Storia del campionato europeo di calcio

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1leftarrow.pngVoce principale: Campionato europeo di calcio.

Il campionato europeo di calcio nacque nel 1960. Fu organizzato dalla UEFA, che scelse, in base alle squadre qualificate, di disputare tale torneo in Francia.

Nell'edizione del 1960 presero parte alla fase finale solo quattro squadre. La competizione si è successivamente evoluta fino a comprendere 53 squadre nazionali affiliate alla UEFA che si sfidano in un lungo torneo di qualificazione che si tiene nei due anni precedenti alla fase finale.

Indice

[modifica] Competizioni internazionali precedenti: la Coppa Internazionale

Negli anni venti il gioco del calcio stava uscendo dal suo periodo pionieristico e, come molti altri sport, andava superando i confini delle singole nazioni nel tentativo di organizzare competizioni che mettessero a confronto in maniera organica e sistematica le scuole dei rispettivi paesi.

Hugo Meisl, dirigente ed allenatore della federazione austriaca aveva già ideato ed organizzato la Mitropa Cup, competizione per squadre di club, vera e propria antesignana della Coppa dei Campioni. Sempre lui concepì ed organizzò un'analoga competizione per squadre nazionali: la Coppa Internazionale (Europapokal der Fußball-Nationalmannschaften), precursore dell'attuale campionato europeo di calcio.

[modifica] Gli anni d'oro

I quattro membri fondatori della competizione furono Austria, Italia, Cecoslovacchia ed Ungheria, vale a dire quelle federazioni le cui squadre nazionali dominavano al tempo il calcio continentale europeo. A queste squadre si associò anche la Svizzera.

Questa competizione rappresentò in qualche modo la consacrazione delle massime potenze calcistiche europee di allora. Infatti, ad eccezione del campionato del mondo del 1930 in Uruguay, i nomi delle cinque partecipanti al torneo (Svizzera inclusa) erano sempre comparsi sul podio delle più importanti manifestazioni degli anni venti e trenta: tornei olimpici e campionati del mondo di calcio.

Il calcio cosiddetto "danubiano", fondato sul dinamismo dei ruoli e sul possesso di palla, era additato come esempio di stile e di eleganza, mentre quello italiano, forse più utilitaristico, era però destinato a mietere i maggiori allori planetari, laureandosi campione del mondo nel 1934 e nel 1938 e campione olimpico nel 1936. All'appello mancavano gli inglesi, che però si ostinavano a non partecipare ad alcuna competizione ufficiale, ad eccezione del tradizionale Home championship che li vedeva contrapposti alle altre nazionali britanniche.

[modifica] Due volte Azzurri, una volta Wunderteam

Vittorio Pozzo, CT due volte vincitore della Coppa Internazionale

La prima stagione della coppa si svolse negli anni 19271930. La formula, che rimase immutata nelle edizioni successive, prevedeva la disputa di un doppio girone all'italiana: ciascuna delle squadre nazionali si incontrava due volte con le altre, disputando con ciascuna squadra una partita in casa ed una in trasferta. Il calendario degli incontri non era rigidamente prefissato né organizzato in "giornate", dipendendo piuttosto dalle disponibilità delle varie federazioni ad organizzare ogni singolo match. La vincente di ogni partita totalizzava due punti, mentre il pareggio dava luogo alla spartizione della posta. Risultava vincitrice del trofeo la squadra che al termine del doppio ciclo di incontri possedeva più punti in classifica.

La prima edizione fu vinta dall'Italia, che precedette di un unico punto la squadra austriaca.

In palio per il vincitore c'era una particolare coppa in cristallo di Boemia donata dall'ex primo ministro cecoslovacco Antonín Švehla, per cui nella prima edizione fu nota anche come "Coppa Švehla". Il primo esemplare del trofeo si ruppe cadendo a terra poco dopo essere stato vinto dagli italiani. Secondo un aneddoto riportato da più fonti pare che Vittorio Pozzo ne conservasse sempre una scheggia in tasca come portafortuna personale[senza fonte].

Il torneo ebbe un enorme successo e ne fu subito organizzata una seconda edizione, disputata nel biennio 19311932, nella quale il Wunderteam austriaco rese la pariglia all'Italia vincendo il torneo e relegando gli Azzurri al secondo posto.

La terza edizione fu ancora appannaggio dell'Italia e fu ancora una lotta a due con la forte nazionale d'oltralpe. La nazionale italiana perse con l'Austria a Torino per 2-4 nel febbraio del 1934, ma seppe ottenere una decisiva vittoria per 0-2 (doppietta di Silvio Piola al suo esordio in azzurro) a Vienna tredici mesi dopo. La quarta invece venne interrotta dopo le prime partite a causa dell'annessione dell'Austria da parte della Germania nazista. Negli anni successivi, anche a causa delle vicende belliche, il torneo non fu più disputato.

