Stradario di Torino

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In questo Stradario di Torino sono elencati i nomi di strade, piazze e luoghi del territorio comunale di Torino e la loro storia. Sono presenti anche i toponimi non più esistenti.

Vista di Torino dal monte dei Cappuccini

Indice

[modifica] Introduzione

Vista di Torino dalla cima della Mole Antonelliana

Le vie di Torino sono oltre duemila. Nei 23 quartieri della città si può fare il giro del mondo, attraverso i toponimi dedicati ai luoghi, e conoscere la storia, grazie ai toponimi dedicati a date storiche o a personaggi, famosi e meno famosi.

È frequente l'associazione fra i toponimi di una determinata zona: per esempio nel quartiere Barriera di Milano le vie sono intitolate quasi totalmente a musicisti; da nord a sud , i corsi Potenza, Lecce, Trapani, Siracusa, con la diramazione Cosenza, sono tutti intitolati a città dell'Italia del Sud; in zona nord, i corsi Tortona, Novara, Vigevano, Mortara, Via Stradella e Lungo Dora Voghera sono intitolati a città acquisite dal Regno di Sardegna durante l'espansione verso est.

Le principali vie d'accesso alla città sono generalmente dedicate ai luoghi ove conducono: le strade dell'aeroporto, di San Mauro, di Settimo, di Altessano, antica di Collegno, provinciale per Cuorgnè; i corsi Vercelli, Casale, Chieri, Moncalieri, Orbassano, Francia; le vie Lanzo, Venaria, Nizza, Pianezza, Druento.
In questa categoria toponomastica rientrava fino al termine della seconda guerra mondiale anche corso Stupinigi, che però in occasione della fine della guerra fu intitolato alla vittoriosa Unione Sovietica.
Infine corso Romania è la prosecuzione di corso Vercelli, che lì conduce.
Vi sono alcune eccezioni: per esempio le vie Caselle, Nichelino e Beinasco non conducono a quei luoghi.

Al periodo coloniale italiano sono dedicate la maggior parte delle piazze e vie periferiche: Massaua, Cirene, Stampalia, Derna, Adua, Asmara, Zara, Bengasi, ma anche le vie Eritrea, Rodi, Spalato, Veglia, Arbe eccetera.

Alcune vie che sovrastano il passante ferroviario sono dedicate ai mari italiani: Mediterraneo, Tirreno, Adriatico, Jonio ed Egeo. Da notare che attualmente il mar Egeo non è più italiano, lo fu però in parte dal 1911 al 1947, quando l'Italia possedeva le isole del Dodecanneso.

I Lungo Dora sono tutte dedicati a città italiane: Savona, Napoli, Firenze, Siena eccetera.

I personaggi storici sono in schiacciante maggioranza maschili, per motivi culturali storici. Solo per regine e principesse v'è una percentuale superiore, anche se sempre inferiore a quella dei "colleghi" uomini.

[modifica] Divisioni per quartiere

[modifica] Centro

Palazzo Reale visto da piazza Castello
Il monumento di Vittorio Emanuele II sul largo omonimo

Il nucleo storico della città medievale ricade interamente nel centro; le vie della zona sono tutte strette, molti di esse pedonali o a traffico limitato, e sono dedicate ad aspetti della vita di quel periodo storico: Via tre galline, Via dei Mercanti, Via Stampatori. Il centro topografico è Piazza Castello, con la parte residua della vecchia fortificazione cittadina.
In epoca successiva Torino si espanse in direzione del Po e la via che dalla citata piazza Castello si dirige in leggera discesa verso il grande fiume fu a esso intitolata. Quando il Piemonte, la Savoia e la contea di Nizza furono unite all'impero francese (1796-1814) Via Po fu l'unica via torinese a non cambiare nome durante la dominazione napoleonica, essendo tradotta in Rue Po.

Torino è storicamente stata una città devota e questa devozione si riflette nelle numerose strade intitolate ai santi, tra i quali San Carlo, San Maurizio, San Massimo, San Giovanni, Santa Chiara, San Francesco d'Assisi, San Francesco da Paola, San Domenico, Santa Teresa, Santa Maria, Sant'Ottavio, Sant'Antonio da Padova, Sant'Agostino, San Tommaso, San Federico.

Nel quartiere centrale, frequentatissimo dalla casa Savoia, numerosi sono le intitolazioni ai personaggi storici della reale famiglia. Vi sono due re d'Italia: Vittorio Emanuele II e Umberto I; la Regina Margherita, l'unica ad avere la via intitolata quando era ancora in vita; vari re di Sardegna: Carlo Alberto, Carlo Felice, Vittorio Emanuele I, Vittorio Amedeo II, Carlo Emanuele II; prìncipi e consorti: Eugenio, Amedeo, Oddone, Maria Vittoria, Maria Adelaide, Maria Teresa); il duca Emanuele Filiberto; i conti Umberto Biancamano (il capostipite), Rosso e Verde.

Al Risorgimento è dedicato un gran numero di strade:

Personaggi di importanza nazionale anche nominati nelle vie del centro sono i musicisti Verdi, Rossini e Bellini, gli scrittori Manzoni, Tasso e Alfieri e il politico del primo Novecento Giolitti.

L'entusiasmo alla fine della prima guerra mondiale contagiò anche il comune torinese: così troviamo Via Piave, Corso Bolzano, Lungo Po Diaz e Lungo Po Cadorna (i due condottieri si alternarono come capo di stato Maggiore), via Cesare Battisti (patriota), Piazza Arbarello (caduto al fronte), via Paolo Emilio Thaon di Revel (l'ammiraglio comandante della flotta italiana), via Bligny (villaggio francese dove si distinse il II Corpo d'armata italiano), Piazza Vittorio Veneto (che sostituì piazza Vittorio Emanuele I: al re di Sardegna rimase il ponte sul Po, il monumento ai piedi della chiesa Gran Madre di Dio e l'epigrafe sulla sommità della chiesa stessa ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS).I torinesi, abituati a chiamarla piazza Vittorio, continuarono a nominarla così (e forse non fu casuale questa ridenominazione).

Le vie intitolate dopo il secondo conflitto mondiale sono:

  • piazza XVIII dicembre (1922), dedicata agli operai uccisi dalle squadre fasciste.
  • corso Matteotti, politico ucciso nel 1924 (in precedenza il corso era dedicato alla città di Oporto, in Portogallo, luogo dell'esilio del re Carlo Alberto).
  • via Gramsci, antifascista morto in carcere nel 1937.
  • via don Minzoni, sacerdote caduto in un'imboscata di squadristi fascisti
  • viale dei Partigiani.
  • viale I maggio.
  • piazza C.L.N.
  • piazza della Repubblica

Le istituzioni ricordate in questo quartiere sono via Arsenale, via Arcivescovado, via Accademia Albertina e via Accademia delle Scienze.

