Treviso

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« Dove Sile e Cagnan s'accompagna »
(Dante Alighieri, Divina Commedia (Paradiso, IX, v.49))
Treviso
comune
Treviso – Stemma
Il cuore della città: piazza dei Signori con il palazzo dei Trecento.
Il cuore della città: piazza dei Signori con il palazzo dei Trecento.
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Veneto – stemma Veneto
Provincia Treviso – stemma Treviso
Sindaco Gian Paolo Gobbo (LN) dal 16/04/2008
Territorio
Coordinate 45°40′20″N 12°14′32″E / 45.67222°N 12.24222°E / 45.67222; 12.24222 (Treviso)Coordinate: 45°40′20″N 12°14′32″E / 45.67222°N 12.24222°E / 45.67222; 12.24222 (Treviso)
Altitudine 15 m s.l.m.
Superficie 55,5 km²
Abitanti 83 167[1] (31-03-2011)
Densità 1 498,5 ab./km²
Comuni confinanti Carbonera, Casier, Paese, Ponzano Veneto, Preganziol, Quinto di Treviso, Silea, Villorba, Zero Branco
Altre informazioni
Cod. postale 31100
Prefisso 0422
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026086
Cod. catastale L407
Targa TV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti trevigiani, trevisani
Patrono san Liberale
Giorno festivo 27 aprile
Localizzazione
Treviso è posizionata in Italia
Treviso
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Treviso (IPA: /tre'vizo/, toponimo invariato in veneto) è un comune italiano di 83.167 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia in Veneto.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

La città sorge sulla media pianura veneta in una zona ricca di risorse idriche. Entro lo stesso territorio comunale nascono numerosi fiumi di risorgiva dei quali il più importante è il Botteniga. Quest'ultimo, dopo aver ricevuto le acque di Pegorile e Piavesella di Nervesa, oltrepassa le mura all'altezza del Ponte di Pria e si divide poi nei diversi rami (Cagnan Grande, Buranelli, Roggia ecc.) che tanto caratterizzano il centro storico. Corso d'acqua principale è comunque il Sile, di cui il Botteniga stesso è tributario, il quale lambisce le mura meridionali. Altri fiumi rilevanti, tutti affluenti del Sile, sono lo Storga, il Limbraga (da sinistra) e il Dosson (da destra).

L'altitudine minima è di 6 m s.l.m. e si riscontra all'estremità sudorientale del territorio comunale, in località Sant'Antonino; di contro, il punto di massima, 31 m s.l.m., corrisponde all'estremità nordoccidentale, nei pressi di Santa Bona. Il municipio si trova invece a 15 m s.l.m..

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Stazione meteorologica di Treviso Sant'Angelo e Stazione meteorologica di Treviso Istrana.

In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990), la temperatura passa dal valore minimo di -1 °C di gennaio-febbraio al valore massimo di 28 °C di luglio-agosto. Le precipitazioni medie annue superano i 900 mm e i valori massimi si riscontrano tra l'estate e l'autunno. Sempre in estate possono svolgersi dei fenomeni a carattere burrascoso, spesso accompagnati da violente grandinate. In inverno, la notte si hanno solitamente temperature al di sotto dello zero e quindi ghiaccia facilmente. Inoltre pochi giorni all'anno possono verificarsi brevi nevicate, anche se di bassa entità.

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia di Treviso.
Le origini del nome

La prima menzione di Treviso, seppur indiretta, compare nel III libro della Naturalis historia di Plinio il Vecchio in cui è citato il «Fluvius Silis ex montibus Tarvisanis». Bisognerà aspettare il De vita sancti Martini di Venanzio Fortunato per avere una prima citazione del toponimo «Tarvisus», seguito, poco dopo, dall'Anonimo Ravennate con «Trabision». Numerosi sono poi i riferimenti nell'Historia Langobardorum di Paolo Diacono: «Tribicium seu Tarbision», «apud Tarvisium» ecc.

L'ipotesi più probabile è che Tarvisium, scomponibile in Tarv-is-ium, sia di origine celtica: si riconoscono infatti tarvos "toro" e la formante -is- tipica dei toponimi gallici[3].

[modifica] Le origini e l'epoca romana

Resti di un mosaico paleocristiano

Villaggio paleoveneto sorto in epoca pre-romana su tre alture poste nei pressi di un'ansa del Sile, in un territorio ricchissimo di risorse idriche, l'antica Tarvisium divenne municipio all'indomani della sottomissione della Gallia Cisalpina da parte dei Romani. La vicinanza ad alcune importanti arterie, come la strada Postumia, e le stesse vie d'acqua, ne fecero sin dai tempi più antichi un vivace centro commerciale della la Venetia et Histria.