[modifica] Rinascita e tramonto

Già pochi mesi dopo la conclusione della guerra i paesi europei che avevano precedentemente animato il torneo si attivarono per rilanciarlo: la nuova edizione, la quinta, venne disputata a partire dal 1948. Le difficoltà dovute agli anni dell'immediato dopoguerra imposero però una scansione eccessivamente dilatata delle partite. Era iniziata la guerra fredda: Ungheria e Cecoslovacchia andarono incontro ad un cambiamento di regime e finirono oltre la cortina di ferro. Questi avvenimenti estranei al calcio resero estremamente difficile l'organizzazione della competizione. Ci vollero quasi cinque anni per completare il ciclo degli incontri: alla fine prevalse l'Ungheria di Ferenc Puskás (capocannoniere con dieci reti), che conquistò così il suo unico alloro. La nazionale italiana, reduce dalla tragedia di Superga non seppe andare oltre il penultimo posto, appena sopra la Svizzera, tradizionale "materasso" del torneo.

La Coppa Internazionale venne disputata per la sesta ed ultima volta sotto l'egida della neonata UEFA, includendovi anche la Jugoslavia. La competizione si trascinò stancamente per sei anni (1954-1960) alla fine dei quali prevalse una Cecoslovacchia in netta ascesa (sarebbe diventata vicecampione del mondo di lì a due anni). L'Italia fu ancora relegata al penultimo posto, migliore soltanto della debole Svizzera.

La coppa disputata in questo periodo è stata intitolata alla memoria del dottor Josef Gerö, dirigente della federcalcio austriaca scomparso nel 1954. Questa intitolazione ha fatto sì che alcuni annuari statistici estendessero erroneamente la denominazione "Coppa dr. Gerö" anche alle edizioni disputate nell'anteguerra.

Con il completamento della sesta edizione, nel 1960, la Coppa Internazionale, che ormai aveva perso molto del suo significato ed interesse, venne sostituita da una competizione più organica: la Coppa europea per nazioni organizzata direttamente dalla federazione continentale.

[modifica] Il primo campionato europeo di calcio: Francia 1960

Il primo europeo di calcio nacque per sostituire la Coppa Internazionale, che racchiudeva soltanto gli stati dell'Europa centrale. Esso fu formato grazie alla geniale idea di Henri Delaunay, che, in qualità di primo segretario del UEFA, fu il promotore della prima edizione della manifestazione.

Foto del parco dei Principi, stadio della finale del 1960

Alle qualificazioni per la nuova competizione calcistica parteciparono 17 squadre. Dopo un turno preliminare che vide la Cecoslovacchia avere la meglio sull'Irlanda in due incontri, si formò il tabellone degli ottavi di finale. Gli incontri furono URSS-Ungheria, Polonia-Spagna, Danimarca-Cecoslovacchia, Romania-Turchia, Francia-Grecia, Norvegia-Austria, Jugoslavia-Bulgaria, Germania Est-Portogallo). Uscirono vittoriose, in gare di andata e di ritorno, le corazzate URSS, Spagna, Cecoslovacchia, Francia, Jugoslavia, Portogallo, oltre alle sorprendenti Romania e Austria, che non era più quella dei tempi migliori.

Nei quarti l'URSS si vide la strada spianata in quanto la Spagna non volle fare la trasferta in Russia e la UEFA diede all'URSS il passaggio del turno a tavolino, nonché la qualificazione ad Euro 60. Negli altri incontri, come negli ottavi le squadre si affrontavano in gare di andata e di ritorno, la Cecoslovacchia si sbarazzò della Romania, la Francia dell'Austria e la Jugoslavia del Portogallo. Così le prime storiche convocate alla fase finale dell'appena nata competizione europea furono: URSS, Cecoslovacchia, Francia e Jugoslavia.

La UEFA decise di far disputare l'Europeo in Francia, poiché era il paese che offriva più garanzie in termini di organizzazione.

Il sorteggio accoppiò l'URSS alla Cecoslovacchia e la Francia alla Jugoslavia. La prima storica gara si disputò il 6 luglio 1960 allo Stade Vélodrome di Marsiglia e l'arbitro fu l'italiano Cesare Jonni. L'URSS strapazzò i cecoslovacchi per tre a zero grazie alla doppietta di Ivanov e al gol di Ponedelnik e si qualificò per la finale. Poche ore dopo al Parco dei Principi di Parigi si affrontarono Francia e Jugoslavia nella partita più bella di questa manifestazione continentale. La Jugoslavia passo in vantaggio, dopo 11', con Galić, ma venne subito raggiunta dal gol di Vincent.

