Storia del fumetto italiano
[modifica] Fino alla Prima Guerra Mondiale: le origini
Il 27 dicembre 1908 (data in cui uscì il primo numero del Corriere dei Piccoli, supplemento domenicale illustrato del Corriere della Sera fondato da Silvio Spaventa Filippi) viene tradizionalmente considerata la data di nascita del fumetto italiano.
In quest'epoca l'unico formato è quello della storia che si conclude in una tavola, copiato dalla tavola domenicale dei fumetti americani. Inoltre, in queste tavole dai colori vivaci non venivano inserite le nuvolette; la vicenda era invece narrata da strofette di ottonari a rima baciata poste sotto le vignette. Questa forma, peraltro comune a tutta Europa, durerà sul "Corrierino" fino alla fine degli anni settanta.
Secondo taluni tale scelta era dovuta a motivi grafici: le nuvolette costituivano un eccessivo vuoto grafico non gradito ad Antonio Rubino, illustratore e collaboratore fondamentale del Corrierino fino al 1959. In realtà la cultura letteraria italiana del tempo, in particolare i professori ed i maestri, era ancora lontana dal concepire libri per l'infanzia finalizzati al puro intrattenimento. Il fumetto quindi era visto come strumento educativo, atto a contribuire alla formazione dei giovani ragazzi. In particolare, sul piano della lingua doveva educare alla metrica della poesia ed alla prosa dei romanzi. Perciò ogni imitazione del linguaggio parlato era da evitarsi. Quanto ai contenuti, essi non dovevano essere diseducativi, meglio se erano moraleggianti.
I principali personaggi del Corriere dei Piccoli dell'epoca, quelli ancor oggi ricordati sono:
- Il negretto Bilbolbul viene considerato il primo vero personaggio italiano, creato nel 1908 dal noto illustratore Attilio Mussino. Le storie, dal carattere surreale, erano ambientate in un'Africa immaginaria e si basavano sulla rappresentazione dell'impossibile tramite un gioco di metafore.
- Dei tanti personaggi creati da Antonio Rubino, altro grande illustratore dell'epoca, quello oggi più ricordato è Quadratino, apparso nel 1910 e protagonista di surreali vicende in cui la geometria della scuola e la grafica liberty si confondono.
Accanto ai personaggi italiani il Corriere dei Piccoli pubblicava altrettanti personaggi umoristici americani, distribuiti dal King Features Syndacate.
[modifica] Il primo dopoguerra: il periodo "classico" del Corriere dei Piccoli
A differenza che negli Stati Uniti, il fumetto in Italia è considerato adatto solo ad un pubblico infantile e quindi considerato mezzo espressivo per chi ancora non sa leggere o vuole semplicemente divertirsi.
Con l'avvento del Fascismo il Corriere dei Piccoli scese a compromessi con il Regime e divenne mezzo di propaganda. Nonostante ciò, i personaggi allora più popolari, e tuttora ricordati, non hanno nulla di fascista.
Nel febbraio del 1923 nelle edicole italiane comparve Il Balilla, giornalino a fumetti propagandistico in forte concorrenza con il Corrierino, dal quale infatti prese ispirazione per la grafica, e che propose nuove storie incentrate su personaggi eroici, i primi nella storia del fumetto italiano.
Pochi mesi più tardi uscì un altro concorrente di forte ispirazione cattolica, Il Giornalino.
I personaggi più famosi di quest'epoca, tutti apparsi sul Corriere dei Piccoli sono:
- Nel 1917 Sergio Tofano detto "Sto" crea il Signor Bonaventura, personaggio clownesco e sfacciatamente fortunato.
- Nel 1928 prese vita sulle pagine del Corriere dei Piccoli Marmittone di Bruno Angoletta, tenero e goffo soldato semplice che subisce continue punizioni.
- Sempre sul Corriere dei Piccoli, nel 1929, arrivò il nevrotico Sor Pampurio di Carlo Bisi, borghese perennemente insoddisfatto e soggetto a continui scatti d'ira.
- Nel 1930 uscì sul Corriere dei Piccoli Pier Cloruro de' Lambicchi di Giovanni Manca, dove famosi personaggi storici prendevano vita da un foglio di carta grazie alla miracolosa "arcivernice".
[modifica] Gli anni Trenta: arrivano le nuvolette e le avventure
Le prime riviste a fumetti italiane erano dirette ad un pubblico infantile e pubblicavano materiale d'importazione. Il primo settimanale italiano a fumetti pubblicato fu Jumbo, edito da Lotario Vecchi, apparso in edicola il 17 dicembre 1932, il quale pubblicava storie a puntate di produzione inglese e propose una convivenza tra la vecchia didascalia e il ballon.
