Taoismo

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« Il Tao che può essere detto non è l'eterno Tao,

il nome che può essere nominato non è l'eterno nome.

Senza nome è il principio del Cielo e della Terra,... »
(Lao Tzu, Tao Te Ching (incipit))
Il carattere cinese dào. Il carattere 道 significa "via", ma anche "percorso". A partire dalla Dinastia Zhou orientale (770-256 a.C.) ha iniziato a significare la "via corretta" o la "via naturale". Ma anche "mostrare la via" quindi "insegnare", "metodo da seguire" e infine "dottrina". Nei Lúnyǔ (論語) di Confucio si dice che uno Stato "ha il 道 se è ben governato" o anche che il "re dedica sé stesso al 道". Da notare che il carattere 道 si compone di 首 ( qiú "testa" quindi "principale") + una variante del carattere 止 ( zhǐ nel significato arcaico di "piede") combinata con 行 ( xíng, "percorrere"): quindi "incedere sul percorso principale".
Il carattere cinese dào con il suo ordine di scrittura.

Il Taoismo (oppure Daoismo[1](pinyin); in cinese Dàojiào 道教, significato letterale: "insegnamento del Tao") è una filosofia religiosa panteistica, monistica (Cfr. Qi, Yin e Yang), con forti valenze naturalistiche, originaria della Cina, istituzionalizzatasi come tale all'incirca nel I secolo d.C.[2]

Indice

[modifica] Chi è Taoista?

Addentrandosi nel problema sorge spontaneo chiedersi se si possa stabilire una "ortodossia" nel Taoismo.

A questo problema si può rispondere in vari modi, ad esempio:

  1. L'incipit del Tao Te Ching (presente nell'incipit di questa voce)
  2. La seguente descrizione di Stephen Bokenkamp:
(EN)
« The term "Daoism" is used in writings on China to cover a wide variety of phenomena, from a bibliographic classification of philosophical texts—including the Zhuangzi , the Laozi , and other works—to vaguely defined attitudes: the love of nature, the pursuit of personal freedom, and a concomitant antipathy toward the Confucian-inspired social order, an antipathy shared by a number of recluses and disillusioned former officials throughout the course of Chinese history. In this way, Daoism and Confucianism have come to be seen as the yin and yang poles of Chinese thought. Nearly every figure in the history of Chinese society who cannot be readily identified as Confucian is apt to be portrayed as a Daoist. Those so identified include a disparate collection of practitioners, mystics, and thinkers—healers, shamans, alchemists, seekers of immortality, figures from popular religion who managed to find mention in the dynastic histories, and even a few Confucians who, toward the end of their lives, withdrew from society and found solace in one or another of the philosophical works bibliographically classed as Daoist, or even in the Daoist religion itself. »
(IT)
« Il termine Taoismo è usato negli scritti cinesi per coprire un'ampia varietà di fenomeni, dalla classificazione bibliografica di testi filosofici - che includono Zhuāngzǐ e Laozi ed altri lavori - a vaghi modi di sentire: l'amore per la natura, la ricerca della libertà personale, la concomitante antipatia per l'ordine sociale ispirato dal Confucianesimo, una antipatia scambiata e condivisa, nel corso della storia della Cina, da un numero di ex funzionari eremiti e delusi. In quest'ottica il Taoismo ed il Confucianesimo devono essere visti come i poli yin e yang del pensiero cinese. Praticamente ogni figura della storia della società cinese, che non possa essere identificato come confuciano, è adatto ad essere considerato Taoista. Questi ultimi comprendono quindi guaritori, mistici, terapeuti-intellettuali, sciamani, alchimisti, ricercatori dell'immortalità, figure provenienti dalla religione popolare che riuscivano a trovare menzione nelle storie dinastiche, ed anche i pochi confuciani che, alla fine delle loro vite, si allontanavano dalla società e trovavano conforto in uno dei lavori filosofici, bibliograficamente classificati come taoisti od anche nalla religione taoista stessa. »
(Stephen R. Bokenkamp, Early Daoist Scriptures[3])

[modifica] Introduzione

  • «È in gioco l'acquisizione di uno stile, non di una dottrina»|[4]
  • È uno dei tre insegnamenti cinesi, ovvero Buddismo, Taoismo e Confucianesimo ed a differenza di quest'ultimo (che lo possiede), il«Taoismo non ha né data né luogo di nascita».[5]
  • «Non è mai stato una religione unitaria, ma una combinazione costante di insegnamenti fondati su rivelazioni originarie diverse»[6]. Esso prese forma gradualmente, durante un lungo cammino, integrando diverse correnti. Scaturisce da un movimento di pensiero nato dalla combinazione de:
  • Per quanto riguarda la cultura non propriamente cinese, il taoismo od un proto-taoismo, può essere fatto risalire ad uno Sciamanesimo Siberiano (siberiano e ugro-finnico[senza fonte]) di età preistorica neolitica legata alle comunità umane di cacciatori nomadi. In esse la figura centrale di guida della comunità - nonché di primo medico naturalista - era quella dello sciamano: tramite fra mondo umano e mondo dei morti era colui che indagava le forze naturali per prevedere il futuro. Non meno importante lo sciamano aveva (ha ancora in culture sciamaniche arrivate sino ad oggi o messe in ombra come quella dei nativi americani) anche il ruolo importantissimo di interpretatore dei sogni. Ne troviamo tutt'oggi pratica comune negli usi delle comunità nomadi delle popolazioni Mongoliche[senza fonte].
  • La Medicina Tradizionale Cinese non ha subito "semplici" influenze esterne da parte del taoismo: essa è totalmente basata sul principio dello Yin-Yang, dell'equilibrio delle due forze all'interno dell'organismo e dei loro cambiamenti ciclici (in caso di benessere) o delle loro alterazioni acute o croniche (in caso di malattia). Basata interamente sul principio del mutamento (il mutamento come concetto alla base del pensiero della scuola dello Yin-Yang e dei cinque elementi) afferma che la morte di un essere vivente avvenga quando le forze in movimento all'interno suo organismo cessano ponendo lo stesso in uno stato di immutabilità assoluta (come quella di una roccia), di stasi totale delle sue funzioni, chimiche, fisiche meccaniche ed elettriche.
  • Il Taoismo (in particolare quello dei due principali maestri) tende a non dare chiari codici comportamentali, (a differenza ad esempio del Confucianesimo) ritenendo che la spontaneità sia la miglior guida. Tuttavia se vivere il taoismo significa accettare il caos [...], non legittima la licenziosità, l'arroganza la violenza, la sopraffazione, uno stato di natura per cui "tutto va bene"[14]
  • Il Taoismo esalta la spontaneità, sostenendo che tutto avvenga spontaneamente senza un perché. Egli crede che esista un «meccanismo di autoregolazione che può manifestarsi soltanto se non gli si fa violenza»[14]. Qui il Taoismo denuncia la sua provenienza dalla classe contadina (per cui l'agricoltura, nonostante la cura, obbedisce ad orologi interni ed esterni, atmosferici, e per cui il vero motore sia la natura[15].
  • Importante è la condanna dei desideri (tipico anche del Buddismo): i taoisti auspicano una condizione in cui si desidera non avere più desideri, a differenza dei buddisti che condannano apertamente la brama che vincola alla vita[16].
  • Ancora importante la condanna dell'attività: mentre i buddisti ritenevano che il Karma fosse la causa prima della sofferenza, i taoisti esaltavano il wei-wu-wei (azione senza azione)[16].
  • È componente essenziale delle arti marziali ed è venuto a contatto anche con l'Occidente, attraverso temi come l'ambientalismo[17][18][19], l'ecologia[20][21][22] e lo sviluppo personale.
  • Va ricordato come il fondatore del Taoismo Lao Tzu (di cui non è possibile accertare la concreta esistenza ma la cui opera è collocabile tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C.)[23] (ma si potrebbe anche aggiungere Chaung Tzu, quindi in genere il Taoismo filosofico) elaborò una dottrina quasi prettamente filosofica[senza fonte], non teista[24] (preferibile ai termini saltuariamete usati come atea od agnostica) ed amorale[senza fonte] (qui il termine amorale va inteso nel senso di al di fuori di una "morale normativa").[senza fonte] Esso spesso viene chiamato Taoismo filosofico (scaturente appunto, principalmente dal pensiero di Lao-Tzu e Chuang-tzu).
  • Spesso il Taoismo viene scolasticamente suddiviso in Taoismo filosofico (o tao-chia) o "scuola" taoista e Taoismo religioso (o tao-chiao) o "religione" taoista o anche, rispettivamente, Taoismo contemplativo e Taoismo interessato.
Solo successivamente, nei secoli a cavallo dell'era volgare, i Taoisti si dedicarono soprattutto alla speculazione metafisica e in particolare al problema della morte e della immortalità, che assunse ben presto aspetti istituzionali in particolare sotto la dinastia dei Tang (620-906 d.C.). Alle origini il pensiero cinese non aveva elaborato una dottrina (a differenza della Grecia e del Cristianesimo) che rispondesse al problema del destino dell'uomo dopo la morte. L'uomo cinese si vedeva solamente mortale. L'immortalità divenne quindi una sorta di conquista, da ottenere attraverso modalità singolari. Il problema era come far diventare il corpo umano immortale. Già da tempo erano stati codificati dei metodi per prolungare la vita. Questi metodi si dividono in due gruppi: le pratiche per nutrire lo spirito e le pratiche per nutrire la vita o il corpo. Le pratiche per nutrire lo spirito si riferiscono all'esercizio delle virtù morali, ovvero la purezza di vita, il riconoscere ed il pentirsi delle proprie colpe, il compiere buone azioni meritorie. Le pratiche per nutrire la vita o il corpo sono invece di ordine dietetico, respiratorio, sessuale e alchemico,[25] per certi aspetti contraddittori alla filosofia stessa. Nacque così una forma di religione (o dottrina mistica) taoista, cosiddetto Taoismo religioso, o tao-chiao che assunse ben presto aspetti istituzionali e che ebbe, sotto la dinastia dei Tang (620-906 d.C.), una enorme diffusione, pari al buddhismo.
Il taoismo religioso tratta principalmente le tecniche di longevità (ma anche la scuola pragmatica dello Yin-Yang e dei cinque elementi). Si tratta chiaramente di una divisione artificiosa essendo sempre, più o meno, una commistione di questi due estremi. Per dirla poi come Isabelle Robinet si tratta persino di un falso problema, in quanto:
« queste tecniche erano destinate [...] a portare all'estasi ed all'esperienza mistica. [...] esse erano impiegate in tal senso ed [...] erano conosciute da Zhuang Zi, che ad esse fa allusione [...]. Si potrebbe anche aggiungere che, come criterio valido per stabilire ciò che fa parte o no del Taoismo, si potrebbe considerare la combinazione o la cumulazione delle tecniche di immortalità e dello scopo ultimo che porta all'esperienza, se non mistica, almeno religiosa. »
(Isabelle Robinet, Storia del Taoismo[26])
Quando si parla di alchimia (in ambito del Taoismo) si intende appunto la ricerca della immortalità[27].
  • Il taoismo ha una fortissima tendenza sincretica, cercando di integrare tutta una serie di insegnamenti differenti (dalla iniziale sciamanesimo,, al Buddismo Chan...)
«Già questo numero così vasto» (di testi nel canone ortodosso taoista) «denuncia una fortissima tendenza sincretica.»[29]
  • «È forse più corretto sostenere che oggi l'erede filosofico del Taoismo non sia lo stesso Taoismo, il quale tende ad essere inglobato ed assimilato a dottrine New Age, bensì il Buddhismo Zen le cui origini vanno ricercate nell'unione in Cina tra buddhismo e Taoismo.»

