Sisinnio Mocci
Sisinnio Mocci (Villacidro, 31 dicembre 1903 – Roma, 24 marzo 1944) è stato un partigiano e antifascista italiano e una vittima delle Fosse Ardeatine.
[modifica] La vita
Sisinnio Mocci nasce a Villacidro (Medio Campidano) il 31 dicembre 1903 da Giuseppe e Barbara Piras[1]. Di professione operaio è da sempre comunista, nel 1931 si trova in URSS[2] dopo essere già stato emigrato in Argentina e Francia, poi è combattente in Spagna nelle Brigate Internazionali, è in seguito deportato nel campo francese di Vernet e poi a Ventotene[3]. Dopo l'8 settembre 1943 partecipa alla resistenza romana come comandante di una formazione partigiana capitolina. Ricercato, per un certo periodo si nasconde presso la villa romana del regista Luchino Visconti[4], poi, catturato dai nazifascisti il 28 febbraio 1944, sarà fucilato nell’eccidio delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.
Il 4 novembre 2001 il suo paese natale gli ha intitolato una piazza[5].
[modifica] Bibliografia
- Contu Martino, Sisinnio Mocci. Un villacidrese martire nelle Fosse Ardeatine, 1ª edizione, Cagliari, Tema Edizioni, 1995, Collana Anppia, pp. 64. ISBN 9788888919744
[modifica] Note
- ^ Nomi dei Martiri di via Rasella
- ^ da L'ombra lunga dell'esilio
- ^ La Sardegna nella 2a guerra mondiale
- ^ da L'Unione Sarda
- ^ Villacidro festeggiata la giornata dell'unità nazionale in ricordo dei caduti