Togo

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Togo
Togo – Bandiera Togo - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Travail, Liberté, Patrie
(Traduzione: Lavoro, Libertà, Patria)
Togo - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica togolese
Nome ufficiale République Togolaise
Lingue ufficiali francese e numerose lingue locali
Capitale Lomé  (700.000 ab. / 1998)
Politica
Forma di governo Repubblica
Capo di Stato Faure Gnassingbe
Capo di Governo Yawovi Agboyibo
Indipendenza Dalla Francia
27 aprile 1960
Ingresso nell'ONU 20 settembre 1960
Superficie
Totale 56.785 km² (122º)
 % delle acque 4,2 %
Popolazione
Totale 6.027.798 ab. (2012) (106º)
Densità 123 ab./km²
Tasso di crescita 2,748% (2012)[1]
Geografia
Continente Africa
Confini Ghana, Benin, Burkina Faso
Fuso orario UTC 0
Economia
Valuta Franco CFA
PIL (nominale) 3 818[2] milioni di $ (2012) (155º)
PIL pro capite (nominale) 607 $ (2012) (173º)
PIL (PPA) 6 870 milioni di $ (2012) (154º)
PIL pro capite (PPA) 1 093 $ (2012) (175º)
ISU (2011) 0,435 (basso) (162º)
Fecondità 4,0 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 TG, TGO, 768
TLD .tg
Prefisso tel. +228
Sigla autom. TG
Inno nazionale Salut à toi, pays de nos aïeux (Salve a te, paese dei nostri avi)
Festa nazionale 27 aprile - Festa dell'indipendenza
Togo - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Flag of Togo (1957-1958).svg Togoland francese
 

Coordinate: 8°15′N 1°11′E / 8.25°N 1.183333°E8.25; 1.183333

Il Togo, ufficialmente Repubblica Togolese (in francese République Togolaise), è uno stato dell'Africa Occidentale. Confina a ovest con il Ghana, a est con il Benin, a nord con il Burkina Faso. Si affaccia per un breve tratto (soltanto 56 km) sul Golfo di Guinea a sud; in questo tratto di costa si trova la capitale Lomé. Lo Stato è vasto 56.785 km² ed è abitato da 6.145.000 abitanti con una densità di 97,7 ab/km². La lingua ufficiale è il francese (è membro dell'associazione dei paesi francofoni) ma vi si parlano molte altre lingue africane. Col nome di Togoland fu colonia prima della Germania e poi della Francia, da cui ottenne l'indipendenza nel 1960.

Circa il 40% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno.[4]

Il nome[modifica | modifica sorgente]

Originariamente, il nome "Togo" indicava un insediamento del popolo Ewe che si trovava sulle sponde del lago omonimo. In lingua ewe, to-go significa approssimativamente "andare all'acqua". Presso il villaggio di Togo i tedeschi trattarono con un capo locale ottenendo il controllo della regione, che battezzarono Togoland ("terra di Togo"). In seguito, "Togo" divenne un modo comune per riferirsi all'intera colonia tedesca, e il villaggio di Togo fu ribattezzato Togoville.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Togo.

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Della storia del Togo prima dell'avvento dei portoghesi (fine XV secolo) si sa poco. Il popolo più antico della regione è quello dei Tamberna, che vivevano nel nord in famiglie estese, in villaggi di case fortificate. Molte tribù entrarono in Togo dalle regioni confinanti fra l'XI e il XIX secolo: gli Ewe dalla Nigeria e dal Benin, i Mina dal Ghana. Fra il XVIII e il XIX secolo, i popoli del Togo subirono l'influenza dei potenti regni di Ashanti (a ovest) e Dahomey (a est).

La colonizzazione[modifica | modifica sorgente]

I primi Europei a raggiungere le coste del Togo furono molto probabilmente i portoghesi, nel XV secolo, seguiti dai danesi, dai francesi e dagli inglesi. Gli Europei iniziarono a commerciare con le popolazioni locali, soprattutto con la compravendita di schiavi. Il popolo Mina fu quello che strinse con i bianchi i rapporti commerciali più importanti; compravano schiavi dai Kabyé e da altri popoli dell'entroterra e li rivendevano agli Europei.