Tra il termine del primo tempo e l'inizio del secondo la Francia mise a segno uno spettacolare uno due grazie alle marcature di Heutte e Wisnieski. Tuttavia la Jugoslavia non si arrese ed accorciò immediatamente le distanze con Žanetić, ma ancora Heutte poco dopo mise a segno il gol del 4-2. Ma la Jugoslavia in quattro minuti, tra il 75° e il 78°, realizzò tre reti: una con Knez e due con Jerković e raggiunse così l'URSS in finale.

A Cecoslovacchia e Francia non restò altro che disputare la finalina per il 3º posto, che fu vinta dai cecoslovacchi per 2-0 (gol di Bubník e Pavlovič).

La finalissima si tenne allo stadio dei Principi di Parigi il 10 luglio 1960. La Jugoslavia passò in vantaggio al termine del primo tempo, andando a segno con Galić. I sovietici pareggiarono ad inizio ripresa con Metreveli, ma il punteggio non si schiodò dall'1-1 fino al 90°. L'equilibrio fu interrotto al 114º minuto dal gol di Ponedelnik, che regalò il primo trofeo continentale ai sovietici.

I capocannonieri della competizione furono: François Heutte della Francia, Valentin Kozmič Ivanov e Viktor Ponedelnik dell'Unione Sovietica e Milan Galić e Dražen Jerković della Jugoslavia con 2 gol.

Il gol più veloce fu messo a segno da Milan Galić, nella partita Jugoslavia-Francia, dopo 11 minuti.

La media-gol del torneo fu di 4,25 reti a partita.

[modifica] 1964-1976

In seguito alle qualificazioni di Spagna, Ungheria, Danimarca e Unione Sovietica, vincitrice della prima edizione, la UEFA decise di far ospitare l'edizione 1964 della manifestazione, anche per problemi organizzativi degli altri stati, alla Spagna.

Il sorteggio oppose la Spagna all'Ungheria ed i campioni d'Europa in carica, l'URSS, alla Danimarca.

La Spagna ebbe non poche difficoltà a superare l'Ungheria, visto che i tempi regolamentari erano terminato 1-1 con reti di Pereda per gli iberici e di Bene, proprio allo scadere, per gli ungheresi, ma un gol al 115' minuto di Amancio regalò alla Spagna la prima finale della sua storia (compreso anche il campionato del mondo). Dall'altra parte del tabellone, invece, l'URSS batte tre a zero i danesi con le reti di Voronin, Ponedelnik e Ivanon. La finale per il terzo e quarto posto vide trionfare gli ungheresi per 3-1, anche se il risultato si è scaturito dopo i tempi supplementari. La finalissima per il titolo subito si accese, in quanto al gol al 6' di Pareda per gli spagnoli, replicò il gol di Khusainov all'8'. Ma quando sembrava che i giochi dovessero essere svolti nei supplementari, arrivò il gol allo scadere di Marcelino, che consegnò il trofeo agli spagnoli.

Italia campione d'europa 1968

L'edizione del 1968, che la UEFA fece ospitare all'Italia, è stata certamente la più difficile tra le prime tre edizioni, dato che vi parteciparono l'Inghilterra, campione del mondo in carica, che sconfisse i campioni in carica della Spagna nelle qualificazioni, l'URSS, vincitrice della prima edizione e finalista della seconda, la Jugoslavia, finalista della prima edizione e l'Italia, che ottenne la sua prima qualificazione ai campionati europei ma che allora vantava un palmares di tutto rispetto con due coppe del mondo, due coppe internazionali ed un' olimpiade.

La Jugoslavia sconfisse l'Inghilterra grazie ad un gol di Dzajić e si qualificò per la sua seconda volta in finale. Dall'altra parte del tabellone, in un San Paolo di Napoli gremito in ogni ordine di posto, Italia ed URSS diedero vita ad un match che nella storia mai più si è verificato e mai più si verificherà. I 90 minuti regolamentari terminarono sullo 0-0, ma anche i tempi supplementari si conclusero con il risultato di 0-0, così l'arbitro Kurt Tschenscher chiamò i capitani delle due squadre negli spogliatoi per adoperare il sorteggio con la monetina, visto che al termine di una partita terminata in parità non erano previsti i calci di rigore. Gli azzurri erano quasi tranquilli, poiché Giacinto Facchetti, capitano dell'Italia, era molto fortunato nel gioco ed anche stavolta lo fu, visto che scelse testa e ritornò trionfante sul campo di gioco, così facendo scatenò l'entusiasmo di tutti i tifosi italiani. L'Italia alla sua prima partecipazione alla competizione continentale si qualificò per la finale. L'Inghilterra riuscì a battere per 2-0 i sovietici e ad ottenere il terzo posto.

