Taranto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Taranto
comune
Taranto – Stemma Taranto – Bandiera
Le colonne doriche, uno dei simboli della città.
Le colonne doriche, uno dei simboli della città.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Taranto-Stemma.png Taranto
Amministrazione
Sindaco Ippazio Stefàno (SEL) dall'11/06/2007
Territorio
Coordinate 40°25′05″N 17°14′27″E / 40.418056°N 17.240833°E40.418056; 17.240833 (Taranto)Coordinate: 40°25′05″N 17°14′27″E / 40.418056°N 17.240833°E40.418056; 17.240833 (Taranto)
Altitudine 15 m s.l.m.
Superficie 249,86 km²
Abitanti 203 257[1] (31 dicembre 2013)
Densità 813,48 ab./km²
Frazioni Lido Azzurro, Talsano, San Vito, Lama
Comuni confinanti Carosino, Faggiano, Fragagnano, Grottaglie, Leporano, Lizzano (isole amministrative), Massafra, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Ionico, San Marzano di San Giuseppe, Statte, Villa Castelli (BR).
Altre informazioni
Cod. postale 74121-74122-74123
Prefisso 099
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 073027
Cod. catastale L049
Targa TA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 071 GG[2]
Nome abitanti tarantini - tarentini
Patrono san Cataldo - Maria SS. Immacolata - Sant'Egidio da Taranto
Giorno festivo 10 maggio - 8 dicembre
PIL procapite (nominale) €18.835,27
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Taranto
Posizione del comune di Taranto all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Taranto all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
« E se il destino avverso mi terrà lontano / allora cercherò le dolci / acque del Galeso caro alle pecore avvolte / nelle pelli, e gli ubertosi campi che un dì / furono di Falanto lo Spartano. »
(Quinto Orazio Flacco - A Settimio - Odi, II, 6, 10. Traduzione di Enrico Vetrò[3])

Taranto (Tàrde o Tàrende[4] in dialetto tarantino) è un comune italiano di 204.731 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Puglia.

Antica colonia della Magna Grecia, è il secondo[5] comune della regione per popolazione, terzo dell'Italia meridionale peninsulare dopo Napoli e Bari, nonché sesto del Mezzogiorno.

Per la sua posizione geografica a cavallo tra Mar Grande e Mar Piccolo, Taranto è conosciuta come "città dei due mari"; da taluni viene definita "città spartana" con riferimento alla sua fondazione nell'VIII secolo a.C.[6][7]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea di Taranto
« Mentre la maggior parte del golfo di Taranto è importuosa, a Taranto c'è un porto molto bello e ampio del perimetro di 100 stadi, chiuso da un grande ponte. Tra il fondo del porto e il mare aperto si forma un istmo, sicché la città sorge su una penisola e poiché il collo dell'istmo è poco elevato, le navi possono essere facilmente trainate da una parte all'altra »
(Strabone - Geografia, VI, 3, 1. Traduzione di Nicola Biffi)

Taranto si estende per 249,86 km² e rappresenta il naturale affaccio sull'omonimo golfo dell'arco ionico tarantino. Presentando una morfologia del territorio prevalentemente pianeggiante, la città si sviluppa lungo tre penisole naturali ed un'isola artificiale, quest'ultima nucleo storico dell'abitato, formatasi durante la costruzione del fossato del Castello Aragonese. La città dei due mari deve questo attributo al Mar Grande ed al Mar Piccolo, attorno ai quali sorge buona parte degli insediamenti.

Mar Grande e Mar Piccolo[modifica | modifica wikitesto]

Il panorama del Mar Piccolo dalla via Appia

Il Mar Grande bagna la costa esterna, racchiusa nella baia delimitata a nord-ovest da Punta Rondinella e a sud da Capo San Vito. L'arco ideale creato dalla baia naturale si chiude con le Isole Cheradi. Questo mare si congiunge col Mar Piccolo in soli due punti, rappresentati dal canale naturale di Porta Napoli e dal canale artificiale navigabile che separa lo storico insediamento urbano dalla parte più estesa della città.

Il Mar Piccolo, considerabile dunque un mare interno, è costituito da due seni idealmente divisi dal Ponte Punta Penna Pizzone, che congiunge la Punta Penna con la Punta Pizzone: il primo seno ha la forma di un triangolo grossolano, i cui vertici meridionali sono rappresentati dall'apertura ad est sul secondo seno, e da quella ad ovest sul Mar Grande; il secondo seno ha invece la forma di un'ellisse, il cui asse maggiore misura quasi 5 km.

Sia i venti che le maree, insieme alle sorgenti sottomarine con diversa salinità, condizionano l'andamento delle correnti di tipo superficiale e di tipo profondo tra i due mari. Nel Mar Grande e nella parte settentrionale di entrambi i seni del Mar Piccolo sono localizzate alcune sorgenti sottomarine chiamate citri[8], che apportano acqua dolce non potabile mista ad acqua salmastra, creando una condizione idrobiologica ideale per la coltivazione dei mitili, comunemente chiamati "cozze".

Clima[modifica | modifica wikitesto]

« Quell'angolo di mondo più d'ogni altro m'allieta,
là dove i mieli a gara con quelli del monte Imetto fanno
e le olive quelle della virente Venafro eguagliano;
dove Giove primavere regala, lunghe, e tiepidi inverni,
e dove Aulone, caro pure a Bacco che tutto feconda,
il liquor d'uva dei vitigni di Falerno non invidia affatto. »
(Quinto Orazio Flacco - A Settimio - Odi, II, 6, 10. Traduzione di Enrico Vetrò[3])

Il clima della città è tipicamente mediterraneo, con inverni decisamente miti ed estati calde e afose, con valori che talvolta superano i 40 °C.

  • Medie mensili elaborate in base alle rilevazioni termometriche relative al periodo 1972-2001[9]:
Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,8 13,2 15,3 18,4 23,3 28,0 30,8 30,9 26,5 22,1 16,8 13,7 13,2 19,0 29,9 21,8 21,0
T. min. mediaC) 7,0 6,8 8,2 10,9 15,1 19,2 21,5 21,9 18,3 14,9 10,5 7,8 7,2 11,4 20,9 14,6 13,5

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Taras (Taranto) e Storia di Taranto.
Le origini del nome
Taras sulla Mappa di Soleto

L'inquadramento etimologico del nome della città di Taranto è tutt'altro che facile. Il toponimo Taras (in greco: Τάρας), primo nome della città, è strettamente collegato alla colonizzazione ellenica della Magna Grecia che si ebbe a partire dall'VIII-VII secolo a.C. con le colonie ioniche e doriche: oltre che sulle monete magno-greche risalenti al periodo di massimo splendore della città[10], il toponimo compare anche sulla Mappa di Soleto, la più antica mappa geografica occidentale proveniente dall'antichità classica, incisa su un piccolo frammento di un vaso attico smaltato di nero.
Taras era una figura della mitologia greca, figlio di Poseidone e della ninfa Satyria, nonché leggendario fondatore della città di Taranto, e questa dovrebbe essere tutt'altro che una coincidenza.
Tuttavia, non è possibile del tutto escludere la derivazione del toponimo dal nome del fiume Tara, oppure dal termine sanscrito taranta-h (cioè "mare")[11].

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

La cronologia tradizionale, assegna la data della fondazione di Taranto al 706 a.C.[12]. Le fonti tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea, parlano del trasferimento dello spartano Falanto e altri compatrioti, poiché figlio illegittimo di famiglie spartane, in questa zona per necessità di espansione o per questioni commerciali. Questi, distruggendo l'abitato indigeno, portarono una nuova linfa di civiltà e di tradizioni. La tradizione vuole che Taranto venne fondata da Partheniai ("figli delle vergini"), quei bambini nati dalle donne spartane durante l'assenza dei mariti impegnati nella guerra messenica. I Partheniai vennero esclusi dalla spartizione delle terre della Messenia e dovettero emigrare per fondare quella che rimane l'unica colonia spartana[13].

La struttura sociale della colonia sviluppò nel tempo una vera e propria cultura aristocratica, la cui ricchezza proveniva, probabilmente, dallo sfruttamento delle risorse del fertile territorio circostante, che venne popolato e difeso da una serie di phrouria tra le quali Pezza Petrosa, piccoli centri fortificati in posizione strategica[14]. Taranto ha quindi origini antichissime. Durante il periodo ellenistico della colonizzazione greca sulle coste dell'Italia meridionale, la città fu tra le più importanti della Magna Grecia. In quel periodo, infatti, divenne una potenza economica militare e culturale, che diede i natali a filosofi, strateghi, scrittori e atleti, diventando anche sede della scuola pitagorica tarantina, la seconda più importante dopo quella di Metaponto. A partire dal 367 a.C., fu la città più potente tra quelle che costituirono la lega italiota. Nel 281 a.C. entrò in conflitto con Roma (guerra tarentina) insieme al suo alleato Pirro, Re dell'Epiro, ma capitolò definitivamente nel 272 a.C. Durante la seconda guerra punica, Taranto aprì le porte ad Annibale nel 212 a.C., ma fu punita tre anni dopo con la strage dei suoi cittadini e col saccheggio quando Fabio Massimo la riconquistò. Nel 125 a.C. vi fu dedotta una colonia romana (colonia neptunia), mentre nel 90 a.C. fu eretta a Municipium.

Medioevo ed età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo fu conquistata da Totila nel 549 e ripresa da Narsete nel 552. Espugnata dai Longobardi, fu ripresa dall'Imperatore Costantino II nel 663, per poi passare in mano a Romualdo Duca longobardo di Benevento, e tornare ai Bizantini nell'803. Conquistata dai Saraceni nell'846, nell'868 e nel 927, l'Imperatore Niceforo Foca la fece ricostruire nel 967. Occupata nel 1063 da Roberto il Guiscardo, divenne il centro di un potente feudo. Ospitava una cospicua comunità ebraica, quantificabile nel 1167 in 200 famiglie, secondo la cronaca di Beniamino di Tudela[15]. Dal 1301 al 1463 fu un fiorente principato (Principato di Taranto). Divenne poi importante porto militare sotto gli Spagnoli, fino a decadere nel XVII secolo sotto i Borbone. Taranto venne unita al Regno d'Italia nel 1860. Il 21 Agosto del 1889, dopo sei anni di lavori, venne inaugurato alla presenza di Umberto I di Savoia l'Arsenale Militare Marittimo, che ne aumentò la sua importanza sia dal punto di vista economico che militare, oltre che demografico. Durante la prima guerra mondiale, Taranto fu scelta come base dalle flotte navali italiana, francese ed inglese.

