The Rolling Stones
| The Rolling Stones | ||
|---|---|---|
I Rolling Stones durante un concerto al Chicago Stadium nel 1975 |
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| Paese d'origine | ||
| Genere | Pop rock[1] Hard rock[1] Blues rock[1] British blues[1] Rock psichedelico[1] Rock and roll[1] Dance rock[1] British invasion[1] AOR |
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| Periodo di attività | 1962–in attività | |
| Album pubblicati | 64 | |
| Studio | 33 | |
| Live | 10 | |
| Raccolte | 21 | |
| Sito web | rollingstones.com | |
I Rolling Stones sono un gruppo musicale britannico, composto da Mick Jagger (voce), Keith Richards (chitarra), Ronnie Wood (chitarra) e Charlie Watts (batteria). È una delle band più importanti e tra le maggiori espressioni della miscela tra i generi della musica rock e blues, quel genere musicale che è l'evoluzione del rock & roll anni '50, da loro rivisitato in chiave più dura con ritmi lascivi, canto aggressivo, continui riferimenti al sesso e, talvolta, alle droghe pesanti. Per il loro essere trasgressivi furono chiamati i "brutti, sporchi e cattivi" e contrapposti ai più rassicuranti Beatles, anche se tale contrapposizione fu spesso creata dagli stessi Rolling Stones che si comportavano in modo volutamente antitetico rispetto ai Beatles, proponendo così un modello alternativo a uso e consumo della stampa musicale. I Rolling Stones sono stati, e sono tuttora, un'autentica pietra miliare nell'evoluzione della musica pop del novecento, portando sotto i riflettori il malcontento e di conseguenza la protesta di intere generazioni, incarnando così il travagliato spirito dei grandi bluesman del passato e scegliendo il titolo di una canzone di uno di questi (Muddy Waters) come nome del loro gruppo.
[modifica] Biografia
[modifica] Origini
I cinque ragazzi che un giorno sarebbero diventati le celebri pietre rotolanti sono molto diversi tra loro per provenienza ed estrazione sociale. Lewis Brian Hopkin Jones, nato il 28 febbraio 1942 a Cheltenham nel Gloucestershire, è di origini gallesi e figlio di due insegnanti; Michael Philip Jagger, nato il 26 luglio 1943 a Dartford nel Kent, ha un padre insegnante di educazione fisica e una madre parrucchiera; Keith Richards nato a Dartford il 18 dicembre 1943, anche lui di origini gallesi, viene da una famiglia operaia; William George Perks, nato il 24 ottobre 1936 a Londra, è figlio di un muratore e di una donna di servizio; Charles Robert Watts nato a Londra il 2 giugno 1941, è figlio di un ex aviatore della RAF, assunto successivamente come macchinista presso la British Railways. Questo è considerato il nucleo storico del gruppo, cui si deve aggiungere Ian Stewart, nato il 18 luglio 1938 a Sutton.
Nell'immediato dopoguerra tutti sono sui banchi di scuola e, tranne Brian Jones, vivono a Londra o zone limitrofe. Mick Jagger e Keith Richards, a quattro o cinque anni, sono vicini di casa e compagni di giochi finché in seguito non andranno in scuole diverse e Keith non cambierà casa. La musica diventa sempre più importante nelle loro vite, provano diversi strumenti e un giorno, dopo alcuni anni in cui i due si erano persi di vista, Jagger e Richards si incontrano su un treno per pendolari. Mick Jagger ha sotto braccio una pila di dischi di importazione della Chess Records e, parlandone, i due scoprono di essere innamorati della stessa musica rhythm and blues e iniziano a cullare l'idea di formare un gruppo. Bill Wyman e Ian Stewart, i più grandi del gruppo, vengono richiamati nell'esercito attorno alla metà degli anni cinquanta, mentre gli altri sono ancora immersi negli studi. Ian resterà sotto le armi solo per pochi giorni, venendo successivamente congedato.
