Spoleto
| Spoleto comune |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Daniele Benedetti (centrosinistra) dal 23/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 42°44′0″N 12°44′0″E / 42.73333°N 12.73333°ECoordinate: 42°44′0″N 12°44′0″E / 42.73333°N 12.73333°E | ||||
| Altitudine | 396 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 349,63 km² | ||||
| Abitanti | 38 283[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 109,5 ab./km² | ||||
| Frazioni | Vedi elenco | ||||
| Comuni confinanti | Acquasparta (TR), Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Ferentillo (TR), Giano dell'Umbria, Massa Martana, Montefranco (TR), Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Terni (TR), Trevi, Vallo di Nera | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 06049 | ||||
| Prefisso | 0743 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 054051 | ||||
| Cod. catastale | I921 | ||||
| Targa | PG | ||||
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta) | ||||
| Nome abitanti | Spoletini | ||||
| Patrono | San Ponziano | ||||
| Giorno festivo | 14 gennaio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Spoleto all'interno della provincia di Perugia |
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| Sito istituzionale | |||||
Spoleto (Spuléti in dialetto spoletino) è un comune italiano di 38.283 abitanti, della provincia di Perugia.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
Spoleto si trova all'estremità meridionale della Valle Umbra, una vasta pianura alluvionale generata in epoca preistorica dalla presenza di un vasto lago, il lacus Umber, prosciugato definitivamente nel Medioevo, dopo il suo impaludamento, con delle opere di bonifica.
La città si è sviluppata sul colle Sant'Elia, un basso promontorio collinare alle falde del Monteluco, e più in basso fino alle rive del torrente Tessino; ad est è contornata dai monti che delimitano la Valnerina.
Clima [modifica]
| Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Spoleto. |
- Classificazione climatica: zona E, 2427 GR/G
Storia [modifica]
Umbri e Colonia romana [modifica]
Spoleto è centro abitato fin dalla preistoria. Le prime testimonianze di insediamenti[senza fonte] risalgono almeno all'età del bronzo finale (XII-XI secolo a.C.): i reperti di maggiore interesse sono venuti alla luce alla sommità e sui pendii del colle Sant'Elia, dove molti secoli più tardi sorgerà la Rocca albornoziana.
Durante l'età del ferro Spoleto fu uno dei maggiori centri umbri, in posizione dominante sulla valle umbra. Rimangono numerose sepolture ad inumazione con ricchi corredi databili al VII-VI secolo a.C. e le mura poligonali del V-IV secolo a.C., dette mura ciclopiche, costituite da enormi massi di pietra calcarea in forma poligonale.
Divenne colonia romana nel 241 a.C. con il nome di Spoletium e si mantenne sempre fedele a Roma, in special modo durante le guerre puniche, non soltanto respingendo Annibale dopo la sua vittoria al Trasimeno (217 a.C.)[2], ma soprattutto nel periodo critico successivo a quel lungo conflitto.
Nel 43 a.C. vi sostò Ottaviano, prima della battaglia di Modena, officiando un sacrificio rituale presso uno dei tempi della città.
Ducato di Spoleto [modifica]
| Per approfondire, vedi Ducato di Spoleto. |
Agli inizi del V secolo si sa che risiedeva a Spoleto il senatore romano Giulio Naucellio.
Abbellita da Teodorico, che fra il 507 e il 511 pose mano al restauro della città e alla bonifica della valle in larga parte impaludata, e da Belisario (536), Spoleto fu espugnata da Totila (545) e restaurata da Narsete che, dopo il 553, intraprese il ripristino delle mura.
Sotto i Longobardi Spoleto fu capitale dell'omonimo ducato, proiettando l'influenza politica della città su un vasto territorio dell'Italia centro-meridionale, fino al ducato di Benevento.
Caduti i Longobardi, il ducato passò ai Franchi. Quando l'impero carolingio fu smembrato, i duchi di Spoleto, Guido III e suo figlio Lamberto, si spinsero alla conquista della corona imperiale (889).
Stato pontificio [modifica]
| Le origini del nome |
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Il toponimo Spoleto deriverebbe dalla congiunzione delle parole greche "Spao" e "Lithos" (Σπαω-λιθος), ovvero sasso-staccato: in altre parole il colle Sant'Elia (ovvero "il colle del sole") su cui è sorta la città sarebbe stato interpretato come il resto di una frana staccatasi dal Monteluco, ma tale teoria non è stata mai confermata. |
Nel 1155 Spoleto, "munitissima città, difesa da cento torri"[senza fonte] fu, secondo la tradizione, distrutta da Federico Barbarossa.
Contesa poi tra l'Impero e la Chiesa, fu a questa aggregata da Innocenzo III nel 1198 e, definitivamente, nel 1247. Funestata da conflitti tra Guelfi e ghibellini, fu riappacificata dal cardinale Egidio Albornoz (egli, nel 1359, diede inizio ai lavori di costruzione della Rocca come sede dei governatori della città); fu assicurata alla Chiesa e fatta centro importante dello Stato pontificio, che le mandò autorevoli governatori, tra cui anche Lucrezia Borgia (1499).