La notte di Taranto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Notte di Taranto.
(EN)
« Taranto, and the night of November 11th - 12th, 1940, should be remembered for ever as having shown once and for all that in the Fleet Air Arm the Navy has its most devastating weapon. »
(IT)
« Taranto, e la notte dell'11-12 novembre 1940, dovrebbero essere ricordate per sempre, per aver dimostrato una volta per tutte come la Marina abbia nella flotta aerea la sua arma più devastante. »
(Ammiraglio Andrew Cunningham)

Durante la seconda guerra mondiale, la città subì un bombardamento storicamente ricordato come la notte di Taranto, a seguito del quale si contarono 85 vittime tra civili e militari. Tra la notte dell'11 e del 12 Novembre 1940, per via della sua importanza strategica e militare, la città subì un devastante attacco da parte della Royal Navy britannica. La dinamica dell'azione fu attentamente studiata dai giapponesi per potersene poi avvalere in previsione dell'attacco alla base di Pearl Harbor. Durante quella notte, 21 aerei del tipo Fairey Swordfish dotati di siluri e bombe, si alzarono dalla portaerei inglese Illustrious, che si trovava a 170 miglia dalla costa scortata dalle navi da battaglia Malaya, Ramilies, Valiant, Warspite, dagli incrociatori Gloucester, York e da 13 cacciatorpediniere. Al comando vi era l'ammiraglio Andrew Cunningham. Gli aerei inglesi partiti in due ondate successive giunsero indisturbati su Taranto. Grazie ad una precedente ricognizione che non fu contrastata dalla difesa italiana, i piloti conoscevano perfettamente le unità da colpire, che erano tra l'altro dotate di reti parasiluri insufficienti e protette da pochi palloni di sbarramento. Nell'attacco la flotta italiana subì gravi danni. La corazzata Conte di Cavour subì i danni maggiori, venendo parzialmente affondata. Inoltre furono seriamente danneggiati le corazzate Caio Duilio e Littorio e l'incrociatore Trento. Danni vennero riportati anche dai due cacciatorpediniere Libeccio e Pessagno. Furono anche attaccati vari depositi di carburante sulla terraferma. Alla fine il bilancio fu di 85 morti, di cui 55 civili, e di 581 feriti, nonostante il Bollettino di Guerra del Comando Supremo n.158 del 12 novembre 1940 affermasse che non vi sarebbe stata alcuna vittima. Uno dei tragici ricordi di quella battaglia per gli abitanti di Taranto, testimoni dell'evento, fu quello di udire dal mare le strazianti urla di sofferenza dei militari italiani imbarcati sulle navi danneggiate, vittime dei siluramenti.

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1965 venne inaugurato dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat il IV Centro Siderurgico Italsider, il più grande centro per la produzione dell'acciaio in Europa. Grazie a questa nuova realtà industriale, e disponendo di un grande porto mercantile, la città conobbe un altro e più marcato slancio dell'economia locale, con conseguente aumento della popolazione e del reddito pro-capite, e diventando negli anni a seguire zona di insediamento di cementifici, raffinerie ed industrie metalmeccaniche. Il 18 Ottobre 2005 viene dichiarato ufficialmente il dissesto finanziario del Comune di Taranto. Le passività accertate ammontano inizialmente a € 357.356.434, ma nel mese di marzo 2007, il capo della commissione di liquidazione del Comune, Francesco Boccia, dichiara una cifra pari a circa 637 milioni di Euro.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma civico di Taranto fu riconosciuto ufficialmente il 20 dicembre del 1935[16]:

« D'azzurro, al delfino nuotante e cavalcato da un dio marino nudo sostenente nel braccio sinistro un panneggio svolazzante e con la destra scagliante il tridente, al capo cucito di rosso centrato, caricato della conchiglia d'oro, posta fra la leggenda Taras »
(Decreto reale di concessione in data del 20 dicembre 1935)

Il giovane dio a cavallo del delfino raffigurato sullo stemma, si ispira a quello delle monete magno-greche del periodo di massimo splendore della città.

Nel 1589, una precedente versione dello stemma raffigurante un uomo adulto coronato a cavallo di un delfino, reggente nella mano destra un tridente e nella mano sinistra uno scudo con sopra uno scorpione al posto dell'attuale drappo[17], sostituì a sua volta l'antico stemma raffigurante uno scorpione suggerito da Pirro, e che attualmente è utilizzato come simbolo della provincia ionica[18].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monumento al marinaio
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architetture di Taranto.

Taranto presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale: dagli antichi luoghi di culto, tra i quali i resti del Tempio Dorico, i resti archeologici delle necropoli greco-romane e delle tombe a camera, la Cripta del Redentore, ai palazzi appartenuti alle famiglie nobili ed alle personalità illustri della città, tra i quali Palazzo Pantaleo e Palazzo d'Ayala Valva. La città offre inoltre una ricca varietà architettonica a testimonianza della forte religiosità e devozione: si va dal romanico al barocco della facciata della cattedrale di San Cataldo, dal gotico della chiesa di San Domenico Maggiore alle forme decisamente più eleganti delle chiese dalle linee rinascimentali e neoclassiche. Numerose anche le cripte, i monasteri, i santuari e le edicole votive.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di San Cataldo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di San Cataldo.
Cattedrale di San Cataldo

Concattedrale Gran Madre di Dio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Concattedrale Gran Madre di Dio.
Concattedrale Gran Madre di Dio

La concattedrale Gran Madre di Dio si trova nella parte moderna di Taranto, comunemente nota come Città Nuova o Borgo Nuovo. Voluta dall'arcivescovo di Taranto, monsignor Guglielmo Motolese, fu progettata dall'architetto milanese Gio Ponti[20]. Costruita tra il 1967 e il 1970, fu inaugurata il 6 dicembre dello stesso anno. Dedicata alla Gran Madre di Dio, protettrice della città insieme a san Cataldo, rappresenta, in omaggio alla tradizione marinara della città, una "vela" che si specchia nell'acqua delle tre vasche antistanti l'ingresso, simboleggianti il mare[21]. La facciata è composta da due parti: quella anteriore è lunga 87 e larga 35 metri, quella posteriore, arretrata di 50 metri rispetto alla prima, è costituita da un doppio muro traforato alto 40 metri, che sostituisce la cupola tradizionale.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Ponte Girevole[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte girevole

Il Ponte Girevole o Ponte di San Francesco di Paola è la struttura che collega l'isola del Borgo Antico con la penisola del Borgo Nuovo. Inaugurato il 22 maggio 1887 dall'Ammiraglio Ferdinando Acton, il ponte sovrasta un canale navigabile lungo 400 metri e largo 73 metri che unisce il Mar Grande al Mar Piccolo. Il ponte misura attualmente 89,9 metri di lunghezza e 9,3 metri di larghezza. "Costruito dall'Impresa Industriale Italiana di Napoli su progetto dell'ingegner Giuseppe Messina che ne diresse i lavori di costruzione, era originariamente costituito da un grande arco a sesto ribassato in legno e metallo, diviso in due braccia che giravano indipendentemente l'una dall'altra attorno ad un perno verticale posto su uno spallone. Il funzionamento avveniva grazie a turbine idrauliche alimentate da un grande serbatoio posto sul Castello aragonese adiacente, capace di 600 metri cubici di acqua che in caduta azionavano le due braccia del ponte. La struttura venne successivamente rimodernata negli anni 1957-1958, introducendo un funzionamento di tipo elettrico, ma mantenendo di fatto inalterati i principi ingegneristici della allora costituenda Direzione del Genio Militare per la Marina. Il progetto fu realizzato dalla Società Nazionale Officine di Savigliano, per tutto quello che riguardava gli organi meccanici ed i comandi elettrici. Il nuovo ponte fu inaugurato dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 10 marzo 1958, e venne intitolato a san Francesco di Paola, protettore delle genti di mare.

Sala Persefone - Ipogeo de Beaumont Bellacicco

Ipogeo De Beaumont Bonelli Bellacicco[modifica | modifica wikitesto]

Sala Etra - Ipogeo de Beaumont Bellacicco

L'ipogeo "De Beaumont Bonelli Bellacicco", sito nel Borgo Antico di Taranto in corso Vittorio Emanuele al civico 39, è una struttura che narra la storia di Taranto sin dall'epoca geologica risalente a circa 65 milioni di anni fa, con successive tracce magno-greche, bizantine, medioevali e del XVIII secolo.La peculiarità che rende questa struttura unica in tutto il panorama storico-artistico tarantino è che in essa sono documentate tutte le epoche e i periodi storici a partire dalla fondazione di Taranto ad opera degli spartani fino al XVII sec. data di costruzione del Palazzo nobiliare de Beaumont Bonelli.

L'Ipogeo, una delle poche architetture storiche interamente restaurate e fruibili del borgo antico, si sviluppa su tre livelli per complessivi 700 m² e per 14 metri sotto il livello stradale. Al suo interno si trova il banco di roccia calcarea, sulla quale si possono ammirare i resti fossili dei mitili tipici di Taranto. Le mura perimetrali sono di origine bizantina, mentre è molto probabile che il muro che divide la struttura dal mare possa avere origini magno-greche. L'ipogeo presenta uno sbocco esclusivo al livello del mare, che permette l'accesso diretto alla battigia del lungomare del Borgo Antico. Su questa struttura è stato eretto in epoca successiva il Palazzo de Beaumont Bonelli, residenza della Marchesa De Beaumont e del Principe Bonelli suo marito[22].

L'ipogeo de Beaumont Bonelli Bellacicco, di gestione e appartenenza privata, è stato riconosciuto "Sito Storico" dal Ministero dei Beni Culturali ed è visitabile su prenotazione mediante il servizio di visite guidate alla Taranto Sotterranea dell'Associazione Culturale Filonide. L'ipogeo è inoltre oggetto di numerose tesi di laurea in architettura e beni culturali e rappresenta la terza struttura storica più visitata di Taranto dopo il MarTa e il Castello Aragonese

Per la sua unicità architettonica l'Ipogeo de Beaumont Bellacicco è stato scelto come location per il nuovo video musicale di Mondo Marcio e Mina intitolato "Un bacio (troppo poco)"[23]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Castello Aragonese

Il Castello aragonese o Castel Sant'Angelo, occupa con la sua pianta quadrangolare e il vasto cortile centrale, l'estremo angolo dell'isola su cui sorge il borgo antico della città. Il primo nucleo del castello risale al 916, quando i Bizantini avviarono la costruzione della "Rocca" a protezione dagli attacchi dei Saraceni e della Repubblica di Venezia. Questa prima fortificazione era costituita da torri alte e strette, dalle quali si combatteva con lance, frecce, pietre, ed olio bollente. Nel 1481 fu realizzato un primo canale navigabile, più stretto dell'attuale e con sponde irregolari, per consentire il passaggio di piccole imbarcazioni e migliorare la difendibilità del castello.