Gli europei non tentarono di occupare il Togo fino al XVIII secolo. Dapprima fu la Danimarca a rivendicare il proprio diritto al controllo della regione. Nel 1884, il diplomatico tedesco Gustav Nachtigal stipulò una serie di patti commerciali con il sovrano locale Mlapa III (i cosiddetti trattati di Togoville). Tali patti diedero origine a un rapporto privilegiato fra le popolazioni locali e la Germania; l'intera regione (ribattezzata Togoland) divenne in seguito protettorato e poi colonia tedesca. I tedeschi introdussero tecniche molto moderne per la coltivazione di cacao, caffè e cotone e svilupparono le infrastrutture del paese fino a renderle tra le migliori nell'Africa del tempo, esercitando al contempo un controllo dispotico sui nativi. Nella prima guerra mondiale le esigue truppe tedesche che presidiavano il Togo capitolarono in poche settimane di fronte ai britannici e ai francesi, che si spartirono il paese. Un mandato della Società delle Nazioni sancì in seguito la situazione creata dagli eventi bellici.

Indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo coloniale, i Mina videro crescere la loro influenza politica ed economica grazie ai loro antichi legami con gli Europei e al fatto di vivere in prossimità della costa. Gli Ewe, al contrario, si ritrovarono divisi e indeboliti dalla spartizione del Togo fra britannici e francesi, e da entrambi i lati del confine iniziarono a premere per la riunificazione. Le speranze degli Ewe svanirono quando il Togoland britannico votò a favore dell'unificazione con il Ghana, che stava proprio allora ottenendo l'indipendenza. Il Togoland francese, invece, dichiarò la propria indipendenza nell'aprile 1960, costituendo il moderno Stato del Togo. Sylvanus Olympio fu eletto primo presidente del Togo.

Colpo di stato militare[modifica | modifica sorgente]

Koffi Panou col politico francese Charles Debbasch

Nel 1963, il Togo fu teatro del primo colpo di stato militare in Africa. Olympio fu rovesciato da un gruppo di 626 veterani togolesi dell'esercito francese il 13 gennaio 1963. A tali veterani Olympio aveva precedentemente negato l'accesso nell'esercito regolare del Togo. Il giorno dopo il colpo di stato, Olympio fu ucciso, e al suo posto subentrò il primo ministro, l'Ing. Nicolas Grunitzky. Nel 1967, Grunitzky fu deposto dal sergente Étienne Eyadéma, che controllava l'esercito, e che instaurò un regime monopartitico. Eyadéma nazionalizzò le principali risorse economiche del paese (a partire dalle miniere di fosfati), espropriandole alle società straniere che le avevano acquisite nel periodo coloniale. In segno di emancipazione dagli Europei, egli ordinò a tutti i togolesi che avevano un nome di battesimo europeo di cambiarlo con un nome locale; egli stesso si fece da allora chiamare Gnassingbé Eyadéma. Nonostante queste iniziative anticolonialiste, Eyadéma continuò a intrattenere rapporti commerciali e politici con l'Europa, e in particolare la Francia. Negli anni del regime di Eyadéma, molte organizzazioni internazionali (tra cui Amnesty International), denunciarono frequenti violazioni dei diritti umani da parte dei militari e del governo togolese, criticando anche l'appoggio a Eyadéma fornito dalla Francia.

All'inizio degli anni novanta, sotto forti pressioni internazionali, Eyadéma rassegnò le dimissioni da capo del governo. Appena dopo l'elezione del primo ministro ad interim, tuttavia, l'esercito iniziò a mettere in atto una serie di azioni terroristiche tra cui il bombardamento dell'abitazione del primo ministro e una serie di attentati e omicidi politici ai danni della stampa, di sindacati e altre organizzazioni che si opponevano a Eyadéma. Il Togo apparve sull'orlo della guerra civile; molti profughi fuggirono in Benin e in Ghana. Nel 1993 si tennero le prime elezioni formalmente multipartitiche, che videro la vittoria quasi plebiscitaria di Eyadéma (96% dei voti). Nel corso del suo governo, Eyadéma si macchiò di numerose altre azioni antidemocratiche che portarono a un progressivo isolamento del Togo sulla scena internazionale. Tra l'altro, fece ripetutamente modificare la costituzione in modo da rimanere in carica per tutta la vita.

Il secondo colpo di stato[modifica | modifica sorgente]

Il 5 febbraio 2005, Eyadéma morì di un attacco di cuore. Secondo la costituzione vigente all'epoca, a succedergli alla guida di un governo di transizione (della durata massima di 60 giorni) avrebbe dovuto essere Fambaré Ouattara Natchaba, portavoce del Parlamento. In quel momento, tuttavia, Natchaba si trovava fuori dal paese. L'esercito togolese, controllato da Faure Gnassingbé (figlio di Eyadéma), chiuse le frontiere; l'aereo dell'Air France su cui Natchaba stava rientrando nel paese dovette atterrare in Benin. Il giorno successivo, il parlamento procedette a rimuovere Natchaba dalle sue funzioni, sostituendolo con Gnassingbé, che divenne quindi presidente ad interim. Inoltre, il parlamento modificò la costituzione eliminando il vincolo di 60 giorni come durata massima della presidenza ad interim; in questo modo, la fine del mandato di Gnassingbé venne a coincidere con la fine del mandato del padre, fissato per il 2008.

