Uc de Saint Circ
Uc de Saint Circ, o francesizzato in Hugues (Ugo) de Saint Cir(c)q (... – ...), è stato un trovatore del Quercy (fl. 1217–1253[1]). Uc è molto importante per gli storici moderni in quanto sembra sia il probabile autore di diverse vida e razó di altri trovatori, ma soltanto uno di essi, Bernard de Ventadorn, esiste con il suo nome[1][2]. Quarantadue delle sue canzoni, comprese quindici canso e soltanto tre melodie di canso ci sono pervenute, assieme ad un manuale intitolato Ensenhamen d'onor.[1][3]
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[modifica] Biografia
Uc nacque a Thégra da un nobile di basso lignaggio, Arman, signore di Saint-Circ-d'Alzon, un villaggio non più esistente ma sito nelle vicinanze di Rocamadour.[4] Secondo quanto riportato in alcuni vida, il castello dei Saint-Circ era al pe de[5] della chiesa di Sainta-Maria de Rocamadour, posta in cima ad una scogliera che da sul corso del fiume Alzon; esso venne distrutto nel corso di una guerra ai tempi di Uc.[6] Secondo quanto narrato in alcuni suoi vida, i fratelli maggiori di Uc lo inviarono a Montpellier perché ricevesse una educazione religiosa.[6] A Montpellier egli imparò a leggere e scrivere e scoprì "canzoni e poemi, sirventesi, tenso, distici, e gli atti ed i detti degli uomini degni e delle donne degne che stavano vivendo o erano vissuti nel mondo"."[6] Attraverso questo tipo di educazione divenne un menestrello.
Uc ebbe fama per i suoi cobla e partimen che scambiò con il Conte di Rodi, alle dipendenze di cui partecipò probabilmente alla Crociata albigese, e dai due tensos che scambiò con Raimondo III di Turenne, fratello di Maria de Ventadorn.[4] Egli ebbe contatti anche con il Delfino d'Alvernia, a cui dedicò un poema.[4] Secondo la sua vida, egli andò in Guascogna, viaggiando per lo più a piedi e qualche volta a cavallo. Probabilmente fu sotto la protezione di Guillerma de Benauges, una contessa e viscontessa, che lo presentò a Savaric de Mauleon, che gli fornì abiti e lo fece rifocillare.[4]
Secondo la sua vida, egli trascorse diverso tempo con Savaric a Poitou e nelle zone circostanti prima di recarsi in Catalogna e nel regno di Aragona, dove fu alla corte di Pietro II; Castiglia, presso il re Alfonso VIII; e quindi León, dove fu al servizio di Alfonso IX.[3] Intorno al 1220 si spostò in Provenza dove, secondo la sua vida, egli fu "with all the barons",[7] , in Lombardia e nel Veneto presso la corte trevisana di Alberico da Romano. Secondo studi condotti da Raffaele Roncato, il Nostro, in quel periodo, fu presente anche nella vicina Noale, territorio facente parte della Marca Trevigiana, retta dalla signoria dei Tempesta; in questa corte, la presenza della vedova Stradaglia (già consorte di Guercio Tempesta) ispira Uc de Saint Circ,a comporre la poesia “Longamen ai atenduda”.[4] Durante i suoi viaggi in Linguadoca, Spagna, Provenza ed Italia, egli è probabile abbia incontrato altri trovatori.[8] Si dice che Uc si sia sposato ed abbia avuto dei bambini e da allora non compose più alcuna canzone.[4] L'associazione del nome di Uc con Ezzelino da Romano e la famiglia Malaspina è però una conferma della sua attività poetica.[1] Poiché rimase in Italia per circa quarant'anni fu certamente fra guelfi e ghibellini.[1]
[modifica] Poeta