[modifica] I primi anni (1960 - 1962)
Nel 1956 Mick fa amicizia con un ragazzo che frequenta la sua stessa scuola, Dick Taylor, e con altri due compagni iniziano a suonare insieme senza mai però esibirsi in pubblico. Nell'estate del 1960 Jagger suona con gli amici nel salone parrocchiale della chiesa di Dartford e canta una canzone di Buddy Holly.
Nel 1957 Brian Jones ascolta per la prima volta un brano di Charlie Parker e ne rimane così entusiasta che obbliga i suoi genitori a comprargli un sassofono che rimane la sua ossessione finché non gli regalano una chitarra acustica. Nel 1959 nasce il suo primo figlio illegittimo, da Valeria, una ragazzina quattordicenne di Cheltenham e nello stesso periodo abbandona gli studi. Nel 1958 Bill Wyman è congedato dall'Airforce e trova lavoro come magazziniere e impiegato in un'officina a Londra.
L'Inghilterra degli anni cinquanta non è solo rock'n'roll in quanto si sta affermando lo skiffle, un tipo di jazz suonato con chitarre e strumenti a percussione improvvisati, impregnato di blues che influenzerà anche i futuri Stones. Quando a Bill arriva la cartolina militare, nel 1955, è in classifica Bill Haley con Rock Around the Clock e Finger of Suspicion di Dickie Valentine è al numero uno. Questo è anche il periodo dell'inizio della favola di Elvis Presley, dei successi di Chuck Berry e di Little Richard. Nel 1960 Charlie Watts lascia la scuola, diventa grafico pubblicitario e scrive un libro su Charlie Parker che verrà poi pubblicato nel 1965. Nel 1962 inizia a suonare con il trio del pianista e attore Dudley Moore, mentre Mick Jagger un giorno, con sottobraccio molti dischi di rock&blues, si imbatte nell'amico Keith Richards che non vede da circa sei anni. I due prendono il treno insieme e, parlando di musica, scoprono di avere un amico in comune: Dick Taylor. Prima di salutarsi decidono di rivedersi per suonare insieme.
I tre, con altri amici, decidono di chiamarsi "The Little Blue Boy And The Blue Boys" e nel loro repertorio c'è solamente Chuck Berry. Il 25 maggio 1995 un nastro dei Blue Boys è stato messo all'asta da Christie's e venduto per 52.250 sterline.
Nel marzo del 1962 Brian Jones (che ora ha tre figli illegittimi) va all'Ealing Club ad ascoltare i Blues Incorporated del suo amico Alexis Korner, gruppo in cui suona Charlie Watts. La settimana successiva entra nella band, facendosi chiamare Elmo Lewis, e per la prima volta Charlie e Brian si parlano. Ad ascoltarli una sera c'erano anche Keith e Mick che, terminato lo spettacolo parlano per la prima volta a Brian dicendo che vogliono formare un gruppo. Brian è favorevole all'idea e mette un annuncio su "Jazz News": il primo a rispondere è Ian Stewart.
Nel giugno del 1962 Mick Jagger con Keith Richards e Dick Taylor iniziano a provare con Brian Jones e Ian Stewart. Intanto al Marquee di Londra suona Alexis Korner con il suo gruppo e il 12 luglio, dovendo partecipare ad una registrazione televisiva alla BBC, chiede a Brian e al suo gruppo di sostituirlo. Il giorno prima del concerto Brian decide di suonare con il nome di "Rollin' Stones"(nome che si ispirava ad una canzone blues di Muddy Waters) e la formazione è composta da: Mick Jagger (voce), Keith Richards ed Elmo Lewis (Brian) (chitarre), Dick Taylor (basso), Ian Stewart (piano) e Mick Avory (batteria).
[modifica] L'esordio ufficiale e i primi album (1963 - 1965)
| Per approfondire, vedi le voci The Rolling Stones (album), The Rolling Stones No.2 e Out of Our Heads. |
L'esordio ufficiale avviene in uno dei templi del rock, il Marquee di Londra, il 12 luglio 1962. Fin dall'inizio costituiscono l'alternativa "sporca e cattiva" ai Beatles con una musica che attinge alle radici del rock'n'roll e del blues.