Fuori dalla logica descritta finora sono le vie intitolate a:

I seguenti personaggi sono ricordati per il loro forte contributo locale:

[modifica] San Salvario-Valentino

Il Castello del Valentino nei pressi di corso Massimo D'Azeglio

Il quartiere possiede tre grandi arterie che da corso Vittorio Emanuele II si dirigono quasi parallele verso sud:

  • via Nizza, dedicata alla città della costa Azzurra, possedimento sabaudo per quasi 500 anni, ceduta insieme alla Savoia alla Francia nel 1860 (dopo un discutibile plebiscito) come ringraziamento per aver aiutato il regno di Sardegna a liberare la Lombardia dall'Austria).
  • via Madama Cristina, vedova del duca di Savoia Vittorio Amedeo I, reggente per 11 anni.
  • corso Massimo D'Azeglio, uomo politico risorgimentale, primo ministro del regno di Sardegna prima di Cavour.

La maggior parte delle altre vie è dedicata ad artisti:

Ci sono inoltre località risorgimentali (Belfiore e Goito), piemontesi (Saluzzo), santi (Sant'Anselmo e San Pio V) e un principe sabaudo (Tommaso, figlio di Carlo Emanuele I e capostipite del ramo di Carignano).

Recentemente è stata dedicata una piazzetta a Primo Levi.

[modifica] Crocetta-San Secondo

L'ingresso principale del Politecnico di Torino in corso Duca degli Abruzzi

In uno dei quartieri più chic della città oltre alle già citate strade dedicate a Galileo Ferraris, re Umberto I e ai mari Mediterraneo, Jonio ed Egeo troviamo:

  1. due presidenti della Repubblica: De Nicola, Einaudi
  2. altri personaggi della dinastia sabauda: duca degli Abruzzi, duca d'Aosta
  3. politici del Novecento: fratelli Rosselli, Turati, De Gasperi
  4. località risorgimentali: Castelfidardo, Magenta, Legnano, Pastrengo
  5. città acquistate nella prima guerra mondiale: Trento, Trieste

Sono molti i personaggi storici qui rappresentati: dominano i navigatori/esploratori (Verrazzano, Pigafetta, Magellano, Bove, Caboto, Vespucci, Colombo, Marco Polo) ma troviamo anche astronomi (Cassini, Piazzi), fisici (Torricelli), il ministro e diplomatico Gioberti ed il filosofo Vico.

L'importante corso Stati Uniti si chiamava prima della fine della seconda guerra mondiale corso Duca di Genova (fratello del re Vittorio Emanuele II) mentre stupisce ancora oggi che la città di Torino abbia dedicato una via al generale Andrea Massena, nizzardo, nato suddito sabaudo ma passato al nemico d'oltralpe fu autore di razzie e rovine in Piemonte (la piazza centrale di Nizza porta il suo nome). L'unico motivo per la dedica fu che la via venne aperta nel 1853 in un periodo di avvicinamento alla Francia.

Dei tre ingegneri che progettarono il traforo ferroviario del Frejus in questo quartiere si ricorda il Sommeiller mentre Grattoni e Grandis hanno vie minori col loro nome nel quartiere Centro.

Da segnalare anche la dedica al colle dell'Assietta dove si svolse la battaglia del 1747 mentre da pochi anni è stata intitolata una piazza al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

[modifica] S. Paolo

L'Igloo di Mario Merz, all'incrocio tra corso Lione e corso Mediterraneo

Oltre alle già citate strade dedicate al mar Adriatico, ai fratelli Rosselli e a Trapani in questo quartiere la fanno da padrona le località piemontesi (Genola, Issiglio, Caraglio, Cumiana, Racconigi, Volvera, Villarbasse, Osasco, Airasca, Rivalta, Lurisia, Bagnasco) ma vi sono anche località francesi come Modane, Lione e Monginevro (da intendersi il paese già in territorio francese al di là del colle), zone o località acquistate dopo la prima guerra mondiale (e perse nel 1947) come Carso, Isonzo, Tolmino e Lussinpiccolo, la città dalmata Spalato, l'isola mediterranea Malta, la località risorgimentale Peschiera, la montagna carsica Sabotino e la Marmolada.

La dedica in questo quartiere a Rio de Janeiro è fuori logica poiché altre grandi metropoli del continente americano si trovano nel quartiere Santa Rita.

Pochissimi i personaggi storici: citiamo lo scrittore Gabriele D'Annunzio, Vincenzo Lancia (pioniere dell'automobile), Paolo Braccini (membro del C.L.N. piemontese fucilato nel 1944), Rodolfo Renier (letterato e filologo) e il generale Carlo di Robilant, militare e diplomatico.

[modifica] Cenisia-Cit Turin

L'accesso A dei nuovi binari sotterranei per la stazione di Porta Susa in corso Inghilterra

Come nel quartiere San Paolo le località piemontesi sono molto rappresentate in questa zona della città (in particolare località della valsusa). Abbiamo Bardonecchia, Bussoleno, Susa, Avigliana, Rivoli, Cesana, Caprie, Chianocco, Revello, Vigone, Crissolo, Moretta, Valdieri, Barge. Inoltre valli alpine (Cenischia e Germanasca) e il Frejus.

Oltre alle già citate strade dedicate a Vittorio Emanuele II, alla Francia e alle città di Racconigi, Peschiera e Trapani troviamo la dedica (come Paese liberatore) all'Inghilterra, (anche se la denominazione corretta doveva essere Isole Britanniche) mentre, fra i personaggi storici, troviamo:

In tempi recenti una parte di via Boggio è stata dedicata a Paolo Borsellino e allo stesso modo una parte di via Principi d'Acaia è diventata via Giovanni Falcone (non a caso la prosecuzione di via Borsellino è via Falcone ed entrambe si trovano nei pressi del nuovo Palazzo di Giustizia).

[modifica] Campidoglio e San Donato

La principessa Clotilde di Savoia è ricordata nel quartiere San Donato con una via

Oltre alle già citate vie dedicate alla Francia, alle città di Potenza e Lecce e ai nobili Regina Margherita e principe Oddone il quartiere andrebbe ancora suddiviso in zone nel nome del predominio delle dediche toponomastiche (a parte le vie di grande comunicazione che hanno dediche solitarie: corso Alessandro Tassoni che fu poeta e letterato, corso Svizzera Stato europeo e corso Umbria regione dell'Italia centrale) . Nella zona ad ovest di corso Tassoni sono presenti molte località (Rosta, Rivara, Brione, Carisio, Saluggia, Fiano, Busano, Ceres e Corio) ed alcune cime montane piemontesi (Levanna, Rocciamelone e Moncenisio) mentre ad est del suddetto corso e a sud di corso regina Margherita quasi tutte le dediche sono per personaggi storici (citiamo Luigi Cibrario e Pier Dionigi Pinelli ministri risorgimentali, la principessa Clotilde primogenita di Vittorio Emanuele II, Pietro Piffetti ebanista alla corte dei Savoia, Stefano Clemente scultore del legno, Giuseppe Talucchi architetto neoclassico, Gaspare Saccarelli sacerdote, Giuseppe Medail ingegnere di Bardonecchia e Luigi Galvani fisico) . A nord di corso regina Margherita troviamo invece città italiane come Sondrio, Belluno, Arezzo, Avellino, Vicenza, Aquila (senza l'articolo), Bari, Livorno, Macerata, Treviso e Caserta. L'unica curiosa eccezione è la via dedicata ad Ascoli che non ricorda la città marchigiana ma il linguista Graziadio Isaia Ascoli.

