Transilvania

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Transilvania
regione
(RO) Transilvania / Ardeal
Transilvania – Stemma Transilvania – Bandiera
Localizzazione
Stato Romania Romania
Territorio
Coordinate 46°20′25.11″N 23°41′08.56″E / 46.340308°N 23.68571°E46.340308; 23.68571 (Transilvania)Coordinate: 46°20′25.11″N 23°41′08.56″E / 46.340308°N 23.68571°E46.340308; 23.68571 (Transilvania)
Superficie 57 000[1] km²
Abitanti 4 133 358[2]
Densità 72,52 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Rumeno, Ungherese
Fuso orario UTC+2
Cartografia

Transilvania – Localizzazione

La Transilvania (rumeno: Ardeal o Transilvania; ungherese: Erdély; tedesco: Siebenbürgen) è una regione storica che costituisce la parte occidentale e centrale dell'odierna Romania, la più sviluppata dal punto di vista economico. La Transilvania fu un principato durante il Medioevo.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Transilvania è un'espressione latina che significa "oltre la foresta" ("trans" = oltre e "silva" = foresta). Il primo documento in cui fu usato il termine Ultra silvam, cioè "oltre la foresta", riferendosi a quest'area, risale al 1075. Il termine "Partes Transsylvanæ" ("zone oltre la foresta") risale allo stesso secolo (nella Legenda Sancti Gerhardi) e successivamente divenne l'espressione usata nei documenti in latino del Regno di Ungheria (come "Transsilvania"). Anche il nome ungherese della Transilvania, Erdély, significa esattamente "oltre la foresta". I due nomi sono quindi la semplice traduzione uno dell'altro. La Transilvania è inoltre, nel romanzo di Bram Stoker, la dimora del famosissimo "Conte Dracula".

Ardeal/Erdély[modifica | modifica wikitesto]

Anche i nomi Erdély in ungherese e Ardeal in rumeno sono ritenuti collegati, non nel significato ma nella fonetica. La prima forma ungherese registrata fu "Erdeuelu" nel XII secolo, dove "erdo" vuol dire foresta, erdély regione boscata in Gesta Hungarorum, mentre quella rumena apparve nel 1432 come "Ardeliu". La modifica della prima vocale nel passaggio dall'ungherese al rumeno può essere ritrovata anche in altre parole comuni a ungherese e rumeno come agriş / egres (uva spina). Quale dei due è quello originario? La loro origine e significato sono discussi e rivendicati dagli ungheresi e dai rumeni.

Punto di vista romeno[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa fortificata luterana di Bazna, altro simbolo della Transilvania
Piccola cappella campestre ortodossa in Transilvania

Il significato originario della parola in romeno sarebbe sconosciuto e le possibili etimologie suggerite sarebbero:

  • arde sembra essere una radice Indo-Europea che significa "foresta" (da cui anche i nomi della località inglese di Arden e delle alture boscose delle Ardenne).
  • deal significa "collina" in rumeno, mentre ardea significa "bruciare": è stato suggerito che il nome potrebbe anche significare "terra delle colline ardenti" dopo gli incendi appiccati da pastori romeni per avvertire gli invasori della loro presenza o perché di origine vulcanica.
  • Arderich, il re dei germani Gepidi, governò la Transilvania nel V secolo ed è possibile che il suo nome sia da allora passato alla regione.

Punto di vista ungherese[modifica | modifica wikitesto]

L'opinione di linguisti e storici ungheresi riguardo all'etimologia sia di Erdély sia di Transilvania è:

  • Erdély deriva dall'ungherese Erdõ-elve che significa "oltre la foresta" (Erdõ= foresta anche nell'ungherese di oggi). La prima comparsa scritta di questa forma è in Gesta Hungarorum dove è riportata come Erdeuelu.
  • La forma latina Transilvania sarebbe semplicemente la traduzione dell'ungherese Erdély.
  • La forma romena Ardeal deriverebbe dalla forma arcaica ungherese, dato che il primo documento che riporta il termine in ungherese risale al XII secolo, mentre il primo documento che riporta il termine in romeno risale solo al 1432.