Il successo fin dalle prime canzoni è grandissimo. Nel gennaio del 1963 Charlie Watts entra ufficialmente nel gruppo sostituendo il batterista Tony Chapman, che a sua volta era subentrato al posto di Mick Avory. Nei primi anni di attività i Rolling Stones si cimentano solo in rivisitazioni di brani del repertorio americano di rock & roll, blues e rhythm'n'blues come nei casi di Buddy Holly (Not Fade Away), Chuck Berry (Carol) ma anche di Lennon/McCartney (I Wanna Be Your Man) canzone che il duo di Liverpool scrisse apposta per loro. In seguito all'uscita dei primi due singoli e dell'Ep su cui sono presenti Bye Bye Johnny, Money, Poison Ivy e You Better Move On, gli Stones ottengono il privilegio di registrare nelle sale della Chess. Da qui, tra il 1964 ed il 1965 Jagger e Richards, cominciano a incidere canzoni loro e a riprodurre quel sound sconosciuto alle sale d'incisione inglesi. Dopo il primo Lp il secondo, il terzo, e una gran quantità di singoli fino ad arrivare al '65, l'anno della svolta: esce prima The Last Time (riutilizzata più di 30 anni dopo dai The Verve per la loro Bitter Sweet Symphony), seguita da (I Can't Get No) Satisfaction. Ed è proprio con Satisfaction (1965) che i Rolling Stones si impongono definitivamente.
[modifica] Aftermath e gli album successivi (1966 - 1968)
| Per approfondire, vedi le voci Aftermath (The Rolling Stones), Between the Buttons, Their Satanic Majesties Request e Beggars Banquet. |
Nel 1966 arriva il primo disco composto solamente da canzoni loro: Aftermath, che segna la svolta decisiva verso una produzione discografica compatta e il deciso affinarsi dei gusti musicali dei cinque.
Brian Jones si rivela, oltre che un gran chitarrista di scuola blues, un vero e proprio strumentista poliedrico: suona di tutto, anche dulcimer e sitar. Le canzoni presenti non sono tutte di matrice propriamente blues: ci sono la medievaleggiante Lady Jane, la psichedelica Mother's Little Helper, Under My Thumb (divenuta poi un classico del r'n'b). Dopo Aftermath segue un biennio di noie giudiziarie e mezzi passi falsi. Between the Buttons e, soprattutto, Their Satanic Majesties Request (entrambi del 1967) vorrebbero essere repliche alla dilagante moda psichedelica e a Sgt. Pepper's. Le pietre miliari sono comunque presenti: Ruby Tuesday, Let's Spend the Night Together (da Between the Buttons) She's a Rainbow (da Their Satanic...): ma il flower power non è nelle corde degli Stones.
E così, il 24 maggio 1968 esce un singolo che rimette le cose al loro posto: Jumping Jack Flash / Child of the Moon, nuovamente un r'n'b sulfureo dominato da un celebre riff la cui paternità è come al solito di Keith Richards. Segue poi una serie di dischi che assicurano a Jagger e compagni il titolo di Greatest rock'n'roll band in the world.
Beggars Banquet (con la celebre canzone Sympathy for the Devil), Let It Bleed, Get Yer Ya-Ya's Out!, Sticky Fingers e Exile on Main St.: ciascuno di questi viene citato in qualsiasi classifica di migliori dischi rock di sempre. Ma la fama ed il successo mondiale esigono un loro prezzo. Ed è pesantissimo.
[modifica] La tragedia
Nel 1969 Brian Jones venne estromesso per divergenze con il gruppo e pochi mesi dopo, il 3 luglio 1969 morì annegato nella sua piscina durante un party, in circostanze mai del tutto chiarite.
