Spoleto

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Spoleto
comune
Spoleto – Stemma Spoleto – Bandiera
Spoleto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Cardarelli (lista civica di centro-destra) dal 10/06/2014
Territorio
Coordinate 42°44′00″N 12°44′00″E / 42.733333°N 12.733333°E42.733333; 12.733333 (Spoleto)Coordinate: 42°44′00″N 12°44′00″E / 42.733333°N 12.733333°E42.733333; 12.733333 (Spoleto)
Altitudine 396 m s.l.m.
Superficie 348,14 km²
Abitanti 39 874[1] (01-06-2014)
Densità 114,53 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Acquasparta (TR), Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Ferentillo (TR), Giano dell'Umbria, Massa Martana, Montefranco (TR), Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Terni (TR), Trevi, Vallo di Nera
Altre informazioni
Cod. postale 06049
Prefisso 0743
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054051
Cod. catastale I921
Targa PG
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti Spoletini
Patrono San Ponziano
Giorno festivo 14 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Spoleto
Posizione del comune di Spoleto all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Spoleto all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Spoleto (Spuléti in dialetto spoletino) è un comune italiano di 39.874 abitanti di 348,14 km di superficie della provincia di Perugia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La posizione di Spoleto nella provincia di Perugia.

Spoleto si trova all'estremità meridionale della Valle Umbra, una vasta pianura alluvionale generata in epoca preistorica dalla presenza di un vasto lago, il lacus Umber, prosciugato definitivamente nel Medioevo, dopo il suo impaludamento, con delle opere di bonifica.

La città si è sviluppata sul colle Sant'Elia, un basso promontorio collinare alle falde del Monteluco, e più in basso fino alle rive del torrente Tessino; ad est è contornata dai monti che delimitano la Valnerina.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Spoleto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Umbri e Colonia romana[modifica | modifica wikitesto]

Spoleto è centro abitato fin dalla preistoria. Le prime testimonianze di insediamenti[senza fonte] risalgono almeno all'età del bronzo finale (XII-XI secolo a.C.): i reperti di maggiore interesse sono venuti alla luce alla sommità e sui pendii del colle Sant'Elia, dove molti secoli più tardi sorgerà la Rocca albornoziana.

Durante l'età del ferro Spoleto fu uno dei maggiori centri umbri, in posizione dominante sulla valle umbra. Rimangono numerose sepolture ad inumazione con ricchi corredi databili al VII-VI secolo a.C. e le mura poligonali del V-IV secolo a.C., dette mura ciclopiche, costituite da enormi massi di pietra calcarea in forma poligonale.

Un importante documento lapideo arrivato ai giorni nostri è la Lex spoletina, conservato al Museo archeologico nazionale di Spoleto.

Divenne colonia romana nel 241 a.C. con il nome di Spoletium e si mantenne sempre fedele a Roma, in special modo durante le guerre puniche, non soltanto respingendo Annibale dopo la sua vittoria al Trasimeno (217 a.C.)[2], ma soprattutto nel periodo critico successivo a quel lungo conflitto.

Nel 43 a.C. vi sostò Ottaviano, prima della battaglia di Modena, officiando un sacrificio rituale presso uno dei templi della città.

Ducato di Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ducato di Spoleto.

Agli inizi del V secolo si sa che risiedeva a Spoleto il senatore romano Giulio Naucellio.

Abbellita da Teodorico, che fra il 507 e il 511 pose mano al restauro della città e alla bonifica della valle in larga parte impaludata, e da Belisario (536), Spoleto fu espugnata da Totila (545) e restaurata da Narsete che, dopo il 553, intraprese il ripristino delle mura.

Sotto i Longobardi Spoleto fu capitale dell'omonimo ducato, proiettando l'influenza politica della città su un vasto territorio dell'Italia centro-meridionale, fino al ducato di Benevento.

Caduti i Longobardi, il ducato passò ai Franchi. Quando l'impero carolingio fu smembrato, i duchi di Spoleto, Guido III e suo figlio Lamberto, si spinsero alla conquista della corona imperiale (889).

Stato pontificio[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Il toponimo Spoleto deriverebbe dalla congiunzione delle parole greche "Spao" e "Lithos" (Σπαω-λιθος), ovvero sasso-staccato: in altre parole il colle Sant'Elia (ovvero "il colle del sole") su cui è sorta la città sarebbe stato interpretato come il resto di una frana staccatasi dal Monteluco, ma tale teoria non è stata mai confermata.