Secondo una versione della sua vida, Uc "non fez gaires de las cansos" ("non ebbe un approccio molto deciso con le sue canso"), apparentemente in quanto non "amò mai veramente una donna".[4] Mentre i biografi lodarono le sue composizioni liriche e melodiche, egli probabilmente guardò alle sue quindici canso, su un totale di quarantadue poemi, come un numero insolitamente basso.[3] Egli fu reputato capace di fingere amore ed abile nel lodare e disprezzare le donne, ma dopo il suo matrimonio cessò completamente di scrivere poesie d'amore.[4]
La poetica di Uc fu influenzata dalla sua educazione ecclesiastica.[2] Come detto prima egli scrisse canso e tenso, ma anche alcuni sirventesi. Il suo lavoro è generalmente saccente e truculento.[2] Uno dei suoi sirventesi, che inizia Messonget, un sirventes, riconosce che è el son d'en Arnaut Plagues ("la canzone del signor Arnaut Plauges"), una imitazione di Be volgra midons saubres di Arnaut.[9] Un altro dei suoi sirventesi, inizia come un lavoro leggero, affine a quelli di altri trovatori, alla fine diventa un aspro assalto politico ad Ezzelino da Romano, viceré in Italia dell'imperatore Federico II di Svevia: Chanzos q'es leu per entendre.[10]
In Un sirventes voill far, Uc dimostra un profondo odio per l'imperatore accusandolo di essere un "mostro di eresie", e di non credere ne all'immortalità dell'anima ne al paradiso.[11]
Uc compose anche una danseta in cui il ritornello venne ripetuto fra le quattro stanze.[12]
[modifica] Prosa
Durante la sua maturità, alla corte di Ezzelino da Romano, Uc divenne un importante rappresentante del nascente stile accademico della prosa che si andava affermando in quegli anni. In questo ambito egli compose diverse vida e razo.[13] La maggior parte di questi vennero scritti in Italia ed i numerosi errori storici che contengono è stato attributo alla distanza di tempo che intercorreva tra la data degli avvenimenti narrati e quella in cui vennero scritti. Questo potrebbe dimostrare che egli fosse in Italia già molto tempo prima di scrivere queste opere.[14] I razo sono datati dal 1227 al 1230 e narrano di avvenimenti non posteriori al 1219. I primi tentativi di scrivere delle biografie da parte di Uc risalgono alla raccolta di razo su Bertran de Born, che vennero probabilmente scritti in Linguadoca o appena giunto in Italia; nei suoi ultimi lavori egli parla dei razo di Bertran come l'autr'escrit: "gli altri scritti".[15] L'unico vida che contiene un accenno alla autenticità delle informazioni è quello di Bernard de Ventadorn, che dice: Et ieu, N'Ucs de Saint Circ, de lui so qu'ieu ai escrit si me contet lo vescoms N'Ebles de Ventadorn ("Ed io, signor Uc de Saint Circ, ho scritto di lui [Bernard] ciò che il visconte signor Ebolo de Ventadorn mi disse").[16]
Fra le sue vida si suppone ne abbia scritta una su Sordello da Goito, un trovatore alla corte di Ezzelino e su Alberico da Romano.[13] In essa dice che può essere verosimile la versione "ufficiale" della corte sull'uccisione di Cunizza: che Ezzelino ordinò a Rizzardo di San Bonifacio, ex marito di Cunizza, di riprenderla con lui.[13]
[modifica] Note
- ^ a b c d e Aubrey, The Music of the Troubadours, 22–23.
- ^ a b c Gaunt and Kay, 290.
- ^ a b c Egan, 111.
- ^ a b c d e f g h Egan, 110.
- ^ Ai piedi della ..
- ^ a b c Egan, 109.
- ^ Con tutti i baroni.
- ^ Aubrey, The Music of the Troubadours, 232.
- ^ Chambers, 119.
- ^ Meneghetti, 188–191.
- ^ Throop, 399.
- ^ Bond, 835.
- ^ a b c Cabré, 131–132.
- ^ Poe, 130–131.
- ^ Poe, 135.
- ^ Aubrey, "References to Music in Old Occitan Literature", 128.