La finalissima si disputò all'Olimpico di Roma l'8 giugno 1968. La Jugoslavia passò in vantaggio a fine primo tempo con un gol di Dzajić, ma Domenghini pareggiò il conto proprio all'80º minuto. Il risultato rimase invariato anche nei tempi supplementari, così si dovette procedere alla ripetizione della partita, non essendo previsti i calci di rigore. La finale due si tenne il 10 giugno 1968, sempre a Roma, ma questa volta non ci fu storia, dato che l'Italia batte gli slavi per 2-0 con gol di Riva ed Anastasi e si laureò campione d'Europa tra l'entusiasmo dei tifosi italiani, che non vedevano la nazionale trionfare dal lontano 1938, anno della vittoria del secondo mondiale di calcio.

L'edizione belga del 1972 vide la Germania Ovest, trionfare, grazie alle vittorie per 2-1 contro il Belgio in semifinale e per 3-0 contro l'URSS in finale. In questa competizione si mise in mostra Gerd Müller, capocannoniere con 4 gol, che trascinò la Germania al successo. Il Belgio fu 3°, mentre l'Ungheria si classificò al 4º posto. Clamorosa assente della competizione fu l'Italia, campione d'Europa in carica, che non superò le qualificazioni (fu eliminata nei quarti dal Belgio).

La Jugoslavia fu scelta per ospitare l'edizione 1976, ma la squadra di casa perse tutte e due le partite (quindi anche la finalina) ed ottenne un misero 4º posto, visto che a contendersi la finale furono Cecoslovacchia e Germania Ovest, che superarono le semifinali ai tempi supplementari rispettivamente contro Jugoslavia e Olanda, che poi divenne terza battendo la Jugoslavia nella finale per il 3º e 4º posto. La partita tra Germania Ovest e Cecoslovacchia terminò 2-2 dopo 120' ed, essendo previsti i calci di rigore, si procedette all'esecuzione. Da essi ne uscirono vittoriosi i cecoslovacchi e decisivo fu l'errore del tedesco Hoeness. Il capocannoniere dell'edizione fu Dieter Müller (4 gol).

[modifica] 1980-1992

Il campionato europeo del 1980 fu il primo torneo dove la nazione che voleva ospitare gli europei poteva presentare la propria candidatura e la propria nazionale aveva diritto a partecipare alla competizione senza dover svolgere le qualificazioni. Per questa edizione l'Italia fu scelta come paese ospitante.

La Germania Ovest campione d'Europa 1980

Questa edizione è importante anche per un altro aspetto, visto che si passò da 4 a 8 squadre partecipanti, situazione che si ripeté fino agli Europei svedesi del 1992. Il regolamento prevedeva due gironi da quattro squadre, dove le prime classificate si affrontavano in finale, mentre le seconde si giocavano il 3º posto. Nel Gruppo A terminò prima la Germania Ovest a discapito di Cecoslovacchia (seconda), Olanda e Grecia. L'Olanda fu terza solo per una peggiore differenza reti, in quanto terminò a 3 punti così come i cecoslovacchi. Dal gruppo B ne uscì vincitore il Belgio solo per un numero maggiore di gol, infatti l'Italia, a pari punti con i belgi, ebbe la loro stessa differenza reti ma segnò meno gol. Inghilterra e Spagna terminarono rispettivamente terzi e quarti. La finalina per il terzo posto tra Italia e Cecoslovacchia è destinata a restare per sempre nella storia del calcio, per l'esito e perché fu l'ultima disputata in un Campionato Europeo. I tempi regolamentari terminarono 1-1 (al gol di Jurkemik, replicò per gli azzurri Graziani) ed il risultato non variò nemmeno durante i supplementari. Ma la sequenza di rigori fu incredibile ed alla fine vinsero i cecoslovacchi per 10-9, decisivo fu l'errore di Collovati sul 9-9. Questa annata vide consacrare per la seconda volta i tedeschi che batterono per 2-1 il Belgio grazie alla doppietta di Hrubesch e anche il capocannoniere della competizione fu un tedesco, Klaus Allofs, con 3 reti.