Siebenbürgen[modifica | modifica wikitesto]

Siebenbürgen, il nome tedesco che identifica la Transilvania, apparve per la prima volta in un documento risalente al 1296. Il suo significato, "sette città" o "sette borghi", si deve alla fondazione di sette comunità da parte dei tedeschi (noti come sassoni di Transilvania) nella regione: Klausenburg (Cluj), Kronstadt (Braşov), Hermannstadt (Sibiu), Schässburg (Sighişoara), Mediasch (Mediaş), Mühlbach (Sebeş), e Bistritz (Bistriţa). Anche il dialetto tedesco parlato da residenti in zona si chiama così, per l'esattezza Siebenbürgisch. Il nome esisteva anche nella versione latina "Septem Castra" ("Sette fortezze").

Secondo un'altra ipotesi il nome tedesco della Transilvania potrebbe aver avuto origine dal fatto che lo stanziamento germanico nella regione iniziò da Sibiu, il cui nome tedesco originale era Cibinburg; il nome si trasformò in Siebenbürgen e divenne il nome anche dell'intera regione.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La regione della Transilvania in una mappa dell'odierna Romania, con indicati i confini delle contee. Le regioni storiche di Crişana, Maramureş, e Banat sono indicate in giallo più scuro.

Il territorio, oggi conosciuto come Transilvania, è composto da una regione di 16 contee (romeno: judeţ), che coprono circa 103 600 km² nella Romania centrale e nordoccidentale, comprendendo quasi metà del territorio della Romania. Le 16 contee sono Alba, Arad, Bihor, Bistriţa-Năsăud, Braşov, Caraş-Severin, Cluj, Covasna, Harghita, Hunedoara, Maramureş, Mureş, Sălaj, Satu Mare, Sibiu e Timiş.

La regione della Transilvania comprende la Terra dei Siculi, la terra dei Sassoni, la Transilvania centrale il Maramureş, il Banato, e il Partium. Confina a nord con l'Ucraina, ad ovest con l'Ungheria e a sud-ovest con la Serbia.

I rilievi della Transilvania, un altopiano interno alla catena montuosa Carpazi, la cui altitudine varia dai 300 ai 500 m s.l.m., si addolciscono digradando verso la pianura Pannonica. È attraversato dai fiumi Mures, Olt, Cris, Somes, e da altri affluenti del Danubio.

Cluj-Napoca ne è la capitale, altri centri urbani di rilevanza sono Oradea, Târgu Mureş, Timişoara, Braşov, Sibiu.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati del censimento del 2002, la Transilvania ha una popolazione di 7.221.733 abitanti, costituiti da una maggioranza romena (74,7%); gli ungheresi ormai sono solo il 19,6% (compresi i siculi che costituiscono una parte importante degli ungheresi in Romania), zingari (2,4%) e tedeschi (0,7%). Degli oltre 600.000 abitanti sassoni e svevi che abitavano la Transilvania non rimane quasi più nulla fatta eccezione per qualche città di grandi dimensioni, ad esempio Sibiu dove si contano meno di 10.000 tedeschi. Nel mosaico variegato delle etnie della Transilvania si inseriscono anche ruteni, slovacchi, bulgari, cechi, armeni ed ebrei.

Dagli inizi del 1400, per tutta l'età moderna, le etnie con potere decisionale della Transilvania, anche se i romeni erano maggioritari, furono: gli Ungheresi, i Siculi e i Sassoni. In particolare, i Siculi, a differenza di molti altri gruppi etnici della Romania, erano concentrati in un'area ai confini del Regno d'Ungheria, la Terra dei Siculi (in ungherese Székelyföld), nelle zone che oggi comprendono i distretti di Harghita, Covasna e Mureş. Il censimento fatto nel 1869 evidenzia che i rumeni erano maggioritari ma la percentuale è cresciuta ancora, dopo l'unione della Transilvania con la Romania (1918). Questo fenomeno è dovuto a tre processi: l'emigrazione delle minoranze tedesche ed ungheresi verso altri paesi, assimilazione e migrazione interna. La migrazione interna è da considerarsi sia da un lato, dei romeni da regioni non transilvaniche verso la Transilvania, sia dall'altro lato, di ungheresi dalla Transilvania verso regioni non-transilvaniche, principalmente Bucarest. Il processo di assimilazione rallentò durante le prime fasi del regime comunista, in cui venne istituita la Regione autonoma degli ungheresi per dare maggiore autonomia ai siculi ed accelerò con la dittatura di Nicolae Ceauşescu.

