Tempietto longobardo
Il cosiddetto Tempietto longobardo, oggi oratorio di Santa Maria in Valle, si trova a Cividale del Friuli (Udine). Si tratta della più importante e meglio conservata testimonianza architettonica dell'epoca longobarda ed è particolarmente importante perché segna la convivenza di motivi prettamente longobardi (nei Fregi, per esempio) e una ripresa dei modelli classici, creando una sorta di continuità aulica ininterrotta tra l'arte classica, l'arte longobarda e l'arte carolingia (nei cui cantieri lavorarono spesso maestranze longobarde, come a Brescia) e ottoniana[1]. L'insieme fa parte del sito seriale "Longobardi in Italia: i luoghi del potere", comprendente sette luoghi densi di testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell'arte longobarda, inscritto alla Lista dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco nel giugno 2011.
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[modifica] Storia
Fu edificato verso la metà dell'VIII secolo nel luogo dove un tempo sorgeva la gastaldia (o gastaldaga, o gastalderia), ovvero il palazzo del gastaldo, signore della città; si trattava quindi di una cappella palatina[1]. L'iniziativa si deve probabilmente ad Astolfo, duca del Friuli dal 744 al 749 e re dei Longobardi dal 749 al 756, e a sua moglie Giseltrude[2].
Quando la gastaldia venne trasformata in monastero il tempietto assunse la nuova denominazione mariana[1].
[modifica] Architettura
È composto da un'aula a base quadrata con una spaziosa volta a crociera, che si chiude con un presbiterio, più basso, diviso da coppie di colonne in un loggiato a tre campate con volte a botte parallele. Il lato ovest era l'antica parete d'ingresso e su questo lato restano cospicui resti di una straordinaria decorazione a stucchi e ad affresco[1][2]. L'abside era anticamente decorata a mosaico, ma oggi non ne resta traccia[1].
[modifica] Gli stucchi
La lunetta della porta è incorniciata tra intrecci di vitigni con grappoli. Al centro è raffigurato Cristo tra gli Arcangeli Michele e Gabriele, mentre nello stesso registro si trova una fascia affrescata con Martiri.
La parte più interessante è comunque il Fregio al livello superiore, liberamente sovrapposto agli elementi architettonici dell'edificio come le finestre. Qui si trovano sei figure a rilievo di Sante, in stucco, eccezionalmente ben conservate: le loro monumentali figure sono da collegare ai modelli classici, riletti secondo la cultura longobarda. I panneggi delle vesti riccamente decorate hanno un andamento accentuatamente rettilineo che ricorda i modelli bizantini[1], dai quali però le Sante si distaccano per il maggior senso del volume e per il verticalismo, ulteriormente marcato dalla lunghezza delle pieghe delle tuniche[3].
[modifica] Altre immagini
[modifica] Note
- ^ a b c d e f Pierluigi De Vecchi-Elda Cerchiari, I Longobardi a Cividale, pp. 316-317.
- ^ a b Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.). La descrizione dei siti. URL consultato il 22-10-2008.
- ^ Piero Adorno, L'Alto Medioevo, p. 572.
[modifica] Bibliografia
- Piero Adorno, L'Alto Medioevo in L'arte italiana, Firenze, D'Anna, 1992, Vol. 1, tomo II, pp. 558-579..
- Pierluigi De Vecchi; Elda Cerchiari, I Longobardi a Cividale in L'arte nel tempo, Milano, Bompiani, 1991, Vol. 1, tomo II, pp. 315-317.. ISBN 88-450-4219-7
[modifica] Voci correlate
- Battistero di Callisto
- Altare del Duca Ratchis
- Croce di Gisulfo
- Complesso episcopale del patriarca Callisto
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Tempietto longobardo
[modifica] Collegamenti esterni
- Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.), candidatura alla Lista dei patrimoni dell'umanità Unesco:
- Il sito ufficiale della candidatura. URL consultato il 03-10-2008.
- La descrizione dei siti sul sito del Ministero per i Beni e le Attività culturali. URL consultato il 03-10-2008.
- (EN) La candidatura sul sito dell'Unesco. URL consultato il 03-10-2008.
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