Il 31 dicembre dello stesso anno, considerata la crescente notorietà dei personaggi disneyani, l'editore Nerbini pubblicò il primo numero di Topolino. Il personaggio già appariva, a partire dal 30 marzo 1930 su L'illustrazione del Popolo.
Successivamente nacquero riviste rivolte agli adolescenti, che pubblicavano i neonati fumetti d'avventura americani. Il 14 ottobre 1934 sempre Nerbini lanciò L'Avventuroso che ebbe molto successo per l'eliminazione delle didascalie a favore delle nuvolette e ospitò quasi esclusivamente fumetti d'avventura americani, quasi tutti distribuiti dal King Features Syndacate.
Un mese dopo Lotario Vecchi fece uscire L'Audace, che anch' esso pubblicava soprattutto materiale americano.
Invece i fratelli Del Duca lanciarono Il Monello nel 1933 e L'Intrepido nel 1935, pubblicando solo materiale italiano.
Analogamente il 1º gennaio 1937 nacque il settimanale di orientamento cattolico Il Vittorioso, pubblicato fino al 1966 e che propose una serie di fumetti rigorosamente dal sapore nazionale.
Nel 1936 esordì Argentovivo, il quale lanciò i famosi fumettisti Walter Molino e Rino Albertarelli.
Nel frattempo il fumetto avventuroso statunitense continuava a collezionare un crescente numero di appassionati. Tuttavia, nel 1938 il Regime cercò di opporsi ai "contagiosi" comics americani proibendone la pubblicazione, eccetto Topolino. Il provvedimento ebbe l'effetto di far i primi eroi nostrani, sostitutivi di quelli americani, ma non inferiori per qualità o originalità. I principali fra questi primi fumetti d'avventura italiani sono:
- Nel 1935 uscì su Topolino S.K.1 di Guido Moroni Celsi, prima avventura a fumetti fantascientifica italiana.
- Nel 1936 Guido Moroni Celsi dette il via al Ciclo della Malesia, ispirato alle narrazioni di Emilio Salgari e alle imprese del principe Sandokan. La serie continuò ad apparire su Topolino fino al 1941.
- Sempre su Topolino apparve nel 1937 Kit Carson, fumetto di Rino Albertarelli ispirato dalla già crescente fascinazione italiana per il West americano.
- Anche la fantascienza cominciò a prendere piede con Saturno contro la Terra, serie di Federico Pedrocchi e Giovanni Scolari ispirata alle avventure dell'americano Flash Gordon ed uscita su I tre porcellini di Mondadori nel 1936.
- Nel 1938 nacque la serie dell'intrepido e robusto poliziotto italo-americano Dick Fulmine, sempre di ispirazione americana, ma adattata ai canoni imposti dal regime. Successivamente ribattezzata Fulmine per le stesse motivazioni, fu ideata da Vincenzo Baggioli e disegnata da Carlo Cossio. Fu pubblicata sugli Albi dell'audacia dell'editrice Vittoria.
- Sulle pagine del Vittorioso apparve nel 1938 la serie dell'aviatore Romano il Legionario illustrata dall'ingegnere Kurt Caesar. Caratterizzata dalla passione dell'autore per la tecnologia e la meccanica e in linea con la propaganda fascista, la serie durò fino al 1940.
- Nel 1939 esordì, sulle pagine dell'Audace, Virus, il mago della foresta morta, fumetto di fantascienza creato da Federico Pedrocchi e Walter Molino.
- Sempre nel 1939 apparve sui periodici mondadoriani la trasposizione a fumetti del Faust, scritta da Federico Pedrocchi e disegnata da Rino Albertarelli e Franco Chiletto.
[modifica] Il secondo dopoguerra: ad ogni personaggio una rivista
L'Italia del Dopoguerra è impoverita, non si può permettere di pagare i diritti delle strisce americane. Così nasce una produzione "casereccia" di fumetti d'avventura, che rimpiazzi quelli americani, rispettando la divisione in generi che era propria di questi. Il formato tipico di questo nuovo fumetto italiano sarà quello dell' "albo" interamente occupato da una sola storia di un solo personaggio. Si tratta, per lo più, di una produzione di non grande livello, ma abbondante.
Il primo genere a nascere è quello dei giustizieri dall'identità segreta, eroi umani mascherati, eredi italiani dell' Uomo mascherato:
- Il rinnovamento del fumetto italiano avvenne nel 1945, quando Alberto Ongaro e Mario Faustinelli inventarono l'eroe mascherato di ispirazione americana Asso di Picche. La fortunata serie vide la collaborazione di Hugo Pratt.
- Max Massimino Garnier e Paul Campani crearono Misterix, l'uomo della porta accanto che grazie a un misterioso congegno riesce a trasformarsi in un eroe.
- Nel 1946 Cesare Solini e Antonio Canale, in arte Phil Anderson e Tony Chan, crearono Amok, giustiziere mascherato asiatico.
