Torino

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Torino
comune
Città di Torino
Torino – Stemma Torino – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Un collage di Torino: in alto a sinistra c'è la Mole Antonelliana, seguita da una vista della città, piazza Vittorio Veneto, il Palazzo Reale di Torino e il Museo del Risorgimento (Palazzo Carignano).
Un collage di Torino: in alto a sinistra c'è la Mole Antonelliana, seguita da una vista della città, piazza Vittorio Veneto, il Palazzo Reale di Torino e il Museo del Risorgimento (Palazzo Carignano).
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Amministrazione
Sindaco Piero Fassino (PD) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°04′00″N 7°42′00″E / 45.066667°N 7.7°E45.066667; 7.7 (Torino)Coordinate: 45°04′00″N 7°42′00″E / 45.066667°N 7.7°E45.066667; 7.7 (Torino)
Altitudine 239 m s.l.m.
Superficie 130,34 km²
Abitanti 900 873[2] (01-01-2014)
Densità 6 911,72 ab./km²
Comuni confinanti Baldissero Torinese, Beinasco, Borgaro Torinese, Collegno, Grugliasco, Mappano, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Rivoli, San Mauro Torinese, Settimo Torinese, Venaria Reale
Altre informazioni
Cod. postale 10121-10156
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001272
Cod. catastale L219
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 617 GG[3]
Nome abitanti torinesi
Patrono Maria SS. Consolata e San Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Torino
Posizione del comune di Torino all'interno della provincia omonima
Posizione del comune di Torino all'interno della provincia omonima
Sito istituzionale

Torino (IPA: [toˈriːno], Turin in piemontese) è una città italiana di 900.873 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Piemonte.

È il quarto comune italiano per popolazione dopo Roma, Milano e Napoli e costituisce il terzo complesso economico-produttivo del Paese. Capitale del Ducato di Savoia dal 1563, del Regno di Sicilia dal 1713 al 1720, del Regno di Sardegna dal 1720 al 1861 e, quindi, del Regno d'Italia dal 1861 al 1865, è uno dei maggiori poli universitari, artistici, turistici, culturali e scientifici dello Stato. Sede nel 2006 dei XX Giochi olimpici invernali, è il fulcro dell'industria automobilistica italiana, nonché importante centro dell'editoria, del sistema bancario ed assicurativo, delle telecomunicazioni, del cinema, della pubblicità, dell'enogastronomia, del design e dello sport.

La popolazione della città è di 900.873 abitanti, quella dell'area urbana è stimata da Eurostat in 1,7 milioni di abitanti, mentre quella dell'area metropolitana è stimata dall'OCSE pari a 2,2 milioni di abitanti.[senza fonte]

Presenta un PIL di circa 37,5 e un debito di oltre 3,3 miliardi di euro risultando, dopo Roma, la seconda città più indebitata d'Italia;[senza fonte] nel 2012 è stata classificata da GaWC come una città mondiale Gamma.[4]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Turin.jpg

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Torino vista dalla Mole Antonelliana
La città di Torino; sullo sfondo, le Alpi

Torino sorge nella pianura delimitata dai fiumi Stura di Lanzo, Sangone e Po (quest'ultimo attraversa la città da sud verso nord), di fronte allo sbocco di alcune vallate alpine: Valle di Susa, che collega la città con la vicina Francia, Valli di Lanzo, Val Sangone. La città è anche bagnata dalla Dora Riparia, che scorre vicinissima al suo centro storico.[5]

Il fiume Po accentua la divisione tra la parte collinare della città e la parte di Torino collocata in pianura compresa tra i 220 e i 280 metri s.l.m. che scende andando da ovest verso est. Il punto più elevato del comune si trova al Colle della Maddalena a 715 m nei pressi del Faro della Vittoria. Nelle giornate invernali particolarmente limpide, suggestiva è la cinta creata dalle vicine Alpi che contornano tutta la parte nord-ovest della città con le loro cime innevate.

Dista 57 km da Asti, 79 km da Vercelli, 84 km da Biella, 93 km da Alessandria, 96 km da Novara, 98 km da Cuneo, 155 km da Verbania.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Torino Centro, Stazione meteorologica di Torino Caselle e Stazione meteorologica di Torino Bric della Croce.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Torino appartiene alla fascia Cfa: clima temperato umido delle medie latitudini con estate calda (mediamente i 30 °C sono raggiunti e superati 15 giorni all'anno a Torino e la media di luglio si attesta a 23,6 °C), spesso afosa per la mancanza di ventilazione ed i relativi alti tassi di umidità. Dagli anni '90 in poi l'estate torinese ha subìto un riscaldamento. Gli inverni risultano moderatamente freddi e relativamente asciutti. Inverni privi di precipitazione nevosa si sono verificati 5 volte dal 1754 al 2013. La media nivometrica è di 35 cm annui.

Il record assoluto si è verificato nell'estate 2003, quando la continua ed incessante presenza di masse d'aria di origine sub-tropicale, convogliate verso l'Europa centro-occidentale da un anticiclone di matrice nord-africana, sospinse in alto la colonnina, con un valore estremo, mai rilevato prima di allora, pari a 39,7 °C il giorno 11 agosto 2003 nella stazione metereologica di Torino Caselle (anche se in centro si sono registrati 41,1 °C. La tendenza verso estati marcatamente più calde si va affermando in modo progressivo negli ultimi decenni e gli anni 2000 e 2010 hanno registrato molte estati decisamente più calde rispetto alla media climatologica storica.

Durante la stagione invernale la zona di Torino, così come tutto il Piemonte occidentale e meridionale è interessata dalla formazione del cosiddetto "cuscinetto freddo", a seguito di afflussi di masse d'aria continentali, e che, grazie alla particolare conformazione orografica del catino padano occidentale, può resistere tenacemente ai venti miti che scorrono a quote medio-alte come lo scirocco, favorendo così, occasionalmente, ingenti nevicate denominate "da addolcimento", per via della progressiva risalita termica in corso di evento precipitativo (episodi degni di nota nel gennaio 1985, 1986 e 1987, con accumuli nell'ordine di 40–60 cm).

Vanno inoltre considerate le varie ondate di freddo che hanno colpito la città nel corso degli anni. Nello storico febbraio 1956 si toccarono i valori più bassi assoluti nella serie climatologica: -22 °C a Torino-Caselle, -25 °C a Torino-Mirafiori, -26 °C a Lombriasco, nella pianura a Sud di Torino.

La recente ondata di freddo del febbraio 2012 ha portato valori di temperature particolarmente rigidi per molti giorni consecutivi, nell'ordine di grandezza simile al sopracitato evento del 1956: in particolar modo il 7 febbraio 2012 si è rilevato il valore di -23,9 °C presso la stazione di Candiolo (rete RAM) e diffusi valori tra i -20 °C ed i -22 °C sono stati toccati da molte stazioni della pianura torinese, soprattutto a Sud del capoluogo. In centro città, nei medesimi giorni, si sono raggiunti i -13 °C / -14 °C.

Un altro episodio invernale di particolare rilevanza occorse nel gennaio 1985. Il termometro scese in quell'occasione fino a -14 °C.

In tempi recenti si ricorda anche il 20-12-2009 con estremi termici (temperatura minima e massima) di -13 °C e -7°, ma con punte di -18 °C nella campagna circostante.

In definitiva però, per quanto riguarda strettamente il centro cittadino, in mancanza di altri dati attendibili, la temperatura più bassa mai raggiunta a Torino si attesta al valore di -19.1 °C, registrata il 3 febbraio 1754 da Ignazio Somis in via Po.

I periodi più piovosi sono il trimestre da aprile a giugno ed il mese di ottobre; il minimo più accentuato e duraturo delle precipitazioni è situato in inverno, ed è seguito dal minimo secondario di luglio. Le precipitazioni della tarda estate, che sulla carta sembrano rappresentare un ulteriore minimo secondario, sono molto variabili a seconda degli anni. I temporali, in media circa 20 per anno di cui 2 con grandine, si verificano quasi esclusivamente nei mesi da aprile ad ottobre e causano piogge meno durevoli ma ancora più intense: il 1º luglio 1987 caddero 60 mm in un'ora. Il 13 settembre 2008 l'osservatorio meteorologico di Caselle, 14 km a nord di Torino, ha registrato una pioggia temporalesca di 220 mm in sei ore, intensità senza precedenti noti nella pianura torinese. La quantità di precipitazione annua (833 mm) si è conservata sostanzialmente immutata da metà Ottocento ad oggi.

Di seguito è riportatala media trentennale di riferimento (1961-1990) rilevata all’Ufficio Idrografico del Po (presso Porta Susa). Il valore di temperatura media relativa al mese più freddo (gennaio) è pari a 2,7 °C, quella del mese più caldo (luglio) è pari a 23,6 °C.

Torino Centro (Uff. Idrografico) Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 8 13 17 21 25 28 27 24 18 10 7 7 17 26,7 17,3 17
T. min. mediaC) 0 2 5 9 13 16 19 18 15 10 4 1 1 9 17,7 9,7 9,3
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 1 8 7 1 0 0 0 0 0 16 1 17
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 14 9 2 0 0 0 0 0 0 0 3 12 35 2 0 3 40
Nuvolosità (okta al giorno) 3,7 3,8 4,0 4,8 4,5 3,8 3,5 3,6 3,7 4,5 4,0 3,7 3,7 4,4 3,6 4,1 4,0
Precipitazioni (mm) 36 48 60 100 114 96 59 69 70 84 60 39 123 274 224 214 835
Giorni di pioggia 4 5 6 8 10 9 5 6 7 6 6 4 13 24 20 19 76
Giorni di neve 4 3 0 0 0 0 0 0 0 0 1 3 10 0 0 1 11
Radiazione solare globale media (centesimi di MJ/) 4 4 5 6 6 7 8 7 6 5 4 4 12 17 22 15 66

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Torino.
Porta Palatina e resti romani

Età antica[modifica | modifica sorgente]

Si ha notizia, riferita a uno o più villaggi, che nell'area dell'attuale Torino, a partire dal III secolo a.C., fosse insediato un popolo celto-Ligure conosciuto con il nome di Taurini, che occupava anche le valli di Susa e di Lanzo. Secondo alcune fonti, uno di questi insediamenti, chiamato Taurasia o Taurinia, fu distrutto nel 218 a.C. durante la marcia del condottiero cartaginese Annibale, nel suo attacco a Roma attraverso le Alpi, dopo una resistenza di ben tre giorni.[6] Sui resti del villaggio, gli antichi romani di Giulio Cesare vi istituirono dapprima un presidio militare del 58 a.C., col nome di Iulia Taurinorum, quindi un vero e proprio castrum costruito durante le guerre galliche. Nel 28 a.C. il castrum fu eretto a colonia romana, col nome di Julia Augusta Taurinorum o, più semplicemente, Augusta Taurinorum.
Nel 312, per la successione al potere imperiale, si svolse, poco distante, la Battaglia di Torino tra le truppe di Massenzio e quelle di Costantino, che poi ne uscì vincitore.

Età medievale[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente Torino passò sotto il controllo degli Ostrogoti, dei Longobardi e dei Franchi di Carlo Magno (773).

Nel 940 fu fondata la Marca di Torino, controllata dalla cosiddetta dinastia arduinica che, attraverso il matrimonio tra Adelaide di Susa e Oddone, figlio di Umberto Biancamano (fondatore della casa Savoia), portò la città sotto l'influenza della dinastia sabauda.

Dopo alterne vicende che videro nei secoli seguenti anche l'elezione della città a libero comune, Torino venne inglobata definitivamente nei possedimenti dei Savoia.

Assedio di Torino del 1706. Carica del Principe d'Anhalt di
E. Knackfuss

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1559, dopo la Pace di Cateau-Cambrésis, la città divenne capitale del ducato di Savoia, che precedentemente aveva gravitato su Chambéry, e venne dotata di mura moderne e di una cittadella pentagonale.

Il XVII secolo vide la città ed il ducato ingrandirsi con l'acquisizione, da parte di quest'ultimo di Asti, del Monferrato e di uno sbocco sul mare, mentre la città usciva dal perimetro delle mura romane.

Nel 1706 avvenne l'Assedio di Torino da parte delle truppe franco-spagnole nell'ambito della Guerra di successione spagnola. La città e l'esercito piemontese resistettero per centodiciassette giorni e respinsero così la violenta controffensiva francese.

Nel 1713 i duchi di Savoia ottennero il titolo di re, prima di Sicilia e poi di Sardegna. Torino divenne la capitale del regno.

Palazzo Carignano, sede della Camera dei deputati italiana dal 1861 al 1865 e prima, dal 1848 al 1860, della Camera dei deputati del Regno di Sardegna.
Artiglieria semovente tedesca a Torino dopo l'annuncio dell'armistizio, nel settembre del 1943
Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Torino 2006

Età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Il Congresso di Vienna e la Restaurazione diedero al Piemonte Genova e tutta la Liguria (allora Repubblica di Genova) gettando così, anche se involontariamente, le basi del processo che porterà in poco più di cinquant'anni all'Unità d'Italia. Torino fu la prima capitale del nuovo Stato unitario dal 1861 al 1865, dopodiché la capitale divenne Firenze e, dal 1870, Roma.

