Vicovaro
| Vicovaro comune |
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Chiesa di San Pietro |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giovanni Sirini (Lista civica) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 42°1′0″N 12°54′0″E / 42.01667°N 12.9°ECoordinate: 42°1′0″N 12°54′0″E / 42.01667°N 12.9°E | ||||
| Altitudine | 300 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 36,12 km² | ||||
| Abitanti | 4 108[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 113,73 ab./km² | ||||
| Frazioni | Sancosimato | ||||
| Comuni confinanti | Castel Madama, Mandela, Roccagiovine, Sambuci, San Polo dei Cavalieri, Saracinesco, Tivoli | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 00029 | ||||
| Prefisso | 0774 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 058112 | ||||
| Cod. catastale | L851 | ||||
| Targa | RM | ||||
| Cl. sismica | zona 2B (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | vicovaresi | ||||
| Patrono | sant'Antonio Abate | ||||
| Giorno festivo | 17 gennaio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Vicovaro nella provincia di Roma |
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| Sito istituzionale | |||||
Vicovaro (4.106 ab.) è un comune italiano in provincia di Roma; dista dal capoluogo circa 45 km e si trova lungo il percorso della S.R. 5 Tiburtina.
Indice |
[modifica] Storia
Nel 1912 vennero trovati nei dintorni del paese dei resti del Neolitico - Bronzo finale.
Antecedentemente il XVIII secolo il paese viene chiamato "Vicus Varronis", "Vicus Vari" o "Vicus Valerius".
Il paese già era vicus nel periodo tardo-romano, mentre nel'XI secolo divenne castra.
Nel 1140 era feudo della chiesa di San Cosimato, mentre nel XIII secolo era degli Orsini.
Nell'8 aprile del 1378, nel frattempo che a Roma vi erano i tumulti per l'elezione di papa Urbano VI, il cardinale Giacomo Orsini si rifugiò a Vicovaro.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
Dei secoli IV e V sono rimaste delle tombe nelle località presso il paese di "Colle Ambu", "Pratarelle", "Ronci", ecc.
Nei dintorni del paese vi sono gli acquedotti dell'"Acqua Claudia" e dell'"Acqua Marcia".
A Piazza San Sabino vi è un edificio in "opus coementicium" e "opus mixtum" a pianta rettangolare.
Nel paese vi sono anche:
- il tempietto di San Giacomo;
- questo tempio è stato ideato da Giovanni Antonio Orsini, feudatario di Vicovaro e Conte di Tagliacozzo.
- Il tempio è a forma ottagonale ed è sito di fronte alla chiesa di San Pietro.
- La zona bassa creata da Domenico da Capodistria è suddivisa in 24 nicchie con frontoni, pinnacoli, piccole colonne, ecc.
- La zona alta è di Giovanni da Traù, il Dalmata e della sua scuola.
- Dopo la morte dell'arcivescovo Giovanni, il tempio di San Giacomo fu lasciato incompiuto, non permettendo così la tumulazione degli Orsini in questa tomba.
- Nel XX secolo vennero rifatti alcuni intonaci,
- la chiesa di San Pietro;
- la pianta della chiesa è a forma di croce greca con dipinti su tela di Salvatore Monosilio, mentre all'esterno vi sono altri 2 dipinti sulle facciate, una sul lato sito di fronte al Palazzo Bolognetti ed un altro presso il lato della Cappella di San Giacomo.
- il palazzo Cenci Bolognetti;
- questo palazzo fu residenza degli Orsini.
- Del Rinascimento di questo palazzo resta:
- Mura ciclopiche (secolo IV a.C.);
- sono costruite in opus quadratum tipo "cardellino".
- le mura sono suddivise in 2 tratti, tratti separate dal tratto romano di Via Valeria.
- il sepolcro di Caio Maenio Basso;
- il sepolcro è sito al km 42,300 di Via Tiburtina-Valeria
- la chiesa di San Sabino;
- costruita su resti di una palazzo in opus mixtum e pavimento in cocciopesto.
- Gli stipiti siti presso la porta d'accesso sono provenienti da una costruzione non ben identificata andata distrutta.
- la chiesa di Sant'Antonio abate;
- questa chiesa è sita poco fuori al paese.
- È stata costruita a cavallo tra i secoli XV e XVI, ma rimaneggiata nei secc. seguenti.
- Nell'interno vi è una statua in terracotta di Sant'Antonio abate.
- la chiesa di Santa Maria del Sepolcro;
- questa chiesa, invece, è sita sulla Via Valeria, presso la convergenza del Ronci e dell'Aniene, a qualche chilometro di distanza da Vicovaro.
- Fu già chiesa e convento dei Terziari Regolari.