Dal Rinascimento in poi, Spoleto si trasformò progressivamente da centro prevalentemente strategico a centro culturale, con la fondazione dell'Accademia degli ottusi (oggi Accademia spoletina). Seguirono periodi di splendore e di decadenza. I papi, Urbano VIII e Pio IX erano stati rispettivamente Vescovo ed Arcivescovo di Spoleto.
Durante l'occupazione francese nel periodo napoleonico, Spoleto fu capoluogo prima del dipartimento del Clitunno e poi di quello del Trasimeno, per la sua prossimità ai territori montani confinanti con il Regno di Napoli, e perciò esposti alla penetrazione del brigantaggio, che consentiva un più agevole controllo territoriale.
La Restaurazione (1814) la fece sede di una delegazione pontificia sino alla Unità d'Italia.
Dopo l'unità d'Italia [modifica]
Il 17 settembre 1860, le truppe del generale piemontese Filippo Brignone entrarono a Spoleto, sottraendo la città allo Stato pontificio. Successivamente, con il plebiscito del 4 novembre 1860, che coinvolse Marche e Umbria, Spoleto fu annessa al Regno d'Italia.
Dopo l'unità, il nuovo stato italiano privilegiò Perugia come capoluogo di una vastissima provincia, che inglobava anche il territorio spoletino e si estendeva fino alla Sabina, relegando quindi Spoleto ad un ruolo di secondo piano.
Infine, con la successiva promozione di Terni a capoluogo di provincia, nel 1927, Spoleto ha finito per perdere definitivamente il suo antico ruolo di centro politico-amministrativo dell'Umbria meridionale.
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Luoghi di culto [modifica]
- Il Duomo o cattedrale di Santa Maria assunta, sorto nel 1067 sui resti di una chiesa del IX secolo. Notevoli gli affreschi del Pinturicchio nella cappella Eroli e di Filippo Lippi nell'abside della navata centrale.
- La chiesa di San Salvatore (IV-V secolo, con rifacimenti longobardi dell'VIII secolo), fra le più antiche basiliche di origine paleocristiana in Italia.
- La chiesa di Santa Eufemia (XII secolo), costruita nell'area di una insula, di cui restano mosaici e mura (e che costituisce un raro caso italiano di chiesa romanica con i matronei).
- Il monastero di Sant'Agata e la chiesa di San Pietro.
- La chiesa di Sant'Ansano, del primo medioevo, costruita sul sito del tempio romano dedicato a Giove, riconoscibile ancora nella cripta.
- Le chiese romaniche di San Gregorio Maggiore, San Domenico, San Ponziano, San Giuliano e San Paolo inter vineas.
- Il complesso monumentale di San Nicolò.
- La chiesa della Manna d'oro.
- La chiesa di Santa Maria della Consolazione
- La chiesa dei Santi Giovanni e Paolo: con un affresco raffigurante l'uccisione di Thomas Becket, avvenuta nel 1170, ad opera di Alberto Sotio, solo di pochi anni successivo all'episodio raffigurato (la chiesa fu consacrata nel 1174).
Monumenti civili [modifica]
- La Rocca albornoziana sorge alla sommità del colle Sant'Elia da dove domina la valle umbra. Possiede due cortili interni e sei torri, tra cui quella comunemente chiamata "della spiritata", e la "camera pinta", affrescata con dipinti quattrocenteschi.
- Il Ponte sanguinario, di epoca romana, attualmente al di sotto del piano stradale, riscoperto solo nel XIX secolo. Si trova esattamente in corrispondenza dell'attuale centro viario di piazza della Vittoria ed è visitabile scendendo una rampa di scale che parte direttamente dalla piazza. Lungo 24 m ed alto 9, risulta essere in ottimo stato di conservazione. È costituito da blocchi di travertino squadrati che compongono tre arcate, di cui una ancora interrata. Il ponte permetteva alla via Flaminia di oltrepassare il torrente Tessino, che oggi scorre qualche decina di metri più a nord-est; quando questo gradualmente cambiò sede, il ponte restò semplicemente un tratto della via e col tempo venne interrato. Il nome è probabile che derivi dall'antica e vicina porta Sandalapius, ma la tradizione popolare lo associa alla vicinanza dell'anfiteatro romano, dove si ritenevano avvenuti molti martirî.
- L'arco di Druso, romano, costruito lungo il tracciato urbano della via Flaminia, che introduceva al foro (sito attuale di piazza del Mercato), eretto nel 23 d.C. in onore di Druso minore.
- Il palazzo Spada, sede del Museo del tessile e del costume.
- Il palazzo Racani Arroni, con i suoi graffiti monocromatici cinquecenteschi.