Queste manovre furono eseguite, almeno formalmente, nei limiti della legalità; tuttavia, da molte parti (incluse l'Unione Africana e le Nazioni Unite) si denunciò l'accaduto come un nuovo colpo di stato militare, essendo le azioni del parlamento visibilmente pilotate dall'esercito, fedele alla famiglia Eyadéma. Le manifestazioni popolari contro Gnassingbé furono soffocate nel sangue; diversi episodi, come il massacro di civili in una rappresaglia dell'esercito ad Aného, furono taciute dai mass media togolesi. Pochi giorni dopo, in risposta alle crescenti pressioni internazionali, Gnassingbé decise di indire nuove elezioni, rassegnando le proprie dimissioni il 25 febbraio. Le elezioni, che si tennero il 24 aprile seguente, che confermarono Gnassinbé come presidente del Togo, furono oggetto di molti sospetti e denunce di irregolarità e brogli, anche a causa della mancanza di osservatori internazionali durante lo svolgimento dell'elezione.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Togo.
Immagine satellitare del Togo

Il Togo è un piccolo (56.785 km²) stato dell'Africa guineana situato pochi gradi ad est del Meridiano di Greenwich e a nord dell'Equatore. Confina a sud con il Golfo di Guinea (56 km), a ovest con il Ghana (877 km), a nord con il Burkina Faso (126 km) e ad est con il Benin (644 km). La sua conformazione è quella di una lunga striscia di terra che dalla costa a sud si dirama vero nord-nord-ovest. La sua larghezza media (110 km) è circa un quinto della sua lunghezza (540 km) dal punto più meridionale situato a Lomé fino al suo punto più settentrionale nella regione Savanes.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Nel nord il territorio è caratterizzato dalla presenza della savana situata in una zona abbastanza pianeggiante; al centro del paese il terreno è di tipo collinare. Da sud-ovest a nord-est si snoda la catena montuosa dei Monti del Togo, di altezza poco rilevante (il monte più alto dello Stato è il Pic Baumann, 986 m). Nella zona meridionale si estende un altopiano (di altezza compresa fra 100 e 300 m) che va a unirsi lentamente in un bassopiano costiero ricco di ampie zone paludose e lagunari.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

L'idrografia del paese è definita da due bacini: quello del fiume Oti, che nasce nel nord del Benin e diventa poi immissario del Lago Volta (Ghana), e quello del fiume Mono che nasce dai Monti del Togo per poi formare gran parte della pianura costiera e sfociare nel Golfo di Guinea. Il Mono alimenta il lago artificiale di Nangbéto. Vicino al mare è presente una vasta laguna, la cui parte più importante è detta Lago Togo; è separata dal mare da una stretta striscia di terra dove si trova una zona densamente abitata e coltivata.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è tipicamente tropicale con le temperature medie che variano dai 27 °C, che si registrano nel breve tratto costiero, ai circa 30 °C delle regioni più settentrionali con un clima più secco e non più tropicale ma caratteristico della savana. A sud vi sono due stagioni della pioggia (la prima tra aprile e luglio e la seconda tra ottobre e novembre) anche se la media delle precipitazioni non è molto elevata (circa 1.000 mm nelle zone montuose, le più piovose).

Popolazioni[modifica | modifica sorgente]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Andamento demografico nello stato fino al 2003. L'immagine non è aggiornata

Con 5.548.702 di abitanti (dato del 2006), il Togo si colloca alla 107a posizione nella classifica mondiale degli stati per popolazione. La densità di popolazione è di 97,7 ab/km². Gran parte della popolazione (il 65% circa) vive in villaggi rurali ed è dedita all'agricoltura o alla pastorizia. La popolazione del Togo è in forte crescita: dal 1961 (anno successivo all'indipendenza) al 2003 è quintuplicata.

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Nel paese sono presenti circa 45 diverse etnie; le più importanti e numerose sono gli Ewe a sud (36%), i Kabyé a nord (22%), i Uaci o Ouatchis (14%), i Mina, i Mossi, gli Aja e i Kotokoli a nord-est (16%).

