Storia della Grecia
La storia della Grecia comprende tradizionalmente lo studio del popolo greco, i luoghi che hanno governato in passato, e i territori che ora formano il moderno stato della Grecia.
La colonizzazione e, in seguito, il governo greco sono variati significativamente nel corso degli anni, e come conseguenza, anche la storia della Grecia è estremamente varia: ogni periodo ha, infatti, la sua relativa sfera di interesse.
Le prime tribù che parlavano un greco arcaico giunsero nella penisola intorno al III millennio a.C., dove numerose persone praticavano già l'agricoltura sin dal VII millennio a.C.
Durante il periodo di massima estensione, la civiltà greca comprendeva territori fino all'Egitto ed alle montagne dell'Hindu Kush in Pakistan. Da allora, minoranze greche sono rimaste in varie luoghi (per esempio in Turchia, Italia e Libia) e gli emigrati sono stati assimilati da varie società in tutto il mondo (Nord America, Australia, Nord Europa, Estremo oriente). Ancora oggi, la maggior parte dei greci vive nel moderno stato della Grecia (indipendente dal 1821) ed a Cipro.
Indice |
[modifica] Preistoria
Già nel Paleolitico, nelle zone settentrionali della Grecia,troviamo tracce di occupazione di abitanti cacciatori e raccoglitori che conducono una vita nomade. Ma è nel Neolitico (dal VI al IV millennio a.C.) che iniziano a formarsi i primi nuclei di comunità stabili, grazie all'agricoltura e all'allevamento, fondamentali per il processo di sedentarizzazione. Inoltre quest'epoca introdurrà i presupposti per il commercio e per i circuiti di scambio, determinati anche dalla produzione di utensili in ceramica, in argilla e in metalli (perlopiù rame e oro), lavorati con strumenti in pietra levigata. Per facilitare lo scambio e quindi la contabilità, l'uomo si serve di segni incisi sull'argilla. Tali segni sono le prime manifestazioni di scrittura.
[modifica] Protostoria
| Per approfondire, vedi la voce Civiltà egea. |
Il passaggio dalla preistoria alla protostoria, che corrisponde all'Età antica, inizia appunto con la comparsa della scrittura in Mesopotamia presso il popolo dei Sumeri. In Grecia invece la scrittura compare presso la civiltà minoica solo nel II millennio a.C., mentre il passaggio alla Protostoria è segnato dalla scoperta del bronzo. Al termine del III millennio a.C., due diverse culture si dividono la Grecia insulare, seguendo per tutto il periodo del Bronzo Medio uno sviluppo distinto: la civiltà minoica e la civiltà micenea.
[modifica] Civiltà minoica
| Per approfondire, vedi la voce Civiltà minoica. |
Una delle civiltà più antiche ad apparire intorno all'Egeo e alla Grecia fu quella minoica a Creta, che durò approssimativamente dal 2700 (Antico minoico) a.C. al 1450 a.C., mentre il periodo dell'Antico Elladico nella Grecia continentale dal 2800 a.C. al 2100 a.C.
Poche informazioni specifiche sono note riguardo ai minoici (anche il nome è una denominazione moderna, derivata da Minosse, il leggendario re di Creta). Essi sono stati caratterizzati come un popolo pre-indo-europeo (apparentemente gli antenati linguistici dei parlanti l'eteocretese dell'Antichità Classica), essendo la loro lingua codificata nei caratteri tuttora indecifrati della Lineare A. Essi furono principalmente un popolo mercantile impegnato nel commercio d'oltremare, traendo così vantaggio dalle ricche risorse naturali della loro terra. Il legname, a quel tempo, era un'abbondante risorsa naturale che veniva commercialmente sfruttata ed esportata nelle terre del mediterraneo vicine come Cipro, Egitto e le Isole egee.