L'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale (1915-18) segnò pesantemente la popolazione. Nel 1919-20 si acuirono i conflitti sociali (il cosiddetto Biennio rosso), sulla spinta di un forte aumento dei prezzi. Molte fabbriche, in primis la FIAT, vennero occupate dagli operai che continuarono in alcuni casi la produzione autonomamente.

Nel 1922, con la marcia su Roma, il fascismo conquistò il potere. Questo periodo venne segnato da numerose aggressioni squadriste nei confronti degli oppositori. In città la più nota è conosciuta come la strage di Torino: ebbe inizio il 18 dicembre 1922 (da cui l'omonima piazza) e causò la morte di 11 antifascisti e l'incendio della Camera del lavoro della città, ad opera dei fascisti guidati da Piero Brandimarte.

Dopo l'entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno 1940, Torino, fondamentale polo industriale, venne ripetutamente bombardata dagli Alleati: il primo attacco ebbe luogo l'11 giugno 1940, gli ultimi nel 1945 (la massima intensità fu raggiunta nel 1943). Nel 1943 ebbe inizio a Torino l'ondata di scioperi nella grande industria che coinvolse quasi tutta l'Italia settentrionale e segnò la ripresa del movimento antifascista. Dopo l'8 settembre Torino venne occupata dalle truppe naziste e repubblichine che si macchiarono di numerosi eccidi, come quello del Pian del Lot, esecuzioni e deportazioni. Furono altresì attive in città le formazioni partigiane dei Gruppi (GAP) e delle Squadre di azione patriottica (SAP).

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale proclamò l'ordine di insurrezione generale e con esso i Partigiani presero il controllo della città ponendo fine all'occupazione nazifascista. Alcuni giorni dopo, il 3 maggio, giunsero anche le prime truppe alleate.

Dopo il secondo dopoguerra Torino fu il simbolo della crescita economica dell'Italia, tanto che riuscì ad attirare centinaia di migliaia di emigranti dal Sud dell'Italia per via delle richieste di manodopera negli stabilimenti automobilistici (circa mezzo milione nel ventennio 1951-1971). Nel 1974 la città raggiunse gli 1,2 milioni di abitanti. Il numero di immigrati fu tanto consistente che il sindaco Diego Novelli (1975–1985) definì Torino "la terza città meridionale d'Italia per popolazione dopo Napoli e Palermo".

Nel febbraio del 2006 la città ha ospitato i XX Giochi olimpici invernali ed il mese successivo i IX Giochi Paralimpici invernali. In quell'occasione è stata inaugurata la prima linea della metropolitana di Torino.

Il 14 maggio 2014 ospita la finale di Europa League tra il Sevilla Fútbol Club e il Benfica con il risultato di 4-2 dopo i calci di rigore.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Torino.
Stemma del Comune
Gonfalone del Comune

Lo stemma della Città di Torino, approvato dallo Stato con decreto dell'11 agosto 1931, è costituito da uno scudo svizzero azzurro a cui è sovrapposto un toro rampante d'oro, con le corna d'argento e con la corona comitale a nove perle.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

La città di Torino è la quinta tra le ventisette città decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni patriottiche che ebbero luogo nella città nel periodo del Risorgimento.

Città benemerita del Risorgimento nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Città benemerita del Risorgimento nazionale
«Per commemorare le benemerenze civili e politiche della cittadinanza torinese nei mirabili fatti che iniziarono e compirono l'opera gloriosa della libertà e dell'unità della Nazione.[7]»

Tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione essendo stata insignita della medaglia d'oro al valor militare il 29 maggio 1959 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Capitale e cuore di una regione guerriera non piegò sotto l'urto ferrigno e per diciannove mesi oppose invitta resistenza all'oppressore sdegnando le lusinghe e ribellandosi alle minacce. Rifiutò compromessi, tregue e accordi indegni che avrebbero offuscato la limpidezza delle sue nobili tradizioni e si eresse, con la stessa fierezza dei padri, nuovo baluardo alla continuità e all'intangibilità della Patria. Centro pulsante di vitale linfa, alimentò le sue formazioni partigiane che, senza distinzione di parte, nel piano, sui monti e per le valli opposero i petti dei giovani figli alle dilaganti orde che non riuscirono a portare il ludibrio nelle contrade, nelle case, nelle officine, ove lavoro e onore erano atavico vessillo d'onesta fede e di sacro amore di Patria. Tutto il suo popolo in armi, dopo aver fieramente rifiutato, nonostante minaccia di nuovi massacri e distruzioni, il libero passo al nemico in ritirata, unito in un supremo sforzo che fece di tutti i cuori, un solo cuore pulsante del più nobile ardore, travolgeva ed abbatteva per sempre la tracotanza nazifascista. 11 impiccati, 271 fucilati, 12.000 arrestati, 20.000 deportati, 132 caduti e 611 feriti in fatti d'arme, sono il sublime contributo di sangue e di martirio sacro patrimonio alle generazioni future che ha infiorato la dura e radiosa via della redenzione e della libertà.[8]»
— 8 settembre 1943 - 25 aprile 1945

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stradario di Torino.
Il Po

Reticolo viario[modifica | modifica sorgente]

A differenza della stragrande maggioranza delle città italiane, che hanno una struttura viaria a "concentrico", con uno sviluppo di arterie radiali, culminanti nel centro cittadino, sede delle principali attività pubbliche, il reticolo viario della città di Torino ha una struttura "a scacchiera", le sue vie cioè si sviluppano in linea retta incrociandosi a 900 con un orientamento che segue quello del castrum romano: un cardo maximus (direzione nord-sud) ed un decumanus maximus (direzione est-ovest), incrociantisi al centro del castrum, e parallele alle quali dovevano svilupparsi tutte le altre vie interne al castrum. Tale struttura trae probabilmente la sua origine dal nucleo della città risalente al 28 a.C. e denominato allora Augusta Taurinorum.

Essa facilita notevolmente l'orientamento e, grazie anche ai grandi viali alberati (che naturalmente seguono le direttrici delle altre vie), rende più scorrevole anche la circolazione meccanizzata, sia dei mezzi pubblici che di quelli privati.

Viali e corsi[modifica | modifica sorgente]

I viali sono una caratteristica di Torino: essi rappresentano un prototipo che precede persino i grandi boulevard parigini. Se questi ultimi risalgono alla sistemazione urbanistica degli anni sessanta del XIX secolo, ad opera di Haussmann, l'ideazione di quelli torinesi risale al 1808, secondo un piano generale che riprende i viali seicenteschi che collegavano tra loro le residenze sabaude.[9] I viali torinesi hanno una lunghezza complessiva di 320 km.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Torino medievale e rinascimentale[modifica | modifica sorgente]

A causa delle imponenti opere di pianificazione urbana effettuate a partire dal XVII secolo, rispetto alla maggior parte delle altre città italiane, Torino ha conservato pochissimi monumenti medioevali o rinascimentali. Fra i primi annoveriamo:

Fra i secondi i più importanti sono:

Dal '700 in avanti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco delle ville e dei palazzi di Torino.

Tra i monumenti di Torino più noti anche all'estero sono da citare l'ottocentesca Mole Antonelliana, simbolo incontrastato della città, che ospita il Museo nazionale del Cinema (il principale d'Europa, attualmente in fase di rinnovamento[10]); il Palazzo Reale (antica dimora dei duchi ed in seguito dei re di Casa Savoia); la rinascimentale Cattedrale di San Giovanni Battista del XV secolo (celebre in quanto custode della Sacra Sindone); il Museo Egizio (il secondo più importante al mondo dopo quello del Cairo[11]); la Galleria Sabauda (significativa raccolta di dipinti); Palazzo Carignano (progettato da Guarini e sede della Camera dei deputati del Parlamento italiano) e l'imponente Palazzo Madama. Quest'ultimo in particolare merita attenzione in quanto situato nel vero centro sociale e geografico della città; le sue porzioni più antiche risalgono addirittura all'epoca romana (si tratta di due delle quattro torri, ora inglobate nella facciata).

La Casa Fenoglio-Lafleur, considerata uno dei maggiori esempi architettonici dello stile Liberty italiano nonché vero emblema della stagione dello Stile floreale torinese.[12]
Il Caval ëd Brons, altro monumento simbolo della città. Sullo sfondo, gli eleganti portici di piazza San Carlo.

Originariamente si trattava della porta sud, trasformata in castello nel Medioevo con l'aggiunta di due torri; fu rimaneggiato più volte, in particolare all'inizio del Settecento, quando venne dotato di una facciata ad opera di Filippo Juvarra.

La città di Torino e i suoi dintorni sono abbelliti dalle numerose residenze sabaude, Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, come la Palazzina di caccia di Stupinigi, i castelli del Valentino, di Agliè, di Racconigi, di Rivoli e di Moncalieri, la Villa della Regina e la Reggia di Venaria.

Lo stile floreale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Liberty torinese.

Torino vanta anche cospicua presenza di edifici Liberty realizzati tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Le importanti testimonianze architettoniche di quest'epoca sono ancora percepibili in alcune zone centrali del capoluogo come i quartieri del centro storico, la Crocetta, San Salvario, la collina) ma con un'assoluta predominanza nell'area circostante il primo tratto di corso Francia, comprendente i quartieri Cit Turin e San Donato. Sull'onda del crescente successo delle edizioni dell'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna (culminato con quella del 1902), Torino venne infatti considerata la capitale italiana del Liberty e vide il proliferare di questo nuovo stile in ambito prevalentemente architettonico, con contributi dei maggiori autori dell'epoca.

I portici monumentali[modifica | modifica sorgente]

Una caratteristica di Torino è costituita dai portici che si sviluppano per oltre 18 km dei quali circa 12 sono interconnessi. I primi portici risalivano al Medioevo ma è a partire dal XVII secolo che si cominciò a costruire i portici monumentali tuttora presenti. La prima testimonianza è l'ordinanza di Carlo Emanuele I del 16 giugno 1606 in merito alla costruzione di piazza Castello secondo il progetto di Ascanio Vitozzi che comprendeva portici attorno a tutta la piazza. Anche nel progetto di piazza San Carlo di Amedeo di Castellamonte di qualche anno successivo erano previsti portici tutt'attorno. Negli stessi anni Filippo Juvarra costruì i portici di porta Palazzo. Nel 1765 Benedetto Alfieri ebbe l'incarico di rifare i portici di piazza Palazzo di Città mentre nel corso del XIX secolo si aggiunsero quelli dell'attuale piazza Vittorio Veneto, piazza Carlo Felice e piazza Statuto. Le due stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa vennero congiunte con un percorso porticato attraverso Corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Sacchi, via Nizza, via Pietro Micca e via Cernaia.

Il portico che unisce piazza Castello con piazza Vittorio Veneto attraverso via Po sul lato sinistro fu progettato in modo tale da proseguire anche nell'attraversamento delle vie per permettere al re di giungere fino al Po senza bagnarsi anche in caso di pioggia.

Aree archeologiche[modifica | modifica sorgente]

Residenze sabaude[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Residenze sabaude in Piemonte.
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Residenze sabaude di Torino e dintorni
(EN) Residences of the Royal House of Savoy
Torino-PalazzoReale.jpg
Tipo architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Immagini di residenze sabaude[modifica | modifica sorgente]

Altre opere architettoniche notevoli[modifica | modifica sorgente]

Chiese e luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Edifici di culto in Torino.
Il Duomo di Torino, d'epoca rinascimentale, sede delle varie Ostensioni della Sindone

Numerosi sono gli edifici di culto presenti nella città di Torino. Si tratta, nella stragrande maggioranza, di chiese cattoliche. Se si escludono le numerose chiese moderne costruite ex novo dopo la seconda guerra mondiale a seguito della forte espansione abitativa della città, conseguente il grande flusso immigratorio degli anni cinquanta e sessanta, la maggior parte delle chiese di Torino sono state costruite nei secoli XVII e XVIII; lo stile architettonico prevalente è il barocco ma non mancano esempi di stile rinascimentale e neoclassico o di commistioni fra uno di questi ed il barocco (tipo facciata neoclassica e corpo barocco).