Particolare del cortile della Rocca Albornoz.

Nel 1155 Spoleto, "munitissima città, difesa da cento torri"[senza fonte] fu, secondo la tradizione, distrutta da Federico Barbarossa.

Contesa poi tra l'Impero e la Chiesa, fu a questa aggregata da Papa Innocenzo III nel 1198 e, definitivamente, nel 1247. Funestata da conflitti tra Guelfi e ghibellini, fu riappacificata dal cardinale Egidio Albornoz (egli, nel 1359, diede inizio ai lavori di costruzione della Rocca come sede dei governatori della città); fu assicurata alla Chiesa e fatta centro importante dello Stato pontificio, che le mandò autorevoli governatori, tra cui anche Lucrezia Borgia (1499).

Dal Rinascimento in poi, Spoleto si trasformò progressivamente da centro prevalentemente strategico a centro culturale, con la fondazione dell'Accademia degli ottusi (oggi Accademia spoletina). Seguirono periodi di splendore e di decadenza. I papi, Urbano VIII e Pio IX erano stati rispettivamente vescovo ed arcivescovo di Spoleto.

Durante l'occupazione francese nel periodo napoleonico, Spoleto fu capoluogo prima del dipartimento del Clitunno e poi di quello del Trasimeno, per la sua prossimità ai territori montani confinanti con il Regno di Napoli, e perciò esposti alla penetrazione del brigantaggio, che consentiva un più agevole controllo territoriale.

La Restaurazione (1814) la fece sede di una delegazione pontificia sino alla Unità d'Italia.

Dopo l'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 settembre 1860, le truppe del generale piemontese Filippo Brignone entrarono a Spoleto, sottraendo la città allo Stato pontificio. Successivamente, con il plebiscito del 4 novembre 1860, che coinvolse Marche e Umbria, Spoleto fu annessa al Regno d'Italia.

Dopo l'unità, il nuovo Stato italiano privilegiò Perugia come capoluogo di una vastissima provincia, che inglobava anche il territorio spoletino e si estendeva fino alla Sabina, relegando quindi Spoleto ad un ruolo di secondo piano, anche se ancora per molti anni la città continuò a restare sede di diverse istituzioni quali ad esempio il distretto militare.

Infine, con la successiva la cessione della Sabina al Lazio e la promozione di Terni a capoluogo di provincia, nel 1927, Spoleto ha finito per perdere definitivamente il suo antico ruolo di centro politico-amministrativo dell'Umbria meridionale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo

Monumenti civili[modifica | modifica wikitesto]