[modifica] L'età barbarica e l'alto Medioevo

La decadenza del tardo periodo romano si fece sentire anche a Treviso benché, all'indomani della caduta dell'Impero Romano d'Occidente e durante il regno di Teodorico, la città fosse ancora un centro annonario di prim'ordine. Contesa nel corso del VI secolo tra Ostrogoti e Bizantini, secondo la tradizione la città diede i natali a Totila, glorioso capo militare germanico che vinse i Bizantini proprio alle porte di Treviso.

Conquistata dai Longobardi, fu eretta a sede di uno dei trentasei ducati del regno e venne dotata di un'importantissima zecca. Quest'ultima continuò a fiorire anche sotto i Carolingi (sotto i quali il locale vescovo ebbe il titolo di conte), e ancora sotto la Serenissima vi si coniava il bagattino.

[modifica] L'età comunale

Fu tuttavia con la rinascita dell'Anno Mille che Treviso, datasi statuti comunali e vinto l'imperatore Federico Barbarossa accanto alle città delle leghe Veronese e Lombarda, conobbe un notevole sviluppo, ampliandosi nelle dimensioni ed arricchendosi di monumenti e palazzi, che le valsero il soprannome di urbs picta. Il vivere trevigiano divenne sinonimo di vita gaudente e la città si animava di feste e celebrazioni, quali quella del Castello d'Amore. Citata da Dante Alighieri che vi trascorse parte del suo esilio e da Fazio degli Uberti nel suo Dittamondo, la città crebbe ulteriormente in ricchezza e fasto per tutto il XII e XIII secolo dotandosi di una delle prime Università (1321) e contendendo alle limitrofe Padova e Verona il ruolo di città principe di quella che, al tempo, veniva chiamata Marca Trivigiana intendendo con l'espressione buona parte dell'attuale Veneto.

[modifica] Dalla Signoria alla Repubblica Veneta

In modo analogo alle principali città del Nord Italia, anche Treviso assistette alla crisi del governo comunale ed il successivo passaggio alla signoria. Bisogna tener conto, comunque, che sin dagli inizi il potere era di fatto in mano ad una ristretta oligarchia aristocratica, tra cui spiccavano alcune famiglie quali i Tempesta.

La prima casata ad impossessarsi di Treviso furono gli Ezzelini, che signoreggiarono tra il 1237 ed il 1260 con le figure di Ezzelino III e Alberico. La città fu quindi preda di nuove lotte intestine tra i Guelfi filopapali ed i Ghibellini, sostenitori di un riavvicinamento all'Impero, tanto che solo nel 1283, a seguito della vittoria dei primi, si assistette ad una decisa ripresa economica e culturale durata fino al 1312.

Dominata poi dai Collalto e dai Da Camino, la Marca si trovò ancora coinvolta in guerre e saccheggi nel periodo 1329-1388. Occupata dapprima dagli Scaligeri (1329-1339), nel 1339 si diede spontaneamente alla Serenissima, andandone a costituire il primo possedimento in terraferma. Coinvolta quindi nelle guerre per il primato sulla penisola italiana, la città fu retta dal duca d'Austria tra il 1381 ed il 1384 per passare, nel 1384 e fino al 1388, ai Carraresi. Solo da allora la città tornò definitivamente alla Repubblica di Venezia.

[modifica] Il periodo veneziano

Finalmente sotto Venezia, Treviso poté godere di un lungo periodo di stabilità e relativo benessere, salvo la parentesi della Guerra della Lega di Cambrai che vide la costruzione delle attuali fortificazioni (1509) e l'assedio imperiale e francese, tolto nel 1511.

[modifica] XX secolo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bombardamento di Treviso.

[modifica] Contemporanea

[modifica] Simboli

Nell'articolo 6 dello Statuto Comunale così è descritto lo stemma comunale:

« Scudo di rosso alla croce d'argento accantonata in capo da due stelle del secondo, di otto raggi, circondato da due rami di quercia e d'alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali. »

Nell'araldica civica italiana, la croce è tipica delle città aderenti al partito guelfo; il metallo argento è di gusto francese perché furono i crociati Francesi ad adottare la croce argentata per distinguersi; le stelle sembrano senza significato se non quello di semplice ornamento di gusto araldico medievale[4].

Il vessillo è costituito da una bandiera bianca e azzurra con lo stemma comunale al centro.

Treviso ha pure un proprio sigillo di forma rotonda nel quale è rappresentata una città turrita e riportate le scritte "Tarvisium" e "Monti, musoni, ponto, dominorque Naoni". La frase rimanda agli antichi domini della città, che avevano come confini le Prealpi Bellunesi, il fiume Muson, il mare della Laguna Veneta e il fiume Noncello.