[30]

[modifica] Storia del Taoismo

Storia della Cina
Storia della Cina
Tre Augusti e Cinque Imperatori
Dinastia Xia
Dinastia Shang
Dinastia Zhou
Periodo delle primavere e degli autunni Dinastia Zhou orientale
Periodo dei regni combattenti
Dinastia Qin
Dinastia Han occidentale Dinastia Han
Dinastia Xin
Dinastia Tang
(interrotta dall'Imperatrice Wu)
Repubblica di Cina (Taiwan)
Storia della Cina

[modifica] Le prime dinastie (Xia, Shang, Zhou occidentale) (fino al 1045 a.C.)

La dinastia Xia è la prima di cui si hanno fonti storiche. Succedettero gli Shang, dinastia pacifica che furono soppiantati dagli Zhou, popolazione guerriera e di bassa cultura (verso il 1000 a.C.).

Gli Zhou, per legittimare l'uscita di scena della precedente dinastia, dichiaravano di basarsi su un decreto celeste (ming) . La "fuoriuscita" era basata sulla mancanza delle condizioni che ne avevano garantito l'autorità. In quest'ottica il mandato celeste determinava che il re fosse stabilito in funzione del popolo, non viceversa. Da ciò l'attenzione, tipicamente cinese, per le masse popolari ed i problemi politici e sociali.

Era il passaggio da un mondo tribale (Shang) ad uno feudale (Zhou). La fortuna di una dinastia era basata sulla virtù, non più sul favore degli spiriti.[31]

[modifica] Dinastia Zhou orientale: Periodo delle Primavere e degli Autunni (770 a.C. al 454 a.C.) e Stati combattenti (453 a.C. al 221 a.C.)

[modifica] Chuci (Sciamanesimo del sud della Cina)

Alla base dello Zuang Zi, potrebbero esserci una corrente che fa parte della tradizione dei Wu (ovvero sciamani) di cui ci rimangono solo i Chuci, ovvero Le elegie del regno di Chu, un insieme di poesie datate tra il III ed il II secolo a.C. Il personaggio principale non è un sovrano od un patriarca, piuttosto un sacerdote ispirato e posseduto (in senso amoroso) da una divinità. Si trattava di sacerdoti, o per lo più sacerdotesse, incaricati di provocare la pioggia, capaci di rendersi invisibili che utilizzavano piante medicinali, incantesimi, voli estatici dell'anima in paesi lontani. Il tema del volo estatico, importante nel Taoismo, è basilare per Zhuang Zi[32].

[modifica] Fangshi

All'epoca in cui vissero gli iniziatori del Taoismo esistevano altri uomini, menzionati anche da Zhuangzi, che furono di fondamentale importanza per la formazione della religione del Tao.[33] Essi erano i personaggi dei: fangshi (o daoshi o daoren), ovvero sacerdoti assimilati dall'antico sciamanesimo cinese (una sorta di sciamani taumaturghi), "dai poteri straordinari", o "uomini della tecniche" che praticavano esercizi ginnici e respiratori molto probabilmente all'origine delle pratiche daoyin.

Le loro caratteristiche erano:

  • essere legati alle tecniche, alle mani (il confuciano non le usava mai, se non per leggere e per scrivere)[34]
  • l'utilizzo dell'esorcismo per scacciare demoni che creano diverse avversità[35]
  • essere ricercatori solitari, marginali, eccentrici[36],
  • dedicarsi molto alle tecniche della longevità[37],
  • la presenza degli "immortali" o "santi" (xian 仙人), figure leggendarie di adepti ed imperatori che raggiunsero l'immortalità, divenendo shen, ovvero spiriti divini e assumendo una natura mistica in unione a Dio.[38] Sono questi personaggi circondati da un alone di leggenda, di cui si conosce molto poco (la letteratura e la mitologia li generalizzeranno solo più tardi), che sono all'origine delle pratiche eremitiche ed esoteriche cinesi — sia taoiste che buddhiste — spesso ai margini di tutte le dottrine, e che hanno giocato un ruolo essenziale nella formazione delle tecniche di longevità ed in generale nel Taoismo.

[modifica] Dinastia Han (II secolo a.C.-II secolo d.C.)

[modifica] Scuola Huang-Lao

Principalmente è da considerare la scuola Huang-Lao. Essa prende il nome dall'imperatore Huang Di (imperatore giallo) e da Lao Zi. Pare che Huang Di, vissuto secondo la tradizione nel III millennio a.C., sia una invenzione dei Taoisti, non sia mai esistito[39]. Questa scuola, situata nello stato di Qi, considerava entrambi protettori. Il governatore di questo stato governava mediante il non agire. Essa esaltava la rinuncia alle ricchezze, l'arte del governo tramite il non agire e le tecniche per la longevità[40]. Di seguito i caratteristici aspetti:

  • Testo caratteristico di questa scuola è il Huainan Zi, opera sincretica che cerca di "creare" un Santo che concilii le opposte:[40]
    • esigenze filosofiche di Zhuang Zi con
    • le esigenza quotidiane di un politico e
    • le caratteristiche del santo degli Ying fondamentalmente un taumaturgo[senza fonte]
    • le caratteristiche del santo confuciano (civilizzatore ed ordinatore).
  • Durante l'epoca Han (200 a.C.-200 d.C.) sono esaltate l'immortalità e la ricerca della longevità. Questi immortali (tra cui Hangdi e Lao Zi) dominano la Yin e lo Yang, salgono e scendono le nuvole, sono padroni del tempo e dello spazio... «non sono le loro qualità morali ad essere essenziali, gli esempi di moralità si rivelano proprie dei confuciani, ma la loro partecipazione attiva e mistica al meccanismo naturale della vita e del mondo»[41]

La religione popolare di questo periodo ha alcune caratteristiche:[42]

  • deciso aspetto burocratico (aggiornamento dei registri di vita e morte),
  • carattere esorcista,
  • assoluzione dalle colpe.

Durante questo periodo ai concetti precedentemente enumerati che portarono alla nascita del taoismo sopra segnalati,nel periodo Han si aggiunsero

  • speculazioni cosmologiche dei fangshi
  • ricerca dell'immortalità
  • rispetto del non agire
  • religione popolare

In questo periodo con il termine Taoismo si intende tutto ciò, e possiamo considerarlo come l'erede delle diverse correnti del periodo Han[43].

[modifica] Periodo dei tre regni (220 - 280 d.C.)