Fra gli anni cinquanta ed ottanta gli ungheresi ed i sassoni vennero indotti ad emigrare, rispettivamente verso l'Ungheria e gli stati tedeschi, sia per ragioni di natura economica, sia a causa della politica di assimilazione culturale forzosa messa in atto dalla dirigenza comunista rumena. Secondo gli ungheresi, che ancora oggi emigrano dalla Transilvania verso l'Ungheria, il fenomeno migratorio sarebbe indotto, oggi come in passato, dalle condizioni discriminatorie in cui le minoranze si trovavano e tuttora si troverebbero, questo nonostante un rapporto dell'Unione Europea del 2003[3] manifesti un'opinione differente. Ma mentre grazie ad accordi tra gli stati, i tedeschi che lo volevano poterono già allora iniziare a lasciare la Transilvania, agli ungheresi ciò venne impedito dal regime rumeno e poterono iniziare un'emigrazione consistente solo dopo la fine del regime stesso.

Dopo il 1990, molti abitanti della Transilvania sono emigrati verso altri paesi europei (principalmente Spagna e Italia) per ragioni spesso di natura economica. Va notato però che gli emigranti di lingua ungherese continuano a dirigersi, preferibilmente, verso l'Ungheria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Daci e la conquista romana[modifica | modifica wikitesto]

Regno daco, durante il governo di Burebista, 82 a.C.

Erodoto offre una descrizione degli Agatirsi, i quali abitarono in Transilvania durante il V secolo a.C. sotto il re Oroles. Con Burebista, il più grande re della Dacia e contemporaneo di Giulio Cesare, il regno daco raggiunse la sua massima estensione. L'area che attualmente costituisce la Transilvania fu il centro politico della Dacia.

I Daci sono spesso menzionati sotto Augusto, a detta del quale essi furono costretti a riconoscere la supremazia romana. Comunque essi non furono sottomessi, e successivamente (o più tardi) colsero ogni occasione di attraversare il Danubio ghiacciato durante l'inverno e saccheggiare le città nella provincia romana recentemente acquisita della Mesia.

I Daci costruirono parecchie città fortificate, tra le quali Sarmizegetusa, vicino all'odierna Hunedoara.

L'espansione dell'Impero romano nei Balcani portò i Daci in un conflitto aperto con Roma. Durante il regno di Decebalo, i Daci furono impegnati in numerose guerre con i romani (85-89 con Domiziano: si veda Campagne daciche di Domiziano). Dopo due pesanti disfatte, i Romani ebbero la meglio ma furono obbligati a firmare una pace a causa della sconfitta di Domiziano ad opera dei Marcomanni. Come conseguenza, ai Daci fu lasciata l'indipendenza, con l'obbligo di pagare un tributo annuale all'imperatore.

Nel 101-102 Traiano iniziò una campagna militare (Guerre daciche) contro i Daci, che incluse anche l'assedio della capitale Sarmizegetusa e l'occupazione di parte del paese. Decebalo fu lasciato come un re cliente sotto un protettorato romano. Tre anni dopo, i Daci si ribellarono e sconfissero le truppe romane in Dacia. La seconda campagna (105-106) terminò con il suicidio di Decebalo e la trasformazione della Dacia nella provincia romana della Dacia Traiana. La storia delle Guerre daciche ci è tramandata da Dione Cassio, ma un ottimo resoconto storico è la famosa Colonna Traiana a Roma.

La Dacia romana[modifica | modifica wikitesto]

I Romani sfruttarono ampiamente le miniere d'oro della provincia, costruendo strade d'accesso e forti per proteggerle, come Abrud. Nuovi coloni, provenienti dalla Tracia, dalla Mesia, dalla Macedonia, dalla Gallia, dalla Siria e da altre province romane, si stabilirino nella nuova provincia, portando allo sviluppo di città come Apulum (oggi Alba Iulia) e Napoca (oggi Cluj-Napoca) in municipi e colonie.