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Mappa delle lingue GBE parlate attorno alla zona costiera del Togo

La lingua ufficiale è il francese, un'altra lingua europea parlata, solo in alcune regioni, è il tedesco. Sono diffuse anche numerose lingue africane, tra cui molti dialetti della lingua ewe, lingua kotokoli e kabye. Le lingue indigene dello Stato si suddividono in due gruppi: nella parte centro-meridionale ci sono le lingue gbe (o lingue kwa), appartenenti alla famiglia guineiana; in quella centro-settentrionale predominano le lingue gur (appartenenti alla famiglia africana occidentale). Complessivamente sono stati catalogati 39 diversi idiomi in uso corrente nel paese.[5]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il 51% dei togolesi sono animisti. Il secondo maggior gruppo religioso è costituito dai cristiani (29% di cui 21% cattolici, 7% protestanti e il rimanente 1% di altre confessioni cristiane); il resto della popolazione è principalmente di fede islamica.[6] Sono presenti anche 17.429 testimoni di Geova.[7]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diffusione dell'Islam in Togo.

Nella valutazione di questi dati occorre comunque considerare che la maggior parte dei togolesi cristiani o musulmani mantiene anche, almeno in parte, il sistema di credenze e di riti tradizionali delle religioni animiste locali. Fra i prodotti specifici di questo sincretismo religioso c'è il Voudou, molto diffuso in Togo come nei paesi circostanti (in particolare nel Benin).

Ordinamento dello stato[modifica | modifica sorgente]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisione amministrativa del Togo.
Mappa delle regioni del Togo

Il Togo è suddiviso amministrativamente in regioni (régions), a loro volta suddivise in prefetture (préfectures). Fa eccezione la capitale Lomé, che non appartiene ad alcuna prefettura, e che ha la qualifica amministrativa di comune (commune).

Le regioni sono cinque: da nord a sud, sono la Région des Savanes ("regione delle savane", capitale Dapaong, suddivisa di quattro prefetture), la Région de la Kara ("regione di Kara", capitale Kara, suddivisa in sette prefetture), la Région Centrale ("regione centrale", capitale Sokodé, suddivisa di quattro prefetture), la Région des Plateaux ("regione degli altopiani", capitale Atakpamé, suddivisa in nove prefetture) e la Région Maritime ("regione marittima", capitale Lomé, suddivisa in sei prefetture e un comune).

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Le città più importanti dello Stato sono Lomé, la capitale, e Sokodé; importanti sono anche da nord a sud Niamtougou, Kara (anticamente Lama-Kara), Bassar, Atakpamé, Kpalimé, Tabligbo, Tsévié, Togoville (città di importanza storica) e Aného. Nella maggior parte dei casi, queste città possono essere considerate come grandi villaggi; fatta eccezione per Lomé, non superano i 100.000 abitanti, hanno pochissime infrastrutture, le strade sono quasi tutte sterrate, e le abitazioni sono di tipo quasi rurale, organizzate in quartieri che si sviluppano in modo sostanzialmente caotico attorno al centro (in genere segnato dai mercati locali).

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Ordinamento politico[modifica | modifica sorgente]

Secondo la costituzione del 1992 (approvata con un referendum) il presidente e capo del governo viene eletto ogni cinque anni con suffragio universale. Viene eletta ogni cinque anni anche l'Assemblea di 81 membri che controlla il potere legislativo.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Nel Togo l'istruzione è obbligatoria dai 6 ai 12 anni; nonostante ciò il tasso di alfabetizzazione è appena al 63%. È presente un forte dislivello del tasso di alfabetizzazione tra uomini (77,4%) e donne (49,9%)[8]. La scolarizzazione varia anche in maniera significativa di regione in regione; raggiunge il 93% nella zona di Lomé, attestandosi intorno al 50% nella Région Maritime e nella Région des Plateaux, e solo al 20% circa nella Région des Savanes. Le scuole sono in parte statali, e in parte amministrate da privati o dalle missioni cristiane. Il principale istituto universitario del paese è l'Università di Lomé.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Contadini al lavoro
Un piccolo allevamento di capre

Il Togo fa parte della Comunità finanziaria africana (CFA); la moneta ufficiale è quindi il Franco CFA, legato all'Euro ed emesso dalla banca centrale degli Stati della CFA situata a Dakar, in Senegal.

