Ugo Pecchioli

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Ugo Pecchioli (Torino, 14 gennaio 192513 ottobre 1996) è stato un partigiano e politico italiano.

Sviluppa le sue idee antifasciste sotto l’influsso del padre e di un professore, Alfredo Corti, che viene condannato al confino per aver rifiutato di firmare il giuramento di fedeltà al regime fascista[1]: ancora studente al Liceo D’Azeglio, costituisce un primo nucleo antifascista clandestino con Giorgio Elter[2], e si distingue per l’attività a sostegno degli operai in sciopero.

Arrestato il 25 luglio 1943 per aver manifestato alla caduta del fascismo, riesce a fuggire dopo l'8 settembre 1943 ed espatria nella Confederazione Elvetica, dove incontra altri fuorusciti che lo aiutano a rientrare e a costituire la formazione partigiana "Arturo Verraz" della Val di Cogne: matura in quel periodo la scelta di aderire al PCI. Si distingue in numerosi combattimenti, riuscendo anche a far rientrare dalla Svizzera Walter Fillak con altri antifascisti: costretto da un grande rastrellamento a riparare nella vicina Francia, da poco liberata, rientra in Italia e, divenuto Capo di Stato maggiore della 77ª Brigata Garibaldi, mantiene i contatti tra la Francia e le zone dell’Italia liberata. Nella primavera del 1945 partecipa alla battaglia per la liberazione di Torino: le sue azioni gli valgono l’assegnazione di due Croci al Valor Militare.

Dopo il 1945 riprende gli studi e si laurea in giurisprudenza, continuando nella battaglia politica con incarichi nel PCI a livello regionale e nazionale: fino al 1955 fu membro della segreteria nazionale della FGCI, dirigendo insieme a Dario Valori, Pattuglia, il settimanale della gioventù democratica, di ispirazione social-comunista. Nel PCI divenne segretario in Piemonte fino al 1970; tra il 1960 e il 1970 fu anche Consigliere Comunale a Torino .

Membro della Direzione nazionale fino al 1983, fu responsabile della sezione Problemi dello Stato; dal 1972 al 1992 fu ininterrottamente eletto al Senato, ove si impegnò sulle questioni al centro dei suoi interessi politici: la riforma dello stato, la lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, la lotta al terrorismo e la difesa dell’ordinamento democratico.

Nel 1989 è tra i sostenitori della “svolta” del PCI e partecipa alla costituzione del nuovo soggetto politico, il PDS, di cui - nel 1992 - diviene il coordinatore parlamentare dell’iniziativa politica sulla lotta alla mafia e alla criminalità organizzata.

Fu membro della Commissione d'inchiesta sul caso Moro e fece parte della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e nell’Unione europea Occidentale.

È stato membro del Consiglio Nazionale dell’ANPI.

Un “fondo” di importanti documenti di Ugo Pecchioli è raccolto presso la Fondazione Gramsci.

[modifica] Opere

  • PCI '70. I comunisti in cinquant’anni di storia (con Luigi Longo e Alessandro Natta), Roma.
  • La riforma democratica delle forze armate (curatore, con Aldo D'Alessio), Editori Riuniti, Roma, 1974.
  • Mafia e corruzione. Un libro scritto da 150.000 italiani (con Marco Marturano), Franco Angeli, Milano, 1994. ISBN 88-204-8672-5
  • Tra misteri e verità. Storia di una democrazia incompiuta, (con Gianni Cipriani), Baldini & Castoldi, Milano, 1995. ISBN 88-8089-019-0

[modifica] Fonti

[modifica] Note

  1. ^ Alfredo Corti, da "torinoscienza"
  2. ^ Giorgio Elter, dal sito dell'ANPI
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