Ponte delle Torri
  • La Rocca Albornoziana sorge alla sommità del colle Sant'Elia da dove domina la valle umbra. Possiede due cortili interni e sei torri, tra cui quella comunemente chiamata "della spiritata", e la "camera pinta", affrescata con dipinti quattrocenteschi.
  • Il Ponte Sanguinario, di epoca romana, attualmente al di sotto del piano stradale, riscoperto solo nel XIX secolo. Si trova esattamente in corrispondenza dell'attuale centro viario di piazza della Vittoria ed è visitabile scendendo una rampa di scale che parte direttamente dalla piazza. Lungo 24 m ed alto 9, risulta essere in ottimo stato di conservazione. È costituito da blocchi di travertino squadrati che compongono tre arcate, di cui una ancora interrata. Il ponte permetteva alla via Flaminia di oltrepassare il torrente Tessino, che oggi scorre qualche decina di metri più a nord-est; quando questo gradualmente cambiò sede, il ponte restò semplicemente un tratto della via e col tempo venne interrato. Il nome è probabile che derivi dall'antica e vicina porta Sandalapius, ma la tradizione popolare lo associa alla vicinanza dell'anfiteatro romano, dove si ritenevano avvenuti molti martirî.
  • L'arco di Druso, romano, costruito lungo il tracciato urbano della via Flaminia, che introduceva al foro (sito attuale di piazza del Mercato), eretto nel 23 d.C. in onore di Druso minore.
  • Il palazzo Spada, sede del Museo del tessile e del costume.
  • Il palazzo Racani Arroni, con i suoi graffiti monocromatici cinquecenteschi.
  • Il Ponte delle Torri, lungo 230 m, monumento simbolo della città: è un acquedotto romano-longobardo secondo alcuni, tardo-medievale secondo altri, unico nella sua altezza di 82 m. Il monumento è interessato da un delicato intervento di monitoraggio dello stato tensionale delle murature. Esso viene considerato un'anomalia per l'epoca della sua costruzione: di fatto, raramente nella stessa epoca vennero costruite opere di uso civile di tale imponenza. L'opera viene celebrata da Goethe nel suo Italienische Reise. Il luogo è divenuto nel tempo tristemente famoso anche per il verificarsi di alcuni episodi di suicidio[3].
  • L'elegante Casa romana del I secolo d.C., appartenuta a Flavia Vespasia Polla, madre dell'imperatore Vespasiano, decorata con pavimenti e mosaici ancora intatti.
La Torre dell'olio
  • La Torre dell'olio, del XIII secolo, e la porta Fuga: la prima così chiamata perché da essa, in difesa della città, si soleva gettare olio bollente sui nemici che assediavano la sottostante porta Fuga, appartenente alla prima cinta muraria urbica). Si narra che molti nemici, i più illustri Federico Barbarossa e Annibale, subirono ingenti perdite da questa strategia di difesa (da cui il nome "Fuga" della sottostante porta)[2].
  • Palazzo comunale, del Duecento.
  • Diversi palazzi del XVIII secolo: palazzo Collicola (sede del Museo Carandente, Palazzo Collicola - Arti visive, con opere di Calder, De Gregorio, Pomodoro ed altri), palazzo Campello e palazzo Ancaiani, sede del Centro italiano di studi sull'alto medioevo.
  • Villa Redenta, realizzata su i resti di un insediamento di epoca romana, venne realizzata nel XVI secolo su committenza della nobile famiglia spoletina dei Martorelli. Successivamente passò alla famiglia Loccatelli, che volle renderla degna del soggiorno dei pontefici Pio VI e Pio VII. Nel 1823, fu acquistata da Francesco Marignoli per conto del Papa spoletino Leone XII. Solo nel 1885 venne di nuovo acquistata dai Marignoli, da Filippo Marignoli, e denominata perciò Redenta.
  • Il Teatro romano, utilizzato in epoca medievale come cava di pietre a servizio in particolare dell'edificazione della Rocca, del vicino palazzo Ancaiani e della torre campanaria del Duomo (data l'origine romana del materiale di recupero, molti simboli pagani, come ad esempio i falli alati portafortuna, sono tuttora visibili sul campanile della cattedrale.
  • Il teatro Caio Melisso, di origine seicentesca, abbandonato dopo l'inaugurazione del Nuovo e successivamente riabilitato.
  • Il Teatro Nuovo "Gian Carlo Menotti", del 1864, progettato dall'architetto Ireneo Aleandri e voluto dalla borghesia cittadina per l'insufficiente capienza del già esistente teatro Caio Melisso. Con i suoi 800 posti e l'ampiezza del palcoscenico di 25 m, risulta essere il più grande Teatro all'italiana dell'Umbria[senza fonte]. Il 29 giugno 2007, in occasione dell'avvio della cinquantesima edizione del Festival dei Due Mondi, il teatro è stato riaperto al pubblico dopo un restauro durato 3 anni. Nel 2010, il Teatro è stato intitolato al maestro Gian Carlo Menotti.
  • Il Teatrino delle sei, sede di spettacoli di avanguardia, danza moderna, mostre, installazioni, performance e concerti, durante il Festival.
  • L'auditorium della Stella.
  • Spoletosfera, una cupola geodetica donata alla città di Spoleto nel 1967 dall'inventore, l'architetto Richard Buckminster Fuller, in occasione del X Festival dei Due Mondi.
Duomo. Campanile visto dal Giro della Rocca
  • La piazza del Duomo e la relativa scalinata.
  • La piazza Del Mercato.
  • Le vie di Fontesecca e dei Duchi, dove sono ancora visibili ed utilizzate le antiche botteghe medioevali.
  • Cinte murarie urbiche. Spoleto presenta due cinte murarie urbiche:
  1. la prima sorta in epoca pre-romana, le cosiddette "mura ciclopiche", era costituita da enormi blocchi di pietra squadrati e racchiudeva l'agglomerato urbano precedente allo sviluppo medievale e dunque era molto più contenuta nell'estensione. Un esteso tratto di questo primo impianto è ancora oggi visibile in via Leoncilli, dove è visibile pure il rudere di una torre appartenuta alla cinta. Altri tratti sono stati di recente riportati alla luce a seguito di lavori;
  2. la seconda, di epoca medievale, realizzata a seguito del grande sviluppo medievale della città e alla formazione di borgate lungo le vie di accesso della città (Flaminia e Nursina). Proprio da questa seconda opera civile si evince lo sviluppo prevalentemente medievale e la grandezza della città dell'antichità: la cinta muraria in questione è a tutti gli effetti un'anomalia urbanistica difficilmente riscontrabile in altri impianti della stessa epoca in quanto le mura presentano uno dei più lunghi tratti rettilinei costruiti in epoca medievale (il tratto misura più di 1 km, è collocato nella zona più bassa e pianeggiante della città ed oggi risulta correre parallelamente a via Martiri della Resistenza).
    Durante il ventennio fascista alcuni tratti delle mura medievali furono demoliti per consentire la costruzione di altre opere. Il tratto delle mura medievali più scosceso ed impervio è stato recuperato e restaurato in occasione dei lavori più recenti.
  • Teodelapio di Alexander Calder: una scultura monumentale "stabile", dello scultore statunitense Alexander Calder, alta 18 metri, che fu realizzata nel 1962 nel piazzale della stazione ferroviaria per la mostra "Sculture nella città", in occasione del Festival dei Due Mondi di quello stesso anno. La scultura poggia direttamente sull'asfalto della piazza e funge quasi da rotatoria, secondo le precise intenzioni dell'autore dell'opera, che la immaginò immersa ed attraversata proprio dalla caoticità del traffico cittadino.