Sebbene le cause del suo crollo siano incerte, si pensa che la civiltà minoica possa avere subito l'invasione dei micenei, provenienti dalla Grecia continentale. Questa invasione ebbe luogo intorno al 1400 a.C., e in concomitanza con l'eruzione di Thera, che rappresenta un probabile quanto sconcertante scenario riguardo alla fine della civiltà minoica. Secondo questa teoria, la flotta minoica e i porti furono irrevocabilmente distrutti da un sisma colossale e dalle cosiddette onde anomale. I possibili mutamenti climatici colpirono i raccolti per molti anni; di conseguenza gli abitanti dell'isola furono colpiti da carestia e, non escluso, un grande dissesto sociale. Gli invasori micenei scrissero il capitolo finale di una fiorente civiltà che era durata circa 1300 anni.
[modifica] I palazzi
| Per approfondire, vedi le voci Architettura minoica e Civiltà_minoica#Architettura. |
I primi palazzi furono costruiti alla fine del periodo dell'antico minoico nel terzo millennio a.C. (Malia). Mentre precedentemente si credeva che la fondazione dei primi palazzi fosse sincrona e datata al medio minoico, intorno al 2000 a.C. (la data del primo palazzo a Cnosso), gli studiosi ora pensano che i palazzi fossero stati costruiti durante un periodo di tempo più lungo in differenti località, come risposta allo sviluppo locale. I principali palazzi più antichi sono Cnosso, Malia e Festo. Alcuni degli elementi documentati nei 'palazzi' del medio minoico (Cnosso, Festo e Mallia, per esempio) hanno precedenti negli stili più arcaici delle costruzioni dell'antico minoico.[1] Questi comprendono le variazioni dei cortili occidentali, e lo speciale trattamento dato alla facciata occidentale. Un esempio di ciò si può vedere nella cosiddetta "Casa sulla collina" a Vasiliki, risalente al periodo dell'antico minoico II.
I palazzi soddisfano una pletora di funzioni: come centri di governo, uffici amministrativi, santuari, officine e spazi per l'immagazzinamento (per es., cereali). Queste distinzioni sarebbero sembrate artificiose ai minoici.
L'uso del termine 'palazzo' (che significa residenza dinastica e centro di potere) per quanto concerne i palazzi più antichi, recentemente è stato sottoposto a critiche (vedi palazzo), proponendo di contro la definizione di 'edificio di corte'. Tuttavia, il termine originale è probabilmente troppo bene arroccato per essere sostituito. Le caratteristiche architettoniche come muratura di conci, ortostati, colonne, cortili aperti, scalinate (che implicano piani superiori), e la presenza di diversi bacini sono stati usati per definire l'architettura palaziale.
Spesso secondo le convenzioni meglio conosciute, i palazzi più recenti sono stati utilizzati per ricostruire i vecchi, ma questa pratica può oscurare differenze funzionali fondamentali. La maggior parte dei palazzi più antichi aveva soltanto un piano e nessuna facciata caratteristica. Essi erano a forma di U, con un grande cortile centrale, e generalmente erano più piccoli dei palazzi successivi. I palazzi del tardo periodo sono caratterizzati da edifici a più piani. Le facciate occidentali avevano muri costituiti da conci di arenaria, come a Cnosso (l'esempio meglio conosciuto). Ulteriori convenzioni potrebbero includere magazzini, un orientamento nord-sud, una stanza con pilastri, un sistema di Hall Minoica, una corte occidentale, e vie d'entrata con piedritti e porte. L'architettura palaziale nel primo periodo palaziale viene identificata dal suo stile così definito 'quadrato dentro un quadrato', mentre successivamente, le costruzioni del secondo periodo palaziale incorporarono più divisioni interne e corridoi.[2]
Uno standard architettonica comune tra i 'palazzi' del medio minoico è che essi sono allineati con la loro topografia circostante. La struttura palaziale del MM di Festo sembra allinearsi con il monte Ida, mentre quella di Cnosso con lo Juktas.[3] Questi sono orientati lungo l'asse nord-sud. Un ragione proposta per questo (orientamento) è il significato rituale della montagna, dove numerosi santuari montani (spazi per rituali pubblici) sono stati ivi scavati (come a Petsophas). I documenti materiali di questi siti mostrano raggruppamenti di statuette d'argilla e attestazione di sacrifici di animali.
