Torpignattara
Torpignattara è il nome della zona urbanistica 6a del VI Municipio di Roma Capitale. Si estende tra la ferrovia Roma-Sulmona-Pescara e la via Casilina sul quartiere Q.VII Prenestino-Labicano.
Popolazione: 47.695[1] abitanti.
Indice |
[modifica] Confini
I confini della zona urbanistica racchiudono tutta l'area del Pigneto, nei limiti della ferrovia Roma-Sulmona-Pescara a nord, quindi via di Portonaccio, via di Acqua Bullicante, via Teano, via Cori, via Norma, via Terracina, via Minturno, via Labico, via Policastro, via di Acqua Bullicante a est, via Casilina a sud, quindi il tratto della FR4 fino al ponte sul viale dello Scalo San Lorenzo a ricongiungersi con la ferrovia Roma-Sulmona-Pescara.
La parte storica di Torpignattara, invece, si estende a cavallo della via Casilina anche sul quartiere Q.VIII Tuscolano, da via Policastro e via Labico a nord fino a viale dell'Acquedotto Alessandrino a sud; da viale Filarete a ovest, fino a via dei Gordiani a est.
[modifica] Storia
In passato l'odierno territorio di Torpignattara ebbe varie denominazioni, tra cui quella di "Ad duas lauros", "In comitatu" e "Sub Augusta".
La prima, Ad duas lauros, la si deve allo scrittore latino cristiano Tertulliano (150 – 220) che, nel ricordare i sediziosi, certamente non cristiani, che avevano congiurato contro l'imperatore si rivolge ai pagani con una domanda: «Inter duas lauros obsident Caesarem?» ("presso i due allori tendono l'agguato all'Imperatore?"). Infatti, in questa località vi era la residenza o villa imperiale, che esisteva ancora successivamente, in piena epoca cristiana.
L'imperatore Valentiniano III, fu ucciso nel 455, durante una congiura, proprio in questa località mentre era impegnato in esercizi di tiro con l'arco nella piazza d'armi della sua residenza "ad duas lauros"[2]. La località comprendeva, oltre la residenza imperiale, anche le ville, i castra (accampamenti militari) e il campus martius, dove si svolgevano regolarmente gli addestramenti e le esercitazioni dei reparti militari.
[modifica] Toponomastica
Il nome deriva da una denominazione popolare attribuita al mausoleo di Elena (madre dell'imperatore Costantino I - IV secolo). Tale mausoleo sorge all'interno di un'area anticamente denominata Ad duas lauros che comprende, tra l'altro, i resti interrati di una basilica addossata al mausoleo e, nel sottosuolo, le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro. La struttura del tamburo superiore, in parte crollata, è costituita da calcestruzzo nel quale sono incorporate delle anfore (pignatte) che avevano lo scopo di alleggerire la costruzione.
La fantasia popolare ha dapprima coniato il termine "torre delle pignatte" per indicare il monumento e la zona circostante; poi, con il tempo, il termine si è trasformato in "Torpignattara" o "Tor Pignattara", tutt'oggi in uso.
La via principale è la omonima via di Tor Pignattara.
[modifica] Parchi e giardini
Il quartiere ospita un solo parco urbano, il Parco Casilino-Labicano, meglio conosciuto come Villa De Sanctis, istituito nel 1994, oltre a diversi giardini pubblici, di modesta estensione: Il Parco dell'Acquedotto Alessandrino[3], il Parco Ex-Snia o Parco delle Energie (via Prenestina, 175), il Parco Almagià (via Zenodossio) e i giardini pubblici di Largo Raffaele Pettazzoni[4].
Nei dintorni del quartiere sono situati altri parchi pubblici, facilmente raggiungibili: Villa Gordiani (lungo via Prenestina), il Parco Pasolini, nei pressi della Stazione Prenestina (a viale della Venezia Giulia), e il Parco di Centocelle.
[modifica] Zone limitrofe
[modifica] Collegamenti
| È raggiungibile dalle stazioni: Filarete, Tor Pignattara e Berardi. |
[modifica] Note
- ^ Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
- ^ Hermann Schreiber, I Vandali, Milano, Rizzoli, 1984. ISBN 978-88-173-9700-1
- ^ Gajano Saffi, il parco dell'Acquedotto Alessandrino, Roma. URL consultato il 25-03-2010.
- ^ Parchi e giardini su www.pigneto.it
[modifica] Bibliografia
- Francesco Sirleto, La storia e le memorie, Roma, Viavai, 2001.
- Stefania Ficacci, Tor Pignattara. Fascismo e resistenza di un quartiere, Milano, Franco Angeli, 2006. ISBN 978-88-464-8297-6
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
Coordinate: 41°52′45″N 12°32′37″E / 41.879275°N 12.543726°E
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