Via delle Botteghe Oscure
Via delle Botteghe Oscure è una via del centro di Roma, che separa i rioni di Sant'Angelo e Pigna. Essa unisce via dell'Aracoeli con piazza Calcari.
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[modifica] Storia
Deve il suo nome alle numerose attività commerciali e artigiane prive di finestre, quindi oscure, che durante il Medioevo avevano sede tra le rovine del Teatro di Balbo. Le indicazioni stradali indicano che la via deve il suo nome «agli archi un tempo semisepolti del teatro e della crypta di Balbo».
Nel secondo dopoguerra è universalmente nota per essere sinonimo dell'ex Partito Comunista Italiano, che qui aveva la sua sede centrale (il cosiddetto Bottegone) al civico 5. Al suo posto, a partire dal 2001, gli uffici sono utilizzati dalla società di servizi americana Ernst & Young[1].
Al civico 31 della via è sito l'ingresso al pubblico della sede museale della Crypta Balbi.
Di rimpetto, al numero civico 32, vi è l'ingresso di Palazzo Caetani, dal 1963 sede della Fondazione Camillo Caetani. Il palazzo dal 1948 al 1960 è stato sede della redazione della rivista letteraria cosmopolita Botteghe Oscure diretta da Marguerite Caetani e curata da Giorgio Bassani.
[modifica] Monumenti
Percorrendo la strada da via dell'Aracoeli, si trovano questi monumenti di interesse storico-artistico:
- l'ospizio e la chiesa di Santo Stanislao dei Polacchi
- Porticus Minucia
- Convento di Santa Maria in Castro Aureo
- Crypta Balbi
- Palazzo Ginnasi
- Palazzo Mattei Caetani
- edicola della Madonna delle Botteghe Oscure
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Riccardo Santangeli Valenzani, Rinvenimenti archeologici in via delle Botteghe Oscure in Gli anni del Governatorato (1926-1944), pp. 89-91, Collana Quaderni dei monumenti, Roma, Edizioni Kappa, 1995. ISBN 88-7890-181-4.
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