Trattato di Avignone

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Il Trattato di Avignone firmato il 20 agosto 1372 da Federico IV d'Aragona e Giovanna d'Angiò e con l’aiuto di papa Gregorio XI, fu l'atto conclusivo della guerra del Vespro iniziata novanta anni prima.

Con la mediazione di Papa Gregorio XI, Federico fu riconosciuto Re di Trinacria, Giovanna Regina di Sicilia.

Il rapporto tra Regno di Trinacria e Regno di Sicilia, che nella Pace di Caltabellotta era stato definito tra entità sovrane ed indipendenti, fu con la pace di Avignone ridisegnato come di vassallaggio della Trinacria verso la corona angioina: il territorio siciliano dovette infatti giurare fedeltà a Giovanna, riconoscendo a questa un tributo di 3.000 once annue.

In realtà, storicamente il trattato segna definitivamente il distacco del Regno di Napoli dal Regno di Sicilia: dalla successiva disputa ereditaria sul trono di Giovanna derivò l'assunzione degli aragonesi del titolo di re di Sicilia (riconosciuto ad Avignone a Giovanna) e, quando nel secolo successivo espugnarono Napoli, la riunificazione dei due regni nel Regno delle due Sicilie.

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