Spina Centrale
La Spina Centrale di Torino è un ambizioso progetto, già realizzato in parte, di costruire un unico boulevard che attraversi la città da Nord (allacciamento al Raccordo autostradale 10 Torino - Caselle Torinese) a Sud (Largo Turati) sfruttando il progetto parallelo della copertura dei binari del Passante ferroviario di Torino.
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[modifica] Caratteristiche
Il boulevard è stato progettato dall'architetto Vittorio Gregotti e avrà caratteristiche architettoniche uniche lungo tutto il suo percorso. La caratteristica principale, oltre a materiali di particolare qualità, sono i cosiddetti "pali bianchi", particolari ed imponenti strutture tubolari a sostegno (non esclusivo) dell'impianto di illuminazione.
Il progetto del viale include un suo arricchimento con opere d'arte contemporanea di artisti di fama internazionale.
Il progetto ha ispirato una analoga idea per il progetto del "secondo passante di Torino", in corrispondenza dell'asse di Corso Marche, ancora di ipotetica realizzazione.
[modifica] Le Spine
La "spina" si divide in 4 progetti distinti. Nel linguaggio comune le Spina 1, 2, 3, e 4 rappresentano, oltre che ad una parte del boulevard, anche la riqualificazione (in certi casi imponente) delle aree circostanti.
[modifica] Spina 1
Il tracciato della Spina parte da Corso Unione Sovietica, all'altezza di Largo Turati. La copertura del Passante tra Corso Unione Sovietica e Largo Orbassano nella zona chiamata "Clessidra", già ultimata, permetterà l'allargamento di Corso De Nicola (senso unico verso ovest) e di Via Tirreno (senso unico verso est). Il completamento di Corso De Nicola è in fase avanzata.
Tra Largo Orbassano e Corso Vittorio Emanuele II si ha l'unico vero tratto di Spina già interamente realizzato. Il viale interessa Corso Mediterraneo, mentre dopo l'incrocio con Corso Peschiera, prende il nome di Corso Castelfidardo fino ad incrociare Corso Vittorio Emanuele II.
L'intervento su questo tratto di Spina 1 è e sarà uno dei più maestosi: grazie all'enorme spazio a disposizione, tra Via Caboto e Corso Peschiera si hanno 3 corsie per senso di marcia, un controviale pavimentato con pietra di fiume intervallati da ampi spartitraffico verdi. Ampissimi sono anche i marciapiedi, soprattutto sul lato est, ed è stata realizzata anche una pista ciclabile.
Largo Orbassano è stato totalmente riqualificato con aree verdi e una riorganizzazione viabile. All'interno del giardino centrale, è stata posta l'opera d'arte dell'artista Per Kirkeby Opera per Torino.
L'incrocio tra Corso Lione e Corso Mediterraneo ospita la scultura dell'artista Mario Merz chiamata Igloo, immersa in un'ampia fontana. La scultura è diventata, nell'iconografia cittadina, uno dei simboli della riqualificazione della città di Torino.
Nelle vicinanze del'Igloo, e più precisamente nel triangolo compreso tra Corso Lione, Corso Mediterraneo e Via Rivalta, doveva sorgere il nuovo Grattacielo della Regione Piemonte. Il cambio ai vertici della Regione Piemonte ha determinato però, attraverso la decisione della nuova Giunta presieduta dall'Onorevole Mercedes Bresso, un cambio destinazione dell'opera che verrà costruita nel quartiere di Nizza Millefonti. Le cubature disponibili del piano regolatore tuttavia sono rimaste disponibili e il quartiere di Borgo San Paolo ora vede la riconversione di questo triangolo, un tempo occupato dagli stabilimenti industriali della Materferro, completato da un progetto che comprende la costruzione di due edifici a torre[1]. Gli edifici, uno a destinazione terziario e l'altro a residenziale, avranno altezza rispettivamente di 100 e 65 metri. Il progetto è il vincitore di una gara internazionale indetta dalla società edile Franco Costruzioni vinta dallo studio tedesco Stoermer.
Tra Corso Mediterraneo e Corso Ferrucci l'artista Giuseppe Penone ha creato un giardino-opera d'arte chiamato l'Albero-Giardino.