[modifica] Civiltà micenea
| Per approfondire, vedi la voce Civiltà micenea. |
La Grecia micenea o civiltà micenea, o altrimenti nota come Grecia dell'età del bronzo, è la civiltà del Tardo Elladico riferita all'Antica Grecia. La sua durata è compresa nell'arco di tempo che inizia con l'arrivo dei greci nell'Egeo intorno al 1600 a.C. fino al collasso della loro civiltà intorno al 1100 a.C. La sua ambientazione storica viene riflessa nei poemi di Omero e molta altra mitologia greca. Il periodo miceneo prende il suo nome dal sito archeologico di Micene nel nord-est dell'Argolide (Peloponneso, Grecia meridionale). Atene, Pilo, Tebe, e Tirinto sono altrettanti siti importanti micenei.
La civiltà micenea fu dominata da un'aristocrazia guerriera. Intorno al 1400 a.C. i micenei estesero il loro controllo a Creta, centro della civiltà minoica, e adottarono una forma di scrittura minoica chiamata Lineare A per scrivere la loro arcaica forma di lingua greca. La scrittura dell'epoca micenea viene chiamata Lineare B.
I micenei seppellivano i loro nobili nelle cosiddette tombe ad alvere (tholoi), grandi camere si sepoltura circolari con una copertura a falsa volta e un passaggio d'entrata diritto rinforzato con pietre. Spesso insieme alla sepoltura del morto posavano pugnali o qualche altro tipo di equipaggiamento militare. La nobiltà era frequentemente seppellita con maschere d'oro, tiare, armature e armi ingemmate. I micenei venivano sepolti in posizione seduta, e qualche deceduto della classe nobile era sottoposto alla mummificazione.
Intorno al 1100 a.C. la civiltà micenea collassò. Numerose città furono saccheggiate e la regione entrò in ciò che gli storici vedono come un'età buia. Durante questo periodo la Grecia ebbe un declino di popolazione e di alfabetizzazione. I greci stessi hanno tradizionalmente dato colpa di questo declino a un'invasione di un'altra ondata di popolazioni di stirpe greca, i Dori, sebbene vi sia scarsa evidenza archeologica sotto questo punto di vista.
[modifica] Periodo Arcaico
| Per approfondire, vedi la voce Grecia antica. |
[modifica] La migrazione ionica
[modifica] Il periodo buio
| Per approfondire, vedi la voce Medioevo ellenico. |
Il medioevo ellenico (1100 a.C.–800 a.C. ca.) si riferisce al periodo della storia greca che va dalla presunta invasione dorica e la conseguente fine della civiltà micenea (XI secolo a.C.) al sorgere delle prime città-stato greche (IX secolo a.C.). A ciò si unisce l'attestazione dei poemi omerici, i più antichi documenti scritti alfabetici in greco nell'VIII secolo a.C.
Il collasso della civiltà micenea coincide con la caduta di molti altri grandi imperi del vicino oriente, i più notevoli dei quali l'ittita e l'egiziano. la causa di ciò può essere attribuita a un'invasione dei cosiddetti popoli del mare, i quali maneggiavano armi di ferro. Quando i Dori dal nord scesero nella Grecia, anche essi erano equipaggiati con le superiori armi di ferro, disperdendo facilmente così i già indeboliti micenei. Il periodo che segue questi eventi è collettivamente noto come il "periodo buio greco" e più precisamente, facendo un parallelo con i secoli considerati "bui" del medioevo dell'era volgare, medioevo ellenico.
