Take That

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Take That
I Take That a Manchester nel giugno 2011
I Take That a Manchester nel giugno 2011
Paese d'origine Regno Unito Regno Unito
Genere Dance pop[1]
Pop
Europop
Pop rock
Teen pop
Periodo di attività 1990-1996
2005-in attività
Etichetta RCA, BMG, Polydor
Album pubblicati 10
Studio 6
Live 1
Raccolte 3
Sito web
Logo Take That.png

I Take That sono un gruppo musicale pop britannico formato da cinque cantanti; Gary Barlow, Robbie Williams, Howard Donald, Jason Orange e Mark Owen. Sono considerati una delle boy band di maggior successo della storia della musica.[2]

Formatosi nel 1990 a Manchester, il gruppo ha riscosso un grosso successo commerciale nei primi anni novanta pubblicando gli album Take That & Party, Everything Changes e Nobody Else. Hanno scalato le classifiche con singoli come Pray, Relight My Fire, Everything Changes e Babe.

Anticipato dall'uscita dal gruppo di uno dei componenti, Robbie Williams, il complesso si è sciolto nel 1996.

Dopo alcune esperienze in qualità di solisti, il gruppo si è riformato nel 2005 con la formazione a quattro elementi, senza Robbie Williams, pubblicando nel 2006 un nuovo album di inediti, Beautiful World, seguito nel 2008 da The Circus, con i quali sono tornati al successo grazie a brani come Patience e Shine.

Nel 2010 la formazione del gruppo è tornata al completo, con il ritorno di Robbie Williams, con il quale il gruppo ha pubblicato il disco Progress.

Nel mese di ottobre 2011, però, Robbie Williams abbandona per la seconda volta la band per riprendere la carriera da solista.[3]

Nel mese di settembre 2014 Jason Orange ha annunciato la sua uscita dal gruppo.[4]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi: Take That & Party[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo è stato creato nel 1990 grazie al manager e produttore discografico Nigel Martin Smith, che prendendo spunto dal successo dei New Kids on the Block ebbe l'idea di creare un gruppo vocale composto esclusivamente da elementi maschili.[1] I Take That sono nati dall'unione di Gary Barlow, Mark Owen, Robbie Williams, Howard Donald e Jason Orange.

Dopo un tour in numerosi locali notturni, hanno ufficialmente debuttato con l'etichetta indipendente Dance U.K. nel 1991 pubblicando il singolo Do What U Like, senza ottenere successo. Nello stesso anno hanno comunque firmato un contratto con la RCA, per la quale hanno pubblicato nel mese di novembre il loro secondo singolo, Promises, con il quale hanno riscosso un tiepido successo raggiungendo la posizione numero 38 della classifica britannica,[5] seguito poi da Once You've Tasted Love, altro successo minore.[6]

Il gruppo si è fatto conoscere dal pubblico con il singolo, It Only Takes a Minute, che ha raggiunto la settima posizione della classifica britannica,[7] pubblicato in contemporanea con il loro primo disco Take That & Party, nell'agosto 1992. L'album ha ottenuto un ottimo successo di vendita, debuttando al quinto posto in Regno Unito ma riscuotendo un successo costante, tornando ai primi posti in classifica nel gennaio 1993 e raggiungendo la seconda posizione,[8] grazie al discreto successo dei successivi singoli I Found Heaven, A Million Love Song e in particolar modo di Could It Be Magic, cover del noto brano di Barry Manilow (riproposto però in questo caso nella versione di Donna Summer) che ha ottenuto la terza posizione in Regno Unito[9] e ha permesso al gruppo di farsi conoscere anche nel resto d'Europa.[10] Quest'ultimo singolo ha inoltre ottenuto un Brit Award com "Best British single".[1]

1993: il successo di Everything Changes[modifica | modifica wikitesto]

