Terra santa

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Con Terra santa o Terrasanta (in arabo: الأرض المقدسة, al-Arḍ al-Muqaddasa ; ebraico ארץ הקודש: Ebraico Éreẓ haQodeš (Eretz haQodesh), Ebraico di Tiberiade ʾÉreṣ haqQāḏēš; latino Terra Sancta) si indica la regione della Palestina, ossia le terre ad occidente del mare Morto e del fiume Giordano, attualmente divisi tra lo Stato di Israele e l'Autorità Nazionale Palestinese. L'aggettivo si riferisce al significato spirituale di quella terra per ebrei, cristiani e musulmani.

Per gli ebrei si tratta della Terra promessa, ossia la terra verso cui Dio ha guidato il suo popolo tramite il profeta Mosè; in essa si trovano le città sante di Gerusalemme e di Hebron.

Per i cristiani, che hanno in comune con gli ebrei l'Antico Testamento, è anche la terra in cui è nato, morto e risorto Gesù Cristo, incarnazione del Verbo; in essa si trovano le città legate alla vita di Gesù: Betlemme, Gerusalemme e Nazaret.

Tra i musulmani c'è la credenza che sia la terra in cui Maometto giunse al termine di un miracoloso viaggio notturno (isrā' ) che mosse da Mecca e che lo fece ascendere poi al Cielo (mi‘rāg ), visitando il Paradiso dopo aver sorvolato l'Inferno (per cui si veda Isra' e Mi'raj). La Cupola della Roccia di Gerusalemme fu eretta in età omayyade sul luogo da cui sarebbe cominciata la mistica ascensione del profeta dell'Islam. In realtà Maometto morì a Medina l'8 giugno del 632

Monumenti importanti sono la basilica del Santo Sepolcro, la città natale di Gesù Betlemme, il Muro occidentale del tempio di Gerusalemme e la cupola della Roccia.

A partire dal secondo dopoguerra la regione si è trovata al centro del conflitto arabo-israeliano; anche per questa ragione il termine è oggi spesso utilizzato per indicare generalmente quell'area senza specificare "Israele" o "Palestina", al fine di non favorire uno dei contendenti.

Significato per l'ebraismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Era messianica, Qedushah e Shekhinah.

Il rapporto di Israele con la propria Terra santa, Eretz Israel, non può essere disgiunto dal suo rapporto con Dio. Essa è stata promessa da Dio al suo popolo ebraico come luogo di dimora e di discendenza. La promessa ad Avraham è rinnovata a Isacco e a Giacobbe (cfr Alleanza (Bibbia) e patriarchi ebrei). La promessa trova compimento nell'esodo di Israele dall'Egitto, guidato da Mosè, chiamato da Dio a liberare il suo popolo.

La diaspora ha comportato lo sviluppo di diverse opinioni sul legame tra ebraismo e Terra santa. Con la dispersione del popolo ebraico, ma soprattutto con la distruzione del tempio di Gerusalemme, JHWH era "sceso" tra il suo popolo, poiché il tempio era andato distrutto e mai abbandonò il patto stipulato con esso vissuto nell'amore e nella verità, nella compassione e nella pietà, nella misericordia e nella giustizia eterni.

Stato d'Israele[modifica | modifica sorgente]

La storia ha portato lentamente alla ribalta il pensiero sionista, che da ideale poco considerato se non osteggiato, da movimento politico marginale anche in seno al mondo ebraico, ha raggiunto nel 1948 l'obiettivo dell'istituzione dello Stato d'Israele.

Aliyah, legge del ritorno[modifica | modifica sorgente]

I vari pogrom e maltrattamenti subiti dagli ebrei presso gli stati in cui erano ospiti non hanno affievolito la fede ebraica e l'amore per la terra d'Israele con il sentimento del ritorno, e con esso il valore del legame tra popolo ebraico e Terra Promessa.

Significato per il cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

La Terra santa è molto importante per la cristianità, principalmente perché è il luogo in cui nacque, predicò, fu crocifisso e ivi risorse Gesù Cristo.

I principali luoghi santi per i cristiano sono:

Durante le crociate, spesso i pellegrini cristiani cercarono altri luoghi sacri nel cosiddetto Outremer (cioè i domini cristiani in Terra santa), specialmente all'inizio del XII secolo, subito prima della cattura di Gerusalemme. Questi sono:

Dal 1219, anno del viaggio di san Francesco di Assisi, l'Ordine dei frati minori è presente in Terra Santa; oltre un secolo più tardi, nel 1342, papa Clemente VI riconobbe all'Ordine il diritto di rappresentare la Chiesa cattolica nei luoghi santi, già riconosciuto dai musulmani grazie alla donazione del francescano re di Napoli Roberto d'Angiò; la provincia francescana di Terra santa è più diffusamente conosciuta come Custodia di Terra Santa.

Significato per l'islam[modifica | modifica sorgente]

Il termine "Terra santa" è usato anche nel Corano, che ricorda la liberazione degli ebrei dall'Egitto:

E quando Mosè disse al suo popolo: "O popolo mio! Ricordate, la grazia di Allah è su di voi da quando ha scelto tra voi i Profeti! E fece di voi dei re e vi diede quello che non aveva mai dato a nessun popolo al mondo. «O popol mio, entrate nella Terra santa che Allah vi ha destinata e non volgete le spalle: vi ritrovereste perdenti" (sura al-Ma'ida 20-21)

La prima tradizione araba di al-Zujjāj la descrive come "Damasco, Palestina ed una parte della Giordania", mentre il tradizionista Qatada la indica come "il Levante (al-Shām)" e Muʿadh b. Jabal come "l'area tra al-Arish e l'Eufrate" e Ibn ʿAbbās come "la terra di Gerico".

A volte, ma non nel Corano, è anche utilizzato per indicare la regione araba del Ḥijāz, la terra delle città sante di Mecca e Medina.

Il termine "al-Quds", "la Santa", è il nome arabo di Gerusalemme. La "Santa valle" (in arabo: الوادي المقدس, al-wādī al-muqaddas) indica nel Corano la valle di Tuwa dove Mosè ricevette l'ordine divino di presentarsi davanti a Faraone (nella Bibbia e nel Corano è nome proprio) ed ingiungergli di pentirsi (sura Ta-Ha 12, al-Nazi'at 16.)

Il nome è usato anche per l'organizzazione caritativa islamica statunitense Holy Land Foundation for Relief and Development (Fondazione Terra santa per il soccorso e lo sviluppo), inclusa nel 2005 dall'Unione europea nell'elenco dei gruppi e delle entità terroristiche[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2005:314:0041:0045:IT:PDF

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