Stanis Ruinas
Stanis Ruinas, al secolo Giovanni Antonio De Rosas (Usini, 11 febbraio 1899 – Roma, 21 gennaio 1984), è stato un giornalista e scrittore italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
Esponente del cosiddetto Fascismo di sinistra, durante il ventennio è collaboratore di numerose testate quali Il Popolo Apuano, Il Popolo d'Italia e Il Resto del Carlino. Durante la seconda guerra mondiale è inviato de L'Ora di Palermo [1]. Dopo l'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana.
Nel dopoguerra fondò e diresse la rivista Il Pensiero Nazionale, organo che radunò un folto gruppo di giovani e intellettuali ex fascisti finiti nell'orbita del Partito Comunista Italiano e per questo definiti "eretici e traditori" dal Movimento Sociale Italiano.
Fu arrestato il 13 maggio 1945 e liberato un mese dopo, e poi ancora il 12 aprile 1950 per 40 giorni.
[modifica] Pensiero
| « Adolf Hitler è stato il miglior agente segreto che il capitalismo internazionale abbia mai avuto, il vero responsabile della scomparsa del fascismo[2] » |
Il pensiero di Ruinas si basava sull'idea che il comunismo non potesse essere quello applicato nell'Unione Sovietica. Anzi addirittura secondo lui Karl Marx è stato un agente fuorviante nella genesi del concetto moderno di "comunismo", e come tale ha deviato una reale ricerca del "comunismo" verso una visione utopica e chiaramente fallimentare. Sulla base di questo sosteneva che il vero comunismo sia quello che Benito Mussolini (da socialista quale, secondo Ruinas, era sempre rimasto) intendeva costruire in Italia prendendo il potere da anticomunista e trasformando pian piano il sistema economico e sociale italiano in comunista, mediante le stesse strategie sperimentate dal fabianesimo inglese. Ruinas vide nella socializzazione dell'economia della Repubblica Sociale Italiana la realizzazione finale di questo temporeggiato progetto. Per questo lanciò numerosi appelli al proletariato per convincerlo a schierarsi con la RSI. Nel dopoguerra ritenne di non poter impudentemente aderire ad un partito quale l'MSI ormai schierato con i capitalisti che avevano combattuto ed affossato il fascismo. Anche nei confronti del PCI era critico per la loro tolleranza verso i paesi capitalisti, e dalle colonne di Pensiero Nazionale più volte mandò messaggi in cui esprimeva la sua incomprensione:
| « A costo di passare per un ingenuo, confesso di non comprendere come agli uomini che si autoproclamano rivoluzionari - socialisti, comunisti, anarchici - e che per i loro ideali hanno sofferto la galera e l'esilio, possano plaudire all'Inghilterra plutocratica e all'America trustistica che in nome della democrazia e della libertà democratica devastano l'Europa[3] » |
[modifica] Il Pensiero nazionale
Dalla seconda metà degli anni cinquanta il quindicinale di Ruinas sposò, forse anche per calcolo oltre che per intima convinzione del fondatore e di buona parte della redazione, le idee di Enrico Mattei in tema di politica economica, energetica ed estera: vedi i numerosi servizi giornalistici e interviste ad esponenti politici e diplomatici. Sul piano culturale, Il Pensiero Nazionale aveva una grande apertura verso tutto ciò che costituiva momento di rottura con il conformismo della (peggiore) Italia democristiana, come pure della più ottusa ortodossia comunista; in difesa del cinema di denuncia e critica sociale e satirico (si pensi a Il giudizio universale di Vittorio De Sica, La dolce vita di Fellini, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti); di conseguenza, grande attenzione per i cineasti meno famosi come Francesco Rosi e gli emergenti Damiano Damiani, Florestano Vancini, Ermanno Olmi, Elio Petri, Ugo Gregoretti). Tra i tanti collaboratori del Pensiero Nazionale di questo periodo, diciamo così "sinistrorso" si ricordano il linguista Tullio De Mauro, l'ex diva degli anni Quaranta Elsa De Giorgi, i pittori Giulio Turcato e Tonino Caputo, il critico cinematografico e scrittore Alessandro Damiani.
[modifica] Opere
- Figure del fascismo sardo, 1928
- Viaggio per le città di Mussolini, 1939
- Pioggia sulla repubblica, 1946
- Gente di Bottega, 1957
- L'isola degli ultimi uomini, 1983
[modifica] Note
- ^ La Nuova Sardegna
- ^ Stanis Ruinas su Pensiero Nazionale, numero 1, 15 maggio 1947
- ^ Stanis Ruinas, Lettere a un rivoluzionario, da Fascisti rossi, Paolo Buchignani, Mondadori, 1998, pagina 21
[modifica] Bibliografia
- Fabio Fattore, Dai nostri inviati a Giarabub, Mursia, 2006
- Giano Accame, Il Fascismo immenso e rosso, Settimo Sigillo, 1990
- Paolo Buchignani, Fascisti rossi, Mondadori, 1998
- L. L. Rimbotti, Il fascismo di sinistra. Da Piazza San Sepolcro al Congresso di Verona, Settimo Sigillo, 1989
- E. Landolfi, Ciao, rossa Salò. Il crepuscolo libertario e socializzatore di Mussolini ultimo, Edizioni dell'Oleandro, 1996