L'edizione francese del 1984 ricevette un nuovo cambiamento: i gironi rimasero sempre due da quattro squadre, ma le prima di un girone si incontrava con la seconda dell'altro nelle semifinali, d'altronde fu abolita la finalina per il 3º e 4º posto. Nel gruppo uno la Francia terminò prima e la Danimarca seconda, furono invece eliminati Belgio e Jugoslavia. Nell'altro girone Spagna e Portogallo si qualificarono a discapito di Germania Ovest e Romania. la Spagna si qualificò come prima per numero di gol realizzati, in quanto sia la Spagna che il Portogallo ottennero la stessa differenza reti. Gli accoppiamenti in semifinale furono Francia - Portogallo e Danimarca - Spagna. La Francia sconfisse il Portogallo per 3-2, dopo chi i tempi regolamentari erano terminati 1-1, mentre la Spagna dovette far ricorso ai calci di rigore per battere la Danimarca. La finalissima fu dominata dalla Francia che batté gli iberici per 2-0 con gol di Platini e Bellone. Il trascinatore dei padroni di casa fu Platini che con i suoi 9 gol fu anche il capocannoniere della competizione. Nessun giocatore è mai più risuscito a segnare tanti gol in una singola competizione.

Il Campionato europeo di calcio 1988 fu svolto nella Germania dell'Ovest. Il gruppo A fu dominato da Germania Ovest e Italia che terminarono con 5 punti, ma la Germania ottenne il primato del girone per una maggiore differenza reti. Furono eliminate Spagna e Danimarca. Nell'altro gruppo URSS con 5 punti e Olanda con 4, ebbero la meglio su Irlanda e Inghilterra. Nelle semifinali l'Olanda sconfisse in rimonta i padroni di casa: dopo il gol di Matthäus per i tedeschi, l'Olanda pareggiò Koeman e si portò in vantaggio proprio in extremis con un eurogol di Van Basten. Nell'altra semifinale l'URSS vinse la sfida a discapito degli azzurri, i marcatori russi furono Litovchenko e Protasov. Tuttavia la finale fu senza storia e l'Olanda asfaltò i sovietici grazie ai gol dei fuoriclasse Gullit e Van Basten, che divenne capocannoniere della competizione con 5 reti.

Svezia 1992 fu un campionato europeo molto strano. Dal gruppo 1 passarono Svezia e Danimarca, che fu ammessa a discapito della Jugoslavia (esclusa per motivi bellici). Eliminate illustri di questo girone furono Francia e Inghilterra. Nel gruppo 2, invece, le favorite Olanda e Germania superarono il turno. 3° e 4° furono CSI e Scozia. Nella prima semifinale la Svezia costrinse agli straordinari la Germania che poi, però, vinse per 3-2, mentre, dall'altra parte del tabellone, la sorprendente Danimarca batte ai rigori, dopo una partita emozionante terminata 2-2, l'Olanda per 7-6. Sulla carta la finale doveva essere senza storie e così è stato, ma a favore della squadra non favorita, infatti i Danesi si laurearono campioni d'Europa dopo aver battuto la Germania per 2-0 (reti di Jensen e Vilfort). La Danimarca ottenne così il suo unico e storico trionfo.

[modifica] 1996-2012

L'edizione 1996 si svolse in Inghilterra e ricevette il raddoppio delle partecipanti: da 8 a 16. Ciò comportò la formazione di quattro gironi da quattro squadre, le prime due di ogni girone accedevano ai quarti di finale, per poi incontrarsi nelle semifinale ed in finale. Tale formula è rimasta invariata e ancora oggi i campionati europei sono rimasti uguali.

Dai quattro gironi tutte le favorite riuscirono ad accedere ai quarti: Inghilterra e Olanda dal gruppo 1, Francia e Spagna dal 2, Germania dal 3 e Portogallo dal 4. L'Italia fu l'unica grande nazionale a non superare il turno e cedette il posto ai cechi (vincitori del confronto diretto), dal gruppo 4 passò il turno anche la Croazia. Nei quarti Inghilterra e Francia batterono Spagna e Olanda ai rigori, mentre Germania e Repubblica Ceca regolarono, con il minimo scarto, Croazia e Portogallo. Nelle semifinali la Germania sconfisse ai rigori l'Inghilterra padrona di casa, mentre sempre ai rigori i cechi batterono i francesi. La Repubblica Ceca tentava di vincere il suo primo europeo dopo la separazione dalla Slovacchia, ma nel mach decisivo ebbe la meglio l'esperienza tedesca che reagì al gol su rigore di Berger con la rete di Bierhoff e lo stesso Bierhoff segnò, al 5º minuto del primo tempo supplementare, il primo golden gol della storia, che regalò il terzo trionfo continentale alla Germania. Il capoccannoniere della competizione fu Alan Shearer con 5 gol.

Gli Europei di calcio del 2000 rappresentarono la prima competizione (nel 2002 si fece la stessa cosa anche nei mondiali) organizzata da due paesi ospitanti: Belgio e Olanda.