[modifica] Onorificenze

La città di Treviso è una delle città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione: è stata infatti insignita della medaglia d'oro il 13 aprile 1948 per i sacrifici sofferti dalla popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fiera delle sue tradizioni di libertà che già ne fecero centro attivissimo del Risorgimento Nazionale; supremo baluardo della Patria sulle rive del Piave nella guerra 1915 - 1918; sollevò dalle sventure dell’8 settembre 1943 la fiaccola della resistenza; eccitò alla lotta contro il tedesco invasore; organizzò le prime schiere armate della pianura e della montagna; fu per tutto il periodo della dominazione straniera, l’anima di una resistenza indomabile di popolo e di brigate partigiane, spiegando energie combattive e capacità direttive in tutta la regione veneta. Dilaniata nelle carni dei suoi figli caduti davanti ai plotoni d’esecuzione nemici; distrutta nei suoi edifici; bagnata nelle sue piazze dal sangue di vittime innocenti, lasciò alla storia d’Italia 248 caduti e 144 feriti partigiani; 10.261 internati e deportati politici; 1600 uccisi e 350 feriti per bombardamenti e il ricordo delle epiche gesta della sua insurrezione, allorché il popolo, accorso tra le rovine di 3783 case distrutte, combatté al fianco dei partigiani, unito a loro in un unico slancio di fede e di libertà[5].»
— Settembre 1943 - aprile 1945

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa di San Francesco

Chiesa di San Francesco
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Francesco (Treviso).

Un gruppo di frati francescani, inviati dallo stesso san Francesco, giunse a Treviso nel 1216 e prese sede in un oratorio dedicato alla Madonna, nella zona oltre il Cagnan Grande. La comunità divenne presto numerosa e nel 1231 si cominciò a costruire la chiesa e il convento, che vennero ultimati nel 1270. Soppressi nel 1806, furono adibiti ad altri scopi, finché nel 1928 non vennero restaurati e riaperti al culto. L'architettura è di transizione tra il romanico e il primo gotico. L'interno ha un'unica navata e cinque cappelle laterali. Al suo interno si possono vedere le tombe del figlio di Dante Alighieri e della figlia di Francesco Petrarca.

[modifica] Chiesa di San Nicolò

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Nicolò (Treviso).

[modifica] Duomo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Duomo di Treviso.

[modifica] Chiesa di San Martino Urbano

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Martino Urbano.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Monte di Pietà e Cappella dei Rettori

L'antica sede del Monte di Pietà si trova nell'omonima piazza dietro al Palazzo dei Trecento. In precedenza, qui sorgeva un edificio trecentesco ospitante il Monte dei Pegni. La ricostruzione del palazzo cominciò nel 1462, anno in cui i Francescani proposero l'istituzione del Monte di Pietà, che venne ufficialmente fondata nel 1496 grazie all'interessamento del vescovo Nicolò Franco. Dall'inizio del Cinquecento l'edificio fu ingrandito, andando ad inglobare l'odierna chiesa di Santa Lucia e, successivamente (1561), la chiesa di San Vito. Gli ultimi interventi si ebbero nel Settecento, sicché attualmente il palazzo e le due chiese si presentano come un unico complesso con tanto di porticato in comune.

All'inizio del XIX secolo il Monte di Pietà fu osteggiato dalle autorità francesi prima e austriache poi. Per le pesanti imposte, l'edificio abbandonò il progetto di ulteriori ampliamenti e, anzi, ridusse notevolmente la sua attività, tant'è che, nel 1822, veniva convertito in cassa di risparmio (la futura Cassamarca).

All'interno si trova la cappella dei Rettori, pregevole ambiente che conserva affreschi del Fiumicelli, tele del Pozzoserrato e cuoi di Cordova. Tutte le opere alludono al soccorso e all'indulgenza.

Dal dicembre 2004 il Monte di Pietà è stato acquistato dalla Fondazione Cassamarca. Attualmente ospita uffici della UniCredit e alcuni esercizi pubblici[6][7].

[modifica] Loggia dei Cavalieri

Il simbolo del potere politico assunto da nobili e cavalieri nel periodo del Libero Comune è la Loggia dei Cavalieri, esemplare del romanico trevigiano che risente dell'eleganza bizantina. Fu costruita sotto il potere del podestà Andrea da Perugia (1276) come luogo di convegni, conversazioni, giochi e il popolo non poteva accedervi.

[modifica] Piazza dei Signori e Palazzo dei Trecento

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Piazza dei Signori (Treviso) e Palazzo dei Trecento.