Un altro genere, questo tipicamente italiano, fu quello delle persone modeste che combattono contro bande di malviventi:
- L'italo-americano Gim Toro fu ideato da Andrea Lavezzolo nel 1946 e disegnato da Edgardo Dell'Acqua, Antonio Canale, Luigi Cappadonia e Carlo Cossio.
- Nel 1949 apparve Sciuscià scritto da Giana Anguissola e Tristano Torelli, disegnato da Ferdinando Tacconi, Franco Paludetti e Lina Buffolente.
Non poteva mancare il genere della giungla:
- Nel 1948 nacque dai testi di Gian Giacomo Dalmasso e dai disegni di Enzo Magni Pantera Bionda, ispirata alle vicende di Sheena e soggetta a ripetuti intereventi di censura da parte della Chiesa dovuti all'abbigliamento troppo ridotto. Con questo personaggio incominciò a imporsi l'immagine della donna aggressiva e provocante.
- Akim, ispirato alle vicende di Tarzan, fu creato da Augusto Pedrazza su testi di Roberto Renzi nel 1950.
Ma il genere più fecondo sarà quello western:
- Nel 1948 Gianluigi Bonelli ideò Tex Willer, uno dei più fortunati fumetti italiani di tutti i tempi e tutt'ora in stampa.
- Nello stesso anno venne pubblicato anche Piccolo Sceriffo, scritto da Tristano Torelli e disegnato da Camillo Zuffi.
- Nel 1949 Guido Martina inventò Pecos Bill, il leggendario eroe del Texas.
- Andrea Lavezzolo scrisse la spietata storia di vendetta Kinowa, le cui illustrazioni furono realizzate dallo studio EsseGesse.
- Lo stesso studio EsseGesse nel 1951 iniziò a pubblicare la serie di Capitan Miki.
- Ed ancora gli EsseGesse sono autori di Grande Blek dal 1954.
- Nel 1958 Andrea Lavezzolo e Francesco Gamba creano per la casa editrice Bonelli Piccolo Ranger.
- Infine nel 1966 i soliti EsseGesse crearono Comandante Mark per Bonelli.
In tutte queste storie si ripeteva lo schema della lotta dei "buoni" contro i "cattivi".
Gli anni del Dopoguerra, sono però anche gli anni d'oro di una rivista-contenitore, il cattolico Il Vittorioso.
Esso ospitò innanzitutto le tavole fantasmagoriche e grottesche del maggior autore di fumetti umoristici dell'epoca, Benito Jacovitti, il quale per il "Vitt" creò I 3P, le avventure umoristiche dei ragazzi Pippo, Pertica e Palla. Nel 1957 "Jac" inventò per Il Giorno dei Ragazzi le storie del cowboy che beveva solo camomilla Cocco Bill.
L'unicità di Jacovitti sta nel fatto che abbia rotto con il formato umoristico del Corriere dei Piccoli, ovvero le storie di una tavola, senza introdurre sistematicamente il formato striscia: erano famose le sue tavole in cui disponeva personaggi ed oggetti riempiendole completamente in modo molto personale.
Nel genere avventuroso sul Vittorioso apparivano le storie di uno tra i disegnatori più amati e raffinati del dopoguerra, Franco Caprioli, le cui storie, come quella del celebre Moby Dick, erano ambientate per la maggior parte nei mari del Sud.
Sempre sulle pagine del Vittorioso Sebastiano Craveri propose Zoolandia, una serie di storie avvincenti i cui protagonisti erano animali antropomorfizzati.
Infine, per la stessa rivista nel 1951 Lino Landolfi creò il poliziotto italo-americano Procopio. Le storie erano raccontate dai suoi antenati che avevano vissuto in prima persona grandi fatti storici.
Questa è l'epoca di maggior diffusione anche per le riviste-contenitore della Casa Editrice Universo, Il Monello e L'Intrepido. Esse pubblicavano molti fumetti inglesi ed americani. Il più famoso personaggio italiano da esse ospitato fu Pedrito el Drito di Antonio Terenghi.
In questo periodo nasce anche un nuovo tipo di fumetto, più realistico, rivolto in particolar modo alle lettrici: il fotoromanzo. Tra i più famosi quelli pubblicati da Grand Hotel dei fratelli del Duca e Bolero Film di Mondadori.
Gli anni Cinquanta videro l'incredibile successo dei fumetti tascabili.
Uscirono in Italia le storie disneyane pubblicate da Arnoldo Mondadori, le quali ebbero molto successo. Bisogna premettere che esse risultavano firmate da Walt Disney, e lo sarebbero state anche dopo la morte dell'interessato, fino agli anni ottanta, quando finalmente furono riconosciute ufficialmente le paternità delle singole storie.
