Storia di Wallis e Futuna
Wallis e Futuna erano state popolate già nell'VIII secolo a.C., come dimostrano manufatti di quest'epoca rinvenuti nell'isola di Futuna. In seguito Futuna entrò sotto l’influenza delle Samoa, mentre a partire dal XIV secolo Wallis subì ripetute invasioni da Tonga, la cui ferocia è stata tramandata oralmente sino ad oggi: le fortezze tongane sono gli unici reperti archeologici di Wallis (le più importanti sono Talietumu e To'oga Toto).
| Per approfondire, vedi la voce Lista dei monarchi di Wallis e Futuna. |
Indice |
[modifica] Esplorazione europea
Gli esploratori olandesi Jacob Le Maire e Wilhelm Schouten arrivarono a Futuna il 22 maggio 1616 e la battezzarono con il nome della loro città natale, Hoorn. Dopo gli olandesi giunse in queste zone l’esploratore inglese Samuel Wallis che, dopo aver scoperto Tahiti, nel’attuale Polinesia Francese, arrivò ad Uvea nel 1767 e la ribattezzò col suo nome.
[modifica] Missioni cattoliche e Governo francese
Intorno alla prima metà del XIX secolo le isole divennero meta di balenieri, seguiti da mercanti, pescatori e missionari. I primi ad arrivare, nel 1837 furono i missionari cattolici, tra i quali Pierre Bataillon a Wallis e Pierre Chanel a Futuna. Nel 1841 Chanel fu ucciso dal re Niuluki, atto che valse a Pierre Chanel la santificazione (Santo protettore dell’Oceania). Il 5 aprile 1842, i missionari chiesero la protezione della Francia a seguito della ribellione di parte della popolazione locale. Il 5 aprile 1887, la Regina Amelia di Uvea (sull'isola di Wallis) firmò un trattato ufficiale che stabiliva il protettorato francese. I re di Sigave e Tu`a (Alo), sulle isole di Futuna e Alofi, firmarono anch'essi un trattato che stabiliva un protettorato francese, il 16 febbraio 1888. Le isole vennero poste sotto l'autorità della colonia francese della Nuova Caledonia.
[modifica] Il Novecento
Nel 1917, i tre regni tradizionali vennero annessi alla Francia e trasformati nella Colonia di Wallis e Futuna, sempre sotto l'autorità della Nuova Caledonia.
Durante la Seconda guerra mondiale le isole Wallis e Futuna furono l’unica colonia della Francia di Vichy a schierarsi al fianco della madrepatria collaborazionista, nonostante le opposizioni della Nuova Caledonia. L’arrivo della guerra nel Pacifico pose fine a questa situazione e nel maggio del 1942 i 5000 abitanti di Wallis assistettero allo sbarco di 2000 soldati statunitensi. Furono costruiti alcuni campi di aviazione, tra cui quello di Hihifo, tuttora in uso. Da 2000 soldati, il contingente americano salì a 6000 unità. Nel 1959, gli abitanti delle isole votarono per diventare un territorio d'oltremare francese, in vigore dal 29 luglio 1961, ponendo quindi fine al subordinamento alla Nuova Caledonia. Le isole non hanno mai richiesto l’indipendenza.[1]
Tra le molte tempeste tropicali che hanno colpito le isole, l'ultima tra le più catastrofiche è il ciclone Raja, del 1986. Altra calamità che ha colpito Wallis e Futuna è stato il grande terremoto del 1993 che ha distrutto, tra l'altro, la principale chiesa di Futuna, ricostruita poi a tempo di record, in soli otto mesi.
[modifica] Il Duemila
Il 7 maggio 2007 è morto il re di Uvea Tomasi Kulimoetoke II, che regnava da oltre 40 anni. Per sei mesi il paese fu in lutto nazionale. Durante questo periodo era assolutamente vietato parlare di un possibile successore.[2] Il 25 luglio 2008, Kapiliele Faupala è stato eletto come re, a dispetto di qualche protesta di alcuni clan reali. Nel maggio 2008 è morto anche il re di Alofi.