Storia del Canada
Il Canada è un paese di 32 milioni di abitanti, che occupa la parte settentrionale del continente nordamericano. Dopo la Russia è il secondo paese più grande del mondo. Abitato per millenni da First Nations (gli aborigeni), il Canada si è evoluto da un gruppo di colonie europee in una federazione multiculturale e ufficialmente bilingue (inglese e francese), dopo aver ottenuto la sovranità pacificamente dall'ultima potenza che lo ha colonizzato, il Regno Unito. La Francia inviò il primo consistente gruppo di coloni già nel XVII secolo, ma il Canada divenne dominio inglese fino a quando il paese non raggiunse la piena indipendenza nel XX secolo. La sua storia è stata influenzata direttamente dai suoi abitanti, dalla sua geografia, e dalle relazioni con il resto del mondo.
| Per approfondire, vedi la voce Evoluzione territoriale del Canada. |
[modifica] La preistoria
I primi esseri umani raggiunsero il Nord America attraverso l'attuale stretto di Bering tra la Siberia e l'Alaska: gli Indiani canadesi e gli Inuit discendono da quei popoli asiatici. Il primo passaggio del collegamento terrestre allora esistente potrebbe essere avvenuto, a detta degli archeologi, circa 40.000 anni fa. Altri due passaggi sono attestati intorno ai 25.000 e i 12.000 anni fa.
[modifica] I Vichinghi
Intorno al 982 un islandese di nome Erik il Rosso, avendo ucciso un uomo, fu condannato all'esilio per tre anni che trascorse esplorando le spiagge proibite della Greenland (Groenlandia), in cui stabilì due colonie.
In seguito alcuni dei loro abitanti raggiunsero l'isola di Baffin e la penisola di Melville. Nel 986 una nave diretta a questi insediamenti avvistò una nuova terra coperta da foreste, probabilmente il Labrador e Terranova (Newfoundland). Il resoconto di questo avvistamento è probabilmente la prima testimonianza certa e chiara dell'incontro con le coste dell'America.
Il figlio di Erik il Rosso, Leif Eriksson, si stabilì per circa un anno, intorno al 995, in una fertile zona chiamata Vinland posta a ovest della Greenland. I ritrovamenti archeologici hanno provato che un insediamento norvegese fu costruito nel sito L'Anse aux Meadows; ma nulla prova che esso sia il Vinland di cui si parla nella Saga di Erik il Rosso. (Intorno al 1812 fu trovata a circa 860 miglia da L'Anse aux Meadows una pietra con iscrizioni che alcuni studiosi hanno riconosciuto in antico norvegese).
[modifica] Il contatto europeo
Nel 1496 Enrico VII d'Inghilterra dette incarico al navigatore Giovanni Caboto di scoprire una nuova rotta per la via delle spezie e di reclamare per l'Inghilterra tutte le nuove terre eventualmente scoperte. Caboto partì il 20 maggio del 1497 da Bristol con una nave chiamata Matthew. Il 24 giugno fu avvistata la terra, forse Terranova o Cape Breton. Incoraggiato dal successo, il re finanziò un secondo viaggio nel maggio del 1498, con 5 navi.
L'Inghilterra non era però la sola potenza interessata ai nuovi territori oltre l'Atlantico. Jacques Cartier, con una lettera patente di Francesco I di Francia, giunse nel Golfo del San Lorenzo il 29 giugno del 1534.
Nel 1535 Cartier aveva già intrapreso buone relazioni con gli indiani Irochesi. Cartier chiamo Mont-Royal, da cui Montréal, il sito di Hochelaga, probabilmente in onore del suo compagno di viaggio, Claude de Pontbriant, figlio di Pierre de Pontbriant, Signore del Montréal nel Périgod; l'ipotesi che il nome della città derivi dal cardinale Ippolito de' Medici (m.1535), amministratore dell'arcidiocesi di Monreale in Sicilia, non ha alcun fondamento documentario. . Nel 1541 Cartier tornò con oltre 400 coloni e 5 navi e fondò il forte di Charlesbourg-Royal a Cap Rouge, a otto miglia dalla foce del San Lorenzo.