- Il ponte delle Torri, lungo 230 m, monumento simbolo della città: è un acquedotto romano-longobardo secondo alcuni, tardo-medievale secondo altri, unico nella sua altezza di 82 m. Il monumento è interessato da un delicato intervento di monitoraggio dello stato tensionale delle murature. Esso viene considerato un'anomalia per l'epoca della sua costruzione: di fatto, raramente nella stessa epoca vennero costruite opere di uso civile di tale imponenza. L'opera viene celebrata da Goethe nel suo Italienische Reise. Il luogo è divenuto nel tempo tristemente famoso anche per il verificarsi di alcuni episodi di suicidio[3].
- L'elegante Casa romana del I secolo d.C., appartenuta a Flavia Vespasia Polla, madre dell'imperatore Vespasiano, decorata con pavimenti e mosaici ancora intatti.
- La Torre dell'olio, del XIII secolo, e la porta Fuga: la prima così chiamata perché da essa, in difesa della città, si soleva gettare olio bollente sui nemici che assediavano la sottostante porta Fuga, appartenente alla prima cinta muraria urbica). Si narra che molti nemici, i più illustri Federico Barbarossa e Annibale, subirono ingenti perdite da questa strategia di difesa (da cui il nome "Fuga" della sottostante porta)[2].
- Palazzo comunale, del Duecento.
- Diversi palazzi del XVIII secolo: palazzo Collicola (sede del Museo Carandente, Palazzo Collicola - Arti visive, con opere di Calder, De Gregorio, Pomodoro ed altri), palazzo Campello e palazzo Ancaiani, sede del Centro italiano di studi sull'alto medioevo.
- Il Teatro romano, utilizzato in epoca medievale come cava di pietre a servizio in particolare dell'edificazione della Rocca, del vicino palazzo Ancaiani e della torre campanaria del Duomo (data l'origine romana del materiale di recupero, molti simboli pagani, come ad esempio i falli alati portafortuna, sono tuttora visibili sul campanile della cattedrale.
- Il teatro Caio Melisso, di origine seicentesca, abbandonato dopo l'inaugurazione del Nuovo e successivamente riabilitato.
- Il Teatro Nuovo "Gian Carlo Menotti", del 1864, progettato dall'architetto Ireneo Aleandri e voluto dalla borghesia cittadina per l'insufficiente capienza del già esistente teatro Caio Melisso. Con i suoi 800 posti e l'ampiezza del palcoscenico di 25 m, risulta essere il più grande Teatro all'italiana dell'Umbria[senza fonte]. Il 29 giugno 2007, in occasione dell'avvio della cinquantesima edizione del Festival dei Due Mondi, il teatro è stato riaperto al pubblico dopo un restauro durato 3 anni. Nel 2010, il Teatro è stato intitolato al maestro Gian Carlo Menotti.
- L'auditorium della Stella.
- Il Laboratorio di scienze della terra.
- Il Museo archeologico nazionale, ubicato all'interno dell'ex monastero di Sant'Agata e comunicante con il Teatro romano. Contiene reperti che illustrano la storia della città dalla protostoria al periodo tardo antico, nonché una sezione sul territorio della Valnerina in epoca preromana e romana.
- Il Museo Carandente, Palazzo Collicola - Arti visive.
- Il Museo diocesano.
- Il Museo nazionale del ducato di Spoleto, ubicato all'interno della Rocca albornoziana, che conserva numerose testimonianze altomedievali riferite al periodo della dominazione longobarda.
- Casa Menotti, Centro di Documentazione del Festival dei Due Mondi.
- La piazza del Duomo e la relativa scalinata.
- La piazza Del Mercato.
- Le vie di Fontesecca e dei Duchi, dove sono ancora visibili ed utilizzate le antiche botteghe medioevali.
- Cinte murarie urbiche. Spoleto presenta due cinte murarie urbiche:
- la prima sorta in epoca pre-romana, le cosiddette "mura ciclopiche", era costituita da enormi blocchi di pietra squadrati e racchiudeva l'agglomerato urbano precedente allo sviluppo medievale e dunque era molto più contenuta nell'estensione. Un esteso tratto di questo primo impianto è ancora oggi visibile in via Leoncilli, dove è visibile pure il rudere di una torre appartenuta alla cinta. Altri tratti sono stati di recente riportati alla luce a seguito di lavori;
- la seconda, di epoca medievale, realizzata a seguito del grande sviluppo medievale della città e alla formazione di borgate lungo le vie di accesso della città (Flaminia e Nursina). Proprio da questa seconda opera civile si evince lo sviluppo prevalentemente medievale e la grandezza della città dell'antichità: la cinta muraria in questione è a tutti gli effetti un'anomalia urbanistica difficilmente riscontrabile in altri impianti della stessa epoca in quanto le mura presentano uno dei più lunghi tratti rettilinei costruiti in epoca medievale (il tratto misura più di 1 km, è collocato nella zona più bassa e pianeggiante della città ed oggi risulta correre parallelamente a via Martiri della Resistenza).
