Stile
Lo stile è la forma costante dell'arte di un individuo o di un gruppo di artisti. Nella storia dell'arte serve per determinarne luogo di provenienza e datazione di un'opera e viene studiato nella sua storia, ossia partendo dall'occasione formale che ne vide la nascita, proseguendo con la sua evoluzione e anche la sua eventuale conclusione, seguendo nel contempo tutti i rapporti tra le diverse scuole artistiche.
Lo stile così dato si viene a configurare come portatore di qualità precise che hanno in sé un significato specifico, capace di definire valori sociali, morali e religiosi sia di un individuo che di un'intera società.
In letteratura, lo stile è un insieme di tratti formali che caratterizza il linguaggio di un autore, di un'opera, di un genere letterario, e che risulta da una scelta consapevole che si allontana dall'uso o dalla norma correnti. La teoria medievale distingueva tre diversi stili, a loro volta legati a tre tipologie differenti di genere letterario: alto (opere legate a grandi personaggi e che raccontano vicende importanti); medio (opere di personaggi e vicende di media importanza); basso (personaggi di umile condizione e vicende quotidiane). Una caratteristica della nuova era, l’Umanesimo, è ben rappresentata da François Rabelais che con “Gargantua e Pantagruel” smantella le frontiere tra i vari stili conciliando lo stile alto con quello basso.
[modifica] Voci correlate
- Stilizzazione
- Marco Ferreri Regia di, Storie di ordinaria follia (film), Soggetto di Charles Bukowski, Francia - Italia, Produzione 23 giugno Cinematografica, Titanus 1981 [1]
[modifica] Bibliografia
- George Kubler, La forma del tempo, Torino 1976.
- Enrico Castelnuovo, Arte, industria, rivoluzioni, Torino 1985.
- Edgard Wind, Arte e anarchia, Milano 1986.
- Henry Focillon, La vita delle forme, Torino 1990.
- Otto Pächt, Metodo e prassi nella storia dell'arte, Torino 1994.
- Meyer Shapiro, Lo Stile, Roma 1995.
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