Due parole ancora per i santi San Donato (che ha dato nome al quartiere) la cui strada porta questo titolo per via di un'antica chiesa a lui dedicata e Giovanni Bosco il santo dei giovani. La sua via continua dopo Corso Principe Oddone e diventa via Maria Ausiliatrice nella cui chiesa sono conservati i resti del santo.

Molto curiose le dediche ad Amedeo Peyron: la via ricorda l'orientalista vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento mentre la piazza onora l'avvocato sindaco di Torino e fautore di Italia '61.

[modifica] Aurora-Rossini-Valdocco

Santuario di Maria Ausiliatrice di fronte alla piazza omonima.

Oltre alle già citate strade dedicate ai nobili principe Oddone e regina Margherita ed alle città Vigevano, Novara, Vercelli, Napoli, Agrigento, Firenze e Savona (le ultime quattro come lungo Dora) troviamo in maggioranza località italiane suddivise in:

Dei pochi personaggi citiamo: il generale Baldissera, l'esploratore Antonio Cecchi, l'ammiraglio Saint Bon, il santo Giuseppe Benedetto Cottolengo, Francesco Cirio, l'inventore dell'industria conserviera, GianFrancesco Fiochetto, rettore dell'Università che si prodigò durante l'epidemia di peste del 1630, il banchiere caritatevole Vittorio Andreis, il docente medico Francesco Cigna, il poeta Goffredo Mameli ed il primo console romano Giulio Cesare che soggiornò e transitò in città dal 58 al 50 a.C.

Ricordiamo inoltre alcune strade che considerano zone o strutture presenti nel quartiere come strada del Fortino (piccola fortificazione difensiva a sud della Dora), via Borgo Dora (nella zona compresa tra il fiume e Porta Palazzo) e corso Regio Parco (grande zona verde ideata da Emanuele Filiberto occupata in parte ora dal Cimitero Monumentale).

L'ultima curiosità riguarda corso XI febbraio dedicato alla data nel 1929 della sigla dei patti Lateranensi. La suddetta strada è la continuazione di via XX settembre (1870) quando con la presa di Porta Pia iniziò la disputa con la Chiesa (cioè l'occupazione della città di Roma) che si concluse appunto l'undici febbraio 1929.

[modifica] Vanchiglia

Il fiume Po visto dal parco Colletta
  • Confini: corso San Maurizio, fiume Po, cimitero monumentale, fiume Dora Riparia, corso Regio Parco.
  • Localizzazione: a est dei quartieri Aurora-Rossini-Valdocco e Barriera di Milano.

Oltre alle strade dedicate alla regina Margherita, ai santi Maurizio e Ottavio, al compositore Rossini ed alle città di Tortona, Siena e Voghera troviamo in circa pari quantità vie dedicate a personaggi storici e a località:

La maggior parte delle vie dedicate a località ci porta nel Piemonte settentrionale (Oropa, Varallo, Mongrando, Lessolo, Andorno, Gattinara, Fiorano, Cigliano, Pallanza, Verbano (da intendersi il nome del lago Maggiore) ma sono presenti anche altre due città italiane (Chieti e Benevento), due zone dell'Italia settentrionale (Brianza e Cadore), la città friulana di Oslavia e lo Stato Europeo Belgio.

[modifica] Millefonti-Nizza

La nuova rotonda Maroncelli e sullo sfondo il Palazzo del Lavoro

Il quartiere trae metà del nome da una delle sue vie principali, Nizza, e prendendo spunto dal fatto che si trovi sul mare ha portato il comune a dedicare a numerose altre strade il nome di località costiere liguri (Genova, Ventimiglia, Spezia[senza articolo], Alassio, Spotorno, Varazze, Lavagna, Finalmarina, Vado).Inoltre le altre località presenti sono tutte situate a sud di Torino e facenti parte dell'ex regno di Sardegna come Busca, Cherasco, Demonte, Broni, Santena, Tenda (ceduta alla Francia nel 1947), Garessio, Narzole, Cortemilia, Valenza, Caramagna, Farigliano, Alba, Frabosa, Sommariva, Canelli, Vinovo, Trofarello, Felizzano, Beinette, Rocca de' Baldi, Garzigliana e Testona (frazione di Moncalieri).Sono presenti anche alcuni fiumi delle valli piemontesi (Chisola, Varaita, Ellero).

La piazza al confine con Moncalieri (seguendo la regola già citata) è dedicata alla città libica di Bengasi (con la curiosità che viene pronunciata dai torinesi Bèngasi e non Bengàsi come dovrebbe essere).

Nel quartiere sono presenti ben quattro ospedali e non a caso alcune strade portano il nome di benemeriti medici o docenti (Dogliotti, Bozzolo, Bizzozzero, Sperino, Giacomini, Baiardi, Reymond, Richelmy) ma troviamo anche eroi di guerra come Zuretti, Filzi e Pettinati, Biglieri, partigiano fucilato nel 1944 ed il patriota Carbonaro Piero Maroncelli.

Su corso Unità d'Italia ovviamente si tennero le manifestazioni di Italia '61 mentre è una dedica umanitaria il corso Caduti sul Lavoro.

[modifica] Lingotto

Il patriota Gugliemo Oberdan è ricordato nel quartiere Lingotto con una via

Oltre alle già citate strade dedicate all'Unione Sovietica ed al Bramante, in questo quartiere troviamo dediche in pari numero sia a personaggi storici che a località.

personaggi
località

[modifica] Santa Rita

Facciata della chiesa di Santa Rita sulla piazza omonima

Oltre alle vie dedicate alle città di Siracusa, Orbassano e Cosenza, al mar Tirreno, all'Unione Sovietica ed ai personaggi Galileo Ferraris e re Umberto I nel quartiere dedicato alla santa di Cascia nella cui piazza è presente il santuario a lei dedicato vi è il predominio di località così suddivise:

Ancora in riferimento alla prima guerra mondiale abbiamo corso IV novembre (1918), data della conclusione del conflitto ed il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto. I pochi personaggi storici appartengono a diverse categorie: è presente (tra gli altri) un imperatore romano (Costantino il Grande), un poeta (Giovanni Pascoli), un operaio deportato e morto in un lager (Ogliaro), un sindaco torinese benemerito (Rignon), un industriale famoso (Giovanni Agnelli, il fondatore della FIAT), un generale risorgimentale (Raffaele Cadorna), un generale caduto sul Piave (Montanari), un capitano leggendario (Ettore Fieramosca), un frate teologo (Sarpi), un naturalista (Spallanzani) ed uno scrittore (Barrili)

[modifica] Mirafiori nord

Nel primo vero quartiere periferico analizzato finora troviamo finalmente più dediche a personaggi rispetto a località. Oltre alle strade dedicate al mar Tirreno, alle città di Siracusa, Cosenza, Orbassano, Baltimora, Filadelfia, Boston, Monfalcone, Barletta, Sebastopoli, all'Unione Sovietica, a Giovanni Agnelli e a Paolo Sarpi troviamo:

località
Don Enrico Tazzoli in una fotografia del 1850 ca.
personaggi

e Gerolamo

Ricordiamo anche la dedica all'ordine religioso dei Fatebenefratelli.