Durante il ventennio fascista alcuni tratti delle mura medievali furono demoliti per consentire la costruzione di altre opere. Il tratto delle mura medievali più scosceso ed impervio è stato recuperato e restaurato in occasione dei lavori più recenti.
- Teodelapio di Alexander Calder: una scultura monumentale "stabile", dello scultore statunitense Alexander Calder, alta 18 metri, che fu realizzata nel 1962 nel piazzale della stazione ferroviaria per la mostra "Sculture in città", in occasione del Festival dei Due Mondi di quello stesso anno. La scultura poggia direttamente sull'asfalto della piazza e funge quasi da rotatoria, secondo le precise intenzioni dell'autore dell'opera, che la immaginò immersa ed attraversata proprio dalla caoticità del traffico cittadino.
Luoghi naturali [modifica]
- Il Bosco sacro del Monteluco, una lecceta secolare che ricopre i pendii e la sommità del Monteluco, attraversata da numerosi sentieri escursionistici che partendo dal ponte delle Torri raggiungono numerose località di interesse storico e naturalistico. All'interno della foresta si trovano diversi eremi di fondazione francescana, mentre alla sommità del Monteluco sorge il convento francescano del XII secolo. La frase di san Francesco d'Assisi, "Nihil jucundius vidi valle mea spoletana", in riferimento alla valle umbra, è riportata su una lapide posta al Belvedere del Monteluco.
- Passeggiata panoramica del "giro della Rocca", che circonda la sommità del colle Sant'Elia, su cui sorge la Rocca albornoziana e l'attiguo sentiero "giro dei Condotti", con panorami sulla Valle umbra e su Spoleto.
Visitarono Spoleto [modifica]
- Nel giugno del 1876, Giosuè Carducci, inviato come ispettore al liceo di Spoleto e volle visitare le Fonti del Clitunno, a mezz'ora di carrozza dalla città, traendone ispirazione per una delle Odi barbare, intitolata Alle Fonti del Clitunno.
- Johann Wolfgang von Goethe vi soggiornò nel 1786, descrivendo con ammirazione il ponte delle Torri nel Viaggio in Italia.
- Il 28 aprile 1911 lo scrittore tedesco Hermann Hesse, scrisse in una cartolina a sua moglie: "Spoleto è la scoperta più bella che ho fatto in Italia", "c'è una tale ricchezza di bellezze pressoché sconosciute, di monti, di valli, foreste di querce, conventi, cascate!"[4].
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[5] 
Il comune di Spoleto ha fatto registrare nel censimento del 1991 37.763 abitanti. Nel censimento del 2001 la popolazione è risultata di 37.889 abitanti, distribuiti in 13.304 nuclei familiari, con una media per nucleo di 2,85 componenti.
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Secondo i dati ISTAT[6] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 4.024 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 962 2,43%
Albania 920 2,32%
Marocco 652 1,65%
Cultura [modifica]
- Centro italiano di studi sull'alto medioevo 1951, promotore di convegni e di pubblicazioni;
- Teatro lirico sperimentale (1947).
- Scuola comunale di musica e danza Alessandro Onofri.
Il comune fa parte dell'associazione degli Azzano d'Italia, undici fra comuni e frazioni che portano nel loro nome il termine Azzano e che hanno i cittadini che si chiamano azzanesi: Azzano d'Asti, Azzano Decimo, Azzano Mella, Azzano San Paolo, Castel d'Azzano e sei frazioni.
Comunità ebraica di Spoleto [modifica]
| Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Spoleto. |
Dal XIII al XVI secolo Spoleto fu sede di un piccola comunità ebraica. A testimonianza della sua storia rimane oggi solo nella toponomastica cittadina il nome di una via: San Gregorio della Sinagoga.
Eventi [modifica]
- Il Festival dei Due Mondi (conosciuto anche come "Spoleto Festival"), fondato nel 1958 dal maestro compositore Gian Carlo Menotti, che con i suoi spettacoli di prosa, danza, concerti, mostre e film nell'ambito di Spoletocinema, rappresenta una manifestazione di livello internazionale. Dopo la morte di Menotti, dal 2008 il Festival è stato affidato alla direzione di Giorgio Ferrara.[7]
- Ogni anno, nel mese di agosto, si svolge "Spoleto Estate", rassegna di appuntamenti culturali, musicali e di spettacolo che vedono spesso protagonisti delle celebrità.
- Ogni anno, nel mese di agosto, si svolge nella vicina frazione di Bazzano il "Mama Umbria International Festival", curato dalla coreografa statunitense Ellen Stewart, fondatrice del teatro La MaMa E.T.C. di New York.
- Dal 1995 Spoleto accoglie annualmente (nel mese di dicembre) il "Premio nazionale per il cortometraggio sociale Nickelodeon"[8].