A nord della piazza sorge il Palazzo di Podestà (fine 1400) che conserva caratteristiche medievali lungo il Calmaggiore. All'inizio di questa strada sorgeva un tempo la Fontana delle tette, che dopo la caduta della Repubblica Veneta fu rimossa e venne ritrovata dall'abate Bailo e attualmente si trova nella loggia del Palazzo dei Trecento. Piazza dei Signori si chiamava anche Maggiore o della Berlina, in quanto qui veniva praticata una punizione chiamata appunto "berlina": i colpevoli venivano esposti e umiliati in pubblico. Nella piazza si possono notare numerosi leoni con il Vangelo aperto, segno della dominazione della Serenissima. Iniziata la costruzione nel 1200, il Palazzo dei Trecento ospitava i membri del Maggior Consiglio, di cui ne faceva parte anche il podestà. Era chiamato anche "Palazzo della Ragione" in quanto questo luogo era il centro sociale-amministrativo della città. Nella seconda guerra mondiale, per la precisione il giorno 7 aprile 1944 (Venerdì Santo) la città venne devastata da un'incursione aerea americana: in quell'occasione il Palazzo dei Trecento fu centrato da una bomba che penetrò attraverso il tetto del salone principale al primo piano dopodiché scoppiò prima di sfondare la loggia sottostante. La parete meridionale e parte di quella orientale esplosero, letteralmente, mentre la parte rimanente di quella orientale e la parete settentrionale risultavano avere uno strapiombo in alcuni punti di quasi un metro. Furono costruiti dei pilastri di sostegno per evitare che le pareti crollassero e ci vollero diversi anni prima che il palazzo venisse restaurato portando le pareti a piombo e ricostruendo quelle crollate. Ora rimane solo una cicatrice nelle pareti esterne del palazzo e parte degli affreschi nella parte interna sono andati distrutti.

[modifica] Piazza Rinaldi

Piazza Rinaldi è stata costruita dalla ricca famiglia Rinaldi. Piazza Rinaldi, a differenza di Piazza Duomo, segue uno schema abbastanza simmetrico. La piazza ospitava tre palazzi di epoche differenti, ma tutte in possesso della famiglia Rinaldi. Il primo è stato costruito nel duecento ed era la residenza dei Rinaldi appena giunti a Treviso e fuggiti da Federico Barbarossa. Il secondo palazzo, di epoca quattrocentesca, è decorato con curiosi archi ogivali inflessi in una loggia al primo piano. Il terzo è ultimo palazzo è di origine settecentesca. Nella piazza vi era una "stazione di posta". Qui arrivavano persone che, grazie all'aiuto dei cavalli, smistavano e trasportavano la posta. Fungeva anche da dormitorio e osteria. All'inizio del Novecento divenne luogo di mercato e incontro.

[modifica] Ponte di Pria

Il "Ponte di Pria" (Ponte di Pietra) è un ponte situato in una zona in cui confluiscono le acque del Cagnan (Canale) Grande, il quale ospita l'isola di Pescheria, il Canale dei Buranelli ed un altro canale. Qui vi sono delle chiuse, ideate e costruite da Fra' Giocondo. Le chiuse servivano ad inondare i dintorni di Treviso per bloccare l'avanzata di eventuali eserciti nemici.

[modifica] Il Quartiere Latino e l'Università

Inaugurato il 30 settembre 2006, è stato realizzato dall'architetto Paolo Portoghesi restaurando l'ex ospedale di Santa Maria dei Battuti (altrimenti detto di San Leonardo) che sorge presso la confluenza tra Sile e Cagnan Grande.

L'ospedale ha una storia antichissima: originariamente sorgeva pressappoco dove oggi si trova la stazione degli autobus ma nel 1332, dovendo far posto ad un fortilizio, fu trasferito dove si trova tuttora. Nel 1795 la facciata che dà sul Sile, esempio di gotico trecentesco, fu demolita e sostituita con l'attuale, neoclassica. Nel primo Ottocento si effettuarono altri interventi sia negli interno, sia nel cortile. L'altra facciata, che dà sull'attuale piazza Santa Maria dei Battuti, era invece cinquecentesca, ma tra l'Otto e il Novecento fu sostanzialmente rifatta. Dal 1834 al 1866 l'ospedale ospitò anche la dogana, motivo per cui è detto talvolta Palazzo della Dogana[8][9]. Fa parte del complesso anche la cappella di Santa Croce, oggi sconsacrata e adibita ad auditorium.

L'idea di fondo su cui si è basato il restauro è stata quella di recuperare lo stile originale armonizzandolo con elementi del design moderno. Voluto fortemente dalla Fondazione Cassamarca, l'elegante complesso comprende la nuova piazza dell'Umanesimo Latino e un viale ricavato nel cortile dell'ospedale, costeggiato da spazi commerciali e residenziali. Sono stati inoltre recuperati e resi visibili i resti di antiche mura[10].

Il Quartiere Latino ospita inoltre il locale polo universitario, costituito da sedi distaccate dell'Università di Padova e dell'Università Ca' Foscari di Venezia. I corsi dell'una si svolgono all'interno dello stesso ospedale, l'altra si trova presso l'ex Distretto Militare, al di là del Sile. Le due sponde sono messe in comunicazione da un ponte pedonale in legno, ispirato al ponte delle Guglie di Venezia e progettato dallo stesso Portoghesi[11].