Nel 1953 Romano Scarpa creò alcune storie di Topolino, come Il doppio segreto di Macchia Nera e sempre nel 1953 Giovan Battista Carpi entrò nel mondo Disney creando diverse storie. Nel 1958 fu pubblicata la "grande parodia" Dottor Paperus di Luciano Bottaro. Con l'arrivo di Giorgio Cavazzano, negli anni Settanta, i fumetti disneyani furono modernizzati dal suo stile molto più dinamico.
Molti furono i personaggi che adottarono lo stesso formato di Topolino, alcuni erano disegnati dagli stessi autori che lavoravano a tale rivista:
- I capostipiti del genere furono Cucciolo e Beppe, creati nel 1950 per le Edizioni Alpe.
- Nello stesso anno fu pubblicato il primo numero del piccolo corsaro Pepito, di Luciano Bottaro, che ebbe molta fortuna all'estero.
- Nel 1952 Roberto Renzi inventò la fortunata serie Tiramolla, il famoso personaggio di gomma, nato come personaggio secondario nella serie di Cucciolo e Beppe.
- Nello stesso periodo Giulio Chierchini creò Geppo per le Edizioni Bianconi.
- Sempre come comprimario di Cucciolo e Beppe uscì nel 1959 Pugacioff di Giorgio Rebuffi.
[modifica] Anni Sessanta: arrivano i cattivi e gli intellettuali
In questi anni al fumetto viene riconosciuta una dignità di linguaggio pari a quella del romanzo tradizionale e una forte importanza artistica, questo grazie anche agli studi di importanti autori quali Umberto Eco, con il suo Apocalittici e integrati, Roberto Giammanco, Elio Vittorini, Oreste del Buono ed altri. In questo clima nasce il primo Salone del fumetto di Bordighera, che l'anno successivo si trasferirà a Lucca. Data la crescente importanza attribuitagli, questo strumento comunicativo va sempre più specializzandosi in base alle diverse fasce di età e differenti target socio-culturali rappresentati da una variegata gamma di consumatori.
Simmetricamente all'interesse degli intellettuali per il fumetto, nasce un fumetto rivolto al pubblico colto, il cosiddetto "fumetto d'autore". Le opere di questo filone verranno ospitate prevalentemente su riviste-contenitore. La più importante di esse è certamente Linus, fondata nel 1965 da Giovanni Gandini con la consulenza di Oreste del Buono e tuttora in edicola. Altre riviste saranno Sgt. Kirk di Ivaldi ed Eureka dell'Editoriale Corno, entrambe nate nel 1967, ed Il Mago edito da Mondadori (1972-1980).
Con Dino Battaglia, uno dei creatori di Asso di Picche il fumetto d'autore italiano viene rinnovato sia dal punto di vista narrativo che grafico, con cambiamenti repentini della visuale tra le vignette e un disegno più emotivo e dinamicizzato.
Ma l'evento più importante riguardo alla storia del fumetto d'autore moderno, non solo italiano, è da considerarsi l'uscita del capolavoro di Hugo Pratt Una ballata del mare salato, primo episodio del suo più famoso personaggio Corto Maltese. Viene così inaugurato un nuovo modo di narrare con un fumetto più riflessivo, letterario, di narrativa, in cui le vicende, dal ritmo moderno, si svolgono in ambienti dal sapore esotico e sparsi in tutto il mondo. È il riflesso dell'utopia e di quella ricerca di libertà, avventura dell'autore.
Questi due autori approderanno nella loro fase matura a Linus.
Con la messa in discussione dei vecchi canoni della società nasce la figura dell'eroe negativo, dalla personalità forte e ingegnosa, che non si riconosce nell'ordine sociale esistente e per questo assume atteggiamenti anarchici. Questo antieroe si maschera per non farsi riconoscere e per non essere nessuno, non può fare a meno di rubare ed è continuamente sopraffatto da un forte desiderio di morte e distruzione. È la nascita in Italia del fumetto noir, il quale prende ispirazione dal suo predecessore francese Fantax, creato nel 1945 da Marcel Navarro e Pier Mouchotte.
Fra i più famosi personaggi di questo filone troviamo:
- Il più famoso è sicuramente Diabolik ideato dalle sorelle Giussani nel 1962. Il protagonista impersonifica un cinico e violento assassino, un ladro mascherato all'antitesi del superuomo. Anche la sua compagna, Eva Kant, rispecchia un nuovo modo di rappresentare la femminilità, più vicina al modello maschile. Collaborarono alla creazione grafica gli illustratori Luigi Marchesi, Enzo Facciolo, Glauco Coretti, Sergio Zambinoni e Franco Paludetti.
- Sulla scia di Diabolik escono altri protagonisti mascherati come Kriminal creato da Magnus e Max Bunker nel 1964. Stavolta incontriamo un personaggio ancora più violento e malvagio, emblema di morte e vendetta.