[modifica] Pozzo Strada

L'autoritratto di Giovanni Fattori,ricordato con una via
  • Confini: corso Francia, corso Trapani, ferrovia del Frejus, confine comunale con Grugliasco.
  • Localizzazione: ad ovest dei quartieri S.Paolo e Cenisia-Cit Turin

A parte le dediche già citate alla Francia, alle città di Trapani, Massaua, Bardonecchia, Peschiera, Lione e Monginevro ed all'industriale Lancia ritroviamo il dominio di località così suddivise:

Tra i pochi personaggi storici citiamo i pittori Fattori e Delleani, gli scultori Fidia, Bistolfi, Brunelleschi e della Robbia, il politico De Sanctis, i fratelli Fornaca (Guido ingegnere meccanico e Luigi illustre medico), il radiologo Ponzio, i naturalisti Marsigli e D'Albertis, i partigiani Bevilacqua e Bena, gli esploratori Baudi di Vesme, Boggiani e Piaggia e i religiosi Chanoux, Germonio, Rua, Murialdo e Maria Mazzarello. Tra le donne sono ricordate la pittrice Rosalba Carriera e la scrittrice Matilde Serao.

[modifica] Parella

  • Confini: corso Francia, confine comunale con Collegno, fiume Dora Riparia, corso Potenza, corso Lecce
  • Localizzazione: a ovest del quartiere Campidoglio San Donato

Oltre alle dediche già citate alla Francia, a Massaua, alla regina Margherita ed alle città di Collegno, Potenza e Lecce troviamo strade intitolate a vari personaggi storici ed a località soprattutto piemontesi:

Oleggio, Galliate, Sostegno, Crevacuore, Gaglianico, Baveno, Invorio, Meina, Cardezza

La Dora Riparia attraversa il Parco della Pellerina che è dedicato a Mario Carrara

I personaggi scritti sugli angoli delle vie che hanno meritato la dedica provengono da numerosi campi della cultura. Tra gli altri troviamo i due anarchici Sacco e Vanzetti(menzionati insieme), due poeti(Servais e Actis), uno scrittore(Cossa), un console romano(Appio Claudio), diversi uomini politici(Bianchi, Boselli, Chironi, i fratelli Passoni), un commediografo(Carrera), numerosi docenti medici(Carrara, Pacchiotti, Lessona, Bellardi, Mosso), un conte e generale(Asinari di Bernezzo), due filosofi(Telesio e Campanella), due professori di botanica(Re e Capelli), un esploratore(Franzoj), tre patrioti risorgimentali(Fabrizi, Medici, Pilo), un ufficiale(Bianco), un giureconsulto(Belli), un geologo(Sismonda), un partigiano(Catti), un attore(Casaleggio), una medaglia d'oro per l'azione a favore dei partigiani(Bentivoglio) ed un'unica donna, Maria Musso Ferraris, pioniera del femminismo e del voto alle donne.

[modifica] Le Vallette-Lucento

Lo Stadio Delle Alpi sorgerà nuovamente tra corso Grosseto,strada di Altessano,corso Grande Torino e strada Druento
  • Confini: strada di Altessano, corso Grosseto, via Sansovino, via Masaccio, corso Grosseto, corso Potenza, fiume Dora Riparia, confini comunali con Collegno e Venaria
  • Localizzazione: a nord del quartiere Parella

Oltre alle già citate vie dedicate alle città di Pianezza, Cirene, Potenza, Druento e all'onnipresente regina Margherita il quartiere Lucento-Vallette va diviso in due: la zona Vallette costruita nei primi anni settanta contiene strade tutte dedicate a piante da fiore(Mughetti, Ciclamini, Peonie, Verbene, Pervinche, Primule, Gladioli, Magnolie e Glicini). Un caso analogo si trova nella zona di Falchera con strade intitolate a specie di piante da albero.

Nella zona più antica di Lucento predominano le località così suddivise:

Tra i personaggi troviamo, tra gli altri, uno scultore(Sansovino), tre pittori(Segantini, Masaccio e Luini), un critico musicale(De Panis), un costruttore navale(Cuniberti), alcuni politici(Luzzatti, Cavallotti, Gorresio e Carutti), un condottiero romano(Cincinnato), due storici(Terraneo e Manno), due scrittori caduti nel primo conflitto mondiale(Borsi e Slataper), un irredentista istriano(Sauro) ed un generale(Gotti).

Durante i lavori per la costruzione dello Stadio delle Alpi venne aperta una nuova strada(come continuazione di corso Molise) e fu dedicata al Grande Torino. d

[modifica] Madonna di Campagna

La stazione Madonna di Campagna sorge tra via Lucento,via Borgaro,corso Potenza e corso Grosseto

Oltre alle già citate strade dedicate all'aeroporto di Torino, alle località di Lanzo, Venaria, Druento, Grosseto, Potenza, Stampalia e Stradella, nel quartiere, che trae il nome dalla sua più importante chiesa, troviamo, come spesso in altri quartieri, località piemontesi e italiane ma anche numerosi personaggi:

località piemontesi
località italiane
personaggi

Nella sotto-zona Barriera di Lanzo, a parte lo scrittore Pirandello, il generale patriota Pepe ed il poeta Macherione, tutte le altre vie sono dedicate a patrioti che parteciparono alla spedizione dei Mille: Sirtori, Destefanis, Berino e Paris.

Tra gli altri personaggi troviamo diversi pittori: Quadrone, Beato Angelico, Gozzoli, Della Francesca, Reycend, Veronese; tre storici: Tiraboschi, Villari e Capponi; vari docenti: Solari, di filosofia, e Vaninetti, di musica; l'economista Messedaglia; il giurista Mattirolo; il medico e botanico Cesalpino; i politici Bonghi, Massari, Badini Confalonieri e Durando; lo scultore Ghiberti; il mineralista Roccati; l'elettrotecnico Arnò; il maggiore Carroccio (caduto nel 1917); il sacerdote missionario Cardinal Massaia; il latinista Stampini; l'ammiraglio De Geneys; il compositore Lulli.

