Ulisse Igliori

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Ulisse Igliori (Firenze, 18 dicembre 1895Roma, 19 settembre 1966) è stato un politico, dirigente sportivo e imprenditore italiano, tenente del Regio Esercito, medaglia d'oro al valor militare nella prima guerra mondiale, protagonista dell'occupazione dannunziana di Fiume nel 1919, tra i capi militari della Marcia su Roma, a capo dello squadrismo a Roma negli anni Venti. Fondò assieme a Italo Foschi la società di calcio A.S. Roma.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] La guerra e lo squadrismo

Durante la prima guerra mondiale, tenente degli arditi del 70º Reggimento fanteria, già medaglia d'argento al valore nella battaglia di Oslavia, appena ventenne Ulisse Igliori si comportò eroicamente nell'assalto al Monte Maronia, dove restò vittima della mutilazione del braccio sinistro. Il 16 maggio 1916 fu insignito della Medaglia d'oro al valor militare.

Catturato dagli austriaci, fu internato per 10 mesi nel Campo di Mauthausen e poi rimpatriato avendo nel frattempo contratto la tubercolosi.

Nel 1919 si trovava a Trieste come impiegato della Banca italiana di sconto e partecipò all'impresa di Fiume, e fu a capo della legione "La Disperata", che costituiva la Guardia del D'Annunzio.

Nell'ottobre del 1921 sfida a duello l'onorevole Benito Mussolini, reo di avergli impedito il duello con il giornalista e politico Francesco Ciccotti Scozzese, che lo aveva offeso(cfr. Mussolini, Opera Omnia, a cura di E. e D. Susmel, vol. 17, pp. 437 e 456; il duello Mussolini-Ciccotti si svolse il 28 ottobre 1921 a Livorno). Il preannunciato duello tra l'eroe di guerra ed il futuro Duce, che ebbe ampia eco sulla stampa dell'epoca, non ebbe poi luogo.

Passato al fascismo, si distinse nel 1921 per uno scontro con le Guardie Regie. Durante tali scontri "Igliori è colpito al capo dal calcio di un moschetto: «Grondante sangue, cadeva a terra e veniva portato all'ospedale e poi, medicato, era portato in trionfo per le vie di Roma»[1].

Il toscano Igliori svolse un ruolo decisivo nella Marcia su Roma, in qualità di comandante, assieme a Giuseppe Bottai delle Squadre d'Azione del Lazio.

[modifica] L'attività politica ed imprenditoriale durante il fascismo-regime

Negli anni successivi, dopo la presa del potere e la nascita della dittatura fascista, fu tra gli artefici del clima di terrore a Roma. Gaetano Salvemini lo riteneva il mandante dell'aggressione fascista a Giovanni Amendola, mentre secondo l'opinione pubblica antifascista del tempo Igliori non sarebbe stato estraneo al delitto Matteotti[2].

Igliori ebbe una posizione di assoluto prestigio durante il regime[3]: fu tra i fondatori del corpo militare della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, nella quale assunse il ruolo di Luogotenente generale e nel 1922 fu contemporaneamente a capo delle Federazioni fasciste di Abruzzo, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna.

Entrò nel direttorio nazionale del PNF nel 1924. Nello stesso anno fu eletto deputato a Roma con la Lista Nazionale raccogliendo 10.000 preferenze. Resta deputato fino al 1939.

Nel 1926 Igliori aveva promosso la fusione della squadra sportiva Alba Roma (nata nel 1907), con l'Audace Roma formando l'Unione Sportiva Alba Audace, di cui assunse la presidenza. Nel 1927 una nuova fusione con la Fortitudo Roma e con il Roman costituì la società di calcio A.S. Roma, nella quale Igliori svolse il ruolo di amministratore delegato.

Nel 1927 fu chiamato a presiedere la Federazione romana degli enti autarchici.

Lasciata nel 1928 l'attività politica diretta (pur conservando fino al 1939 la carica di deputato), fondò la "Impresa Ulisse Igliori", società di costruzioni, e realizzò in Roma, a Piazza Adriana, il Palazzo dei mutilati e invalidi di guerra, esempio di Architettura Fascista, costruito per volontà di Carlo Delcroix, presidente dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, su progetto dell'architetto Marcello Piacentini. L'edificio è oggi sede sia dell'Associazione che della Corte di Appello di Roma. Successivamente, realizzò anche l'edificio dell'Università di Trieste. Provvide anche al riassetto del "Museo Mussolini" in Roma.