Alla progettazione e realizzazione delle opere relative hanno contribuito architetti di chiara fama, fra i quali:

Cimiteri[modifica | modifica sorgente]

  • Cimitero Monumentale (già Cimitero Generale)
    sito in corso Novara 135 (zona nord di Torino), è il primo cimitero di Torino per dimensioni; contiene anche un Tempio Crematorio e un Cimitero Ebraico; vi sono numerosi monumenti funebri di personaggi famosi e di pregevole fattura
  • Cimitero Parco (detto anche "cimitero del Gerbido"), costruito nel 1972 nella zona all'estremo sud di Torino, è il secondo cimitero di Torino per dimensioni
  • Cimitero di Mirafiori
    è un piccolo cimitero sito in corso Unione Sovietica 650, nella zona Sud di Torino
  • Cimitero di Sassi
    sito nell'omonima strada al n. 24
  • Cimitero di Cavoretto
    sito nell'omonimo borgo collinare
  • Cimitero di Abbadia di Stura
    sito in Strada di Settimo 307, nella zona nord

Erano inoltre presenti in Torino i cimiteri, ora non più in uso:

  • Cimitero di San Pietro in Vincoli
    sito nell'omonima via del borgo Aurora, fu il primo cimitero della città, costruito nel 1777 sui disegni dell'architetto Dellala di Beinasco. Dimesso presto a causa delle dimensioni troppo esigue, venne chiuso nel 1829 e utilizzato poi per breve tempo come cimitero dei giustiziati, essendo situato molto vicino all'antica piazza della forca. Per questa ragione veniva popolarmente chiamato, San Pé dij còj (San Pietro dei colli). È tuttavia errata la tradizione orale che lo indica come il "cimitero degli impiccati". Trasferiti nel 1988 i resti delle sepolture nel Cimitero monumentale, attualmente l'area è adibita a luogo di eventi culturali. I condannati erano sepolti in fosse comuni fuori dalla cinta muraria cittadina: la localizzazione del cimitero è da indicarsi a circa 200 metri da San Pietro in Vincoli, nella direzione del fiume Dora.
  • Cimitero del Lingotto
    Era sito in via Passo Buole, circa a metà strada fra le vie Pio VII e corso Unione Sovietica. Già inattivo da prima della seconda guerra mondiale, il terreno su cui sorgeva è oggi occupato dal parco Di Vittorio.
  • Cimitero di Madonna di Campagna, nel quartiere omonimo, dove ora ci sono i giardini e la piscina di via Sospello

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Ingresso del Teatro Regio

Mercati[modifica | modifica sorgente]

Il Balon

A Torino sono presenti 49 mercati rionali.[13] Sebbene non sia la città che ne ospita il maggior numero, il record è tuttavia costituito dal fatto che sono fissi, aperti tutti i giorni e dislocati in tutti i quartieri. I più importanti per ampiezza e giro d'affari si svolgono in piazza Bengasi, in piazza Benefica, in corso Svizzera, in Corso Racconigi e in piazza Barcellona.

Il mercato più famoso è Porta Palazzo, (Pòrta Pila in Lingua piemontese), che è il mercato all'aperto più grande d'Europa.

Ogni sabato nei pressi si tiene il Balon, un grande mercato all'aperto dell'usato, che la seconda domenica di ogni mese diventa Gran Balon, in cui si vendono anche oggetti di antiquariato.

Nel 2011 il regista torinese Daniele Gaglianone ha realizzato il film documentario Uomini e mercati centrato sui mercati di Porta Palazzo, piazza Benefica e corso Spezia.[14]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

In contrasto ad una prima impressione della zona centrale ed ai molti pregiudizi sulla città grigia e industriale, Torino è la città italiana con più verde pubblico per abitante. Su una superficie cittadina di 130 km², vi sono infatti ben 19,05 km² di aree verdi: il che vuol dire che ogni abitante dispone di circa 21,1 m² di verde. In città sono presenti 60.000 alberi lungo le strade e 100.000 alberi nei parchi.[15]

È inoltre la prima città italiana con più di 500.000 abitanti per quanto riguarda la quota di raccolta differenziata dei rifiuti, giunta nel 2010 al 42,4%.[16]

L'igiene urbana e la raccolta rifiuti sono gestiti dal 1969 da Amiat, società che si occupa anche del recupero ambientale della Discarica Basse di Stura, di cui la parte più vecchia - esaurita nel 1983 e con una superficie complessiva di 300.000 m² - è diventata parco fluviale, nota come Parco urbano della Marmorina.[17].

I parchi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei parchi della città di Torino.

Torino dispone di 51 parchi nell'area urbana e quelli più grandi e frequentati sono: il Parco del Valentino, il Parco della Pellerina, il Parco Colletta, il Parco Rignon e il più recente Parco Colonnetti. Attorno alla città, ad anello, vi sono il Parco della Mandria ed il Parco della Reggia di Stupinigi, antiche riserve di caccia dei Savoia, e quelli situati sulla collina torinese. Nei vari quartieri della città sono presenti molti piccoli parchi, in cui sono presenti 240 aree gioco per bimbi. Il sindaco Amedeo Peyron realizzò, agli inizi degli anni sessanta, il primo giardino in Italia dotato di giochi per bambini. Secondo un rapporto di Legambiente del 2007, Torino è la prima città italiana per strutture e politiche dedicate all'infanzia.[18]

Alberi monumentali e secolari[modifica | modifica sorgente]

Il Borgo e la Rocca medievali, all'interno del Valentino

Torino ospita diversi grandi alberi. Dal grande platano del Parco della Tesoriera (660 cm di circonferenza del tronco, oltre due secoli di vita) ai platani del Parco del Valentino, dalle metasequoie del Giardino Roccioso inaugurato nel 1961 agli alberi più annosi dell'Orto Botanico fondato nel 1729, adiacente alle mura del Castello del Valentino. Torino ospita anche alberi esotici secolari come le sequoie costali (Sequoia sempervirens) dei parchi collinari di Villa Genero e Giacomo Leopardi, i numerosi esemplari di Noce del Caucaso (Pterocarya fraxinifolia) che costeggiano il Po e compaiono in parchi pubblici come i Giardini Cavour, il giardino Sambuy, i Giardini Reali Bassi (lungo corso San Maurizio), il parco Millefonti. Due spettacolari esemplari di carpino bianco (Carpinus betullus) arricchiscono il grande Parco della Rimembranza che si dispiega lungo il Colle della Maddalena.[19]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

A partire dal secondo dopoguerra, in particolare nel decennio 1951-1961, la popolazione della città conobbe un'improvvisa e repentina espansione (306.000 abitanti in più nel 1961 rispetto al 1951), dovuta alla migrazione interna dal Mezzogiorno, dal Veneto e, seppur in misura minore, dalle vallate e dalle campagne di tutto il Piemonte, da dove la gente si spostava in cerca di lavoro nelle fabbriche cittadine (segnatamente la FIAT). Questa improvvisa e smisurata crescita, arrivata peraltro in un momento di precario equilibrio sociale in un Paese appena uscito da un disastroso conflitto, portò naturalmente a notevoli problemi di natura sociale ed urbanistica, che solo durante l'ultimo ventennio hanno iniziato a trovare una seppur lenta e graduale risoluzione.

Nel 1974 la popolazione torinese ha toccato il suo massimo con 1.202.846 abitanti.[20][21] Da quando la città ha raggiunto il suo apice, la popolazione del Comune di Torino è diminuita, secondo una tendenza simile a quella di tutte le principali metropoli italiane. Ciò non dipende soltanto dal ritorno di molti immigrati del Mezzogiorno nelle loro regioni di origine, in città ne restano infatti ancora più di 200.000, ma dagli spostamenti avvenuti da Torino verso l'area metropolitana, determinando così l'espansione dei comuni della seconda e della prima cintura: questi ultimi, infatti, sono ormai uniti al capoluogo in un unico agglomerato di 1,7 milioni di abitanti.

Considerando i dati definitivi del censimento ISTAT 2011, la popolazione della città è di 872.000 abitanti, evidenziando un sensibile aumento rispetto al censimento del 2001. Il saldo positivo è dovuto in maniera rilevante alle migrazioni da altre parti d'Italia e, soprattutto, da Paesi dell'Est, del Maghreb e dell'Africa sub-sahariana.

Abitanti censiti (migliaia)[22]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Il 31 dicembre 2010 risiedevano a Torino 127.717 stranieri, con un incremento di 4.771 rispetto all'anno precedente[23]. In termini percentuali, gli immigrati costituiscono il 14,1% della popolazione totale, valore molto più elevato rispetto alle medie regionale (8,5%) e nazionale (7,5%)[23].

Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[24]:

  1. Romania, 51.918
  2. Marocco, 19.185
  3. Perù, 8.715
  4. Albania, 5.649
  5. Cina, 5.437
  6. Moldavia, 4.147
  7. Egitto, 3.983
  8. Nigeria, 3.180
  9. Filippine, 3.159
  10. Brasile, 2.056

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

La città è sede di importanti centri dell'ONU[25], ospitati in un unico campus nella zona sud di Torino. Essi sono:

Dal 2013 a Torino ha inoltre sede l'Autorità di regolazione dei trasporti (ART).[26][27]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La città ospita alcune importanti biblioteche: la Biblioteca nazionale universitaria e la Biblioteca Reale di proprietà dello Stato, la Biblioteca Civica Centrale e molte collezioni specializzate come la Biblioteca Internazionale di Cinema e Fotografia "Mario Gromo", la Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, la Biblioteca della Fondazione Luigi Einaudi, le biblioteche d'arte della Galleria civica d'arte moderna e contemporanea e dell'Accademia Albertina di Belle Arti.

La rete delle biblioteche civiche comprende, oltre alla Civica centrale, altre 23 istituzioni analoghe (17 biblioteche civiche diffuse sul territorio, 2 biblioteche situate presso le carceri e 4 punti di lettura).

A queste si aggiungono le biblioteche centrali e dipartimentali delle università: l'Università degli Studi ne dispone di 50, tra cui spicca la Biblioteca Interdipartimentale di Scienze Religiose Erik Peterson. Il Politecnico dispone di 17 biblioteche. La consultazione dei volumi è libera per tutti, ma il prestito è riservato ai soli iscritti alle varie facoltà.

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Immagine storica del Palazzo dell'Accademia delle Scienze

A Torino hanno sede importanti cenacoli e istituti di ricerca scientifica, tecnologica e cinematografica che sono la testimonianza di una tradizione culturale improntata sulla sperimentazione e sull'innovazione. In essa, infatti si trovano:

Scuole statali[modifica | modifica sorgente]

Università statali[modifica | modifica sorgente]

Castello del Valentino, sede della facoltà di Architettura del Politecnico di Torino
Porticato del rettorato dell'Università degli Studi di Torino

Il polo universitario torinese è uno dei principali in Italia. Nei due principali atenei, l'Università degli Studi di Torino e il Politecnico, risultavano iscritti, nel 2006, quasi 100.000 studenti. Nel luglio 2011 l'Università degli Studi di Torino conta 67000 iscritti mentre il Politecnico quasi 27000[28] a cui sono da aggiungere gli iscritti alle facoltà degli atenei minori.

I principali istituti di studi superiori, oltre all'Università e al Politecnico, sono:

A Torino ha inoltre sede uno dei cinque campus europei della prestigiosa business school ESCP Europe, famosa per il suo Master in Management (classificato nel 2010 dal Financial Times come il migliore al mondo[29]). Gli altri campus europei di questa Grande École sono: Parigi, Londra, Berlino e Madrid.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musei di Torino.
Una sfinge nel Museo Egizio di Torino, il più importante al mondo dopo quello del Cairo
Palazzo Carignano, sede della Camera dei deputati del Regno di Sardegna dal 1848 al 1860 e poi del Regno d'Italia dal 1861 al 1865, oggi sede del Museo nazionale del Risorgimento italiano
Foto d'epoca dell'Armeria Reale di Torino

Torino è sicuramente la città italiana con il maggior numero di musei artistici, storici e scientifici. Vi sono quattro musei nazionali (Museo del cinema, Museo dell'Automobile, Museo della Montagna, il Museo del Risorgimento) e numerosi altri musei di rilevanza nazionale ed internazionale come il Museo Egizio, il Museo d'Arte Orientale, l'Armeria Reale, il Museo dell'Astronomia e Planetario.

Alcuni musei sono stati ampliati e rinnovati negli ultimi anni (ad esempio il Museo del Cinema, il Museo Egizio ed il Museo dell'Automobile) o sono in corso di rinnovamento: tra questi, il Museo di anatomia umana Luigi Rolando, il Museo di antropologia ed etnografia, ed il Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso, che verranno unificati in un unico Museo dell'Uomo, all'interno del "Palazzo degli Istituti Anatomici" di corso Massimo d'Azeglio.

L'imponente scalinata progettata da Juvarra, Palazzo Madama

Molto importanti sono le collezioni artistiche della città: vi si trovano infatti opere di Leonardo da Vinci, Antonello da Messina, Beato Angelico, Andrea Mantegna, ma anche di Van Eyck, Rembrandt, Van Dyck. Per l'arte figurativa è da citare la Galleria Sabauda (una delle più importanti pinacoteche d'Italia), che ospita dipinti per il periodo che va dal XII al XVIII secolo. Per l'arte moderna e contemporanea vi sono la GAM - Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, (il secondo museo di arte moderna in Italia, con 5.000 dipinti e 400 sculture), il Museo Civico d'Arte Antica di Palazzo Madama, la Fondazione Sandretto Rebaudengo contenente esposizioni degli artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo e la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e la Fondazione Merz. Considerando che la vicina Rivoli ospita nell'omonimo castello il Museo d'Arte Contemporanea, Torino può essere considerata come il più importante polo museale italiano per l'arte contemporanea.