Nel 1486, Ferdinando II d'Aragona incaricò l'architetto Francesco Di Giorgio Martini di ampliare il castello e di conferirgli l'attuale struttura, onde rimpiazzare la tipologia medievale delle torri concepita per la difesa piombante. La nuova fortificazione doveva comprendere sette torri, di cui quattro unite tra loro a formare un quadrilatero, e le rimanenti tre allineate lungo il fossato fino al Mar Piccolo. Le quattro torri furono intitolate rispettivamente a San Cristofalo, a San Lorenzo, alla Bandiera ed alla Vergine Annunziata. Nel 1491 fu aggiunto sul lato rivolto al Mar Grande il rivellino di forma triangolare tra la "Torre della Bandiera" e la "Torre San Cristofalo". Il castello fu ultimato nel 1492, come risulta dall'incisione di una lapide murata sulla "Porta Paterna".

Fortezza de Laclos[modifica | modifica wikitesto]

La Fortezza de Laclos è una fortificazione fatta edificare sull'Isola di San Paolo per volontà di Napoleone Bonaparte alla fine del Settecento. L'Imperatore la volle per la protezione della città di Taranto, quando decise di farne uno dei suoi avamposti nel Mar Mediterraneo. A condurla fu il generale d'artiglieria Pierre Choderlos de Laclos, che restò qui sepolto dal 1803 al 1814, anno in cui si pensa che le sue spoglie siano state gettate in mare per odio nei confronti dei francesi. La fortezza rappresenta ancora oggi un pregevole esempio di architettura militare del passato, molto importante anche dal punto di vista paleontologico per la presenza di resti fossili osservabili nei blocchi di calcare con cui fu rivestita la struttura.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

La Tomba degli Atleti

Necropoli greco-romane[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio delle necropoli scoperte nella città ha fornito agli archeologi una grande quantità di informazioni sulla società, sulla cultura, sull'arte e sul lavoro degli antichi popoli del periodo greco-romano.[24] I resti ritrovati, testimoniano la presenza di veri e propri rituali funerari: le sepolture avvenivano per inumazione, cioè seppellendo i defunti in posizione fetale, ma anche mediante cremazione, cioè bruciando i corpi dei defunti e conservandone le ceneri in un'urna. All'interno delle tombe veniva deposto il corredo funerario, solitamente legato alla vita quotidiana dell'individuo, pertanto le stesse venivano corredate con utensili, vivande e gioielli, nel tentativo di imitare la casa del defunto.

Nelle necropoli di Taranto si possono riscontrare differenti tipi di tombe:

  • le "tombe a camera" e le "tombe a semicamera", adottate dalle famiglie aristocratiche, collocate all'incrocio di due vie per essere facilmente individuabili;
  • le "tombe a fossa", adottate dalle famiglie plebee, scavate nella roccia e chiuse da un masso.

Le 160 sepolture sono dislocate in sette siti archeologici: la necropoli di via Marche, le tombe a camera di via Umbria, di via Sardegna e di via Pio XII, la tomba a semicamera di via Alto Adige, l'ipogeo Genoviva di via Polibio e la "tomba degli atleti" di via Francesco Crispi.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Oasi Palude La Vela[modifica | modifica wikitesto]

L'Oasi Palude "La Vela" è un'area naturale protetta di proprietà demaniale a valenza naturalistico-ambientale situata sulle sponde del Mar Piccolo. L'ambiente è prevalentemente di tipo palustre, con canneto e macchia mediterranea, ampi acquitrini e zone periodicamente sommerse. L'avifauna è caratterizzata da una colonia stanziale di aironi cinerini, ma durante i mesi invernali la popolazione aumenta sensibilmente per numero e per specie: si segnalano infatti gru, cicogne, fenicotteri, volpoche, falco pescatore. Altri uccelli sia lacustri quali cigni reali, germani reali, folaghe, gabbiani reali e cormorani sia boschivi quali corvi, gazze, picchi, scriccioli, ghiandaie e i numerosi uccelli rapaci ne fanno un luogo perfetto per il birdwatching. I rettili come la tartaruga palustre, il cervone e la vipera sono comuni così come gli anfibi. I mammiferi sono costituiti da esemplari di roditori quali il topo quercino, l'arvicola, gli scoiattoli e le istrici e da altri animali quali volpi, faine, tassi, ricci e cinghiali. La flora presenta ampi salicornieti, orchidee spontanee e pinete di pino d'Aleppo. L'oasi funge principalmente da centro di irradiamento dell'avifauna che colonizza gradatamente le aree circostanti, ed è stata gestita dal WWF di Taranto, che ha svolto attività di monitoraggio e anti-bracconaggio, fino a pochi anni fa.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Il mito di Falanto[modifica | modifica wikitesto]

Il mito di Falanto

Sul lungomare del Borgo Antico, un pannello in ceramica di 140 m² raffigura la leggenda della colonizzazione greca e della successiva nascita di Taranto. L'opera realizzata dell'artista Silvana Galeone su progetto del Centro Culturale Filonide, si ispira al mito dell'eroe spartano Falanto ed al responso dell'Oracolo di Delfi da lui interpellato, il quale sentenziò: «Quando vedrai piovere dal ciel sereno, conquisterai territorio e città.». Falanto, vedendo piangere sua moglie Ethra, il cui nome in greco vuol dire "cielo sereno", ritenne che l'oracolo si fosse avverato, e si accinse a fondare la sua città a cui diede il nome di Saturo, località ancora esistente a pochi chilometri dalla città.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]

Nel 1993 la frazione di Statte diventa comune autonomo (lo stesso era successo per l'ex frazione di Crispiano, diventata comune autonomo nel 1919), sottraendo così circa 14000 residenti al comune di Taranto.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Taranto al 31 dicembre 2013 sono 2.550 e rappresentano l'1,2% della popolazione residente.[26]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto tarantino.

Il dialetto tarantino affonda le sue origini nell'antichità, quando il territorio era dominato dalle popolazioni messapiche. La colonizzazione dei Greci che vide affiorare Taras, non solo come città più importante della Magna Grecia, ma anche come centro culturale, poetico e teatrale, ha lasciato un notevole influsso linguistico, sia dal punto di vista lessicale che morfo-sintattico, nonché un particolarissimo accento che secondo gli studiosi doveva corrispondere all'antica cadenza dorica.

Questi influssi sono ancora oggi notabili in parole di origine greca.

Nel corso dei secoli, il dialetto subì le influenze linguistiche delle dominazioni bizantine, longobarde, normanne, angioine, nonché della lingua araba, spagnola e napoletana. Nella zona di Talsano, borgata a sud est di Taranto, è diffuso il dialetto talsanese, il quale si differenzia per cadenza e pronuncia dal dialetto tarantino puro, rimanendo comunque simile al tarantino e non assimilabile ai dialetti salentini. Nell'isola amministrativa tarantina sita tra i comuni di Pulsano e Lizzano viene parlato il Dialetto salentino di tipo brindisino.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

I riti della Settimana Santa[modifica | modifica wikitesto]

La Processione dei Misteri

I riti della Settimana Santa di Taranto rappresentano uno degli eventi più importanti che si svolgono nella città a partire dalla Domenica delle Palme.

Nel giorno in cui si ricorda l'entrata di Gesù a Gerusalemme, le due principali Confraternite del Comune di Taranto, quella dell'Addolorata (appartenente alla chiesa di San Domenico Maggiore sita nel Borgo Antico) e quella del Carmine (appartenente alla chiesa del Carmine sita nel Borgo Nuovo), effettuano le gare per l'aggiudicazione delle statue e delle poste delle due processioni, quella dell'Addolorata (confraternita dell'Addolorata) e quella dei Misteri (confraternita del Carmine): in un'apposita assemblea, il segretario o uno degli assistenti del priore bandisce l'asta che prosegue fino a quando il simbolo (o statua) viene aggiudicata al confratello che ha fatto l'offerta più alta.

Il ricavato dell'asta viene devoluto nel corso dell'anno in favore di iniziative benefiche e per la gestione stessa della Confraternita.

Il Palio di Taranto[modifica | modifica wikitesto]

Targa con il logo del palio

Il Palio di Taranto è una tradizionale manifestazione in costume che include una gara di barche a remi abbinate ai dieci rioni della città.

Istituito nel 1986, si ripete ogni anno l'8 maggio, in concomitanza con le celebrazioni in onore di San Cataldo, patrono della città, che si concludono il 10 maggio. La seconda ed ultima gara si disputa nella terza domenica di luglio.

Il Palio o "Torneo dei Rioni" si svolge nelle acque del Mar Grande e del Mar Piccolo, a cui partecipano i rappresentanti dei dieci rioni. Ogni equipaggio è composto da due marinai abbigliati con un abito storico. La gara si svolge effettuando in meno di mezz'ora il periplo dell'isola che costituisce il Borgo Antico della città, al termine del quale il presidente della giuria decreta i vincitori tra le imbarcazioni giunte al traguardo situato sotto il Ponte Girevole, dandosi battaglia fino all'ultima vogata. Il vero trofeo sarà però consegnato solo dopo la seconda gara che si disputa in luglio, sommando i due punteggi e proclamando l'equipaggio vincente.

Il torneo è affiancato dal "Trofeo delle Interforze", a cui partecipano le forze dell'ordine, ed il "Torneo delle Canoe", abbinato alle sei circoscrizioni.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il problema dell'inquinamento[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della Vita (Italia Oggi)
2003 98º
2004 101º (−3)
2005 71º (+30)
2006 84º (−13)
2007 99º (−15)
2008 100º (−1)
2009 86º (+14)
2010 77º (+9)
2011 79º (-2)
2012 79º (-)
Anno Classifica (Legambiente)
2008 66º
2009 66º
2010 64º
2014 77º(+2)

Taranto è una delle città più inquinate dell'Europa occidentale per i veleni emessi delle industrie del suo territorio[27], e con un tasso tumorale ben più alto rispetto alla media nazionale[28].

Per quanto riguarda la diossina, si diffonderebbe su una vasta area geografica, a seconda dei venti, in particolare tramite un camino dell'impianto di agglomerazione alto 210 metri dell'Ilva.

Gli impianti dell'Ilva emettevano nel 2002 il 30,6% del totale di diossina italiano, ma secondo le associazioni ambientaliste, la percentuale sarebbe salita nel 2005 al 90,3%, contestualmente allo spostamento in loco delle lavorazioni "a caldo" dallo stabilimento di Genova[29]. In base ai dati INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) del 2006, la percentuale si sarebbe infine assestata al 92% rispetto al totale delle emissioni industriali di diossina dichiarate dalle aziende al Ministero dell'Ambiente.

