Stemma del Regno d'Italia
Lo stemma del regno d'Italia consiste essenzialmente nella croce sabauda (di rosso alla croce argento). Esso fu normato per la prima volta con una deliberazione della Consulta Araldica del 4 maggio 1870. Successivamente fu modificato due volte.
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[modifica] Blasonatura
La prima blasonatura dell'arma, dopo l'unità d'Italia, fu istituita con deliberazione della Consulta araldica del Regno d’Italia[1] con cui si determina quali debbano essere gli ornamenti esteriori dello stemma dello Stato, del 4 maggio 1870.
« La Consulta Araldica
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(Deliberazione della Consulta araldica del Regno d’Italia con cui si determina quali debbano essere gli ornamenti esteriori dello stemma dello Stato. 4 maggio 1870.)
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L'emblema del nuovo stato venne normato nove anni dopo la sua nascita. Lo stemma presentava due leoni rampanti d'oro quali sostegni dello scudo timbrato da un elmo coronato, ed intorno al quale erano presenti i collari dell'Ordine militare d'Italia, l'Ordine Civile di Savoia, l'Ordine della Corona d'Italia (creato il 2 febbraio 1868), l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata (portante il motto FERT). I leoni impugnano dei guidoni su cui è presente la bandiera italiana. Dall'elmo si diparte un manto regale sovrastato da un padiglione, sopra il quale è presente lo Stellone d'Italia (stranamente capovolto), a significare che esso protegge la nazione.
Vent'anni dopo, il 1º gennaio 1890, su impulso di Antonio Manno, commissario del re presso la Consulta Araldica, gli stemmi personali della famiglia reale vengono così modificati: gli ornamenti esteriori dello scudo vennero leggermente modificati in maniera di essere più simili a quelli del precedente regno di Sardegna. Il manto e le lance spariscono e la corona viene spostata dall'elmo al padiglione, che ora presenta delle rose e delle croci cucite. La Corona Ferrea venne posta al di sopra dell'elmo ed ha come cimiero una testa di leone alata, che insieme alla bandiera dei Savoia usata nell'esercito sardo sostituisce la stella. Nello stesso periodo la stella a cinque punte, sparita dallo stemma, verrà adottata nelle mostrine militari.[2][3]
Il 27 novembre 1890 il presidente del consiglio Francesco Crispi, con l'intento, proclamato nel preambolo, di «regolare secondo le tradizioni storiche e nazionali» la questione del simbolo nazionale, sottopone alla firma del Re un ulteriore decreto, il nº 7282 serie 3 accompagnato da apposita relazione, che regola i particolari della foggia e dell'uso dello stemma di stato[4][5]. Questo stemma rimarrà in uso per i successivi 56 anni ed è tuttora usato come arma dinastica dal capo di Casa Savoia[6]. Gli stemmi della Famiglia Reale vengono dunque regolati dal regio decreto nº 7282, 27 novembre 1890, e gli stemmi dello stato e delle amministrazioni governative sono regolati dal regio decreto del 27 novembre 1890.
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Il grande stemma dello Stato è formato da uno scudo di rosso alla croce d'argento; cimato dall'elmo reale colla Corona di ferro; sostenuto da due leoni; o d'oro od al naturale; attorniato dalle grandi insegne degli ordini equestri italiani; posto sotto un padiglione regio sormontato dalla corona reale ed accollato al fusto del gonfalone d'Italia che ha l'aquila d'oro coronata, sulla punta, in cravatta azzurra e lo stendardo nazionale bifido e svolazzante.
Il piccolo stemma dello Stato è formato da uno scudo di rosso alla croce d'argento, attorniato dal collare dell'Ordine supremo, col manto e colla corona reale.
Nel piccolo stemma dello Stato si possono aggiungere i sostegni, o l'elmo colla corona di ferro, o le bandiere nazionali, oppure togliervi il manto. » |
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(Regio decreto nº 7282, serie 3, del 27 novembre 1890.)
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Mussolini, dopo aver proclamato, il 12 dicembre 1926, il fascio littorio quale emblema di stato, il 27 marzo 1927 lo affianca allo stemma già esistente mentre due anni dopo, l'11 aprile 1929, i due simboli vengono fusi sostituendo i leoni con due fasci con regio decreto nº 504 dell'11 aprile 1929 VII.
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Il grande stemma dello Stato è formato dello scudo di Savoia, di rosso alla croce di argento, sormontato da un elmo reale d'oro completamente aperto, damascato, foderato di rosso e posto in maestà, ornato di un cercine e di svolazzi d'oro e di azzurro, cimato con la corona di ferro. Sostegni: due fasci littori addossati con l'ascia all'infuori, legati con strisce di cuoio intrecciate e formanti due nodi di Savoia. Lo scudo fregiato con la grande collana dell'ordine supremo della SS. Annunziata, con le grandi fasce delle grandi croci degli ordini reali del SS. Maurizio e Lazzaro, militare di Savoia e della Corona d'Italia e con nastro e croce del merito civile di Savoia; la grande fascia dell'ordine Mauriziano annodata da quattro cifre reali d'oro e caricata del motto: «FERT», tre volte ripetuto. Il tutto posto sotto un padiglione di porpora bardato d'un gallone e frangiato d'oro, soppannato d'ermellino, col colmo di tela di argento ricamato a lingue di guoco d'oro moventi dal lembo superiore e a fiamme alternate d'oro e di rosso nella parte inferiore, con un drappellone, intagliato a forma di vaii, di velluto azzurro, gallonato e con fiocchi d'oro; questo padiglione cimato della corona reale.