Le collezioni di arte antica, la cui raccolta fu iniziata dal duca Emanuele Filiberto I nella seconda metà del Cinquecento, sono conservate nel Museo di antichità, che raccoglie anche le principali testimonianze archeologiche piemontesi dal Paleolitico al Tardo Medioevo. Dal Museo di Antichità furono separate, negli anni quaranta del Novecento, le collezioni egizie che costituirono il Museo Egizio, il più importante d'Europa (nonché il più antico al mondo), in quanto custode della seconda collezione di arte egizia del mondo per vastità e importanza dopo quella del Museo del Cairo.[11]

Inoltre, l'apertura del MAO - Museo d'Arte Orientale nel dicembre 2008 ha permesso di ospitare ricche collezioni provenienti dal Vicino Oriente, dall'India, dalla Cina e dal Giappone, oltre che dall'Asia Centrale.

La Fondazione Accorsi è una ricca collezione privata, ora aperta al pubblico, di opere collezionistiche. Mostre temporanee di rilievo si tengono a Palazzo Bricherasio e a Palazzo Madama.

Importanti sono poi dal punto di vista storico il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, presso Palazzo Carignano, e il Museo Nazionale della Montagna, presso il Monte dei Cappuccini, sulla riva destra del Po. Testimonianze della storia di Torino sono a disposizione presso l'Istituto Storico della Resistenza che gestisce inoltre il Museo diffuso della Resistenza, della deportazione, della guerra, dei diritti e della libertà.

Per quanto riguarda le scienze, è sicuramente da ricordare il Museo Regionale di Scienze Naturali, tra i maggiori in Italia dello specifico settore, e il Museo della Sindone, che illustra al visitatore le scoperte scientifiche sul telo sindonico.

Da ricordare, il Museo dell'Astronomia e Planetario di Torino, che sorge accanto dell'Osservatorio astronomico di Torino di Pino Torinese, cittadina collinare nei pressi immediati del capoluogo piemontese.

Tra le curiosità, infine, è la preparazione di un Museo del cioccolato che sarà allestito nel quartiere storico di Porta Palazzo.

È infine presente anche il Museo dello Sport.

Nel 2009 ha aperto i battenti il Museo delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, ospitato nei locali del Museo Regionale di Scienze Naturali.

In città ha sede lo Share Festival, un festival dedicato all'arte e alla cultura digitale.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Torino è stata per decenni la sede dell'EIAR e poi della RAI e perciò è la città da cui partiva la maggior parte delle trasmissioni radiofoniche nell'epoca in cui non c'era ancora la televisione (1927-1954).

Le principali emittenti radiofoniche cittadine sono: Radio GRP, Radio Flash, Radio 2000 Blackout, Radio Centro 95, Radio Veronica One, Radio Torino International.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Torino ha una storica tradizione in campo editoriale. Nel capoluogo piemontese sono nate importanti case editrici come:

La concentrazione di case editrici in città è superiore alla media nazionale e tutt'oggi il 50% delle case editrici scolastiche e universitarie italiane ha sede a Torino, con un'incidenza del 30% del mercato librario scolastico nazionale. A Torino è concentrato oltre il 90% della produzione editoriale nazionale a edizioni a grandi lettere per ipovedenti. Torino è anche luogo di sperimentazione tipografica.

Dal 1988 a Torino si organizza la Fiera internazionale del libro.

Periodici

Sede in passato di importanti quotidiani nazionali come la Gazzetta del Popolo e Stampa Sera, adesso hanno sede nel capoluogo piemontese:

In città hanno anche sede le redazioni locali de La Repubblica e Il Giornale. Vi si pubblicano anche le edizioni locali di alcuni free press quotidiani quali Epolis, Metro, City e Leggo, il settimanale Però, il mensile Torino Magazine ed il bimestrale Extratorino. Sono presenti in città anche le redazioni di svariati periodici dedicati ad arte e cultura come Il Giornale dell'Arte, Il Giornale dell'Architettura e Il Giornale della Musica. Il Comune di Torino, dal 2004, pubblica il periodico CittAgorà.[30]

Romanzi ambientati a Torino
Copertina del romanzo Cuore di Edmondo de Amicis

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film girati a Torino.

Torino è la città italiana in cui fu per prima stabilita l'industria cinematografica, in ragione della storica vicinanza geografica e culturale con la Francia dei fratelli Lumière. Proprio nel capoluogo piemontese, nel marzo 1896, gli inventori del cinematografo esibirono la prima proiezione di un film in Italia ed in via Po, a novembre, la prima davanti ad un pubblico pagante.[31]

I primi studi cinematografici italiani aprirono a Torino nel 1907. Giovanni Pastrone vi girò uno dei primi kolossal della storia del cinema: Cabiria del 1914.

Le produzioni delle principali case, come l'Ambrosio Film, l'Itala Film, l'Aquila e gli studi Fert,[32] proseguirono fino al 1937, anno di inaugurazione di Cinecittà a Roma.

La vocazione cinematografica di Torino non cessò. Nel 1956 venne aperto il Museo Nazionale del Cinema, dapprima ospitato a Palazzo Chiablese e poi, dal 2000, nell'imponente sede della Mole Antonelliana. Negli anni ottanta un gruppo di professori universitari e critici cinematografici torinesi diede luogo, con il sostegno degli enti locali, alla rassegna cinematografica Festival Cinema Giovani che dal 1997 assunse la denominazione di Torino Film Festival, conquistandosi un punto di riferimento a livello internazionale specialmente per il cinema sperimentale, secondo in Italia soltanto allo storico Festival di Venezia.

A Torino si svolgono il Torino GLBT Film Festival - Da Sodoma a Hollywood, il Festival Internazionale Cinema delle Donne, il Sottodiciotto Film Festival legato ai temi dell'adolescenza, CinemAmbiente, la VIEW Conference (in precedenza Virtuality, manifestazione interamente dedicata alla realtà virtuale) ed il Piemonte Movie-gLocal Film Festival, dedicato alla cinematografia regionale.

Oggi Torino è tra le principali sedi di realizzazioni cinematografiche e televisive in Italia, grazie al ruolo della Torino Film Commission che vi riporta la produzione di molti lungometraggi, sceneggiati e spot.

Nel 2002 vennero riaperti gli studi Fert con la nuova denominazione di Virtual Reality & Multi Media Spa[33] e la Lumiq Studios[34] iniziò la sua attività : entrambi hanno cessato al loro attività nel 2013 .

Sono nati a Torino il primo cinema d'essai italiano (il Romano nella Galleria Subalpina, nel 1971), la principale associazione cinematografica nazionale (l'Aiace Torino) e la prima multisala del Paese (l'Eliseo, nel 1983).

A San Giusto Canavese è presente un importante centro di produzione cine-televisiva i Telecittà Studios, mentre a Torino c'è il Cineporto una struttura riservata alle società di produzioni cinematografiche che vengono in città a girare film.

Citazioni cinematografiche

La città viene citata nel film American Gigolo. Il protagonista, Julian Kay, interpretato da Richard Gere, dopo un breve dialogo in francese con una bella sconosciuta (Lauren Hutton) dice di essere nato a Torino e di aver studiato a Nantes[35].
Nel film Io sono leggenda, quando il protagonista sta guardando le registrazioni di vecchi telegiornali, viene mostrata Piazza San Carlo. Quella utilizzata nel film è infatti una reale registrazione di un collegamento avvenuto durante i XX Giochi olimpici invernali del 2006. Nella parte iniziale del film La Pantera Rosa 2 viene mostrato un panorama di Torino e l'interno del duomo in cui viene rubata la Sindone. In realtà il panorama non è quello reale e neanche la chiesa. Nel film fanno vedere che la sindone è tenuta in una teca di vetro, anche se nella realtà non è così.

Soap opera

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Torino è tra le sedi principali del Centro di Produzione Televisiva RAI, come quelli di Roma, Milano e Napoli. Assieme a queste tre sedi, da quando ha iniziato i suoi programmi nel 1954, il centro di Torino è stato anche il primo dell'azienda televisiva.[36] Torino, inoltre, prima che si trasformasse in RAI, già ospitava il centro di direzione dell'EIAR dal 1927.

Altre emittenti, a diffusione regionale, sono Quartarete TV, GRP Televisione, TST, Quinta Rete, Videogruppo, Rete7 Piemonte e Telesubalpina. Una delle più importanti produzioni ambientate a Torino è la soap opera Centovetrine che utilizza la gran parte delle location esterne per le case dei protagonisti, il commissariato Franco Balbis, il carcere, l'ospedale e le principali piazze. Nel 2012 approda su Rai 1 la fiction Questo nostro amore, ambientata a Torino. Il 21 dicembre 2012 è stato trasmesso su Canale 5 il film per la televisione Natale a 4 zampe con Massimo Boldi, dove gran parte delle riprese cinematografiche sono state girate a Torino.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

  • Torino è stata la seconda città italiana a finire su un videogioco in 3D, ma la prima (sempre d'Italia) come città vera e propria, dov'era possibile girare liberamente per le numerose vie. Nel 2001 infatti la Rockstar Games creò The Italian Job, ispirato al film The Italian Job, girato in parte a Torino nel 1969. Anche se nel gioco la città è ben diversa dalla realtà, sono comunque presenti il tram numero 13, il Po e molti edifici storici realmente esistenti. La prima città italiana ad apparire su un videogioco fu Venezia in Tomb Raider II, ma c'erano solo i pochi edifici necessari per completare i 3 livelli (2,3 e 4) ambientati in questa città. Ispirandosi sempre al film del 1969 ed utilizzando tre Mini Cooper, la band gallese degli Stereophonics ha girato il video di Pick a part that's new a Torino. Ispirandosi sempre a questo film, nell'episodio La zingara di Budapest della serie TV MacGyver, fu riprodotto il famoso inseguimento nel traffico torinese, rifacendo alcune scene ed utilizzando anche scene della pellicola originale, come l'inseguimento sulla pista di collaudo automobilistico sita sul tetto dell'ex stabilimento FIAT del Lingotto.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica a Torino.

A Torino vi è una ricca offerta musicale. Viene eseguita dal vivo ogni tipo di musica e, oltre ai principali teatri e sale da concerto per la musica classica, dopo le recenti olimpiadi sono aumentati i Palazzetti dove avvengono concerti ed esibizioni di musica leggera. Tra questi, i più frequentati sono:

Inoltre vi si svolgono cinque eventi periodici annui:

  • Settembre Musica: rassegna musicale che si tiene ogni anno a settembre in vari luoghi, unendo concerti di musica classica, jazz, etnica e pop. Fondata nel 1978, dal 2007 si svolge in gemellaggio con Milano.
  • Club to Club: festival internazionale di musica e arti elettroniche che dal 2006 coinvolge, con la sezione "Club Europa", un'importante città europea, con scambio di pubblico, artisti, iniziative.
  • Torino Jazz Festival: festival internazionale di musica Jazz che si tiene dal 2012 ogni anno a fine aprile, con la partecipazione di ospiti prestigiosi come Al Di Meola, Paolo Fresu, Caetano Veloso, Manu Dibango, Daniele Sepe, Enzo Avitabile[37].
  • Traffic - Torino Free Festival: festival musicale gratuito che si tiene annualmente a Torino dal 2004 nel mese di luglio.
  • Movement Torino Music Festival: festival di musica elettronica, arti visive e circensi nato nel 2006, che ospita le performance dei migliori musicisti e DJs internazionali, per rappresentare gli sviluppi della cultura musicale contemporanea.

Torino nella musica[modifica | modifica sorgente]

  • Torino è l'unica città italiana (oltre a Napoli) citata nel titolo di una canzone americana con il nome non tradotto: per la precisione, il cantautore texano Shawn Phillips nel suo album del 1970 Second Contribution apre il lato A con un brano dal titolo lunghissimo, She was waitin' for her mother at the Station in Torino and you know I love you baby but it's getting too heavy to laugh (Stava aspettando sua madre alla stazione di Torino e tu sai che ti amo tesoro ma sta diventando troppo duro ridere).
  • Il gruppo Turin Brakes cita nel proprio nome la città di Torino. Per ammissione della band, le due parole non abbinano alcun significato e il loro accostamento è volutamente privo di senso.[38]
  • A Torino è dedicata una canzone di Antonello Venditti dal titolo Torino quanto sei bella, pubblicata nel 1972
  • Torino è anche la città natale di moltissimi DJ. Fra i più noti dj torinesi ricordiamo Gabry Ponte e Gigi D'Agostino.

Magia e occultismo[modifica | modifica sorgente]

« Torino è la città più profonda, più enigmatica, più inquietante non d'Italia, ma del mondo »
(Giorgio de Chirico, 1939[39])
Statua della Fede posta a lato della Chiesa della Gran Madre di Dio

La città è anche conosciuta per la tradizione di magia e occultismo.[40] Effettivamente, Torino non è soltanto la sede della Sindone e dei santi sociali del XIX secolo, come Giovanni Bosco o Giuseppe Benedetto Cottolengo. Leggende popolari, partendo dal fatto che la città fu una munitissima piazzaforte nel XVII secolo, affermano che Torino sia attraversata da una fittissima rete di gallerie e sotterranei, utilizzata dai Savoia e dai nobili per spostamenti in incognito.[41] Nel 1556 a Torino ha soggiornato Nostradamus, nelle cui famose quartine il nome Turin è quello che compare con maggior frequenza[42] e qui ha vissuto un singolare personaggio come Gustavo Adolfo Rol.[43] A Torino fecero la loro comparsa anche Cagliostro, il Conte di San Germano e Fulcanelli.[42] Gli esperti di occultismo sostengono che Torino sia vertice in due triangoli magici: il primo, quello bianco, con Lione e Praga, mentre il secondo, quello nero, insieme a Londra e San Francisco.[44]

La Fontana del Frejus di Piazza Statuto.