Nel 2007 nasce il comitato cittadino "Taranto Futura", con l'obiettivo di stimolare la classe politica ad una severa presa di posizione nei confronti della grande industria, l'Ilva in particolare, sospettata del crescente numero di morti per neoplasie. Il comitato, per voce del suo presidente, il Giudice Onorario Avv. Nicola Russo, si fa promotore un anno dopo di un referendum popolare riguardante la chiusura totale o parziale dell'Ilva, sulla scorta di quanto già avvenuto per lo stabilimento di Genova[30].

Nel marzo 2008 l'associazione Peacelink commissiona delle analisi e viene riscontrato in un formaggio pecorino locale una forte contaminazione da diossina.

Nel dicembre 2008, la Regione Puglia approva a maggioranza una legge regionale contro le diossine. La norma impone limiti alle emissioni industriali a partire da aprile 2009: l'Ilva, come le altre aziende, dovrà scendere a 0,4 nanogrammi per metrocubo entro il 2010[31]. Nel febbraio 2009, una modifica alla legge regionale ha però allungato i tempi per il primo taglio dei limiti di diossina a 2,5 nanogrammi per metrocubo, spostando dal primo aprile al 30 giugno l'entrata in vigore del limite stesso[32].

Il 28 novembre 2009 il Comitato "Alta Marea contro l'inquinamento" organizza una grande manifestazione (replica della precedente che si ebbe l'anno prima, il 29 novembre 2008) contro l'inquinamento alla quale partecipano circa 20 000 cittadini.

Il 7 agosto 2012 il tribunale del Riesame di Taranto conferma il provvedimento di sequestro degli impianti dell'area a caldo dell'Ilva predisposto dal gip di Taranto Patrizia Todisco, sequestro vincolato alla messa a norma dell'impianto. Conferma inoltre gli arresti domiciliari per Emilio Riva, per suo figlio Nicola e per l'ex dirigente dello stabilimento Luigi Capogrosso. «Chi gestiva e gestisce l'Ilva, ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza», scriveva il gip di Taranto Patrizia Todisco.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Gli atleti di Taranto ad Olimpia[modifica | modifica wikitesto]

Tra il VI ed il IV secolo a.C., grazie alle partecipazioni alle feste panelleniche, che si celebravano con gare ginniche, si instaurarono rapporti di tipo sportivo tra la città di Taranto e la Grecia Continentale.

Nel momento in cui i Giochi Olimpici raggiunsero una certa importanza, alle competizioni presero parte anche i popoli della Magna Grecia, compresi gli atleti tarantini. Fu proprio in questo periodo che gli atleti di Taranto si affermarono in importanti discipline olimpiche.
Tra questi il più importante fu Icco, medico ginnasiarca e maestro, nonché fondatore della ginnastica medica e della dieta atletica. Vincitore del Pentathlon nella 77ª Olimpiade (472 a.C.), gli venne dedicato un monumento nel tempio di Giunone ad Olimpia a testimonianza di questa sua vittoria.

Testimonianza fondamentale delle vittorie ai Giochi di Olimpia è anche il famoso Atleta di Taranto, il cui sarcofago è esposto nel Museo nazionale archeologico di Taranto.

Dalle analisi effettuate sulle tre anfore panatenaiche rinvenute insieme al sarcofago, è stato possibile dedurre che l'atleta si affermò in due specialità del pentathlon (lancio del disco e salto con gli halteres, pesi a forma semilunata), nel pugilato e nella corsa con la quadriga.

L'importanza dello sport era particolarmente sentita a Taranto, tanto che vi si celebravano spesso manifestazioni sportive.

Nel Ginnasio tarantino, infatti, la gioventù si esercitava a corpo nudo e si allenava nelle varie specialità sportive.

Dopo quelli di Crotone e di Siracusa, gli atleti di Taranto furono tra i più rinomati della Magna Grecia[33].

Atleti di Taranto vincitori alle Olimpiadi
Olimpiade Anno Atleta Specialità
63ª Olimpiade 520 a.C. Anoco Corsa del diaulo
65ª Olimpiade 512 a.C. Adamanto Corsa Stadio
Anoco Corsa del diaulo
76ª Olimpiade 476 a.C. Ignoto tarantino Corsa oplite
Zopiro Pentathlon o quinquernizio,
corsa oplite
77ª Olimpiade 472 a.C. Epicratide Lotta
Icco Pentathlon
78ª Olimpiade 468 a.C. Ippozione Penthatlon
100ª Olimpiade 380 a.C. Dionisodoro Corsa stadio
107ª Olimpiade 352 a.C. Smicrino Corsa stadio
111ª Olimpiade 336 a.C. Mys Pugilato
Ignoto tarantino Ippica
 ?  ? Timante Giochi vari

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca civica "Pietro Acclavio"
150.000 unità bibliografiche di argomenti vari e storia locale.
Sezione "Rari" con 33 manoscritti, 4 incunaboli, circa 300 cinquecentine, numerose opere del seicento, del settecento e dell'ottocento, e 4 pergamene[34].
Biblioteca arcivescovile "Monsignor Capecelatro"
25.000 volumi di argomento storico, teologico, filosofico
Biblioteca Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia
20.000 volumi di argomento storico e archeologico
Biblioteca Istituto "Archita"
20.000 testi di argomenti vari a carattere umanistico
Biblioteca Soprintendenza Archeologica della Puglia
16.000 tra volumi e opuscoli di argomento storico e archeologico
Biblioteca Camera di Commercio
13.000 testi e 150 periodici di argomento statistico ed economico
Biblioteca "Sant'Egidio" Convento di San Pasquale
22.000 volumi di argomento storico e teologico
Biblioteca Istituto Sperimentale Talassografico "Attilio Cerruti"
3.000 volumi di argomento biologico/marino e chimico/marino
Biblioteca Marina Militare
16.325 volumi di argomenti relativi alle forze armate
Archivio di Stato
35.000 tra volumi, pergamene, opuscoli di storia della città di Taranto
Archivio Storico del Comune di Taranto
atti amministrativi prodotti dalle Direzioni del Comune di Taranto
Centro di Documentazione Educativa
850 tra volumi ed opuscoli e 10 periodici di argomento psicopedagogico
Museo "Bios Taras"
50 volumi di argomento scientifico, storico e naturale
Emeroteca comunale

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Istituto Sperimentale Talassografico Attilio Cerruti[modifica | modifica wikitesto]
Pittura su vetro nella tromba delle scale

Nato nel 1914 come "Laboratorio Demaniale di Biologia Marina" per la ricerca applicata alla molluschicoltura, l'Istituto Sperimentale Talassografico "Attilio Cerruti" ha sede in via Roma, ed è intitolato al suo fondatore per i meriti acquisiti in campo scientifico. Attilio Cerruti incrementò notevolmente l'attività scientifica e il patrimonio del laboratorio, ospitato in due vani concessi dal Comune fino al trasferimento presso la sede attuale, costruita nel 1932 in stile rinascimentale. Entrato a far parte definitivamente del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1977, afferisce al Comitato Nazionale per le Scienze e le Tecnologie dell'Ambiente e dell'Habitat.

La sede dell'istituto è all'interno di un parco in prossimità del canale navigabile, quindi in una posizione privilegiata per l'accesso al Mar Piccolo e al Mar Grande. La disponibilità di moderne attrezzature di laboratorio nel campo della spettrofotometria ad assorbimento atomico, della gascromatografia, della cromatografia liquida ad alta pressione, della spettrometria di massa, della polarografia e dell'analisi automatica delle acque, e la disponibilità di un'imbarcazione di 15 metri, ne fa un centro ideale per l'attività di ricerca in campo marino. Sono inoltre presenti nei locali camere termostatiche per colture di organismi marini animali e vegetali, e 5 vasche di 40 m³ alimentate con acqua di mare.

I suoi principali campi di ricerca sono:

  • Cicli biochimici nel Mar Piccolo;
  • L'impatto degli inquinanti con l'ecosistema marino;
  • Controllo e recupero ambientale;
  • L'impatto della pesca di crostacei sulla biodiversità della costa del Salento;
  • L'introduzione della Caulerpa racemosa e della Undaria pinnatifida;
  • Biodiversità della flora batterica marina;
  • Coltura delle alghe a fini energetici.

Sono annessi all'istituto un museo e una biblioteca: il museo contiene una collezione di circa 3.000 reperti riferiti alla vita del mare e alla ricerca, alcuni risalenti al XIX secolo, mentre la biblioteca è dotata di un'emeroteca con 180 periodici nazionali e 600 riviste internazionali, nonché 1.650 volumi e una ricca collezione di estratti e monografie.

Fondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli[modifica | modifica wikitesto]

La Fondazione Marittima "Alessandro Michelagnoli" si prefigge lo scopo di favorire la cultura umanistica, scientifica e tecnica del mondo del mare e valorizzare e promuovere la ricerca marina. Nata il 12 maggio 1989 con il patrocinio della Marina Militare Italiana, ha sede in corso Umberto al civico 147, ed è intitolata all'ammiraglio tarantino Alessandro Michelagnoli, che contribuì dopo la seconda guerra mondiale alla rinascita della Marina e ne ricoprì negli anni sessanta il massimo incarico di Capo di Stato Maggiore.

La fondazione opera d'intesa con organismi universitari e della ricerca nazionali e regionali, tra cui il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e si avvale della professionalità di ingegneri, architetti, biologi, geologi, oceanografi, ufficiali della Marina, collaboratori del mondo istituzionale ed industriale, che hanno a disposizione un laboratorio di informatica per l'editoria elettronica, per le applicazioni e le banche dati multimediali sul mondo marino, una mediateca ed una biblioteca ricca di diapositive, fotografie, documenti multimediali e libri pertinenti, nonché la Galleria della Scienza e della Tecnica, con opere di elevato valore scientifico-divulgativo.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede anche di numerosi licei, istituti e biblioteche. I primi furono il Liceo Ginnasio "Archita" del 1872, il Liceo Scientifico "Giuseppe Battaglini" e l'Istituto tecnico per le attività sociali "Maria Pia di Savoia", entrambi del 1927.

Il Liceo "Archita" fu istituito inizialmente come collegio maschile per ragazzi di buona famiglia, mentre l'Istituto "Maria Pia di Savoia" nacque come scuola privata di avviamento professionale per la donna.

A Taranto è sita la sede centrale dell'Accademia Musicale Mediterranea, una scuola musicale privata, fondata nel 1996 dal pianista Cosimo Damiano Lanza[35]

Nella città ha sede anche il Liceo Ginnasio Statale "Aristosseno" che per i rami linguistico e scientifico prevede l'indirizzo internazionale, sperimentato solo in pochissime città italiane, che conferisce un diploma valido in diverse nazioni europee.

Università[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede di corsi di laurea del Politecnico di Bari e dell'Università degli Studi di Bari e prima della loro abolizione in seguito alla riforma del sistema di governance delle università, è stata sede di dipartimenti.

