Strabone

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Strabone, incisione del XVI secolo

Strabone (in greco: Στράβων, Strábôn; in latino: Strabo; Amasea, ante 60 a.C.Amasea ?, 23 d.C. circa) è stato un geografo greco antico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Della sua vita sappiamo poco. La sua famiglia abitava ad Amasea, una città del Ponto Eusino (allora in Cappadocia, oggi in Turchia). Egli stesso dichiara di aver studiato con Aristodemo, precettore dei figli di Pompeo, a Nysa, in Caria. Si trasferì poi a Roma e studiò con Tirannione, grammatico peripatetico e geografo suo compatriota. Sembra che proprio quest'ultimo, esperto di geografia, lo abbia indirizzato all'approfondimento di questo tipo di studi. Sempre a Roma, egli prese parte alla scuola di un altro filosofo peripatetico, Senarco di Seleucia, e - secondo una notizia peraltro di contestata autenticità - ebbe modo di conoscere e frequentare lo stoico Posidonio di Apamea.

Nel 25 a.C. o 24 a.C. viaggiò in Egitto, risalendo il Nilo con il prefetto Elio Gallo.

Dopo molti viaggi, tornò ad Amasea, dove cominciò a redigere una Storia in 43 libri (nessuno dei quali è pervenuto fino a noi), che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto essere la continuazione dell'opera di Polibio. Passò poi alla compilazione di una Geografia in 17 libri, pensata come complementare dell'opera storica, che ci è pervenuta per intero, salvo alcune parti mancanti del libro VII. Il suo obiettivo era mettere a disposizione di un pubblico il più ampio possibile un libro piacevole, istruttivo e appassionante.

Pensiero e opera[modifica | modifica sorgente]

Strabone ebbe una formazione eclettica, anche se sembra aver nutrito una particolare propensione per la dottrina stoica, di cui egli stesso si professò seguace. Ciò che egli sembra aver mutuato dalla dottrina stoica è soprattutto la concezione di un sapere che non sia solo teorico, ma orientato verso un impegno concreto. Difatti, nelle sue intenzioni, la Geografia doveva essere uno strumento utile alla società del suo tempo e in modo particolare ai governanti che la amministravano. Nonostante i lunghi soggiorni a Roma, e la profonda integrazione con il mondo latino, egli restò uomo di cultura, formazione e stampo greco, che voleva consegnare al mondo romano l'immenso patrimonio di sapere che tanti secoli di storia avevano apportato alla cultura greca.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia (Strabone).

La Geografia è così divisa:

  • libri I e II: introduzione all'opera, in cui Strabone vuole dimostrare che Eratostene ha avuto torto a invalidare l'opera di Omero dal punto di vista geografico.
  • libri dal III al X: descrivono l'Europa, e più in particolare la Grecia antica (libri VIII-X).
  • libri dall'XI al XVI: descrivono l'Asia Minore.
  • libro XVII: descrive l'Africa (Egitto e Libia).

Strabone pensava che la fortuna della Grecia fosse dovuta in parte alla sua posizione sul mare, e stabiliva una interessante correlazione tra il progredire della civiltà di un popolo ed il suo contatto con il mare.

Allo stesso tempo, insisteva sul fatto che la geografia non poteva spiegare, da sola, la grandezza di un popolo, sostenendo che la civiltà greca si fondava sull'interesse dei cittadini per le arti e per la politica.

Se la sua opera, che è il trattato geografico più ampio dell'antichità, riprende talvolta testi di diversi secoli più antichi del suo, tuttavia la sua conoscenza del diritto romano applicato nelle varie città ne fa una fonte essenziale per la conoscenza dell'inizio della romanizzazione in Gallia e nella Penisola iberica, che mostra, soprattutto nei libri III e IV, come a seguito dell'acculturazione graduale delle popolazioni, si stesse sviluppando in queste regioni una nuova, specifica cultura.

A differenza della geografia tolemaica, improntata su uno studio ed una analisi più rigidamente matematiche, la Geografia di Strabone presenta un impianto più storico-antropologico risultando il più importante autore di questo filone.

In età imperiale l'opera di Strabone resta abbastanza nell'ombra, nonostante le intenzioni divulgative dell'autore.

È solo a partire dal VI secolo che Strabone diventa l'archetipo del geografo.

Gli storici classici come Wilamowitz hanno riconosciuto l'interesse della sua opera e il suo talento letterario, grazie al quale egli riusciva a descrivere un luogo dove non era stato, meglio di Pausania, che c'era stato davvero.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Nella B.U.R sono pubblicati, con testo greco a fronte:

  • Libro III e IV - Geografia. Iberia e Gallia
  • Libro V e VI - Geografia. L'Italia
  • Libro VIII - Geografia. Il Peloponneso
  • Libro XI e XII - Geografia. Il Caucaso, Asia Centrale e Anatolia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Strabone in Rete[modifica | modifica sorgente]

Materiale didattico[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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