Da un punto di vista strettamente storico, l'origine di questa tradizione va ricercata, secondo alcuni, nel Risorgimento[45] e nella massiccia campagna di discredito organizzata contro la città dalla Curia Romana che era contraria all'unità nazionale.[46] Altri sostengono invece, o almeno in concomitanza e contrapposizione, che le autorità civili, Stato e comune e la corte sabauda, abbiano tollerato e sostenuto circoli massonici, associazioni teosofiche e spiritistiche, favorendo così una specie di agguerrita "concorrenza" nei confronti della Chiesa cattolica e favorendo quindi anche il mito di Torino, città magica.[47] Libertà di pensiero ed un certo spirito anticlericale furono poi rinfocolati, dopo l'Unità d'Italia, dal progressismo positivistico e dal nascente movimento operaio. Simboli massonici sono presenti in molti palazzi[48] ed in alcune tombe del Cimitero monumentale di Torino.[49] Da qualche tempo vi sono in città dei tour operator che organizzano anche visite guidate sui misteri di Torino.[50]

Per gli esoteristi la magia positiva di Torino nasce dal "cuore bianco" di piazza Castello, dal Duomo che custodisce la Sacra Sindone alla Grande Madre di Dio e fino alla Mole Antonelliana, che indica il cielo.

Ai lati della scalinata che conduce all'ingresso della chiesa della Gran Madre di Dio troviamo le due statue raffiguranti la Fede e la Religione, tra le quali si troverebbe il nascondiglio del Santo Graal.[51]

La Fontana del Frejus di Piazza Statuto fu ideata dal conte Marcello Panissera per ricordare l'inaugurazione dell'omonimo traforo. Indicata dagli esoteristi il "cuore nero" della città per due motivi: perché si trova ad occidente, e quindi in posizione infausta a causa del tramonto del sole, e perché qui vi era la vallis occisorum, luogo di uccisione e di sepoltura.[43][52] Ospitava infatti il patibolo, che rimase per secoli in piazza Statuto e che venne poi spostato dai francesi all'incrocio tra corso Regina Margherita e Via Cigna: il rondò 'd la forca (Rotonda della forca).[43] La tradizione racconta che l'angelo che sovrasta l'obelisco, e sul cui capo è posta una stella a cinque punte, sia Lucifero, in effetti l'angelo più bello, e che quindi in Piazza Statuto, sotto la Fontana del Frejus, si trovi la porta dell'inferno.[senza fonte]

Dal 1998 esistono tour notturni ispirati alle tradizioni letterarie che hanno fatto di Torino una città magica; uno di essi appare nei contenuti speciali del film Giallo di Dario Argento ed è stato citato dal quotidiano statunitense The Washington Post in un articolo su Torino del 29 luglio 2007[senza fonte].

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina torinese.

La cucina tipica torinese è una cucina ricca ed elaborata. Nonostante questo, è profondamente radicata nel territorio. Essa infatti nasce da un connubio fra la sua origine contadina e le esigenze raffinate della corte sabauda, entrambe aperte, oltretutto, alle influenze della cucina francese.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Eventi periodici[modifica | modifica sorgente]

Luci d'artista: Monte dei Cappuccini
  • "Luci d'artista": diverse installazioni luminose di artisti contemporanei nei principali luoghi di Torino, per addobbare la città durante il periodo di Natale e anche oltre. Si svolge in collaborazione con il comune di Salerno.
  • "ARTissima": fiera dedicata all'arte contemporanea che si tiene al Lingotto verso novembre.
  • "Salone Internazionale del Libro": fiera dell'editoria in Italia, che si tiene ogni maggio al Lingotto
  • Share Festival: evento internazionale di arti e culture digitali che si tiene a novembre al Museo di Scienze Naturali.
  • "Festival internazionale Terra Madre": festival biennale fondato nel 2004 da Slow Food presso l'Oval Lingotto sui temi dei modelli di produzione agro-alimentare sostenibili e della salvaguardia della biodiversità, della qualità organolettica ma anche del rispetto dell'ambiente e delle persone. Al Lingotto, in contemporanea, si svolgono il "Salone internazionale del gusto" e il "Salone del vino".
  • "Settembre Musica" (vedi sez. Musica)
  • Club to Club (vedi sez. Musica)
  • "Biennale Democrazia", manifestazione prevista ogni due anni nel mese di aprile a partire dal 2009, dedicata alla riflessione e al confronto sui temi della democrazia, della cultura politica, dello sviluppo e dell'ambiente.
  • "Festival delle colline torinesi": festival di teatro contemporaneo che si svolge a Torino dal 1996 impegnando fra luglio e agosto diversi spazi della città.
  • "Torino Comics": salone e mostra mercato del fumetto, nata nel 1994, che si svolge in primavera al Lingotto Fiere di Torino.
  • "VIEW Conference": evento internazionale incentrato sulla computer grafica, le tecniche interattive, il cinema digitale, l’animazione 2D/3D, i videogiochi e gli effetti visivi. Si tiene ogni anno al Centro Congressi "Torino Incontra" durante la stagione autunnale.
  • "VIEWFest": il Festival del Cinema Digitale organizzato da VIEW Conference, si svolge annualmente al Cinema Massimo.

Eventi recenti[modifica | modifica sorgente]

  • Dal 10 al 26 febbraio 2006 a Torino si sono svolti i XX Giochi olimpici invernali
  • Biennale dei Leoni 2006 (15 luglio - 30 settembre): mostra itinerante che celebra il legame con la città di Lione. Disseminate per le vie e le piazze cittadine, le opere di 69 artisti di diversi paesi che raffigurano il toro ed il leone, simboli delle due città.
  • Torino Capitale Mondiale del Libro: dopo Alessandria d'Egitto, Madrid, Nuova Delhi, Anversa e Montreal, l'UNESCO ha conferito a Torino, in collaborazione con Roma, il titolo di capitale mondiale del libro per il periodo dal 23 aprile 2006 al 22 aprile 2007. Il riconoscimento ha premiato l'attività di promozione della lettura svolta dalla città attraverso il Salone Internazionale del Libro.
  • Torino 2008 World Design Capital: la città nel 2008 è stata la prima "capitale mondiale del design". Il titolo, conferito a Copenaghen dall'ICSID (International Council of Societies of Industrial Design), è stato creato appositamente per la città di Torino per riconosciuti meriti e competenze presenti sul territorio. Contemporaneamente a tale occasione, da 30 giugno al 2 luglio, al Lingotto Fiere si è svolto il "XXIII congresso mondiale degli architetti", accompagnato dalla mostra "Architetture sensibili, inaugurata il 26 luglio nel Castello di Rivara.
  • European Athletics Indoor Championships 2009: dal 6 all'8 marzo 2009 ha ospitato i Campionati europei di atletica leggera indoor.[53]
  • 100ª edizione dei campionati mondiali di pattinaggio di figura (22-28 marzo 2010).
  • Torino 2010 European Youth Capital: Torino Capitale Europea dei Giovani 2010.
  • Torino 2010 ISU World Figure Skating Championships.[54]
  • Ostensione della Sindone.
  • World Masters Games 2013, manifestazione multisportiva per atleti master (2-11 agosto 2013).[55]

Eventi legati a Italia 150[modifica | modifica sorgente]

  • Italia 150: il Comitato Italia 150 prepara il programma Esperienza Italia per la realizzazione di un grande evento internazionale volto a celebrare il 150º anniversario dell'Unità d'Italia con mostre, esposizioni, spettacoli e dibattiti tra il 17 marzo e il 20 novembre 2011.[56] L'evento è un'occasione per riflettere sul passato, dibattere sul presente ma soprattutto guardare al futuro dell'Italia. Il comitato è presieduto a rotazione dal Sindaco di Torino, dal Presidente della Provincia e dal Presidente della Regione.

Persone legate a Torino[modifica | modifica sorgente]

(gli elenchi non sono esaustivi)

Scienziati e tecnologi[modifica | modifica sorgente]

Filosofi[modifica | modifica sorgente]

Politici[modifica | modifica sorgente]

Artisti[modifica | modifica sorgente]

Architettura ed arti figurative[modifica | modifica sorgente]

Musica e spettacolo[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Tamagno (1850 – 1905), tenore drammatico, nato a Torino
  • Giovanni Pastrone (1883 – 1859), regista, sceneggiatore, produttore del cinema muto di cui fu pioniere; visse. Operò e morì a Torino
  • Lidia Quaranta (1891 – 1928), diva del cinema muto, protagonista del famoso film muto Cabiria, nacque, visse e morì a Torino
  • Cinico Angelini (1901 – 1983), direttore d'orchestra di musica leggera e arrangiatore, diresse a Torino la Sala da ballo Gay e venne assunto presso la sede dell'EIAR a Torino nel 1938
  • Pippo Barzizza (1902 - 1994), direttore d'orchestra di musica leggera e compositore, ha lavorato a Torino presso l'EIAR dal 1931 al 1947
  • Erminio Macario (1902 – 1980), attore comico di avanspettacolo, nacque, visse e morì a Torino
  • Carlo Campanini (1906 – 1984), attore comico, nato a Torino
  • Virgilio Bellone (1907 – 1981), salesiano, musicista, insegnante al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e direttore dell'Accademia Corale "Stefano Tempia"; morì a Torino
  • Ferdinando Buscaglione (in arte Fred Buscaglione, 1921 – 1960), cantautore e polistrumentista, nacque a Torino
  • Felice Andreasi (1928 - 2005), attore cinematografico e teatrale, comico cabarettista, nato a Torino
  • Isa Barzizza (1929 - ), figlia del maestro e direttore d'orchestra Pippo Barzizza, frequentò il Liceo classico Vincenzo Gioberti a Torino
  • Gipo Farassino (1934 – 2013), cantautore (prevalentemente dialettale) e uomo politico, nato, vissuto e deceduto a Torino
  • Marisa Allasio (1936 - ), attrice, nata a Torino

Scrittori[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandro Tassoni (1565 – 1635), scrittore e poeta emiliano, soggiornò a Torino presso Casa Savoia per due anni
  • Giovan Battista Marino (1569 – 1625), poeta e scrittore napoletano, soggiornò dal 1608 al 1615 a Torino
  • Emanuele Tesauro (1592 – 1675), drammaturgo, retore e letterato, nacque a Torino
  • Ignazio Isler (1702 – 1788), francescano, Padre Provinciale dei Conventi italiani dei Trinitari Calzati, erudito, scrisse famose canzoni in lingua piemontese; nato, vissuto e deceduto a Torino
  • Vittorio Alfieri (1749 – 1803), poeta, drammaturgo e scrittore artigiano, soggiornò a lungo a Torino
  • Angelo Brofferio (1802 – 1866), scrittore, giornalista e parlamentare, visse a lungo a Torino
  • Niccolò Tommaseo (1802 – 1874), letterato, linguista e patriota, autore de il Dizionario della lingua italiana, si rifugiò a Torino nel 1854
  • Francesco De Sanctis (1817 – 1883), scrittore, critico letterario, filosofo e uomo politico; si rifugiò a Torino dopo i moti del 1848 e un breve periodo di carcere
  • Arturo Graf (1848 – 1913), poeta e critico letterario, ottenne nel 1886 la cattedra di letteratura neolatina presso l'Università di Torino; trasferitosi a Torino, visse nella città e ivi morì
  • Edmondo De Amicis (1846 – 1908), scrittore ligure, soggiornò a lungo a Torino, ove aveva frequentato il liceo
  • Giuseppe Giacosa (1847 - 1906), drammaturgo e librettista, si laureò all'Università di Torino in giurisprudenza, esercitando il praticantato presso lo studio che il padre aveva aperto in città
  • Emilio Salgari (1862 – 1911), romanziere, veronese di origine, nel 1898 si trasferì definitivamente a Torino, ove morì
  • Guido Gozzano (1883 – 1916), poeta, nacque, visse e morì a Torino
  • Dino Segre (in arte Pitigrilli, 1893 – 1975), scrittore ed aforista, nacque a Torino, ove visse fino al 1943; dopo un lungo soggiorno in Svizzera e poi in Argentina, rientrò a Torino ove morì
  • Nino Costa (1886 – 1945), poeta dialettale, nacque, visse e morì a Torino
  • Curzio Malaparte (1898 - 1957), giornalista e scrittore, fu direttore de La Stampa dal febbraio 1929 al gennaio 1931
  • Cesare Pavese (1908 – 1950), scrittore e traduttore langarolo, si trasferì a Torino giovanissimo e ivi morì
  • Natalia Ginzburg (1916 – 1991), scrittrice, romana, visse a lungo a Torino
  • Primo Levi (1919 – 1987), chimico e scrittore, nacque e morì a Torino
  • Beppe Fenoglio (1922 – 1963), scrittore, albese, morto a Torino
  • Franco Lucentini (1920 – 2002), scrittore romano, visse a lungo a Torino, ove morì, lavorando in coppia con Carlo Fruttero
  • Carlo Fruttero (1926 – 2012), scrittore, autore di numerose opere scritte insieme a Franco Lucentini, nacque e visse a Torino
  • Giovanni Arpino (1927 – 1987), scrittore di origine istriana, trascorse due terzi della vita a Torino ove morì