Nel combattutissimo girone A, girone di ferro della manifestazione, superarono il turno Portogallo e a sorpresa, come seconda, la Romania. Infatti la qualificazione dei rumeni era complicata in quanto nel loro girone erano presenti anche le corazzate Inghilterra e Germania. Nel gruppo B l'Italia vinse tutte e tre le partite, mentre al secondo posto terminò la Turchia. Dal terzo girone andarono ai quarti Spagna e Jugoslavia e dal quarto le fortissime Olanda e Francia.

Nei quarti di finale il Portogallo, guidato da Nuno Gomes, che segnò una doppietta, batte la Turchia 2-0, con lo stesso risultato l'Italia sconfisse la Romania con gol di Totti ed Inzaghi. Dall'altra parte l'Olanda batté 6-1 gli slavi e la Francia 2-1 la Spagna.

Esecuzione degli inni durante la finale Francia-Italia.

Il 28 giugno a Bruxelles si gioca la prima semifinale; Portogallo-Francia: l'incontro fu parecchio equilibrato. Alla rete iniziale di Nuno Gomes al 19esimo minuto di gioco, rispose Thierry Henry, a mezz'ora dal termine. Ma nei supplementari, a soli tre minuti dal termine, l'arbitro concesse un calcio di rigore ai francesi, che Zidane non sbagliò. La Francia riuscì così a raggiungere la finale. Il giorno successivo ad Amsterdam, l'Olanda ricevette l'Italia. La partita fu a senso unico; gli Oranges spinsero come forsennati, e la difesa azzurra rischiò più volte di capitolare. A peggiorare le cose, l'espulsione di Gianluca Zambrotta dopo essersi beccato 2 cartellini gialli in pochi minuti. Italia in 10 dopo neanche 30 minuti di gioco. Ma a questo punto la forza di volontà della squadra, riuscì a sopperire alla minoranza numerica; gli azzurri realizzarono quello schema che ha reso famoso il calcio italiano nel mondo: "catenaccio e contropiede". L'Olanda intanto continuò a spingere sull'acceleratore e, la difesa azzurra fu costretta ad usare anche le maniere forti per evitare di soccombere. L'arbitro tedesco Markus Merk, che diresse l'incontro, concesse due rigori (di cui il primo inesistente) agli olandesi, ma uno venne parato da Francesco Toldo a Frank de Boer, e l'altro fu indirizzato da Kluivert sul palo. Ai supplementari le cose non cambiarono, ma l'Italia riuscì a resistere e constrinse gli olandesi ai calci di rigore. Ai rigori si confermò eroe della serata Francesco Toldo: parò il primo rigore al povero Frank De Boer, e dopo aver visto quello di Stam volare alto sopra la traversa e quello di Kluivert insaccarsi, beffò Bosvelt e l'Olanda intera parando il quarto rigore con un tuffo alla propria destra. L'Italia andò per la seconda volta in una finale europea, dopo quella del 1968. L'incontro verrà ricordato anche per lo storico rigore calciato da Francesco Totti, il famoso penalty a pallonetto detto "cucchiaio".

La finale si giocò il 2 luglio a Rotterdam: Italia-Francia fu la riedizione dell'incontro di due anni prima ai mondiali francesi, dove i gli avversari batterono gli azzurri ai calci di rigore. La partita fu dominata dalla squadra azzurra, che, però, riuscì a segnare solo ad inizio ripresa, sprecando numerose palle gol. Dopo il vantaggio l'Italia si comportò da squadra presuntuosa, come ammesso dallo stesso pilastro della difesa azzurra Fabio Cannavaro, e continuò a sbagliare altre occasioni, ma proprio nell'ultimo dei 4 minuti di recupero Wiltord segnò il gol dell'1-1, che portò la gara ai tempi supplementari. L'Italia era scarica sia mentalmente, che fisicamente, al contrario i francesi erano in ottime condizioni psicologiche per aver recuperato una partita ormai persa. Infatti, al termine del primo tempo supplementare, Trézéguet segnò il golden gol che sconfisse l'Italia e fece vincere alla Francia il suo secondo europeo.