A Taranto vi sono ance le sedi decentrate della LUMSA - Libera università Maria SS. Assunta di Roma e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo archeologico nazionale[modifica | modifica wikitesto]
Orecchino in oro, fine IV secolo a.C.

Il Museo archeologico nazionale di Taranto, identificato anche dall'acronimo "MArTA", è un importante museo archeologico dove è esposta, tra l'altro, una delle più importanti collezioni di manufatti dell'epoca della Magna Grecia[36], tra cui i famosi Ori di Taranto. Il museo, sito in corso Umberto I, è stato fondato nel 1887 ed occupa la sede dell'ex convento di San Pasquale di Baylon, edificato nel XVIII secolo. L'archeologo Luigi Viola voleva farne un Museo della Magna Grecia, ma esso è sempre stato dedicato, principalmente, alla documentazione archeologica di Taranto e del resto della Puglia.

Il museo consta di dieci sale al primo piano e di quindici sale al secondo, che hanno permesso di realizzare un percorso espositivo cronologico a partire dalla fase neolitica del territorio tarantino, per arrivare all'età bizantina, passando per la colonizzazione greca, la civiltà romana e la città tardoantica. In una delle sale è custodita anche la tomba dell'Atleta di Taranto.

Altri musei[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Il Corriere del Giorno di Puglia e Lucania ha cessato le pubblicazioni il 30 marzo 2014[37] dopo 67 anni di attività.

Televisioni[modifica | modifica wikitesto]

Taranto è inoltre sede delle redazioni provinciali dei canali televisivi del Gruppo Norba e di Telerama.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

A Taranto sono presenti numerose stazioni radiofoniche, fra le quali:

  • Studio 100 Radio (87.800 e 100.000 MHz)
  • Radio Taranto Stereo (93.700 MHz)
  • Publiradio Solo Musica Italiana (95.500 MHz)
  • Radio Taranto Uno (92.300 MHz)
  • Radio Cittadella (96.500 MHz)
  • Radio Taranto Esplosiva (98.100 MHz)
  • Radio Popolare Salento (107.300 MHz)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nella città di Taranto sono stati girati poco più di 20 film in circa 70 anni. Il primo fu La nave bianca, diretto da Francesco De Robertis, i cui esterni furono realizzati nell'area portuale: è una pellicola importante per la storia del cinema, perché è il primo film sonoro girato in Puglia nonché l'unico prodotto, durante la guerra, nella stessa regione.[38]

Elenco film:

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

I ristoranti tradizionali della città offrono una cucina che combina i frutti di mare con i prodotti della terra, conditi con l'ottimo olio extravergine di oliva tarantino (Olio Terre Tarentine DOP). Piatti tipici come i cavatelli con le cozze, il risotto ai frutti di mare, il polpo ed il pesce alla griglia, sono accompagnati da ortaggi crudi o cucinati nei modi più vari: i pomodori, i peperoni, le melanzane, i carciofi ed i legumi sono particolarmente saporiti.

Da non dimenticare le orecchiette (a Taranto chiamate chiangarèdde) con le cime di rapa, al sugo di braciole di cavallo o al ragù, nonché le mozzarelle e le provole fresche, o gli involtini di vitello, i fegatini "fegatidde" e gli gnumarelli "gnumaridde" alla brace, accompagnati con i vini del territorio (Aleatico di Puglia DOC, Lizzano DOC, Martina Franca DOC, Primitivo di Manduria DOC).

Arance, mandarini, clementine (Clementina del Golfo di Taranto IGP), uva, fichi e angurie non mancano mai sulle tavole imbandite, così come i dolci di miele ed in pasta di mandorle, o le più tipiche Carteddàte, Sannacchiùdere e Pettole, preparate nell'occasione di particolari festività o ricorrenze.

Alcolici[modifica | modifica wikitesto]

La Birra Raffo è per antonomasia "la birra dei tarantini"[39]. Inoltre, sebbene oggi non sia più di proprietà dell'omonima famiglia, ma oramai rilevata dalla distilleria Caffo, è originaria di Taranto la Borsci, creatrice del famoso Elisir San Marzano Borsci.

Persone legate a Taranto[modifica | modifica wikitesto]

Taranto ha dato i natali a numerose personalità illustri: Archita, Livio Andronico, Tommaso Niccolò d'Aquino, Giovanni Paisiello e sant'Egidio Maria da Taranto. Tra coloro che, por motivi di studio o di soggiorno, hanno legato il proprio nome alla città si ricordano Quinto Ennio, san Cataldo, vescovo e patrono della città, Rodolfo Valentino, e Aldo Moro.

Personaggi tarantini contemporanei[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Rievocazione storica, VIII edizione

Le principali manifestazioni che si svolgono in città durante l'anno sono:

Da aprile a novembre

  • Stagione Concertistica "Emozioni Concertistiche" rassegna di giovani pianisti - Accademia Musicale Mediterranea;

Da ottobre a maggio

  • Stagione Concertistica dell'Associazione Amici della Musica "Arcangelo Speranza";
  • Stagione Concertistica dell'Orchestra della Magna Grecia;

-Calendario-

Gennaio

  • Trofeo Internazionale di Jūdō "Città di Taranto";

Febbraio

  • Premio Qualità della Vita (14 febbraio);

Marzo

  • Gara di auto d'epoca "Tarantostorica";

Aprile

Maggio

  • Celebrazioni in onore di San Cataldo;
  • Rievocazione del matrimonio di Maria d'Enghien;
  • Concorso Pianistico Internazionale "Arcangelo Speranza";
  • Festival Italiano della cozza tarantina;
  • FotoArtePuglia, Festival di fotografia;
  • Palio di Taranto;
  • Torneo Internazionale Femminile di Tennis "Città di Taranto".

Luglio

Agosto

  • Portici d'estate;
  • Manifestazione Artistica "L'Isola che Vogliamo";
  • Anniversario del Cristo del Mare;

Settembre

  • Processione a mare "Stella Maris";
  • Settimana Internazionale di Danza Taranto Danza;
  • Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia;

Novembre

  • Premio Italia Olimpo Pianistico (Concorso Internazionale)

Dicembre

  • Taranto Film Festival

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo morfologico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sviluppo morfologico di Taranto.

Una ricostruzione topografica che risulti attendibile della Taranto antica è molto difficile, in quanto l'attuale configurazione edilizia del Borgo Antico, è il risultato del millenario sovrapporsi di interventi urbanistici. Le continue demolizioni e ricostruzioni, avvenute spesso riutilizzando materiali e resti architettonici di varia provenienza, hanno contribuito significativamente alla cancellazione delle tracce del passato. A questo si vanno ad aggiungere il trafugamento di reperti archeologici e gli scavi distruttivi, operazioni che hanno reso spesso arduo il lavoro degli studiosi impegnati sia nella comprensione della città greco-romana, che nell'attribuzione ai reperti della giusta identità e ubicazione.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Fino all'Unità d'Italia, la città era arroccata esclusivamente sull'isola. Soltanto infatti tra il 1865 ed il 1883 si demolirono le fortificazioni presenti nella città antica, dando così inizio alla crescita della città nuova al di fuori delle mura, e quindi alla pianificazione di due borghi distinti: il Borgo Antico ed il Borgo Nuovo[40]. Osservando la città dal punto di vista urbanistico, nel Borgo Antico si ha un intrico di vicoli, derivanti dalla costruzione di abitazioni quanto più possibile addossate per sfruttare tutto lo spazio disponibile e per facilitare la difesa in caso di invasioni, mentre nel Borgo Nuovo prevale un ordinamento più razionale, quasi a pianta di Ippodamo, modificatasi successivamente in una conformazione a ventaglio.

A causa della particolare conformazione del territorio, i nuclei urbani si sono sviluppati sulla striscia di terra che divide il Mar Piccolo dal Mar Grande, con la conseguenza di aver dato alla città una caratteristica forma ad imbuto. Ad Ovest e a Nord Ovest, si trova il quartiere Tamburi-Croce, con la Punta Rondinella che costituisce uno dei due punti estremi della costa bagnata dal Mar Grande, nonché la zona industriale ed il porto mercantile. A Nord del Mar Piccolo, quindi in posizione più decentrata, si trova invece il quartiere Paolo VI. A Sud Est, il quartiere Tamburi-Croce è collegato tramite il Ponte di Porta Napoli all'Isola, che rappresenta il centro storico della città, ed è per questo chiamato Città Vecchia. L'isola costituisce il nucleo originale di Taranto, ed è divenuta tale nel 1887 in seguito al taglio della penisola principale eseguito durante la costruzione del fossato del Castello Aragonese, trasformato in seguito nel canale navigabile che mette in comunicazione il Mar Piccolo con il Mar Grande. Sempre nello stesso anno, fu costruito il Ponte Girevole per collegare l'Isola al quartiere Borgo, che rappresenta il cuore della città. Procedendo verso Sud Est si trovano i quartieri Tre Carrare-Battisti, Italia-Montegranaro, Solito-Corvisea e Salinella. Ancora più a Sud si trovano invece i quartieri Talsano-Palumbo-San Donato ed il quartiere San Vito-Lama-Carelli, con il Capo San Vito che costituisce l'altro punto estremo della costa bagnata dal Mar Grande. Sulla penisola naturale avente come estremità la Punta della Penna in Mar Piccolo, e che segna il confine tra il primo seno e secondo seno del Mar Piccolo, non ci sono nuclei abitati.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Taranto è suddiviso in sei circoscrizioni[41]:

  • La I Circoscrizione (Paolo VI) è costituita dall'omonimo quartiere, che sorge a nord della città, di gran lunga il più vasto della città, che conta circa 18000 abitanti. È il più recente per formazione, essendo sorto idealmente come zona residenziale per gli operai del confinante siderurgico negli anni sessanta. A causa dell'abbandono delle più fatiscenti costruzioni del borgo antico, furono costruiti anche in questo quartiere centri di edilizia popolare per soddisfare le esigenze della popolazione.
  • La II Circoscrizione (Tamburi - Lido Azzurro) accorpa un vasto territorio a nord-ovest della città esteso per circa 38 km², costituito da due quartieri principali (Tamburi e Lido Azzurro) e altri due più esiguamente abitati (Croce e Porta Napoli). Il quartiere Tamburi, adiacente allo stabilimento siderurgico, è considerato tra i più inquinati d'Europa: vi risiede gran parte dei circa 17000 abitanti della circoscrizione. La zona di Porta Napoli rappresenta il raccordo fra il quartiere Tamburi e l'isola della città vecchia e include la principale stazione ferroviaria della città. Il quartiere Croce, sito a ridosso dell'area industriale, è scarsamente abitato, mentre il quartiere Lido Azzurro contiene l'unico sbocco balneabile della circoscrizione.
  • La III Circoscrizione (Città Vecchia - Borgo) comprende i due quartieri storici della città: l'isola della Città Vecchia, primo fulcro dell'abitato, e il Borgo, separato dalla parte antica dal Ponte Girevole, su cui sorsero i primi insediamenti abitativi della "città nuova". La circoscrizione, di cui fanno parte anche le Isole Cheradi, è fra le più popolose, con i suoi circa 43000 abitanti. Qui sono presenti le più importanti testimonianze storiche della città di Taranto e gli attuali punti di riferimento istituzionali.
  • La IV Circoscrizione (Tre Carrare - Solito) comprende i quartieri Tre Carrare - Battisti e Solito - Corvisea.
  • La V Circoscrizione (Montegranaro - Salinella) include i quartieri Italia - Montegranaro e Salinella.
  • La VI Circoscrizione (Talsano - Lama - San Vito) si estende sui quartieri Talsano - Palumbo - San Donato, San Vito - Lama - Carelli e Tramontone (Sant'Egidio).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia di Taranto.