Nella zona industriale delle basse di Stura, le vecchie vie interne sono state recentemente dedicate ad Enrico Fermi e Giulio Natta (entrambi premi Nobel), all'industriale Arrigo Olivetti e all'astronomo Giovanni Schiaparelli.

[modifica] Borgo Vittoria

Via Chiesa della Salute

Essendosi svolta nel 1706 su questo territorio una delle battaglie decisive della guerra tra il regno di Sardegna e la Francia, il quartiere ha preso questo nome e molte strade ricordano l'evento: piazza e via Vittoria, via del Ridotto, via delle Trincee, via dei Fornelli e via del Campo, sono riferiti a circostanze della battaglia, mentre la Chiesa della Salute che si erge sulla piazza Vittoria venne costruita verso la fine del XIX secolo a ricordo perenne di quella battaglia. Sono ricordati anche alcuni personaggi protagonisti in quei giorni: i generali Visconti e Roccavione, il barone D'Allery, il maresciallo Daun, il comandante prussiano Principe d'Anhalt, l'arcivescovo Vibò e i sindaci Valfenera e Boccardo.

Gli altri personaggi nominati sulle targhe delle vie appartengono alle più svariate categorie:

Tra le località, oltre alle già citate Grosseto, Mortara e Stradella, vi sono:

[modifica] Barriera di Milano

Come già riferito nell'introduzione, la toponimia del quartiere Barriera di Milano è dominata da compositori di musica classica, ma non mancano anche altri personaggi e numerose denominazioni geografiche:

Giacomo Puccini,uno fra i compositori ricordati in Barriera di Milano

Tra i toponimi geografici

[modifica] Falchera-Rebaudengo

Lo scrittore Giovanni Cena è ricordato con una via
  • Confini: Ferrovia Torino-Milano, ex raccordo ferroviario per lo scalo merci Vanchiglia, corso Giulio Cesare, via Botticelli, strada Basse di Stura, via Puglia, strada di Settimo, confine comunale con Settimo e Borgaro, strada di Villaretto, fiume Stura di Lanzo
  • Localizzazione: è il quartiere più settentrionale della città

Come nel caso delle Vallette, nella zona della Falchera tutte le strade sono state dedicate a specie di piante da fusto: Via degli Ulivi, degli Abeti, delle Querce, dei Tigli, dei Gelsi, dei Faggi, delle Robinie, dei Frassini, degli Aceri, delle Betulle, dei Platani, dei Pioppi e degli Olmi. Nei pressi, anche un isolato con vie dedicate a fiumi: Adige, Tanaro, Bormida e Toce; una piazza dedicata alla città russa di Volgograd ed l'unica via che porta il nome di un personaggio: l'architetto Sant'Elia.

Nella zona Rebaudengo sono presenti varie categorie di personaggi e di località:

personaggi

i musicisti Toscanini, Porpora e Boccherini (sono tutte vie vicine al confine con Barriera di Milano, la zona dei musicisti), l'attore Rossi, l'artigliere Poggio, la benefattrice Ravizza e la famiglia dei Conti Rebaudengo (anch'essi benefattori), il politico Garlanda, il latinista Vallauri, il docente di diritto Patetta, i poeti Porta, Cena, Scotellaro, Vittoria Colonna e Cristina Belgioioso, un poeta caduto al fronte(Oxilia), il pedagogista Troya, il pittore Lega, il magistrato Balestreri, gli storici Lemmi e Cornelio Tacito. Da segnalare inoltre i ponti sul torrente Stura dedicati ai fratelli Vittorio Emanuele II e Ferdinando di Savoia e la dedica ai leggendari fratelli fondatori di Roma (Romolo e Remo).

località (oltre alle già citate Vercelli, Cuorgnè, Romania e Settimo)

[modifica] Barca-Bertolla-Regio Parco

Il Quarto Stato,il dipinto più conosciuto di Pelizza da Volpedo
  • Confini: corso Giulio Cesare, ex raccordo ferroviario per lo scalo Vanchiglia, via Cruto, via Cimarosa, via Pindemonte, fiume Po, confine comunale con S.Mauro, strada di Settimo, via Puglia, strada Basse di Stura, via Botticelli.
  • Localizzazione: a nord-est del territorio cittadino

Il quartiere sorge alla confluenza della Stura di Lanzo con il Po. Molte strade, che un tempo erano in aperta campagna, hanno mantenuto il nome originale con riferimenti ad antichi cascinali (per esempio strada del Cascinotto e strada della Magra), ad aspetti della vita rurale (per esempio strada del Pascolo) o a strade che collegavano vecchie borgate (per esempio strada comunale da Bertolla all'Abbadia di Stura).

Sono poche le località ricordate: oltre alle già citate strada di Settimo e strada S.Mauro abbiamo alcuni centri piemontesi (Centallo, S.Benigno e Moncrivello), italiani(Enna, Pescara e Taranto), esteri(la già citata Derna e Sofia) ed alcuni riferimenti montani(Gran Paradiso, Gran S.Bernardo, Gran Sasso, Monte Tabor, Valle Stretta, Chaberton e i passi alpini Gottardo e Sempione).

Tra i personaggi dominano musicisti e pittori. I primi poiché il confine con Barriera di Milano occupa tutta la parte sud (e così troviamo Mascagni, Perosi, Tartini, Cilea, Pergolesi, Corelli e Cravero) mentre i secondi (Botticelli, Signorini, Caravaggio, Mantegna, Avondo e Pelizza da Volpedo) sono racchiusi in pochi isolati nei pressi della già citata confluenza fluviale.

Vanno comunque citati anche gli altri personaggi:

[modifica] Madonna del Pilone

La basilica di Superga si trova sulla sommità del colle omonimo
  • Confini: fiume Po, confine comunale con S.Mauro, Pino Torinese e Pecetto, strada del Mainero, strada comunale di val San Martino, corso Gabetti
  • Localizzazione: ad est dei quartieri Vanchiglia e Barca-Bertolla-Regio Parco

Gli unici due quartieri collinari di Torino sono Madonna del Pilone e Borgo Po-Cavoretto. In comune hanno la caratteristica di possedere strade che hanno denominazioni legate al territorio(per esempio strada comunale di Superga, strada Traforo del Pino o strada comunale valle dei Pomi).