Spinto dai buoni riscontri dell'ultimo singolo estratto dal loro disco di debutto, Could It Be Magic, il gruppo è tornato sulle scene musicali con il suo secondo disco, Everything Changes, già nell'ottobre 1993. In realtà, il complesso ha cavalcato l'onda nel successo facendo uscire, già nel mese di febbraio, il singolo Why Can't I Wake Up with You, che bissa il successo del precedente piazzandosi al secondo posto in Regno Unito.[11] Nell'estate dello stesso anno è stato pubblicato il brano Pray, che ha consacrato il successo del gruppo raggiungendo la vetta nella classifica britannica[12] e ottenendo un grosso riscontro anche in Europa.[13] Il disco è stato accompagnato dal terzo singolo Relight My Fire, cover di un brano di Dan Hartman e nuovo successo europeo e la seconda numero uno consecutiva nel Regno Unito[14] inciso in collaborazione con la cantante Lulu. Contemporaneamente, anche l'album ottiene grossi risultati di vendita facendo raggiungere al gruppo un'altra volta la vetta della classifica britannica[15] e decretando il successo nei paesi dell'Europa continentale.[16]

La promozione dell'album è proseguita anche nel 1994 con la pubblicazione di altri tre singoli: la ballata Babe, brano che si differenziava dalla canonica produzione musicale del gruppo, prettamente di genere dance pop e teen pop, la title track Everything Changes e Love Ain't Here Anymore. Gli ultimi tre singoli tratti dall'album hanno mantenuto il tenore di vendite dei precedenti; in particolare, i primi due hanno raggiunto la prima posizione nella classifica del Regno Unito, mentre il terzo ha ottenuto la terza posizione.[17]

Il grande successo del gruppo è testimoniato, oltre che dai lusinghieri dati di vendite dei prodotti discografici del complesso, anche dal nutrito merchandising legato al marchi "Take That", comprendente oggetti come tatuaggi, stickers, articoli di bigiotteria e magliette,[18] destinato prevalentemente al pubblico di teenager che seguiva il gruppo e i cinque ragazzi che lo componevano, divenuti delle icone soprattutto per le ragazze.[1]

I numerosi consensi sono anche sfociati nella vittoria di altri due Brit Award per il brano Pray, giudicato "Best British single", e per il relativo video, considerato "Best British video".[19] Il gruppo ha eseguito un tour europeo nel 1994.

Nobody Else e l'abbandono da parte di Robbie Williams[modifica | modifica wikitesto]

Robbie Williams, uno dei componenti del gruppo

Il grosso successo di Everything Changes ha imposto al gruppo la produzione e la realizzazione di un terzo disco di inediti già nel 1995, i cui testi sono stati scritti, come per i precedenti lavori, da Gary Barlow.

Il primo singolo tratto da questo nuovo lavoro è stato Sure, pubblicato nell'ottobre 1994. L'uscita dell'album è stata invece accompagnata da Back for Good, vero e proprio successo europeo della primavera 1995.[20] Lo stesso album, pubblicato nel maggio successivo, ottenne un successo ancora maggiore rispetto al precedente, piazzandosi in vetta alle classifiche di Svizzera, Austria, Paesi Bassi, Belgio,[21] Italia[22] e Regno Unito.[23]

La promozione di questo terzo, fortunato disco, si è interrotta nel luglio 1995 in seguito alla pubblicazione di un terzo singolo, Never Forget, altro grosso successo commerciale.[24] Proprio durante la promozione di questo singolo, avvenuta durante un tour europeo nel quale presentavano i brani dei loro album, Robbie Williams ha annunciato l'intenzione di voler abbandonare il gruppo per intraprendere una carriera musicale in qualità di solista, notizia che creò una grossa eco mediatica suscitando un grosso clamore ma che non portò all'automatico scioglimento del gruppo; i quattro componenti rimasti dichiararono infatti di voler proseguire con il progetto Take That.[25] Nonostante questa intenzione, dal disco non furono tratti altri singoli. Tutti e tre i brani tratti da Nobody Else ottennero la vetta della classifica britannica.[17]