La città si segnala da secoli per una fiorente attività nel settore primario, favorita dal particolare clima, oltre che dalla posizione e dalle caratteristiche del territorio: l'agricoltura, la pesca e, in particolar modo, la mitilicoltura rappresentano ancora oggi un'importante fonte di guadagno per la popolazione locale.

Taranto deve da sempre ai suoi mari la sua stessa esistenza. Il Mar Piccolo in particolare, ha rappresentato sin dall'antichità la fonte primaria di sostentamento per i residenti. La pesca tarantina, infatti, ha una tradizione antichissima, così come la coltura dei frutti di mare[42]. La Taranto magno-greca fu un importante centro di scambi commerciali soprattutto con la Grecia e l'Asia Minore. Nel Mar Piccolo in particolare, era fiorente l'industria per la lavorazione del bisso e per la produzione della porpora.

Solo dopo il 1860, si svilupparono le attività connesse al porto, come quelle di trasformazione dei prodotti ittici e di commercializzazione degli olii, dei vini e delle ostriche, ma è nella seconda metà del XX secolo, che la città si consolida definitivamente come importante centro industriale e commerciale.

Nei pressi del centro abitato sono presenti stabilimenti siderurgici (tra cui il più grande d'Europa[43]), petrolchimici, cementiferi e di cantieristica navale.

Zona Franca Urbana di Taranto[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 nei quartieri "Tamburi - Croce", "Isola Porta Napoli" e "Paolo VI" è stata istituita una zona franca urbana[44], che assicura un regime fiscale agevolato alle imprese operanti, in virtù del particolare disagio socio-economico dell'area.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti della provincia di Taranto
Stazione ferroviaria

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da[45]:

La Strada Statale 7/ter dall'uscita Taranto Porto fino all'incrocio dell'asse del Ponte di Punta Penna e per tutto quest'ultimo fino a Via Cesare Battisti forma la tangenziale Nord-Est di Taranto.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Taranto.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti ferroviari sono assicurati da Trenitalia mediante le linee Taranto-Bari, Taranto-Brindisi e Taranto-Crotone, quindi verso tutte le località servite dalle linee adriatica e ionica.
Taranto è inoltre collegata al resto della Puglia grazie alle Ferrovie del Sud Est mediante due stazioni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Taranto e Stazione di Taranto Galese.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Taranto.

Taranto è inoltre sede di uno dei porti industriali e commerciali più importanti del Mediterraneo e di un arsenale della Marina Militare Italiana, nonché della maggiore stazione navale.

Il porto mercantile e industriale[modifica | modifica wikitesto]

Il porto mercantile di Taranto, secondo in Italia per traffico di merci[46], è localizzato sulla costa settentrionale dell'omonimo golfo.

Il porto turistico[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del molo Sant'Eligio

Il porto turistico di Taranto è situato sul Molo Sant'Eligio, nella parte del Borgo Antico prospiciente il Mar Grande.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

L'Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" effettua servizi di solo cargo.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico in tutto il territorio comunale è l'AMAT.

Dal 2003 è stato istituito il servizio di idrovie, grazie all'utilizzo delle due motonavi "Clodia" e "Adria", acquisite dall'Azienda Consorzio Trasporti Venezia: esse collegano Piazzale Democrate a Capo San Vito, passando dal Mar Piccolo al Mar Grande attraverso il canale navigabile. Durante il periodo estivo raggiungono le Isole Cheradi attraccando al molo dell'Isola di San Paolo[47].

Fra il 1922 e il 1950 fu attiva una rete tranviaria urbana che, utilizzata prevalentemente dalle maestranze che lavoravano presso l'arsenale, adottava una peculiare soluzione tecnologica per attraversare il ponte mobile cittadino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi elezioni comunali a Taranto.
Amministrazioni precedenti dal 1860
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 Angelo Farese Sindaco
1861 1862 Francesco De Nicola Sindaco
1863 Raffaele Greco Sindaco
1864 1866 Angelo Farese Sindaco
1867 1869 Giuseppe De Cesare Sindaco
30 giugno 1871 24 novembre 1871 Giuseppe Doneddu R. Deleg. Str.
25 novembre 1871 11 settembre 1874 Raffaele Lo Jucco Sindaco
31 marzo 1875 29 aprile 1876 Domenico Sebastio Sindaco ff.
27 maggio 1876 2 maggio 1878 Vincenzo Pupino Sindaco ff.
16 maggio 1878 16 settembre 1878 Vincenzo De Cesare Sindaco ff.
17 settembre 1878 24 ottobre 1878 Stefano Berardi Sindaco ff.
25 ottobre 1878 13 gennaio 1879 Vincenzo De Cesare Sindaco ff.
14 gennaio 1879 9 ottobre 1879 Nicola Lo Re Sindaco ff.
24 marzo 1880 18 maggio 1880 Nicola Spartera Sindaco ff.
19 maggio 1880 29 agosto 1880 Nicola Lo Re Sindaco ff.
30 agosto 1880 19 settembre 1880 Nicola Spartera Sindaco ff.
20 settembre 1880 6 gennaio 1881 Adolfo Tucci Sindaco ff.
7 gennaio 1881 3 aprile 1882 Adolfo Tucci Sindaco
4 aprile 1882 29 settembre 1882 Nicola Spartera Sindaco ff.
25 settembre 1882 9 febbraio 1883 Luigi Sebastio Sindaco ff.
10 febbraio 1883 19 maggio 1883 Giacomo Mazza R. Delegato
4 ottobre 1883 17 giugno 1885 Vincenzo Sebastio Sindaco
13 ottobre 1885 9 agosto 1886 Ludovico Carducci Sindaco
10 agosto 1886 13 novembre 1887 E. Moro Delegato Straord.
14 novembre 1887 3 gennaio 1890 Vincenzo Sebastio Sindaco
4 gennaio 1890 17 marzo 1891 Luigi Viola Sindaco
18 marzo 1891 19 agosto 1891 Giustiniano Bonfiglioli Commiss. Straord.
20 agosto 1891 4 luglio 1895 Carlo Primiceri Sindaco
5 luglio 1895 25 marzo 1897 Vincenzo Damasco Sindaco
26 marzo 1897 10 aprile 1897 Claudio Alberti Comm. Prefett.
11 aprile 1897 16 luglio 1897 Michele Spirito Comm. Prefett.
17 luglio 1897 22 agosto 1899 Ernesto Olmi Sindaco
23 agosto 1899 7 agosto 1901 Vincenzo Damasco Sindaco
8 agosto 1901 5 febbraio 1902 Beniamino Battistoni R. Commiss. Straord.
6 febbraio 1902 23 settembre 1902 Vincenzo Damasco Sindaco
24 settembre 1902 29 aprile 1903 Camillo Iannelli Sindaco
30 aprile 1903 10 dicembre 1903 Angelo Parabita Sindaco
11 dicembre 1903 7 giugno 1904 Attilio De Johannis R. Commiss. Straord.
8 giugno 1904 26 luglio 1908 Camillo Iannelli Sindaco
27 luglio 1908 14 marzo 1909 Empedocle Lauricella Comm. Prefett.
15 marzo 1909 19 aprile 1909 Giacomo Semeraro Comm. Prefett.
20 aprile 1909 9 luglio 1919 Francesco Troilo Sindaco
10 luglio 1919 4 agosto 1919 Giacomo Semeraro Comm. Prefett.
5 agosto 1919 19 novembre 1920 Giacomo Semeraro R. Comm.
20 novembre 1920 18 ottobre 1922 Pasquale Delli Ponti Sindaco
19 ottobre 1922 6 maggio 1923 Giovanni Spartera Sindaco
7 maggio 1923 19 giugno 1923 Egilio Miadonna Comm. Prefett.
20 giugno 1923 29 gennaio 1924 Gennaro Di Donato Comm. Prefett.
30 gennaio 1924 6 luglio 1924 Emilio D'Eufemia R. Comm.
7 luglio 1924 18 giugno 1925 Ildebrando Merlo Comm. Prefett.
19 giugno 1925 15 dicembre 1925 Nicola D'Ammacco Comm. Prefett.
16 dicembre 1925 15 dicembre 1926 Salvatore Portelli Comm. Prefett.
16 dicembre 1926 9 aprile 1930 Giovanni Spartera Partito Nazionale Fascista Podestà
10 aprile 1930 9 gennaio 1933 Giovanni Ortolani Comm. Prefett.
10 gennaio 1933 20 aprile 1934 Leonardo Mandragora Partito Nazionale Fascista Podestà
21 aprile 1934 14 ottobre 1934 Rosario Speciale Comm. Prefett.
15 ottobre 1934 3 novembre 1934 Gilberto Mazzanti Comm. Prefett.
4 novembre 1934 4 novembre 1937 Antonino Callari Partito Nazionale Fascista Podestà
5 novembre 1937 15 dicembre 1937 Raffaele Muscogiuri Comm. Prefett.
6 dicembre 1937 8 dicembre 1938 Giuseppe Tarantini Partito Nazionale Fascista Podestà
9 dicembre 1938 3 gennaio 1939 Raffaele Giovinazzi Comm. Prefett.
4 gennaio 1939 15 ottobre 1941 Raffaele Giovinazzi Partito Nazionale Fascista Podestà
16 ottobre 1941 1º ottobre 1943 Pietro Pampillonia Comm. Prefett.
2 ottobre 1943 8 maggio 1944 Agilulfo Caramia Partito Nazionale Monarchico Sindaco
9 maggio 1944 13 dicembre 1946 Ciro Drago Partito Socialista Italiano Sindaco

Repubblica Italiana (1946-oggi)