Le vie con denominazioni classiche si trovano quasi tutte vicino al Po o nella zona chiamata pre-collina:

personaggi

Da non dimenticare anche l'ingegner Agudio(il costruttore della tranvia per Superga), Biamino, un ufficiale caduto nel 1917, il filosofo Nietzsche, il capitano di ventura Giovanni dalle Bande Nere, i coniugi Brighenti(menzionati insieme) combattenti ad Adua, l'autore teatrale Garelli, il politico Tonello, il giurista Carrara, il patriota ungherese Kossuth e l'industriale conciario Bocca.

località

[modifica] Borgo Po-Cavoretto

La Villa della Regina si affaccia sul piazzale omonimo
  • Confini: fiume Po, corso Gabetti, strada comunale di val San Martino, strada del Mainero, confini comunali con Pecetto e Moncalieri
  • Localizzazione: ad est dei quartieri Centro, San Salvario-Valentino e Millefonti-Nizza

Come nel quartier Madonna del Pilone sono numerose le vie collinari a denominazione territoriale: alcune di esse possiedono nomi che ricordano santi(strada comunale di val San Martino, strada comunale Santa Margherita, strada di San Vincenzo, strada di San Vito), altre, nomi antichi di origine popolare(per esempio strada degli Alberoni e strada vicinale dei Boschi) oppure nomi di collegamento tra borgate(per esempio strada comunale da San Vito a Revigliasco e strada vicinale dal Ponte Isabella a San Vito).

Sono comunque numerose le dediche classiche con alcune curiosità:

personaggi

Da ricordare anche il poeta Leopardi, il sacerdote Ferrante Aporti, l'abate e scrittore Biamonti, il chimico e medico Gioanetti, il giornalista Cosmo, il generale e ministro Giardino, un soldato caduto in Grecia nel 1940(Gatti), il poeta Thovez, l'ingegnere idraulico Michelotti ed il direttore dell'Orto Botanico Balbis Le curiosità riguardano gli ultimi due personaggi menzionati: sono pochi coloro che hanno avuto la fortuna di avere una doppia dedica(alcuni coronati come i re d'Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I ed il duca Emanuele Filiberto) e Balbis è uno tra questi; oltre al ponte sul Po esiste una breve via Balbis nel quartiere Campidoglio-San Donato. Solo la regina Margherita ha più dediche: oltre al corso lungo diversi chilometri, al largo e al ponte sul Po le è stato dedicato anche l'Ospedale Infantile. Parco e viale Michelotti non sono dedicati ad un solo personaggio: dal parco si dirama il viale che è dedicato alla religiosa suor Giovanna Francesca.

località

Altre dediche solitarie solo il Parco di Cavoretto intitolato Europa, il viale XXV aprile(1945)(data della liberazione), il Parco Repubbliche Partigiane Piemontesi, la via Martiri della Libertà(che racchiude tutte le vittime dal 1943 al 1945 di fede partigiana)(la via in precedenza era dedicata ai Martiri Fascisti) e la via Febo riferito ad un epiteto del dio greco e latino Apollo (unico caso di dedica mitologica).

Sulla sommità del Colle della Maddalena il Parco della Rimembranza ricorda la Vittoria italiana nella prima guerra mondiale: i viali alberati hanno denominazioni geografiche di luoghi delle battaglie (che sono quindi doppie): Piave, Doberdò, Monte Sei Busi, Castelgomberto, Tofane, Vipacco, Plava, Premuda, Passo Buole, Gorizia, Bainsizza, Timavo, Castagnevizza, Montello, Grado, Ortigara, Adamello e Monte Nero.

[modifica] Mirafiori sud

Il mausoleo della Bela Rosin si trova a Mirafiori Sud

Il nome del quartiere deriva dalla tenuta, con relativo castello, acquistata dal duca Carlo Emanuele I che aveva riempito di specie floreali. Dopo la costruzione di Stupinigi il tutto venne abbandonato e non ne è rimasta traccia a parte la strada vicinale del Castello di Mirafiori e la strada delle Cacce che testimoniano il passato.

Qui sorge lo stabilimento della FIAT Mirafiori con ingresso(non a caso) dal corso Giovanni Agnelli; altre due strade ricordano i pionieri industriali Biscaretti di Ruffia e Faccioli che lavorarono nei primi anni di vita della fabbrica.

Le altre dediche a categorie di personaggi riguardano:

Da ricordare anche l'ufficiale della Marina Sarda Millelire, i fratelli Garrone caduti nella Grande Guerra, l'irredentista dalmata Rismondo, il parroco musicista e cantante Isler, il medico Fleming, il pioniere del diritto degli animali Riboli, la poetessa e cantante Vivanti, la religiosa Cabrini, il cantante Fred Buscaglione e il calciatore Gaetano Scirea.

località

Di origine popolare le denominazioni della strada del Portone e della strada del Drosso: la prima si riferisce alla grande porta di un'antica cascina mentre la seconda ad un castello che sorgeva in quella zona.

[modifica] Elenco stradario

[modifica] Toponimi scomparsi

La prima vera riforma che decise di abolire le denominazioni definite anacronistiche e volgari avvenne nel 1860. Il dibattito era cominciato già cinque anni prima con la proposta di una "Commissione per determinare i nomi da imporsi alle nuove vie". Il progetto venne approvato con la decisione di considerare piazza Castello centro ideale della città e per ogni via i numeri pari a destra.