Lo scioglimento e il debutto come solisti[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la dichiarata intenzione di proseguire con il progetto, lo scioglimento del gruppo è stato ufficializzato il 13 febbraio 1996, motivandolo con l'intenzione da parte dei singoli componenti di intraprendere carriere come solisti.[1] La separazione del complesso è avvenuta alla vigilia della pubblicazione di un nuovo singolo, una cover di How Deep Is Your Love dei Bee Gees, tratta dalla prima raccolta di successi del gruppo, intitolata semplicemente Greatest Hits e uscita nel marzo successivo. La loro versione di How Deep Is Your Love ha permesso loro di vincere per la terza volta il Brit Award come "Best British single", nel 1996.[26]

Nonostante le due pubblicazioni fossero uscite in seguito alla scissione del gruppo, ottennero un grosso successo commerciale, riuscendo per l'ennesima volta a portare il gruppo in vetta alle classifiche britanniche degli album e dei singoli[17] e scalando le classifiche europee.[27][28]

La seconda metà degli anni novanta ha segnato il debutto in qualità di solisti di tre dei cinque componenti del gruppo. Il primo a debuttare è stato Mark Owen, che già nel 1996 ha pubblicato il suo primo album Green Man, che ha debuttato appena alla posizione numero 33 in Regno Unito[29] nonostante il buon successo dei primi due singoli, Child e Clementine, entrambi al terzo posto della classifica britannica dei singoli.[30] Successivamente ha pubblicato altri due album, In Your Own Time (2003) e How the Mighty Fall (2005), entrambi di modesto successo commerciale.

Nel 1997 ha invece debuttato Gary Barlow, autore di gran parte delle canzoni dei Take That, che ha debuttato in vetta alla classifica britannica con l'album Open Road, sostenuto dalle vendite dei primi due singoli Forever Love e Love Won't Wait, che hanno raggiunto la massima posizione in Regno Unito.[31] La sua carriera come solista si è tuttavia arenata nel 1999, in seguito ai modesti risultati di vendita del suo secondo disco Twelve Month, Eleven Days. Allo stesso anno risale anche il disco di debutto di Robbie Williams, il primo dei cinque ad aver abbandonato la formazione per crearsi una carriera da solista. Il primo album Life thru a Lens ha raggiunto la vetta della classifica britannica, successo mantenuto anche dai successivi album e consacrato, anche a livello internazionale, da brani come Angels e Feel.

Howard Donald nel 2007

Gli altri due componenti, Howard Donald e Jason Orange, hanno invece svolto rispettivamente l'attività di disc jockey e di attore.

Nel frattempo, il marchio Take That è stato utilizzato per la pubblicazione di alcune raccolte non ufficiali: The Best of Take That (2001), una riedizione della raccolta ufficiale con differente titolo e copertina ma con la medesima lista tracce, e Forever... Greatest Hits (2002). Tutte le raccolte sono state pubblicate dalla BMG, collegata alla RCA, che ha pubblicato tutti i primi lavori del gruppo.

La reunion: Never Forget - The Ultimate Collection e Beautiful World[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2005 il gruppo, riformatosi senza Robbie Williams, è tornato sulle scene musicali con una nuova raccolta, Never Forget - The Ultimate Collection, contenente anche numerosi brani registrati negli anni novanta e rimasti inediti, dal quale non è stato tratto nessun singolo ma che ha comunque ottenuto un grosso riscontro commerciale raggiungendo la seconda posizione della classifica britannica.[32] Unica promozione per questa raccolta, pubblicata dalla BMG, è stato un tour europeo conclusosi nella primavera 2006.

Il successo della nuova raccolta ha spinto il gruppo a tornare in studio per registrare il quarto album di inediti, Beautiful World, il primo dopo undici anni. Il genere del nuovo disco si è mantenuto piuttosto fedele rispetto alle proposte della produzione degli anni novanta, risultando comunque un pop più maturo e aggiornato e al passo con le produzioni contemporanee.