Tifosi greci festeggiano il trionfo a Euro 2004

Per Euro 2004 i portoghesi furono scelti come organizzatori della competizione. Nel gruppo A, il Portogallo, dopo aver perso all'esordio contro la Grecia, riuscì ad ottenere il primo posto, la Grecia fu seconda a discapito di una delle favorite, la Spagna, e della Russia. Francia (prima) e Inghilterra (seconda) superarono agevolmente il gruppo B, mentre Croazia e Svizzera furono eliminate. Il gruppo C è stato il più insicuro, in quanto, ad una giornata dalla fine, Svezia e Danimarca erano prime a quattro punti e l'Italia seconda a 2 punti ed erano rimaste da giocare Svezia-Danimarca e Italia-Bulgaria: se la partita tra Svezia e Danimarca fosse finita 2-2, le due squadre si sarebbero qualificate, anche in caso di successo dell'Italia. L'Italia batté 2-1 la Bulgaria (a fatica e dopo essere passata in svantaggio), ma Svezia-Danimarca terminò 2-2, con gli scandinavi ai quarti di finale e Italia eliminata; si è trattato di una delle spedizioni più negative degli azzurri tra Europei e Mondiali. Dal gruppo D uscirono vittoriosi Repubblica Ceca, prima a punteggio pieno, e Olanda. Germania e Lettonia uscirono fuori dalla manifestazione.

Il primo quarto di finale tra Portogallo ed Inghilterra fu entusiasmante. I tempi regolamentari finirono 1-1. Ai supplementari al gol di Rui Costa per i portoghese, replicò Lampard, così si andò ai rigori. Grazie ai rigori falliti da Beckham e Vassell, il Portogallo accedette alla semifinale. Nel secondo quarto la sorprendente Grecia sconfisse i campioni in carica della Francia per 1-0 con gol di Charisteas. Nel terzo quarto l'Olanda dovette far ricorso ai calci di rigore per battere la Svezia, mentre Repubblica Ceca - Danimarca, ultimo quarto di finale, terminò 3-0.

Nella prima semifinale il Portogallo si sbarazzò dell'Olanda grazie ai gol di Cristiano Ronaldo e Maniche, a nulla servì l'autogol di Andrade, poiché la partita terminò 2-1 per i lusitani. Nella seconda semifinale la Grecia constrinse ai supplementari la Repubblica Ceca e la sconfisse tramite il silver gol realizzato da Dellas nell'ultimo minuto del primo tempo supplementare.

La finale si giocò tra i padroni di casa del Portogallo e la stupefacente Grecia di Rehhagel. La partita fu equamente dominata dalle due squadre, ma a far vacillare l'equilibrio ci fu l'incredibile gol di Charisteas, che consegnò alla Grecia il suo primo e storico trionfo a livello internazionale. In quella edizione la nazionale Greca riuscì a battere 2 volte il Portogallo, riuscì a pareggiare con la Spagna e a battere anche Francia e Repubblica Ceca. Il capocannoniere dell'edizione fu Milan Baroš con i suoi 5 gol. Insieme all'edizione 1992, questo è stato l'Europeo delle sorprese.

Austria e Svizzera si aggiudicarono l'organizzazione di Euro 2008, dopo essersi confrontate con le altre candidature che si sono proposte per ospitare la manifestazione: Grecia/Turchia, Scozia/Irlanda, Russia, Ungheria, Croazia/Bosnia-Erzegovina e la candidatura nordica a 4 composta da Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia. L'Austria si era già candidata in passato (assieme all'Ungheria) per ospitare gli Europei di calcio in occasione dell'assegnazione per il 2004, poi vinta dal Portogallo.

Prima delle ultime votazioni rimasero in gara le candidature di Austria/Svizzera, Ungheria e Grecia/Turchia; quest'ultima venne scartata, mentre le altre due si contesero l'assegnazione nella votazione finale.

Ai nastri di partenza della 13ª edizione della manifestazione continentale, le candidate all'assegnazione del trofeo erano l'Italia, campione del mondo in carica, Germania, che come sempre nelle manifestazioni importanti riesce a dare il meglio di sé. Portogallo e Spagna, le due squadre che esprimevano il miglior gioco e forse quelle che avevano l'organico più completo. Grande assente di questa edizione fu la nazionale Inglese, che non riuscì a qualificarsi per le fasi finali di Euro 2008.

