Thomas Mann

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Thomas Mann nel 1937
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1929

Paul Thomas Mann (Lubecca, 6 giugno 1875Zurigo, 12 agosto 1955) è stato uno scrittore e saggista tedesco. Premio Nobel nel 1929, è considerato una delle figure di maggior rilievo della letteratura europea del Novecento.

Indice

[modifica] Biografia

Paul Thomas Mann nasce a Lubecca, in Germania, secondogenito di Thomas Johann Heinrich Mann, senatore e facoltoso commerciante, e di Júlia da Silva Bruhns, nata in Brasile ma emigrata in Germania all'età di sette anni. Nonostante la confessione cattolica della madre, Mann viene battezzato secondo la fede luterana del padre. Nel 1892 il padre muore, la ditta di famiglia è liquidata e la madre si trasferisce con i figli a Monaco di Baviera, dove Mann risiederà fino al 1933. Fratello minore di Heinrich Mann, anch'egli scrittore, si dedica fin da giovanissimo al giornalismo e alla letteratura, scrivendo nel 1893 schizzi di prosa e saggi per la rivista Der Frühlingssturm (La Tempesta Primaverile) da lui coedita.

Dal 1894 lavora in una compagnia di assicurazioni per poi rinunciare, nel 1895, alla professione borghese e diventare scrittore a tempo pieno. Il primo racconto breve, Il piccolo signor Friedemann (Der kleine Herr Friedemann), sarà pubblicato nel 1898. Intanto, durante un lungo soggiorno con il fratello Heinrich, a Palestrina e Roma tra il 1896 e il 1898, inizia a lavorare al suo primo romanzo, I Buddenbrook che, pubblicato poi nel 1901, riceverà un notevole successo. L'11 febbraio 1905 sposa Katharina Pringsheim (Katja), una giovane laureata in chimica, figlia del grande matematico Alfred Pringsheim e nipote della propugnatrice dei diritti della donna Hedwig Dohm, dalla quale avrà sei figli.

Nel 1929 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura.

Nel gennaio del 1933 Mann tiene una celebre conferenza all'Università di Monaco, che costituisce la sua ultima apparizione pubblica in Germania: Dolore e grandezza di Richard Wagner. In quell'occasione lo scrittore - grande appassionato wagneriano - critica i legami tra il Nazismo e l'arte tedesca, dei quali la musica di Wagner sembra il simbolo più autentico. La conferenza infastidisce non poco i nazionalisti presenti in sala, proprio in quei giorni che vedono l'ascesa di Hitler al potere. Mann si trasferisce immediatamente all'estero, stabilendosi prima a Küsnacht, presso Zurigo, poi negli Stati Uniti, a Pacific Palisades, distretto di Los Angeles, località che già ospita una nutrita comunità di esuli tedeschi.

Nel 1952 fa ritorno in Svizzera, ma non in Germania, nonostante sia stato proposto come primo Presidente della Repubblica. Muore di arteriosclerosi a Kilchberg, presso Zurigo, il 12 agosto del 1955.

Fra i numerosi riconoscimenti ottenuti, oltre al Premio Nobel, ricordiamo il "Goethe-Preis" della città di Francoforte e la cittadinanza onoraria della sua città natale.

[modifica] Opere

Il primo romanzo di Mann, I Buddenbrook, pubblicato all'età di ventisei anni, riscosse immediatamente un notevole successo di pubblico in Germania. Opera dal forte carattere autobiografico, narra della ascesa e caduta di una ricca famiglia di commercianti, seguendone le vicende attraverso diverse generazioni. Anticipando alcuni tratti distintivi di tutta la produzione successiva, all'acuta analisi e descrizione psicologica dei personaggi si affianca una altrettanto attenta osservazione della società e dei suoi mutamenti dagli inizi del diciannovesimo secolo fino all'unificazione.

A I Buddenbrook fecero seguito una serie di racconti e novelle, tra i quali si ricorda in particolare Tonio Kröger (1903) e La morte a Venezia (1912). Il romanzo La montagna incantata (1924), concepito anch'esso in un primo momento come racconto breve, poi elaborato in un lavoro di più ampio respiro, tratta della formazione umana e spirituale del giovane ingegnere Hans Castorp durante anni di permanenza in un sanatorio sulle Alpi svizzere.