I Daci si ribellarono frequentemente; la loro più accesa ribellione fu alla morte di Traiano. I Sarmati ed i Buri furono autorizzati a insediarsi nella Dacia Traiana dopo ripetuti contrasti con l'amministrazione romana. Durante il III secolo aumentarono le pressioni dei Daci liberi (i Carpi) ed i Visigoti costrinsero ad abbandonare l'esposta Dacia Traiana.

Nel 271, l'imperatore romano Aureliano diede ordine all'esercito romano di abbandonare la Dacia Traiana e riorganizzò una nuova Dacia “Aureliana” nella precedente Mesia Superiore. L'abbandono della Dacia Traiana da parte dei romani è menzionata da Eutropio nel suo “Breviarum liber nonvs”.

Non ci è dato sapere in che misura l'abbandono della Dacia, voluto da Aureliano, coinvolse la popolazione civile romanizzata o fu semplicemente un'operazione militare, purtuttavia alcuni storici ritengono che un numero più o meno consistente di Romani e Daci romanizzati si sia rifugiato tra i monti della Transilvania, conservando la lingua latina e tornando successivamente ad insediarsi, in età basso-medioevale, nelle pianure valacche e moldave[senza fonte]. Secondo una diversa ipotesi [senza fonte] e in conseguenza dello spopolamento dell'Illiria e della Mesia, i Romani e presumibilmente un certo numero di Daci romanizzati abbandonarono le città della Dacia storica, insediandosi nella Mesia: questa venne suddivisa in due nuove province che ebbero il nome di Dacia, ma si trovavano sulla riva destra del Danubio.

L'antica Dacia Traiana fu sotto il controllo dei Visigoti e dei Carpi sino a quando non vennero sottomessi dagli Unni nel 376. Gli Unni, sotto la guida di Attila, si stabilirono nella pianura pannonica sino alla morte di Attila nel 453.

Invasioni barbariche[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la disintegrazione dell'impero di Attila, il territorio della Transilvania fu controllato dai residui dei vari confederati (Alani, Longobardi, Rukhs-As) di Attila e dei Gepidi. Nessun'altra potenza fu capace di esercitare il controllo sulla regione per molto tempo, finché gli Avari dalla Scizia non affermarono la loro supremazia militare. Il Canato avaro, tuttavia, fu schiacciato dai Bulgari sotto Krum Khan agli inizi del IX secolo, e la Transilvania, insieme alla parte est della Pannonia, fu incorporata nel primo impero bulgaro.

Gesta hungarorum map.jpg

Secondo il Gesta Hungarorum, una cronaca datata il XII secolo, le terre di Gelou, condottiero dei Blachi (secondo alcuni storici da riconoscere come Valacchi, secondo altri come Bulgari) di Transilvania, del duca Glad nel Banato e di Menumorut nel Bihar, furono conquistate dai Magiari, che entrarono in possesso dell'intera Transilvania durante il X secolo. Il Gesta Hungarorum e il De Administrando Imperio parlano anche di tre governanti chiamati Geula, Gyyla e Gylas (vedi Gyula). L'esistenza di questi capi è dibattuta tra i vari storici. A detta di alcuni storici, i Bulgari potrebbero aver conservato un minimo controllo “nominale” di parte del bacino carpatico sino all'incirca l'anno 1000.

Nel 978 alcuni missionari cristiani fondarono una chiesa in un forte situato dove si trova l'attuale città di Oradea.

La storia della Transilvania durante l'Alto Medioevo è difficile da accertare a causa della scarsità di documenti attendibili o di testimonianze archeologiche. Ci sono due principali teorie in conflitto tra loro riguardo a se la popolazione daca romanizzata abbia continuato a vivere nei boschi della Transilvania dopo il ritiro dei romani nel 271 e se pertanto i daci barbari fossero presenti o no in questa regione al tempo delle invasioni barbariche, in particolare nel periodo di conquista magiara nel IX - X secolo, e se i daci stessi possono essere considerati gli antenati dei rumeni di oggi (vedi anche origine dei rumeni). Queste ipotesi sono spesso usate dai rumeni per giustificare l'annessione della Transilvania alla odierna Romania dopo la fine della prima guerra mondiale con il trattato di Trianon.