La ditta Igliori partecipò anche alle Bonifiche Pontine ed alla realizzazione della nuova città di Littoria, l'odierna Latina. In particolare realizzò il "Palazzo del Governo".

L'impresa di costruzioni aveva ottimi rapporti con l'amministrazione della Difesa. Nel 1937 Igliori realizzò a Firenze la sede della scuola di Applicazione dell'Aeronautica italiana (su progetto di Raffaello Fagnoni), nel Parco delle Cascine. Anche le caserme di Viterbo, in località Acque Albule ed la galleria sotterranea antiaerea dell'Università di Trieste furono opera dell'impresa Igliori.

Nel 1937 fondò assieme ad Elia Federici, il costruttore di origini abruzzesi che aveva realizzato Via dell'impero (oggi via dei Fori Imperiali) a Roma, la società cinematografica Mediterranea film, di cui fu presidente fino al 1943 Alessandro Chiavolini, già redattore del Popolo d'Italia e segretario particolare di Mussolini. Questi i film prodotti (direttore di produzione Eugenio Fontana):

  1. Sotto la croce del sud (1938)
  2. Piccoli naufraghi (1939)
  3. Le educande di Saint-Cyr (1939)
  4. Forse eri tu l'amore (1939)
  5. Due occhi per non vedere (1939)
  6. Il ladro sono io (1940)
  7. Mater dolorosa (1943)
  8. La fornarina (1944)

Con il Federici, Ulisse Igliori costituì la società di costruzioni Federici & Igliori che ottenne l'appalto per la realizzazione dei cosiddetti "alberghi di massa" in prossimità della prevista E.42, l'avveniristico quartiere destinato dal Regime all'Esposizione Universale, l'odierno quartiere EUR. Nel Dopoguerra i due giganteschi fabbricati, che si trovano a piazza dei Navigatori e in via Cristoforo Colombo, furono riconvertiti in edifici di civile abitazione.

Nel 1928 Ulisse Igliori aveva acquistato in Ronciglione la dimora storica “La Cornucopia” nel complesso botanico - architettonico di 40 ettari, già appartenuta ai conti Leali, che denominò Villa Lina in onore della moglie Evelina Ciliberto. Il parco della Villa Igliori possedeva tutti i caratteri di una residenza di prestigio, con richiami severi allo stile del giardino classico, accanto a zone di tipo agreste.

Villa Igliori, residenza estiva della nobiltà romana e di artisti ed intellettuali negli anni Trenta e Quaranta (vi soggiornarono Gabriele D'Annunzio, il poeta Trilussa, il critico d'arte Federico Zeri), con giardino botanico della fine del '700 e giardino all'italiana, situata non lontano dall’antico centro di Ronciglione, fu ristrutturata dal 1935, dall’architetto paesaggista Raffaele de Vico. Attualmente è segnalato dal Ministero dei beni culturali come "villa storica".

A Capri Igliori acquistò Villa Quattro Venti, in località La Torina, già appartenuta ad Anita, moglie del pittore americano Elihu Vedder, che aveva progettato la villa, che nel 1925 aveva ospitato lo scrittore David Herbert Lawrence.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Igliori si mise nuovamente a disposizione de regime, ed essendo luogotenente generale della MVSN, ricevette l'incarico di ufficiale di collegamento tra la Milizia e il quartier generale del Principe di Piemonte, situato a Sessa Aurunca. Ebbe anche il compito di impostare l'addestramento dei nuovi reparti femminili dell'esercito.

Alla caduta del fascismo, Igliori fu tratto in arresto il 26 agosto 1943.

[modifica] Nel dopoguerra

Finita la Seconda guerra mondiale e liberato, Igliori fu incluso negli elenchi dell'epurazione in quanto gerarca e perseguito dalla magistratura per le violenze perpetrate dalla Milizia nel ventennio ed in particolare per l'assalto, avvenuto nel 1925, al villino dell'ex Presidente del Consiglio Francesco Saverio Nitti, ma l'ordine di arresto a suo carico non fu eseguito e Igliori fu successivamente prosciolto per l'intervenuta amnistia del 22 giugno 1946. Tutte le società partecipate da Igliori furono comunque sottoposte a sequestro e liquidate come profitti del regime.

Nel dopoguerra, Igliori tornò all'attività imprenditoriale, partecipando alla ricostituzione della società di costruzioni Federici & Igliori.