[modifica] Galleria di immagini

[modifica] Architetture militari

[modifica] Porta Santi Quaranta

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Porta Santi Quaranta.

La porta garantiva l'accesso alla città (cinta da mura) alle persone provenienti da Ovest (Padova e Vicenza). Costruita ai primi del 1500, quando la città apparteneva alla Repubblica Veneta, è intitolata ai Quaranta martiri di Sebaste, soldati cristiani che, durante la persecuzione di Licinio in Armenia, si rifiutarono di onorare degli idoli e furono per questo puniti con l'assideramento e il rogo. In periodo risorgimentale la Porta assunse il nome di Porta Cavour (la strada che dalla Porta va verso piazza dei Signori, si chiama tuttora "Borgo Cavour"), per poi tornare all'originaria denominazione. La costruzione è a pianta quadrata e la facciata, in pietra d’Istria, con tre archi di cui quello centrale più ampio sopra il quale spicca il leone alato, simbolo del potere di Venezia sulla terra ferma. Sopra l’arco centrale, la scritta indicante il nome della porta: in latino per chi esce da Treviso (“Porta Sanctorum Quadraginta”) ed in veneto per chi vi entra (“Porta de Sancti Quaranta”).

[modifica] Ville venete

Di seguito è riportato un elenco delle ville venete di Treviso schedate dall'IRVV con, fra parentesi, la località/frazione e l'epoca[12]:

[modifica] Altro

[modifica] Canale dei Buranelli

Il canale dei Buranelli è una delle più pittoresche diramazioni del Botteniga che caratterizzano il centro storico. Il toponimo si riferisce ad uno dei ponti che attraversa il corso d'acqua, detto appunto ponte dei Buranelli, nei pressi del quale si trova tuttora un edificio cinquecentesco un tempo dimora e magazzino di commercianti provenienti dall'isola lagunare di Burano.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Nati - Morti

Durante il censimento del 2001[13], l'ISTAT contava 76.252 abitanti nel centro abitato[14] di Treviso, ma a questi vanno aggiunte le popolazioni degli altri agglomerati contigui, sebbene inclusi in altri comuni. Nello specifico, si tratta di:

In pratica, la popolazione dell'agglomerato formato dalla continuità di queste località abitate ammonta a 112.111 abitanti.

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Di seguito sono riportati i dieci gruppi di cittadini stranieri più consistenti[15]:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 bandiera Serbia 971
2 bandiera Moldavia 934
3 bandiera Albania 834
4 bandiera Cina 827
5 bandiera Romania 817
6 bandiera Bangladesh 727
7 bandiera Ucraina 522
8 bandiera Marocco 482
9 bandiera Brasile 311
10 bandiera Burkina Faso 294
Resto del Mondo 3.874

I cittadini stranieri risultano quindi 10.593, ovvero il 12,7% della popolazione.

[modifica] Lingue e dialetti

Il dialetto in uso a Treviso e dintorni è un veneto con un'impostazione molto simile al veneziano. Le differenze riguardano anzitutto la resa di ŏ latino in sillaba libera, che è pronunciato /ɔ/ e non /o/ ("fuoco" è fògo e non fógo), nella terminazione in /ɛ/ della seconda persona plurale ("parlate" è parlè e non parlé) e nell'evoluzione del suffisso latino -ĕllus che è -èl ("fratello" è fradèl e non fradèo). La tipicità più evidente è però data dall'intonazione, in particolare nelle interrogative in cui si ha l'allungamento dell'ultima sillaba anche se atona (qua? e maja? sono pronunciati /'kwaa/ e /'majaa/)[16][17].

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

A Treviso hanno sede diverse scuole secondarie che riguardano più o meno tutti gli indirizzi, andando dai licei, agli istituti tecnici e ai professionali. Per questo motivo, la città attira numerosissimi studenti provenienti anche dai comuni limitrofi.

[modifica] Biblioteche

Le biblioteche comunali sono cinque (ma la Borgo Cavour e la Biblioteca dei Ragazzi condividono la stessa sede), delle quali tre si trovano nel centro storico. Treviso vanta tuttavia un patrimonio librario e archivistico ancora più ricco: si contano infatti diverse altre realtà gestite da fondazioni private, dalla diocesi o da altre istituzioni[18].

[modifica] Università

Benché la città potesse vantare un proprio ateneo in periodo medievale, solo di recente le Università di Padova, la "Ca' Foscari" e lo IUAV hanno stabilito alcune sedi distaccate anche a Treviso. Le lezioni si svolgono principalmente presso l'ex Ospedale dei Battuti, acquistato e ristrutturato dalla Fondazione Cassamarca.