Anticipato dal singolo Patience, che ha riportato il gruppo in vetta alla classifica dei singoli britannica[33] e ha scalato quelle dei paesi europei,[34] il disco, pubblicato dall'etichetta discografica Polydor, si è rivelato un grosso successo commerciale riportando il gruppo al primo posto della classifica britannica.[35] Contemporaneamente al loro nuovo album di inediti è stata pubblicata un'altra raccolta non ufficiale, The Platinum Collection, da parte della BMG.

Dall'album sono stati tratti anche i singoli Shine, ennesima numero uno del gruppo in Regno Unito,[17] I'd Wait for Life, Reach Out e Rule the World, quest'ultima sfruttata anche come colonna sonora del film Stardust del 2007. È stata realizzata anche una tournée europea, recante il nome del disco.

Questo periodo ha riportato i Take That anche alla vittoria di numerosi premi, come il Brit Award 2007 come "Best British single" per Patience.[36] Nell'edizione 2008 sono stati a loro assegnati i premi come "Best British Live Act" e "Best British Single" per Shine.[37]

The Circus e il primo disco dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo durante un'esibizione del novembre 2007

Dato il grande successo del loro album di ritorno, Beautiful World, nel dicembre 2008 è stato pubblicato un nuovo disco di inediti, The Circus, il secondo con la formazione a quattro elementi.

Il singolo principale tratto da questo disco, pubblicato sempre dalla Polydor, è Greatest Day, che pur ottenendo, come d'abitudine per il gruppo, la prima posizione della classifica britannica,[38] non ha ottenuto buoni risultati negli altri paesi europei.[39] La fredda accoglienza riservata al singolo ha portato il disco a non far registrare grossi dati di vendite negli stati dell'Europa continentale,[40] mentre in Regno Unito il successo del gruppo è rimasto immutato portando il disco in vetta alla classifica.[41] Moderato successo è stato ottenuto anche dai successivi singoli, Up All Night, The Garden e Said It All. In particolar modo The Garden ha ottenuto un risultato disastroso anche in Regno Unito, entrando appena tra i cento singoli più venduti, mentre gli altri due brani hanno raggiunto rispettivamente le posizioni 14 e 9, relativamente basse rispetto agli standard di vendita del gruppo nel loro paese natale.[17]

Nel corso del 2009 il gruppo si è esibito in numerose date nel Take That Present: The Circus Live, serie di concerti dal vivo sfociati, nell'autunno successivo, nel primo album dal vivo del gruppo, The Greatest Day - Take That Present: The Circus Live, entrato in classifica solo in Regno Unito alla terza posizione.[42]

Il ritorno di Robbie Williams: Progress[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 luglio 2010, esattamente quindici anni dopo l'uscita dal gruppo di Robbie Williams, l'entourage del gruppo ha comunicato il ritorno del noto cantante nella formazione del gruppo, tornata così ai cinque elementi originari.[43]

L'album che ha segnato il ritorno di Williams con i Take That è Progress, pubblicato nel novembre 2010 e anticipato dal brano The Flood. La canzone ha scalato le classifiche europee[44] e ha spinto le vendite del disco, risultato più fortunato del precedente entrando tra le prime posizioni delle classifiche di numerosi paesi e conquistando la vetta in Danimarca, Grecia,[45] e Regno Unito,[46] dove l'album ha venduto 235.000 copie nel giorno di uscita.In seguito verrà pubblicato anche il brano kidz[47]

L'album viene supportato da un tour mondiale, il Progress Live 2011, dove i Take That si avvalgono dei Pet Shop Boys come special guest[48]. La presenza di questi ultimi rende l'evento ancor più di rilievo, giacché il prestigioso giornale inglese The Guardian identificò i Pet Shop Boys con la frase "è come chiedere a Michelangelo di dipingere il soffitto della cucina"[49]

Nella primavera 2011 hanno pubblicato il singolo Love Love, facente parte della colonna sonora del film X-Men: L'inizio, anticipando l'uscita della riedizione del disco Progress, contenente un secondo disco, intitolata Progressed, avvenuta il 10 giugno successivo.[50]

Il 22 ottobre 2011, il quotidiano inglese The Daily Telegraph, Robbie Williams annuncia la nuova separazione dai Take That per incidere nel 2012 un nuovo album da solista (Take The Crown).[51]

L'abbandono di Jason Orange e III[modifica | modifica wikitesto]

Jason Orange ha lasciato la band nel 2014.