- Dal 1999 sono istituiti gli "Eventi di fine anno": durante il periodo natalizio la città organizza iniziative culturali e per l'intrattenimento collettivo, specie in occasione del Capodanno.
- Dal 2003 Spoleto accoglie annualmente (nel mese di maggio) la "Settimana internazionale della danza", trasferitasi da Perugia ed ancor prima da Rieti. La manifestazione ha lo scopo di ricercare e promuovere nuove giovani stelle nascenti della danza classica e moderna.
- Dal 2004 si svolge nella città, nel mese di settembre, l'iniziativa "Le stelle europee del gusto".
- Dal 2005 è istituita l'iniziativa enogastronomica "Vini nel mondo", una mostra dislocata negli interrati più antichi della città con vini prodotti da più di 160 cantine dall'Italia e da tutto il mondo. Nell'edizione 2008 è stato battuto, nell'ambito della manifestazione, il record mondiale di calice di vetro più grande al mondo: il calice, pezzo unico disegnato e realizzato dal maestro vetraio vicentino Massimo Lunardon – ha fatto segnare un'altezza di 2,03 metri per 48 cm di diametro e 3 cm di spessore; entrato quindi nel Guinnes dei Primati, è ora esposto nella Galleria civica d'arte moderna della città.
- Dal 2007 è istituita l'iniziativa enogastronomica "Spoleto tipica", mostra mercato dei prodotti tipici che si svolge nei fine settimana compresi tra il 1 e l'11 novembre.
- "Stagione lirica sperimentale" , frutto dell'attività svolta dal Teatro lirico sperimentale, dove i vincitori del concorso lirico portano in scena opere del repertorio operistico ed opere del teatro musicale contemporaneo.
Persone legate a Spoleto [modifica]
- Caio Melisso (I secolo a.C.), commediografo e bibliotecario di fiducia di Augusto
- Lucrezia Borgia (1480-1519), figlia di papa Alessandro VI, fu governatrice della città
- Filippo Lippi (1406-1469), pittore rinascimentale, morto a Spoleto, dopo aver dipinto il ciclo di affreschi nel Duomo di Spoleto
- Berardo Eroli (1409-1479), cardinale
- Costantino Eroli (prima metà del XV secolo – 1500), vescovo e giurista
- Vincenzo Acqua (1693-1772), vescovo
- Francesco Eroli (seconda metà del XV secolo – 1540), vescovo
- Pierleone Leoni (ca. 1440–1492), medico personale di Lorenzo de Medici
- Lo Spagna (1450–1528), pittore rinascimentale, sposò una nobildonna spoletina e operò molto nel comprensorio
- Girolamo Fantini (1600-1675), trombettista e compositore
- Loreto Vittori (1600–1670), cantante e commediografo
- Giovanni Gherardi (prima metà del '600-1683), attore, detto Flautino
- Papa Leone XII, nato Annibale Francesco Clemente Melchiorre Girolamo Nicola Sermattei della Genga (Spoleto, 1760 – Roma, 1829), è stato il 252º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (1823-1829).
- Giovanni Battista Pianciani (1784–1862), religioso gesuita cultore di fisica e altre scienze naturali
- Pompeo Di Campello (1803–1884), Ministro degli Affari Esteri del Regno d'Italia
- Francesco Possenti (1838 - 1862), al secolo San Gabriele dell'Addolorata
- Giovanni Boldini (1842–1931), pittore (di padre spoletino)
- Ermete Stella (Spoleto, 1855 – Acquasparta, 1937), musicista, compositore e direttore di banda italiano
- Basilio Pompilj (1858-1931), cardinale e vicario del Papa per la Diocesi di Roma
- Angelica Pandolfini (1871 - 1959) soprano
- Angelo Oliviero Olivetti, (1874-1931), politico, politologo, giornalista e avvocato
- Gregorio Maltzeff (1881-1953), pittore russo
- Piero Belli (1882-1957), giornalista e scrittore
- Vittorio Sogno (1885 - ...), militare e agente segreto
- Alberto Bechi Luserna (1904–1943), militare e scrittore
- Anna Mahler (1904–1988), scultrice austriaca
- Gian Carlo Menotti (1911–2007), compositore, fondatore del Festival dei Due Mondi
- Alberto Talegalli (1913-1961), attore
- Guido Carli (1914-1993), dirigente d'azienda, economista e politico
- Leoncillo Leonardi (1915–1968), scultore
- Ellen Stewart (1919 - 2011), regista, coreografa, autrice e produttrice americana, fondatrice del Cafè La MaMa a New York.