Tra il 1933 e il 1942, Mann pubblicò la tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli, ricca rielaborazione della storia di Giuseppe, tratta dalla Genesi, e considerata una dei suoi lavori più significativi. Con il romanzo Lotte a Weimar del 1939, Mann ritornò al mondo de I dolori del giovane Werther di Goethe, mentre Doctor Faustus, del 1947, narra la storia del compositore Adrian Leverkühn e della corruzione della cultura tedesca negli anni precedenti la seconda guerra mondiale. Un ultimo grande romanzo, Le confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull, pubblicato incompleto nel 1954, rimase incompiuto alla morte dello scrittore.

[modifica] Le opere di Mann sullo schermo

Diverse opere di Thomas Mann ebbero una trasposizione cinematografica o televisiva. Tra queste ricordiamo le versioni:

[modifica] Matrimonio e figli

Katia Mann, 1905

Da Katia Pringsheim (Feldafing, 24 luglio 1883 - Kilchberg, 25 aprile 1980), Thomas Mann ebbe:

[modifica] Bibliografia

[modifica] Bibliografia in tedesco

In grassetto l'anno di prima edizione.

Romanzi
Racconti e novelle
Teatro
  • Fiorenza.
Saggi

[modifica] Elenchi di opere in tedesco

  • Hans Bürgin: Das Werk Thomas Manns. Eine Bibliographie. unter Mitarbeit von Walter A. Reichert und Erich Neumann. S. Fischer Verlag, Frankfurt a. M. 1959. (Fischer Verlag, Frankfurt a. M. 1980,
    ISBN 3-596-21470-X
  • Georg Potempa: Thomas Mann-Bibliographie. Mitarbeit Gert Heine, Cicero Presse, Morsum/Sylt 1992, ISBN 3-89120-007-2.
  • Hans-Peter Haack (Hrsg.): Erstausgaben Thomas Manns. Ein bibliographischer Atlas. Mitarbeit Sebastian Kiwitt, Antiquariat Dr. Haack, Leipzig 2011, ISBN 978-3-00-031653-1.

[modifica] Bibliografia in italiano

In ordine cronologico di traduzione

[modifica] Bibliografia della critica

  • Harold Bloom (a cura di), The Magic Mountain: Modern Critical Interpretations, Chelsea House, 1986.
  • Fausto Cercignani, Rileggendo il «Tonio Kröger», in Studia theodisca X, Milano, 2003, pp. 51-81.
  • Stephen D. Dowden, Sympathy for the Abyss. A Study in the Novel of German Modernism: Kafka, Broch, Musil, and Thomas Mann, Tubinga: M. Niemeyer, 1986.
  • Sthephen D. Dowden, A Companion to Thomas Mann's Magic Mountain, Camden House, 2002.
  • Erich Heller, The Ironic German: A Study of Thomas Mann, Boston and Toronto: Little, Brown and Co., 1958.
  • Furio Jesi, Thomas Mann, Il Castoro 67-68, novembre 1975.
  • György Lukács, Thomas Mann, Berlino: 1949; Berlino: Aufbau, 1953. Edizione italiana, Thomas Mann e la tragedia dell'arte moderna, traduzione di Giorgio Dolfini, Milano: Feltrinelli, 1956; Milano: SE, 2005.
  • Ernst Nolte, La rivoluzione conservatrice, (a cura di Luigi Iannone), Rubettino, 2009.
  • T. J. Reed, Thomas Mann: The Uses of Tradition, Oxford: Oxford University Press, 1974.
  • Ritchie Robertson, The Cambridge Companion to Thomas Mann (Cambridge Companions to Literature Series), Cambridge University Press, 2001.
  • Martin Travers, Thomas Mann, Macmillan, 1992.
  • Hermann J. Weigand, Thomas Mann's Novel Der Zauberberg: A Study, New York: AMS Press, 1971.
  • Arnaldo Di Benedetto, "Pur mo venian li tuoi pensier tra i miei". Interesse di Croce per Thomas Mann, in Fra Germania e Italia. Studi e flashes letterari, Firenze, Olschki, 2008, pp. 113-40.

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