Toponimo attuale Toponimo precedente Note (compresa la data della ridenominazione )
via Roma via Nuova dal 29/03/1871
corso Vittorio Emanuele II viale dei Platani; viale del Re dal 24/04/1878
via Vittorio Alfieri via San Carlo la data della ridenominazione è la più antica conosciuta, il 29/03/1851
via Corte d'Appello via del Senato;via dell'Albero Fiorito dal 14/12/1858
Piazza Carlo Emanuele II Piazza Carlina dal 19/06/1860(in realtà il vecchio nome non s'è mai dimenticato)
Piazza Savoia Piazza Susina dal 19/06/1860
Via Andrea Doria Via dei Carrozzai dal 19/06/1860
Via Assarotti Via del Deposito dal 19/06/1860
Via Barbaroux Via Madonnetta;Via Guardinfanti dal 19/06/1860
via A.G.Bertola Via del Gambero;Via due Bastoni dal 19/06/1860
Via Botero Via del Fieno dal 19/06/1860
Via Antonio Fabro;via Bligny Via delle Scuole dal 19/06/1860(via Fabro), dopo la prima guerra mondiale(via Bligny)
Via Lagrange Via dei Conciatori dal 19/06/1860
Via Montebello Via del Cannon d'Oro dal 19/06/1860
Via Napione Lungo Po dal 19/06/1860
Corso Cairoli Lungo Po dal 20/09/1889
Via Porta Palatina Via Quattro Pietre;Via Porta Romana dal 19/06/1860
Corso San Martino Corso Pietro Micca dal 25/06/1864;la dedica all'eroe tornò nel 1885 all'apertura dell'attuale via
Piazza XVIII dicembre Piazza San Martino
Via Carena Via del Canale dal 25/06/1864
Piazza Lagrange Piazza Bonelli dal 19/12/1866
via Mazzini Via Borgo Nuovo dal 03/07/1882
Piazza Arbarello Piazza Venezia la dedica al capoluogo veneto è stata spostata nel quartiere Borgo Vittoria
Via Plana Via dei Ripari dal 02/06/1869
Via Rossini Via dell'Ippodromo dal 02/06/1869
via Bonafous Via del Corso dal 29/03/1871
Via San Francesco da Paola Via della Meridiana dal 16/04/1873
Corso re Umberto Corso principe Umberto dal 30/05/1879
Corso regina Margherita Corso San Massimo;Corso Santa Barbara dal 30/05/1879
Via Magenta Via della Ginnastica dal 30/05/1879
via Vittozzi Via al Monte dal 19/11/1894
via Viotti via della Palma dal 19/11/1894
corso Stati Uniti corso Ferdinando duca di Genova
corso Giacomo Matteotti corso Oporto
via Giuseppe Pomba via famiglia La Marmora
corso Massimo D'Azeglio viale dei Tigli dal 02/06/1869
via dei Mille via San Lazzaro in via San Lazzaro abitò l'eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi
via Giuseppe Garibaldi via Dora Grossa dal 03/06/1882, l'eroe dei due mondi moriva il giorno prima
via San Domenico via dei Calzolai
via San Massimo via del Cannon d'oro e via San Pelagia
via San Tommaso via dell'Albergo delle Tre Corone
via Luigi Des Ambrois via del Moro
via Eleonora Duse via del Montone
via Milano via d'Italia la via cambiò nome il 15/01/1857
piazza Repubblica piazza Emanuele Filiberto
via delle Rosine via San Michele
via Gioacchino Rossini via dell'Ippodromo
via Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna via San Filippo;via Soccorso dal 30/05/1879
via Monte di Pietà contrada dei Burattini
via Eusebio Bava contrada del Moschino
via Giulia di Barolo via dei Macelli
via Accademia Albertina via delle Poste e via dell'Arco dal 19/06/1860
corso Unione Sovietica corso Stupinigi
corso Giulio Cesare via/corso ponte Mosca il ponte sulla Dora fu il primo in pietra costruito a Torino
piazza Carducci antica barriera di Nizza
piazza Bengasi nuova barriera di Nizza
piazza Baldissera barriera di Lanzo
via Cecchi;via Giachino;via Stradella strada di Lanzo l'attuale strada di Lanzo è la continuazione di via Stradella oltre corso Grosseto
corso Guglielmo Marconi corso Valentino il corso conduce in effetti al Parco del Valentino
via Giuseppe Verdi via della Zecca
via Giovanni Giolitti via dell'Ospedale l'ospedale San Giovanni antica sede si trova tuttora nell'isolato compreso fra via Giolitti e via Cavour
via San Francesco d'Assisi via Genova il capoluogo ligure ha una dedica che non è scomparsa ma solo spostata dal Centro al quartiere Millefonti-Nizza
piazza Borromini barriera di Casale
piazza Lorenzo Bernini barriera di Francia
via Dante di Nanni via Villafranca la strada inizia da via San Bernardino dove il partigiano morì
piazza Robilant piazzale delle scuole regina Elena
ponte Umberto I ponte Maria Teresa
corso Svizzera corso Altacomba Altacomba è la località della Savoia dove sono sepolti i duchi di Savoia ed il re Carlo Felice
piazza Galimberti piazza Balilla Non a caso, nel dopoguerra, fu intitolata ad un partigiano
corso Adriatico corso Marsiglia
corso fratelli Rosselli corso Parigi La scelta non fu casuale poiché i due fratelli prima di essere uccisi vissero in esilio nella capitale francese
corso Giovanni Lanza barriera di Valsalice
viale Enrico Thovez strada di Valsalice
Piazzale Adua bivio del Nobile la strada del Nobile inizia proprio da questa piazza
piazza Francesco Crispi barriera di Milano la barriera ha dato poi il nome all'intero quartiere
ponte Sassi ponte Principi di Piemonte
via Giovanni Camerana via Gasometro Esiste ancora la targa stradale all'angolo con Corso Stati Uniti
corso Giambone corso Agrigento
corso Alessandro Tassoni via Circonvallazione È presente il nome precedente nella targa all'angolo con via Nicola Fabrizi
piazza Pietro Paleocapa piazza San Quintino
via Ala di Stura via Stura
corso Umbria corso regina Elena;via Ferrara la dedica alla città emiliana è stata trasferita nel quartiere Vallette
corso Fiume corso Vittorio Emanuele II oltre Po
via Umberto Cosmo via Chieri corso Chieri è diventata una delle vie di accesso in città
via Martiri della libertà via Superga la dedica è stata trasferita all'attuale strada che conduce al colle da Sassi
corso Belgio corso Graglia
via Piave via Deposito
via Cesare Lombroso via dell'Orto Botanico
via Oddino Morgari via Pallamaglio
via Antonio Gramsci via Carrozzai
via Antonio Banfo via Montebianco l'antica denominazione si riferiva alla borgata Montebianco

[modifica] Dediche mancate

Dopo aver osservato tutte le dediche, si può analizzare e cercare di capire i motivi per i quali alcuni luoghi o personaggi mancano nell'elenco topografico. In alcuni casi si tratta di semplice dimenticanza o svista mentre per altri il motivo è noto.

[modifica] luoghi

montagne
se le cime dell'arco alpino orientale sono tutte presenti poiché riguardano vicende legate alla prima guerra mondiale sono stati dimenticati il Monte Bianco(esiste come zona in Barriera di Milano ma non come via) ed il Monviso(vi nasce il Po ed è visibile dalla collina torinese e dagli edifici cittadini più alti), forse per non confonderle con vecchie suddivisioni amministrative della città, che appunto traevano nome da quelle montagne.
regioni italiane
mancano la Valle d'Aosta(si può confondere con via Aosta), il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige, l'Abruzzo(si può confondere con corso duca degli Abruzzi) e la Campania.
località
ne mancano alcune poiché già esistevano vie di personaggi con il cognome identico(per esempio Ormea, Usseglio, Valfenera e Roccavione) mentre altre poiché ricordano sconfitte o disfatte (Custoza, Lissa e Caporetto)

[modifica] Personaggi

casa Savoia
mancano gli ultimi due re d'Italia, Vittorio Emanuele III e Umberto II, e le ultime due regine, Elena e Maria Josè. Ha certamente influito l'abolizione della monarchia avvenuta prima della loro morte ed il periodo di convivenza col Fascismo.
presidenti della Repubblica
tra gli altri manca il torinese Saragat oltre a Gronchi e Segni(a Pertini hanno intitolato l'Aeroporto di Torino-Caselle ed una scuola).
politici
il caso più eclatante è Carlo Cattaneo che era fautore di un'Italia federale senza i Savoia (contrario, quindi, a Torino capitale) mentre c'è una piazza Riccardo Cattaneo, sindaco di Torino dal 1921 al 1923; dimenticati anche tutti i personaggi del Ventennio Fascista, anche quelli che, in un estremo tentativo di salvare il Paese, persero la vita(per esempio Galeazzo Ciano)
personaggi stranieri
sono pochissime le dediche a stranieri(forse per la difficoltà di scriverne i nomi).Altrove si trovano via Einstein, via fratelli Kennedy, via Churchill, via Stalin, via Lenin, via Roosevelt(solo per citarne qualcuno), non a Torino.
spettacolo
manca l'attore torinese più famoso, Erminio Macario