- Marcello Lucini (1920-1974), giornalista e scrittore
- Giovanni Carandente (1920 - 2009), storico, critico e collezionista d'arte
- Enrico Sabbatini (1932-1998), costumista Cinema e TV
- Giorgio Pressburger (1937), regista teatrale e cinematografico, scrittore, saggista e traduttore
- Walter Tobagi (1947-1980), giornalista, assassinato in un attentato terroristico
- Remo Venturi (1927), ex-motociclista
- Pietro Biondi (1939), attore e doppiatore
- Vincenzo Cerami (1940) scrittore, sceneggiatore, assessore alla cultura del Comune di Spoleto
- Domenico Benedetti Valentini (1946), deputato
- Ada Spadoni Urbani (1946), senatrice
- Michael Gregorio, pseudonimo dei due scrittori Michael G. Jacobs e Daniela De Gregorio
- Francesco Aracri (1952), deputato
- Angelo Orazi (1951), ex-calciatore della Roma
- Domenico Zampolini (1957), ex-nazionale di pallacanestro
- Roberto Brunamonti (1959), ex-nazionale di pallacanestro
- Mauro Boccafresca (1962), ex-calciatore
- Antonello Palombi, tenore
- Marco Martani (1968), sceneggiatore e regista
- Maria Elena Vandone (1980), attrice e showgirl
- Ivan Zaytsev (1988), pallavolista della Lube Macerata e della nazionale italiana.
Film girati a Spoleto [modifica]
Per il particolare aspetto scenografico dei suoi scorci, specie nel suo centro storico, a Spoleto sono stati girati diversi film, specie fra gli anni sessanta e settanta, con famosi attori e registi.
- Kean, di Guido Brignone, con Rossano Brazzi, Germana Paolieri, (1940)
- I pagliacci, di Giuseppe Fatigati, con Alida Valli, Beniamino Gigli, Carlo Romano (1943)
- Mariti in pericolo, di Mauro Morassi, con Mario Carotenuto, Sylva Koscina, Memmo Carotenuto, Franca Valeri, Pupella Maggio (1960)
- Vita privata, di Louis Malle, con Brigitte Bardot e Marcello Mastroianni (1961)
- Controsesso, episodio Il professore, di Marco Ferreri, con Ugo Tognazzi (1964)
- Caccia alla volpe, di Vittorio De Sica, con Peter Sellers, Paolo Stoppa, Tino Buazzelli, Victor Mature (1966)
- Vedo nudo, episodio l'ultima vergine, di Dino Risi, con Nino Manfredi, Sylva Koscina, Enrico Maria Salerno (1969)
- La Califfa, di Alberto Bevilacqua, con Ugo Tognazzi e Romy Schneider (1971)
- L'etrusco uccide ancora, di Armando Crispino, con Alex Cord, Samantha Eggar, Enzo Cerusico, Carlo De Mejo (1972)
- Cagliostro, di Daniele Pettinari (1975), con Bekim Fehmiu, Rosanna Schiaffino, Massimo Girotti, Luigi Pistilli
- Il medaglione insanguinato, di Massimo Dallamano (1975), con Richard Johnson, Joanna Cassidy, Ida Galli e Nicoletta Elmi
- I Borgia, film TV di Brian Farnham, con Adolfo Celi, Oliver Cotton, Alfred Burke (1982)
- I miei primi quarant'anni, di Carlo Vanzina, con Pierre Cosso e Carol Alt (1987)
- Io e mia sorella di Carlo Verdone, con Carlo Verdone, Ornella Muti, Elena Sofia Ricci (1987)
- inoltre, al Teatro Nuovo di Spoleto sono state girate alcune sequenze dei film Lo sceicco bianco (1952) di Federico Fellini e Quattro mosche di velluto grigio (1971) di Dario Argento.
Geografia antropica [modifica]
Frazioni [modifica]
Acquacastagna, Acquaiura, Ancaiano, Azzano, Baiano, Bazzano Inferiore, Bazzano Superiore, Beroide, Camporoppolo, Campo Salese, Casal di Mezzo, Casigliano, Cerqueto, Cese, Collerisana, Collicelli, Cortaccione, Crocemaroggia, Eggi, Fogliano, Forca di Cerro, Madonna di Baiano, Maiano, Messenano, Montebibico, Monteluco, Monte Martano (sorge sull'omonimo monte ed è sede di un castello), Morgnano, Morro, Ocenelli, Palazzaccio, Patrico (in cui si trova Mustaiole), Perchia, Petrognano, Pompagnano, Pontebari, Poreta, Protte, Rubbiano, San Brizio, San Giacomo, San Giovanni di Baiano, San Gregorio di Ocenelli, San Martino in Trignano, San Nicolò, San Severo, San Silvestro, Santa Croce, Sant'Anastasio, Sant'Angelo in Mercole, Santo Chiodo, San Venanzo, Silvignano, Somma, Strettura, Terraia, Terzo la Pieve, Terzo San Severo, Testaccio, Uncinano, Valdarena, Valle San Martino, Vallocchia.
Economia [modifica]
Dopo l'unificazione, divenuta Perugia capoluogo dell'Umbria, Spoleto perse progressivamente il ruolo di centro amministrativo. Ai gravi contraccolpi economici si pose a parziale rimedio nei primi anni del Novecento, con la costruzione di opifici in prossimità delle mura, con l'attivazione delle miniere di lignite nella vicina frazione di Morgnano[9] e con la costruzione, nel 1909, del Cotonificio e di un'industria chimica per la trattazione del fosforo.