Appena due giorni dopo la morte di Jones, i Rolling Stones tennero un concerto gratuito, già programmato, al Hyde Park di Londra di fronte a un pubblico stimato in circa 250.000 persone. Il concerto, che doveva servire come presentazione per il nuovo chitarrista, Mick Taylor, fu un evento senza precedenti e risentì inevitabilmente del clima creatosi dopo la morte di Jones. Molte critiche furono rivolte agli Stones, accusati di insensibilità nei confronti del loro vecchio compagno. In risposta, il concerto fu dedicato a Jones e Mick Jagger iniziò l'esibizione leggendo una poesia di Percy Shelley alla sua memoria.
[modifica] Cambiamenti (1969 - 1975)
| Per approfondire, vedi le voci Let It Bleed, Sticky Fingers, Exile on Main St., Goats Head Soup e It's Only Rock'n'Roll. |
Mick Taylor entra ufficialmente a far parte dei Rolling Stones il 13 giugno 1969 in "momentanea" sostituzione di Brian Jones, debilitato da alcol, droghe e psicofarmaci. In realtà il posto che era stato di Brian Jones non diventò mai di Taylor, come non lo diventò per Ron Wood; il ruolo svolto da anni da Brian all'interno del gruppo, riguardava più l'immagine che la musica. L'ingresso di Taylor porta nel gruppo un'ondata di freschezza e contribuisce notevolmente a quello che, a detta di molti, è la formazione migliore dei Rolling Stones. Con il suo arrivo il gruppo perde però quella componente sperimentale tipica di Brian, ma il talento innato di Taylor col suo strumento e la sua finezza di tocco, regalano al gruppo assoli ormai storici. La sua grande timidezza tuttavia non gli permette di entrare mai in sintonia completa col gruppo al punto da proporre a Bill di abbandonare i Glimmer Twins e di mettersi in proprio assieme a Charlie. Il netto rifiuto del bassista lo fa sprofondare in una pesante depressione che gli farà sempre più pesare i ritmi alienanti delle tournée e la vita sregolata del gruppo. Nel 1974 prende la fatidica decisione di abbandonare i Rolling Stones, provocando notevoli difficoltà al gruppo nuovamente orfano di un secondo chitarrista e costringendo i compagni a ritardare il tour americano.
A sostiture Mick Taylor accorre nel 1975 Ron Wood, già al fianco di Rod Stewart nel Jeff Beck Group e nei Faces. Meno talentuoso del suo predecessore, Ronnie è però già un amico di vecchia data e più in linea con l'immagine del gruppo. Oltretutto è in grado di sostituire Keith nei suoi riff potendo ricreare assieme a lui "l'antica forma d'intreccio" che solo con Brian era riuscita.
[modifica] Gli anni settanta e la crisi (1976 - 1988)
| Per approfondire, vedi le voci Black and Blue (The Rolling Stones), Some Girls, Emotional Rescue, Tattoo You e Undercover. |
Il resto degli anni settanta scorre tra concerti, album (Black And Blue, Love You Live e Some Girls) e i soliti eccessi. Fra questi, solo Some Girls giunge in vetta alle classifiche mondiali, essendo apprezzato anche dalla critica che parla di 'resurrezione' del gruppo.
Gli anni ottanta si aprono con Emotional Rescue, un disco che non riesce a bissare il successo del precedente. L'anno seguente esce Tattoo You con la celebre Start Me Up. Un nuovo tour viene annunciato, da cui esce nel 1982 Still Life (American Concert 1981). L'anno successivo viene pubblicato Undercover, album sperimentale che mira però troppo a scalare le classifiche e cede alle lusinghe delle nuove sonorità degli anni ottanta. Il rapporto tra Keith e Mick si sgretola ogni giorno di più, col primo che vuole tornare al buon vecchio rock 'n' roll e il secondo darsi al pop. Il gruppo attraversa così il periodo di crisi più profonda, e nel 1986 esce Dirty Work, "Lavoro Sporco" appunto, che sottolinea la distanza tra i Glimmer Twins. Anche in questo caso l'album non viene supportato da alcun tour e ciò fa già parlare di un prossimo scioglimento. Sono ormai un paio d'anni che Mick si dedica a progetti individuali: She's the Boss nel 1985 e Primitive Cool nel 1987. Preoccupante la risposta di Keith Richards che nello stesso 1987 si impegna anima e corpo a fare Hail Hail Rock 'n' Roll!, film-documentario sul suo idolo Chuck Berry. Come se non fosse abbastanza l'anno successivo pubblica il suo primo album solista Talk Is Cheap e i timori che sia giunta la fine dei Rolling Stones sembrano ormai più che fondati, visto che Keith intraprende un tour coi suoi Expensive Winos.
