Vario Rufo
Lucio Vario Rufo (74 a.C. – 14 a.C.) è stato un poeta romano dell'età augustea.
Amico di Virgilio, dopo la morte di questi curò insieme a Plozio Tucca la pubblicazione sia dell'Eneide che delle opere di Orazio.
Orazio riteneva Vario un maestro dell'epica e l'unico poeta in grado di celebrare le gesta di Marco Vipsanio Agrippa (Odi,I,6); Virgilio, sotto lo pseudonimo di Licida, rimpiangeva di non aver prodotto fino a quel momento nulla di paragonabile alla poesia di Vario o di Elvio Cinna.
Da Macrobio (Saturnalia, VI,1,39 e 2,19) sappiano che Vario compose un poema epico (De morte), molto citato da Virgilio (che si appropriò di interi versi); Orazio (Satire, I,10 e 43) probabilmente allude ad un altro poema e, secondo uno scoliasta che scrisse sulle Epistole, (J, 16, 2 729) questi versi nacquero da un panegirico di Vario su Augusto.
Ma la sua produzione letteraria più famosa fu la tragedia Tieste, che Quintiliano riteneva non essere inferiore ad alcuna tragedia greca (Institutio Oratoria, X,1 e 98). La didascalia (conservata in un manoscritto a Parigi) ci informa che lavorò per i giochi celebrativi in onore della vittoria di Augusto alla Battaglia di Azio (31 a.C.), nel 29 a.C., e che Vario ricevette un milione di sesterzi dall'imperatore.
[modifica] Bibliografia
[modifica] Frammenti
- E. Bahrens, Fragmenta Poetarum Romanorum (1886)
[modifica] Opere monografiche
- A. Weichert (1836) and R. Unger (1870, 1878, 1898);
- Martin Schanz, Geschichte der römischen Litteratur (1899), II,1;
- Wilhelm Siegmund Teuffel, Hist. of Roman Literature (Eng. trans., 1900), 223.