Luoghi naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Bosco sacro del Monteluco, una lecceta secolare che ricopre i pendii e la sommità del monte, attraversata da numerosi sentieri escursionistici che partendo dal ponte delle Torri raggiungono numerose località di interesse storico e naturalistico. All'interno della foresta si trovano diversi eremi, ormai inglobati in ville private, fondati dal movimento eremitico avviato da Sant'Isacco di Monteluco intorno all'anno 528; alla sommità del Monteluco sorge il santuario francescano del XII secolo. La frase di san Francesco d'Assisi, Nihil jucundius vidi valle mea spoletana, in riferimento alla valle umbra, è riportata su una lapide posta al Belvedere.
  • Passeggiata panoramica del "giro della Rocca", che circonda la sommità del colle Sant'Elia, su cui sorge la Rocca Albornoziana e l'attiguo sentiero "giro dei Condotti", con panorami sulla Valle umbra e su Spoleto.

Visitarono Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Wolfgang von Goethe vi soggiornò nel 1786, descrivendo con ammirazione il ponte delle Torri nel Viaggio in Italia.
  • Nel giugno del 1876, Giosuè Carducci, fu inviato come ispettore al liceo di Spoleto e volle visitare le Fonti del Clitunno, a mezz'ora di carrozza dalla città, traendone ispirazione per una delle Odi barbare, intitolata Alle Fonti del Clitunno.
  • Il 28 aprile 1911 lo scrittore tedesco Hermann Hesse, scrisse in una cartolina a sua moglie: "Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia", "c'è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!"[4].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Il comune di Spoleto ha fatto registrare nel censimento del 1991 37.763 abitanti. Nel censimento del 2001 la popolazione è risultata di 37.889 abitanti, distribuiti in 13.304 nuclei familiari, con una media per nucleo di 2,85 componenti.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[6] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 4.024 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 962 2,43%

Albania Albania 920 2,32%

Marocco Marocco 652 1,65%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte dell'associazione degli Azzano d'Italia, undici fra comuni e frazioni che portano nel loro nome il termine Azzano e che hanno i cittadini che si chiamano azzanesi: Azzano d'Asti, Azzano Decimo, Azzano Mella, Azzano San Paolo, Castel d'Azzano e sei frazioni.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Comunità ebraica di Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Spoleto.

