Teatro in Italia

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Il teatro in Italia ha una storia oltre che bimillenaria e risale ai tempi dell'antica Roma.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Il teatro romano

Importante e radicata nella cultura italiana, il Teatro, è presente come forma d'arte sin dai tempi dell'antica Roma, vedendo all'apice della sua espressione Livio Andronico, Plauto, Terenzio (per la commedia) e Seneca (per la tragedia).

[modifica] Il Rinascimento e la Commedia dell'Arte

Dopo un periodo di stasi del Teatro italiano, avutosi dopo la caduta dell'Impero Romano, nel periodo Rinascimentale, l'Italia raggiunse nuovamente il vertice. Nacquero importanti autori di commedie come Niccolò Machiavelli e di tragedie, come Torquato Tasso.

Successivamente, nel XVII secolo nacque la Commedia dell'Arte ed i personaggi della stessa furono diffusi in tutta Europa. Per esempio, Pulcinella divenne Punch in Inghilterra e Polichinelle in Francia; o ancora, Pierrot diventa la versione Francese di Pedrolino. La Commedia dell'arte ebbe notevoli influenze in tutto il vecchio continente ed ha influenzato moltissimi autori del tempo, come Ben Jonson (definito rivale di Shakespeare).

[modifica] Il XVIII secolo

Questo secolo è stato un periodo difficile per il Teatro Italiano. Diffusasi in tutta Europa la commedia dell'arte (che venne definita "commedia all'italiana"), questa subì un evidente declino in quanto si evidenziò il calo di drammaturgia ed una poca attenzione ai testi che essa offriva, rispetto alle altre opere provenienti dal resto d'Europa. Così, in questi anni bui, mentre la commedia dell'arte rimase comunque un'importante scuola durata più di cento anni, la tragedia, fece sentire ancor di più la sua mancanza, anche perché, importanti autori del periodo rinascimentale, non riuscirono ad offrire un ampio ventaglio di opere potendo così costruire le basi per una scuola futura. Di fatto, il più importante autore di tragedie fino ad all'ora, Torquato Tasso, non riuscì mai a ripetere capolavori come lo è stato Gerusalemme Liberata. Un importante ruolo rispetto all'Europa, l'Italia lo ottenne solo grazie alla commedia del Goldoni ed al melodramma del Metastasio. Va annoverata però una data importante durante il XVIII secolo. Infatti, a testimonianza della immutata passione italiana verso il teatro, nacque in Italia il primo teatro di opera lirica d'Europa: Il San Carlo di Napoli (1737).

[modifica] Il XIX secolo

Durante l'Ottocento, nacque il dramma romantico. Ci furono importanti autori promotori del genere, come Alessandro Manzoni. Nella seconda metà del secolo, la tragedia (perseguita da Silvio Pellico), cedette il posto al verismo, che vide nel suo massimo esponente Giovanni Verga.

[modifica] Il XX secolo

Durante il XX secolo si assiste al periodo contemporaneo, e nascono importanti autori drammaturghi che pongono le basi per il Teatro moderno. Su tutti spicca il genio di Luigi Pirandello, considerato "padre del teatro moderno". Con l'autore siciliano, nacque il Dramma psicologico, caratterizzato essenzialmente dall'aspetto introspettivo dei personaggi. Merita una citazione anche un altro esponente del teatro drammaturgo del novecento, importante seguace di Luigi Pirandello: Eduardo De Filippo. Egli, figlio di un importante commediografo del tempo, Eduardo Scarpetta, riuscì a ripristinare il dialetto all'interno dell'opera teatrale, eliminando la diffusa concezione dei tempi addietro che definivano l'opera dialettale come opera di secondo livello. Con Eduardo, nacque il Teatro popolare.

Infine, per la seconda metà del XX secolo, va annoverato tra i principali autori anche Dario Fo.

[modifica] Bibliografia

  • Apollonio M., Storia del Teatro italiano (2 volumi), Sansoni, 1981

[modifica] Voci correlate

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