- Sull'altare maggiore vi erano degli affreschi e delle terrecotte policrome.
- la chiesa di San Rocco;
- la chiesa è del Cinquecento, ma restaurata nel tardo XVII secolo per poi raggiungere l'aspetto odierno nel secolo seguente
- la chiesa di San Salvatore;
- la chiesa di Santa Maria delle Grazie;
- il convento di San Cosimato;
- Storia:
- nel VI secolo ospitò un monastero di proseliti.
- Il nome San Cosimato parrebbe essere una contrazione dei nomi: Santi Cosma e Damiano.
- Nel VI secolo fu distrutto dalle scorrerie dei barbari (tra i quali Totila, Autari e Agilulfo) e dei saraceni. Questi ultimi, secondo una leggenda furono battuti dalle milizie di Giovanni X nel 916.
- In seguito il tempio risorse come abbazia cluniacense nel X secolo sotto un certo Alberico, ma nel [1241] fu aggregato all'abbazia di San Sebastiano alle Catacombe per intercessione di Gregorio IX.
- Mediante la Riforma Innocenziana, nel 1656 l'abbazia fu interamente abbandonata per essere di nuovo occupata nel 1668 dai frati Francescani Riformati dei Ritiri o "Recolletati"
- La chiesa è stata restaurata di recente.
- Arte:
- Il convento ospita nell'interno:
- nella 1ª cappella: un parapetto di marmo del XII - XIII secolo.
- nella 3ª cappella: un trittico di D. Monacelli del 1868.
- nella 4ª cappella: degli affreschi di arte sacra del tardo XV secolo.
- nella 5ª cappella (in stile gotico): altri affreschi, dello stesso periodo di quelli della cappella precedente.
- sull'altare maggiore del Cipriani vi è un crocifisso ligneo.
- nella cappella di Sant'Anna (restaurata nel 1628) un altare, delle tempere e un cenotafio.
- nell'absidiola dell'altare vari affreschi, tra cui alcuni raffiguranti storie francescane e benedettine.
- Mentre all'esterno ospita:
- un'edicoletta con un dipinto raffigurante San Benedetto vestito da abate con un mano un libro con su scritto: BENEDICTUS QUI VENIT IN NOMINE DOMINI.
- Il convento ospita nell'interno:
- Storia:
- delle chiese demolite:
- Santa Lucia - del 1213, demolita nel 1668. La statua di Santa Lucia, che si trovava dentro la chiesa, ora si trova nella chiesa di San Pietro.
- Santa Maria de Ronci - ne rimangono ora poche vestigia del XIV secolo e XV secolo.
- Santa Maria Vecchia - era costruita su dei ruderi romani. Un'iscrizione si trovava sulle sue mura.
- Santa Maria in Pesale - Santa Maria in Fundo Rubeto - era sita in località Quarto Del Piano. Ne rimangono ora poche vestigia.
- San Pietro in Seccomuro - menzionata nel XIII e XIV secolo. Ora è in rovina.
- San Vito - fu costruito su costruzione romana nel XVII secolo. Era Juspatronato di sua eccellentissima casa Orsini.
- San Nicolò - bel XVI secolo l'altare fu distrutto, poi la chiesa fu poi unita alla parrocchia di San Pietro.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT[2] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 441 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 413 10,05%
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate a Vicovaro
- Amedeo Rotondi, scrittore, filosofo, libraio, editore. È anche noto con gli pseudonimi di Amadeus Voldben e Vico di Varo
- Marcantonio Coccio o Cocci, storico
- Virginio Rotondi
Alberto Crielesi storico
[modifica] Collegamenti
[modifica] Strade
Autostrada Roma - L'Aquila
Vicovaro-Mandela
Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria
[modifica] Ferrovie
- Ferrovia Roma-Pescara, attraversa il comune di Vicovaro servendolo con due stazioni:
- Stazione di Vicovaro, lo scalo ferroviario della città
- Stazione di Mandela-Sambuci, in comune di Vicovaro, ma a servizio dei comuni di Mandela e Sambuci
[modifica] Amministrazione
- Fa parte della Comunità Montana "Valle dell'Aniene"
- Classificazione climatica: zona D, 1891 GR/G
[modifica] Onorificenze
| Medaglia d'argento al merito civile | |
| «Piccolo centro, occupato dalle truppe tedesche in ritirata, veniva sottoposto a violente razzie ed efferate rappresaglie che provocarono numerose vittime civili. La cittadinanza sopportava con coraggio e dignitosa fierezza le violenze naziste rendendosi protagonista di vari episodi di solidarietà e di resistenza all'oppressore.» — Vicovaro (RM), 1943 - 1944 |
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Statistiche demografiche ISTAT