Tropo (filosofia)

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Il termine tropo è stato introdotto, in filosofia, nell'ambito della tradizione scettica, per riferirsi e classificare situazioni contraddittorie, o anche solo controverse, in cui le difformità di opinione comportano la sospensione del giudizio.

Più propriamente, con il termine tropi sono indicati i percorsi (modi) confutativi che conducono a situazioni, come quelle citate, in cui è praticabile unicamente la sospensione.

L'elencazione dei tropi ci è riportata da Sesto Empirico, che arriva ad enumerarne diciassette, di cui i primi dieci derivanti dalla classificazione proposta da Enesidemo. Ad essi ne aggiunge cinque integrati ad opera di scettici più recenti rispetto a Enesidemo; mentre, Diogene Laerzio attribuisce questi 5 tropi, aggiunti ai dieci formulati da Enesidemo, ad Agrippa. Sesto Empirico ne menziona infine ulteriori due, attribuiti ad altri scettici (Schizzi pirroniani, I, 178), che sussumono tutti gli altri.

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