Al fine di integrare nel bacino di utenza spoletino le popolazioni montane della Valnerina, a fine ottocento si iniziò la progettazione di una strada di collegamento adeguata tra Spoleto e Norcia; successivamente, si passò alla realizzazione di un collegamento ferroviario (la Ferrovia Spoleto Norcia), operativo dal 1926 al 1968, il cui tracciato è ancora oggi ritenuto un capolavoro di ingegneria civile.
Turismo, artigianato, industria ed agricoltura, affiancati dal commercio e dal terziario, sono le solide basi su cui poggia l'economia spoletina. L'artigianato vanta una solida tradizione di tessuti, ricami e sellerie; l'agricoltura, con la produzione di ottimo e rinomato olio extravergine di oliva (numerose sono le aziende del settore in zona: Monini, Costa D'Oro, C.U.FR.OL., Coricelli etc.), continua una tradizione antica di secoli; la piccola e media industria, con aziende che operano nel settore metalmeccanico, tessile e grafico, ben si affianca all'economia locale.
Ma la voce più rappresentativa del comparto economico spoletino è senz'altro quella del turismo. Spoleto è oggi uno dei principali centri turistici dell'Umbria, conosciuto a livello internazionale; i motivi che hanno determinato questo successo sono riconducibili al grande patrimonio storico, artistico, culturale e naturale che offrono la città ed il suo territorio.
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Ferrovie [modifica]
Sul territorio comunale sono presenti 3 stazioni ferroviarie a Spoleto, Baiano di Spoleto e San Giacomo di Spoleto.
| Per approfondire, vedi Categoria:Stazioni ferroviarie di Spoleto. |
Mobilità alternativa [modifica]
Nel 1996 è stato approvato il progetto di mobilità alternativa "Spoleto città aperta all'uomo", volto alla chiusura del centro storico al traffico automobilistico ed al completo utilizzo del suo potenziale turistico. Il primo progetto di rendere il centro storico di Spoleto privo di auto, e quindi di pedonalizzare il suo nucleo storico artistico, è dell'architetto Kenzo Tange e risale al 1987; prevedeva percorsi meccanizzati su tapis roulant direttamente in superficie. Successivamente, sono stati proposti nuovi progetti, fino a giungere a quello in fase esecutiva di ultimazione nel 2008, che comunque è stato notevolmente modificato da varianti in corso d'opera. Il progetto si articola in tre parcheggi posti in prossimità del centro storico, da dove poi partono tre percorsi meccanizzati sotterranei o superficiali (tapis roulant, scale mobili ed ascensori, il cosiddetto Sistema ettometrico) che trasportano residenti e turisti direttamente nel centro storico. Il progetto è stato pensato completamente privo di barriere architettoniche.
Dei tre stralci previsti, nell'anno 2008 si completa il secondo, mentre nel 2010 il terzo. Il primo è tuttora in fase esecutiva di realizzazione.
- Primo stralcio: Parcheggio "Posterna" - Piazza Campello
Il parcheggio, realizzato su una grande area (in precedenza mai sfruttata) all'interno del perimetro delle mura medioevali, è realizzato su più livelli ed ospita 700 posti auto; da questo parcheggio parte una galleria sotterranea in lieve pendenza che attraversa il centro storico in tutta la sua larghezza. I sistemi di trasporto meccanizzati installati al suo interno (tapis roulant), convogliano gli utenti in piatteforme di scambio, da cui poi si risale in superficie attraverso degli ascensori. Le uscite previste sono in piazza Pianciani, piazza del Mercato e piazza Campello.
- Secondo stralcio: Parcheggio "Spoletosfera" - Piazza della Libertà
Il parcheggio multipiano, aperto nel 2006 e reso completamente funzionante nel 2007, è stato realizzato sotto una zona adibita a verde cittadino, ospita 400 posti auto ed è collegato a piazza della Libertà attraverso un lungo percorso meccanizzato di tappeti mobili sotterranei.
- Terzo stralcio: Parcheggio "Via del tiro a segno" - Duomo - Rocca Albornoziana
Il parcheggio, realizzato a cielo aperto, è ubicato nella zona bassa della città, in prossimità della Basilica di San Salvatore, ed è destinato ad accogliere autobus e camper; è collegato a Piazza Duomo ed alla Rocca con un percorso meccanizzato realizzato in superficie, a ridosso del tratto più scosceso e, quindi, anche meno frequentato delle mura urbiche cittadine. È stato inaugurato nel 2010.
Amministrazione [modifica]
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 14 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Massimo Brunini | centro-sinistra | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | in carica | Daniele Benedetti | centro-sinistra | Sindaco | |
Gemellaggi [modifica]
Sport [modifica]
Ciclismo [modifica]
- Il 25 maggio 1977 la 6ª tappa del Giro d'Italia 1977, partita da Pescara, si è conclusa con l'arrivo in salita a Monteluco di Spoleto, con la vittoria di Mario Beccia.