- Per sdrammatizzare, nel 1968 Bonvi crea Cattivik, brutto mostriciattolo che cerca di essere cattivo a tutti i costi, ma si rivela solo uno stupido sfortunato.
- Grottesco è l'Alan Ford di Max Bunker (Luciano Secchi), sgangherato agente segreto del 1969.
- Sempre nel 1969 Giovan Battista Carpi crea insieme a Guido Martina il famoso Paperinik, il diabolico vendicatore.
Anche le protagoniste femminili diventano più forti e spregiudicate:
- Satanik, la rossa del diavolo, ideata nel 1964 da Magnus e Bunker. È una donna fredda e crudele che utilizza la magia nera per portare a termine i suoi piani perversi. Grazie e un filtro magico riesce a ringiovanire e attirare i suoi amanti.
- La nuova cultura che sta per affermarsi si rispecchia anche nelle vicende della bella fotografa milanese Valentina, creata da Guido Crepax e uscita nel 1965 su Linus. Non c'è sadismo in lei, ma disinvoltura, mancanza di pudore, il protagonismo in una vita reale.
- Nel 1966 si ha la nascita del fumetto erotico popolare italiano con l'Isabella de Frissac di Giorgio Cavedon e Sandro Angiolini. Detta la "duchessa dei diavoli", la protagonista vive nella Francia settecentesca di Luigi XIII, e si presenta con un atteggiamento maschile, aggressivo, spudorato e provocatore.
Tra le altre principali pubblicazioni dell'epoca ritroviamo:
- Nel 1961 Guido Nolitta (Sergio Bonelli) inventa il western Zagor, difensore della giustizia e della pace tra bianchi e indiani.
- Nel 1965 esce Girighiz di Enzo Lunari, ambientato nella preistoria. È la prima striscia umoristica e satirica di produzione italiana.
- La serie Storia del West di Gino D'Antonio comincia a uscire nel 1967 e si configura come prima rappresentazione veritiera e attenta alla realtà storico-geografica del continente americano.
- Nel 1967 Franco Bonvicini, in arte Bonvi, crea Sturmtruppen.
- Valentina Mela Verde di Grazia Nidasio appare nel 1969 e racconta la vita di una normale famiglia borghese in cui la giovane protagonista affronta i problemi dell'adolescenza.
[modifica] Anni Settanta: la contestazione
Sono gli anni della contestazione. Il fumetto, per il buon riscontro con il pubblico giovanile, la velocità di rappresentazione, e l'immediatezza, diviene medium dell'opposizione dei movimenti antagonisti e scena di una satira di costume e di politica molto aggressiva, metaforico, e talvolta irreale. Linus diverrà il centro di produzione di questo tipo di comic.
Anche dal punto di vista narrativo avviene un rinnovamento dovuto al rifiuto dell'avventura classica di stampo anglosassone, considerata troppo filoamericana, a favore della più nobile "letteratura grafica".
Sergio Toppi, proveniente da una decennale esperienza nel Corriere dei Piccoli, è da considerarsi un innovatore in questo senso. Nel 1974 esordisce sul Messaggero dei Ragazzi mostrando caratteristiche nell'uso forte del nero e rompendo i tradizionali schemi delle vignette, con temi di grande impatto emotivo. Tra le sue creazioni, la collana Un uomo un'avventura e la serie Il collezionista. Molto importante sarà il contributo dei fumettisti sudamericani e soprattutto argentini, tra cui Alberto Salinas e Arturo Del Castillo.
Tra le altre principali pubblicazioni dell'epoca ritroviamo:
- Nel 1970 Alfredo Chiappori dà vita all'Up il Sovversivo, riflesso di una nuova cultura che rifiuta quella dei padri e di un rovesciamento della visuale dei giovani rispetto al passato.
- La critica politica approda su Linus nel 1972 con Identikit di Tullio Pericoli.
- Nel 1974 Il laureato di Luca Novelli fa denuncia sociale sui problemi dei giovani laureati disoccupati.
- Esordisce su Linus Bobo, militante comunista inventato dall'umorista Sergio Staino.
- Trino, dell'autore satirico Francesco Tullio Altan, esce nel 1974. Nel 1976 Altan crea Cipputi, l'operaio metalmeccanico.
- Renato Calligaro, fumettaro satirico di impostazione guevarista, narra delle aspirazioni e delle contraddizioni dei rivoluzionari. Nel 1973 crea Oreste e Nicola, le vicende di un vecchio operaio comunista e di uno studente extraparlamentare.
- Guido Buzzelli dà vita a favole nere, profetiche, storie violente e angosciose, come La rivolta dei racchi, I labirinti e Zil Zelub.
- Gianni De Luca entra al Giornalino e nel 1970 comincia la serie Il commissario Spada, poliziotto con un forte senso morale.