Nel tratto di Corso Castelfidardo, il boulevard attraversa le strutture del recente ampliamento del Politecnico di Torino. Queste lo scavalcano "a ponte" in due punti, e per questo motivo sono simpaticamente entrati nel linguaggio comune come gli autogrill. In corrispondenza di tali strutture, sarà realizzata sul lato ovest la Piazza del Politecnico, che se da un lato sarà costeggiata dal boulevard, sugli altri tre avrà come cornice edifici della struttura universitaria che disporranno anche di diversi locali e di strutture di intrattenimento. L'edificio ad ovest, ospita ad oggi il quartier generale della General Motors Powertrain Europe.
Nella stessa area, ad ovest di corso Castelfidardo, sono stati recuperati diversi edifici delle dismesse Officine Grandi Riparazioni (OGR) che ora ospitano aule, laboratori ed una mensa studenti del Politecnico di Torino. Ad oggi, tuttavia, i tre edifici più monumentali del complesso, giacciono in stato di parziale abbandono e sono talvolta sede di mostre temporanee. Se ne prevede un completo recupero per le manifestazioni di Italia 2011 (il centocinquantenario dell'Unità d'Italia).
Il controviale ovest di Corso Castelfidardo è parzialmente interrotto all'altezza delle ex-OGR (Officine Grandi Riparazioni delle carrozze ferroviarie).
[modifica] Spina 2
La Spina 2 è uno dei tratti più complicati del progetto della Spina. Il tratto coinvolge l'intero Corso Inghilterra, da Corso Vittorio Emanuele II a Piazza Statuto.
Il boulevard affiancherà la costruenda stazione di Torino Porta Susa, che avrà gli accessi sul nuovo Corso Inghilterra oltre che su Corso Bolzano. Detta stazione sostituirà il fabbricato attuale situato in Piazza XVIII Dicembre.
Successivamente, il viale si inabisserà sottopassando Piazza Statuto che verrà parzialmente pedonalizzata e riqualificata.
Il tratto della Spina, seppur limitato rispetto agli altri tre, sarà probabilmente connotato da interventi urbanistici di grande portata.
La nuova stazione di Porta Susa sorgerà nell'area ad ovest di corso Inghilterra. Sebbene interrata, avrà un fabbricato fuori terra a forma di semicilindro trasparente, e occuperà la sezione che va da Piazza XVIII Dicembre a Corso Matteotti.
Nella stessa area, il progetto di RFI prevede anche la costruzione di un grattacielo di 100 metri. Tuttavia RFI non ha mai presentato un progetto definitivo per la costruzione del grattacielo, mentre nel frattempo il gruppo assicurativo Fondiaria Sai ha espresso più volte l'intenzione di costruire il proprio centro direzionale sulle aree della Spina che potrebbe sorgere sia in sostituzione di quello previsto da RFI sia nell'area di Spina 1 nel triangolo compreso tra Corso Lione, Corso Mediterraneo e Via Rivalta.
Attualmente sono in corso i lavori per la sistemazione definitiva delle carreggiate ad est del viale, essendo la parte ovest occupata dal cantiere della costruenda Torino Porta Susa.
[modifica] Spina 3
Delle quattro, la Spina 3[2], con oltre 1 milione di metri quadrati, occupa la superficie più ampia ed è uno dei più grandi interventi del Piano Regolatore Torino, con investimenti complessivi nell'area di circa 800 milioni di euro.
L'area è suddivisa in sette macrozone, create in corrispondenza di altrettanti fabbricati industriali dismessi intorno agli anni ottanta. Rispettivamente, i tre ex impianti siderurgici della CimiMontubi (Valdocco, Vitali, Valdellatorre), più gli ex stabilimenti Michelin, Paracchi, Fiat Nole, Ingest, fino alle Officine Savigliano.