Nel 1605 Pierre de Monts, nominato governatore dell'Acadia (una regione che comprende le attuali Province Marittime e la gran parte del Maine) fondò un nuovo forte che chiamò Port Royal (in Nova Scotia) e che fu il primo insediamento stabile europeo a nord della Florida. Nel 1607 avendo però perduto il monopolio del traffico delle pellicce nei nuovi territori decise di abbandonare l'isola. Nel 1610 Jean de Poutrincourt ottenne di nuovo la concessione del monopolio da Enrico IV e, nonostante la regina Marie gli imponesse la presenza di alcuni missionari gesuiti per concedere i finanziamenti richiesti, decise di partire senza di loro. Negli anni successivi la presenza dei gesuiti, comunque imposta dalla corte di Francia, causò notevoli attriti all'interno della colonia arrivando alla scomunica di Charles de Poutrincourt figlio del Governatore.
Nel 1613 René de La Saussaye arrivò a Port Royal con svariate navi, coloni e animali, e un sovvenzionamento della Marchesa di Guercheville, strenua sostenitrice dei gesuiti. Il convoglio sostò solo per il tempo necessario a imbarcare padre Briard e padre Massé (i due missionari gesuiti presenti a Port Royal) e fece rotta per l'attuale isola di Mount Desert al largo del Maine dove si cercò una localizzazione adatta a un nuovo insediamento.
Poco dopo i coloni furono attaccati e fatti prigionieri dal capitano Samuel Aragall che era stato inviato dal governatore della colonia della Virginia (inglese) per distruggere ogni insediamento francese che si trovasse su territori reclamati dall'Inghilterra. I missionari, con altri 13 uomini, accompagnarono Aragall a Jamestown e in seguito ritornarono con lui a Port Royal dove, sorpresi i soldati a lavorare nei campi, poterono dare alla fiamme indisturbati l'intero forte.
Nel frattempo, intorno al 1608 Samuel de Champlain aveva fondato, lungo il San Lorenzo, in un luogo chiamato dagli indiani Algonchini "quebec" (luogo dove il fiume si restringe) un nuovo insediamento aperto soprattutto al commercio delle pellicce e ai contatti con le nazioni indiane circostanti. Quella che sarebbe stata la futura città di Quebec, divenne ben presto il cuore della Nuova Francia. I francesi reclamarono il Canada come proprio e fecero arrivare 6.000 coloni, che si stanziarono lungo la valle del fiume San Lorenzo e nell'Acadia. La Gran Bretagna presente con insediamenti sull'Isola di Terranova, con l'avvento di nuovi coloni, rivendicò il sud della Nuova Scozia, nonché le coste intorno alla Baia di Hudson.
Il primo contatto con gli europei fu disastroso per le popolazioni native. Esploratori e commercianti europei portarono con sé un gran numero di nuove malattie, come il vaiolo, che sterminò interi villaggi.
Gli Irochesi divennero fervidi oppositori dei francesi e la guerra tra i due fu implacabile, tanto più che si unirono alle armate britanniche nel tentativo di indebolirli.
[modifica] La Nuova Francia (1604–1763)
| Per approfondire, vedi la voce Nuova Francia. |
Dopo la fondazione nel 1608 da parte di Champlain della città di Quebec, essa divenne la capitale della Nuova Francia. Samuel de Champlain, legatosi agli Uroni per contrastare il potere degli Irochesi, intervenuto nelle loro guerre tribali, propose e ottenne nel 1618 da Luigi XIII di Francia di trasformare l'insediamento di Quebec in un vero e proprio forte che controllasse la via fluviale "verso la Cina e le Indie occidentali" lungo il San Lorenzo. Il cardinale di Richelieu, primo ministro del re, fondò nel frattempo la Compagnia dei Cento per lo sviluppo della colonia, impegnandosi a mandarvi ogni anno dai 200 ai 300 coloni.
Nel 1629 però il forte fu conquistato da David Kirke per conto dell'Inghilterra e la colonia della Nouvelle France inglobata ai possedimenti inglesi del nord America. Solo nel 1632 con il trattato di Saint Germain en Laye poté tornare possedimento francese. L'economia dell'epoca si basava sulla pesca del merluzzo per le comunità costiere, e lungo il fiume San Lorenzo sull'agricoltura. I primi esploratori francesi si spinsero verso l'interno del nuovo continente toccando regioni dell'odierno Quebec, Ontario e Manitoba. Commercializzavano principalmente in polvere da sparo, fucili, pistole, coltelli, e bollitori per le pellicce dei castori. Ma questo tipo di commercio, principalmente quello delle pellicce, riuscì ad attirare solo una piccola fetta di nuovi coloni. Incoraggiare l'insediamento fu sempre difficile, anche se nuovi immigrati arrivarono. Nel 1759 la Nuova Francia possedeva da sola una popolazione di circa 60.000 abitanti.