Dal XIII al XVI secolo Spoleto fu sede di un piccola comunità ebraica. A testimonianza della sua storia rimane oggi solo nella toponomastica cittadina il nome di una via: San Gregorio della Sinagoga.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro lirico sperimentale, concorso lirico attivo dal 1947, i cui vincitori portano in scena opere del repertorio operistico ed opere del teatro musicale contemporaneo.
  • il Premio Spoleto, si è svolto dal 1953 al 1964, con due riprese nel 1966 e nel 1968.
  • Il Festival dei Due Mondi (conosciuto anche come "Spoleto Festival"), fondato nel 1958 dal maestro compositore Gian Carlo Menotti, che con i suoi spettacoli di prosa, danza, concerti, mostre e film nell'ambito di Spoletocinema, rappresenta una manifestazione di livello internazionale. Dopo la morte di Menotti, dal 2008 il Festival è stato affidato alla direzione di Giorgio Ferrara.[7]
  • Ogni anno, nel mese di agosto, si svolge "Spoleto Estate", rassegna di appuntamenti culturali, musicali e di spettacolo che vedono spesso protagonisti delle celebrità.
  • Ogni anno, nel mese di agosto, si svolge nella vicina frazione di Bazzano il "Mama Umbria International Festival", curato da La MaMa E.T.C. di New York, compagnia fondata da Ellen Stewart.
  • Dal 1995 Spoleto accoglie annualmente (nel mese di dicembre) il "Premio nazionale per il cortometraggio sociale Nickelodeon" [8].
  • Dal 1996 in aprile/maggio si svolge il Festival pianistico di Spoleto, organizzato da i Musici Artis Umbria.
  • Dal 1999 sono istituiti gli "Eventi di fine anno": durante il periodo natalizio la città organizza iniziative culturali e per l'intrattenimento collettivo, specie in occasione del Capodanno.
  • Dal 2003 Spoleto accoglie annualmente (nel mese di maggio) la "Settimana internazionale della danza", trasferitasi da Perugia ed ancor prima da Rieti. La manifestazione ha lo scopo di ricercare e promuovere nuove giovani stelle nascenti della danza classica e moderna. Fin dalla prima edizione ne è direttore generale Paolo Boncompagni.
  • Dal 2004 si svolge nella città, nel mese di settembre, l'iniziativa "Le stelle europee del gusto".
  • Dal 2005 è istituita l'iniziativa enogastronomica "Vini nel mondo", una mostra dislocata negli interrati più antichi della città con vini prodotti da più di 160 cantine dall'Italia e da tutto il mondo. Nell'edizione 2008 è stato battuto, nell'ambito della manifestazione, il record mondiale di calice di vetro più grande al mondo: il calice, pezzo unico disegnato e realizzato dal maestro vetraio vicentino Massimo Lunardon – ha fatto segnare un'altezza di 2,03 metri per 48 cm di diametro e 3 cm di spessore; entrato quindi nel Guinnes dei Primati, è ora esposto nella Galleria civica d'arte moderna della città.
  • Dal 2007 è istituita l'iniziativa enogastronomica "Spoleto tipica", mostra mercato dei prodotti tipici che si svolge nei fine settimana compresi tra il 1 e l'11 novembre.

Persone legate a Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Film e telefilm girati a Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Per il particolare aspetto scenografico dei suoi scorci, specie nel suo centro storico, a Spoleto sono stati girati diversi film, specie fra gli anni sessanta e settanta, con famosi attori e registi.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Acquacastagna, Acquaiura, Ancaiano, Azzano, Baiano, Bazzano Inferiore, Bazzano Superiore, Beroide, Camporoppolo, Campo Salese, Casal di Mezzo, Casigliano, Cerqueto, Cese, Collerisana, Collicelli, Cortaccione, Crocemaroggia, Eggi, Fogliano, Forca di Cerro, Icciano, Madonna di Baiano, Maiano, Messenano, Montebibico, Monteluco, Monte Martano (sorge sull'omonimo monte ed è sede di un castello), Morgnano, Morro, Ocenelli, Palazzaccio, Patrico (in cui si trova Mustaiole), Perchia, Petrognano, Pompagnano, Pontebari, Poreta, Protte, Rubbiano, San Brizio, San Giacomo, San Giovanni di Baiano, San Gregorio di Ocenelli, San Martino in Trignano, San Nicolò, San Severo, San Silvestro, Santa Croce, Sant'Anastasio, Sant'Angelo in Mercole, Santo Chiodo, San Venanzo, Silvignano, Somma, Strettura, Terraia, Terzo la Pieve, Terzo San Severo, Testaccio, Uncinano, Valdarena, Valle San Martino, Vallocchia.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Porta Monterone.