Nel corso del II secolo d.C. appaiono alcuni movimenti collettivi, molto diversi da quelli precedenti:

  • il Taoismo prende quindi una forma organizzata.[44].
  • Da notare come in entrambi il santo sovrano assumesse il ruolo di capo religioso[45].
  • Entrambi volevano organizzare uno stato perfetto governato dalla religione e dalla morale[46]

Principalmente troviamo due movimenti:

    • Taoismo della Grande Pace o Movimento dei Turbanti Gialli (anche se non tutti gli autori concordano sulla sovrapponibilità dei due gruppi[senza fonte]Secondo Isabelle Robinet è un nome alternativo a quello del Movimento dei Turbanti Gialli[44], Il primo grande movimento religioso, conosciuto sotto il nome di Taoismo della Grande Pace fu fondato da Zhang Jiao (Taiping Dao, 太平道) nel II secolo, prendendo come base il pensiero Huanglao. Caratteristica di questo movimento sarebbe l'attesa messianica, ovvero la ricerca di una pace non più situata come prima in un passato remoto, bensì nell'anno 187 nello stato del Da Qin.[47]. Pare che le pratiche (guarigione mediante confessione dei peccati, recitazioni di testi sacri, la venerazione al Dio Huang-Lao), fossero molto simili a quelle dei Maestri del Cielo.[45].
    • Ancora troviamo il cosiddetto Taoismo delle Cinque Misure di Riso (Wudoumi Dao, 五斗米道), fondata da Zhang Daoling tra il 120 e il 145, con il quale ebbero fondazione il lignaggio dei Maestri Celesti o Maestri del Cielo — guide spirituali del Taoismo sino alle repressioni dell'era moderna — la prima vera e propria organizzazione religiosa, una Chiesa taoista con al vertice il patriarcato dei Celesti.[33].

[modifica] I Maestri del Cielo

Tale movimento fu anche chiamato Zhengyi.[46].
Tale organizzazione, nata inizialmente nei ceti più popolari e poi diffusasi anche agli aristocratici, è arrivata fino ai giorni nostri.[46]. Essi desideravano realizzare uno stato perfetto, governato da ragione e morale, fortemente centralizzato e burocratico[46]. Diritto e morale erano confusi, i peccati, come l'ubriachezza il furto, la vita dissoluta venivano espiati con confessioni pubbliche ed atti riparatori (riparazioni di strade...)[48].
La morale è semplice: aiutare i poveri, non bramare ricchezze e fama, consumare carne e cibo in quanrità contenuta, non contaminare i fiumi, non chudere i pozzi[49].
Il maestro Daoling affermò di avere ricevuto l'incarico di fondare la nuova religione direttamente da una visione in cui gli sarebbe apparso Laozi.
Ancora esistevano cerimonie sessuali in cui ciascuno doveva accoppiarsi con un partner indicato dal maestro stesso, secondo un ordine che impediva qualsiasi iniziativa individuale. Questi riti erano altamente disciplinati e paiono non correlare con la descrizione che di questi fecero i buddisti, per gettare discredito[50]. La religione riformata ed organizzata soppiantò ben presto il Taiping[senza fonte] Queste sette iniziatiche e fortemente esoteriche si occupavano in particolare della cura delle malattie e dell'esorcismo, volto a scacciare le creature demoniache. Uno degli obbiettivi era sconfiggere la religione popolare: cercarono di controbattere i ciarlatani che abusavano della credulità popolare, i messia che csostenevano di incarnare Lao Zi, le divinità minori (come rocce, alberi, ...) ovvero contro tutti quelli che venivano chiamati culti eccessivi. Questa lotta era compiuti in 2 modi. Da una parte un rituale rigoroso e burocratico celebrato da un sacerdote che era l'unico mediatore tra il fedele e lo spirito. Dall'altro l'esorcismo contro le divinità popolari che erano classificate come demoni. Quindi se si allontatano della religiosità tipo i wu (forse si potrebbe sostenere che si tratti di una burocratizzazione dei wu)[senza fonte] dei, dall'altro ne ereditano le caratteristiche di esorcisti.[51].

« Questa funzione di burocrati ed esorcisti, assunta dai maestri del cielo, bisogna dirlo, è molto lontana dalla filosofia naturalistica, rispettosa dei ritmi della natura e del loro equilibrio complesso, che caratterizza generalmente il Taoismo »
([52].)

La chiesa dei maestri del cielo ebbe un calo di influenza a partire dal v secolo in avanti, furono posti al gradino più basso delle varie correnti taoiste. Nel periodo Song, invece, godette di nuovo prestigio ed i loro sacerdoti furono posti a capofila delle correnti taoiste. In questo modo sono sopravvissuti fino ai nostri giorni ed è la setta è la più attiva tra le diverse ancora esistenti.[53].
Intorno al V secolo la Chiesa taoista visse uno scisma, durante il quale si affermò un patriarcato celeste bipartito: un Maestro Celeste Settentrionale amministrava la tradizione taoista nel nord della Cina; mentre un Maestro Celeste Meridionale gestiva la religione nel sud.[senza fonte]

[modifica] Dinastia Jin: Ge Hong

Ge Hong (Chinese: 葛洪; pinyin: Gě Hóng; 283–343 d.C.),autore principale dell'alchimia cinese ed unico a collocarla all'interno della corrente taoista, fu principalmente un ricercatore dell'immortalità.[54]. Egli si basava sugli insegmamenti di Lao Zi e Zhuang Zi, ma per lui volavano troppo alto, non lasciarono alcun metodo pratico, non diedero alcun aiuto a chi cercava l'immortalità[55]. L'immortalità di Ge Hong è fisica, si acquisisce tramite un lungo lavoro. Benché corporea, è anche divina, è una santità. Il presupposto è credervi. L'ascesi è lunga e dura. Il destino è nelle nostre mani, Ge Hong critica fortemente coloro che si comportano in modo errato. Egli ha ben presente che ricorrere alle divinità senza riconsiderare i propri errori non serva a niente. La sua morale è una morale comune, (mantenere la serenità, non essere preda di desideri sessuali o di oitere o di fama) però l'amore è universale, va a tutti, anche per gli esseri striscianti. Le colpe devono essere espiate con un atto di compensazione e si devono evitare gli eccessi. Ancora riprende alcune cose tipiche dei Taoisti: bisogna evitare ogni tipo di eccesso, non stare troppo seduti, non stare troppo in piedi, non affaticarsi troppo, né riposare troppo.[56].

Nella pratica poi esistono tutta una serie di pratiche che vanno dalla purezza esteriore ed interiore, l'utilizzo di droghe (a differenza ad esempio dei maestri celesti), l'assunzione di minerali (cinabro, risigallo, malachite, zolfo, mica, salnitro, orpimento), le pratiche sessuali, la corretta alimentazione con l'astensione dai cereali,[57].

Importante è l'alchimia operativa, simile a quella occidentale medioevale.[58]

Per converso, Arena sostiene che i traguardi dell'alchimia cinese, a differenza di quella occidentale, consistano nel raggiungere forme elevate di vita spirituale, ovvero pervenire allo xian.[59] Comunque, sempre Arena, riconosce come siamo ben lontani dalla spontaneità ed ancor più dal wu-wei. Egli nota come il Taoismo abbia acquistato alcune componenti magiche perdendo certe profondità e puntando l'attenzione principalmente sulla prassi.[60]

[modifica] Dinastie Wei e Jin. Wang Pi e Kuo Hsiang ed il Neotaoismo

Durante tale periodo si svilupparono le filosofie di Wang Pi e di Kuo Hsiang, ricordati comi i capostipiti del neotaoismo o della metafisica dell'arcano (Hsüan-hsüeh)[61]. L'interesse veniva posto principalmente sull'essere, mentre si era molto distanti dalla religione e dall'alchimia. I neotaoisti si rifacevano ai LaoZi e ChuangZi, subendo comunque gli influsso del confucianesimo.[61] È necessario considerare che si trattò di una epoca di decadenza esi ebbe di conseguenza:

  • enfasi sul non essere (per Wang Pi, «le cose si producono dal non essere») o sull'autoproduzione (per Kuo Hsiang le cose no si producono né dal non essere, né dell'essere ma, sono autoprodotte.
  • enfasi sulla non azione,
  • il modello ideale era Confucio, non Lao Zi o Chuang Zi.[62]
  • rifiuto dell'intelligenza che spegne la spontaneità[63].

[modifica] Shangqing o Taoismo della Suprema Purezza

IlShangqing,(上清; Shangqing pai, 上清派) nasce verso la fine del IV secolo.

  1. riprende la scuola di Ge Hong,
  2. vi include una parte degli insegnamenti dei Maestri del Cielo,[11]
  3. vi inserisce (solo superficilamente) alcuni elementi del pensiero buddista.
  • Le tecniche di immortalità passano in secondo piano
  • domina la meditazione visiva[11], «La contemplazione interiore è la radice e l'origine dell'immortalità spirituale, la verità e dentro di sè»[64].
  • le pratiche sessuali, sono condannate[64].
  • si ha l'abbandono dell'aspetto giudiziario dei Maestri del cielo, per preferire il mito, la favola, l'addestramento personale.[65]
  • L'immortalità. La salvezza degli individui è legata a quella dei propri antenati fino alla VII generazione. E qui compare la tradizione tipicamente cinese per cui l'individuo non è mai separato dalla sua famiglia. Ma ora compare un elemento nuovo: l'adepto può, almeno in parte salvare i suoi antenati.[66]

Questo movimento ha alla base gli scritti rivelati da divinità e spiriti ad un certo Yang Xi ed ebbe luogo in un momento in cui i Mestri del Cielo giunti dal nord fecero una crociata distruggendo tempi ed altari delle credenze popolari dei popoli del sud.[67]

Il testo principale dello Shangqing è il Dadong Zhenjing[68]

[modifica] Il Lingbao o Taoismo della Gemma Numinosa

Il Lingbao pai, (靈寶派) è' importante per 2 motivi:

  • codifica fino ad oggi la parte principale del rituale
  • compaiono, in questa fase, le prime influenze del buddismo[69].