Il 25 settembre 2014 Jason Orange ha annunciato di aver deciso di abbandonare il gruppo, decisione maturata alla fine del "The Progress Tour", come da lui indicato nella lettera di saluto pubblicata sul sito ufficiale della band. Il resto del gruppo ha definito la cosa "una perdita enorme".[4] Il 23 novembre 2014 verrà pubblicato il loro settimo album III, anticipato dal singolo These Days.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Album live[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Tour[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Biografia dei Take That su allmusic.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  2. ^ (EN) Top 10 Boy Bands. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  3. ^ Take That, è di nuovo rottura
  4. ^ a b Musica, Jason Orange lascia i Take That, ANSA.it, 25 settembre 2014. URL consultato il 25 settembre 2014.
  5. ^ Promises su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  6. ^ Once You've Tasted Love su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  7. ^ It Only Takes a Minute su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  8. ^ Take That & Party su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  9. ^ Could It Be Magic su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  10. ^ Could It Be Magic su italiancharts.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  11. ^ Why Can't I Wake Up with You su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  12. ^ Pray su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  13. ^ Pray su italiancharts.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  14. ^ Relight My Fire su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  15. ^ Everything Changes (album) su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  16. ^ Everything Changes (album) su italiancharts.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  17. ^ a b c d e La scheda dei Take That su chartstats.com. URL consultato il 12 gennaio 2011.
  18. ^ (EN) Bryony Gordon, Why I Still Love Take That in telegraph.co.uk, 25 aprile 2006. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  19. ^ (EN) Edizione 1994 dei BRIT Award. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  20. ^ Back for Good su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  21. ^ Nobody Else su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  22. ^ Gli album più venduti del 1995 su Hit Parade Italia. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  23. ^ Nobody Else su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  24. ^ Never Forget su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  25. ^ Mariolina Iossa, Take That: bye bye Robbie, noi andiamo avanti in Corriere della Sera, 19 luglio 1995. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  26. ^ (EN) Edizione 1996 dei BRIT Award. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  27. ^ How Deep Is Your Love su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  28. ^ Greatest Hits su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  29. ^ Green Man su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  30. ^ Scheda di Mark Owen su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  31. ^ Scheda di Gary Barlow su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  32. ^ Never Forget - The Ultimate Collection su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  33. ^ Patience su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  34. ^ Patience su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  35. ^ Beautiful World su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  36. ^ (EN) Edizione 2007 dei BRIT Award. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  37. ^ (EN) Edizione 2008 dei BRIT Award. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  38. ^ Greatest Day su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  39. ^ Greatest Day su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  40. ^ The Circus su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  41. ^ The Circus su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  42. ^ The Greatest Day - Take That Present: The Circus Live su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  43. ^ BBC News - Robbie Williams rejoins Take That on new album
  44. ^ The Flood su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  45. ^ Progress su italiancharts.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  46. ^ Progress su chartstats.com. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  47. ^ "Progress" fa il botto, Take That ritorno da record in melodicamente.com, 16 novembre 2010. URL consultato il 13 gennaio 2011.
  48. ^ Take That special guests
  49. ^ I grandi Pet Shop Boys assieme ai Take That
  50. ^ Progressed su italiancharts.com. URL consultato il 14 giugno 2011.
  51. ^ Take That, è di nuovo rottura - Corriere della Sera
  52. ^ Progress Live DVD, takethatitalia.com, 25 luglio 2011. URL consultato il 1º agosto 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]