- Magnus (Roberto Raviola) crea nel 1975 Lo Sconosciuto, dove si svolgono le storie realistiche, violente e disperate di un cinico ex ufficiale della legione straniera.
- Nel 1973 appare sulle pagine del Corriere dei Ragazzi una banda di simpatici ladri gentiluomini, Gli Aristocratici di Alfredo Castelli.
- I cambiamenti del fumetto avventuroso sono visibili, tra humor e divertimento, in Mister No di Guido Nolitta (Sergio Bonelli).
- Hugo Pratt dà inizio alla serie Gli Scorpioni del Deserto, dove, tra le vicende di un cinico e negativo eroe, riesce ad amalgamare in un tutt'uno le impressioni dell'Africa Orientale e della seconda Guerra Mondiale.
- Milo Manara dimostra la sua devozione per Hugo Pratt nel 1978, creando la serie delle Avventure di Giuseppe Bergman.
- Guido Silvestri (Silver) inventa nel 1973 il fumetto umoristico Lupo Alberto.
- Agostino e Franco Origione creano Nilus rifacendosi all'impostazione grafica americana, in satira di ambientazione egizia.
- Francesco Tullio Atlan crea per il Corriere dei Piccoli nel 1975 la cagnetta Pimpa, un personaggio caratterizzato da allegria e humor leggero.
- Nel 1976 il quotidiano romano "Paese Sera" bandisce un grande concorso per un nuova striscia a fumetti italiana. Partecipano centinaia di nuovi autori. Vince il primo premio la striscia "PIERO" su testi di Marco Di Tillo e disegni di Fabio Petrassi. I due autori vengono premiati al salone dei Comics di Lucca da Hugo Pratt. Seconda classificata del concorso Paese sera, la striscia "YETI" sempre su testi di Marco Di Tillo e disegni di Rodolfo Torti. Marco Di Tillo proseguirà il suo prolifico lavoro di autore su Il Giornalino con le serie "I grandi del jazz", "I grandi del calcio" e "I grandi del Cinema" su disegni dei migliori disegnatori italiani tra i quali Gianni De Luca e Rodolfo Torti.
La rivoluzione sessuale accentua la disinvoltura delle protagoniste femminili che si mostrano senza veli e assumono atteggiamenti maschili:
- Sandro Angiolini disegna Vartàn, fumetto erotico di ambientazione western.
- Lo scrittore Giuseppe Pederialie l'illustratore Leone Frollo creano una rivisitazione in chiave erotica, ma ironica, di Biancaneve.
Il giornale mensile IL MAGO di Mondadori pubblica il delizioso e particolarissimo "Grosky Hotel" di Marco Di Tillo e Fabio Petrassi.
La casa editrice Edizioni Ottaviano si specializza in opere a fumetti impegnate culturalmente e politicamente:
- Conoscete Carlo Marx di Ro Marcenaro[1]
- Se ti muovi, ti stato di Jacopo Fo.
- L'enciclopedia del fumetto di Graziano Origa.
[modifica] Anni Ottanta: le nuove avanguardie e l'effetto tv
Siamo in un momento di smarrimento, un periodo di passaggio tra gli anni della ribellione e la moderna perdita di un centro di riferimento. È il momento in cui gli artisti si lasciano conquistare dalle avanguardie degli anni quaranta per sperimentare nuove forme di narrazione, tra emozione e razionalità. È anche il momento in cui il fumetto comincia a diventare obsoleto per le nuove generazioni attirate dalla potenza della tv.
Nel 1980 esce Frigidaire, rivista culturale di fumetti e altro che racchiude in sé le visioni più controcorrente della realtà contemporanea. Vi collaborano Stefano Tamburini, creatore di Ranxerox, cibernetica violenza ispiratrice del cult movie Terminator, e Filippo Scòzzari, estremista creatore del Dottor Gek e Primo Carnera.
Nel gruppo Valvoline, costituito da giovani bolognesi inseguitori delle avanguardie artistiche, il fumetto è reinventato, in linea con il mondo che sta cambiando. Collaborano Igort (Igor Tuveri), sperimentatore grafico e di narrazione, Giorgio Carpinteri, dal tratto cubista e i contenuti demenzial-noir, Roberto Baldazzini, più vicino alla scuola pop e creatore di Baldo. Il ribellismo giovanile, la volontà di autodistruzione, l'affondamento delle ideologie, la droga, il culto della violenza, il punk, sono rappresentati in tutto dalla figura dell'illustratore Andrea Pazienza che crea nel 1980 Massimo Zanardi, studente diabolico, figlio cinico della società malata.
Su Alter Alter Lorenzo Mattotti pubblica, nella ricerca di nuove espressioni e simboli, Incidenti, Il Signor Spartaco e Fuochi. Massimo Mattioli è un illustratore dallo spirito antagonista e creatore di situazioni cattive e impermeate di sesso, sadismo e ironia come Joe Galaxy.