Molte delle trasformazioni nell'area di Spina 3 sono già state realizzate: in primo luogo l'Environment Park, uno dei due parchi tecnologici torinesi nati da operazioni di trasformazione urbana. Esso sorge sulle aree ex-Teksid (circa 25.000 m²) ed è stato realizzato tra il 1997 ed il 2000 su progetto di Emilio Ambasz, Benedetto Camerana e Giovanni Durbiano, attraverso finanziamenti dell'Unione Europea. Sempre nel comprensorio Valdocco lo studio studio Isola Architetti ha realizzato il complesso residenziale Isole nel Parco dove è situato uno degli edifici più alti della città, la Residenza La Torre (70 m).[3]
Di fronte all'Environment Park, è stato inaugurato nel 2003 il Centro Commerciale Dora (comprensivo della multisala cinematografica The Space, ipermercato Ipercoop, una galleria commerciale e parcheggio multipiano). Il centro è sorto sull'area ex-Michelin (di circa 100.000 m²) compresa tra via Livorno, via Treviso e corso Umbria.
L'insediamento (finanziato dalla società Sviluppo Dora - Novacoop e da un gruppo di imprenditori milanesi) comprende anche nuovi insediamenti residenziali in corso Umbria, per complessivi 350 alloggi.
Nell'area Michelin-nord, insieme ad altri interventi previsti, è stato realizzato il principale villaggio media per le Olimpiadi costituito da tre torri da circa 70 metri che si affacciano su corso Mortara. Dopo il 2006, il villaggio media è stato riconvertito quasi per intero a residenza popolare.
L'area Vitali è racchiusa tra via Orvieto, via Verolengo, via Borgaro e l'attuale corso Mortara (che sarà interessato dall'interramento in tunnel). In questo quadrilatero sorgevano le Ferriere Teksid. Il recupero, firmato dallo studio di architetti francese Buffi Associés, è stato già in parte realizzato lungo via Orvieto, attraverso la realizzazione di un comprensorio di terziario (il Vitalipark), più un misto di residenziale e terziario che comprende l'ipermercato della catena Bennet, l'Art Hotel Olympic ed una torre di 55 metri. Tutte queste strutture si affacciano su una piazza pedonale interna. L'isolato deve essere completato dalla costruzione di un complesso residenziale a sud di via Verolengo, completato da una torre da 70 metri ad uso terziario ad ovest della stessa, che si affaccierà quindi in largo Borgaro.
Nell'area tra piazza Piero della Francesca, via Valdellatorre e via Nole, è stata costruita la nuova sede della curia di Torino. Il complesso include anche la nuova chiesa del Santo Volto, progettata dall'architetto Mario Botta.
Il Programma di riqualificazione urbana di Spina 3 prevede poi la realizzazione del Parco Dora (450.000 m²), le cui linee guida sono state definite dall'architetto Andreas Kipar e la progettazione allo studio Peter Latz e associati. Sarà anche in gran parte "stombato" il fiume Dora Riparia che fu interrato all'epoca dell'espansione industriale torinese nel tratto tra via Livorno e corso Principe Oddone. Il fiume tornerà quindi a scorrere in superficie lungo tutto il suo corso.
[modifica] Spina 4
L'ultimo tratto del passante torinese è quello in corrispondenza di corso Venezia e del parco Sempione. La riqualificazione interesserà l'area delimitata da corso Vigevano, via Stradella, corso Venezia, il parco Sempione fino a corso Grosseto, e via Cigna.
L'interramento del passante (già in corso con la oramai realizzata "canna ovest"), interessa principalmente corso Venezia, che sarà raddoppiato conformemente al resto del viale della Spina, ed il parco Sempione, che sarà rivoluzionato con il prolungamento del corso Venezia e con la costruzione della stazione ferroviaria interrata Fossata Rebaudengo. Corso Venezia si raccorderà quindi con il raccordo autostradale per l'Aeroporto di Torino-Caselle, diventando così uno degli accessi principali alla città di Torino.
Un'altra maggiore riqualificazione sarà quella dell'area tra via Cigna e corso Venezia, già in corso con la costruzione di edifici residenziali.
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito del comitato istituzionale del Comune di Torino
- Comitato Dora Spina Tre, sito del comitato spontaneo dei residenti
- Spina 3: immagini dei suoi cantieri, del passato e del presente
[modifica] Note
- ^ Beppe Minello. Il terzo grattacielo, «La Stampa», 22 giugno 2008, 60.
- ^ Comitato Parco Dora. Vitali 2 Riportato il 2 gennaio 2008
- ^ Sito ufficiale del comune www.comune.torino.it, consultato nel marzo 2011
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