[modifica] Note

  1. ^ M.Franzinelli, Squadristi: protagonisti e tecniche della violenza fascista, 1919-1922, p. 231
  2. ^ Gaetano Salvemini The fascist dictatorship in Italy, 1927, p.302 e Achille Saitta, "Dal terrorismo alla dittatura: storia della ceka fascista, 1945, p 115
  3. ^ Ricciotti G. Lazzero, Il Partito nazionale fascista, 1985, pp. 14, 33, 36

[modifica] Bibliografia

  • A. Spinosa D'Annunzio, Il poeta armato, 1987.
  • AAVV a cura di Romain Rainero, Stefano B. Galli, L'Italia e la "grande vigilia": Gabriele D'Annunzio nella politica italiana, 2007.
  • G. Candeloro Storia dell'Italia moderna: La prima guerra mondiale, 1986.
  • Arrigo Petacco, Denis Mack Smith, Franco Bandini, Storia del fascismo,‎ 1981.
  • A. Tasca Nascita e avvento del fascismo, vol. 2, 1965.
  • RG Lazzaro, Il Partito Nazionale Fascista, 1985.
  • V. Araldi Camicie nere a Montecitorio, 1974.
  • G. Albanese La marcia su Roma, 2006.
  • Victoria De Grazia, Sergio Luzzatto Dizionario del fascismo, Volume 2 2003 .
  • P. Secchia Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, Volume 2 - Pagina 108.
  • R. Cantagalli Storia del fascismo fiorentino, 1919/1925.
  • M. Caudana Processo a Mussolini, 1964.
  • M. Lucini Verità sulla nascita del fascismo, 1974.
  • Mimmo Franzinelli L'amnistia Togliatti: 22 giugno 1946: colpo di spugna sui crimini fascisti, 2006.
  • E. Gentile Storia del Partito fascista: 1919-1922, 1989.
  • G. Albanese Alle origini del fascismo: la violenza politica a Venezia, 1989.
  • Olindo Malagodi Il regime liberale e l'avvento del fascismo, 2005, p. 13.
  • Luigi Albertini Epistolario. 1911-1926: Il fascismo al potere‎, p. 1611.
  • Gian Franco Venè (pref. Pietro Nenni) La lunga notte del 28 ottobre 1922, 1972.
  • Renzo De Felice Mussolini il fascista, p. 343.
  • D. Leva Cronache del fascismo romano‎, p. 133.
  • S. Zavoli Nascita di una dittatura, 1973.
  • Jeffrey Thompson Schnapp, Olivia E. Sears A primer of Italian fascism - p.186, 2000.
  • Ferdinando Cordova, P. Carucci Uomini e volti del fascismo, p. 12, 1980.
  • Ferdinando Cordova, Arditi e legionari dannunziani, 1969.
  • Francesca Tacchi Storia illustrata del Fascismo, 2000.
  • Malgeri-De Rosa Giuseppe Bottai e "Critica fascista".
  • E. Crispolti Futurismo 1909-1944: arte, architettura, spettacolo, grafica, letteratura, 2001.
  • M. Palla, Mussolini e il fascismo, p. 27.
  • Alberto Moravia, Alain Elkann Life of Moravia, 2000, p. 139.
  • G. A. Chiurco Storia della rivoluzione fascista, vol. 2, p. 238, 1972.
  • M. Guarino I soldi dei vinti: la dolce vita della casta fascista e la fame per milioni di italiani, 2008, p. 167.
  • Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Bottai un fascista critico 1976, p. 50.
  • Edoardo e Duilio Susmel Benito Mussolini. Opera omnia, p. 350.
  • G. Salvemini Memorie e soliloqui: diario 1922-1923.
  • Franzinelli-Cavassini Fiume: l'ultima impresa di D'Annunzio, 2009.
  • Guerra italo-austriaca, 1915-18: Le medaglie d'oro, Volume 2, pp.61-63.
  • Antonino Repaci La marcia su Roma: mito e realtà, Volume 1.
  • Piera Gatteschi Fondelli, memoriale in Le soldatesse di Mussolini di Luciano Garibaldi, 1995.
  • Vincenzo Cazzato Ministero per i beni e le attività culturali Atlante del giardino italiano: 1750-1940, Volume 2.
  • Erika Diemoz Il noir Matteotti. Lotta politica, vendette private, fantasie romanzesche, Ed. Passato e Presente, 2005.
  • Lamberto Mercuri L'epurazione in Italia ('43-'48), 1988.

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