Valentina Visconti

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Valentina Visconti
Valentina Visconti
Valentina Visconti
Duchessa d'Orléans
In carica 1392-1407
Altri titoli Duchessa di Turenna
Contessa di Blois
Contessa di Asti
Nascita 1371
Morte Castello di Blois, 4 dicembre 1408
Sepoltura Basilica di Saint-Denis
Dinastia Visconti
Padre Gian Galeazzo Visconti
Madre Isabella di Valois
Consorte Luigi I di Valois-Orléans
Figli Carlo di Valois-Orléans
Giovanni di Valois-Angoulême
Motto Rien ne m'est plus,
plus ne m'est rien

Valentina Visconti (1371castello di Blois, 4 dicembre 1408) era figlia di Gian Galeazzo Visconti e di Isabella di Valois. Fu Duchessa d'Orléans come consorte di Luigi I di Valois-Orléans, fratello di Carlo VI, re di Francia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Rimasta orfana di madre, fu allevata e educata a Pavia dalla nonna Bianca di Savoia. Nel 1385 il padre Gian Galeazzo, diventato signore di Milano, decise di maritare la figlia a Luigi di Valois, duca d'Orléans e fratello del re Carlo VI di Francia, per rafforzare la sua posizione politica con il paese transalpino. Il 25 novembre del 1386, con dispensa del papa Clemente VII, fu stipulato il contratto matrimoniale: la sposa portava in dote la Contea di Asti, la Contea di Vertus, 450 000 fiorini, gioielli per 75 000 fiorini e la successione milanese. Gian Galeazzo impedì però a sua figlia di lasciare Milano, accampando scuse sulla sua giovane età e il rito nuziale fu officiato solamente per procura a Milano l’8 aprile del 1387. In realtà era solamente uno stratagemma per prendere tempo, nella speranza che la sua nuova moglie Caterina restasse gravida, così da poter modificare il contratto matrimoniale. Il 7 settembre 1388, infatti, nacque Giovanni Maria e, mentre si procedeva alla revisione delle clausole nuziali, Valentina fu inviata a raggiungere il marito, sotto scorta del cugino paterno Amedeo VII detto il Conte Rosso e di Francesco I Gonzaga, capitano del popolo di Mantova, con un ingente anticipo sulla dote, comprendente 200.000 fiorini d’oro, monili, pietre e stoffe preziose. Durante il suo viaggio fece sosta ad Alessandria, Asti e Chieri.

Le nozze[modifica | modifica wikitesto]

Il matrimonio si celebrò a Melun il 17 agosto del 1389. La cugina Isabella, figlia di Taddea Visconti e Stefano II di Baviera, intanto aveva sposato Carlo VI, futuro re di Francia. Le due cugine coabitarono a Vincennes prima di trasferirsi a Parigi. In questo periodo Valentina ebbe tre figli di cui due morti prematuramente. Anche i primi due figli della cugina Isabella ebbero vita breve.

La pazzia di Carlo VI[modifica | modifica wikitesto]

I lutti dei primi due figli di Isabella di Baviera generarono in Carlo VI la convinzione che sulla sua discendenza incombesse una maledizione, portandolo ad una sindrome maniaco-depressiva non attenuata neppure dalla nascita degli altri figli. Questo stato psicologico degenerò sempre più e nell’agosto del 1392, Carlo VI fu colto da un delirio omicida: uccise alcuni dei suoi cavalieri, mettendo in fuga il fratello Luigi. Il raptus fu utilizzato da Isabella per avviare una campagna di accuse contro la cugina, imputata d’avere tramato e "stregato" il marito nell’intento di delegittimarlo ed assicurare il trono al proprio coniuge.

L'esilio[modifica | modifica wikitesto]

Per proteggere la moglie dalla diffusa ostilità e dalla politica francese anti-viscontea, nel marzo del 1396 Luigi la trasferì ad Asnières, ove le faceva brevi visite nelle pause di ampliamento del castello di Blois. Durante questo periodo nacquero altri quattro figli: Filippo nel 1396, Giovanni nel 1399, Maria nel 1401 e Margherita nel 1406. L'allontanamento di Valentina coincise con l'abbandono dell'alleanza con Gian Galeazzo Visconti in cambio di quella franco-fiorentina del 29 settembre 1396. Da Asnières, Valentina si trasferì a Blois nel 1400. Il marito Luigi trasformò il castello in una vera fortezza, perché la contea era praticamente accerchiata dalle province dei duchi di Borgogna. Nel 1402 il padre Gian Galeazzo morì a causa della peste e nel ducato milanese il suo posto fu preso dalla moglie Caterina, matrigna della Duchessa d'Orléans.