I re governarono per tutto questo periodo fino a che essi non furono sostituiti da una classe aristocratica, e dunque ancora più tardi, in alcune aree, da un'aristocrazia dentro l'aristocrazia — un élite dell'élite. La gestione dello stato di guerra si spostava da un nucleo basato sulla cavalleria ad una forza di fanteria, che assumeva così una grande importanza. Per la sua convenienza ad essere prodotto e la disponibilità locale, il ferro rimpiazzò il bronzo, diventando il metallo prescelto nella manifattura di armi e utensili. Lentamente l'uguaglianza cresce tra le differenti classi sociali, portando al deposizione dei vari re e facendo sorgere l'importanza della famiglia.
Alla fine di questo periodo di stagnazione, la civiltà greca venne incanalata in un rinascimento che fece espandere il mondo greco dal Mar Nero fino alla Spagna. La scrittura fu un prestito dei fenici, con il suo alfabeto riadattato alla lingua ellenica, eventualmente espandendosi inoltre a nord in Italia e nelle Gallie.
[modifica] L'antichità classica
Dal punto di vista cronologico non esistono date certe e universalmente accettate per l'inizio e la fine del periodo greco antico. Tradizionalmente viene fatto iniziare con la data della I Olimpiade (776 a.C.), anche se molti storici propendono per retrodatare l'inizio della storia antica della Grecia verso il 1.000 a.C. La data tradizionale per la fine del periodo greco antico viene generalmente fatta coincidere con la morte di Alessandro Magno, nel 323 a.C., o con l'integrazione della Grecia nell'Impero romano nel 146 a.C.
[modifica] La nascita della Polis
| Per approfondire, vedi la voce Polis. |
[modifica] Lo Stato Federale
La storia della Grecia è caratterizzata sin dal periodo arcaico dalla presenza, accanto alla polis di uno "stato federale", privo di implicazioni politiche ma da riferire piuttosto alle aggregazioni di tribù di una medesima etnia. Questo tipo di organizzazione era caratteristico delle aree più interne e periferiche della regione, principalmente centro-settentrionali, molto isolate dal resto della Grecia.
Nel IV secolo a.C., a seguito della decadenza delle città stato, il potere di questi stati federali crescerà esponenzialmente.
| Per approfondire, vedi le voci Filippo V di Macedonia e Alessandro di Macedonia. |
[modifica] Colonie greche in Italia
| Per approfondire, vedi la voce Magna Grecia. |
Tra l'VIII ed il VII secolo a.C., coloni provenienti dalla Grecia cominciarono a stabilirsi sulle coste del sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia fondando diverse città (come Rhegion, Kyme, Metapontion e Taras).
Anche la Sicilia vide diverse colonie greche (come Naxos, Zankle e Syraka), che però secondo i greci antichi non facevano parte della cosiddetta Magna Grecia, a differenza di quello che invece pensavano gli storici romani.
Verso il III secolo a.C., si cominciò a definire le colonie greche dell'Italia meridionale come facenti parte della Magna Grecia (Megàle Hellàs). Il riferimento si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia.
Nel corso del III secolo a.C. tutte le colonie greche in Italia, furono assorbite da Roma.
[modifica] L'età ellenistica
| Per approfondire, vedi le voci Ellenismo e Guerre macedoniche. |
L'evento cruciale dell'avvento della nuova epoca è la crisi della polis, che non fu affatto improvvisa. L'esasperazione dei cittadini nei confronti delle interminabili guerre tra le città portò alla convinzione che la pace e l'unità potessero essere raggiunte solo attraverso l'intervento di un principe straniero. Così Filippo II di Macedonia, la cui casa reale si era ellenizzata dai tempi delle guerre persiane, riuscì ad entrare nelle discordie tra i greci e ad imporre, nel 346 a.C., l'egemonia macedone.
In seguito alle conquiste del figlio Alessandro Magno, con l'unione della cultura greca con quelle dell'Asia Minore, l'Eurasia, l'Asia Centrale, la Siria, la Mesopotamia, l'Iran, l'Africa del Nord, l'India, nacque una civiltà - detta appunto ellenistica - che fu modello insuperato a livello di filosofia, religione (vedi, per esempio, le principali religioni monoteiste), scienza ed arte. Questa civiltà si diffuse dall'Oceano atlantico all'Indo. La cultura di età ellenistica dette anche un notevole impulso al diritto, all'economia ed alla politica che però troveranno la loro piena realizzazione nel mondo romano.