Predomina l'aspetto liturgico, scompare l'adepto in meditazione nella propria stanza.[69] Il Buddismo, che si inserisce in questa corrente, viene per lo più banalizzato e, di fatto, il suo apporto principale consiste nel concetto di salvezza, che si evolve a salvezza universale, mentre quello di immortalità finisce in secondo piano: ci si allontana dai cercatori dell'immoralità.[70].

[modifica] Epoca Tang (618-907)

Il taoismo in questo periodo ebbe un ruolo di primo piano, probabilmente in seguito ad alcuni fattori:

  • era un depositario della antica cultura cinese
  • i suoi riti e la sua ideologia avevano radici nell'ideale del santo[71]
  • si ha generalmente una rinascita culturale in tutta la Cina[27].

Durante questa epoca s i ha un tentativo di riavvicinare i tre grandi insegnamenti, cercando di armonizzarli.

Si manifesterà anche un nuovo misticismo, il Neiguan, una forma di meditazione silenziosa, senza immagini, tendente al vuoto dello spirito ed all'unione con il Dao, piuttosto che all'estasi ed al volo nei cieli. Sotto l'influenza del Buddhismo cambia la concezione della meditazione. Nelle epoche Shangqing, l'arresto del pensiero era una preparazione, per arrivare ad altri livelli,[72] come i voli estatici ed i voli celesti[73]. Qui invece l'arresto del pensiero è una tecnica a sé stante.

In questo periodo è la disputa del Huàhújīng. Secondo tale testo Lao Zi avrebbe convertito il Ghautama Buddha.

[modifica] Alchimia interiore nelle Epoche Song (960 al 1279) e Yuan (1279 al 1368)

Fu un'epoca di grande confusione. Morte e demoni erano ovunque, si praticavano tantissimi esorcismi. Il taoismo fu importante per:

  • mantenimento dei valori tradizionali cinesi
  • azione umanitaria a favore della popolazione[74]

In quest'epoca si sviluppò l'alchimia interiore. Trattasi di un termine (alchimia interiore o cinabro interiore o neidan) che si oppone al waidan o cinabro esteriore od alchimia esteriore. L'alchimia interiore non cercava di fabbricare un prodotto, bensì era soprattutto una tecnica di illuminazione[75] L'alchimia interiore:

  • utilizzava tantissimo i trigrammi del Yiing,
  • aveva una grande tendenza sincretica sui tre principali insegnamenti cinesi
  • in qualche modo rompeva con il passato,[76]
  • il fine non era l'elisir di immortalità (che per i seguaci non esisteva), bensì l'unità tra Dio ed il mondo.
  • facevano opera di ricreazione, allontanandosi dal vuoto che considerano sterile, mettendo in guardia l'adepto contro il vano vuoto e contro lo spontaneismo[77].
  • Lao Zi e Chuang Zi erano molto citati

Verso il 1150 si formerà nel nord della Cina la scuola detta Quanzhen, denominata anche del "Fiore d'oro" fondata da Wang Zhe Questa scuola è caratterizzata da un forte movimento di interiorizzazione: Non si trattava di trovare l'immortalità fisica, bensì di elevare il proprio spirito al di sopra del mondo. Per lui il celibato era una regola necessaria e fondò monasteri ad imitazione del Buddismo Chan, condannò la collera, la bramosia di ricchezze, i rapporti sessuali. Predicava anche la povertà. Egli cercò di creare un sincretismo tra i 3 grandi insegnamenti. Tra i suoi discepoli fu noto Qio Chuji che fu convocato da Gengis Kahn per conoscere i segreti della longevità.[78]

[modifica] Taoismo alchemico

Secondo Arena l'alchimia taoista, anche quando ha traguardi molto concreti, nasce spirituale. Solo se l'individuo ha raggiunto certi livelli di crescità, le tecniche di meditazione sono efficaci. Lo Xian (individuo realizzato) può bilocarsi, è invulnerabile ed invisibile,[senza fonte] Per raggiungere questi livelli è necessaria un'etica rigorosa: l'amore universale è la migliore pratica Nell'alchimia esistono due livelli: il waidan ed il neidan

  • Il primo è esteriore e riguarda la preparazione dell'elisir di immortalità,
  • Il secondo è interiore e riguarda la meditazione e le pratiche spirituali.[79].

Sotto la Dinastia Tang, dal VI agli inizi del X secolo, il Taoismo divenne la religione ufficiale di tutto l'impero. Il Buddismo era diffuso quanto — se non più — della cultura taoista, e venne represso sotto l'Imperatore Wuzong.

Tra il VII e l'VIII secolo, nel sud della Cina, nacque il Taoismo Zhengyi ("Taoismo dell'Unità Ortodossa"), sorto come ripresa del Taoismo Tianshi Meridionale e conservante la gerarchia del Maestro Celeste. Nel 1304 lo Zhengyi inglobò lo Shangqing e il Lingbao, e altre denominazioni minori, su direttiva imperiale.[80]

Nel XII secolo emerse nel nord il Taoismo Quanzhen ("Taoismo della Realizzazione Completa"), che ereditò gli stili del Tianshi Settentrionale.[80] Le due nuove denominazioni guadagnarono prominenza sotto la Dinastia Yuan, a dispetto di una breve persecuzione nel 1281. Il Quanzhen, con centro presso il Tempio della Nuvola Bianca, affinò la disciplina e la tradizione monastica.

Con la Dinastia Ming non si registrarono particolari sviluppi, se non la compilazione di un nuovo Daozang nel 1447. Sotto i Qing ebbe inizio un declino del Taoismo. Gli imperatori, appartenenti al popolo manciù, lo rigettarono in favore della base culturale confuciana; la biblioteca imperiale escluse virtualmente qualsiasi testo taoista.[81]

In aggiunta al mancato supporto da parte della Dinastia Qing, molti daoguan andarono distrutti durante la rivolta e l'istituzione dell'Impero Celeste della Grande Pace da parte degli aderenti al Cristianesimo Taiping, progetto durato dal 1850 al 1864. Lo Stato teocratico conquistò un terzo del territorio cinese; prassi era la distruzione degli edifici di culto non cristiani mano a mano che i domini si espandevano.[80]

[modifica] Epoca moderna

Già a partire dalla dinastia Ming. le scuole taoiste furono accusate di suscitare movimenti rivoluzionari, tanto che Liang Qichao (1873 - 1929), avvocato del rinnovo sociale della Cina, scrisse di essere umiliato dalla presenza del Taoismo nella storia cinese, poiché — a suo dire — il Paese non ne aveva tratto alcun vantaggio.

Con la fine della Dinastia Qing collassò l'Impero Cinese e dal 1911 al 1949 prese il potere la Repubblica di Cina. I nuovi governanti adottarono molti costumi occidentali tra cui anche il Cristianesimo. Il Taoismo non era visto positivamente ed alcuni daoguan vennero confiscati e adibiti ad usi pubblici, molti furono distrutti durante la Seconda Guerra Sinogiapponese.[80]

Il puro insegnamento taoista era considerato anarchico e anarchistico a causa delle rivolte contro il potere che aveva suscitato nei secoli addietro. Il Taoismo rimaneva ad ogni modo l'istituzione religiosa più potente del Paese, costituita da un clero di circa 5 milioni di sacerdoti e monaci (daoshi). Ciò lo faceva apparire agli occhi del nuovo governo, e dei comunisti poi, un relitto dell'impero.[80]

Alla fine degli anni quaranta, nonostante i monaci del monte Wudang avessero preso parte alla terza armata rossa e molti taoisti avessero dato prova di patriottismo opponendosi all'invasione dei giapponesi, nel 1948 il monastero principale della corrente Zhengyi — sul monte Longhu nel Jiangxi — fu dato alle fiamme e il sessantatreesimo Maestro Celeste fu costretto a rifugiarsi in Taiwan.

L'ascesa del Partito Comunista Cinese nel 1949 diede inizio ad una sistematica politica di soppressione delle religioni, la cui pratica divenne illegale.

La politica generale delle religioni si applicherà a partire dal 1949: non vi fu una soppressione totale, ma proibizione delle nuove ordinazioni, repressione dei riti e chiusura dei pochi locali di culto rimasti. Alcune sette furono dichiarate illegali e sopravvissero solo clandestinamente, ricorrendo a mezzi illeciti per guadagnare fondi.