[modifica] Il riavvicinamento (1989 - 1999)
| Per approfondire, vedi le voci Dirty Work (album), Steel Wheels, Voodoo Lounge e Bridges to Babylon. |
Nel 1989, visto che i Glimmer Twins non hanno riscosso un particolare successo con i loro progetti solisti, si torna all'ovile e con Steel Wheels si riaprono i battenti della premiata ditta Stones. Segue immancabile tournée mondiale e album live. Ecco fino al 1997 si procede così: album ogni tre anni, tour e poi, inesorabile, disco dal vivo. Nel 1997 arriva Bridges to Babylon, album di pezzi inediti, a cui segue nel 2002 l'antologia (Forty Licks) che celebra il quarantennale della Band.
Per strada si è perso Bill Wyman che, dal 1993, annoiato dalla pantomima, si è ritirato dal gruppo e ora si diverte con una nuova band The Rhythm Kings che si dedica a un tipo di musica briosa e di puro divertissement; il bassista viene sostituito da Darryl Jones, contrattato però come semplice collaboratore, non come membro ufficiale della band.
[modifica] Tempi recenti (2000 - 2008)
| Per approfondire, vedi la voce A Bigger Bang. |
Nell'agosto del 2005 ripartono per una nuova tournée, mondiale ovviamente, e il 2 settembre 2005 ha visto la luce A Bigger Bang un disco di canzoni nuove che dopo circa 8 anni dà un seguito a Bridges to Babylon. L'album è un ritorno alle origini, ricco di energia e senza fronzoli come nel precedente. Nella scaletta è presente anche una canzone dedicata a George W. Bush (Sweet Neocon). Al loro concerto a Rio de Janeiro hanno partecipato oltre due milioni di persone.
Il 23 marzo 2007 lo stesso Mick Jagger annuncia al mondo via web il prosieguo del A Bigger Bang Tour del 2006, che toccherà le città dove sono stati annullati i concerti l'anno precedente a causa dell'incidente che ha visto Keith Richards protagonista, caduto giù da una palma durante una vacanza alle isole Figi, che gli aveva procurato una commozione cerebrale. Il tour si è aperto il 5 giugno a Werchter, vicino a Bruxelles, e si è concluso alla O2 Arena di Londra, il 26 agosto. Gli Stones si sono esibiti in due occasioni in Italia durante questo tour: presso lo Stadio San Siro di Milano l'11 luglio 2006 e presso lo Stadio Olimpico di Roma il 6 luglio 2007. Nel 2008 esce Shine a Light, film-documentario di Martin Scorsese, uno dei registi più appassionati di musica e amante della band britannica, che ripercorre la gloriosa "epopea" musicale dei Rolling Stones, evidenziandone le tappe capitali: Brown Sugar, Satisfaction, Jumpin' Jack Flash, Sympathy for the Devil, As Tears Go By e tante altre.
