Stile

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Lo stile è la forma costante dell'arte di un individuo o di un gruppo di artisti. Nella storia dell'arte serve per determinarne luogo di provenienza e datazione di un'opera e viene studiato nella sua storia, ossia partendo dall'occasione formale che ne vide la nascita, proseguendo con la sua evoluzione e anche la sua eventuale conclusione, seguendo nel contempo tutti i rapporti tra le diverse scuole artistiche.

Lo stile così dato si viene a configurare come portatore di qualità precise che hanno in sé un significato specifico, capace di definire valori sociali, morali e religiosi sia di un individuo che di un'intera società.

In letteratura, lo stile è un insieme di tratti formali che caratterizza il linguaggio di un autore, di un'opera, di un genere letterario, e che risulta da una scelta consapevole che si allontana dall'uso o dalla norma correnti. La teoria medievale distingueva tre diversi stili, a loro volta legati a tre tipologie differenti di genere letterario: alto (opere legate a grandi personaggi e che raccontano vicende importanti); medio (opere di personaggi e vicende di media importanza); basso (personaggi di umile condizione e vicende quotidiane). Una caratteristica della nuova era, l’Umanesimo, è ben rappresentata da François Rabelais che con “Gargantua e Pantagruel” smantella le frontiere tra i vari stili conciliando lo stile alto con quello basso.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • George Kubler, La forma del tempo, Torino 1976.
  • Enrico Castelnuovo, Arte, industria, rivoluzioni, Torino 1985.
  • Edgard Wind, Arte e anarchia, Milano 1986.
  • Henry Focillon, La vita delle forme, Torino 1990.
  • Otto Pächt, Metodo e prassi nella storia dell'arte, Torino 1994.
  • Meyer Shapiro, Lo Stile, Roma 1995.

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