[modifica] Curiosità

  • Non vi sono dubbi sul fatto che la via più antica di Torino sia l'attuale via Garibaldi (già via della Dora Grossa) che infatti ricalca fedelmente il decumano dell'antico castrum romano. In questa curiosa classifica il secondo posto (ma solo per poche ore di differenza) è da assegnare all'asse via Porte Palatine-via San Tommaso, che invece rappresentano il cardo dell'accampamento romano.
  • La Piazza dove era situata anticamente la forca, lungo Corso Regina Margherita, popolarmente viene chiamata "Rondò dla forca" (Rotonda della forca) ma in realtà il comune non gli ha mai assegnato alcun nome. Essendo presente un busto che raffigura San Giuseppe Cafasso che conforta un condannato al patibolo il comune avrebbe potuto dedicargli il nome della piazza anziché la via di Borgata Rosa(oltre ad una chiesa e scuola collegata in Borgo Vittoria).
  • Se il centro città è considerato generalmente una zona prestigiosa dove vivere, le vie adiacenti a via Barbaroux sono state considerate per secoli "luoghi disdicevoli per un gentiluomo" - così si riferisce a queste zone la scrittrice del XIX secolo Carolina Invernizio. Infatti questa centralissima via ha versato per secoli in uno stato di forte degrado, diventando uno dei luoghi storici della malavita torinese. Fino agli anni ottanta del XX secolo non era raro imbattersi in qualche prostituta che, pazientemente, attendeva i clienti davanti alla porta di casa.
  • La struttura urbanistica della città, caratterizzata da enormi viali e grandi piazze, ha un'origine particolare: fino al 1620 Torino era una città completamente racchiusa all'interno della cinta muraria militare, formata quindi da vie anguste che ricalcavano i vicoli dell'antica città romana. Questa morfologia favoriva, durante le frequenti sommosse, la creazione di barricate, impedendo al contempo l'uso della cavalleria per sedare agitazioni. Quando Carlo Emanuele I decretò l'espansione e la ristrutturazione urbanistica della città tenne conto di queste esigenze: sventrò il centro città, ampliando e arricchendo coi classici portici le vie principali, ristrutturò ed ampliò le principali piazze e, soprattutto, creò gli enormi viali che avevano sia una funzione estetica ma anche e soprattutto una funzione militare, rendendo impossibile la formazione di barricate da parte dei rivoltosi e permettendo, in ogni caso, l'uso di cariche di cavalleria nel caso di necessità.
  • Molte vie di Torino hanno cambiato nome nel corso degli anni in seguito ad avvenimenti storici: ad esempio l'attuale via Verdi fino a 90 anni fa era "Via della Zecca" e la "Via Pallamaglio" di Natalia Ginzburg è attualmente via Oddino Morgari. Davvero curiosa è però la storia di Piazza Vittorio Veneto: quando fu necessario scegliere una piazza da dedicare alla battaglia di Vittorio Veneto, la scelta cadde su questa piazza in quanto, essendo al tempo già dedicata a Vittorio Emanuele I era popolarmente chiamata "Piazza Vittorio". Visto che era presente un "Vittorio" in entrambi i nomi, in questo modo non sarebbe stato necessario cambiare il soprannome e le abitudini dei torinesi.
  • Diverse vie o piazze del centro città sono note con soprannomi o abbreviazioni: Piazza Carlo Alberto è nota come "la Piazzetta", Piazza Carlo Emanuele II è nota come "Piazza Carlina"; Piazza Vittorio Veneto, come già detto, è nota come "Piazza Vittorio", mentre Corso Vittorio Emanuele II è conosciuto come "Corso Vittorio"; Corso Massimo D'Azeglio è detto "Corso Massimo" e via Madama Cristina è detta "Via Madama". Piazza della Repubblica è da sempre più nota con il nome di Porta Palazzo o anche di Porta Pila; corso Regina Margherita è noto come "Corso Regina", così come Corso Duca degli Abruzzi è noto come "Corso Duca" e Corso Galileo Ferraris è noto come "Corso Galileo" o "Corso Galfer" (così come l'omonimo Liceo Scientifico in Corso Montevecchio, adiacente il Politecnico di Torino e l'Istituto Tecnico Sommeiller). Piazza Borgo Dora è universalmente nota come "Balon" (si legge balun)(Pallone), nome ereditato dalla presenza, nel passato, della sede del campo di pallone elastico. Il mercato delle pulci e dell'antiquariato che lì si svolge ogni sabato mattina e, in versione ingrandita la seconda domenica del mese, ha lo stesso nome. Curiosamente, i Giardini Martini sono molto più noti come "Piazza Benefica". Allo stesso modo fino a qualche anno fa non era raro trovare un vecchietto che, riferendosi a Corso Matteotti, lo chiamasse "Corso Oporto" o parlasse di via Garibaldi riferendovisi col vecchio toponimo "Corso di Dora Grossa". Curiosi sono gli spostamenti di accento con cui vengono citate due città (Sòfia e Bengàsi) in due piazze: "Piazza Sofìa" e "Piazza Béngasi".
  • Ancora diverso è il caso di Piazzetta Cerignola: l'incrocio fra via Foroni e via Candia per decenni è stato chiamato in questo modo dalla numerosa comunità pugliese della zona. Recentemente il comune ha accolto le istanze degli abitanti della zona ed ha modificato il nome dell'incrocio senza tuttavia cambiare il nome delle vie che lo compongono. Questo porta a una situazione un po' bizzarra per cui metà della piazzetta si chiama ora Piazzetta Cerignola, mentre l'altra metà mantiene il vecchio toponimo Piazzetta Foroni.
  • Nella toponomastica della zona più antica della città esistono alcune minuscole piazzette che spesso nemmeno appaiono nelle mappe: l'incrocio fra via Barbaroux e Vicolo Santa Maria si chiama col pomposo nome di Piazzetta dell'Università dei maestri minusieri. In realtà si tratta di uno spazio di poche decine di metri quadri che comprende un unico numero civico. Minuscola anche Piazzetta della Madonna degli Angeli che si "apre", per modo di dire, all'incrocio fra via Carlo Alberto e via Cavour.

[modifica] Fonti bibliografiche

  • "Le strade di Torino" di Renzo Rossotti 1995 Newton Compton Editori
  • "Memorie di pietra" a cura dell'Assessorato ai servizi demografici e toponomastica di Torino, aprile 1991
  • "Linee tranviarie a Torino" di Antonio Accattatis 2007 Phasar Edizioni
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