[modifica] Tour
| Per approfondire, vedi la voce Tour dei The Rolling Stones. |
[modifica] Concerti in Italia
- 5 aprile 1967 - Bologna, Palazzo dello Sport
- 6 aprile 1967 - Roma, Palaeur
- 8 aprile 1967 - Milano, Palalido
- 9 aprile 1967 - Genova, Palasport
- 29 settembre 1970 - Roma, Palaeur
- 1 ottobre 1970 - Milano, Palalido
- 11 luglio 1982 - Torino, Stadio comunale
- 12 luglio 1982 - Torino, Stadio comunale
- 17 luglio 1982 - Napoli, Stadio San Paolo
- 25 luglio 1990 - Roma, Stadio Flaminio
- 26 luglio 1990 - Roma, Stadio Flaminio
- 27 luglio 1990 - Torino, Stadio delle Alpi
- 10 giugno 2003 - Milano, Stadio Giuseppe Meazza
- 11 luglio 2006 - Milano, Stadio Giuseppe Meazza
- 6 luglio 2007 - Roma, Stadio Olimpico
[modifica] Formazione
- Attuale
- Mick Jagger – voce solista, chitarra acustica, armonica a bocca (aprile 1962 - presente)
- Keith Richards – chitarra solista, voce, cori, chitarra acustica, basso (aprile 1962 - presente)
- Charlie Watts – batteria, percussioni (gennaio 1963 - presente)
- Ron Wood – chitarra ritmica, cori, chitarra slide, chitarra acustica, sassofono (marzo 1975 - presente)
- Collaboratori attuali
- Chuck Leavell – tastiere (maggio 1982 - presente)
- Darryl Jones – basso (gennaio 1993 - presente)
- Ex-componenti
- Brian Jones – chitarra ritmica, percussioni, sitar, cori, mandolino, sassofono (aprile 1962 - giugno 1969), deceduto
- Bill Wyman – basso, cori, organo, percussioni (dicembre 1962 - gennaio 1993)
- Ian Stewart – pianoforte, tastiere, percussioni (membro effettivo: aprile 1962 - maggio 1963; collaboratore: gennaio 1964 - dicembre 1966, novembre 1968 - agosto 1985), deceduto
- Mick Taylor – chitarra ritmica, cori (giugno 1969 - dicembre 1974)
- Ex-collaboratori
- Mick Avory – batteria (solo il primo concerto al Marquee il 12 luglio 1962)
- Tony Chapman – batteria (agosto 1962 - gennaio 1963, non ha mai inciso con i Rolling Stones)
- Dick Taylor – basso (aprile - dicembre 1962, non ha mai inciso con i Rolling Stones)
- Nicky Hopkins - tastiere - deceduto
- Bobby Keys - sassofono
[modifica] Timeline della formazione

[modifica] Discografia
| Per approfondire, vedi la voce Discografia dei The Rolling Stones. |
- 1964 - The Rolling Stones (UK, aprile)
- 1964 - England's Newest Hit Makers (US, maggio)
- 1964 - 12 x 5 (US, 24 ottobre)
- 1965 - The Rolling Stones No.2 (UK, 15 gennaio)
- 1965 - The Rolling Stones, Now! (US, 13 febbraio)
- 1965 - Out of Our Heads (UK-US)
- 1965 - December's Children (And Everybody's) (US)
- 1966 - Aftermath (UK-US)
- 1967 - Between the Buttons (UK-US)
- 1967 - Flowers (US)
- 1967 - Their Satanic Majesties Request
- 1968 - Beggars Banquet
- 1969 - Let It Bleed
- 1971 - Sticky Fingers
- 1972 - Exile on Main St.