Produzione alimentare[modifica | modifica sorgente]

Il PIL è di 2.061 milioni di dollari (dato della Banca Mondiale, 2005), pari a 380 dollari per persona. L'economia dipende pesantemente dall'agricoltura, sia commerciale che di sussistenza, che impiega il 65% della forza lavoro locale. I proventi di cacao, caffè e cotone, in particolare, costituiscono da soli il 30% dei guadagni dovuti alle esportazioni; il governo togolese sta cercando di diversificare la coltura di esportazione. Oltre all'attività agricola rimane un settore fondamentale la pesca, praticata sia nel mare che nei fiumi e laghi, e l'allevamento, principalmente di sussistenza. Agricoltura, pesca e allevamento sono teoricamente sufficienti a soddisfare le necessità alimentari di base del paese; talvolta, tuttavia, la distribuzione delle derrate non raggiunge in modo efficace tutte le regioni.

Estrazione mineraria[modifica | modifica sorgente]

La principale risorsa mineraria del Togo sono i fosfati, che costituiscono circa il 50% delle esportazioni complessive del paese; questo settore ha comunque sofferto molto a causa del crollo dei prezzi nel mercato internazionale e della crescente concorrenza straniera. Altre risorse minerarie minori sono giacimenti di ferro e cave di marmo.

Industria manifatturiera[modifica | modifica sorgente]

L'industria manifatturiera rappresenta proporzioni assai limitate di impiego e guadagno; si producono soprattutto cemento, olio di palma e farina. Un ruolo minore viene anche svolto dall'industria tessile.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il Togo rappresenta una delle principali mete del turismo statunitense ed europeo in Africa occidentale. Le principali attrazioni sono le spiagge incontaminate, ma parte del turismo è diretto verso mete naturalistiche (i parchi nazionali, i Monti del Togo) e culturali (i villaggi delle popolazioni locali). L'instabilità politica e la presenza di un regime di tipo dittatoriale, tuttavia, hanno causato negli ultimi decenni un forte calo di visitatori; nonostante ciò rimane un'importante destinazione turistica.

Importazioni[modifica | modifica sorgente]

Il Togo non riesce ad essere autosufficiente in diversi settori. Vengono importati soprattutto prodotti delle industrie tessili, materiale tecnologico, materiali da costruzione e petrolio. Quest'ultima importazione supplisce alla quasi totale assenza di risorse energetiche nel paese, che storicamente ha utilizzato a questo scopo soprattutto il legname proveniente dalle foreste. I principali partner commerciali del Togo sono Francia, Paesi Bassi, Germania, Italia e Stati Uniti d'America.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti in Togo.

I Trasporti in Togo sono molto carenti. Gran parte delle strade che attraversano il paese non sono asfaltate (5.144 km su 7.520 km totali) e non sono presenti autostrade. Le linee ferroviarie ammontano a un totale di 525 km, con collegamenti internazionali verso Benin e Burkina Faso e (con cambio di scartamento) verso il Ghana. Le autolinee sono limitate alla capitale e alle vie stradali principali del paese. Il porto e l'aeroporto principali del paese si trovano a Lomé.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Dopo un periodo di dittatura iniziato immediatamente dopo l'indipendenza, dagli anni novanta in Togo si è avviato un processo che avrebbe dovuto portare in breve tempo a una democrazia multipartitica. Sebbene questa transizione sia formalmente avvenuta, molte istituzioni internazionali (incluse l'Unione Africana e le Nazioni Unite) hanno accusato l'attuale presidente Faure Gnassingbé, salito al potere nel 2005, di aver dato luogo a un colpo di stato. L'istituto statunitense Freedom House cataloga attualmente il Togo come paese "non libero".[9]

Il partito di maggioranza è il Raggruppamento del popolo togolese (Rassemblement du peuple togolais, RPT), partito unico durante la dittatura. Di importanza rilevante nell'opposizione ci sono il Raggruppamento per il sostegno della democrazia e dello sviluppo (Rassemblement pour le soutien de la démocratie et du développement, RSDD) e l'Unione per la democrazia e il progresso sociale (Union pour la démocratie et le progrès social, UDPS).

Dalla fine degli anni settanta non avvengono esecuzioni, la pena di morte è rimasta in vigore fino al 2009. Il 23 giugno 2009 il parlamento del Togo ha votato all'unanimità l'abolizione della pena di morte nel Paese.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Il pitone reale o pitone palla è originario della zona
La tortora a testa azzurra è un uccello caratteristico dell'Africa Occidentale

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Nel paese domina una vegetazione e una fauna tipica della savana boscosa o fitta, nelle regioni costiere il manto vegetale è composto principalmente da vari tipi di mangrovie e nella parte centro-meridionale si possono ancora trovare ampie zone di foresta pluviale.