Emblem of Italy.svg
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 dicembre 1946 28 febbraio 1948 Odoardo Voccoli Partito Comunista Italiano Sindaco
29 febbraio 1948 4 febbraio 1949 Giulio Cesare Fella Partito Repubblicano Sindaco ff.
5 febbraio 1949 2 maggio 1950 Carlo Di Donna Partito Comunista Italiano Sindaco
3 maggio 1950 12 luglio 1951 Ferruccio Scolaro Comm. Prefett.
13 luglio 1951 25 luglio 1956 Nicola De Falco Partito Comunista Italiano Sindaco
26 luglio 1956 15 dicembre 1957 Raffaele Leone Democrazia Cristiana Sindaco
16 dicembre 1957 23 aprile 1961 Angelo Monfredi Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1961 26 luglio 1963 Salvatore Spallitta Democrazia Cristiana Sindaco
27 luglio 1963 5 maggio 1965 Giuseppe Conte Democrazia Cristiana Sindaco
6 marzo 1965 27 settembre 1970 Angelo Vincenzo Curci Democrazia Cristiana Sindaco
28 settembre 1970 settembre 1975 Franco Lorusso Democrazia Cristiana Sindaco
15 settembre 1975 9 luglio 1976 Leonardo Paradiso Democrazia Cristiana Sindaco
luglio 1976 maggio 1983 Giuseppe Cannata Partito Comunista Italiano Sindaco
maggio 1983 luglio 1983 Augusto Intelligente Partito Comunista Italiano Sindaco
luglio 1983 ottobre 1985 Giovanni Battafarano Partito Comunista Italiano Sindaco
1985 1990 Mario Guadagnolo Partito Socialista Italiano Sindaco
Alfengo Carducci Democrazia Cristiana Sindaco
Michele Armentani Partito Socialista Italiano Sindaco
Roberto Della Torre Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1996 Giancarlo Cito Lega d'Azione Meridionale Sindaco
1996 1999 Gaetano De Cosmo Lega d'Azione Meridionale Sindaco
30 aprile 2000 17 febbraio 2006 Rossana Di Bello Forza Italia ,
poi Lista Con di Bello
Sindaco [48]
21 marzo 2006 giugno 2007 Tommaso Blonda Comm. Prefett.
14 giugno 2007 in carica Ippazio Stefàno Partito della Rifondazione Comunista ,
poi Sinistra Ecologia e Libertà
Sindaco [49][50]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Gli scandali e il dissesto finanziario del 2006[modifica | modifica wikitesto]

Il precedente sindaco Rossana Di Bello (Con Di Bello) si è dimessa dall'incarico 17 febbraio 2006, a seguito ad una condanna ad un anno e quattro mesi (pena sospesa) per abuso d'ufficio e falso ideologico nell'ambito dell'inchiesta sull'affidamento della gestione dell'inceneritore cittadino alla società Termomeccanica[51]. Al suo posto il prefetto ha nominato Tommaso Blonda quale commissario straordinario il quale è rimasto in carica fino alle successive elezioni del 27 e 28 maggio 2007.

Durante il commissariamento, il comune ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario. Nel marzo del 2007 Francesco Boccia, capo della commissione di liquidazione, ha accertato che il Comune di Taranto aveva accumulato debiti per 637 milioni di euro, a fronte di entrate disponibili per meno di 60 milioni di euro.[52] Si tratta del più grave dissesto finanziario di un ente locale italiano mai verificatosi, secondo, nel mondo, solo a quello di Seattle[53]. Nel 2013 il Tribunale di Taranto emette nei confronti dei 34 dipendenti del comune finiti sotto processo per aver intascato in quattro anni buste paga mensili da decine di migliaia di euro, condanne da 3 anni e mezzo a 6 anni e un risarcimento provvisorio di 5 milioni di euro nei confronti del Comune di Taranto.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è il Taranto Football Club 1927, società fondata e partecipata dai tifosi, che attualmente milita in Serie D dopo la mancata iscrizione al campionato di Lega Pro Prima Divisione 2012-2013 dell'Associazione Sportiva Taranto Calcio.

Le prime società di calcio della città furono la U.S. Pro Italia e la Audace Foot Ball Club, fondate rispettivamente nel 1906 e nel 1911. Dalla loro fusione, l'11 luglio 1927, nacque l'Associazione Sportiva Taranto. Tra 1985 ed il 2004, in seguito ad alcuni fallimenti societari, la società cambiò denominazione in Taranto Football Club S.p.A., Associazione Sportiva Taranto 1906, Unione Sportiva Arsenaltaranto, Taranto Calcio S.r.l., Taranto Sport S.r.l. ed infine A.S. Taranto Calcio S.r.l.

A partire dalla stagione 1927/28, le diverse società hanno disputato nel complesso 32 campionati in Serie B, 44 in Serie C, 6 in Serie D, più diversi campionati nelle varie leghe regionali istituite prima della seconda guerra mondiale.

Le altre squadre di calcio della città sono:

Taranto è la più grande città d'Italia a non aver mai avuto una squadra che disputasse la Serie A.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La società di pallacanestro femminile più rappresentativa è la Taranto Cras Basket, attualmente iscritta al campionato di Serie A1.

La polisportiva CRAS (acronimo di Centro Ricreativo Attività Sportive), fu fondata nel 1961 affinché le studentesse che si erano distinte nei campionati scolastici, potessero partecipare a varie discipline anche nel settore federale. Nel giro di pochi anni cominciò a distinguersi soprattutto nel basket a livello nazionale. Sul finire degli anni novanta la denominazione cambiò definitivamente in Taranto Cras Basket.

Nella stagione 2001/02, la società disputò per la prima volta il campionato di Serie A1 femminile, giungendo fino alla semifinale Scudetto, ma fu nella stagione 2002/03 che conquistò Scudetto e Coppa Italia nel giro di un mese, nonché la Supercoppa italiana. Nella stagione 2008/09, conquista il secondo Scudetto battendo in Finale l'Umana Venezia, con risultato finale di 52-56 nella quarta partita, chiudendo la serie 3 a 1. Al termine della stagione arriva a disputare la finale di Euro Cup contro la squadra turca del Galatasaray, perdendola. Il 3 ottobre 2009 bissa il successo in Supercoppa italiana contro il Club Atletico Faenza. Conquista nuovamente lo scudetto nella stagione 2009/10. Nella stagione 2010/2011 si aggiudica la sua terza supercoppa italiana. Nella stagione 2011/2012 vince la Coppa Italia (seconda) e lo Scudetto (quarto).

Pallacanestro in carrozzina[modifica | modifica wikitesto]

La società di pallacanestro in carrozzina maschile più rappresentativa è stata la Dream Team Taranto, scioltasi definitivamente nel corso del campionato 2010/11.

La Dream Team onlus Taranto venne fondata nel 2002 per iniziativa di un gruppo di amici disabili e non, amanti in modo particolare del gioco del basket, con lo scopo prioritario di ottenere attraverso l'attività sportiva una piena integrazione tra i normodotati ed i portatori di handicap.

Nella stagione della fondazione, la squadra venne promossa in Serie A2, e nella stagione 2007/08 conquistò Scudetto e Coppa Italia.

Il 21 dicembre 2008 va ad aggiungersi al palmarès la prima Supercoppa italiana. Nella stagione 2009/10 retrocede in A2, ma nella stagione 2010/11 partecipa al campionato di A1 grazie al ripescaggio. Nel corso dello stesso, per mancanza di risorse finanziarie, la squadra viene ritirata dal presidente Vito Mastroleo, concludendo così in modo inglorioso la storia del club.

Società sportive ed atleti[modifica | modifica wikitesto]

  • Baseball e Softball: ASD Tritons Taranto
  • Calcio: Taranto Football Club 1927, Delfini Rossoblu Taranto, Centro Jonico Taranto
  • Calcio a 5: Futsal Taranto
  • Canoa polo: LNI Taranto Canoa, AS Taranto Canoa
  • Football americano: ASD Delfini Taranto[54], AS Spartans Taranto
  • Hockey: Nubile Bears Taranto
  • Pallacanestro: Taranto Cras Basket, Libertas Basket Taranto, Cus Jonico Taranto, A.S. Taras Basket, Virtus Taranto, De Florio Basket
  • Pallacanestro in carrozzina: Dream Team Taranto, Taranto Basket 93
  • Pallanuoto: Rari Nantes Taranto 1996, Mediterraneo Taranto
  • Pallavolo: Volley Palafiom Taranto, Ideal Talsano
  • Rugby: Amatori Rugby Taranto 1975, 967 Taranto Rugby
  • Scherma: Club Scherma Taranto
  • Softair: Shinkitai SAT, ASD Spartani Soft Air Taranto, ASD TEAM 9mm Taranto
  • Tennis: Roberta Vinci
  • Tennis da tavolo: CTT Taranto
  • Tiro con l'arco: ASD Arcieri dello Jonio
  • Vela: Taranto Vela ASD

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio "Erasmo Iacovone", ex Stadio "Salinella" dal nome del quartiere cittadino nel quale è situato, è il maggiore stadio di calcio della città. Fu inaugurato l'8 dicembre 1965 e prese il posto del vecchio Stadio "Valentino Mazzola". Fu costruito in 100 giorni, utilizzando 130 km di tubi Innocenti e 900 m³ di gradoni di legno. In muratura erano soltanto gli spogliatoi e i servizi igienici. La capienza collaudata fu per 22.610 spettatori, mentre quella massima fu di circa 25.000. Nel 1978, lo stadio venne intitolato alla memoria del centravanti Erasmo Iacovone, morto in un incidente stradale il 6 febbraio dello stesso anno. Nel 1985, la nuova normativa in materia di sicurezza rese di fatto la struttura inagibile. Lo stadio venne allora sottoposto ad un cambiamento profondo: i tubi Innocenti ed i gradoni in legno furono sostituiti da 2.500 m³ di calcestruzzo e da 1000 quintali di acciaio[55]. Al termine dei lavori, appaltati e realizzati in diverse fasi nel corso degli anni successivi, la capienza risulterà pari a 27.584 spettatori.

