Via Nizza

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Largo Marconi, all'incrocio tra Via Nizza e Corso Marconi. Si nota la chiesa di San Salvario, che dà il nome al quartiere omonimo e il grande edificio con gli uffici delle ferrovie dello stato.

Via Nizza è un'arteria particolarmente importante della città di Torino. Prende il nome dalla città francese di Nizza perché lungo questo asse viario si dipartiva la strada che raggiungeva la città francese.
Inizia a fianco della stazione di Torino Porta Nuova ed arriva fino in piazza Bengasi al limite del territorio comunale in direzione sud, attraversando o costeggiando i quartieri San Salvario e Nizza Millefonti.

[modifica] Storia

La via venne aperta nella prima metà dell'Ottocento, essendo ritenuta un'importante asse viario anche quando la città era contenuta al solo centro storico. Nel 1822 Gaetano Lombardi progettò i primi edifici porticati, collegandosi allo stile architettonico che caratterizzava i palazzi di Carlo Promis già eretti in Corso del Re.
La via primitiva giungeva solo alla chiesa di San Salvario, ed era edificato esclusivamente sul lato sinistro; tra il 1860 e il 1868, sul lato destro, venne edificata la stazione di Porta Nuova, mentre veniva progettato l'ampliamento (1861) di via Nizza fino all'attuale corso Bramante. In quella che oggi è Piazza Carducci venne impiantato il dazio, e l'area si chiamò a lungo Barriera di Nizza. Infine, con la decisione della FIAT di costruire il Lingotto, via Nizza acquistò la sua estensione attuale, giungendo fino al territorio di Moncalieri.

[modifica] Percorrendo la via

Via Nizza all'altezza del Lingotto

L'inizio di via Nizza, all'angolo della stazione Torino Porta Nuova è la parte più sfarzosa ed elegante, con begli edifici porticati di metà Ottocento che proseguono, sul lato sinistro della strada, fino all'incrocio con via Berthollet. Il lato destro della strada è invece occupato dagli uffici della stazione.
All'incrocio con Corso Marconi, la via si apre in un elegante slargo alberato; qui è posto il monumento celebrativo dei moti insurrezionali di Torino del 1821, guidati da Santorre di Santarosa. Incise sul monumento, sono le parole:

« Qui l'11 marzo 1821 fu giurata la libertà d'Italia. Il 20 settembre 1870 il voto fu sciolto in Roma »
(Iscrizione sul monumento)

Dietro il monumento, sul lato destro della via, si nota la chiesa di San Salvario, l'antica parrocchiale del Castello del Valentino, oggi chiusa al pubblico e annessa al convento delle suore di San Vincenzo de' Paoli, che qui operano da anni con servizi di assistenza ai bisognosi.
Prima del cavalcavia di Corso Gaetano Sommelier, sul lato sinistro, si nota lla chiesa di Nostra Signora del SS. Sacramento, completata negli anni '20 del Novecento e, attualmente, non parrocchiale: è infatti destinata alle Suore Sacramentine di Bergamo, assieme allo stabile a lato della chiesa, che funge da convento. Poco oltre la piccola Piazza Nizza, ecco un'altra chiesa ottocentesca, il Sacro Cuore di Gesù, benedetta nel 1876. La chiesa custodisce le spoglie di sant'Ignazio da Santhià.
Proseguendo verso la periferia, via Nizza si apre nelle due piazze dedicate ad Edmondo de Amicis e a Giosuè Carducci, e attraversa un popoloso quartiere operaio, Nizza Millefonti. Infine, passato Corso Spezia, la via costeggia il lungo stabilimento del Lingotto, fino a confluire in Piazza Bengasi, laddove, entrando nel territorio del comune di Moncalieri, la strada cambia nome e diventa Via Sestrière.

[modifica] Trasporti

Via Nizza è attraversata per gran parte della sua lunghezza dalla metropolitana di Torino. Lungo il suo tracciato sono presenti le stazioni:


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