Dopo l'unificazione, divenuta Perugia capoluogo dell'Umbria, Spoleto perse progressivamente il ruolo di centro amministrativo. Ai gravi contraccolpi economici si pose a parziale rimedio nei primi anni del Novecento, con la costruzione di opifici in prossimità delle mura, con l'attivazione delle miniere di lignite nella vicina frazione di Morgnano[9] e con la costruzione, nel 1909, del Cotonificio e di un'industria chimica per la trattazione del fosforo.

Al fine di integrare nel bacino di utenza spoletino le popolazioni montane della Valnerina, a fine Ottocento si iniziò la progettazione di una strada di collegamento adeguata tra Spoleto e Norcia; successivamente, si passò alla realizzazione di un collegamento ferroviario (la Ferrovia Spoleto-Norcia), operativo dal 1926 al 1968, il cui tracciato è ancora oggi ritenuto un capolavoro di ingegneria civile.

Turismo, artigianato, industria ed agricoltura, affiancati dal commercio e dal terziario, sono le solide basi su cui poggia l'economia spoletina. L'artigianato vanta una solida tradizione di tessuti, ricami e sellerie; l'agricoltura, con la produzione di ottimo e rinomato olio extravergine di oliva (numerose sono le aziende del settore in zona: Monini, Costa D'Oro, C.U.FR.OL., Coricelli etc.), continua una tradizione antica di secoli; la piccola e media industria, con aziende che operano nel settore metalmeccanico, tessile e grafico, ben si affianca all'economia locale.

Ma la voce più rappresentativa del comparto economico spoletino è senz'altro quella del turismo. Spoleto è oggi uno dei principali centri turistici dell'Umbria, conosciuto a livello internazionale; i motivi che hanno determinato questo successo sono riconducibili al grande patrimonio storico, artistico, culturale e naturale che offrono la città ed il suo territorio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale sono presenti 2 stazioni ferroviarie a Spoleto e Baiano di Spoleto; fino al 31 luglio 1968 era in funzione anche la Ferrovia Spoleto-Norcia, a scartamento ridotto.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Stazioni ferroviarie di Spoleto.

Mobilità alternativa[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità alternativa

Nel 1996 è stato approvato il progetto di mobilità alternativa "Spoleto città aperta all'uomo", volto alla chiusura del centro storico al traffico automobilistico ed al completo utilizzo del suo potenziale turistico. Il primo progetto di rendere il centro storico di Spoleto privo di auto, e quindi di pedonalizzare il suo nucleo storico artistico, è dell'architetto Kenzo Tange e risale al 1987; prevedeva percorsi meccanizzati su tapis roulant direttamente in superficie. Successivamente, sono stati proposti nuovi progetti, fino a giungere a quello in fase esecutiva di ultimazione nel 2008, che comunque è stato notevolmente modificato da varianti in corso d'opera. Il progetto si articola in tre parcheggi posti in prossimità del centro storico, da dove poi partono tre percorsi meccanizzati sotterranei o superficiali (tapis roulant, scale mobili ed ascensori, il cosiddetto Sistema ettometrico) che trasportano residenti e turisti direttamente nel centro storico. Il progetto è stato pensato completamente privo di barriere architettoniche.

Dei tre stralci previsti, nell'anno 2008 si completa il secondo, mentre nel 2010 il terzo. Il primo è tuttora in fase di realizzazione.

Primo stralcio: Parcheggio "Posterna" - Piazza Campello

Il parcheggio, realizzato su una grande area (in precedenza mai sfruttata) all'interno del perimetro delle mura medioevali, è realizzato su più livelli ed ospita 700 posti auto; da questo parcheggio parte una galleria sotterranea in lieve pendenza che attraversa il centro storico in tutta la sua larghezza. I sistemi di trasporto meccanizzati installati al suo interno (tapis roulant), convogliano gli utenti in piatteforme di scambio, da cui poi si risale in superficie attraverso degli ascensori. Le uscite previste sono in piazza Pianciani, piazza del Mercato e piazza Campello.