L'età ellenistica vera e propria si fa convenzionalmente iniziare con il 323 a.C., anno della morte di Alessandro, e terminare con la conquista romana dell’Egitto (battaglia di Azio del 31 a.C.).
[modifica] La dominazione romana
| Per approfondire, vedi la voce Grecia romana. |
Nel 202 a.C. Filippo si allea con la Siria di Antioco III contro i Tolomei e attacca Atene, Pergamo e Rodi, che invocano la protezione di Roma, che aveva appena concluso la Seconda guerra punica contro i Cartaginesi. I Romani hanno la meglio e costringono Filippo a restringere i propri confini al solo territorio della sola Macedonia. La Grecia divenne un protettorato romano nel 146 a.C., mentre le isole dell'Egeo entrarono a farvi parte nel 133 a.C.
La Grecia fu una delle province chiave dell'Impero romano. La cultura romana si ellenizzò e la lingua greca continuò a servire da lingua franca in Oriente. Roma dal canto suo portò in Grecia il proprio diritto, le proprie istituzioni politiche e la propria tecnologia civile (ponti, strade, anfiteatri, ecc.) e militare. Molti intellettuali greci (Polibio, Dionigi di Alicarnasso, Elio Aristide, Plutarco), si recarono a Roma e ne celebrarono le glorie. Dal canto loro numerosi patrizi romani (primo fra tutti Cicerone) amavano soggiornare in Grecia attratti dal suo prestigioso passato e da una vita culturale che si mantenne viva durante tutta l'età imperiale. La pax romana permise alla Grecia di continuare a prosperare economicamente e socialmente fino alla vigilia delle invasioni barbariche. A partire dalla seconda metà del I secolo la Grecia e l'Oriente ellenizzato (Asia Minore in particolare) iniziarono a cristianizzarsi, anzi, nel giro di due secoli divennero le regioni più intensamente cristianizzate dell'Impero. A questo proposito ricordiamo che san Paolo predicò a Corinto e ad Atene e che il primo importante filosofo cristiano, Origene, pur essendo nato in Egitto, era di lingua e cultura greche.
Nel V secolo d.C., nel quadro del generale collasso dell'Impero, sottoposto alle invasioni barbariche, la Grecia fu invasa e saccheggiata. Sebbene rimasta all'interno dell'Impero romano d'Oriente, la Grecia assunse una posizione sempre più marginale e si impoverì, ed in molte sue città iniziò un graduale ed inarrestabile processo di decadenza.
[modifica] La penisola greca in età medioevale
| Per approfondire, vedi la voce Impero bizantino. |
La penisola ellenica nel medioevo fu l'epicentro dell'Impero Romano d'Oriente: qui si trovavano infatti le città più importanti (Atene, Tessalonica, Monemvasia e Mistrà) oltre alla stessa capitale, Costantinopoli. I Greci si consideravano ancora gli eredi dei Romani, infatti si definivano Romani (greco Ρωμαιοι).
La penisola era divisa in 7 temi (considerati alla stregua delle regioni italiane attuali): il tema di Tracia che comprendeva Costantinopoli, il tema di Macedonia, il tema delle Isole Ioniche, il tema di Samo, il tema di Chio, il tema del Mar Egeo e il tema del Peloponneso, diventato in seguito il Despotato di Morea. Nel 1204 la penisola ellenica fu conquistata dalle armate crociate e annessa all'Impero Latino di Costantinopoli.