[modifica] Musei

[modifica] Museo Civico

Il Museo Civico, intitolato all'abate Luigi Bailo, fondatore e primo direttore, venne inaugurato nel 1882 come Museo Trevigiano. Si articola in tre sezioni distinte: quella archeologica, di carattere territoriale, in quanto raccoglie reperti ritrovati nella città stessa o nei dintorni, datati dal II millennio a.C. all'Alto Medioevo; la pinacoteca, che riguarda l'arte dal Rinascimento all'Ottocento (Giovanni Bellini, Paris Bordon, Lorenzo Lotto, Tiziano, Rosalba Carriera, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Francesco Guardi, Pietro Longhi); la galleria d'arte moderna, che espone opere dalla fine dell'Ottocento in poi (Sante Cancian, Guglielmo Ciardi Arturo Martini, Francesco Podesti, Gino Rossi).

L'esposizione ha sede nell'antico convento dei Gesuati, fondato nel XV secolo e passato ai Carmelitani nel 1681[19].

[modifica] Teatri e cinema

Cinema: Embassy, Edera, Multisala Corso, Cinecity. Teatri: Eden, Comunale.

[modifica] Musica

A Treviso si svolge annualmente uno dei maggiori festival nazionali dedicati alla musica antica per organo, oltre alla stagione legata al teatro e alla sua orchestra la città è sede di numerosi cori polifonici e popolari (nel 2003 ha ospitato il festival della coralità veneta) tra cui il coro Stella Alpina diretto da Diego Basso, la città infine ha una sua Banda Musicale (Banda musicale Domenico Visentin di Treviso) nata, nella sua forma attuale, nel 1963. A settembre si svolge il Festival chitarristico delle 2 città, importante manifestazione che si svolge in contemporanea anche a Roma, da cui il nome; il festival è organizzato da Andrea Vettoretti, giovane ed affermato chitarrista classico trevigiano. Da molti anni inoltre nella prima settimana di luglio si svolge il Festival musicale "Suoni di Marca", con concerti, stand gastronomici, bancarelle e degustazioni, nella bella cornice delle Mura cittadine. Treviso ha dato i natali a Giuliano Carmignola uno dei più famosi violinisti in attività.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

[modifica] Suddivisioni amministrative

Al comune di Treviso non appartengono ufficialmente delle frazioni, ma al di fuori del centro storico si contano numerosi quartieri e sobborghi che spesso prendono il nome dalla parrocchia presente. A sud del corso del Sile, partendo da ovest, si incontrano:

A nord:

  • San Giuseppe
  • Monigo
  • Santa Bona
  • San Paolo
  • San Liberale
  • Santa Bona
  • San Pelajo
  • Santa Maria del Rovere
  • Selvana (anche nota come "Selvana Bassa",attuale nucleo del quartiere,per distinguerla dalla parte più a nord oltre viale brigata marche, più antica ma meno popolata)
  • Fiera (più precisamente, Sant'Ambrogio di Fiera).

Località minori sono Il Chiodo (cinta extramuraria a nord); Sant'Artemio (S.Maria del Rovere); Le Corti (S.Maria del Rovere-S.Pelajo); Borgo Furo, Pale del Cornaino (S.Bona); Busa del'olio (S.Bona-S.Pelaio); Roncole, Lovera (S.Pelajo); Case Sambugole (Selvana); Villapendola (Fiera); la Ghirada, Borgo Mestre(S.Zeno); Mure, San Vitale, Confine (Canizzano); Sant'Angelo basso (S.Angelo); La Monchia o Moncia, Cappelletta(S.Giuseppe-aeroporto).

Benché la legge non preveda l'obbligo di decentramento per i comuni delle dimensioni di Treviso, il territorio è comunque ripartito in cinque circoscrizioni, che sono:

  • circ. A - centro storico-zona circostante le mura;
  • circ. B - Fiera-Selvana-Santa Maria del Rovere;
  • circ. C - Monigo-San Liberale-San Paolo-Santa Bona-San Pelajo;
  • circ. D - San Giuseppe-Sant'Angelo-Canizzano;
  • circ. E - San Lazzaro-San Zeno-Sant'Antonino.

Dal punto di vista ecclesiastico, Treviso è sede vescovile e la città è divisa in 27 parrocchie raggruppate tra i vicariati di Treviso e di Santa Maria del Rovere.

[modifica] Economia

[modifica] Servizi

Dal 1975 la mobilità cittadina urbana ed extraurbana è costituita da ACTT. L'ACTT (acronimo di Azienda Consorzio Trevigiano Trasporti) è di fatto l'azienda che gestisce il trasporto pubblico a Treviso e dintorni e che garantisce collegamenti continui con l'Aeroporto di Treviso-Sant'Angelo. Dal 1983 la provincia può contare su un nuovo efficiente servizio di collegamento extraurbano garantito da La Società Autoservizi La Marca Trevigiana. Trattasi di un'azienda di trasporti pubblici che opera su larga scala nella provincia di Treviso e in tutta la Regione del Veneto. Ha sede nella città di Treviso.