Nel Togo vivono numerose specie animali, anche se mai in grandi quantità. Tra i mammiferi vi sono ippopotami, giraffe, antilopi d'acqua, cefalofi, oribi, bufali, cinghiali, facoceri, iene, cercopitechi verdi e babbuini; presenti, ma rarissimi, sono gli elefanti e i leoni. Tra i rettili, è endemico della zona il pitone reale. Nel Togo si trovano più di 670 specie di uccelli (di cui 65 rari o accidentali), tra cui la tortora a testa azzurra, la gru, il marabù africano, diverse specie di Lagonosticta e Lonchura e moltissimi altri. La grande varietà faunistica è stata favorita in passato dalla vastità delle foreste; oggi, il disboscamento sta progressivamente riducendo la biodiversità dell'area.

Tutela dell'ambiente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette in Togo.

L'ente responsabile della tutela dell'ambiente è il Dipartimento delle foreste, della caccia e dell'ambiente (Direction des Forêts, des Chasses et de l'Environnement), facente capo al Ministero dell'ambiente e del turismo (Ministère de l'Environnement et du Tourisme).[10] Il 7,5% del territorio nazionale (ovvero la quasi totalità delle aree boschive rimaste) è zona protetta. I due più grandi parchi del paese sono il Parco Nazionale di Keran, che tutela aree di savana, e il Parco Nazionale Fazao-Malfacassa che tutela aree di savana fitta semi-umida collinare.

L'aumento della popolazione del paese ha dato origine a un veloce processo di deforestazione (con conseguente desertificazione) a causa dell'aumento della richiesta del legname, principalmente per uso energetico (il Togo non possiede risorse energetiche). Il governo ha lanciato negli ultimi anni un programma di rimboschimento per cercare di arginare questo fenomeno. Nel 1983 e nel 1994, inoltre, sono stati firmati dal governo togolese i trattati per il legname tropicale. Sono stati anche ratificati numerosi accordi internazionali a tutela dell'ambiente, e in particolare in materia di biodiversità, desertificazione, protezione delle specie in pericolo, abolizione dei test nucleari e protezione dell'ozonosfera.[11]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Abitazioni rurali dei Tamberna
Scuola togolese

La grande varietà etnica e linguistica del Togo corrisponde a un altrettanto considerevole varietà in termini di cultura, tradizioni e stile di vita. Il Togo è uno dei paesi dell'Africa culturalmente più eterogeneo, e tra le culture di diversi gruppi ci sono spesso enormi differenze. Per esempio, gli Ewe ritengono la nascita di gemelli un evento di ottimo auspicio, e offrono noci di cola e acqua a statuette che raffigurano gli spiriti gemelli, chiamati Ibéji (diventati ormai caratteristici del popolo); per i Bassari, al contrario, la nascita di due gemelli è una grave disgrazia, e anticamente uno dei due o entrambi i gemelli venivano uccisi per timore delle conseguenze nefaste del loro concepimento.[12]

I tratti comuni a tutte le culture togolesi, per contro, sono quelli tipici dell'Africa subsahariana in genere e dell'Africa occidentale in particolare. Il culto degli antenati è molto diffuso nonostante l'alta percentuale di cristiani e musulmani; i Kokomba, per esempio, dispongono presso gli ingressi delle abitazioni feticci che raffigurano i defunti, ai quali vengono fatte offerte propiziatorie. I feticci sono molto diffusi anche in relazione al vudù, che nella città togolese di Ouidah ha uno dei più importanti centri di culto. Nella maggior parte delle culture togolesi, come in gran parte dell'Africa occidentale, la società è suddivisa in classi per genere ed età, e il passaggio da una classe all'altra è segnata da riti di iniziazione.

Gran parte della popolazione vive in un ambiente rurale, in cui sopravvivono usanze e tradizioni precoloniali. La tecnologia di stampo occidentale è diffusa quasi esclusivamente nei centri cittadini, e anche qui in misura piuttosto ridotta. Le diverse etnie hanno un diverso rapporto con le innovazioni portate dagli Europei; per esempio, i Tamberna del Togo centrale hanno mantenuto in gran parte lo stile di vita tradizionale; i loro villaggi rurali sono fatti da costruzioni fortificate in mattoni cotti al sole e col tetto di paglia.