Il clero taoista fu smantellato, i daoshi mandati nei campi di lavoro.[80] In dieci anni e con la successiva Rivoluzione Culturale, la maggior parte dei templi taoisti andarono distrutti e i pochi rimasti abbandonati o trasformati in edifici di uso pubblico.[80] Il 63º Maestro Celeste degli Zhengyi, Zhang Enpu, si rifugiò a Taiwan nel 1948, dove tutt'oggi si trova il suo successore. La carica non ha più il valore centralizzante che deteneva in passato. Nel 1956, le antiche statue di bronzo del Monte Wudang vennero fuse.

Con la nascita del movimento per le tre autonomie destinato a porre fine alla dipendenza finanziaria, ideologica e amministrativa delle religioni cinesi, fu fondata nel 1957 la Chiesa taoista cinese e il governo decise di promuovere la restaurazione dei culti. Si spesero fondi per la ricostruzione e il restauro di templi e monasteri e nel 1961, il presidente Chen Yingning finanziò ricerche, pubblicazioni e riforma di un clero. Tuttavia, nel 1966, la rivoluzione culturale interruppe drasticamente tutte le manovre di restauro. Nello stesso anno la Chiesa taoista cinese fu scardinata, migliaia tra templi e monasteri furono razziati e distrutti e il clero fu sollevato dal suo incarico per essere deportato in campi di lavoro. Si calcola che oltre diecimila rotoli di antichissimi testi sacri al monastero di Louguantai (樓觀台), nello Shaanxi, andarono definitivamente perduti.[senza fonte] Il Taoismo fu fortemente represso, le organizzazioni furono destituite e la maggior parte dei templi distrutti; questo portò il numero degli aderenti ad un tracollo del 99% e la religione taoista alla quasi completa scomparsa.

[modifica] La rinascita

Le persecuzioni nella Repubblica Popolare Cinese si conclusero nel 1979, ma solo negli anni ottanta i taoisti poterono iniziare a ricostituirsi. Una rinascita della spiritualità taoista sta' attraversando la Cina negli ultimi anni.[82]

È nel 1979 sotto Deng Xiao Ping che si hanno luogo le prime attività di rinascita. La Chiesa taoista cinese — ricostituita nel maggio 1980 — colloca la sua sede presso il tempio della Nuvola Bianca (Bayiunguan 白云观) di Pechino, tempio principale anche della corrente Quanzhen Dao, riabilitata nel 1984. Altre organizzazioni furono ricostituite a partire da qualche anziano maestro. Il primo centro di formazione teologica aprì nel 1984 al tempio della Nuvola Bianca, con conseguente ripresa delle ordinazioni sacerdotali nel 1989. La corrente Zhengyi dovette aspettare il 1992 per essere legalmente riconosciuta come religione accettata, e riattivata a partire dalle comunità salvatesi del monastero di Longhu. Nel 1994, si contavano già 450 luoghi di culto riaperti e ricostruiti (a oggi i templi sono circa 5000[83] e il numero è in costante crescita), in parte grazie ai fondi donati dai laici taoisti. I principali funzionano anche come luoghi turistici. Il primo incontro tra i chierici di Taiwan e quelli cinesi — e tra le correnti Quanzhen e Zhengyi — si svolse nel settembre 1992 al tempio di Louguantai. In novembre ebbe luogo la prima visita ufficiale di una delegazione taoista di Taiwan in Cina continentale. Ricerche sul Taoismo hanno luogo nel dipartimento di studi sulle religioni dell'Accademia delle scienze sociali, in particolare a Pechino, Shanghai, nel Sichuan e nel Jiangsu. Istituzioni di ricerca sulla cultura taoista sono state fondate a Pechino (1989), Shanghai (1988) e Xi'an (1992). Il Taoismo cinese (Zhongguo Daojiao 中国道教), rivista pubblicata dalla Chiesa taoista cinese, rilascia periodicamente alcuni degli studi. Dal 1986 al 1993 è stato recuperato l'Essenziale delle scritture taoiste (Daozangjiyao, 道藏輯要), estrapolato da oltre tremila testi risalenti alla dinastia Qing.

Negli ultimi anni — con la libertà religiosa in Cina — i templi hanno riacquistato il loro valore culturale e il popolo cinese ne sta riscoprendo anche il significato religioso. Gli edifici di culto hanno ripreso la loro funzione centrale nell'organizzazione di festival nazionali, ad esempio la Festa di Primavera. Il Taoismo è oggi tollerato dal governo, in particolare per gli ideali di socialismo ed ambientalismo sostenuti dalla Chiesa taoista cinese[senza fonte]. Quest'ultima esorta infatti i fedeli a promuovere opere di ecologia, riforestazione, a non abbattere gli alberi se non strettamente necessario, a proteggere gli habitat e la fauna[senza fonte]. Organizzazioni come la Missione taoista di Singapore, il Centro di studi taoisti tradizionali o l'Associazione taoista britannica, nate di recente, supportano questo processo, offrendo sussidi per il sostentamento dei monaci, il restauro e la costruzione di templi, nonché per seminari e missioni nel mondo occidentale.[10] Le ordinazioni sono riprese a gonfie vele negli ultimi anni, l'affluenza di giovani nelle file del clero è costante e questo processo rappresenta uno dei punti di forza del moderno Taoismo in Cina: sacerdoti e monaci giovani aiuteranno la ricostituzione e l'armoniosa ridiffusione della religione taoista e dei suoi valori, similmente a quanto accaduto in Taiwan dopo la completa liberalizzazione religiosa negli anni settanta. Il numero dei taoisti è difficile da stimare, in parte a causa delle difficoltà di definizione, in parte a causa del sincretismo che rende molti cinesi taoisti ma contemporaneamente anche fedeli ad altre religioni ed infine per il fatto che sia illegale condurre sondaggi sul territorio cinese. Il numero di persone praticanti aspetti della religione tradizionale cinese si stima ammonti a centinaia di milioni (Adherents segnala una cifra intorno ai 400 milioni)[84], ma dato che questo tipo di religiosità non è ancora apertamente tollerato in Cina, non compare quasi mai nelle statistiche. Un dato certo è quello fornito dalla Chiesa taoista cinese, la quale ha pubblicato ricerche in cui reclama cento milioni di affiliati, un numero in forte crescita, considerando il fatto che sono sempre di più gli aderenti non affiliati che decidono di registrarsi ufficialmente come taoisti. Questo avviene perché aderire ad una delle associazioni promosse dal governo comporta meno problematiche. Si tratta dello stesso motivo per il quale i templi della religione popolare stanno progressivamente accettando la possibilità di entrare a far parte dell'organizzazione ufficiale del Taoismo. Vanno inoltre calcolate le statistiche di Taiwan, dove il Taoismo è tornato ad essere la religione più diffusa.[85] Geograficamente il Taoismo è fiorito maggiormente in Stati asiatici: Cina, Taiwan, Malaysia, Vietnam, Bhutan, Singapore, Corea, Indonesia e in minore misura Thailandia e Giappone. Negli ultimi decenni, ha tuttavia destato interesse anche in Occidente con la relativa nascita di comunità, in America, Europa e Oceania (particolarmente rilevante il numero di fedeli in Francia, Gran Bretagna e in Australia). La risorgenza del Taoismo in Cina è accompagnata da una rinascita parallela anche in un'Indonesia attraversata da una forte crisi dell'identità islamica, dove guadagna convertiti[86] accompagnato dall'Induismo.


Nell'aprile del 2007 il governo ha organizzato un evento, il Forum Internazionale sul Daodejing, per celebrare il Taoismo e la sua importanza per la cultura cinese. Nel marzo del 2008, con il supporto governativo, è stata fondata l'Associazione Ricercativa su Laozi e la Cultura Taoista, che promuoveva lo studio accademico del Taoismo.[87] Varie altre associazioni culturali sono sorte negli ultimi anni.

Secondo le autorità dell'Associazione Taoista Cinese, il Taoismo sta vivendo il suo miglior periodo dopo secoli.[88] Molti sacerdoti stanno iniziando ad insediare missioni in Occidente per diffondere la religione.[88] Dati gli insegnamenti naturalistici e umanistici del Taoismo, i daoshi sono spesso impegnati in attività ambientalistiche e pacifistiche[senza fonte].[89][90]

A Taiwan ed in parte della diaspora cinese (in particolare a Singapore, dove è nuovamente legale da molto tempo), il sistema taoista è tornato ad essere un elemento fondamentale della società. Studiosi notano come nel suo ricostruirsi dopo la distruzione portata dalla Rivoluzione Culturale, o nel suo rinnovarsi a Taiwan, il Taoismo si sia modificato in innumerevoli aspetti. In particolare diversi elementi liturgici sono completamente rivisti o effettive novità.[82]

Attualmente il Taoismo è presente nelle due tendenze estreme, ovvero il rituale e l'alchimia interiore. Il rituale è quello dei Maestri del cielo</ref> Esistono tutt'oggi monasteri di discepoli che seguono l'alchimia interiore, per lo più della scuola Quanzhen.