Tardo Medioevo: La Transilvania come parte del Regno d'Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno d'Ungheria.
Fasi dell'occupazione della Transilvania tra i secoli X e XIII

Nell'anno 1000 Vajk, principe d'Ungheria, giura lealtà al Papa e diventa re Stefano I d'Ungheria, adottando il Cristianesimo e cristianizzando gli ungheresi. Lo zio materno di Stefano, Gyula, reggente della Transilvania, si contrappose al nuovo re dando rifugio ai suoi avversari. Gyula mantenne anche il controllo delle importanti miniere di sale transilvane. Nel 1003, Stefano condusse un esercito contro Gyula il quale si arrese senza combattere. Ciò rese possibile l'organizzazione dell'episcopato cattolico in Transilvania, che si concluse nel 1009 quando il vescovo di Ostia, come legato del Papa fece visita a Stefano; assieme approvarono la divisione delle diocesi ed i loro confini. Il potere dei re d'Ungheria sulla Transilvania fu consolidato nel dodicesimo e tredicesimo secolo.

Nel XII e nel XIII secolo, le aree del sud e nel nord-est furono occupate da coloni di origine germanica, i Sassoni. Siebenbürgen, il nome tedesco per Transilvania, deriva dalle sette città fortificate principali dei cosiddetti Sassoni di Transilvania. L'influenza sassone diventò più marcata quando, ai primi del XIII secolo il re Andrea II d'Ungheria fece appello ai Cavalieri dell'Ordine Teutonico per difendere il Burzenland dai Cumani, i quali furono seguiti dai Mongoli nel 1241. I Cumani si convertirono al cristianesimo e dopo essere stati sconfitti dai Mongoli, cercarono rifugio in Transilvania. Erzsebet, una principessa cumana, sposò Stefano V d'Ungheria nel 1254.

L'amministrazione della Transilvania fu nelle mani di un principe, che dalla seconda metà del XIII secolo controllava l'intera regione.

Giovanni Hunyadi

Dopo il soffocamento della rivolta di Budai Nagy Antal nel 1437, il sistema politico si basò sulla “Unio Trium Natiorum” (L'unità dei tre popoli). Gli Ungheresi, i Siculi e i Sassoni. Tuttavia ciò corrispose ad una divisione sociale e religiosa piuttosto che etnica. I rumeni erano ortodossi, ma per avere il diritto di possedere terreni o accedere alla nobiltà dovevano convertirsi al cattolicesimo; solo in questo modo sarebbero stati accettati nel sistema. In altre parole solo pochi rumeni entrarono a far parte della nobiltà dopo la conversione al cattolicesimo.[senza fonte]

Una figura chiave che emerse in Transilvania nella prima metà del XV secolo fu Giovanni Hunyadi. A Hunyadi, per i suoi servigi, furono conferiti numerosi patrimoni ed un posto al consiglio reale di Sigismondo re d'Ungheria e imperatore del Sacro Romano Impero. Dopo aver supportato la candidatura di Ladislao III di Polonia al trono d'Ungheria, fu ricompensato nel 1440 con il grado di capitano della fortezza di Nándorfehérvár (Belgrado) e il voivodato di Transilvania. I suoi successivi sforzi militari contro l'Impero Ottomano gli fecero guadagnare lo status di governatore d'Ungheria nel 1446 e il riconoscimento papale di principe di Transilvania nel 1448. Giovanni Hunyadi fu anche il padre di Mattia Corvino re d'Ungheria.

Principato di Transilvania[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Principato di Transilvania.

Dopo la morte del re Luigi II nella battaglia di Mohács (1526), combattuta contro gli Ottomani, l'ascesa di Ferdinando d'Austria al trono ungherese fu ostacolata dal governatore della Transilvania, Giovanni Zapolya; nella conseguente lotta dinastica s'inserì anche Solimano il Magnifico, che dopo la morte di Zapolya occupò l'Ungheria centrale con l'intenzione di supportare la causa del figlio del precedente governatore, Giovanni Sigismondo. Il 13 gennaio 1568 la Dieta di Transilvania riunitasi a Torda dichiarò la piena libertà religiosa. Nessuno poteva essere perseguitato o menomato per causa della sua confessione. Questa legge rimase uno dei capisaldi dell'identità transilvana.