Musica[modifica | modifica sorgente]

La musica tradizionale togolese conta numerosi diversi stili, corrispondenti alle diverse etnie che popolano il paese. Gli strumenti musicali tipici includono numerose percussioni, il flauto, l'arco musicale e il litofono (tipico della regione degli altopiani). Le canzoni sono in genere in lingua ewe, ma esistono anche tradizioni canore in lingua fon e yoruba. Anche nel Togo, come in altre nazioni dell'Africa occidentale, è diffusa la figura del griot (una sorta di cantastorie).

La musica tradizionale ha spesso la funzione principale di accompagnare danze rituali, anch'esse numerosissime. Nella Région Maritime si danzano l'adéhoun (una danza dei cacciatori) e l'akpéssè, caratterizzate da fantasiosi costumi. Nella Région des Plateaux è diffusa la tchébé, una danza acrobatica sui trampoli. Nella Région Central si ballano due danze sensuali dette lawa e abalé. Nelle regioni di Kara e delle savane si danza l'idjombé durante i rituali legati alla circoncisione, ed è diffusa anche una "danza di purificazione" detta habyè nella quale, tradizionalmente, i ballerini si nutrivano di rettili vivi. Altri balli delle regioni settentrionali sono la kpatcha (nelle zone di Landa e Kétao) e il kondi (zona di Dapaong).[13]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

La storia del Togo, e in particolare l'alternarsi di differenti influenze europee (tedesca, francese, inglese) non ha favorito lo sviluppo di una vera e propria tradizione letteraria. Uno dei primi autori togolesi fu Félix Couchoro, che a partire dal 1929 pubblicò romanzi in lingua francese in cui raccontava la storia del proprio paese da un punto di vista fortemente anti-colonialista. Nei primi anni cinquanta David Ananou pubblicò Le fils du fétiche ("il figlio del feticcio"), un romanzo che viene considerato una pietra miliare della letteratura togolese. Altri scrittori e poeti piuttosto noti sono Jeannette Ahonsou-Abots, Henriette Akofa, Victor Aladji, Gad Ami, Gnoussira Analla, Pyabelo Kouly Chaold, Yves-Emmanuel Dogbé, Emilie Anifrani Ehah, Christiane Akoua Ekue, Julien Atsou Guenou, Tété Michel Kpomassié, Koffi Mawuli Agokla e Laklaba Talakaena. Dogbé ha anche il merito di aver fondato un'importante casa editrice togolese, la Akpagnon. Nella letteratura togolese, fatto insolito per la letteratura africana, si trovano diverse opere ambientate in altri paesi, come L'africain du Groenland di Kpomassié, opera autobiografica in cui l'autore narra della permanenza presso gli inuit della Groenlandia, o Memories of Twelve Years Spent in Germany di Chaold. Fra le nuove generazioni di scrittori che hanno iniziato a pubblicare negli anni 2000 si possono citare Fatou Biramah, Kouméalo Anaté e Lauren Ekué.

Anche il teatro togolese iniziò a svilupparsi negli anni cinquanta, con opere in lingua francese. La più celebre opera letteraria precedente all'indipendenza è Fasi (1956), di Anomou Pedro Santos. Dopo l'indipendenza emersero diversi nuovi autori, come Modest D'Almeida, Gilbert Laclé, Henri Ajavon, Senouvo Agbota Zinsou, Kossi Efoui e Koffi Gomez. Gomez è anche a capo della più importante compagnia teatrale del paese.[14]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Durante le Olimpiadi di Pechino 2008 il Togo ha vinto la sua prima medaglia (bronzo) a livello olimpionico nel Kayak slalom maschile con l'atleta Benjamin Boukpeti.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nazionale di calcio del Togo.
Emmanuel Adebayor, calciatore togolese del Tottenham Hotspur F.C.

Tra tutti gli sport più conosciuti il più praticato nel paese ed anche l'unico nel quale il Togo ha avuto alcuni successi è sicuramente il calcio.

Il calcio ha una lunga tradizione nel Togo; lo si gioca dagli anni venti, e dal 1933 esiste un campionato di calcio nazionale, che a partire dall'indipendenza fu gestito dalla Federazione togolese di calcio. Alcuni calciatori togolesi hanno fatto fortuna all'estero; fra questi si può citare Emmanuel Adebayor, attualmente militante nel Tottenham Hotspur F.C..

La nazionale di calcio del Togo si è guadagnata a sorpresa la qualificazione ai Mondiali di Germania 2006, classificandosi al primo posto nel gruppo 1 della Zona Africana, davanti al Senegal. Il Togo ha avuto la sola soddisfazione della qualificazione, venendo eliminato senza vincere nemmeno una partita.