[modifica] Taoismo nel mondo occidentale odierno

Tra gli immigrati cinesi vivono idee confuciane e taoiste, frammiste alla “religiosità cinese” ma in genere in forme non organizzate.
Esistono centri "taoisti" con Maestri cinesi che insieme ad altri occidentali offrono corsi di arti marziali, di qi gong e yoga, di dietetica e di “circolazione e controllo dell'energia vitale”, di Feng Shui, (l'arte cinese di disporre gli oggetti), di arredamento e di architettura (molto in voga negli ultimi anni in occidente). Molti di questi centri sono per lo più palestre di arti marziali, che non sottolineano – o progressivamente perdono – qualunque elemento filosofico-religioso. Alcuni, più o meno consapevolmente radicati nella visione del mondo taoista, si ispirano a maestri molto noti su scala internazionale come Mantak Chia, Howard Y. Lee o Master Choa Kok Sui (Samson Lim Choachuy, 1952-2007). Un interesse particolare – a causa del duro conflitto con il regime cinese – ha assunto il Falun Gong, presente anche in Italia da alcuni anni. Il Falun Gong – come molti altri gruppi di qi gong – potrebbe essere presentato come gruppo “sincretico”, con elementi buddhisti, taoisti e confuciani.

L'espansione spirituale e commerciale della Cina in tutto l'Estremo Oriente, ed il carattere poco organizzato della religione cinese hanno favorito incontri e commistioni con un gran numero di spiritualità diverse. Sono così nati numerosissimi movimenti religiosi che, in un clima di libertà istituzionale sconosciuta alla Cina continentale, a Taiwan coniugando la “religiosità cinese” con un numero sorprendente di altri apporti. Per esempio, il movimento della Maestra Suprema Ching Hai – uno dei movimenti di Taiwan che hanno conosciuto la maggiore espansione internazionale – presenta, accanto agli elementi della “religiosità cinese”, altri di origine radhasoami, e a una pluralità di fonti diverse si rifà anche Spiritual Human Yoga, di origine vietnamita.

Altri gruppi ancora, operano nel mondo della terapia, (e quindi non sono classificabili né come filosofie né come religioni)[91].

[modifica] Fondamenti

[modifica] Il canone taoista o Tao-tsang

Il canone taoista o Tao-tsang fu composto nel 1442 e ragguppa più di 1000 testi che spaziano dall'utilizzo di erbe alla opere colte di Laozi e Zhuāngzǐ, a testi di tecniche di meditazione od alchimia... Molti testi appaiono più di una volta con titoli diversi, altri hanno titoli uguali ma contenuti differenti, altri ancora contengono all'interno parti di documenti presenti nel canone in posizioni differenti. Un numero così vasto denuncia una fortissima tendenza sincretica.[29]
Seguendo l'esempio del Tripitaka buddhista, il Tao-tsang è diviso in tre sezioni (dong 洞)[92]:

  • i "Testi della Suprema Purezza" (Dongzen),
  • il "Sacro" (Dongxuan), vale a dire scritture sulla liturgia e sul medio livello di iniziazione;
  • infine i "Testi dei Tre Signori" (Dongshen), una sezione che include insegnamenti sulle tecniche di esorcismo, sulla teologia taoista e sul minimo livello iniziatico.

Il Canone contiene inoltre una gamma di scritture supplementari, aggiunte in epoche più recenti, che trattano varie questioni: preghiere, invocazioni, meditazione, divinità e molto altro; tra questi testi si possono trovare il "Libro della Grande Pace" (Taipinjing), testi alchemici e scritture della tradizione dei Maestri Celesti, i Papi dell'ortodossia, oggi figure poco importanti sia per la Chiesa taoista taiwanese, ancor meno per l'organizzazione ecclesiastica della Cina continentale.[93]

Il Libro della Via e della Virtù (maggiormente conosciuto come Daodejing o Tao Te Ching) è il testo attribuito al padre fondatore del sistema religioso taoista, ovvero Laozi. Quest'opera poetica e dai termini criptici — riconosciuta come una delle più grandi opere spirituali dell'umanità — vanta un gran numero di interpretazioni, letture critiche e traduzioni non inferiore a quello delle riletture della Bibbia[senza fonte]. Le diverse edizioni, spesso fortemente divergenti, illustrano la ricchezza e la saggezza della religiosità taoista.

Un'altra opera di prominente rilevanza è il Libro del Maestro Zhuang (Zhuangzi, dal nome dell'autore), scrittura diretta di uno dei più grandi pensatori della Cina. Sotto forma di favole, di viaggi metafisici o di dialoghi filosofici, propone una via da seguire. Fu il testo maggiormente utilizzato da artisti e letterati e tutt'oggi viene ampiamente studiato dai religiosi, anche buddhisti e confuciani.

Il Libro del Vuoto Perfetto (Liezi, anche in questo caso lo stesso nome di chi lo scrisse), è una collezione di aneddoti e di favole, la maggior parte ispirati alla dottrina di Zhuangzi; il testo è il terzo più importante della religione taoista. Complessivamente il Taoismo non dà particolare enfasi ai testi sacri. I fedeli generalmente non consultano il Canone taoista, ma usano testi e preghiere tramandati dai maestri, o spesso dai parenti.

Il Libro dei Mutamenti è ritenuto particolarmente importante rispetto agli altri testi per le sue valenze cosmologiche e filosofiche.

[modifica] Organizzazione comunitaria

Dopo la sua origine e affermazione religiosa, il Taoismo ha cominciato ad organizzarsi, con templi, riti e un clero. In particolare è emersa la tendenza al monachesimo[94], con l'istituzione di monasteri sia maschili che femminili, ad imitazione del Buddhismo. Il monachesimo è prerogativa del Taoismo della Completa Realizzazione o Taoismo Quanzhen. La vita nei monasteri è una vita pura, dedita soprattutto alle pratiche di coltivazione del Tao e all'armonia con la natura. I monasteri sono luoghi di pace e di ritiro, dove anche i laici si recano spesso per pregare. I monaci, in particolare quelli che vivono negli istituti conventuali del Monte Wudang, solitamente praticano le arti marziali e la meditazione. Nella corrente del Taoismo ortodosso il clero non è costituito da monaci ma da sacerdoti, i quali possono sposarsi, vivono maggiormente tra la gente e non abitano nei templi, che per questo sono generalmente piccoli; i preti non conducono infatti vita conventuale e organizzano meno seminari. L'ordinazione di monaci e sacerdoti avviene generalmente attraverso un rituale, che, nella corrente Quanzhen termina con la consegna ad ogni novizio del lu, una sorta di registro in cui sono indicati i tratti essenziali della dottrina taoista. Oggi, nel processo di riforma e unificazione che sta compiendo la Chiesa taoista cinese, i sacerdoti vengono ordinati proprio dalla stessa Chiesa, attraverso seminari e corsi non dissimili da quelli organizzati dalle Chiese delle altre religioni organizzate. I monaci mantengono generalmente una certa indipendenza dalla Chiesa centrale, essendo ordinati e istruiti dai conventi in cui scelgono di condurre la loro vita. Il clero taoista — dato il forte interesse dimostrato nei confronti della religione nella Cina contemporanea — sta riscontrando una notevole rifioritura, dovuta in particolare alla giovane età della maggior parte dei monaci e dei preti, sia uomini che donne. Per quanto riguarda l'abbigliamento sacro, esso è generalmente costituito da una tunica azzurra, blu, nera o bianca per le attività informali. I colori elencati rappresentano la purezza e la tranquillità e sta in questo la loro importanza. Per i rituali e le celebrazioni più rilevanti, vengono utilizzate invece delle tuniche dai colori caldi; il giallo, il rosso, il rosa, il verde e il blu sono i più comuni. Mentre le tuniche informali non presentano decorazioni, ad eccezione spesso di un Taijitsu sulla schiena; le tuniche ritualistiche sono sgargianti di elementi ornamentali: rappresentazioni di Taijitsu, draghi, fenici e amuleti sono solo poche delle decorazioni utilizzate[senza fonte].

[modifica] Dottrina

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Cosmologia taoista, Tre gioielli del Tao e Wu wei.

questa descrizione è basata principalmente sulle dottrine di Laozi, di Zhuāngzǐ e di Liezi.