Il Gruppo A non riservò grandi sorprese, fatta eccezione per la Turchia, in quanto il Portogallo si qualificò agevolmente, mentre la Turchia grazie a due vittorie agguantate in extremis contro la Svizzera, padrona di casa, e la Repubblica Ceca riuscì ad agguantare la qualificazione. Il Gruppo B fu, a sorpresa, dominato dalla Croazia che ottenne 9 punti, al secondo posto terminò la Germania. Furono, invece, eliminate Austria e Polonia. Il Gruppo C fu da tutti ritenuto il girone di ferro (le partecipanti erano Italia, Olanda, Romania e Francia). Nella prima giornata la Francia fu bloccata sullo 0-0 dalla Romania, mentre l'Italia fu travolta dall'Olanda per 3-0. Nella seconda giornata la Francia fu sconfitta 4-1 dall'Olanda, ma l'Italia non seppe far altro che pareggiare per 1-1 con la Romania. Tra l'altro la Romania fallì nei minuti conclusivi un rigore con Mutu, tale segnatura avrebbe portato la Romania alla qualificazione e l'Italia all'eliminazione. Ad una giornata dal termine la situazione del girone fu la seguente: Olanda 6 punti (già qualificata), Romania 2, Italia e Francia 1. Nell'ultima e decisiva giornata un Olanda già qualificata batté la Romania per 2-0 e l'Italia sconfisse la Francia con lo stesso risultato (gol di Pirlo e De Rossi): Questò portò anche l'Italia alla qualificazione. Il Gruppo D fu dominato dalla Spagna che totalizzò tre vittorie, mentre al secondo posto terminò la sorprendente Russia di Arshavin. Tornarono a casa la Grecia, campione d'Europa in carica, e la Svezia di Zlatan Ibrahimovic.

Gli accoppiamenti per i quarti di finale furono: Portogallo-Germania, Croazia-Turchia, Olanda-Russia, Spagna-Italia. Il primo quarto di finale vide una sorprendente Germania sbarazzarsi del Portogallo per 3-2 (dopo che si era portata in vantaggio per 2-0, Schweinsteiger e Klose, Nuno Gomes firmò il gol del 2-1, ma nella ripresa Ballack portò i tedeschi sul 3-1. A nulla servì il gol all'ultimo minuto di Postiga). Croazia - Turchia fu una partita che non riservò grandi emozioni, ma si accese nel finale, esattamente al termine del secondo tempo supplementare. Infatti al 119º minuto Klasnić portò in vantaggio la Croazia, ma al 122º minuto Semih Şentürk con un suo gol fece proseguire la partita ai calci di rigore. Un errore di Modric spianò la strada delle semifinali alla Turchia. La Russia dominò il terzo quarto di finale e, dopo essersi portata in vantaggio ad inizio ripresa con Pavljučenko, sprecò numerose occasioni e poi un gol di Van Nistelrroy portò la gara ai supplementari. Ma la Russia non fu più sprecona e con due reti, Torbinskij e Aršavin, si qualificò in semifinale. Il quarto di finale fra Italia e Spagna fu abbastanza noioso, visto che dopo 120 minuti di gioco si era ancora sullo 0-0, così si dovettero tirare i rigori. Gli errori di De Rossi e Di Natale consegnarono alla Spagna la terza semifinale della sua storia, dopo quella del 1964 e del 1984.

Nella prima semifinale una Turchia decimata si portò in vantaggio con Boral, ma in un contropiede la Germania pareggiò con Schweinsteiger. Nel secondo tempo la Germania si portò in vantaggio all'80º minuto con Klose, ma la Turchia pareggiò all'86º minuto con Semih Şentürk. Tuttavia proprio al 90° un gol di Lahm consegnò alla Germania la qualificazione per la finale. L'altra semifinale fu senza storie, infatti la Spagna si sbarazzo della Russia con un secco 3-0 (gol di Xavi, Güiza e Silva).

Nella finale la Germania parte alla grande e domina i primi 20 minuti, ma dopo ciò la partita non ha avuto più storia e la Spagna vince il suo secondo titolo europeo, il primo era quello del 1964, grazie ad un gol di Fernando Torres. Il capocannoniere della competizione fu lo spagnolo David Villa con 4 realizzazioni.

[modifica] Formato della fase finale del torneo dalle origini ad oggi

Il numero delle squadre ammesse alla fase finale degli europei è sensibilmente cambiato col passare degli anni. In dettaglio:

Anno Paese ospitante Squadre Prima fase Fasi successive
1960 Francia 4 semifinali finale
1964 Spagna 4 semifinali finale
1968 Italia 4 semifinali finale
1972 Belgio 4 semifinali finale
1976 Jugoslavia 4 semifinali finale
1980 Italia 8 2 gironi da 4 squadre finale
1984 Francia 8 2 gironi da 4 squadre semifinali
1988 Germania Ovest 8 2 gironi da 4 squadre semifinali
1992 Svezia 8 2 gironi da 4 squadre semifinali
1996 Inghilterra 16 4 gironi da 4 squadre quarti di finale
2000 Belgio e Olanda 16 4 gironi da 4 squadre quarti di finale
2004 Portogallo 16 4 gironi da 4 squadre quarti di finale
2008 Austria e Svizzera 16 4 gironi da 4 squadre quarti di finale
2012 Polonia e Ucraina 16 4 gironi da 4 squadre quarti di finale
2016 Francia 24 6 gironi da 4 squadre ottavi di finale


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