Vedānta
Vedānta (devanāgarī वेदान्त) è un termine sanscrito che ha il significato di fine dei Veda.
- Con tale termine si indica la parte finale della letteratura vedica tradizionalmente considerata apauruṣeya ovvero rivelata dall'Assoluto e non composta dagli uomini. Tale letteratura comprende: le quattro Saṃithā (Ṛgveda, Sāmaveda, Yajurveda e Atharvaveda composte tra il 2000 a.C. e il 1100 a.C.), i Brāhmaṇa (composti intorno al X secolo a.C.), gli Āraṇyaka (composti anch'essi intorno al X secolo a.C.) e infine le Upaniṣad (composte tra l'800 e il 500 a.C.). In questo senso con il termine Vedānta (sostantivo plurale) si indicano le Upaniṣad vediche, considerate la "conclusione" (anta) di tutta la conoscenza vedica [1] .
- Con il termine Vedānta, successivamente, a partire dai primi secoli della nostra Era[2], si indicò anche uno dei sei sistemi ortodossi (darśana) della filosofia indiana che faceva riferimento alla lettura delle Upaniṣad proposta dal Vedāntasūtra (o Brahmasūtra) opera attribuita a Bādarāyaṇa (III-V secolo d.C.).
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[modifica] Le diverse scuole di pensiero
Nessuna interpretazione dei testi è prevalsa sulle altre, e parecchie scuole Vedānta si sono sviluppate, differenziate dalla loro concezione della natura, della relazione e del grado di identità fra il Sé individuale (jīva) e l'Assoluto (Brahman). Queste spaziano dal monismo o non-dualismo (Advaita) del filosofo Adi Shankara (VIII secolo), al dualismo qualificato o teismo (Vishi-stadvaita) XI-XII secolo di Ramanuja, al dualismo (Dvaita) (XIII secolo) di Madhva, all'Acintya-Bheda-Abheda ("simultanea e inconcepibile differenza ed unità") di Caitanya Mahaprabhu.
Tutte le scuole Vedānta, tuttavia, mantengono in comune un certo numero di principi:
- la trasmigrazione del Sé (Saṃsāra) e l'opportunità della liberazione dal ciclo delle rinascite (moksha);
- l'autorità dei Veda sulle modalità di liberazione;
- che il Brahman è sia la causa materiale (upadana) che quella strumentale (nimitta) del mondo;
- che il Sé (Ātman) è l'agente dei propri atti (karma) e quindi il destinatario dei frutti o delle conseguenze delle azioni (phala).
L'influenza del Vedānta sul pensiero indiano è stata profonda.
A causa della preponderanza di testi Advaita, in Occidente si ha spesso l'errata convinzione che Vedānta significhi Advaita, mentre questa corrente non-dualistica è solo una delle molte scuole vedantine, benché forse la più importante.
[modifica] Alcuni concetti del Vedānta
Il Vedānta contiene gli elementi di conoscenza facenti parte della via di conoscenza che l'individuo percorre per migliorare sé stesso. Tali principi riconoscono un unico Principio creatore, onnipotente e onnipresente: Brahman, diretto ispiratore e rivelatore dei Veda; essi forniscono, col loro insegnamento il mezzo per superare l'ignoranza e realizzare la Conoscenza Divina (vidya).
I Veda distinguono tre piani fondamentali di esistenza che sono uno il riflesso dell'altro:
- Il primo è il piano divino, principio del tutto
- il secondo è il mondo intermedio delle energie e degli archetipi
- il terzo è il mondo manifesto della materia.
Ogni piano interagisce con gli altri due, infatti dal Brahman nasce un Impulso Creatore che trasforma un'energia potenziale in materia. In quest'ordine discendente gli induisti definiscono il rapporto tra Dio e uomo o la relazione tra Macrocosmo (ciò che fa parte della sfera universale) e il Microcosmo (ciò che fa parte della sfera umana). La corrispondenza tra Microcosmo e Macrocosmo è definita da Principi Coordinatori. Il fine supremo dell'uomo è di ricongiungersi al suo principio, il Brahman, liberandosi dai vincoli della materia. La riconquista di questo stato primordiale significa la realizzazione dell'Individualità "integrale", che va oltre ai limiti che i cinque sensi, la vita e il tempo pongono all'uomo. Per intraprendere questo obiettivo spirituale, la dottrina indù offre alcune vie di realizzazione spirituale dette Darshana (tra cui lo Yoga, fondata sullo studio dei chakra e degli altri centri vitali dell'essere umano). Le altre Darshana, oltre al Vedānta e allo Yoga, sono il Nyaya, Vaisesika, Sankhya, Mimamsa.
[modifica] Note
- ^ Da tener presente che alcune scuole esegetiche induiste considerano Vedānta oltre che le Upaniṣad anche il Vedāntasūtra (o Brahmasūtra) e la Bhagavadgitā (lett. Canto del Divino)
- ^ Cfr. Gianluca Magi
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Advaita Vedanta
- Testi sulla e della tradizione vedānta
- [1]
- [2]
- Pagine sul Vedanta
- [3]
- Yogic Journal - Advaita Vedanta, Tradizione Vedica, Yoga e Meditazione
- [4]
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