« Il Tao che può essere descritto non è l'eterno Tao... »

[modifica] Il substrato

Il Taoismo viene spesso descritto in correlazione oppure in contrasto con il Confucianesimo.[95] Entrambe le correnti rappresentano il grande patrimonio culturale cinese. Ciascuno è efficace nel suo dominio, e si può essere, come definito da molti maestri, confuciani di giorno e taoisti di notte[senza fonte]. La dottrina del Taoismo è strettamente legata alla cosmologia cinese, ed ovviamente alla tipica mentalità cinese, di cui possiamo sottolineare due aspetti:
1)

« Tutto il nostro ragionamento si basa sulla legge di causa ed effetto, che opera come una successione. Qualcosa accade ora, perché qualcos'altro è accaduto allora. Ma i cinesi non ragionano tanto secondo questa linea orizzontale, che va dal passato al futuro, attraverso il presente: ragionano verticalmente, da ciò che è in un posto ora a ciò che è in un altro posto ora. In altre parole non si chiedono perché, o per quali cause passate, un certo ordine di cosa avvenga ora; si chiedono: -Qual è il significato delle cose che avvengono insieme in questo momento?- La parola Tao è la risposta a questa domanda. »
(Alan Watts, Il significato della felicità[96] (pag 145))

Quindi un cinese non ragiona seguendo una ideale linea orizzontale di causa effetto ma, piuttosto, seguendo una linea verticale, cercando di connettere tra loro cose che sono in un posto ora ed in un altro posto ora. La domanda che si pongono è: "qual è il sigificato delle cose che avvengono insieme in questo momento? Ragionano quindi secondo un concetto che potrebbe essere chiamato sincronicità[97] Ancora

« quando un occidentale sente di pensare, crede che un tale fatto sia dovuto ad una specie di fatalismo o determinismo. [...] La prima illusione è quella di credere che ciò che sta accadendo accada a lui e che quindi sia vittima delle circostanze. Ma se siamo immersi nell'ignoranza originaria non esiste un tu diverso dalla cosa che sta accadendo. Quindi la cosa non sta succedendo a noi, succede e basta. [...] La seconda illusione è quella di credere che ciò che sta accadendo ora è la conseguenza di un evento del passato.[...] Dobbiamo essere davvero imgenui per credere che il passato provochi quanto avviene oggi. Il passato è simile alla scia lasciata da una nave. Alla fine ogni traccia scompare.[...] E' moto semplice: tutto comincia adesso, perciò è spontaneo: non è determinato[...]Non è nemmeno casuale. [...] Il Tao è un certo tipo di ordine [...] che però non è precisamente ciò che noi definiamo ordine quando disponiamo un oggetto in un ordine geometrico, in scatole od in file. Se osserviamo un pianta di bambù ci è perfettamente chiaro che la pianta possiede un suo ordine. [...] I cinesi lo chiamano Li[...]. Tutti cercano di esprimere l'essenza del Li. Ma la cosa interessante è che nonostante si sappia cosa sia, non c'è modo di definirla. »
(Alan Watts, Il significato della felicità[98] (pag.17-18))

2) la ricerca dello stato naturale interiore[senza fonte]:

"Il dotto impara qualcosa tutti i giorni, l'uomo del Tao disimpara qualcosa tutti i giorni"[senza fonte]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Cosmologia taoista, Tre gioielli del Tao e Wu wei.

[modifica] Il Tao

Il termine Tao è per noi occidentali di difficile comprensione, mentre non pare essere così per un orientale. Infatti il termine è intelleggibile e di uso comune sia tra gli intellettuali che tra il più povero contadino.[99] Pare che la prima volta che sia stato utilizzato in Cina sia nel Chu Shing in cui dice:

(EN)
« The human mind is dangerous

its selfship tendenciees lead to error and crime

and its affinity with Tao is small. »
(IT)
« La mente umana è pericolosa

spontaneamente porta all'errore ed al crimine

e la sua affinità con i Tao è limitata. »

Ancora in un passaggio del Ta Chuan (The Great Triteise):

« L'uomo buono lo scopre (il Tao) e lo chiama buono

Il saggio lo scopre e lo chiama saggio Il popolo ne fa uso giorno per giorno e non ne sa nulla.

Non solo ognuno "sente il Tao con modalità proprie, ma persino il Tao riflette il carattere della persona. »

Normalmente il termine Tao viene utilizzato come una entità stabilita: il Tao. Ovviamente questa è un pratica erronea in quanto il Tao è ovunque, in tutte le cose ed in ogni tempo. Esso non è un qualcosa che ne escluda delle altre.[102] Per cogliere il Tao è fondamentale porre l'attenzione alla fase anteriore alla "definizione delle cose", ovvero tornare alla fase precedente alla spiegazione di chi siamo, al concetto di io, tu... E su questa posare la propria attenzione. "Osservando le cose in modo originario, non vi è differenza tra quella che fate, da una parte, e quello che vi accade dall'altra. [...] Ecco ciò che è chiamato Tao [...] Tao significa fondamentalmente via, corso: il corso della natura. "[98](pag 16-17) Tornare alla spontaneità. La ricerca del Tao è la ricerca dell'essenziale, e in questo può essere vista come un analogo più elaborato del cinismo greco. Tale fortissimo richiamo all'essenzialità, al cosiddetto tronco grezzo, agli antichi, richiede la difficile operazione di spogliarsi del superfluo e dei preconcetti. Lo scopo è lasciar fluire l'originale liberando la spontaneità, che non deve però essere scambiata con il lassismo (vedi dopo).[103]

Per comprendere quale sia la natura del Tao bisogna evitare qualsiasi tipo di paragone con il Dio delle religioni monoteiste. Il Tao non è un ente trascendente e dotato di personalità. Piuttosto che un Dio personificato è un Dio essenziale o energetico: è un'entità immanente che fa parte del mondo, che letteralmente lo costituisce; è la matrice divina di tutte le cose che esistono.[104] Il Dio che viene presentato dal Taoismo è una sorta di Principio ordinatore unico ed immanente del mondo, non troppo dissimile dall'Armonia di Pitagora, il Logos di Eraclito, lo Shinto giapponese, il Dharma del Buddismo[28]

Il termine Dio suona inappropriato, sebbene se ne possa fare uso,[senza fonte] ricordando sempre di evitare i parallelismi sopra riportati. Parlando del Tao si parla dell'Uno, l'Infinito.

Il termine "Tao", che come sopraddetto è fondamentale in tutto il pensiero cinese, ha assunto diversi significati nel tempo. I principali significati sono tre:

  1. Il Principio, l'Eterno Assoluto, la Fonte impersonale e trascendente di tutto ciò che esiste, l'Essere eterno di Dio al di là del divenire del mondo.
  2. La Via nella quale procede tutto ciò che esiste nell'universo, il movimento e mutamento incessante del mondo. Nel Tao Te Ching questi due significati si trovano distinti e precisati: Tao Te Ching significa infatti il libro (ching) del Principio (Tao) e della sua Azione (Te, potere di azione del Tao da cui nasce tutto ciò che esiste).
  3. Il terzo significato riguarda la capacità e la correttezza nel praticare una data arte, nel seguire una certa via: il Tao del guerriero (l'abilità nelle arti marziali), il Tao dell'amore (l'arte dei rapporti amorosi e sessuali), il Tao del governo, della politica.

[modifica] Wu Wei

Wu wei(無為, 无为), o legge dell'agire senza agire.

Ad esempio i pianeti girano attorno al sole senza che facciano alcuno sforzo per girare, oppure il bambino cresce senza cha faccia alcunché perché ciò avvenga. Ancora, prendendo un esempio letterario, si può ricorrere alla analogia di un pino e di un salice sotto una tempesta di neve. Il primo è rigido e la neve si ammassa sopra di esso fino a spezzarlo, il secondo si piega a tal punto fino a far cadere la neve e rialzarsi[98](pag. 21)
Ciò non deve però essere scambiato con lassismo: l'autodisciplina è un elemento comunque importante, pur con l'insistenza acciocché si mantenga creativa e non diventi automutilazione. La disciplina richiesta al taoista non è quella occidentale portatrice talvolta di rigidità e limitazioni, ma incarna anzi la determinazione ad astenersi da questi.

[modifica] Te

Te o virtù: ovvero il Tao realizzato nell'uomo[103]«Nel flusso universale e senza senso delle cose, a ciascuna compete un ruolo, come se si seguisse un piano.»[105]

« Senza nome è il principio universale, quando ha nome è la Grande Madre di tutti gli esseri. »
(Tao Te Ching)

[modifica] La spontaneità

Il taoismo sostiene che esista nell'universo una sorta di autoregolazione e che lasciare correre spontaneamente tale meccanismo dia spazio ad una vita serena, senza violenza. Ma, è importante sottolinearlo, non legittima la sopraffazione ed il caos.[14] Il taoista è convinto che ciascuno abbia in se' stesso le doti natutrali che gli consentiranno di risolvere in molte occasioni. Quindi in quest'ottica l'imperfezione non esiste e se esiste è solo presente tra gli uomini che non seguono la spontaneità[106].

[modifica] Qi, Yin e Yang

Nella religione Taoista all'origine è il Qi, dinamismo primordiale, né spirito né materia, ed ogni cosa è un aspetto di ciò. Il Qi è una forma che si espande, dà vita al mondo, non ha una esistenza individuabile al di là della forma che prende. Esso è un principio di unità e di coerenza che unisce la molteplicità tra loro[107]. Questo soffio si differenza in un soffio puro e leggero, lo Yang, ed in uno opaco e pesante, lo Yin[108]. Il Tao ha quindi provocato la creazione dell'universo, dando origine ai due principi cosmici yin e yang, la natura dualistica di tutte le manifestazioni del Tao stesso. La dualità, l'opposizione e combinazione di questi due principi base è riscontrabile in ogni elemento della natura: luce e oscurità, maschio e femmina, attività e passività, movimento e staticità. Il dualismo è però pura illusione, esso - in ultima ipotesi — non esiste, è solo una codifica che l'uomo tende a porsi basandosi sull'esperienza sensoriale. La filosofia religiosa taoista è quindi monistica («Preserva l'Uno dimorando nelle due anime: sei capace di non farle separare?»[109]). Il mutare delle cose è un continuo compenetrarsi e vicendevole rigenerarsi di questo dualismo illusorio; il simbolo del Taijitu illustra queste situazione con i semi di ciascun opposto piantati nell'altro, suggerendo di osservare le apparenti opposizioni da un livello superiore, e non costituisce una banale e vuota esortazione al compromesso (come invece nell'uso delle derivazioni confuciane o nella New Age): il rapporto tra yin e yang non è il compromesso ma l'"oltre". Niente potrebbe esistere se non esistesse la sua controparte complementare, essi rispettano, insieme, l'equilibrio degli aspetti duplici del tutto. Le loro rappresentazioni, infine, sono solo frutto delle percezioni umane; è la percezione che fa apparire le cose come una diversa dall'altra (vedi il concetto del Taiji): tutte le cose sono un'unica realtà.[senza fonte]

[modifica] L'alchimia

Si possono distinguere due diverse tradizioni dell'alchimia:

  • l'alchimia interna (o nei-tan o neidan o cinabro interiore). Questa poneva l'accento alle tecniche per raggiungere la trascendenza.[110] Si può considerare complementare al Taoismo più liturgico che in quello stesso periodo erano i Maestri del Cielo. L'alchimia interiore non cerca di fabbricare un prodotto bensì è una tecnica di illuminazione[76].