Per la Nuova Francia ci furono altri problemi oltre a bassa immigrazione. Il governo francese ebbe sempre scarso interesse, o capacità, nel sostenere la sua colonia e di fatto fu lasciata in gran parte a se stessa. L'economia rimase quasi primitiva e la popolazione fu coinvolta in un'agricoltura poco più che di sussistenza. Il coloni, inoltre, furono spesso impegnati in una lunga serie di guerre con gli Irochesi.
[modifica] Le guerre nel periodo coloniale
| Per approfondire, vedi la voce Guerre Franco-Indiane. |
Il progetto di un impero americano francese fece, inevitabilmente, scoppiare un conflitto tra Francia e Gran Bretagna. Mentre i francesi erano ben stabili in Canada, la Gran Bretagna aveva il controllo sulle tredici colonie (da cui avrebbero preso forma gli Stati Uniti) più a sud, così come della Baia di Hudson, di Terranova e della Nuova Scozia. Gli inglesi, con maggior potere finanziario e una più grande marina, si trovarono costantemente in una posizione di vantaggio per difendere ed espandere le loro colonie. Il governo francese per contro dava ben poco sostegno ai propri coloni in Nuova Francia, che furono costretti in molti casi ad avvalersi esclusivamente delle proprie forze. Ripetutamente la Gran Bretagna e la Francia scesero in guerra tra XVII e XVIII secolo, trasformando spesso, di fatto, i propri imperi coloniali in campi di battaglia. Numerose battaglie navali vennero così combattute nelle Indie Occidentali, mentre le principali battaglie terrestri ebbero come campo di scontro il Canada.
I primi territori a passare sotto la corona inglese furono le regioni marittime. Dopo la Guerra della Regina Anna (Queen Anne's War), la Nuova Scozia e Capo Bretone venne ceduto agli inglesi con il Trattato di Utrecht. La Gran Bretagna prendeva il controllo su migliaia di Acadiani di lingua francese. Non fidandosi di loro, anche se proclamarono più volte la neutralità, gli inglesi prima cercarono di diluire il numero portando coloni protestanti dall'Europa. Infine, nel 1755, deportando circa 12.000 Acadiani verso altri siti a controllo inglese nel nordamerica. Molti si stabilirono nel sud della Louisiana, creando la cultura Cajun. Alcuni riuscirono a nascondersi, altri ancora, più tardi, riuscirono a tornare, ma trovarono una nuova migrazione (Yankees) proveniente dalla Nuova Inghilterra che di fatto aveva trasformato la Nuova Scozia.
Durante la Guerra di Re Giorgio (King George's War), le forze coloniali inglesi catturarono la roccaforte francese di Louisbourg sull'Isola di Capo Bretone (Nuova Scozia), ma venne restituita alla Francia nel 1748 con il Trattato di Aquisgrana.
Il Canada divenne un importante fronte americano nella Guerra dei Sette Anni, durante la quale la Gran Bretagna acquisì il controllo della città di Quebec, dopo la Battaglia della piana di Abraham nel 1759 e la vittoria del generale James Wolfe, e di Montreal nel 1760.
[modifica] Il Canada sotto il controllo imperiale britannico (1764-1867)
Con la fine della Guerra dei Sette Anni e la firma del Trattato di Parigi del 10 febbraio 1763, la Francia cedette la quasi totalità dei suoi territori coloniali nel Nord America. I nuovi padroni britannici lasciarono solo parte del retaggio religioso, politico e sociale della cultura francofona. I conflitti continuarono violenti durante il secolo seguente, e il Canada divenne teatro della Guerra del 1812 e della Rivolta del 1837.