[modifica] Turismo

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Diverse strade di media o grande importanza collegano Treviso con le altre città limitrofe:

[modifica] Ferrovie

Treviso possiede una stazione ferroviaria: la stazione di Treviso Centrale passata da quattro linee ferroviarie:

[modifica] Aeroporti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aeroporto di Treviso-Sant'Angelo.

L'aeroporto di Treviso è l'aeroporto Treviso-Sant'Angelo. Si trova a 3 km dal centro della città sulla statale ss515, in una adiacente alla tangenziale ss53. Nel febbraio 2007 viene inaugurata una più ampia aerostazione passeggeri intitolata in ricordo dell'artista-scultore e architetto Antonio Canova. Attualmente è il sedicesimo aeroporto più trafficato d'Italia. La sua notorietà è dovuta soprattutto alla compagnia aerea Ryanair che ha la base operativa a Treviso per i passeggeri diretti a Venezia. Ci sono state diverse lamentele circa l'inquinamento soprattutto acustico da parte dei vicini abitanti che risiedono intorno all'aeroporto, nel comune di Treviso e Quinto di Treviso. Poco dopo è stata inviata una petizione per evitare che incrementino ancora di più il traffico aereo su Treviso [1].

[modifica] Mobilità urbana

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Gian Paolo Gobbo (LN) dal 16/04/2008 (2º mandato)
Indirizzo della casa comunale: via Municipio, 16

[modifica] Amministrazioni precedenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Treviso.
Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
11 luglio 1985 3 agosto 1990 Vittorino Pavan DC Sindaco [20]
3 agosto 1990 23 settembre 1992 Vittorino Pavan DC Sindaco [21]
21 novembre 1992 7 marzo 1994 Gianfranco Gagliardi DC (poi PPI) Sindaco [22]
7 giugno 1994 6 dicembre 1994 Elio Giannuzzi - commissario straordinario
6 dicembre 1994 14 dicembre 1998 Giancarlo Gentilini Liga Veneta-Lega Nord Sindaco [23]
14 dicembre 1998 10 giugno 2003 Giancarlo Gentilini Liga Veneta-Lega Nord Sindaco [24]
10 giugno 2003 15 aprile 2008 Gian Paolo Gobbo Lega Nord Sindaco [25]
15 aprile 2008 in carica Gian Paolo Gobbo Lega Nord Sindaco [26]



[modifica] Gemellaggi

[modifica] Variazioni

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1920 aggregazione della frazione Monigo staccata dal comune di Paese (Censimento 1911: pop. res. 1333).[27]

[modifica] Sport

Treviso vanta una tradizione sportiva non indifferente che abbraccia le discipline più disparate. Dal 1868 è attivo e generoso di talenti, anche a livello Olimpico (3), lo sport del Tiro a Segno che, dopo 5 scudetti consecutivi (1985/89), continua a posizionarsi da oltre un decennio entro le prime cinque delle 280 Società Nazionali, praticando tutte le specialità Olimpiche e "non" sia di armi lunghe che corte. Oltre lo sport la Sezione esplica le competenze Istituzionali e pubblicistiche in materia di armi.

In ambito calcistico, spicca il Football Club Treviso, militante attualmente nel campionato di Lega Pro Seconda Divisione, dopo essere stato promosso nella stagione 2010-2011 dalla Serie D. La società deriva in realtà dal Treviso Foot-Ball Club 1993, a sua volta erede dello storico Foot Ball Club Treviso che affonda le proprie radici nel 1909. Nel campionato 2005-2006 il Treviso Calcio ha militato nel massimo torneo, in serie A.

I massimi risultati sono stati però ottenuti nella pallavolo, nel basket e nel rugby, con le tre società legate alla famiglia Benetton. Non è un caso, dunque, se da Treviso provengono alcuni dei più forti giocatori, rinomati a livello internazionale. La Sisley Volley Treviso, fondata nel 1987, vanta 9 scudetti e 4 coppe campioni, senza contare numerosi altri titoli nazionali ed europei. Attualmente la prima squadra è stata trasferita a Belluno e ha cambiato denominazione in Sisley Volley Belluno.

La Benetton Rugby Treviso, nata nel 1932, è tuttora una delle più forti squadre italiane di rugby a XV. Nel suo palmarès si contano 15 scudetti, il che ne fa la squadra più premiata dopo l'Amatori Rugby Milano. La Benetton Pallacanestro Treviso risale al 1954 e si fregia di 5 scudetti e di numerosi altri titoli anche a livello europeo.

Sempre nel rugby a XV, va citata l'A.S. Tarvisium ruggers 69, attualmente in serie B di rugby a 15, mentre, per quanto riguarda le squadre femminili, si ricordano le Red Panthers Benetton, vincitrici di 14 scudetti ufficiali. Delle altre discipline, il Circolo Scherma Treviso, le Lame della Marca Trevigiana associazione da cui provengono campioni plurititolati, tra cui lo schermitore Matteo Tagliariol.

