Teora

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Teora
comune
Teora – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Campania – stemma Campania
Provincia Avellino – stemma Avellino
Sindaco Stefano Farina (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°51′0″N 15°15′0″E / 40.85°N 15.25°E / 40.85; 15.25 (Teora)Coordinate: 40°51′0″N 15°15′0″E / 40.85°N 15.25°E / 40.85; 15.25 (Teora)
Altitudine 660 m s.l.m.
Superficie 23 km²
Abitanti 1 579[1] (31-12-2010)
Densità 68,65 ab./km²
Comuni confinanti Caposele, Conza della Campania, Lioni, Morra De Sanctis
Altre informazioni
Cod. postale 83056
Prefisso 0827
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064108
Cod. catastale L102
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti teoresi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 6 dicembre
Localizzazione
Teora è posizionata in Italia
Teora
Sito istituzionale

Teora è un comune italiano di 1.572 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Indice

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— Terremoto dell'Irpinia 23 novembre 1980

[modifica] Storia

Il borgo di Teora ebbe origine come centro agricolo, pastorale e militare. In epoca romana vi morì il tribuno della plebe Milone durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo. In un privilegio del 1200, concesso dal papa Innocenzo III a Pantaleone, arcivescovo di Conza, è riferita una località che nel nome sembra avvicinarsi a Teora, ovvero Tugurium Biarium. In realtà, tale paese, che nel 1464 risultava già disabitato (Teora era invece esistente), indica l'attuale zona rurale di Boiara, una località sita nell'attuale comune di Caposele dove ancora oggi si vedono, accanto alla chiesa di San Vito, i ruderi del castello. Durante il feudalesimo, esattamente nel 1322, era signore di Teora un tal Filippo; in seguito (1376) il suo feudo venne comprato dal conte Giacomo Arcuccio e successivamente passò ai Gesualdo. Dal 1676 Teora appartenne ai principi Mirelli sino all’abolizione della feudalità (1806). Tre eventi sismici hanno profondamente segnato la storia del paese: 1694, 1732, 1980; l’ultimo dei quali ne ha distrutto l’identità storica e culturale. Dopo gli anni difficili della ricostruzione, Teora oggi ha ripreso ad essere quel luogo tranquillo ed accogliente che era una volta. A 25 anni dal tragico sisma, Teora ha ricevuto la medaglia d'oro al merito civile.

[modifica] Origine del nome

Il toponimo deriva dal nome della famiglia Teora che la fondò giungendo in Italia (allora Magna Grecia) dalla Grecia. Il suo primo nucleo risale al XIV secolo a.C. È citata dallo storico greco di nome Dionisio di Alicarnasso (I secolo a.C.) e dallo storico reatino Marco Terenzio Varrone, il quale ne parla come di una città antichissima fondata circa 13 secoli prima da un popolo venuto dalla Grecia (Teora).

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Fontana del monte

La fontana, detta anche dei morti, ha origini assai lontane che si fanno risalire al XII secolo quando la chiesa di Conza fu indicata da papa Callisto II come necropoli benedetta e per la fontana transitavano i carri diretti a Conza per seppellire i cadaveri. La fontana, completamente rifatta nei secoli a seguire, si mostra oggi composta da una semplice struttura muraria rettangorlare realizzata con cornici regolari a cui si addossa una semplice vasca in pietra da cui fuoriescono tre bocche lapidee di forma circolare.

[modifica] Chiesa di san Nicola di Mira

Non si conosce la data precisa di edificazione della chiesa poiché tutti gli atti andarono persi in un incendio nel 1690. Probabilmente la chiesa è stata più volte ricostruita sulle più remote tracce e realizzata, nella fisionomia giunta fino al 1980, nel XVI secolo. Per ben quattro volte la chiesa è stata distrutta da terremoti (1604, 1694, 1732, 1980). Oggi della maestosa struttura rimane soltanto un frammento spettrale della parete absidale, lo scheletro del settecentesco altare maggiore e le basi in pietra delle antiche colonne. Nella chiesa nuova, realizzata successivamente al sisma del 1980, sono conservati alcuni reperti, lignei e lapidei ed alcune tele, provenienti dalla distrutta chiesa e dalla Congrega dei Morti, anch'essa distrutta dal sisma del 1980.

[modifica] Mulino Corona

Situato ai margini del centro storico del paese, il mulino ad acqua appartenuto alla nobile famiglia Corona, accoglie i visitatori che provengono da nord-ovest. Una datazione certa della costruzione non è conosciuta ma si può, con buona approssimazione, collocare l'edificio alla fine del Settecento. L'attività del mulino si è conclusa negli anni cinquanta e il sisma del 23 novembre 1980 ha distrutto, poi, la parte centrale della costruzione.

[modifica] Fontana lavatoio del piano

Situata ad ovest del paese in località Tarantino, la costruzione in pietra chiara mostra un prospetto rettangolare suddiviso in tre zone da pilastri a fasce. L'acqua fuoriesce da cinque maschere in pietra per versarsi in tre vasche addossate alla parete. Nella zona retrostante della costruzione, sono situati lavatoi pubblici. Sul porticato di sinistra è incassata una lapide che risulta la più antica di Teora e fa riferimento al 1728, data in cui la fontana fu rifatta.