La situazione si risolse con la tripartizione del paese, che lasciò la Transilvania semi-indipendente e, nel 1571, i Báthory presero il controllo della regione ed instaurarono il Principato. Il suo dominio si tradusse nella sostanziale difesa delle libertà religiose della popolazione[senza fonte], mentre il Principato era in conflitto con gli austriaci, gli ottomani ed il principe di Valacchia Michele il Coraggioso.

Quest'ultimo prese possesso della Transilvania e la unì con i Principati di Moldavia e Valacchia; tuttavia l'unificazione fu rapidamente sovvertita dagli Asburgo che, con un esercito mercenario condotto dal generale Giorgio Basta, eliminarono il principe Michele ed instaurarono un governo autoritario[senza fonte], il quale si prodigò nel restituire ogni dominio alla nobiltà e restaurare il cattolicesimo mediante la controriforma.[senza fonte]

Stefano Bocskai

Il Principato di Transilvania riacquistò tuttavia la propria indipendenza fra il 1604 e il 1606, quando il calvinista Stefano Bocskai condusse con successo una ribellione contro il governo austriaco[senza fonte] e fu eletto principe di Transilvania (5 aprile 1603). La dinastia che ne seguì condusse il Principato attraverso un periodo di massimo sviluppo[senza fonte], riuscendo ad ampliare i propri domini a sette contee dell'Ungheria settentrionale.

La sconfitta turca nella battaglia di Vienna (1683) sancì il progressivo ritorno della zona della Transilvania sotto il controllo austriaco, che attraverso gli organi del cattolicesimo iniziò ad incrinare i rapporti fra protestanti e cattolici[senza fonte], riducendo inoltre l'influenza della nobiltà protestante. Il graduale scollarsi delle diverse dimensioni sociali del Principato e l'unificazione della Chiesa ortodossa di Transilvania con la Chiesa cattolica testimoniarono la perdita d'indipendenza della Transilvania[senza fonte], che nel 1711 perse il Principato per essere sottoposta al controllo di governatori asburgici.

La Transilvania come parte della Romania[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il fatto che re Carlo I e Ferdinando I fossero tedeschi e di dinastia Hohenzollern, il Regno di Romania rifiutò di entrare a far parte degli Imperi Centrali e rimase neutrale quando scoppiò la Prima guerra mondiale. Nel 1916 la Romania si unì alla triplice intesa, firmando una convenzione militare che riconosceva i diritti della Romania sulla Transilvania. Come conseguenza di questo patto, la Romania dichiarò guerra alle potenze centrali il 27 agosto 1916, ed oltrepassando i Carpazi, e giungendo in Transilvania, le costrinse a combattere su un altro fronte. Il mese successivo, in Dobrugia e nei Carpazi, ebbe inizio una controffensiva tedesco-bulgara, la quale fece retrocedere l'esercito rumeno ed infine portò alla conquista di Bucarest. L'uscita della Russia dalla guerra nel marzo 1918 con il Trattato di Brest-Litovsk, lasciò la Romania sola nell'est Europa, così che fu firmato un trattato di pace tra Romania e Germania nel maggio 1918 (Il Trattato di Bucarest). Tuttavia esso non fu mai ratificato dalla Romania, la quale rientrò in guerra. Nell'ottobre del 1918 l'esercito rumeno avanzò fin al fiume Mureş, in Transilvania. Nella seconda metà del 1918 Germania e Austria-Ungheria stavano perdendo la guerra, e l'impero austro-ungarico si stava sbriciolando. Le nazioni all'interno dell'Austria-Ungheria proclamarono la loro indipendenza tra settembre ed ottobre. I leader del Partito Nazionale della Transilvania si riunirono e secondo il diritto di autodeterminazione (dichiarato tra i Quattordici punti di Woodrow Wilson) proclamarono l'unificazione della Transilvania alla Romania. A novembre il consiglio centrale nazionale rumeno, che rappresentava i rumeni di Transilvania, notificò al governo di Budapest di aver assunto il controllo di ventidue contee e parte di altre tre. Un'assemblea generale il 1º dicembre ad Alba Iulia promosse una delibera per l'unificazione di tutti i rumeni in un singolo stato, la cosiddetta Dichiarazione di Alba Iulia. Il consiglio nazionale dei tedeschi di Transilvania approvò il proclama, così come fecero gli Svevi del Banato. In risposta, l'assemblea generale ungherese riunita a Cluj riaffermò la propria lealtà all'Ungheria il 22 dicembre 1918.