Fortissimo è inoltre il legame con il ciclismo. Nel 1999 la città ha ospitato la prova a cronometro dei mondiali su strada, manifestazione organizzata assieme a Verona. Inoltre è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia; ad esempio nel

Il 1º giugno 2007 da piazza dei Signori è partita la 19ª tappa.

Proprio di Treviso, infine, è la storica azienda Pinarello che produce biciclette da corsa. Tra gli impianti sportivi, vanno citati stadio Comunale di Monigo, in cui si giocano le partite di rugby, e lo stadio Omobono Tenni, per il calcio, il complesso del poligono Comunale del Tiro a Segno di via Fonderia. A questi si aggiungono il complesso della Ghirada, vera e propria cittadella sportiva in cui hanno sede numerose strutture, specialmente per l'allenamento.

Negli sport acquatici Treviso vanta una lunga tradizione, sia in campo remiero con la presenza di tre società quali la Canottieri Sile, il circolo Ospedalieri e il Dopolavoro Ferroviario, che natatorio, in particolare nel Nuoto Pinnato. In quest'ultimo la presenza della[28], affiliata alla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) che pratica questo sport dal 1978 ed è attualmente con i propri atleti nel Nuoto Pinnato, nell'apnea e nell'Orientamento Subacqueo ai vertici nazionali. Nel 1986 ha inventato e portato in città, nel fiume cittadino, il Sile, il primo Campionato Italiano Master. Da allora ha organizzato nell'impianto natatorio, nel fiume e in lago nell'Hinterland trevigiani numerose edizioni dei Campionati Italiani ed un Campionato Europeo per Club. Nel Canottaggio rimane storica per la città la vittoria nel "due con" alle olimpiadi di Città del Messico del 1968 con Sambo, Baran e Cipolla.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat al 31/03/2011
  2. ^ Dato Istat al 31/03/2011
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, p. 788.
  4. ^ Mary Falco Moretti, Stemmi di Comuni e province Venete, Venezia, Edizioni in Castello, 1985.
  5. ^ Le Onorificenze
  6. ^ Informazioni da trevisoinfo.it
  7. ^ Informazioni dalla Fondazione Cassamarca
  8. ^ Denominazione imprecisa visto che solo alcuni ambienti dell'ospedale ospitarono la dogana, peraltro per soli trent'anni (cfr. Giovanni Netto, Guida di Treviso. La città, la storia, la cultura e l'arte, Trieste, edizioni Lint, p. 244.).
  9. ^ Informazioni dall'ULSS di Treviso (PDF).
  10. ^ Informazioni da L'espresso
  11. ^ Informazioni dalla Fondazione Cassamarca.
  12. ^ Fonti: AA VV, Ville venete: la provincia di Treviso, a.c. di Zucchello, Pratali Maffei, Ulmer, Marsilio editore, 2001 e sito dell'Istituto Regionale Ville Venete (IRVV).
  13. ^ XIV censimento generale della Popolazione e delle Abitazioni - Popolazione residente (dettaglio loc. abitate in provincia di Treviso)
  14. ^ In questo computo, vengono esclusi gli abitanti delle località isolate (altri centri e nuclei abitati) e case sparse).
  15. ^ Residenti stranieri al 31 dicembre 2010. ISTAT. URL consultato il 19 gennaio 2011.
  16. ^ Alberto Zamboni, Le caratteristiche essenziali dei dialetti veneti in Manlio Cortellazzo (a cura di), Guida ai dialetti veneti, Padova, CLEUP, 1979, p. 36.
  17. ^ Luciano Canepari, I suoni dialettali e il probelma della loro trascrizione in Manlio Cortellazzo (a cura di), Guida ai dialetti veneti, Padova, CLEUP, 1979, p. 77.
  18. ^ Elenco delle biblioteche della provincia di Treviso
  19. ^ Informazioni dal sito del comune
  20. ^ Eletto il 12 maggio.
  21. ^ Eletto il 6 maggio.
  22. ^ Eletto in consiglio comunale il 6 maggio, ha sostituito il dimissionario Pavan.
  23. ^ Eletto il 20 novembre.
  24. ^ Eletto il 29 novembre.
  25. ^ Eletto il 25 maggio.
  26. ^ Eletto il 13 aprile.
  27. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  28. ^ Nuoto Pinnato Tarvisium

[modifica] Bibliografia

Bailo Luigi, Guida della Città di Treviso, Zoppelli, Treviso, 1872 Bruneta Ernesto, Vanzetto Livio, Storia di Treviso Il Poligrafo, Padova, 1988 Brunetta Ernesto, Storia di Treviso (vol.4) L'età contemporanea, Marsilio, Venezia, 1993 ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

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