Giuseppe Palumbo idea Ramarro, verde supereroe masochista, muscoloso e immortale. La sperimentazione cromatica e di forme avviene soprattutto per mano di Massimo Giacon, illustratore di tavole ipercolorate, dalle linee spezzate e i cromatismi a contrasto e Francesca Ghermandi, ideatrice di personaggi semiantropomorfi, dai forti contrasti cromatici e vicende dalla futuristiche.
Tra le altre principali pubblicazioni ritroviamo Il Giornalino con le serie "I grandi del jazz", "I grandi del cinema", "I grandi del calcio", tutti su testi dell'autore Marco Di Tillo e disegni, tra gli altri, di Rodolfo Torti e Gianni De Luca.
- Martin Mystère creato da Alfredo Castelli nel 1982, è il detective dell'impossibile, personaggio di forte spessore e personalità.
- Nel 1986 esce una della più fortunate serie italiane di sempre: Dylan Dog di Tiziano Sclavi ed edito da Sergio Bonelli. Lo smarrimento in tempi senza religione, rappresentato con grande abilità con storie di reale sofferenza, orrore e gusto splatter.
- Nick Raider, agente della squadra omicidi di New York, è un romanzo poliziesco, di Claudio Nizzi edito nel 1988.
- Luca Novelli e Cinzia Ghigliano creano Storia della Chimica nel 1984 e La storia naturale: la biologia a fumetti da Aristotele al Dna nel 1989.
- Leo Ortolani crea nel 1989 il comico Rat-Man.
Le maggiori libertà di linguaggio, la caduta delle censure, il graffitismo formale danno vita a storie di donne sempre più spregiudicate:
- Solange di Cinzia Ghigliano è più di sentimento che di sesso, le storie sono molto introspettive.
- Cinzia Leone crea Gilda, protagonista dall'atteggiamento mascolino.
- Nel 1983 esce Il Gioco di Milo Manara. Con atmosfere morbosamente sensuali.
- Paolo Eleuteri Serpieri idea "Morbus Gravis" nel 1985, dove la maggiorata Druuna, vive in un futuro angoscioso.
- Franco Saudelli crea nel 1987 La Bionda, personaggio erotico, ma ironico.
Non mancano la satira di costume e di politica, al bando delle ipocrisie Il più celebre vignettista satirico italiano di questi anni e tutt'ora all'attivo è sicuramente Giorgio Forattini, di cui innumerevoli sono le pubblicazioni.
Tra le altre principali pubblicazioni ritroviamo:
- Francesco Cascioli e Bruno D'Alfonso creano nel 1984 Ciacci per Linus, serie di satire di costume ambientata nella scuola italiana.
- Angese (Sergio Angeletti) crea il fumetto di satira politica Craxi & Martelli.
- Stefano Disegni e Massimo Caviglia ideano Lo salviamo noi il cinema!.
[modifica] Anni Novanta: fenomeni d'importazione
Le tecnologie avanzano e l'interattività con loro, ne è un esempio il lavoro di Ro Marcenaro che ha utilizzato il computer per creare le tavole della riproduzione a fumetti del Candido di Voltaire. Nel frattempo continua a imperversare la satira politica, con Danilo Marmotti e il suo Milan Dog. Dopo una crisi del fumetto negli anni ottanta verso l'inizio degli anni novanta avviene una ripresa, grazie alla rinascita dell'interesse verso i supereroi del fumetto americano, in particolare col nuovo ciclo di avventure di Batman, scritte da Frank Miller. L'importazione dei cartoni animati giapponesi ha dato il via ad un altro fenomeno importante: quello dei manga (fumetti giapponesi).
Un altro motivo che riportò alla ripresa del mercato fu l'enorme successo del fumetto Dylan Dog di Tiziano Sclavi (edito da Bonelli). Uscito nelle edicole nel 1986 inizialmente non suscita molto interesse, dopo circa due anni tuttavia diventa un fenomeno cult, raggiungendo tali livelli di vendita da essere uguagliato, in Italia, solamente da Topolino e da Tex. Dylan Dog è rimasto tra i più conosciuti e la Bonelli Editore è divenuta una casa editrice di tendenza. A tutt'oggi è rimasta forse l'unica vera realtà editoriale di fumetto professionale qualitativamente eccellente nel panorama italiano. Fu anche realizzato un nuovo supereroe italiano Capitan Novara Magazine con episodi a monopagina di Fabrizio de Fabritiis da cui è stato tratto un film Capitan Novara - Un giorno da supereroe. Capitan Novara è un supereroe che vive le sue avventure in un universo popolato anche da altri supereroi come la squadra della VCO FORCE, Aronauta, Lady Venezia, El Sanse, Comandante Italia o Dottor Torino. Alcuni di questi personaggi vivono avventure all'interno di serie a loro dedicate, come ad esempio Aronauta o General Varese, quest'ultimo ambientato 200 anni nel futuro di Capitan Novara. Le serie, infatti, sono legate tra loro da una forte continuity narrativa.