Nello stesso mese l'esercito rumeno, che stazionava lungo il fiume Mureş, attraversò il confine e avanzò verso Cluj e Sighet, dopo aver fatto richiesta agli alleati, per proteggere i rumeni della Transilvania. Nel febbraio 1919 elementi bolscevichi stavano conducendo una campagna per diffondere la "Rivoluzione" e creare una zona neutrale tra Romania ed Ungheria.

Il primo ministro dell'appena indipendente Ungheria, rifiutò di riconoscere il Trattato di Versailles, che poneva la Transilvania sotto sovranità rumena. Quando il Partito Comunista d'Ungheria, condotto da Béla Kun, giunse al potere nel marzo 1919, proclamò la Repubblica Sovietica Ungherese e dopo aver promesso che l'Ungheria avrebbe riguadagnato le terre che furono sotto il proprio controllo durante l'impero austro-ungarico, decise di attaccare la Cecoslovacchia e la Romania. L'esercito ungherese cominciò l'offensiva in Transilvania l'aprile 1919 lungo i fiumi Someş e Mureş. Una controffensiva rumena si fermò lungo il fiume Tibisco a maggio. Una nuova offensiva ungherese a luglio penetrò per 60 km dentro le linee rumene prima di un altro contrattacco rumeno che condusse all'occupazione di Budapest in agosto, ponendo fine alla Repubblica Sovietica Ungherese. L'esercito si ritirò dall'Ungheria tra l'ottobre 1919 e il marzo 1920.

Il Trattato di Versailles, firmato il giugno del 1919, riconobbe la sovranità della Romania sulla Transilvania. I trattati di Saint-Germain (1919) e del Trianon (giugno 1920) perfezionarono lo status della provincia e definirono il confine tra Ungheria e Romania. Ferdinando I di Romania e la Regina Maria di Romania furono incoronati ad Alba Iulia nel 1922. Nel periodo interbellico i diversi governi rumeni succedutisi al potere attuarono un programma di assimilazione culturale ai danni della minoranza ungherese, colpita anche da misure molto restrittive in ambito economico, politico e amministrativo (ogni richiesta di autonomia amministrativa per la regione e di possibilità di usare la propria lingua madre nei rapporti con le autorità statali fu inutile).

Nell'agosto 1940, durante la seconda guerra mondiale, Adolf Hitler restituì parte della Transilvania all'Ungheria in seguito al Secondo Arbitrato di Vienna. Il 12 settembre del 1944 le autorità rumene conclusero un armistizio con l'URSS che, in cambio della cessione della Bessarabia e della Bucovina del nord, restituiva alla Romania tutta la Transilvania. I trattati di Parigi del 1947 dopo la fine della guerra confermarono i termini dell'armistizio con l'URSS, rendendo definitivo il ritorno di tutta Transilvania alla Romania. I confini, in base al trattato, corrispondevano a quelli del 1920. Nel 1952 il governo comunista rumeno, dichiarando di voler meglio tutelare i diritti delle minoranze presenti nella regione (ed in primo luogo di quella ungherese), concesse ad una parte della Transilvania (3 contee lontane dai confini ungheresi, la cosiddetta "Terra dei Siculi") un regime di autonomia interna, costituendo la Regione autonoma degli ungheresi, ma l'opinione degli ungheresi fu in senso opposto, ovvero ritenevano che non fossero quelli dichiarati dal governo rumeno i motivi che lo portarono a costituire la regione autonoma e la Regione fu soppressa nel 1968. In realtà, per altro, soprattutto dopo la stabilizzazione del vicino regime d'Ungheria dopo la rivoluzione del 1956, il governo rumeno tentò di attuare una vera e propria politica di snazionalizzazione ai danni della minoranza ungherese, attraverso ad esempio la limitazione del numero di corsi d'insegnamento della lingua magiara.

Anche la minoranza tedesca fu perseguitata, soprattutto però durante il periodo comunista perché identificata con la vecchia minaccia nazista. Nicolae Ceauşescu negli anni settanta concluse un importante accordo con la Germania dell'Ovest in base al quale Bonn concedeva un contributo economico alla Romania in cambio dell'immigrazione in Germania di parti consistenti di questa minoranza.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Una sala della miniera di sale di Turda.