- 1973 - Goats Head Soup
- 1974 - It's Only Rock'n'Roll
- 1976 - Black and Blue
- 1978 - Some Girls
- 1980 - Emotional Rescue
- 1981 - Tattoo You
- 1983 - Undercover
- 1986 - Dirty Work
- 1989 - Steel Wheels
- 1994 - Voodoo Lounge
- 1997 - Bridges to Babylon
- 2005 - A Bigger Bang
[modifica] Videografia
- 1965: Charlie Is My Darling
- 1968: One Plus One (Sympathy For The Devil)
- 1969: The Stones In The Park (Live in London 1969)
- 1970: Gimme Shelter (Amerian tour 1969 / Altamont)
- 1971: Live At Marquee (Live Tv Show)
- 1972: Ladies & Gentlemen (Amerian tour 1972)
- 1972: Cocksucker Blues (Amerian tour 1972 backstage)
- 1975: L.A. Forum (U.S. Live 1975)
- 1976: Aux Abattoirs (Live in Paris 1976)
- 1976: Knebworth Fair (Uk Festival 1976)
- 1978: Fort Worth (Live Texas 1978)
- 1981: Hampton Roads (Tv Live 1981)
- 1982: Let's Spend The Night Together (U.S. Live 1981)
- 1984: Video Rewind (Video clip compilation)
- 1989: Atlantic City (U.S. Live 1989)
- 1990: Tokyo 1990 (Live 1990)
- 1990: Live At Max (Live Steel Wheels / Urban Jungle)
- 1990: 25x5 (The Continuing Adventures of the Rolling Stones)
- 1994: Voodoo Lounge (Live in Miami)
- 1995: Voodoo Lounge in Japan (Tokyo 1995)
- 1995: Stripped (Documentario e Live 1995)
- 1996: The Rolling Stones Rock and Roll Circus (Tv Show 1968)
- 1998: Bridges To Babylon (Live in St. Louis 1997)
- 2003: Toronto Rocks (Sars concert)
- 2004: Four Flicks (Live Licks Tour)
- 2007: The Biggest Bang (A Bigger Bang Live)
- 2008: Shine A Light (Documentario / Live di Martin Scorsese)
[modifica] Filmografia ufficiale
- 1966: Charlie Is My Darling, (diretto da Peter Whitehead) (realizzato in DVD nel 2009)
- 1968: One Plus One - Sympathy For The Devil (diretto da Jean-Luc Godard) (DVD)
- 1969: The Stones in the Park (DVD)
- 1970: Gimme Shelter (DVD)
- 1972: Cocksucker Blues
- 1974: Ladies and Gentlemen: The Rolling Stones (diretto da Rolin Binzer)
- 1982: Rocks Off e Let's Spend the Night Together (diretto da Hal Ashby) (DVD)
- 1984: Video Rewind (VHS)
- 1989: 25x5 - The Continuing Adventures of the Rolling Stones (VHS)
- 1992: Stones at the Max, (diretto da Julien Temple) IMAX (DVD)
- 1995: The Rolling Stones: Voodoo Lounge Live (DVD)
- 1996: Rock 'n' Roll Circus (DVD)
- 1998: Bridges To Babylon (DVD)
- 2003: Four Flicks (DVD)
- 2007: The Biggest Bang (DVD/Blu-ray Disc)
- 2008: Shine a Light (diretto da Martin Scorsese) IMAX (DVD/Blu-ray Disc)
- 2009: Stones at the Max, (Remastered edition diretto da Julien Temple) IMAX (DVD)
[modifica] I Rolling Stones in italiano
Le canzoni dei Rolling Stones sono state spesso tradotte in italiano; di seguito riportiamo un elenco non esaustivo delle principali cover (con l'indicazione del titolo in italiano, dell'interprete e dell'anno di pubblicazione).