Nel 1261 fu tuttavia riannessa all'Impero Bizantino. Nel 1384 Murad I, sultano degli Ottomani, attraversò l'Ellesponto e in poco tempo conquistò tutta la Grecia tranne la Morea, che rimase in mano bizantina fino al 1460, un anno prima duecentesimo anniversario della restaurazione dell'Impero Bizantino. Così dopo mille anni di storia finiva l'Impero Romano d'Oriente
[modifica] La Grecia in epoca moderna
| Per approfondire, vedi la voce Grecia moderna. |
La presa di Costantinopoli da parte degli Ottomani il 29 maggio del 1453 segna la fine dell'Impero bizantino e l'inizio della storia moderna della Grecia. Il paese rimase sotto la Sublime Porta fino agli inizi del XIX secolo. Nel 1821 i Greci si ribellarono e, con la Guerra d'indipendenza greca, dichiararono l'indipendenza del paese (a cui, in realtà, si arrivò ufficialmente solo nel 1829 per intervento delle potenze europee che sconfissero le forze del sultano nella celebre battaglia di Navarino). Le élites delle maggiori potenze europee guardarono alla guerra d'indipendenza greca sotto una luce romantica, anche a causa delle atrocità perpetrate dai turchi (è il caso, per esempio, del quadro di Eugène Delacroix del 1824 che rappresenta Il massacro di Scio). Fu così che molti volontari europei decisero di battersi per la causa ellenica: tra questi Lord Byron e il conte Santorre di Santarosa. Del resto, fu solo grazie alla minaccia dell'intervento militare delle potenze europee (Francia, Russia e Inghilterra) che la lotta del popolo greco si concluse in modo positivo. Le tre potenze garanti dell'indipendenza greca si accordarono nell'offrire la corona del nuovo stato al principe Ottone di Baviera che divenne primo re di Grecia.
Ottone fu defenestrato dal colpo di stato del 1862. Gli successe il principe danese Giorgio della casa di Glücksburg che divenne Giorgio I di Grecia. Ancora una volta il nuovo re fu designato dalle tre potenze garanti dell'indipendenza greca senza consulto popolare. Per accattivarsi le simpatie della nuova casata, nel 1864 il Regno Unito donava a Giorgio I le isole Ionie. Sotto il lungo regno di Giorgio I (1863-1913) la Grecia si accrebbe territorialmente. Nel 1878 il Congresso di Berlino le riconobbe il possesso della Tessaglia e di parte dell'Epiro. Dopo le guerre balcaniche furono annesse parti della Macedonia e della Tracia. Creta costituitasi in stato autonomo sotto la reggenza del figlio di Giorgio I fu annessa nel 1913.
Alla conclusione della I guerra mondiale il trattato di Sèvres assegnava alla Grecia la Tracia orientale eccetto Istanbul e la zona di Smirne in Asia Minore. Si fece largo la concezione di una grande Grecia propugnata dal 1° ministro Eleftherios Venizelos che avrebbe dovuto rinnovare i fasti dell'impero bizantino. Il successivo conflitto con le forze nazionaliste di Kemal Ataturk e la sua drammatica conclusione con la Catastrofe dell'Asia Minore avrebbe ridimensionato di molto le velleità di Venizelos. Con il trattato di Losanna del 24 luglio 1923 la Grecia rinunciava a Smirne e si ritirava dalla Tracia fino alla linea segnata dal fiume Evros. Perdeva anche le isole di Imbros e Tenedos e in più si accordava con la Turchia su uno scambio di popolazioni.
[modifica] L'età contemporanea
| Per approfondire, vedi la voce Grecia contemporanea. |
[modifica] Note
- ^ D. Preziosi e L.A. Hitchcock Arte e architettura egea pagg.48-49, Oxford University Press (1999)
- ^ Peziosi, D & L.A. Hitchcock (1999) Pag. 121
- ^ Preziosi, D & Hitchcock, L.A. (1999) pag. 86
[modifica] Voci correlate
- Grecia
- Antica Grecia
- Magna Grecia
- Ellenismo
- Grecia moderna
- Grecia Contemporanea
- Democrazia ateniese
- Timocrazia
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[modifica] Collegamenti esterni
