filippo Neri, AMST., II, 1922, p. 60.
  • La più antica pianta di Tivoli, AMST., II, 1922, pp. 60-61.
  • Rinvenimento di una storia manoscritta di Subiaco, AMST., II, 1922, p. 61.
  • Restauri e scoperte nella chiesa di Poli, AMST., II, 1922, pp. 61-62.
  • Un breve di Clemente IV al vescovo di Tivoli Giacomo da Fossanova, AMST., II, 1922, pp. 116-118.
  • Recensione: J. WILPERT, Die Römischen Mosaiken und Maleraien, Friburgo 1917; AMST., II, 1922, pp.118-121.

[modifica] Note

  1. ^ Vincenzo Pacifici (1895-1944) ed il rinnovamento della storiografia tiburtina, a cura di Camillo Pierattini e Renzo Mosti, Tivoli, 1985
  2. ^ Stato del personale degli insegnanti del Liceo classico statale Amedeo di Savoia di Tivoli, volume primo, n.98.
  3. ^ Le notizie sono state ricavate da documenti esistenti presso l'archivio della facoltà di lettere dell'Università "Sapienza" di Roma. Il decreto con cui fu abilitato per un quinquennio alla libera docenza porta la data del 7 dicembre 1926 e la firma di Pietro Fedele, ministro della Pubblica Istruzione. La conferma venne con decreto del 28 giugno 1932; il giuramento, allora richiesto dalle leggi vigenti, fu prestato il 21 dicembre 1936. Alcuni temi dell'insegnamento universitario furono pubblicati postumi nel 1949 a cura della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, sotto il titolo Note di storiografia - Storia e storiografia nell'Illuminismo, pp.348 e riguardano i corsi svolti nell'anno accademico 1942-43.
  4. ^ V. Pacifici, Ippolito II d'Este cardinale di Ferrara, Tivoli, 1920, prefazione, pag. V
  5. ^ E. Re e F. Bartoloni, In memoria di Vincenzo Pacifici, «Arch. Soc. Romana St. Patria», LXXVI (1953), pp. 17-18

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