| Anno | Titolo originale | Titolo italiano | Autore del testo in italiano | Esecutori |
|---|---|---|---|---|
| 1964 | Tell me | Quel che ti ho dato | Gippi | Equipe 84 |
| 1965 | Tell me | Tu devi ritornare da me | Renzo Levi Minzi | I Delfini |
| 1965 | Heart of stone | Hai promesso | Corrado Bonicatti e Antonio Latessa | Johnny Kendall e gi Heralds |
| 1965 | Time is on my side | La fine del libro | Pantros | Equipe 84 |
| 1966 | Time is on my side | Fai quello che vuoi | Pierpaolo Adda | Kings |
| 1966 | Off the hook | Sei solo tu | Pierpaolo Adda | Kings |
| 1966 | Paint it black | Tutto nero | Luciano Beretta | Caterina Caselli |
| 1966 | As tears go by | Con le mie lacrime | Danpa | Da Polenta; incisa anche da i King's Stars, dagli stessi Rolling Stones e da Marianne Faithfull |
| 1966 | Lady Jane | Lady Jane | Ferruccio Sansoni | New Dada |
| 1966 | Get off of my cloud | Come mai | Alessandro Colombini, Domenico Serengay e Menegazzi | Camaleonti |
| 1966 | (I can't get no) Satisfaction | Ora sei soddisfatta | Luciano Beretta | Attilio Donadio |
| 1966 | Have you seen your mother, baby, standing in the shadow? | Non ho più paura dell'ombra | Claudio Daiano | Piero Focaccia |
| 1967 | Ruby Tuesday | Rubacuori | Mogol | I Profeti |
| 1967 | Lady Jane | Lady Jane | Ferruccio Sansoni | Maurizio Arcieri (versione musicalmente differente da quella dei New Dada) |
| 1968 | Let's spend the night together | Restiamo ancora insieme | Calipop | |
| 1994 | Hey Negrita | Ehi! Negrita | Negrita | Negrita |
[modifica] Bibliografia
[modifica] Italiana
- Massimo Scarafoni, Rolling Stones. Un incontro a 33 giri con Mick Jagger e Keith Richard, * Lato Side, Editori, 1978
- Tony Sanchez, Su e giù con i Rolling Stones, Mondadori, 1980
- Ivano Casamonti e Andrea Pagano, Rolling Stones, Gammalibri, 1980
- Roy Carr, I Rolling Stones, Sonzogno, 1980
- Pani Galeazzi, Rolling Stones vol. 1, tutti i testi 1963-1969, Arcana, 1983, ISBN 88-85008-55-0
- Pani Galeazzi, Rolling Stones vol. 2, tutti i testi 1970-1983, Arcana, 1983, ISBN 88-85008-60-7
- Autori Vari, Satisfaction. Rolling Stones, New Digital Media, 1994
- De Curtis Anthony e Henke James, La grande storia del rock di Rolling Stones, Arcana, 1995, ISBN 88-7966-054-3
- Steve Appleford, La storia dietro ogni canzone dei Rolling Stones , Tarab, 1998, ISBN 88-86675-57-7
- Caselli Roberto e Vites Paolo, Rolling Stones. È solo rock'n'roll , Arcana, 1998, ISBN 88-7966-156-6
- Ewing Jon, Rolling Stones, Gremese Editore, 1999, ISBN 88-7301-304-X
- Loewenstein Laura, Rolling Stones. Una vita sulla strada, Giunti Editore, 1999, ISBN 88-09-01362-X
- Andrew Loog Oldham, Stoned. Come s'inventa la più grande rock'n'roll band del mondo, Arcana, 2001, ISBN 88-7966-240-6
- Diez Georg, Beatles contro Rolling Stones, Feltrinelli, 2001, ISBN 88-07-81639-3
- Bill Wyman e Richard Havers, Rolling with the Stones, Mondadori, 2002, ISBN 88-04-50950-3
- Caselli Roberto, The Rolling Stones, Editori Riuniti, 2002, ISBN 88-359-5173-9
- Castelnuovo Vittorio, L'educazione fisica. La vita, le arti e gli amori dei Rolling Stones, DeriveApprodi, 2003, ISBN 88-88738-14-2
- D. Loewenstein, P. Dodd e C. Watts, According to the Rolling Stones, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51204-0
- Orlando Simona, L'urlo dei Rolling Stones, Elle U Multimedia, 2004, ISBN 88-7476-240-2
- Rej Bent, The Rolling Stones gli anni magici, Rizzoli, 2006, ISBN 88-17-01377-3.
- Brian White, The Rolling Stones. The story, Lo Vecchio, 2007, ISBN 88-7333-150-5
- Hayward Mark e Evans Mike, I Rolling Stones colti nelle immagini più segrete 1963-69, DeAgostini, 2009, ISBN 88-418-5871-0
- Valentini Andrea, 3.7.69. Brian Jones. Morte di un Rolling Stone, Tsunami, 2009, ISBN 88-96131-08-1
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