Imprenditori[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandro Cruto (1847 – 1908), nativo di Piossasco, inventore della lampadina a filamento di carbonio, che produsse nella sua azienda fino al 1900; deceduto a Torino
  • Teofilo Rossi di Montelera (1865 – 1927), senatore del Regno, sindaco di Torino dal 1909 al 1917, principale azionista della Martini & Rossi, deceduto a Torino
  • Giovanni Agnelli senior (1866-1945), senatore del Regno d'Italia, fondatore della FIAT, morì a Torino
  • Alfredo Frassati (1868 – 1961), giornalista, editore de La Stampa e senatore del Regno d'Italia, visse e morì a Torino
  • Vittorio Valletta (1883 – 1867), direttore generale e poi amministratore delegato (dal 1929 al 1946) e poi Presidente, risedette praticamente tutta la vita a Torino
  • Edoardo Agnelli (1892-1935), figlio di Giovanni senior, vicepresidente della FIAT, presidente de La Stampa e della Juventus, visse a Torino
  • Battista Farina (meglio noto come Pininfarina, 1893 – 1966), trasferitosi giovanissimo a Torino, vi fondò l'omonima carrozzeria
  • Filiberto Guala (1907 – 2000), ingegnere laureatosi al Politecnico di Torino, fu amministratore delegato della Rai dal 1954 al 1956
  • Giulio Einaudi (1912 - 1999), figlio di Luigi, compì i suoi studi a Torino, ove fondò e diresse la casa editrice che porta il suo nome
  • Nuccio Bertone (1914 - 1997), imprenditore, stilista di autovetture, portò al successo la carrozzeria torinese ereditata dal padre; nato e morto a Torino
  • Gianni Agnelli (1921 – 2003), figlio di Edoardo, primo azionista e Presidente della FIAT dal 1966, visse a Torino e ivi morì
  • Marco Boglione (1956 - ?), imprenditore nel settore tessile, fondatore e presidente di BasicNet SpA di Torino; nato a Torino

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arcidiocesi di Torino.

Militari[modifica | modifica sorgente]

Duchi e re[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casa Savoia.

Da quando il duca Emanuele Filiberto di Savoia, detto Testa di Ferro, trasferì nel 1563 la capitale del Ducato da Chambery a Torino, tutti i discendenti ebbero un rapporto stretto e diretto con la città.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Circoscrizioni e quartieri di Torino.
Vista della città dal Monte dei Cappuccini.
Vista aerea del centro cittadino

La città di Torino è suddivisa in 92 zone statistiche e relativi quartieri cittadini.
Questi ultimi sono raggruppati in 10 macro-zone amministrative, chiamate "circoscrizioni", con i rispettivi centri civici.[57]

Ognuna delle 10 Circoscrizioni con i rispettivi centri civici a loro volta comprende più quartieri storici: borghi, rioni, borgate, zone.

Qui di seguito sono riportati alcuni dei principali.

N° Circoscrizione Residenti Superficie Quartieri Unità urbanistiche comprese
I Circoscrizione 80.316 ab. 7 km² 1. Centro
2. Crocetta
II Circoscrizione 104.485 ab. 7 km² 3. Santa Rita
4. Mirafiori Nord
III Circoscrizione 130.788 ab. 9 km² 5. Borgo San Paolo
6. Cenisia
7. Pozzo Strada
8. Cit Turin
9. Borgata Lesna
IV Circoscrizione 96.271 ab. 9 km² 10. San Donato
11. Campidoglio
12. Parella
V Circoscrizione 123.624 ab. 16 km² 13. Borgo Vittoria
14. Madonna di Campagna
15. Lucento
16. Vallette
VI Circoscrizione 105.421 ab. 25 km² 17. Barriera di Milano
18. Regio Parco
19. Barca
20. Bertolla
21. Falchera
22. Rebaudengo
23. Villaretto
VII Circoscrizione 87.853 ab. 23 km² 24. Aurora
25. Vanchiglia
26. Sassi
27. Madonna del Pilone
VIII Circoscrizione 58.289 ab. 16 km² 28. San Salvario
29. Cavoretto
30. Borgo Po
IX Circoscrizione 76.268 ab. 7 km² 31. Nizza Millefonti
32. Lingotto
33. Filadelfia
X Circoscrizione 39.279 ab. 11 km² 34. Mirafiori Sud

Economia[modifica | modifica sorgente]

Torino è il terzo polo economico produttivo del paese e fa parte del triangolo industriale insieme a Genova e Milano.

Insieme alla sua provincia è ai vertici dell'export italiano, piazzandosi al secondo posto tra le province italiane per valore delle esportazioni.[58]

Hanno sede a Torino e provincia alcune tra le più importanti aziende del paese, tra le quali spiccano Fiat SpA, Iveco, Alpitour, Olivetti, Reply, Lavazza, Italdesign Giugiaro, Bertone, Pininfarina, Seat Pagine Gialle, Martini & Rossi, Avio, Basic Net, Carlo Pignatelli, e il Gruppo Armando Testa. Sempre in territorio torinese sono presenti importanti centri direzionali come Ferrero e CNH Industrial. Anche a livello bancario e assicurativo la città ha forti tradizioni. Nel capoluogo subalpino c'è la sede di Intesa Sanpaolo, la prima banca del paese di cui la Compagnia di San Paolo è la prima azionista, così come la Fondazione CRT è tra le principali in Unicredit. In campo assicurativo ha sede a Torino la Reale Mutua.

Foto aerea d'epoca dello stabilimento Fiat Mirafiori, la fabbrica più grande d'Italia nonché la più antica in Europa ancora in funzione.[59]

Negli anni la città ha attraversato una lunga fase di riconversione industriale, sia per la crisi dell'industria metalmeccanica, sia per la tendenza delle manifatture dei paesi avanzati a trasferire le loro produzioni nei paesi in via di sviluppo. Dagli anni ottanta Torino ha visto il peso dell'industria ridursi a favore del terziario, pur rimanendo uno dei principali centri industriali italiani ed europei. Tante sono le aziende che hanno scelto Torino ,tra le quali General Motors che ha deciso di tenere nel capoluogo piemontese un'importante base di ricerca per la sperimentazione dei motori diesel; in un settore come quello della componentistica per auto in forte crescita. Con una rete di oltre 350 aziende, la Camera di Commercio di Torino ne ha selezionate 145. Il progetto From Concept to Car mira a promuovere le eccellenze del settore in tutto il mondo.[60]

Rampa per le automobili al Lingotto, oggi importante centro del settore terziario

Negli anni vi è stato un boom del settore informatico ed elettronico. Alla già preesistente attività di ricerca del Politecnico di Torino, dell'Istituto Mario Boella, dell'Istituto Galileo Ferraris e del Centro di Ricerche FIAT, si è affiancata l'attività del distretto informatico Torino Wireless che appartiene alla rete dei distretti italiani riconosciuti dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Nato per coordinare tutte le attività di ricerca e di produzione del settore ICT dell'area torinese, attualmente sono impegnate circa 6000 imprese.Un'altra operazione importante è stata la riconversione di una parte della superficie occupata dalla fabbrica di Mirafiori, sostenuta dal progetto Torino Nuova Economia[61] che grazie alla collaborazione con il Politecnico, ospitano il Centro del design, e nel futuro anche un polo delle tecnologie per la mobilità dell'auto. Alle porte di Torino, nel comune di Grugliasco, si producono dal 2013 modelli del marchio Maserati.

L'evento olimpico del 2006 ha contribuito a diminuire il ristagno economico. Grandi opere pubbliche come quelle per il Passante Ferroviario, la Metropolitana e le Spine hanno ridisegnato e stanno ridisegnando il volto della città.

Culla del cinema italiano, grazie all'associazione Torino Film Commission, la città è diventata un'apprezzata quinta per l'ambientazione e la produzione di film, pubblicità e video musicali. All'interno della Mole è ospitato il Museo nazionale del Cinema. Nel capoluogo sabaudo è inoltre attivo il Cineporto, una struttura polifunzionale dedicata alle produzioni cinematografiche unica in Italia.

Bilancio[modifica | modifica sorgente]

I dati sono espressi in milioni di euro.

Anno Entrate Uscite Risultato
operativo
Risultato
d'esercizio
Patrimonio Debito Giunta
1998[62] 940 951 14 52 3045 2101 Valentino Castellani
1999[63] 1005 966 72 -50 2532 2986
2000[64] 1098 998 153 122 2305 3074
2001[65] 1229 1057 189 -49 2319 3272 Sergio Chiamparino
2002[66] 1249 1074 191 1 2223 3462
2003[67] 1289 1110 199 10 1951 4011
2004[68] 1163 1130 46 19 1051 5161
2005[69] 1164 1173 8 -36 1533 5287
2006[70] 1132 1154 -11 56 1724 5192
2007[71] 1166 1137 37 45 1768 5242
2008[72] 1256 1181 85 4? 2031 5057
2009[73] 1236 1177 78 0 2526 4785
2010[74] 1256 1198 83 -24 3683 4516
2011[75] 1206 1183 52 -259 3425 4467 Piero Fassino
2012[76] 1259 1148 115 12 3437 4270
2013[77] 1270 1136 128 -220 3217 4342

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti autostradali[modifica | modifica sorgente]

Su Torino convergono sei autostrade (tra cui è particolarmente importante quella in direzione della Francia) ed un raccordo autostradale:

Tangenziali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tangenziale Est di Torino.

Il sistema autostradale urbano di Torino comprende inoltre il raccordo all'A4 Torino-Milano ed alla S.S.11 di 3,13 km.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazioni ferroviarie di Torino e Servizio ferroviario metropolitano di Torino.

Torino è il terzo nodo ferroviario italiano. La rete ferroviaria all'interno dei suoi confini è costituita principalmente da linee ferroviarie RFI ma anche da linee locali GTT.

La tratta urbana di competenza della GTT è quella che parte da Torino Dora e che va sino alla periferia Nord al confine con il comune di Venaria Reale (direzione Caselle Torinese - Aeroporto Sandro Pertini - Ceres).

Le linee ferroviarie principali che si dipartono da Torino sono quelle che vanno verso Genova (via Asti e Alessandria), verso Milano (via Novara e Vercelli) e verso la Francia (via Bardonecchia e il Traforo ferroviario del Frejus) e Ventimiglia (via Cuneo e il Traforo ferroviario del Colle di Tenda). Ci sono poi linee minori verso Ivrea-Aosta, Mondovì-Savona, Pinerolo-Torre Pellice, Trofarello-Chieri, Cirié-Lanzo Torinese-Ceres e Rivarolo Canavese-Cuorgnè-Pont Canavese.

Passante ferroviario e Servizio ferroviario metropolitano (SFM)[modifica | modifica sorgente]

La nuova stazione ferroviaria di Torino Porta Susa, fulcro centrale del Passante ferroviario di Torino e delle linee SFM.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Passante ferroviario di Torino e Servizio ferroviario metropolitano di Torino.

Il servizio ferroviario metropolitano di Torino (SFM) è un sistema di trasporto pubblico locale dell'area metropolitana di Torino coordinato dall'Agenzia Mobilità Metropolitana ed interamente finanziato dalla Regione Piemonte.

Mappa delle 7 linee SFM di Torino.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Aeroporti di Torino[modifica | modifica sorgente]

Attualmente la città di Torino dispone di due scali aerei internazionali: l'Aeroporto di Torino-Caselle e l'Aeroporto di Torino-Cuneo Levaldigi.

In corso Marche, inoltre, è presente l'aeroporto di Torino Aeritalia (Codice ICAO: LIMA); inaugurato nel 1916, dopo la costruzione dell'aeroporto di Caselle è rimasto in uso come struttura di aviazione generale e da turismo, affiancato da una scuola di volo per aerei ed elicotteri e - più recentemente - dalla sede dei velivoli di elisoccorso e protezione civile.

Aeroporti dismessi[modifica | modifica sorgente]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti a Torino, GTT (Torino), Rete tranviaria di Torino e Associazione Torinese Tram Storici.

La rete di trasporti di Torino è gestita dal GTT, acronimo di Gruppo Torinese Trasporti, nato nel 2003 dalla fusione di ATM e SATTI. Nel territorio del Comune di Torino, il sistema di mobilità metropolitana e ferroviaria urbana si sviluppa complessivamente per 29 km, articolati su 8 linee servite da 28 stazioni.

Metropolitana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metropolitana di Torino.

A Torino è in funzione la prima metropolitana automatica d'Italia utilizzante veicoli leggeri, frequenti e senza conducente per ridurre al minimo i tempi d'attesa e adattare il servizio alle esigenze delle diverse fasce orarie. Si rivelano anche particolarmente sicuri, dato che l'accesso ai vagoni è consentito solo in fase di effettiva presenza del treno, mentre per il resto del tempo le rotaie sono del tutto inaccessibili. 23 treni VAL208-Torino viaggiano sotto corso Francia, corso Vittorio Emanuele II e via Nizza; 13,4 km da percorrere in 20 minuti, collegando il parcheggio di interscambio di Fermi (Collegno) al "cuore" di Torino e alle stazioni ferroviarie di Porta Susa e di Porta Nuova per terminare presso il polo fieristico di Lingotto Fiere.