La Guerra del 1812 fu combattuta tra gli Stati Uniti e il Regno Unito che utilizzò le sue colonie del Nord America come pedine.[1] Anche se le cause della guerra sono ancora in fase di discussione da parte degli storici, una delle ipotesi più condivise è che le tensioni nelle regioni marittime tra gli Stati Uniti e Gran Bretagna raggiunsero un punto culminante. Anche se non ritenuta così importante come la precedente, altro punto dibattuto è che gli Stati Uniti entrarono in guerra con il piano di invadere il Canada e annetterlo al proprio territorio.[2] Un'altra possibile causa scatenante la guerra può essere ritenuta l'aumento delle tensioni sul fronte occidentale, che di fatto rendeva sempre più difficile la navigazione. Il Congresso degli Stati Uniti dichiarò guerra alla Gran Bretagna, nel giugno 1812, con la maggioranza dei voti dei delegati provenienti dal sud e dall'ovest, che ritenevano che l'unico modo per espandersi verso ovest fosse quello di sconfiggere il Canada, così come gli indiani.[3]
La Guerra del 1812 si concluse con il Trattato di Gand e l'accordo di Rush-Bagot del 1817. Nessuna delle due parti guadagnò o perse territori. Gli unici veri sconfitti furono gli indiani che combatterono per i britannici e si rilevarono importanti per le forniture. Essi non ottennero nulla e scelsero fra i due mali quelle che appariva minore, tra gli Stati Uniti e gli inglesi. Una conseguenza della guerra fu la migrazione americana proveniente da nord, l'Alto Canada, ad ovest, verso Ohio e Michigan.
Nel 1837 alcune ribellioni contro il governo coloniale britannico si svolsero nell'Alto e Basso Canada. Nell'Alto Canada un gruppo di riformatori, sotto la guida di William Lyon Mackenzie, presero le armi in un disorganizzato e, in ultima analisi, soccombente serie di piccole scaramucce intorno a Toronto, London, e Hamilton.
Nel Basso Canada, una più consistente ribellione si innescò contro il dominio britannico. Ribelli anglofoni e francofoni, con qualche appoggio americano, organizzarono una serie di scontri contro le autorità. Le città di Chambly e Sorel vennero prese dai ribelli, e la città di Quebec venne isolata dal resto della colonia. I patrioti tuttavia, vennero sconfitti dopo la battaglia di Quebec. A centinaia vennero arrestati, e molti villaggi furono bruciati per rappresaglia.
Con l'Atto di Unione (1840) vennero fusi Alto e Basso Canada in un'unica colonia.
Una volta fissata il confine occidentale con gli Stati Uniti lungo il 49º parallelo nord, il governo britannico cedette anche le colonie sulla costa del Pacifico: la Columbia Britannica nel 1848 e l'Isola di Vancouver nel 1849.
Una serie di proposte chiamate le Settanta-Due Risoluzioni (Seventy-Two Resolutions) vennero elaborate alla Conferenza di Quebec del 1864 dove si delineò un quadro di riferimento per unire le colonie britanniche del Nord America in un'unica federazione. Vennero adottate dalla maggior parte delle province del Canada, e divennero la base per la Conferenza di Londra del 1866. Il bisogno di unire queste colonie del Nord America in un unico paese si fondava su una serie di ragioni, una era il crescente nazionalismo canadese di lingua inglese che spingeva in questo senso. Poi vi erano le crescenti preoccupazioni per l'espansionismo americano verso l'Ovest, che poteva costituire un pericolo per le colonie britanniche, e di qui il bisogno di una loro unificazione, almeno formalmente.
A livello politico vi era poi il desiderio di un superamento dell'unione legislativa tra Alto e Basso Canada, con l'inserimento di una legislazione di tipo provinciale all'interno di una federazione. Quest'ultimo punto fu supportato soprattutto dal Movimento di Riforma Liberale dell'Alto Canada e dai Franco-Canadesi rouges del Basso Canada, che favorivano un'unione decentrata rispetto alle visioni del Partito Conservatore dell'Alto Canada e in una certa misura dei blues Franco-Canadesi favorevoli ad un'unione di tipo centralizzato.[4]
[modifica] Il Canada Post-Confederale (1867-1914)
| Per approfondire, vedi la voce Corsa all'oro del Klondike. |
Il 1º luglio 1867, con il British North America Act aprrovato dal Parlamento britannico, la Provincia del Canada, i territori di New Brunswick e Nuova Scozia vennero uniti, formando una federazione. Con lo stesso provvedimento fu istituito un governo canadese il cui primo ministro fu John A. Macdonald che propose di definire politicamente il Paese appena formato con il nome di "Regno del Canada”.[5] Anche se di fatto aveva il suo monarca a Londra, il Colonial Office considerò come "prematuro" e "pretenzioso" il termine "regno".[6] Così fu scelto il termine dominion per indicare lo status di auto-governo di questa colonia dell'Impero Britannico, e fu la prima volta che venne utilizzato in riferimento ad un paese.