La Transilvania è ricca di risorse minerarie come ferro, piombo, lignite, manganese, oro, rame, sale, gas naturale e zolfo. Esistono poi grandi stabilimenti industriali chimici, acciaierie e industrie tessili. Altre risorse economiche sono nell'ambito dell'agricoltura, con frutteti e vigne, e nella trasformazione del legname.

La Transilvania contribuisce per circa il 35% al PIL della Romania, mentre la sua ricchezza pro capite è di circa $15 150[senza fonte], intorno al 11.5% in più rispetto alla media nazionale.

Censimenti della popolazione dal 1869[modifica | modifica wikitesto]

Anno Totale Rumeni Ungheresi Tedeschi
1869 4.224.436 59,0% 24,9% 11,9%
1880 4.032.851 57,0% 25,9% 12,5%
1890 4.429.564 56,0% 27,1% 12,5%
1900 4.840.722 55,2% 29,4% 11,9%
1910 5.262.495 53,8% 31,6% 10,7%
1919 5.259.918 57,1% 26,5% 9,8%
1920 5.208.345 57,3% 25,5% 10,6%
1930 5.114.214 58,3% 26,7% 9,7%
1941 5.548.363 55,9% 29,5% 9,0%
1948 5.761.127 65,1% 25,7% 5,8%
1956 6.232.312 65,5% 25,9% 6,0%
1966 6.736.046 68,0% 24,2% 5,6%
1977 7.500.229 69,4% 22,6% 4,6%
1992 7.723.313 75,3% 21,0% 1,2%
2002 7.221.733 74,7% 19,6% 0,7%

Fonte:[4]

Stemma storico della Transilvania[modifica | modifica wikitesto]

La Dieta nel 1659 rappresentò i popoli principali della Transilvania in uno stemma. Tuttavia mentre gli ungheresi, i sassoni ed i siculi furono rappresentati, i rumeni non lo furono, nonostante la loro proposta di inserire una rappresentazione della Dacia. Poiché le divisioni amministrative rumene erano contee (judeţe), lo stemma storico oggi è utilizzato solo all'interno dello stemma della Romania. Esso raffigura:

  • elemento dominante, su uno sfondo blu, è una figura ornitomorfa di colore nero che rappresenta il Turul, l'uccello mitologico ugrico che guidò il popolo ungherese dall'Asia in Europa. L'uccello è rivolto verso il sole, simbolo dell'occidente, consacrando così l'appartenenza di questa terra che si trova al confine con l'oriente. Corrisponde alla fascia sociale della nobiltà medievale, che era principalmente magiara. Il Sole e la Luna crescente, sopra il Turul, rappresentante i Siculi.
  • una fascia rossa divisoria
  • sette torri rosse su fondo giallo rappresentanti le sette città fortificate dei sassoni di Transilvania.[5][6][7]

L'Inno della Transilvania[modifica | modifica wikitesto]

Oh, Transilvania, sei un magnifico paese, potente e ricco, cinto dai Carpazi, e di verde campagne, con l’oro del grano e il regno delle tue vigne.

Oh, Transilvania, sei una verde culla per ognuno dei tuoi figli. Tu accontentarci tutte le Tue nazioni, con una corona di eterna gloria sull'altare della Patria.

Oh, Transilvania, sei un gioiello di lingue e confessioni differenti nei canti e nei loro versi, ma tutti sono uniti nella stessa preghiera davanti al Trono divino.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 103 093 km² con il Partium e il Banato
  2. ^ 7 723 313 con il Partium e il Banato
  3. ^ Regular Report on Romania’s progress towards accession
  4. ^ Árpád Varga E., Hungarians in Transylvania between 1870 and 1995, Original title: Erdély magyar népessége 1870–1995 között, Magyar Kisebbség 3–4, 1998 (New series IV), pp. 331–407. Translation by Tamás Sályi, Teleki László Foundation, Budapest, 1999
  5. ^ Louis Craig Cornish, Transylvania, the Land Beyond the Forest, 1947
  6. ^ Ioan Silviu Nistor, Stema României: istoria unui simbol, Editura Studia, 2003
  7. ^ John Man, Attila, Mondadori, 2005

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]