Ancora più specificatamente abbiamo nel Neidan:

    • attenzione allo sviluppo mentale e fisico, con la preminenza del primo
    • tendenza asincretica, a congiungere Buddismo e confucianesimo ad esercizi sul soffio, visualizzazioni...
    • impiego dei trigrammi de I Ching
    • impiego di pratiche chimiche con prevalente valore metaforico, piuttosto che operativo.[76]
  • l'alchimia esterna (o wai-tan o waidan o cinabro esteriore) invece, poneva l'accento alle tecniche per trasformare i metalli in oro o per raggiungere l'immortalità, pur avendo in comune con la prima tradizione uno stesso linguaggio, stesse metafore ed un comune metodo di autosviluppo dei praticanti[110]
« Niente ha presa sul corpo quando lo spirito non è turbato. Niente può nuocere al saggio, avvolto nell'integrità della sua natura, protetto dalla libertà del suo spirito. »
(Lao Tze)

Ge Hong (massimo esponente della alchimia) anela ad un uomo che sia appartato, distante, che si trovi bene ovunque, senza però farsi coinvolgere, nulla può ostacolarlo, ...non muore, perché l'oro ed il cinabro ne rinforzano la circolazione e la respirazione. Siamo ovviamente distantissimi dalla non azione: si perdono certe profondità e si tende a passare ad un esercizio più tecnico.[111]

[modifica] Simbologia

Ci sono parecchi simboli ed immagini collegati al Taoismo. Il simbolo principale è il Taijitu (太極圖) spesso accompagnato dal otto trigrammi (bagua 八卦). Le controparti yin e yang sono rispettivamente di colore nero (o blu) la parte yin e di colore bianco (o rosso) la parte yang. Il simbolo si può trovare su bandiere e loghi delle associazioni taoiste, nei templi e sugli abiti dei chierici. Direttamente derivato dal Taijitu per così dire ortodosso è il Tomoe, diffusosi in particolare nello Shintoismo giapponese. Nei templi taoisti si possono trovare bandierine quadrate o triangolari: esse non hanno solo funzione decorativa ma anche mistica, sono infatti dei talismani e presentano solitamente iscrizioni come preghiere e diagrammi sacri. I templi della Cina e di Taiwan sono contraddistinti da simboli tradizionali, vi si trovano spesso statue o decorazioni di draghi cinesi, fenici, tartarughe, tigri e cani della felicità. Spesso solo il drago e la fenice — o in alternativa a quest'ultima la tigre — hanno un preciso significato, simboleggiano infatti le due controparti yin e yang, in cui la fenice è yang e il drago è yin. Il gruppo drago blu, drago giallo, fenice rossa, tartaruga nera e tigre bianca è costituito dai Siling — i cinque esseri cosmologici — rappresentanti i cinque elementi. Un altro simbolo comune è la perla fiammeggiante, che accompagna i draghi o le divinità.

[modifica] Influenze

[modifica] Influenze con il buddismo

La relativa vicinanza di temi rispetto al Buddhismo — pur nella sostanziale differenza di prospettive — ha fatto sì che si creassero diverse forme di sincretismo fra le due fedi, con condivisione e scambio di elementi religiosi e divinità. Il ché è avvenuto soprattutto sotto le dinastie Sui e Tang.[10]

Il contatto del Buddismo con la tradizione taoista ha portato alla formazione della corrente del Buddhismo Zen, diffusa soprattutto in Giappone.

[modifica] Rapporti con il confucianesimo

I rapporti con il confucianesimo e Confucio sono molto complessi. Intanto le due correnti di pensiero partono da premesse molto differenti:

  • il confucianesimo dà rilevanza all'aspetto politico e sociale dell'uomo
  • il taoismo invero pone l'attenzione al lato individuale ed esistenziale.[112] Al di là di una avvesione per Confucio e la sua corrente presente in Zhuāngzǐ e LieZi, in alcuni filosofi quali Wang Pi[113] e Kuo Hsiang[114] (entrambi delle dinastia Wei e Chin) l'esempio massimo di maestro è Confucio stesso.

Anche in Kang-Tsang-Tzu[115], c'è il tentativo di portare nel taoismo elementi confuciani, ad esempio nell'esercizio della pietà filiale, e nella pratica dei riti e della musica

[modifica] Influenze con il legismo

Esso ha un contesto più pragmatico ponendosi come fine il buon governo.[116] Presente in Kang-Tsang-Tzu[117].

[modifica] Taoismo religioso

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Taoismo religioso.

[modifica] Conclusione: che cosa è il Taoismo?

È saggio premettere:

(EN)
«  In the English-speaking world in particular, the student in search of a clearer idea of just what Daoism might be has not been helped by the recent appearance of new "translations" of the Laozi accomplished by those whose preparation for the task has been the study of martial arts, by Western works of "oriental mysticism," or by the proliferation of self-help manuals confidently proclaiming the Dao of corporate negotiation and the like. »
(IT)
« Nel mondo anglosassone in particolare, lo studioso che ricerca una più chiara idea di ciò realmente è il Taoismo, non è certo aiutato dall'apparire di nuove traduzioni di LaoZi compiute da coloro la cui preparazione per questo compito, è stato lo studio delle arti marziali, o da lavori occidentali di misticismo orientale o dalla proliferazione di manuali di auto-aiuto che si occupano di negoziazione aziendale e simili, "utilizzando il Tao" »
(Early Daoist Scriptures by Stephen R. Bokenkamp, 1997, pag 10)

Dopo di ciò: Il taoismo sia esso filosofico, religioso, religione popolare.... ha alcune linee di pensiero sottostanti e comuni che sono:

  1. la nozione che tutti i fenomeni siano legati tra loro in una rete infinita di forze che interagiscono in un flusso infinito.[118]
  1. il concetto del primitivismo, ovvero l'idea che la società e l'uomo starebbero meglio se ritornassero allo stato di primitiva semplicità.[118]
  2. infine la convinzione per cui alcuni uomini, tramite particolari regimi alimentari, mistici, alchemici o sessuali, possano raggiungere un tipo di trascendenza che si manifesta con la longevità l'invulnerabilità, il carisma e la capacità di manipolare le forze circostanti.[118]

Ma come al solito «il vero taoismo non può essere descritto».... per cui il Nei Yeh (composto circa tra il 300 ed il 400) rigetta in pieno, tra le altre, il primitivismo [119]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Gli inglesi hanno difficoltà a leggere e pronunciare correttamente la "t" di Tao (sistema Wade-Giles) e, anche se hanno questo suono nella loro lingua, come in stop, se posto all'inizio della prima parola tendono a pronunciarlo [tʰ] (si fa notare anche che [tʰaʊ] in cinese ha perfino un significato diverso da [taʊ]). Nonostante che anche la pronuncia di "d" in inglese non corrisponda alla pronuncia cinese, il suono [d] è più vicino di [tʰ] e perciò, per individui di lingua inglese, il sistema Pinyin è un'approssimazione più vicina alla pronuncia cinese; tuttavia ciò non è altrettanto vero in italiano, dove la pronuncia di "tao" corrisponde bene a quella cinese, diversamente da "dao". (Cfr: en:Daoism–Taoism_romanization_issue#Phonology_of_.E9.81.93_and_its_English_approximations)
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[modifica] Bibliografia

[modifica] In italiano

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  • Eva Wong, Breviario del Tao. Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 2002.
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  • Lao Tzu. Tao Te Ching: il dettato della perenne saggezza. Tecniche Nuove, 2005. ISBN 88-481-1822-4
  • F. Zanello. Taoismo segreto: scritti sapienziali di antichi maestri. Castelvecchi, 2005. ISBN 88-7615-056-0
  • Sat Chuen Hon. Qigong taoista. Pisani Editrice, 2005.
  • Giuseppe Tucci. Il Taoismo. Luni Editrice, 2006. ISBN 88-7435-126-7
  • Russel Kirkland, Il Taoismo: una tradizione ininterrotta. Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 2006.
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[modifica] In inglese

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  • Deborah Sommer. Chinese Religion: An Anthology of Sources. 1995. ISBN 0-19-508895-6
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  • Livia Kohn. The Taoist Experience: An Anthology. 1993.
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Taoism in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.

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