Con la costruzione della Canadian Pacific Railway, il nuovo paese si espanse a est, ovest e nord, per far valere la propria autorità su un territorio più grande e in parte poco popolato ed esplorato. Un importante strumento per raggiungere questo scopo fu la fondazione della Polizia a cavallo canadese (North-West Mounted Police, ora la Royal Canadian Mounted Police), con lo scopo di pattugliare il territorio.
Il Manitoba entrò a far parte del Dominion nel 1870, e la Columbia Britannica nel 1871. L'espansione ad Ovest però incontrò una serie di grandi resistenze, soprattutto nelle regioni popolate dai Métis, sotto forma della Ribellione di Red River e la Ribellione del Nord-Ovest.
Nel 1905 il Saskatchewan e l'Alberta vennero ammesse come province.
[modifica] Il Canada nel periodo tra le due guerre
Il Canada partecipò attivamente alla prima guerra mondiale, schierandosi a fianco delle nazioni dell'Intesa nel 1914. Uno dei momenti più importanti del suo impegno bellico lo raggiunse con la vittoria ottenuta nella Battaglia di Vimy Ridge del 9 aprile 1917, presso il Passo di Calais in Francia, nella quale le truppe canadesi riuscirono, dopo 3 giorni di assedio, a conquistare una collina fortificata tedesca che aveva resistito ai precedenti attacchi britannici e francesi.
Battaglie come quelle condotte presso il crinale di Vimy, al pari dell'affermazione della forza aerea nel fronte occidentale, nell'ambito della quale si distinsero singoli aviatori come William Barker e Billy Bishop, contribuirono a dare un nuovo senso di identità al paese. La partecipazione al conflitto pertanto contribuì a diffondere nell'opinione pubblica interna un maggiore spirito di nazionalismo.
Nel corso del primo dopoguerra, il Canada fu considerato da più parti come uno dei paesi più colpiti dalla Grande Depressione del 1929. L'economia nazionale subì maggiormente le conseguenze delle recessioni rispetto a quelle verificatesi negli altri Paesi coinvolti dal crollo economico. Particolarmente interessato dalla crisi fu la regione occidentale, dove il pieno recupero non si verificò fino all'inizio della Seconda guerra mondiale, nel 1939. Fu un periodo storico difficile per il Paese che portò alla creazione di nuovi partiti politici (il Social Credit movement e il Cooperative Commonwealth Federation), e fu contraddistinto anche dallo scoppio di proteste popolari (tra le quali una delle più importanti fu quella denominata On to Ottawa Trek del 1935).
Il Canada entrò nella Seconda guerra mondiale a fianco degli Alleati, dichiarando guerra alla Germania di Hitler il 10 settembre 1939, una settimana dopo la Gran Bretagna. Le forze canadesi vennero impegnate nel continente asiatico, a difesa della regione di Hong Kong dall'invasione giapponese, e in Europa, nel raid condotto sulle coste francesi, a Dieppe nell'agosto 1942, nell'invasione alleata dell'Italia del 1943, e nella battaglia di Normandia del 1944.
Su una popolazione complessiva di circa 11,5 milioni di abitanti, 1,1 milioni servirono nelle forze armate nel corso della Seconda guerra mondiale, e molte altre migliaia furono arruolate nella marina mercantile. Alla fine delle ostilità il Canada contò più di 45.000 morti, e 55.000 feriti.
[modifica] 1945-1960
Una certa condizione di benessere economico fu raggiunta in Canada allo scoppio dalla Seconda guerra mondiale. Decisivo per il risollevamento delle sorti dell'economia del Paese fu l'invio di un contingente di 10.000 militari americani nel Paese e, dopo l'entrata in guerra degli USA, avvenuta nel dicembre 1941, la realizzazione di grandi investimenti nella realizzazione di basi aeree e navali per poterle poi usufruire per la conduzione delle operazioni militari in Europa e nel Pacifico. Tale clima di prosperità economica sarebbe poi proseguito con l'operato dei governi liberali susseguitisi nel Paese al termine del conflitto, e con l'attuazione di politiche nazionali sempre più rivolte alla promozione del benessere sociale (welfare), con la creazione di un'efficiente assistenza sanitaria, e di un adeguato livello di corresponsione delle pensioni di vecchiaia e di quelle assegnate ai veterani di guerra.