[modifica] Bibliografia
- Roberto Cheloni. Note storiche al documento relativo ad Uc de Saint Circ, "Atti dell'Istituto di scienze, lettere ed arti A.a 1976-77"
- Guida, Saverio. Primi approcci a Uc de Saint Circ, Pagine: 246. ISBN 88-7284-440-1 Soveria Mannelli 1996.: 1996.
- Guida, Saverio. Lo (pseudo)pseudonimo della danseta di Uc de Saint Circ (Bdt 457, 41: 3), in “Tenso. Bulletin de la Societé Guillem IX), 21 ( 2006), pp.7-22.
- Guida, Saverio. Uc de Saint Circ usuraio ed eretico? , in "Cultura Neolatina", 54 (1994), 169-98.
- Guida, Saverio. L’attività biografica di Uc de Saint Circ a Treviso, in Il Medioevo nella Marca: trovatori, giullari, letterati a Treviso nei secoli XIII e XIV. Treviso 28-29 settembre 1990, Treviso 1991, 91-114.
- Guida, Saverio. Uc de Saint Circ e Clara d’Anduza, in "Messana. Rassegna di studi filologici, linguistici e storici", 4 (1990), 169-94.
- (FR) Zinelli, Fabio. Uc de Saint-Circ imitatateur de Hugues de Berzé? Les chansons BdT 457,26 et RS 1821, Medioevo Romanzo, 28 (2004), 39-62.
- (FR) Zinelli, Fabio. La chanson Be fai granada follor (BdT 457,7): Un cas d'attribution controversée et la tradition manuscrite de Saint-Circ (avec une note sur l'iconographie de C), Studi medievali, 47.2 (2006), 589-651.
- Bertoni, Giulio. I trovatori d’talia, Modena 1915, p. 276.
- Sansone, E. Giuseppe. La poesia dell'antica Provenza - testi e storia dei trovatori, Guanda (1993).
- (EN) Aubrey, Elizabeth. "References to Music in Old Occitan Literature." Acta Musicologica, 61:2 (May–Aug., 1989), pp. 110–149.
- (EN) Aubrey, Elizabeth. The Music of the Troubadours. Indiana University Press, 1996. ISBN 0-253-21389-4.
- (EN) Bond, Gerald A. "The Last Unpublished Troubadour Songs." Speculum, 60:4 (Oct., 1985), pp. 827–849.
- (EN) Burgwinkle, William E. "For Love or Money: Uc de Saint-Circ and the Rhetoric of Exchange." Romanic Review, 84:4 (1993:Nov.) pp. 347–377.
- (EN) Burgwinkle, William E. "The chansonniers as books" (pp. 246–262). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730.
- (EN) Cabré, Miriam. "Italian and Catalan troubadours" (pp. 127–140). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730.
- (EN) Chambers, Frank M. "Imitation of Form in the Old Provençal Lyric." Romance Philology, 6 (1952/1953) pp. 104–121.
- (EN) Egan, Margarita (ed. and trans.) The Vidas of the Troubadours. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9.
- (EN) Gaunt, Simon, and Kay, Sarah. "Appendix I: Major Troubadours" (pp. 279–291). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730.
- (EN) Jeanroy, Alfred, and Salverda de Grave, J. J. Poésies de Uc de Saint-Circ. Toulouse: 1913.
- (EN) Meneghetti, Maria Luisa. "Intertextuality and dialogism in the troubadours" (pp. 181–196). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730.
- (EN) Poe, Elizabeth Wilson. "L'Autr'escrit of Uc de Saint Circ: The Razos for Bertran de Born." Romance Philology, 44:2 (1990:Nov.) pp. 123–136.
- (EN) Throop, Palmer A. "Criticism of Papal Crusade Policy in Old French and Provençal." Speculum, 13:4 (Oct., 1938), pp. 379–412.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Uc de Saint Circ - su Rialto
- (EN) Uc de Saint Circ: Complete Works