Il piccolo stemma dello Stato è formato di uno scudo di rosso alla croce di argento, cimato da corona reale, dalla quale escono lateralmente due nastri al nodo di Savoia; il tutto accollato al collare dell'ordine della SS. Annunziata e sostenuto da due fasci littori, con l'ascia all'esterno al naturale. Il tutto accompagnato in punta da una lista accartocciata con il motto: «FERT» in oro, ripetuto tre volte.
Le varie foggie di questi stemmi sono effigiate nelle tavole unite al presente decreto, le quali saranno firmate d'ordine nostro, dal capo del governo, primo Ministro segretario di Stato. La corona reale è quella prescitta dagli artt. 43 e 45 del regio decreto 1º gennaio 1890 sopra i titoli e stemmi della famiglia reale. » |
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(Regio decreto nº 504 dell'11 aprile 1929.)
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Dopo le dimissioni e l'arresto di Mussolini la precedente versione viene reintrodotta, a partire dal 20 ottobre 1944[7], fino alla sua sostituzione con il nuovo emblema della Repubblica Italiana, conseguenza del mutamento istituzionale del 2 giugno 1946.
[modifica] Gli stemmi in ordine cronologico
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Arma del Regno di Sardegna
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Stemma del Regno di Sardegna dal 1833 al 1º agosto 1848
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Stemma del Regno di Sardegna dal 1º agosto 1848 al 28 novembre 1848
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Stemma del Regno di Sardegna dal 28 novembre 1848 al 17 marzo 1861
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Stemma del Regno d'Italia dal 17 marzo 1861 al 4 maggio 1870
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Stemma del Regno d'Italia dal 4 maggio 1870 al 27 novembre 1890
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Grande stemma del Regno d'Italia dal 27 novembre 1890 al 27 marzo 1927
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Piccolo stemma del Regno d'Italia dal 27 novembre 1890 al 27 marzo 1927
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Stemma del Regno d'Italia dal 27 marzo 1927 all'11 aprile 1929
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Piccolo Stemma (semplificato) del Regno d'Italia dal 27 marzo 1927 all'11 aprile 1929
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Grande stemma del Regno d'Italia dall'11 aprile 1929 al 26 ottobre 1944
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Piccolo stemma del Regno d'Italia dall'11 aprile 1929 al 26 ottobre 1944
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Grande stemma del Regno d'Italia dal 26 ottobre 1944 al 19 giugno 1946
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Piccolo stemma del Regno d'Italia dal 26 ottobre 1944 al 19 giugno 1946
[modifica] Note
- ^ www.cnicg.net - Deliberazione della Consulta araldica del Regno d’Italia con cui si determina quali debbano essere gli ornamenti esteriori dello stemma dello Stato (4 maggio 1870).
- ^ www.cnicg.net - Armi della Real Casa d'Italia
- ^ www.cnicg.net Titoli e Stemmi della Famiglia Reale d'Italia.
- ^ L'araldica e il leone di San Marco, p. 132
- ^ Uno stemma per la repubblica, p. 240
- ^ Compiti, Prerogative e Responsabilità del Capo di Casa Savoia nell'Italia Repubblicana Reale Casa d'Italia (retrieved 24 January 2009)
- ^ Uno stemma per la repubblica, p. 241
[modifica] Bibliografia
- Aldo G. Ricci, Uno stemma per la repubblica in Maurizio Ridolfi (a cura di), Almanacco della Repubblica. Storia d'Italia attraverso le tradizioni, le istituzioni e le simbologie repubblicane, Milano, Paravia Bruno Mondadori, 2003, pp. 240-243. ISBN 8842494992
- Giorgio Aldrighetti, L’araldica e il leone di San Marco, Venezia, Marsilio, 2002. ISBN 8831780719
- Fabio Rugge (1995). Dallo stemma sabaudo al capo del littorio: episodi di comunicazione amministrativa (1890-1933). Storia Amministrazione Costituzione (n. 3): pp. 269-295.
- Ladislao De Laszloczky (maggio-agosto 1989). L'evoluzione dello stemma di Stato dell'Italia Unita. Rassegna degli Archivi di Stato anno XLIX (n. 2): pp. 295-329.
- Antonio Manno, Origini e vicende dello stemma sabaudo, Torino, Fratelli Bocca, 1876.
[modifica] Voci correlate
- Emblema della Repubblica Italiana
- Stellone d'Italia
- Regno d'Italia (1861-1946)
- Armoriale di casa Savoia
[modifica] Collegamenti esterni
- Esame dello stemma su iagi. info di Giorgio Aldrighetti
- I simboli italiani, in particolare gli stemmi reali, su ngw.nl