- Il 13 maggio 2004 la 5ª tappa del Giro d'Italia 2004, partita da Civitella in Val di Chiana, si è conclusa a Spoleto con la vittoria dell'australiano Robbie McEwen.
- Il 18 maggio 2007 Spoleto è stata di nuovo traguardo di tappa. La 6ª tappa del 90º Giro d'Italia con partenza da Tivoli e arrivo nel viale della Stazione, dopo 181 km, 3 GPM (Terminillo, 1.894 m - Forca Capistrello, 1.211 m - Forca di Cerro, 734 m) e circuito cittadino, ha visto la vittoria del colombiano Luis Felipe Laverde Jimenez. Il 19 maggio 2007 la 7ª tappa è ripartita da Spoleto (piazza Vittoria) con destinazione l'Autodromo Internazionale del Mugello.
- A Spoleto è attivo il Mountain Bike Club Spoleto, un'associazione sportiva amatoriale nata nel 1992 per iniziativa di un gruppo di appassionati di ciclismo fuoristrada. L'associazione partecipa anche a gare agonistiche: nel 2005 ha ottenuto due primi posti al campionato Nazionale CSI e tre piazzamenti nelle categorie Donne-M5, al Challenge umbro, e gestisce anche un campo-scuola per mountain bike.
Ginnastica [modifica]
In questa disciplina sportiva è molto attiva a livello organizzativo, ma non solo, la Polisportiva Dilettantistica La Fenice. Dal 2003, ogni due anni viene disputato un torneo internazionale denominato International Spoleto Cup di ginnastica ritmica, che ha avuto fra le sue vincitrici ginnaste del calibro di Anna Bessonova 2003, Vera Sessina 2005 e Eugenia Kanaeva 2007.
Pallavolo [modifica]
Il migliore risultato ottenuto dalla pallavolo maschile a Spoleto è stato il raggiungimento dei quarti di finale nel Campionato di Serie A 1991/'92. La squadra, allora denominata Olio Venturi fu eliminata nella gara decisiva dalla Sisley Treviso, che vinse per 3-2 in casa.
Baseball [modifica]
L'Associazione Sportiva M.M. Marconi Baseball Softball ha militato nella serie C2 dal 1995 al 1999, mantenendo sempre una o due squadre giovanili, mentre la squadra di softball è salita in serie C1 dal 1996.
Dal 1998 la Società organizza ogni anno il Torneo Città di Spoleto, che si svolge nel primo fine settimana del mese di settembre.
Pugilato [modifica]
Fondata nel 1946 da Dante Burli, l'Associazione Sportiva Dilettantistica Boxe Spoleto è tra i pochi sodalizi pugilistici Italiani a potersi fregiare del titolo di "Società di Interesse Nazionale"; assegnato dalla Federazione Pugilistica Italiana nel 1984, anno delle Olimpiadi di Los Angeles. Dal 2010, ad un anno della scomparsa del suo fondatore, la Boxe Spoleto organizza nel novembre un Memorial intitolato al suo fondatore ed inserito in una grande manifestazione denominato " Tre giorni di Pugilato a Spoleto". Altresì è l'unica Associazione sportiva Italiana a praticare la nuovissima disciplina sportiva della " Chessboxing".
Galleria fotografica [modifica]
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Interno della chiesa di Sant'Eufemia, raro esempio di chiesa romanica dell'Italia centrale con matronei
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente a gennaio 2012.
- ^ a b Scrive Tito Livio: (Annibale) "attraversa l'Umbria e arriva a Spoleto. Dopo aver devastato il suo territorio, cerca di occupare la città; respinto dopo una carneficina dei suoi soldati, e ritenendo dal poco successo del tentativo contro una piccola colonia, che una città come Roma gli avrebbe opposto ingenti forze, si dirige verso il Piceno".
- ^ UN ALTRO SUICIDIO DAL PONTE, È IL TERZO DEL 2012
- ^ da Hermann Hesse - Italien, Ed. Suhrkamp, Berlino 1983
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Statistiche demografiche ISTAT
- ^ Chi siamo - Giorgio Ferrara. URL consultato in data 16-05-2011.
- ^ Pagina sul premio Nickelodeon.
- ^ Che sarà teatro di una sciagura, il disastro di Morgnano, il 23 aprile 1955. Si veda il Resoconto stenografico della seduta del 22 marzo 1955 della Camera dei deputati
Voci correlate [modifica]
- Arcidiocesi di Spoleto-Norcia
- Ducato di Spoleto
- Centro italiano studi alto medioevo
- Longobardi
- Ferrovia Spoleto Norcia
- Festival dei Due Mondi
- Teatro lirico sperimentale
- Associazione nazionale città del pane