Tempio di Apollo Epicurio

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UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Tempio di Apollo Epicurio a Bassae
(EN) Temple of Apollo Epicurius at Bassae
Bassai Temple Of Apollo Detail.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1986
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il tempio di Apollo Epikourios è un antico tempio greco che si trova nella regione di Messenia (nel Peloponneso), in Grecia. L'edificio, inserito fra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, venne costruito da Ictino, l'architetto cui si deve la costruzione del Partenone e del Tempio di Efesto, nei pressi dell'Acropoli di Atene.[1] Secondo Pausania l'edificio fu costruito fra il 450 e il 425 a.C. Il tempio venne eretto per esprimere riconoscenza nei confronti di Apollo, dio del sole e della salute, per aver risparmiato la città dalla pestilenza che infuriava in Grecia sul finire del V secolo a.C.

Indice

[modifica] Architettura

La pianta dell'edificio: 1 = opistodomo, 2 = adyton, 3 = naos, 4 = pronao

Il tempio ha un allineamento nord-sud, in contrasto con la maggior parte delle costruzioni simili che sono allineate nel senso est-ovest. Ciò fu dovuto al limitato spazio disponibile: il tempio infatti sorge sul fianco di una montagna, a 1.131 m s.l.m. Per superare questa restrizione fu posta una porta sul lato orientale del tempio, forse per permettere ai devoti del dio Apollo di potersi rivolgere dove sorge il sole, o forse per lasciar entrare la luce del mattino ed illuminare la statua del dio.

Il tempio è di dimensioni relativamente modeste, con lo stilobate che misura 38,3 per 14,5 metri, con un peristilio di sei colonne per quindici, di ordine dorico. Esso venne costruito interamente in pietra calcarea dell'Arcadia, tranne che il fregio, scolpito in marmo. Come tutti i templi maggiori è dotato di 3 "stanze": un pronao, un nao (che probabilmente ospitava una statua di Apollo) ed un opistodomo, ma sul fondo la cella continua in un ampio vano (adyton) che conduce all'esterno del tempio tramite una porta laterale. Il tempio conteneva alcuni accorgimenti di correzioni ottiche analoghe a quelle contenute nel Partenone, come ad esempio il pavimento incurvato.

Frammento di una metope rappresentante un'amazzone, in mostra al British Museum

L'elemento più insolito di questo tempio è rappresentato dal fatto che in esso si ritrovano tutti e tre gli ordini dell'architettura classica greca: il dorico, lo ionico ed il corinzio. Le colonne doriche formano il peristilio; cinque semicolonne ioniche, del tutto prive di funzioni statiche, accompagnano i lati lunghi all'interno della cella, unite alle pareti di quest'ultima da brevi muretti, con una soluzione già adottata e poi abbandonata nell'arcaico Tempio di Hera a Olimpia; hanno ampie basi a campana e le ultime due forse reggevano capitelli corinzi, come quella isolata e centrale sul fondo della cella. Si tratta del più antico esempio di capitello corinzio giunto fino a noi.[2]

L'esterno era relativamente poco decorato, mentre all'interno, sopra le semicolonne, correva un fregio continuo (425-420 a.C) che mostrava i Greci in lotta con le Amazzoni e i Lapiti in battaglia con i Centauri, movimentato nel tema e nella forma espressiva. Tuttora in buone condizioni, è stato ricostruito ed è conservato al British Museum insieme ai frammenti degli acroteri e delle metope.

[modifica] Gli scavi archeologici

Le rovine del tempio vennero notate da viaggiatori francesi e tedeschi nella seconda metà del XVIII secolo, ma gli scavi archeologici non iniziarono prima del 1836, da parte di un gruppo russo diretto da Carlo Brullo. Parte dei ritrovamenti è oggi conservato al Museo Puškin di Mosca e al British Museum.

Frammento di un piede di una statua colossale proveniente dal tempio di Apollo e conservato al British Museum

A partire dal 1902 vennero condotti scavi sistematici da parte della prima società archeologica di Atene, sotto la direzione di K. Kourouniotis, K. Romaios e P. Kavvadias. Ulteriori scavi vennero condotti nel 1959, nel 1970 e fra il 1975 e il 1979.

La distanza del tempio dalle principali vie di comunicazione ha giocato a suo vantaggio nel corso dei secoli: infatti, mentre altri templi vennero nel tempo adattati ai nuovi culti o distrutti dalle guerre, il tempio di Apollo non seguì questo destino. Inoltre, grazie alla sua distanza dalle maggiori aree metropolitane della Grecia, esso non è soggetto alle piogge acide, che sciolgono il calcare e danneggiano irrimediabilmente il marmo.

È attualmente in corso un'importante opera di restauro.

[modifica] Note

  1. ^ Il tempio di Apollo Epikourios Ministero della cultura ellenico
  2. ^ Bianchi Bandinelli Ranuccio e Paribeni Enrico, L’Arte dell’antichità classica. Grecia., Torino, UTET, 1986, p. 59.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Coordinate: 37°25′47″N 21°54′01″E / 37.42972°N 21.90028°E / 37.42972; 21.90028

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