Timocari

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Timòcari di Alessandria (gr. Τιμόχαρις, lat. Timochăris; ca. 320 a.C. – 260 a.C.) è stato un astronomo e filosofo greco antico, nato probabilmente ad Alessandria e contemporaneo di Euclide: intorno al III secolo a.C., in collaborazione con Aristillo, compilò il primo catalogo stellare del mondo occidentale[1].

[modifica] Osservazioni

Le scarse notizie a noi pervenute su Timocari si devono alle citazioni di Tolomeo nell'Almagesto, dalle quali emerge che, tra gli anni 290 e 280 a.C., egli lavorò in Alessandria: Tolomeo elencò la declinazione di 18 stelle così come riportate da Timocari e Aristillo intorno all'anno 290 a.C., primo esempio di catalogo stellare del mondo occidentale.

Tra il 295 e il 272 a.C., Timocari registrò quattro occultazioni e il passaggio di Venere davanti a una stella[2]: tali eventi vennero registrati usando sia il calendario egiziano sia quello ateniese.[3] È probabile che il passaggio di Venere davanti alla stella sia stato quello verificatosi il 12 ottobre del 272 a.C., quando il pianeta si trovò a meno di 15 primi da Eta Virginis.[4] Quelle di Timocari sono tra le registrazioni greche più antiche che si conoscano, superate soltanto da quelle relative al solstizio d'estate risalenti al 432 a.C. e dovute a Euctemone e Metone di Atene.[5]

Lavorò con Aristillo in un osservatorio astronomico che fu con ogni probabilità parte della Biblioteca di Alessandria: le loro attrezzature dovevano essere semplici, costituite probabilmente da gnomoni, da meridiane e da una sfera armillare.

I due furono contemporanei di Aristarco di Samo anche se non è chiaro se ci siano state delle associazioni tra Timocari e Aristarco.[6]

Ha dato il suo nome all'omonimo cratere lunare.[7]

[modifica] Precessione degli equinozi

Durante le sue osservazioni, Timocari rilevò che la stella Spica era localizzata a 8° a ovest dell'equinozio di autunno: circa 150 anni dopo, Ipparco di Nicea notò che Spica si trovava invece a soli 6° a ovest dell'equinozio di autunno e risalì al periodo durante il quale Timocari aveva fatto le sue rilevazioni in base a registrazioni di precedenti eclissi lunari. Dalla differenza nella posizione di Spica, Ipparco dedusse che la longitudine delle stelle cambiava nel tempo, cosa che lo portò a calcolare il primo valore della precessione degli equinozi, fissandolo in meno di 1/100° l'anno.[5]

[modifica] Note

  1. ^ Newton, R. R. (1974). The obliquity of the ecliptic two millenia ago. Monthly Notices of the Royal Astronomical Society 169: 331–342.
  2. ^ Alexander Jones, Astronomical papyri from Oxyrhynchus, DIANE Publishing, 1999, 1–2, pp. 84. ISBN 0871692333
  3. ^ A. Jones, On the reconstructed Macedonian and Egyptian lunar calendars, 1997, Vol. 119, 157–166. URL consultato il 10 settembre 2009.
  4. ^ Fomenko, A. T.; Vi︠a︡cheslavovich, Vladimir Kalashnikov; Nosovskiĭ, Gleb Vladimirovich, Geometrical and statistical methods of analysis of star configurations: dating Ptolemy's Almagest, CRC Press, 1993, pp. 215. ISBN 0849344832
  5. ^ a b James Evans, The History & Practice of Ancient Astronomy, Oxford University Press US, 1998, pp. 259. ISBN 0195095391
  6. ^ George Sarton, Hellenistic science and culture in the last three centuries B.C., Courier Dover Publications, 1993, pp. 53. ISBN 0486277402
  7. ^ Jennifer Blue. Gazetteer of Planetary Nomenclature. United States Geological Survey. URL consultato il 10 settembre 2009.
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