Apertasi la discussione sull'amministrazione dell'isola di Terranova, nonostante l'accresciuto sentimento popolare verso gli Stati Uniti, il governo canadese fu intenzionato a includere Terranova nella confederazione canadese, piuttosto che cederla alle autorità statunitensi. Per risolvere la questione diplomatica, il governo britannico indisse nel 1948 presso la popolazione un referendum con la possibilità di optare per tre scelte: rimanere con lo status di colonia dell'Impero Britannico, ritornare allo status di Dominion (godendo di uno stato di semi-indipendenza dalla Gran Bretagna), o entrare nella confederazione canadase. Non fu inserita l'opzione di entrare a far parte degli Stati Uniti. Dopo un aspro dibattito l'isola di Terranova votò definitivamente l'entrata come provincia nella confederazione del Canada, nel 1949[7].
La politica estera canadese durante la guerra fredda fu strettamente legata a quella degli Stati Uniti, come dimostrò la sua adesione alla struttura militare dell'organizzazione della NATO, nel 1949, con l'invio di un contingente terrestre durante la Guerra di Corea del 1950-1953, e la creazione di un comune sistema di difesa aerea denominato NORAD con gli Stati Uniti nel 1958.
| Per approfondire, vedi la voce Dominion di Terranova. |
[modifica] Dal 1960 ad oggi
Nel 1960, la Quiet Revolution (la rivoluzione tranquilla) ha avuto luogo nel Quebec con la sostituzione della vecchia classe dirigente e la modernizzazione dell'economia e della società. I nazionalisti chiesero l'indipendenza del Quebec e le tensioni aumentarono fino a scoppiare in violenza durante la crisi dell'ottobre 1970.
Durante la sua lunga permanenza in carica (1968-79, 1980-84), il Primo Ministro Pierre Trudeau pose il cambiamento sociale come obiettivo politico per il Canada.
Nello scorso decennio e mezzo, il Canada sperimentò un'altra lunga permanenza in carica di un Primo Ministro, Jean Chrétien, oltre che ad un secondo referendum sulla sovranità del Quebec, e la creazione di un nuovo territorio, Nunavut. Pur rimanendo sempre in piedi questioni primarie come la forte immigrazione, altre se ne stanno aggiungendo, come il matrimonio tra persone dello stesso sesso, le tensioni internazionali e il mantenimento della pace.
Dal 2008 Stephen Harper è il Primo Ministro del Canada.
[modifica] Note
- ^ John Herd Thompson and Stephen J. Randall, Canada and the United States: Ambivalent Allies (Athens, Georgia: University of Georgia Press, 2002), 19-24
- ^ John Herd Thompson and Stephen J. Randall, Canada and the United States: Ambivalent Allies (Athens, Georgia: University of Georgia Press, 2002), 19-24
- ^ John Herd Thompson and Stephen J. Randall, Canada and the United States: Ambivalent Allies (Athens, Georgia: University of Georgia Press, 2002), 19-24
- ^ Romney, Paul (1999). Getting it Wrong: How Canadians Forgot Their Past and Imperilled Confederation. Toronto: University of Toronto Press. P. 78
- ^ The Crown in Canada
- ^ Farthing, John; Freedom Wears a Crown; Toronto, 1957
- ^ Karl Mcneil Earle, "Cousins of a Kind: The Newfoundland and Labrador Relationship with the United States", American Review of Canadian Studies, Vol. 28, 1998
[modifica] Bibliografia
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- Bercuson, David J. & Granatstein, J. L., Dictionary of Canadian Military History (Oxford University Press, 1994).
- Bercuson, David J. & Granatstein, J. L., War and Peacekeeping, 1990.
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- Bumsted, J.M. The Peoples of Canada: A Pre-Confederation History; and The Peoples of Canada: A Post-Confederation History. Toronto: Oxford University Press, 2004.
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- Costain, Thomas B., The White and the Gold: The French Regime in Canada (Garden City, New York: Doubleday & Co, Inc., 1960).
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- Wade, Mason, The French Canadians, 1760-1945 (1955) 2 vol
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