Trasporto merci[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Interporto di Torino.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amministrazione di Torino.
Bandiera ufficiale di Torino, risalente all'assedio del 1706

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Torino è gemellata[78] con:

Torino ha accordi di collaborazione con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Torino 2015 Capitale Europea dello Sport[modifica | modifica sorgente]

Alla città è stato assegnato il titolo di Capitale Europea dello Sport 2015[81] in quanto eccellenza nel panorama sportivo europeo.[82]

Arti marziali[modifica | modifica sorgente]

Nella città è presente la Federazione italiana judo lotta karate arti marziali (FIJLKAM). Il Comitato regionale piemontese del settore judo si trova in via Giordano Bruno 191. Torino vanta 21 società di judo.

Baseball[modifica | modifica sorgente]

Nella città sono presenti due società: la Grizzlies Torino 48 militanti il campionato di serie C1 e la Juve 98 BC militante il campionato di serie B. La prima gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Passo Buole, situato nell'omonima via, avente capienza di 200 posti.[83]

Calcio maschile[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Juventus Football Club, Torino Football Club e Derby di Torino.

A Torino fu fondata nel 1898[84] la Federazione Italiana Football, oggi Federazione Italiana Gioco Calcio e, nello stesso anno, l'8 maggio, si tenne al velodromo Umberto I il primo primo campionato ufficiale[85]. Delle quattro partecipanti, una era il Genoa (che vinse il torneo) e tre erano del capoluogo sabaudo: Internazionale, Reale Società Ginnastica e F.C. Torinese.

Una fase di Juventus-Torino (1-1) del campionato 1976-77: il granata Francesco Graziani è contrastato in tackle dal bianconero Gaetano Scirea e da Romeo Benetti (numero 10), mentre l'arbitro Paolo Casarin osserva l'azione.

La città è sede di due società professionistiche, la Juventus (fondata nel 1897) e il Torino (del 1906), nel 2013 militanti entrambe in serie A. I due club hanno, al 2013, vinto 36 titoli di campione d'Italia (Juventus 30, Torino 7), 14 Coppe Italia (Juventus 9, Torino 5) e 6 Supercoppe d'Italia (tutte della Juventus) che rendono Torino la città italiana dal palmarès calcistico più ricco dopo Milano. In aggiunta a ciò, a livello internazionale la Juventus vanta la vittoria in due edizioni della Coppa dei Campioni d'Europa (la prima nel 1984-85 e la seconda con la nuova denominazione di UEFA Champions' League nel 1995-96), altrettante Supercoppe UEFA (nel 1984 e nel 1996), altrettante Coppe Intercontinentali (1985 e 1996), una Coppa delle Coppe (nel 1983-84), tre Coppe UEFA (1976-77, 1989-90 e 1992-93) e una Coppa Intertoto (1999), e fu la prima squadra d'Europa a vincere nel 1985 tutte e tre le competizioni continentali, nonché la prima e tuttora unica al mondo ad avere vinto almeno una volta tutti i trofei ufficiali per club cui una squadra proveniente dall'UEFA può prendere parte[86].

Il Torino, fondato nel 1906 ad opera di alcuni soci dissidenti della Juventus, conobbe il suo periodo di maggior splendore durante gli anni 1940, vincendo cinque campionati consecutivi e stabilendo, tra altri primati, il record di imbattibilità casalinga nel campionato di massima serie (88 incontri), ancora vigente. Quella squadra conobbe un'inaspettata e drammatica fine il 4 maggio 1949, al ritorno da un'amichevole disputata allo Stadio Nazionale di Lisbona contro il Benfica: l'aereo su cui la squadra rientrava a Torino si schiantò sul retro della basilica di Superga. Capitano di quella squadra era Valentino Mazzola, padre di Ferruccio e Sandro Mazzola, entrambi affermati calciatori.

Anche la Juventus conobbe un episodio drammatico nella sua storia sportiva, il 29 maggio 1985 a Bruxelles prima della partita di finale della Coppa dei Campioni di quell'anno, che poi sarebbe stata vinta 1-0 sul Liverpool. In seguito alle cariche dei tifosi inglesi, un gruppo di italiani si addossò a un muretto di tenuta sulle gradinate, che cedette provocando la caduta nel vuoto di numerose persone e la morte di 39 persone, tra cui 32 italiani.

Tra le due squadre esiste una storica rivalità sportiva; l'incontro di calcio che le vede contrapposte si chiama Derby della Mole, che spesso è stato un evento chiave per la conquista del campionato.

Altre squadre del capoluogo piemontese sono l'A.S.D. Cenisia, per risultati ottenuti la terza squadra della città, avendo raggiunto in passato la Lega Pro Seconda Divisione (ex serie C/2), l'A.S.D. Atletico Torino in Eccellenza Piemonte-Valle d'Aosta, G.S.D. Iveco 2005 Calcio, la Polisportiva Rapid Torino e l'A.S.D. Michelin Sport Club, tutte nel girone piemontese-valdostano di 2ª categoria e l'A.S.D CitTurin LDE, Prima Categoria.

Calcio femminile[modifica | modifica sorgente]

Futsal[modifica | modifica sorgente]

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Ivan Basso. vincitore della cronometro di Torino nel Giro d'Italia 2005

Dopo quattro anni di interruzione dal 2008 al 2011 è stata riproposta nel 2012 la Milano-Torino, classica del ciclismo di circa 200 km. Fino al 2004 la corsa, insieme al Giro del Piemonte, chiudeva la stagione agonistica da tradizione, a seguito di una modifica dei calendari si è svolta a marzo dal 2004 al 2007, per poi tornare a settembre nel 2012. Si tratta della competizione più antica d'Italia, la cui prima edizione risale al 1876. Attualmente la corsa è organizzata dal quotidiano La Gazzetta dello Sport.

Il 27 maggio 2005 la 18ª tappa del Giro d'Italia 2005, una cronometro individuale, si è conclusa a Torino con la vittoria di Ivan Basso.

Il 20 maggio 2009 la 20ª tappa del Giro d'Italia 2009 è partita dal centro di Torino. L'arrivo era posto ad Arenzano ed il primo a tagliare il traguardo è stato Mark Cavendish.

Il 7 maggio 2011 ha invece ospitato l'arrivo della tappa inaugurale del Giro d'Italia 2011, una cronometro a squadre di 19,3 km., partita da Venaria Reale e vinta dalla squadra statunitense HTC-Highroad

A Torino ha sede inoltre il Motovelodromo "Fausto Coppi", inaugurato nel 1920 ma attualmente adibito ad altre attività per motivi di agibilità nonché per l'apertura del più moderno impianto di San Francesco al Campo.[87] Nelle immediate vicinanze della struttura di corso Casale, per volontà dell'ex corridore torinese Nino Defilippis, nel 2002 è stato inaugurato un monumento bronzeo in onore di Fausto Coppi, corredato da diversi massi provenienti direttamente dai luoghi che hanno contribuito a consacrare la leggenda del Campionissimo.[88]

Canottaggio e pallanuoto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1888 venne fondata la Federazione Italiana Canottaggio con il nome di Rowing Club Italiano, seguita il 25 giugno 1892 dalla Fédération Internationale des Sociétés d'Aviron (FISA), la federazione internazionale di canottaggio.[89] Numerose sono le società di canottieri, tra cui si possono ricordare la più antica: la Reale Società Canottieri Cerea. Oltre a questa a Torino sono anche presenti la Società Canottieri Esperia-Torino, la Società Canottieri Armida e la Canottieri Caprera.

Negli anni ottanta, Torino ebbe una forte squadra di pallanuoto che poi ha subì la stessa sorte della pallavolo e del basket.

La pallanuoto torinese è ritornata ad alti livelli nel 2007 quando la squadra Torino 81, allenata da Bruno Bodrone, è stata promossa in serie A2. In questa categoria la società torinese ha disputato un ottimo campionato nella stagione 2007-2008.

Football americano[modifica | modifica sorgente]

Hockey[modifica | modifica sorgente]

Una partita di hockey su ghiaccio durante le Olimpiadi di Torino 2006

Hockey su prato:

Hockey su ghiaccio:

Sledge hockey:

Hockey in-linea:

Lacrosse[modifica | modifica sorgente]

Hit Ball[modifica | modifica sorgente]

Torino è la città natale dell'Hit ball, sport ideato nel 1986 e attualmente in espansione sul territorio nazionale.

Korfball[modifica | modifica sorgente]

Pallacanestro femminile[modifica | modifica sorgente]

In campo femminile si possono contare 6 scudetti: uno vinto dalla Club Atletico Torino, nel primo campionato organizzato nel 1924, e gli altri dalla Sisport FIAT tra gli anni sessanta e ottanta quando vince anche la Coppa dei Campioni. La Pallacanestro Torino milita in Serie A2.

Pallacanestro maschile[modifica | modifica sorgente]

Tra gli anni settanta e la metà degli anni novanta la pallacanestro maschile a Torino è stata rappresentata ai massimi livelli dall'Auxilium Pallacanestro Torino. Dopo la scomparsa avvenuta nel 2008,la società che oggi punta a prendere la sua eredita' è la PMS Torino che milita in Divisione Nazionale A Gold. Sono presenti anche altre realtà nei campionati minori a partire del CUS Torino.

Pallamano[modifica | modifica sorgente]

  • Città Giardino Pallamano Torino serie B
  • G.P.B. Regio Parco Torino storica rivale del città giardino, negli anni passati si è sempre distinta nel settore giovanile, raggiungendo il torneo nazionale (nel quale partecipano le squadre vincitrici nel campionato della propria regione).

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Nel passato grande importanza ha avuto la squadra di pallavolo del CUS Torino (vincitrice di quattro campionati italiani e della Coppa dei Campioni nel 1980). La squadra di volley dopo un glorioso passato adesso milita in serie B2.

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi ASD Settimo Rugby Torino.

La città fu teatro delle prime esperienze di rugby in Italia, sia nel "quindici" che nel "tredici".

Fu a Torino, infatti, che si tenne nel 1910 la prima documentata partita di rugby a 15 mai disputata in Italia, un incontro dimostrativo tra il parigino Racing Club de France e la ginevrina Servette[90], sempre in quell'anno ivi nacque il primo club rugbistico italiano, che durò solo il tempo di un incontro amichevole contro una selezione di rugby del Pro Vercelli[90].

Un nuovo Torino Rugby nacque nel 1933[91], periodo in cui nel campionato italiano militava il GUF Torino (in seguito CUS Torino) e, nell'immediato dopoguerra, i resti di tali due squadre si unirono per formare una compagine unica sotto i colori della Reale Società Ginnastica, che vinse il campionato italiano 1946-47[92]. Successivamente la Ginnastica lasciò il campionato per impegnarsi nella promozione del rugby a 13 in Italia (come Torino XIII[93]), e la città ospitò, allo stadio Comunale il primo incontro interno della Nazionale italiana a XIII[94], una sconfitta 18-22 contro la Francia (solo nel 2008 la Nazionale a XV disputò il suo primo incontro a Torino[95], una sconfitta 15-22 contro l'Argentina[95]).

Nel 1965 un rinnovato Rugby Torino affiancò il CUS Torino in campionato; la squadra giunse in serie A nel 1975[96] e vi rimase cinque stagioni consecutive, con miglior risultato il settimo posto del 1977-78; da dopo la retrocessione avvenuta nel 1980 Torino non ha più avuto una squadra in massima divisione.

Attualmente le due maggiori squadre della città sono il citato CUS Torino e il VII Rugby Torino, erede del Rugby Torino, che milita a Settimo Torinese.

Tennis tavolo[modifica | modifica sorgente]

Sono attive numerose società di tennis tavolo a Torino. Tra queste spicca il CUS Torino (sezione tennis tavolo), che ha conquistato il 31 maggio 2011 il titolo di squadra campione d'Italia, vincendo la finale dei playoff nel campionato italiano di serie A1. Nel campionato di serie A1 2009/2010 si era classificato terza dopo essere stato sconfitto in semifinale. Il CUS Torino tennistavolo è inoltre impegnato nella promozione di questo sport nell'università e nelle scuole. Altra società di rilievo nel panorama cittadino è il TT Torino, sede di molti tornei cittadini e regionali.

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 si sono svolte a Torino le Olimpiadi degli scacchi, i Campionati mondiali universitari di golf arrivati all'undicesima edizione, i Campionati mondiali di scherma e i Mondiali assoluti di nuoto pinnato. Sono stati inoltre assegnati alla città piemontese i Campionati Europei "Torino 2008" di tiro con l'arco, i Campionati Europei di ginnastica ritmica del 2008, i Campionati europei di atletica leggera indoor del 2009 ed i Campionati mondiali di pattinaggio di figura del 2010.

A Torino esistono forti tradizioni in sport minori quali tiro con l'arco, bocce e pallone elastico. Ci sono anche diversi club di scherma.