Secondo stralcio: Parcheggio "Spoletosfera" - Piazza della Libertà

Il parcheggio multipiano, aperto nel 2006 e reso completamente funzionante nel 2007, è stato realizzato sotto una zona adibita a verde cittadino, ospita 400 posti auto ed è collegato a piazza della Libertà attraverso un lungo percorso meccanizzato di tappeti mobili sotterranei.

Terzo stralcio: Parcheggio "Via del tiro a segno" - Duomo - Rocca Albornoziana

Il parcheggio, realizzato a cielo aperto, è ubicato nella zona bassa della città, in prossimità della Basilica di San Salvatore, ed è destinato ad accogliere autobus e camper; è collegato a Piazza Duomo ed alla Rocca con un percorso meccanizzato realizzato in superficie, a ridosso del tratto più scosceso e, quindi, anche meno frequentato delle mura urbiche cittadine. È stato inaugurato nel 2010.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Massimo Brunini centro-sinistra Sindaco
8 giugno 2009 8 giugno 2014 Daniele Benedetti centro-sinistra Sindaco
9 giugno 2014 in carica Fabrizio Cardarelli Lista civica di centro-destra Sindaco


Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

A livello calcistico, il club che rappresenta la città di Spoleto è l'Associazione Dilettantistica Voluntas Calcio Spoleto che attualmente milita nel campionato di Serie D 2013-2014. In passato ha partecipato per 4 stagioni alla Serie C quando ancora la denominazione del club era Virtus Spoleto.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Ginnastica[modifica | modifica wikitesto]

In questa disciplina sportiva è molto attiva a livello organizzativo, ma non solo, la Polisportiva Dilettantistica La Fenice. Dal 2003, ogni due anni viene disputato un torneo internazionale denominato International Spoleto Cup di ginnastica ritmica, che ha avuto fra le sue vincitrici ginnaste del calibro di Anna Bessonova 2003, Vera Sessina 2005 e Eugenia Kanaeva 2007.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Il migliore risultato ottenuto dalla pallavolo maschile a Spoleto è stato il raggiungimento dei quarti di finale nel Campionato di Serie A 1991/'92. La squadra, allora denominata Olio Venturi fu eliminata nella gara decisiva dalla Sisley Treviso, che vinse per 3-2 in casa.

Baseball[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Sportiva M.M. Marconi Baseball Softball ha militato nella serie C2 dal 1995 al 1999, mantenendo sempre una o due squadre giovanili, mentre la squadra di softball è salita in serie C1 dal 1996.

Dal 1998 la Società organizza ogni anno il Torneo Città di Spoleto, che si svolge nel primo fine settimana del mese di settembre.

Pugilato[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1946 da Dante Burli, l'Associazione Sportiva Dilettantistica Boxe Spoleto è tra i pochi sodalizi pugilistici Italiani a potersi fregiare del titolo di "Società di Interesse Nazionale"; assegnato dalla Federazione Pugilistica Italiana nel 1984, anno delle Olimpiadi di Los Angeles. Dal 2010, ad un anno della scomparsa del suo fondatore, la Boxe Spoleto organizza nel novembre un Memorial intitolato al suo fondatore ed inserito in una grande manifestazione denominato " Tre giorni di Pugilato a Spoleto". Altresì è l'unica Associazione sportiva Italiana a praticare la nuovissima disciplina sportiva della " Chessboxing".

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente a giugno 2014.
  2. ^ a b Scrive Tito Livio: (Annibale) "attraversa l'Umbria e arriva a Spoleto. Dopo aver devastato il suo territorio, cerca di occupare la città; respinto dopo una carneficina dei suoi soldati, e ritenendo dal poco successo del tentativo contro una piccola colonia, che una città come Roma gli avrebbe opposto ingenti forze, si dirige verso il Piceno".
  3. ^ UN ALTRO SUICIDIO DAL PONTE, È IL TERZO DEL 2012
  4. ^ da Hermann Hesse - Italien, Ed. Suhrkamp, Berlino 1983
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  7. ^ Chi siamo - Giorgio Ferrara. URL consultato il 16 maggio 2011.
  8. ^ Pagina sul premio Nickelodeon
  9. ^ Che sarà teatro di una sciagura, il disastro di Morgnano, il 23 aprile 1955. Si veda il Resoconto stenografico della seduta del 22 marzo 1955 della Camera dei deputati

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Spoleto in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.