La morte di Luigi d'Orleans[modifica | modifica wikitesto]

Fleury-François Richard, Valentina di Milano piange la morte del suo sposo Luigi d'Orléans, 1802.
Gisant di Valentina Visconti, basilica di Saint-Denis.
« Essendo mal disposto di senno, e di cervello Carlo VI nell'anno 1391, pretesero il governo del Regno il fratello Luigi, o Lodovico, ch'è l'istesso Duca d'Orliens, e Filippo l'Audace Duca di Borgogna Zio del Re; sopra di ciò nacquero molte gare e contese che ancorché dissimulate rinascevano. »
(da Compendi Historici del 1668)

Le mire sul trono di Francia da parte dei duchi di Borgogna si fecero sempre più pressanti e questo portò ad alcuni anni di lotte e trame per la supremazia del regno. Quando al duca di Borgogna Filippo l’Ardito successe il figlio Giovanni senza Paura, le pressioni si fecero sempre più insistenti. Le prime trame coincisero con il matrimonio del delfino Luigi di Guienna con Margherita di Borgogna, figlia di Giovanni senza Paura. Ma le aperte ostilità sfociarono nel luglio del 1405, quando Giovanni sferrò l'attacco a Parigi e i reali furono costretti a abbandonare la capitale per Melun, dove insediarono un governo provvisorio. Il delfino, nel tentativo di raggiungere i genitori, fu preso in ostaggio dal suocero Giovanni. Dopo due mesi, Isabella e Luigi rientrarono a Parigi, ma senza più alcun potere effettivo perché il 26 gennaio 1406 il duca di Borgogna si fece proclamare reggente per il delfino. Il 23 novembre 1407 la regina Isabella partorì l'ultimo suo bambino che morì poche ore dopo. Appresa la notizia, il cognato Luigi si recò in visita a palazzo, ma, nei pressi della porta Barbette, l'attendevano i sicari mandati da Giovanni, che temeva un’eventuale rivendicazione del regno da parte sua, e lo assassinarono.

La morte di Valentina[modifica | modifica wikitesto]

Le investigazioni del prevosto di Parigi giunsero alla verità e Giovanni senza Paura confessò di essere stato il mandante. Benché fosse biasimato da tutti (incluso il consiglio di reggenza, che prometteva di perseguire il colpevole) non fu preso alcun provvedimento: anzi, ogniqualvolta il duca di Borgogna si presentava a Parigi era accolto con tutti gli onori, nonostante la vedova di Luigi ne chiedesse una esemplare punizione.

L'assassinio del marito precluse a Valentina qualsiasi sviluppo futuro.

« Rien ne m’est plus, plus ne m’est rien »

Fu il motto coniato dalla giovane vedova, che morì a trentotto anni il 4 dicembre 1408, al castello di Blois, molto delusa, perché qualche mese prima ad Amiens, il crimine di Giovanni senza Paura era stato giustificato da un'assemblea che aveva rivolto odiose accuse alla vittima. Valentina lasciò quattro figli, Carlo, quattordicenne, sposo della cugina Isabella e futuro padre del re Luigi XII, che raccolse intorno a sé il partito orleanista[1], Filippo di dodici anni, Giovanni di otto anni e Margherita di due soli anni.

Valentina è sepolta nella Basilica di Saint-Denis, il sacrario dei re di Francia[2].

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Ducato di Milano
Visconti

Biscione.png

Gian Galeazzo (1395-1402)
Figli
Giovanni Maria (1402-1412)
Filippo Maria (1412-1447)
Figli
Albero genealogico di tre generazioni di Valentina Visconti
Valentina Visconti Padre:
Gian Galeazzo Visconti
Nonno paterno:
Galeazzo II Visconti
Bisnonno paterno:
Stefano Visconti
Bisnonna paterna:
Valentina Doria
Nonna paterna:
Bianca di Savoia
Bisnonno paterno:
Aimone di Savoia
Bisnonna paterna:
Violante Paleologa
Madre:
Isabella di Valois
Nonno materno:
Giovanni II di Francia
Bisnonno materno:
Filippo VI di Francia
Bisnonna materna:
Giovanna di Borgogna
Nonna materna:
Bona di Lussemburgo
Bisnonno materno:
Giovanni I di Boemia
Bisnonna materna:
Elisabetta di Boemia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo, nuovo duca d'Orléans aveva raccolto intorno a sé diversi nobili del partito orleanista, che aveva dovuto accettare un'umiliante riconciliazione col duca di Borgogna, nel marzo 1409; ma, nel 1410, Carlo, in seconde nozze, sposò Bona d'Armagnac, la figlia del conte d'Armagnac, Bernardo VII, che portò ad una alleanza tra i partigiani del duca d’Orléans ed i conti d'Armagnac, sancita durante la celebrazione del matrimonio tra Carlo e Bona, a Gien, il 15 aprile 1410, con la formazione di una lega contro il duca di Borgogna, formata dal duca d’Orléans e suo suocero con i duchi di Berry, i duchi di Borbone e di Bretagna, i conti d'Alençon e di Clermont, sotto la guida del conte d'Armagnac, e dato che la lega aveva nelle sue file molti cavalieri guasconi, il partito fu detto degli Armagnacchi, mentre la fazione opposta che si era stretta intorno al duca di Borgogna fu detta dei Borgognoni.
  2. ^ "Parigi" Guida TCI, 1997

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cappi Bentivegna Ferruccia, Valentina Visconti duchessa d'Orléans, Treves, Milano 1937.
  • Cesare Bobba, Ludovico Vergano, Antiche zecche della provincia di Asti, Asti 1971.
  • Compendi Historici, sino l'anno 1668, Giacomo Amadio 1668 Vicenza.
  • A. Coville, Armagnacchi e Borgognoni (1380-1422), in «Storia del mondo medievale», vol. VI, 1999, pp. 642–672.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]