XX Giochi olimpici invernali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi XX Giochi olimpici invernali.

Torino è stata la sede dei XX Giochi olimpici invernali, svoltisi il 10-26 febbraio del 2006, seguiti a marzo dalle Paralimpiadi. Nel gennaio 2007 è stata la volta delle Universiadi invernali.

Altre manifestazioni sportive[modifica | modifica sorgente]

Il braciere olimpico di Torino 2006

Negli anni successivi alle Olimpiadi invernali del 2006, a Torino si sono svolte le seguenti manifestazioni sportive:

  • Torino Ice 2005: i cosiddetti test events per verificare l'adeguatezza degli impianti e dell'organizzazione in vista dei Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2006
  • Centenario del Toro 1906-2006
  • Universiadi invernali 2007
  • Torino 2008: Campionati Europei e del Mediterraneo di Tiro con l'arco
  • Euritmica Torino 2008: XXIV Campionati Europei di Ginnastica Ritmica
  • World Air Games Torino 2009: dal 6 al 13 giugno 2009.[97]
  • Campionati mondiali di pattinaggio di figura ISU[98]: dal 21 al 28 marzo 2010 al Palavela di Torino.
  • Campionati mondiali di pallavolo maschile: dal 24 settembre al 10 ottobre 2010 l'Italia ha ospitato i mondiali di pallavolo maschile. Torino, col Palasport Olimpico, è stata una delle sedi di gara.[99]
  • World Masters Games 2013, manifestazione multisportiva per atleti master (2-11 agosto 2013).

La città è stata inoltre designata quale sede degli incontri di Final Four dell'Eurolega di pallacanestro del 2011 ma, nel 2010, per ragioni economiche ha rinunciato ad ospitare la manifestazione.[100]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

PalaOlimpico durante un concerto

Grazie alla solida tradizione sportiva della città, Torino dispone di impianti sportivi e di intrattenimento all'avanguardia. Il parco impianti è stato recentemente implementato grazie all'avere ospitato i XX Giochi Olimpici Invernali.

Questi sono gli impianti di Torino, ordinati per capienza e con a fianco il quartiere che li ospita:

Ultimato nel 1933, venne inaugurato ospitando i Giochi Littoriali dell'anno XI ed intitolato a Mussolini. Fu una delle sedi del Mondiale 1934. Dismesso nel 1990 in seguito alla costruzione dello Stadio delle Alpi, è stato ristrutturato nel 2005 dal Comune per ospitare le cerimonie di apertura e chiusura di Torino 2006. Dal 2006 al 2011, per cinque stagioni, le squadre cittadine di calcio vi hanno svolto le loro partite interne. Dal 2011 solo il Torino vi disputa le proprie gare interne. L'impianto viene utilizzato anche come sede di concerti.

Inaugurato nel 2005, è stato il palazzo dello sport centrale di Torino 2006 e, attualmente, è l'arena coperta più capiente d'Italia. Impianto polivalente ha già ospitato, oltre alle manifestazioni sportive delle Olimpiadi, anche diversi concerti rock, manifestazioni culturali, spettacoli e conventions.

Già "Stadio Ruffini", è immerso nell'omonimo parco. Lo stadio è utilizzato per partite di calcio e gare di atletica. Ogni anno ospita il Meeting IAAF Internazionale Città Di Torino - Primo Nebiolo. È stato ristrutturato nel 2000 per coprire la Tribuna Centrale ed è intitolato a Primo Nebiolo.

È un impianto polivalente degli anni novanta, costruito di fianco allo Stadio Delle Alpi. adatto per manifestazioni concertistiche ma non ad eventi sportivi, è attualmente inattivo.

Uno degli edifici simbolo del distretto di Italia '61, è stato ristrutturato in occasione di Torino 2006.L'impianto ospita competizioni e spettacoli di pattinaggio su ghiaccio.

Costruito negli anni sessanta richiama, in piccolo, le strutture del PalaLottomatica di Roma. È immerso nell'omonimo parco. Recentemente ristrutturato e riaperto nel 2005.

Altro gioiellino di Torino 2006, sostituisce la storica pista di pattinaggio Rolling di Corso Tazzoli. Fu originariamente concepito per diventare il nuovo ed unico Palasport del Ghiaccio di Torino.

È uno stadio per il calcio di proprietà della Juventus che è stato inaugurato Giovedì 8 settembre 2011 con una cerimonia durata circa 2 ore e con un'amichevole tra la stessa Juventus ed il Notts County Football Club squadra inglese di cui ha ereditato la maglia a strisce verticali bianche e nere. Domenica 11 settembre 2011 nello Juventus Stadium è stata disputata la prima partita di campionato di serie contro il Parma Football Club con la vittoria della Juventus per 4 a 1.

  • Stadium, 70.000 posti (demolito nel 1938)

Si chiamava Stadium, era lo stadio più grande d'Italia (forse del Mondo) e fu costruito nell'ex Piazza D'armi. Copriva un'area di 100.000 metri quadrati e aveva 40.000 posti a sedere e 30.000 posti in piedi. Venne inaugurato il 30 aprile del 1911 davanti ai Sovrani e a 70.000 spettatori. Lo si volle più grande addirittura di quello di Atene e di Londra. Fu progettato da Carlo Ceppi e dai suoi collaboratori architetti Vittorio Ballatore di Rosana e Ludovico Gonella. In stile greco-romano fu costruito in cemento armato dalla ditta Porcheddu. L'ovale misurava 361 metri di lunghezza per 204 di larghezza, (circa il doppio dello "Stadio Comunale"). Intorno al campo c'erano tre piste: una grande esterna da 730 metri per le gare ciclistiche, una per le corse dei cavalli e una terza di 500 metri per i podisti. Sotto le gradinate c'erano locali per buffet, spogliatoi, dormitori, sale destinate alla scherma, alla ginnastica femminile. L'opera fu totalmente finanziata da fondi privati e fu costruita in meno di un anno. Questo stadio era troppo grande per le partite di calcio, infatti fu usato solo per 2 campionati e 3 incontri della nazionale. Lo stadio fu usato anche per serate pirotecniche, saggi ginnici, concorsi ippici internazionali, mostre di cani, gare di bici, auto e moto e per proiezioni cinematografiche estive. Nel 1923 fu teatro della rappresentazione della "Passione di Cristo" che coinvolse oltre 2000 comparse. Sempre nel 1923 ospitò la mostra delle invenzioni e delle industrie, che si sarebbe poi strasformata nel Salone della Meccanica e successivamente, della Tecnica. Nel 1928 ospitò il "Carosello Storico Sabaudo" che fu lungo corteo di comparse con costumi medioevali e risorgimentali attraversò la città e si concluse sul prato dell'arena. Lo stadio non fu più utilizzato e nel 1938 fu demolito per far posto al Politecnico.

Il nome dedicato[modifica | modifica sorgente]

  • Alla città di Torino è stato dedicato un asteroide 9523 Torino perché in una conferenza tenutasi in questa città è stata presentata la scala di pericolosità degli asteroidi.
  • A Torino è dedicata l'automobile Ford Torino, un modello coupé molto in voga negli USA durante gli anni settanta: si tratta della vettura utilizzata dall'agente Starsky nella serie televisiva Starsky & Hutch. Il nome del modello "GT" compare nel film Gran Torino, diretto ed interpretato da Clint Eastwood nell'anno 2008.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT 2013
  2. ^ a b [1]
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ The World according GaWC 2012
  5. ^ Da notare che fino al XVI secolo tutti i fiumi torinesi scorrevano al di fuori della cinta muraria cittadina.
  6. ^ Navire Federico, Torino come centro di sviluppo culturale: un contributo agli studi della civiltà italiana, Peter Lang, 2009, pp. 45-47.
  7. ^ Onorificenze della Presidenza della Repubblica
  8. ^ Onorificenze della Presidenza della Repubblica
  9. ^ Servizio telematico pubblico della Città di Torino|
  10. ^ Il Museo del Cinema si rinnova
  11. ^ a b Museo Egizio Torino - Cartella stampa
  12. ^ Mila Leva Pistoi, 1969, op. cit., pp. 176-180
  13. ^ Turismo Turino|
  14. ^ Uomini e mercati di Daniele Gaglianone|
  15. ^ [1]
  16. ^ Dati del Comune di Torino su fonte Amiat S.p.A.
  17. ^ Sito Basse di Stura
  18. ^ Ecosistema bambino. Rapporto di Legambiente|
  19. ^ Si consultino i libri di Tiziano Fratus, Le bocche di legno. Guida arborea del Piemonte, Edizioni Marco Valerio, 2011 e Terre di Grandi Alberi. Alberografie a Nord-Ovest, Nerosubianco Edizioni, 2012|
  20. ^ Torino negli ultimi 100 anni, http://www.comune.torino.it/ucstampa/2001/torino100anni.html. URL consultato il 03-01-2012.
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  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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  27. ^ Autorità Trasporti, le ultime novità in trasportonotizie.com, 28 novembre 2013.
  28. ^ Osservatorio regionale per l'Università e per il diritto allo studio universitario. URL consultato il 07-01-2011.
  29. ^ Business school rankings from the Financial Times - Masters in management 2010
  30. ^ CittAgorà
  31. ^ "Le proiezioni cinematografiche a Torino" - di Pierluigi Capra
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  33. ^ http://www.vrmmp.it
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  36. ^ Carlo Boccazzi Varotto. Costruire la Rai. Tecnologia e televisione in Italia dai pionieri al boom economico, in Nuova Civiltà delle Macchine, Roma, ERI, 2004 [2]
  37. ^ Torino Jazz festival, via a sette giorni di grandi suoni - Repubblica.it
  38. ^ Inoltre ricordiamo le band Torinesi punk più conosciute a livello internazionale quali Blue Vomit e Nerorgasmo capitanate da Luca Bortolusso, Simone Cinotto ed Enrico Falulera.Anne Carlini - Exclusive Magazine
  39. ^ Citato in: Vittorio Messori e Giovanni Cazzullo, Il Mistero di Torino, Milano, Mondadori, 2005, ISBN 88-04-52070-1, p.217
  40. ^ Uno dei primi autori che parlò di un'origine insolita di Torino fu Emanuele Tesauro nella sua Della Historia della città di Torino, 1678, opera dedicata a Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours. Vedi inoltre: Gianni Oliva, I Savoia, Milano, Oscar Mondadori, 1998, (riguardo l'interesse per l'alchimia di Emanuele Filiberto). Lo storico Cibrario narra che nel 1648 venne scoperto un complotto che utilizzava la magia nera, avente lo scopo di uccidere Maria Cristina di Francia: i responsabili, un monaco di nome Gandolfi, l'aiutante di camera Gioia e il senatore Sillano vennero arrestati. Vedi inoltre: Danilo Tacchino, Torino,Storia e misteri di una provincia magica, Roma, Edizioni Mediterranee, 2007
  41. ^ AAVV., I segreti di Torino sotterranea Torino, Editrice il Punto, 1996 e AAVV., I Misteri del Piemonte sotterraneo , Torino, Editrice il Punto, 2001
  42. ^ a b Messori e Cazzullo, Il mistero di Torino, p. 210
  43. ^ a b c Danilo Tacchino, Torino, Storia e misteri di una provincia magica, Roma, Edizioni Mediterranee, 2007
  44. ^ Messori e Cazzullo, Il mistero di Torino, p. 209
  45. ^ Francesco Cognasso, Storia di Torino, Gruppo Editoriale Giunti, 2002; Enrico Nassi, La Massoneria, Roma, TEN, 1994. Per l'anticlericalismo dell'eroe dei due mondi: Le mie memorie di Giuseppe Garibaldi, Rizzoli editore, 1982.
  46. ^ A titolo d'esempio, il 4 maggio 1850 l'arcivescovo di Torino, monsignor Luigi Fransoni, venne arrestato per il rifiuto di comparire in tribunale, colpevole di aver invitato i parroci del Regno di Sardegna a resistere all'attuazione delle leggi Siccardi. Il 10 aprile il nunzio apostolico a Torino, per protesta, aveva abbandonato la città
  47. ^ Messori e Cazzullo, Il mistero di Torino, pp. 223-224
  48. ^ Relazioni: Viaggio nella Torino magica
  49. ^ Leonardo Bistolfi, scultore e politico, fu affiliato alla massoneria
  50. ^ Visita Torino - Varie
  51. ^ Messori e Cazzullo, Il mistero di Torino, p. 226
  52. ^ Renzo Rossotti, Torino Esoterica, Roma, Newton & Compton Editori, 2009
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  58. ^ Ministero del Commercio internazionale - Direzione generale per le Politiche di internazionalizzazione (Osservatorio economico), dati 2006
  59. ^ A. Statera, Torino e la guerra tra i poveri "Ma non saremo mai schiavi", repubblica.it
  60. ^ Dal Centro Estro della Camera di Commercio di Torino, sezione dedicata al progetto From Concept to Car vedi
  61. ^ Sito di Torino Nuova Economia|
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  98. ^ Pagina sui campionati mondiali di pattinaggio di figura
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  100. ^ Eurolega: Torino rinuncia alle Final Four 2011, Barcellona la nuova sede

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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