L'attentato alla Coppa d'Africa 2010[modifica | modifica sorgente]

L'8 gennaio 2010 nell'enclave angolana di Cabinda la squadra è rimasta vittima di un attentato ai due pullman che la conducevano in Angola, dove la rappresentativa togolese si apprestava a disputare la Coppa d'Africa 2010: l'autista è morto, mentre due giocatori sono rimasti feriti. La federazione togolese ha chiesto il rinvio della manifestazione, ma la proposta è stata bocciata dalla CAF. Il giorno dopo, morti anche l'addetto stampa e l'allenatore in seconda, il Togo si è ritirato dalla competizione. Dopo un ripensamento dei giocatori, decisi a giocare per onorare la memoria dei colleghi deceduti, il governo togolese ha deciso di ritirare ufficialmente la squadra e indire tre giorni di lutto nazionale.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

L'artigiato togolese presenta una grande varietà di prodotti, tra cui tessuti, ceramiche, sculture, gioielli e batik. Anche queste forme di arte popolare variano in funzione della regione e dell'etnia. Fra i luoghi rinomati per i tessuti c'è la zona di Assahoun, dove si realizzano teli in vivaci colori e fantasie geometriche. Kouvé è invece nota per gli oggetti in terracotta. A Kloto si fabbricano oggetti in corda come cinghie e borse, ma anche oggetti in ceramica; mentre i batik più rinomati sono quelli di Palimé, che riproducono in stile naif scene di vita, animali e altri soggetti quotidiani. A Tchamba vengono realizzati molti tipi di oggetti usando foglie di palma. Per il vasellame, infine, i centri più importanti sono nella regione delle savane.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina togolese viene spesso considerata come una delle migliori dell'Africa Occidentale. Caratteristica dell'arte culinaria è una salsa con cui vengono serviti molti cibi detta semplicemente sauce (che in francese appunto vuol dire salsa). Un piatto molto comune è il riz sauce arachide, riso con salsa d'arachidi. Ogni regione ha le sue specialità: nella regione costiera è diffuso il lamounou déssi o sauce de poisson (salsa di pesce fresco), altre salse sono quelle di aglan (granchio), tomate (pomodoro), aubergine (melanzana) ed épinard (spinaci). Il vino di palma nel sud e lo tchakpallo (miglio fermentato) nel nord sono le bevande alcoliche che vengono consumate maggiormente.

Feste nazionali[modifica | modifica sorgente]

In Togo, data la coesistenza di Islam e Cristianesimo, si celebrano numerose feste religiose. A queste si aggiungono alcune importanti ricorrenze storiche. Le principali festività sono le seguenti:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ Human Development Reports
  5. ^ Ethnologue report for Togo
  6. ^ https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/to.html CIA Factbook - Pagina dedicata al Togo
  7. ^ Annuario dei Testimoni di Geova 2013, pagina 186 (ISBN non esistente)
  8. ^ Microsoft Encarta 2007 Premium - DVD "Togo in cifre"
  9. ^ Freedomhouse.org
  10. ^ http://www.parks.it/world/TG/index.html/ Parks.it - Scheda Togo
  11. ^ Microsoft Encarta 2007 Premium - DVD "Togo - Problemi e tutela dell'ambiente"
  12. ^ http://www.edt.it/viaggi/lonelyplanet/destinazioni/wg_1/single.php?g=246&s=10/ EDT
  13. ^ Vedi
  14. ^ Togo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Africa Nera. Touring, collana Routard, 2005. ISBN 978-88-365-3119-6
  • Jim Hudgens e Richard Trillo. Camerun, Ghana, Benin, Nigeria, Togo. Vallardi Viaggi, collana Rough Guides. 2005. ISBN 88-8062-183-1.
  • Jonas Bakoubayi Billy: Musterkolonie des Rassenstaats: Togo in der kolonialpolitischen Propaganda und Planung Deutschlands 1919-1943,J.H.Röll-Verlag, Dettelbach 2011, ISBN 978-3-89754-377-5
  • Mary Fitzpatrick. Costa d'Avorio, Ghana, Togo, Benin, Nigeria, Camerun. Edt, collana Lonely Planet, 2003. ISBN 978-88-6040-098-7.
  • Vogan de Sosthène. Partiti politici, elezioni e gestione del potere in Africa.. L'Harmanattan Italia, Torino, 2002.
  • Angelo Turco. Terra d'Africa 2001. Unicopli, Milano, 2001. ISBN 978-88-400-0727-4
  • (EN) The Ewe of Togo and Benin. Woeli Publishing Services, Ghana, 2006. ISBN 978-9988-626-54-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]