[modifica] Pietra dei matrimoni civili

La piazza Congrega è chiamata così per la presenza della cappella della Congrega. Un tempo, in quella piazzetta, vi era un tiglio all'ombra del quale era stato collocato un tavolo di pietra su cui venivano redatti atti pubblici ed il rito civile del matrimonio. Non si sa in qual tempo, il rito civile del matrimonio veniva celebrato all'aperto, in pubblico e su questa piazza; si sa, tuttavia la frase rituale, dialogata, che gli sposi recitavano a fine rito. Il tavolo è costituito da due pilastri di pietra con su una lastra spessa 20 cm.

[modifica] Campo sportivo "Ettore Chirico"

Intitolato alla memoria di Ettore Chirico, calciatore e sindaco di Teora nel periodo del terremoto del 1980, si trova al centro del paese ed è un importante centro di aggregazione locale. Vi si svolgono settimanalmente gli incontri delle due squadre calcistiche del paese.

[modifica] Bibliografia

  • FILOMENA DONATIELLO, Teora nei documenti e nei monumenti, IRB Redi Editore, Avellino, 1998

[modifica] Cultura

[modifica] Tradizioni e folclore

[modifica] Scuacqualacchiun'

Maschera tipica teorese, solitamente legata al giorno di sant'Antonio (17 gennaio), che segna l'inizio del carnevale. Un manichino è presente al Museo delle feste e delle tradizioni popolari di Caserta.

[modifica] Teora, terra di serenate

Per tradizione secolare, la sera precedente il matrimonio, lo sposo, in compagnia di cantori e musici locali, è solito portare la serenata alla promessa sposa, attendendo impaziente sotto il balcone della fanciulla una risposta positiva a questa sua esternazione d’amore. Dopo le prime note, la ragazza accende la luce della stanza e si affaccia al balcone, in segno del suo . Solitamente la serata continua tra musica e canti in casa della sposa. Ogni anno si svolge, nella prima decade di agosto (9 agosto vigilia di S. Lorenzo) il Festival di Serenate: cinque balconi fioriti del centro storico ospitano cinque fanciulle, che attendono l’amato ascoltando le dolci melodie dei menestrelli. Il Romeo di turno, scala il balcone per portare a Giulietta una rosa rossa. Un timido e casto bacio è il premio per una romantica serenata. Il festival, evento unico in Italia nel 2010 è arrivato alla 7ª edizione.

[modifica] Pizza di san Martino

Gateau di patate generalmente preparato per la sera dell'11 novembre, festività del Santo. Curiosamente, nell'impasto, è inserita una monetina; il commensale che la trova nella propria porzione, decide il menù del pranzo che si tiene il 21 novembre (Cummit).

[modifica] Feste e ricorrenze

17 gennaio - Scuacqualacchiun' (maschera tipica teorese)
Venerdì Santo - Via Crucis
1º domenica di Maggio - festa della Croce
27 giugno - san Vito di Lucania
23 luglio - sant'Emidio
13 agosto - san Nicola
14 agosto - san Gerardo Maiella
15 agosto - Assunzione Maria Vergine
2º domenica di Ottobre - san Rocco
11 novembre - Pizza di san Martino
21 novembre - Convivio (Cummit)
6 dicembre - san Nicola

[modifica] Piatti tipici

Paparuol’, sauchicch’ e ov’ (peperoni, salsicce e uova)
Paparuol’ mbuttit’ (peperoni in agrodolce imbottiti con pane abbrustolito, uva sultanina e pinoli; è un piatto tipico natalizio)
Lag’n’ e fasul’ (tagliatelle e fagioli)
Li scallatiell’ (scaldatelli-taralli)
Li frascariedd’ (palline di polenta bianca)
R’ tumacedd’ (impasto di interiora di maiale macinate e rafano)
Pizz’, m’nestr’ e fasul’ (pizza di farina di mais, verdura selvatica e fagioli)
Pizza penta (dolce pasquale; generalmente conosciuto come la bambolina)
Tagliarell’ e cic’r’ (tagliatelle e ceci)
Suffritt’ d’ puorc’ (carne di maiale e peperoni soffritti)
R’ rosp’ (pasta lievitata fritta; è altresì preparata una variante con ripieno di baccalà o alici; piatto natalizio)
Cavatiedd’ (gnocchetti cavi fatti a mano)
Tagliulin’ cu ru latt’ (fettuccine al latte; piatto solitamente preparato in occasione dell'Ascensione)
Fasul’ e braciol’ d’ cot’c’ int’a lu pignatiedd’ (involtini di cotenna di maiale e fagioli; il piatto è generalmente cotto in contenitori di coccio)
La jlatina (gelatina di grasso di maiale)
Lu tort’n’ cu r’ fritt’l’ (pasta di pane con frittelle di grasso di maiale)
Tagliarell’ vutat’ (tagliatelle all'aglio e olio passate in padella) Bucatin cu lu frishc' (Bucatini o fusilli con peperoni sottaceto e spezzatino di maiale al sugo rosso piccante)

[modifica] Economia

Attività prevalenti: agricoltura, allevamento, artigianato, turismo.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Amministrazione

[modifica] Altre informazioni amministrative

Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia.

[modifica] Stemma

Tre monti sormontati da un toro con una T centrale e tre stelle su fondo celeste. Il gonfalone, in campo color azzurro, raffigura lo stemma ufficiale del Comune.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

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