Un altro fumetto particolarmente apprezzato in questo decennio e nel successivo è Rat-man di Leo Ortolani pubblicati dalla Panini Comics e Cult Comics in formato Rat-Man Collection. Il personaggio nasce come una parodia dei supereroi americani, è un supereroe che riesce sempre a risolvere le sfide contro i supercriminali come il Buffone Janus Valker ed altri con metodi buffi e impossibili, anche grazie ai suoi compagni di prodotti americani e giapponesi, con sempre meno spazio nelle case editrici per gli autori italiani, sempre a eccezione della Bonelli.
[modifica] Il nuovo millennio: le nuove tecnologie
Con la rete anche il modo di scambiare e creare fumetti sta cambiando. Infatti, oltre ai noti vantaggi offerti dal file-sharing, cominciano a nascere nuove testate edite e vendute direttamente ed esclusivamente su Internet, il cosiddetto "fumetto on-line".
Il mondo dei fumetti cartacei continua comunque a sopravvivere, sia con le stampe dei vari classici Bonelli, Rat-man etc., sia con la pubblicazione di nuove testate. Tra queste spicca W.I.T.C.H. di Elisabetta Gnone, prodotto dalla Disney Italia, e che ha riscosso un grande successo soprattutto tra le giovani lettrici. La Rainbow S.p.A. di Iginio Straffi produsse su Merchasting dei magazine su Winx Club e Huntik - Secrets & Seekers.
[modifica] W.I.T.C.H.
Il fumetto di W.I.T.C.H., pubblicato dal 2001, ottenne subito un notevole successo. In Italia il fumetto vende più 250 000 copie al mese e oltre 3 000 000 di copie all'anno, in Germania ne vende oltre 100 000 copie e quasi un milione e mezzo di copie all'anno. Distribuito in più di 70 paesi vende più di 20 milioni di copie ogni anno e distribuito in molti paesi di tutti i continenti.[2] e anche in Francia, mentre in Spagna vende 150.000 copie al mese diventando un vero e proprio successo poiché è il primo fumetto interamente realizzato in Italia e poi esportato in tutto il mondo[3]. Ormai in 77 paesi in pochissimi anni, è diventato un fenomeno per diverse cause. Sono da ritrovare nella grafica ottima e la trama innovativa, ma anche che il pubblico femminile che leggeva il fumetto ritrovava se stesso nelle storie delle ragazze anche loro adolescenti e il pubblico maschile trovava molta azione e una trama vivace.
In tutto il mondo, il marchio del fumetto "W.i.t.c.h." incomincia ad affermarsi su ogni genere di articolo, molto spesso vicino ai numeri c'era un gadget allegato che varia dalle spille, alle gomme da cancellare ecc. Molti libri di scuola che anno come argomento i fumetti riconoscono W.i.t.c.h. Visto il grandissimo successo del fumetto ormai distribuito dall'Europa all'America, dall'Asia all'Australia. Il fumetto nel 2011 ha compiuto dieci anni, considerevole per un periodico[4]. I lettori di W.i.t.c.h. sarebbero solo in Italia circa 1.000.000, il secondo fumetto più letto in Italia (dopo Topolino).
La serie animata non è stata molto fedele al fumetto con cambi e modifiche molto pesanti sulla storia e per questo non apprezzato.Ciononostante il fumetto ha continuato a vendere in più o meno egual modo ed è ancora nelle edicole dopo 11 anni.
[modifica] Note
- ^ Le Nuvole parlanti
- ^ W.i.t.c.h., il corriere della sera.
- ^ Witch: il successo internazionale delle streghette
- ^ Witch festeggia dieci anni con speciale Ansa.it
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Clair R., I primi eroi, Milano, Garzanti, 1965
- Bertieri C., AZ comics, 1969
- Faeti A., Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l'infanzia, Torino, Einaudi, 1972
- Boschesi B.P., Manuale dei fumetti, Milano, Mondadori, 1976
- Origa G., L'enciclopedia del fumetto Milano Edizioni Ottavano, 1977
- Giromini F., Martelli M., Gulp! 100 anni a fumetti. Un secolo di disegni, avventure, fantasia, Milano, Electa 1996
- Moliterni C., Mellot P., Denni M., Il fumetto. Cent'anni di avventura, Universale Electa, 1996
- Raffaelli L., Il fumetto, Milano, Il Saggiatore, 1997
- Restaino F., Storia del fumetto. Da Yellow Kid ai manga, Torino, UTET, 2004
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Storia del fumetto italiano