Palazzi dello Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ippodromi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ippodromo Paolo VI

Circoli velici[modifica | modifica wikitesto]

  • Lega Navale Italiana;
  • Sezione Velica Marina Militare;
  • Circolo della Vela di Taranto;
  • Circolo velico Onda Buena;
  • Compagnia della Vela;
  • Centro Velico Alto Jonio;
  • Taranto Vela;

Piscine[modifica | modifica wikitesto]

  • Piscina comunale "Mediterraneo Village"
  • Acropolis
  • Blue Gym
  • Poseidon
  • Bellevue
  • Tursport
  • Meridiana

Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Taranto è stata una volta partenza e due volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
  • 2004 (10 luglio) - 10ª tappa, vinta dal Team Milazzo;
  • 2005 (5 luglio) - 8ª tappa, vinta dal Team Friuli-Venezia Giulia;

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'inverno del 1877, fu catturata nel Golfo di Taranto la prima balena, per quanto si sapesse all'epoca, comparsa nel mar Mediterraneo[57].
  • La Voce del Popolo del 7 settembre 1941, pubblicò un articolo sulla natalità nel quale si annoverava la città tra quelle più prolifiche. Veniva a tal proposito ricordata Addolorata Sangermano in Boccuni, che aveva dato alla luce il suo diciassettesimo figlio. Qualche anno prima, nel 1937, Taranto era balzata agli onori della cronaca grazie al parto plurimo di quattro gemelli di Maria Nardelli in Cardellicchio[58].
  • Taranto è stata per molti anni campo di allenamento dell'ammiraglio Agostino Straulino. Qui riuscì nell'impresa di uscire a vele spiegate dal porto di Taranto attraverso il canale navigabile con la nave scuola Amerigo Vespucci[59].
  • Esiste un detto locale: "Tre sono le città più belle del mondo: Budapèst, Bucarèst e Tarde nuèstre".
  • Il 20 luglio 2012, a seguito del fallimento dell'AS Taranto s.r.l., nasce il Taranto Football Club 1927, prima società di calcio italiana fondata e partecipata dai tifosi tramite un'associazione no-profit chiamata APS "Fondazione Taras 706 a.C.". Il Taranto, il 6 agosto 2012, si iscrive al campionato nazionale di Serie D.
  • Il 1º maggio del 2013 e del 2014 la città di Taranto ha ospitato un concerto dedicato alla festa dei lavoratori in parallelo alla canonica manifestazione di Roma. I due concerti, organizzati da associazioni cittadine apolitiche con la partecipazione dell'attore Michele Riondino, che hanno inteso porre all'attenzione dell'opinione pubblica la difficile situazione ambientale in cui versa la città, hanno registrato circa 200 000 presenze cumulative in due anni.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b "Galeso" novecento metri di mito
  4. ^ Claudio De Cuia - Arie de Pasche. Raccolte di poesie dialettali tarantine, Mandese Editore, Taranto, 2001
  5. ^ Comuni pugliesi per popolazione. URL consultato il 1º marzo 2011.
  6. ^ Taranto, Enciclopedia Treccani. URL consultata nel settembre 2014.
  7. ^ "Città Spartana", turismo in nome dell’antica Grecia in Corriere di Taranto, 23 agosto 2014. URL consultata nel settembre 2014.
  8. ^ Pietro Parenzan, L'anello di san Cataldo nel Mar Grande di Taranto (PDF) in Thalassia Salentina, vol. 6, 1972, pp. 3-24. URL consultato il 7 maggio 2009.
  9. ^ Medie Temperature Salento Puglia - Termometria Lecce Brindisi Taranto
  10. ^ Wikimedia - Antica moneta raffigurante Taras a cavallo di un delfino (510-500 a.C.).
  11. ^ Comuni italiani.
  12. ^ Giovan Battista Pellegrini, cap. 2 in Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia, Hoepli, 1990, p. 78.
  13. ^ Oswyn Murray, La Grecia delle origini, il Mulino, Bologna, 1983, pag. 189
  14. ^ Strabone, Geografia, VI, 3, 4, traduzione di Nicola Biffi in L'Italia di Strabone, 1988
  15. ^ B. Ligorio, Sapere e Denaro da Shabbatai Donnolo a Federico II, Taranto 2010, ISBN 978-88-96711-07-1, p.33
  16. ^ Araldica civica. URL consultato il 7 maggio 2009.
  17. ^ Giovan Giovine, Frontespizio in De antiquitate et varia tarentinorum fortuna, Napoli, 1589.
  18. ^ Antonio De Pascali, Gli stemmi raccontano in Antonio Maglio (a cura di), La Provincia di Taranto, Supplemento al numero del Quotidiano, fascicolo 1, Lecce, 1993, pp. 12-13.
  19. ^ La Cattedrale di Taranto - Il Duomo di San Cataldo - Storia. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  20. ^ La Concattedrale. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  21. ^ 1970 - 2010 La Concattedrale di Taranto, la vela disegnata da Gio Ponti compie 40 anni. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  22. ^ "Il Mistero della Marchesa - Riscoperta di Palazzo de Beaumont Bonelli fra storia ed esoterismo" di Bellacicco, Chirico, De Vitis, Ferilli, Mastronuzzi - Centro Culturale Filonide Editore
  23. ^ Mondo Marcio e Mina, Un Bacio (Troppo poco): nuovo singolo di Mondo Marcio con Mina.
  24. ^ Museo Nazionale Archeologico di Taranto, i siti e le aree archeologiche. URL consultato il 7 maggio 2009.
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ Cittadini Stranieri 2013 - Taranto. URL consultato il 16 giugno 2014.
  27. ^ A 13 anni ha il tumore da fumo: "È la diossina" in Corriere della Sera, 21 ottobre 2008. URL consultato il 7 maggio 2009.
  28. ^ Tumori e inquinamento ecco i dati record di Taranto. URL consultato il 7 maggio 2009.
  29. ^ La Puglia dei veleni in L'Espresso, 30 marzo 2007. URL consultato il 7 maggio 2009..
  30. ^ Taranto Futura: ecco le ragioni alla base del refererendum. URL consultato il 20 novembre 2009.
  31. ^ Regione, sì alla legge antidiossina: "Così Taranto sarà meno inquinata" in La Repubblica, 17 dicembre 2008. URL consultato il 7 maggio 2009.
  32. ^ Diossina: Accordo Ilva Taranto, tutela ambiente e lavoro in ANSA, 19 febbraio 2009. URL consultato il 7 maggio 2009.
  33. ^ Taranto olimpica. L'ideologia dell'agonismo in età greca. URL consultato il 4 maggio 2009.
  34. ^ Comune di Taranto - Biblioteca Pietro Acclavio. URL consultato il 30 aprile 2009.
  35. ^ Accademia Musicale Mediterranea
  36. ^ Così Taranto riscopre gli ori della Magna Grecia in La Repubblica, 21 dicembre 2007. URL consultato il 30 aprile 2009.
  37. ^ Il Corriere del giorno cessa la pubblicazione, Taranto perde il suo quotidiano - Repubblica.it
  38. ^ Scheda sul film a cura di Apulia film commission.
  39. ^ Sito promozionale della birra Raffo. URL consultato il 16 dicembre 2012.
  40. ^ Patrizia De Luca, Il Centro Storico di Taranto: l'Isola, Taranto, Scorpione, 2004, pp. 222-223.
  41. ^ Sito Ufficiale del Comune di Taranto
  42. ^ Patrizia De Luca, Il Centro Storico di Taranto: l'Isola, Taranto, Scorpione, 2004, p. 127.
  43. ^ Salute-lavoro, baratto assurdo. L'amara lezione di Taranto in La Repubblica, 10 gennaio 2011. URL consultato il 24 gennaio 2011.
  44. ^ Zona Franca Urbana di Taranto. URL consultato l'11-07-2009.
  45. ^ Collegamenti stradali della provincia di Taranto. URL consultato il 7 maggio 2009.
  46. ^ Porti, Taranto sorpassa Trieste in L'Espresso, 1° febbraio 2007. URL consultato il 29 aprile 2009.
  47. ^ Le motonavi del servizio idrovie. URL consultato il 29 aprile 2009.
  48. ^ Speciale elezioni 2005
  49. ^ Speciale elezioni 2007 - Elezioni amministrative
  50. ^ Taranto - Ballottaggio - Elezioni Comunali 6-7 maggio 2012 - la Repubblica.it
  51. ^ Dopo condanna, sindaco Taranto si dimette in La Gazzetta del Mezzogiorno, 25 febbraio 2006. URL consultato il 30 aprile 2009.
  52. ^ Dichiarato dissesto finanziario del Comune di Taranto in La Gazzetta del Mezzogiorno, 18 ottobre 2006. URL consultato il 30 aprile 2009.
  53. ^ Deficit di Taranto, il peggiore della storia in La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 marzo 2007.
  54. ^ Delfini Taranto asd
  55. ^ Sandro e Gianni Dibattista, Mai dire Taranto - Gli ultimi dodici anni del calcio jonico, Roma, Aldo Primerano Tipografica, 1991.
  56. ^ (EN) Organizing Committee of the Games of the XVII Olympiad, The Games of the XVII Olympiad - Rome 1960 - The Official Report - Vol. 1 (PDF), Roma, 1960, p. 215. URL consultato l'8 aprile 2007.
  57. ^ Francesco Gasco, Intorno alla balena presa in Taranto nel febbrajo 1877: memoria, Tipografia dell'Accademia Reale delle scienze, 1878.
  58. ^ Le donne di Taranto. URL consultato il 29 aprile 2009.
  59. ^ Claudio Ressmann, I novant'anni di Agostino Straulino - Una vita per il mare e la vela (PDF) in Rivista marittima, 2004, p. 79.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ettore M. De Juliis - D. Loiacono, Taranto. Il Museo Archeologico, Mandese Editore, Taranto, 1988
  • Quintino Quagliati, Il Museo Nazionale di Taranto, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1932
  • Pietro Parenzan, L'anello di san Cataldo nel Mar Grande di Taranto, da Thalassia Salentina vol. 6 pp. 3-24, Galatina, 1972
  • Ettore M. De Juliis, Gli Ori di Taranto in Età Ellenistica, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1984
  • Nino Aurora, "Conversazioni con Walter Tobagi. Industria e società a Taranto", Lacaita Editore, Manduria-Roma, 1987.
  • Giacinto Peluso, Storia di Taranto, Scorpione Editrice, Taranto, 1991
  • Giuseppe Mazzarino, Taranto, la sua vera storia, Ink Line, Taranto, 1999
  • Nicola Caputo, Taranto com'era, Edizioni Cressati, Taranto, 2001
  • Patrizia De Luca, Il Centro Storico di Taranto: l'Isola, Scorpione Editrice, Taranto, 2004
  • Francesco Carrino - Piero Massafra, Il Centro Storico di Taranto: il Borgo, Scorpione Editrice, Taranto, 2004
  • Rocco Tancredi, Il porto di Taranto tra vecchie e nuove sfide, Scorpione editrice, Taranto, 2004
  • Nicola Cippone, Taranto, il Borgo prima del Borgo, Edizioni Archita, Taranto, 2006
  • Bellacicco - Chirico - De Vitis - Ferilli - Mastronuzzi, Il mistero della Marchesa. Riscoperta di Palazzo de Beaumont Bonelli fra storia ed esoterismo, Centro Culturale Filonide, Taranto, 2008
  • Tiziana Grassi, Taranto. Oltre la notte, Bari, Progedit, 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Questa voce ha una versione parlata (troverai un riquadro, più in basso, con il link). Clicca qui per accedere al progetto Wikipedia parlata

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Taranto Portale Taranto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Taranto